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1Dieci dita per Babbo Natale Empty Dieci dita per Babbo Natale Gio Dic 16, 2021 10:47 am

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Venanzio Gobbi controlla pensieroso il calendario: non che si aspettasse di trovare qualche giorno in più o in meno, ma doveva spendere un po’ di quel tempo che in certi giorni non sapeva più come far trascorrere. Manca poco ormai a Natale, ma quest’anno Venanzio non è per niente in sintonia con la festa. Si ritrova a brontolare a mezza voce:
“Babbo Natale! Bella roba, bella invenzione! Ne trovi dappertutto: sui balconi, agli angoli delle strade come i vigili, si litigano i posti nei corridoi dei centri commerciali con i venditori del Folletto. Che schifo! Manca solo di farsene fare uno su misura, magari giovane, aitante e ben fornito da madre natura sotto il costume. E che cazzo! Scusa Barbara, scusa amore mio, mi è scappato!”
Pensieri che arrivano all’improvviso, veloci e traditori: se riesce ad afferrarli cerca di metterli in ordine, giusto per riempire il vuoto di certi momenti.
Con un sospiro Venanzio si alza, riordina la cucina da quel poco di disordine che la sua frugale colazione può aver lasciato, poi, con passo lento e un po’ strascicato, dentro a vecchie pantofole di velluto, se ne va in giro per casa.
Borbottando tra sé e sé completa il suo rituale mattutino, scandito da una serie di piccole incombenze che lo aiutano a vedere le lancette dell'orologio muoversi. Con calma rassetta il letto, ripiega per bene il pigiama, apre le finestre per cambiare aria e finalmente si decide: dall’armadio tira fuori la custodia della lavanderia con dentro l’abito da Babbo Natale.
Il suo Babbo Natale.
Nel controllare che tutto sia in ordine si accorge che una tasca della giacca si è in parte scucita: sospirando prende il cestino da lavoro di sua moglie, dopo qualche tentativo riesce ad infilare l’ago e, molto concentrato, punto dopo punto, rammenda lo strappo.
«Hai visto, Barbara, come sono diventato bravo? E tu che non ci credevi! Birbantella!»
Sul comò, accanto a un piccolo portagioie, c’è la fotografia di sua moglie: delicatamente toglie un niente di polvere dalla cornice e le manda un bacio.
Sono passati cinque anni da quella maledetta notte in cui la malattia se l'era portata via, senza un Dio che ascoltasse le sue preghiere.
Era appena passato Natale, avevano fatto in tempo a preparare assieme i regali per i bambini del quartiere. Il loro amico Giulio, anche lui senza figli né nipoti, ogni anno, da quando aveva aperto, una trentina di anni prima, un piccolo supermercato in fondo alla via, preparava il Natale con cura. Era il suo modo molto personale di ringraziare per le fortune che la vita gli aveva dato: lavoro, salute, amici e denaro.
A inizio novembre preparava la cassetta per le letterine per Babbo Natale, poi iniziava la ricerca di piccoli giochi per ogni frugoletto che capitasse nel negozio la Vigilia.
Venanzio e Barbara fin da subito si erano prestati volentieri a dare una mano, elfi cresciutelli e mai stanchi. Quando poi la barba di Venanzio si era fatta, quasi improvvisamente, bianca e la pancetta un po' prominente, il ruolo di Babbo Natale divenne naturalmente suo. Senza se e senza ma.
Ogni anno, per qualche settimana, quella che avrebbe dovuto essere la stanza dei loro figli si riempiva di scatole di fiocchi, di carta da regali e di tanti regalini da incartare, semplici ma di buon gusto. Sapevano bene che quei regali non erano niente di speciale, ma in quel quartiere alla periferia di una città che si vedeva elegante e nobile, c'erano famiglie che facevano i miracoli per arrivare a fine mese e loro, un po' più fortunati, cercavano di dare una spintarella a quei miracoli.
Come si erano divertiti! E come si sentivano leggeri portandosi a casa i sorrisi dei bambini e il grazie silenzioso di tanti genitori.
Ma quest’anno questo Babbo Natale è stanco, disilluso. È stanco non per l’impegno necessario a preparare tanti doni o al pensiero della fatica di una giornata senza un attimo di sosta, in mezzo alla confusione, al nervosismo degli ultimi acquisti: non si può essere stanchi della parte divertente del proprio ruolo.
È stanco di ipocrisia, di falso buonismo e di richieste assurde che legge nelle letterine che già a novembre comincia a ricevere. È stufo marcio di narcisismo mascherato dalla facciata di buone azioni, di canti natalizi ripetuti senza capire il significato delle parole.
Non ne può più di essere buono, di passare per fesso.
E poi le cose stavano cambiando, troppo: anche in quel quartiere era andato perdendosi il senso di sostegno reciproco, di solidarietà, spesso scambiata per carità e quindi rifiutata. La comprensione era spesso confusa con la compassione. Molti, pur di non ammettere i propri limiti, si indebitavano per stare al passo con chi pareva potesse permettersi tante cose, poi si incattivivano per scadenze pressanti… un giro perverso che stava rendendo la gente insofferente e indifferente, sempre più chiusa nei suoi egoismi e nelle rabbie che i problemi si portavano appresso.
Sensazioni confuse che Venanzio sentiva sulla pelle ogni giorno, quando usciva per la piccola spesa, in fila alla posta o in banca, ai giardinetti.


Anche i bambini non erano più gli stessi.
Le letterine che con pazienza Venanzio e Giulio leggevano la sera, erano enormemente diverse.
- Ti ricordi Giulio? Chiedevano cibo per i bimbi poveri, pastelli, una bamboletta. Pace.
- Forse non sapevano cosa volesse dire pace, ma si vedeva che le scrivevano da soli. Poi chiedevano un gioco, due. Adesso guarda qua che roba!
- Ah, che schifo! Leggi, leggi questa. Adalberto Giovannimaria Rossi: pensa che avendo tanti nomi abbia diritto a più giochi. Leggi, leggi e dimmi se non ci sarebbe bisogno di due scapaccioni.
- Ai genitori, però! Lo conosco Alberto. E conosco i suoi, hanno una villa a metà di via Manfredi. Pieni di soldi e di boria. Ve’ che roba: scritta persino con il computer.
- Così è sicuro che si capisce.
- Ha fatto persino un elenco numerato e per ogni regalo ha pure messo le alternative! No, sai cosa ti dico? Quattro sberloni ai genitori e un paio a lui, e poi chiamate il telefono di che colore volete, magari ci mettono anche loro l'aggiunta.
- Sai cosa ti dico io, invece? Che vado a dormire così non mi viene il bruciore di stomaco.
A quei desideri avrebbero pensato genitori, nonni, zii, ma per tutti i bambini che si fossero fermati davanti alla casetta di Babbo Natale ci sarebbe stato un piccolo regalino, qualcosa di simbolico, sperando che gli stessi genitori fossero in grado di far capire... cosa poi? Che non si può avere tutto? Che poco è sempre meglio di niente?
Questi pensieri finivano sempre con un Venanzio che scuote la testa sconsolato.
Ma il prossimo Natale sarebbe stato speciale: da tempo sta architettando qualcosa di molto sottile. E di cattivo. Ha deciso: quest'anno si cambia. A qualcuno, che ha cercato con cura certosina, regalerà ciò che si merita: in primis, la paura.
Quella fine fine, che una volta insinuatasi è ben difficile da rimuovere.
Per altri la vergogna, cui qualcuno dovrà mettere finalmente la faccia.
“Babbo Natale sarà anche un mito ma anche i miti possono cambiare!”
La Vigilia è arrivata, puntuale come sempre: i doni per i bambini sono già stati consegnati a Giulio il giorno prima, mentre sul tavolo della cucina c’è ancora uno scatolone, con alcuni regali molto speciali, che Venanzio estrae con cautela, neanche fossero fragili porcellane. Meglio controllare che tutto sia a posto: la Vigilia di Natale è sempre una giornata campale, sembra non finire mai e poi è già mezzanotte. L’ora delle consegne.
Ecco il regalo per l'ex assessore alle iniziative sociali, tal Renata Costantini.
Lo scorso anno alla Costantini era toccata la classica cerimonia di consegna dei "Cesti della Bontà" ai poveri che, stranamente, esistono anche in questa città. Il sindaco aveva inopportunamente scelto quel pomeriggio per farsi venire un infarto.
I frati del convento che si occupano di questi derelitti li avevano aiutati a prepararsi per bene, vestiti decorosamente con gli abiti che altri buttavano, ma la puzza della povertà è difficile da nascondere. Non è la puzza di gente che non può lavarsi ogni giorno, come vorrebbe, o che non ha un cambio d'abito sempre pronto: è la puzza che vedi in occhi tristi, rassegnati, in mani che visi scarni vorrebbero tenere nascoste in tasca, anziché tese per una carità di cui si vergognano.
Renata, tutta sorrisi e sguardi doverosamente compiti, non aveva ritenuto opportuno andare al cenone con lo stesso abito indossato per l'occasione. Si era cambiata, dopo essersi lavata con cura, schifata al pensiero di tutte le strette di mano e baci chissà, magari anche un po' bavosi che non aveva potuto esimersi dal ricambiare.
- Mi raccomando, Dolores, butta quei vestiti nel cassonetto. Senti che puzza!
Dolores invece sentiva un buon profumo e pensò bene di portare l'abito a Venanzio: sapeva che l'uomo raccoglieva abiti per i poveri e nel suo italiano un po' stentato gli aveva raccontato tutto.
Bene, bene. Anche Venanzio era presente alla cerimonia, aveva pure scattato qualche foto, così per diletto e Renata era proprio venuta bene. Andrea, un ragazzo con l'hobby della fotografia, ne aveva fatto un bell'ingrandimento, che padre Antonio aveva già appeso nella sala del convento dove nel pomeriggio si sarebbe tenuta ancora una volta la cerimonia.
Torroni a chi ha due denti buoni sì e no, spumante a gente che ha più alcool che sangue e panettone a chi non riesce a digerire una minestra da tanto che non è più abituato a cibo vero!”
Venanzio già si pregustava la scena: dapprima la sorpresa di Renata, e la sua vanagloria…
- Ma Padre Antonio, non doveva, quella foto... lo faccio volentieri, ma si figuri!
... e poi la sorpresina! Virginia Gatti, prescelta per ricevere il primo cesto, si sarebbe presentata, facendosi largo tra i presenti, indossando il vestito della foto, ben stirato e odoroso di lavanda.

Purtroppo Venanzio non poteva presenziare, ma Andrea non avrebbe mancato di immortalare il momento. Come si sarebbe spento quel sorriso falso e ipocrita! Impossibile nascondere la figuraccia.


Bene bene: avanti il prossimo. Questa bella scatola è per Bruna Castellini, moglie titolata di Roberto Terrani, un industriale della zona.
Grande villa, auto di lusso, cameriere: tutto sbattuto in faccia agli amici di una volta, con cui aveva diviso pane e pane, sogni e fatiche. A lei era andata bene: si era trovata nella discoteca giusta alla festa di carnevale giusta. Non era stato difficile farsi sposare, e neanche scucirgli dei bei soldi. Lui viveva per il suo lavoro, per il resto andava bene la facciata di un matrimonio riuscito per le cene importanti, una moglie piacente che non gli facesse fare brutte figure.
Una volta al mese Bruna invitava le sue amiche di una volta, quelle che si erano accontentate di fare le operaie, le commesse, le maestre; le stesse che facevano fatica ad arrivare alla fine del mese, che le chiedevano un aiuto per un posto di lavoro per i figli, per una raccomandazione presso un medico nominato.
Oh, lei prometteva, metteva in borsetta le lettere, offriva il caffé facendo scintillare anelli e braccialetti sempre nuovi, regalava loro abiti smessi o con ancora in cartellino del prezzo attaccato; poi le faceva accompagnare a casa dall'autista.
Se qualcuna preferiva non accettare l'invito per non sentirsi stritolata da tutto quel lusso, Bruna ci rideva su e cancellava il nome dalla sua agendina di pelle.
Nella scatola la paura di Bruna: quella di tornare povera, di lavorare per quattro soldi, magari come le donne di servizio che cambiava ogni qualvolta le chiedevano due euro in più al mese. Le foto del marito con una bella ragazza, giovane e allegra. Persino lui sembrava più giovane e più sereno. Un registratore di quelli piccoli piccoli per la conversazione della coppia al ristorante. Quante ore aveva speso Venanzio dietro a quei due, sperando in un piccolo miracolo!
- Ho deciso, Gloria. Chiedo il divorzio. Ho già fatto preparare tutto dall'avvocato.
- Sei sicuro?
- Sicurissimo. Sapevo che non era un gran matrimonio il nostro, ma la morte di Giovanni no, quella no. Era malato, la moglie aveva chiesto a Bruna di farle avere un appuntamento con il professor Moranti, ma lei non ha fatto niente.
Si sentiva chiaramente la commozione dell’uomo, c’era del pianto in quelle parole.
- Guarda, Giovanni l'avrei portato in America se fosse stato necessario, siamo cresciuti assieme. Quando abbiamo visto la foto sul giornale di quel povero cristo che si è impiccato per la malattia, lei non ha fatto una piega, non è neanche venuta al funerale. È lì che ho saputo che le avevano chiesto aiuto.
- Forse…
- Niente forse: un po' di soldi e via, fuori dalla mia vita. Se è stata furba ha messo qualcosa da parte, altrimenti si arrangerà. Avevamo messo tutto nero su bianco, ma lei forse non se lo ricorda. Però mi devi star vicino, almeno tu.
Il resto erano chiacchiere di innamorati, le eterne frasi uguali in ogni tempo e in ogni lingua.
Nello scatolone altre piccole sorprese, maligne e diaboliche… ma è tardi, il supermercato apre tra poco, i bambini aspettano. Anche i grandi aspettano, ma non certamente le sorprese che questo Babbo Natale ha preparato.
Venanzio si avvia a piedi, col suo bel vestito rosso, sorridendo a tutti.
Allunga la strada per controllare un paio di cose: il signor Berti sta lavando la sua bella auto nuova, comprata con i soldi che qualche incauto risparmiatore gli aveva affidato. Un figurone andare alla messa di mezzanotte col macchinone: peccato che la busta che si ritroverà in mano all’uscita dalla chiesa non conterrà il contratto firmato che aspettava da un nuovo cliente!
Un assaggio anche per lui, che pensava di aver messo a posto con due soldi la coscienza di Virginia, la segretaria: carta canta e villan dorma, e quando i villani sono tanti e armati di forconi, sia pure simbolici, un finanziere di provincia improvvisato dovrebbe cominciare ad aver paura.
Alle prime avvisaglie di un sistema scricchiolante, Virginia aveva scoperto che anche i suoi genitori avevano versato a Berti i risparmi di una vita: era rimasta talmente stordita dalla notizia da rischiare di finire investita da Venanzio, che l'aveva soccorsa e ascoltata.
Le copie di contratti falsificati, che Berti credeva essere stati distrutti da Virginia, giovane segretaria ligia e obbediente, erano vivi e vegeti nella cassaforte di un bravo avvocato. Una fotocopia simbolica per un Buon Natale.
Basta, Babbo Natale adesso non vuol pensare ai suoi nuovi regali: davanti alla sua casetta di legno, nell’atrio del piccolo centro commerciale, ci sono già tanti bambini e lui deve essere un Babbo Natale allegro e sereno.
Quando finalmente la confusione di placa, si guarda un po' in giro.
In un angolo una bimbetta di cinque o sei anni, cappottino blu e scarpette di vernice, sta discutendo con suo padre, un uomo giovane, dagli occhi sorridenti che ascolta con attenzione la sua "signorina".
Lo vede ridere, prendere in braccio la bimba ed accennare a un passo di danza.

Poi, velocemente, si dirigono verso la galleria centrale, dove si aprono le vetrine di alcuni negozi. Vede la bambina fermarsi davanti a una di esse, indicare al padre qualcosa, poi qualcos'altro: la scelta è difficile, ad un certo punto la piccola pare innervosirsi, quasi si mette a piangere. Pesta pure i piedi, la piccoletta.
"Un'altra bambina viziata!"
Pochi minuti e la bambina torna, di corsa: si ferma un po' intimorita davanti a Babbo Natale, rivolge lo sguardo a suo padre che la invita a non essere timida.
- Maaa, tu fai davvero tanti regali ai bambini?
- Certo, sono Babbo Natale!
- Eeeee a te chi te li fa i regali?
- Nessuno, nessuno mi fa dei regali, sono io che…
- Vedi, babbo che avevo ragione! A lui non li fanno i regali! Te l'avevo detto! Non è giusto però!
Il ragazzo, con uno sguardo stranissimo, tra il commosso e l'ammirato, prende dalla tasca un pacchettino decorato con tanti nastrini colorati, lo porge alla bambina che si avvicina, ora più sicura, a Babbo Natale.
- Questo è per te! - e gli allunga il pacchettino.
- Per me? Ma davvero? Lo posso aprire?
- Domani, domani è Natale.
- Ma io sono Babbo Natale, non posso far finta…
- No, è per domani!
- Dai, non so resistere fino a domani! Per favore! Ti prego.
- E va bene! Aprilo.
Venanzio inizia a svolgere lentamente il pacchetto, piegando per bene i tanti nastrini, togliendo con cura il nastro adesivo, controllando di sottecchi l'eccitazione della bambina, che non sta più nella pelle per l’emozione.
Finalmente toglie il regalo dalla carta: un paio di guanti di lana, con le dita di colori diversi e tanti piccoli pon pon.
Con aria seria e compita Venanzio se li infila, si rimira le mani per bene, finge di controllare che le dita ci siano tutte; ferma anche Giulio per mostrargli il regalo.
Anche Giulio sta al gioco e per qualche minuto ammirano entrambi il piccolo dono.
- Proprio quello di cui avevo bisogno: fa sempre così freddo la notte di Natale!
- Ma pensa te: nessuno si era mai accorto che Babbo Natale non aveva i guanti.
- Ma saranno belli! Quasi quasi li tengo su, anche se qui fa caldo.
- Ma chi è stato a farti un così bel regalo?
- Oh una bambina molto gentile e carina! Ci vuole un regalo speciale per lei! Vediamo un po'…
- Ma io non voglio un regalo. Sai…
La bambina gli fa cenno di abbassarsi e gli confida il suo segreto, sottovoce.
- Avrò tanti regali, questa notte. Io lo so che Babbo Natale non esiste, che i regali li comprano mamma e papà. Però facciamo finta tutti e due di crederci, per favore.
Prima di andarsene vuole essere presa in braccio da Babbo Natale, per dargli un bacio schioccante: niente tiratina di barba, per controllare, come fanno i bambini che si credono furbetti, solo un bacio e poi di corsa a nascondersi tra le braccia del padre, rossa e confusa per l'emozione del momento
La piccola si allontana, saltellando felice, mentre il padre fa l'occhiolino ad un Babbo Natale dallo sguardo sorpreso e pensieroso.


Il supermercato ha finalmente chiuso. Nelle case si sta consumando l'ennesima vigilia consumistica, le campane stanno radunando abiti, scarpe e cravatte nuove attorno agli altari, mentre si stanno preparando le farse di cerimonie di solidarietà e di pretestuose opere di carità. Da qualche parte, silenziosamente e con modestia, le feste vere, semplici e che scaldano il cuore.
Nella piccola piazza, ormai deserta, un Babbo Natale solitario si sta avviando lentamente verso casa, con gli ultimi regali da consegnare, quei regali, dentro a uno scatolone grigio.
Non è più tanto stanco Babbo Natale. Babbo Natale non può essere stanco.

In cuor suo Venanzio non credeva che avrebbe avuto il coraggio di portare a termine il suo Natale, forse più che la consegna dei suoi regali, era stato il prepararli a soddisfare quel bisogno di rimettere a posto qualcosa, un segno per far capire a qualcuno che non può sempre pensare di farla franca solo perché è ricco e potente, o perché ha parlantina, furbizia e buoni avvocati. Si accorse, con sorpresa, che tutto sommato non gli interessava poi tanto consegnarli. Prima o poi ognuno avrebbe avuto quello che meritava:
“Lasciamogli passare un Buon Natale, dai. Magari sarà l’ultimo davvero buono.”
In un angolo della piazza c’è un cassonetto per l’immondizia, non ancora pieno: lo scatolone vi viene scaraventato dentro da un paio di guanti coloratissimi, coi pon pon.
Babbo Natale è un mito. I miti non possono cambiare. Non possono deludere.
Fatti pochi passi però Babbo Natale si toglie i guanti colorati, torna al cassonetto e recupera lo scatolone:
“E no, piccolina, ti meriti un Natale ripulito da un po’ di sporcizia!”
Venanzio, coi guanti colorati ben riposti in tasca, inizia il giro delle ultime consegne, terminato il quale se ne torna a casa, più leggero. Tempo addietro forse si sarebbe sentito meschino, ma non oggi. Non con quei bei guanti in tasca.
Quando si toglie l’abito, controlla che sia a posto: punti della tasca hanno tenuto ma c’è un piccolo strappo sulla manica:
“Eh, dai, così domani abbiamo qualcosa da fare, mentre le lasagne sono in forno!

2Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Ven Dic 17, 2021 1:04 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Comincio da qui perché incuriosita dal titolo: confesso di avere pensato a una storia noir, quindi con un particolare contrasto col Natale.
Invece è un racconto diverso, anche se una leggera vena di oscurità c’è lo stesso.
È un racconto di lettura molto scorrevole e gradevole. La struttura narrativa, il numero limitato di personaggi, presentati bene uno alla volta, lo rendono chiaro.
La prima parte, fino a “Ma quest’anno questo Babbo Natale è stanco, disilluso”, è quasi poetica, elegiaca, con un’atmosfera malinconica, atmosfera che però si perde bruscamente nella parte seguente, da “È stanco di…”, che diventa un po’ una lunga tirata didascalica.
Il racconto torna commovente nella scena con la bambina, per poi virare di nuovo al didascalico da “Nelle case si sta consumando…” fino a “scaldano il cuore”.
Interessante il doppio (se ho capito bene il finale) ripensamento conclusivo.
Ecco, mi sembra che tu abbia trovato una buona e più vera vena narrativa nella parte iniziale e in quella con la bambina – che a me piacciono di più e mi sembra funzionino meglio –  mentre invece ti sia “piegato” ad altre esigenze, più “esterne” a te, nelle altre, in cui sia l’argomento che il lessico diventano un po’ retorici (che sia stata l’influenza del pamphlet dello step di DR?).
La forma è ottima e ben controllata. Ti sono sfuggite alcune concordanze di tempi, ad esempio:
- “controlla pensieroso il calendario: non che si aspettasse”= la concordanza è col presente, quindi “non che si aspetti” e, dopo, non “ma deve spendere”
- “Ma il prossimo Natale sarebbe stato speciale: da tempo sta architettando”= “sarà speciale”
- la narrazione, condotta quasi sempre al presente, a volte scivola all’imperfetto: “E poi le cose stavano cambiando, troppo: anche in quel quartiere era andato…”
- Nella parte finale, hai usato il passato remoto: “Si accorse, con sorpresa, che tutto sommato non gli interessava poi tanto consegnarli. Prima o poi ognuno avrebbe avuto quello che meritava”= si accorge… non gli interessa… ognuno riceverà quel che merita
Per il resto, ti è solo sfuggita questa virgola: “Ti ricordi Giulio?”= Ti ricordi, Giulio?

3Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Ven Dic 17, 2021 11:03 am

Nellone


Younglings
Younglings

La scrittura semplice e scorrevole permette di arrivare alla fine tutto d’un fiato, in un racconto in cui le sequenze narrative sono perfettamente miscelate alle riflessioni, che permettono di introdurre il punto di vista dell’autore senza appesantire troppo la vicenda. Forse ci si dilunga un po’ troppo sui regali cattivi, ma il buonismo non è detto che debba sempre trionfare! Mi è piaciuto, credo che lo ricorderò quando si tratterà di fare qualche regalo alle persone “giuste”! Da membro di associazioni di vario tipo, ritrovo perfettamente il clima febbrile che accompagna le iniziative natalizie, in cui davvero molta gente ci mette il cuore ma che vengono travisate da molte altre.

4Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Lun Dic 20, 2021 3:15 pm

Valentina

Valentina
Younglings
Younglings

Ciao Autore! Il tuo racconto mi è piaciuto molto, sia per l'idea, sia per il modo in cui è scritto, scorrevole, di facile lettura. L'ho letto in un fiato!
Ho trovato molto ben costruito il personaggio protagonista, che riusciamo a conoscere grazie a ciò che pensa e ai dialoghi con Giulio.
Il ritmo della mia lettura si è rallentato un poco quando hai presentato vari personaggi "benestanti, con nome e cognome. Ammetto di essermi persa un poco in quel punto, l'unico che non ho trovato scorrevole.
Molto bello il finale, della bambina che vuole dare un regalo a Babbo Natale, anche se sa benissimo che non esiste ed è in realtà un signore normalissimo. Bello che voglia far contento il proprio papà, colpisce molto come messaggio.
Il titolo del racconto non è scontato, non dà troppi indizi sul racconto in sé, ma lo trovo azzeccatissimo.
Uniche note: forse un uso eccessivo dei doppi punti :, e ad un certo punto scrivi "pane e pane" immagino volessi scrivere "pane e pene".
Comunque complimenti, un bel racconto, scritto bene, originale e piacevole

5Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Lun Dic 20, 2021 4:54 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Si sentivano suonare le campane di Natale o addirittura il canto delle carole. Almeno a me è parso così talmente il racconto è veramente natalizio, di quelli da mettere sotto l'albero e leggerle davanti al famoso caminetto. Fa sempre piacere leggere un vero racconto di Natale e ho apprezzato parecchio il ripensamento sui regali "distruttivi". Non sempre ci sono doni, qualche volte c'è il carbone e tanti se lo meritano. Brava. Oso puntare su di una gentil penna.

6Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Lun Dic 20, 2021 7:02 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Il pregio principale di questo racconto è l'atmosfera che riesce a creare, l'atmosfera natalizia, quella semplice, calda, che riscalda.
Questo si ritrova soprattutto all'inizio, quando Venanzio ripercorre i Natali con la moglie, quando lui, lei e Giulio hanno iniziato a portare un pò di felicità nel loro quartiere. E prima del finale, quando la bambina gli regala il paio di guanti. Davvero bello quel pezzo.
Errori particolari non ce ne sono, a parte tre o quattro punti dopo ho trovato delle discordanze nell'uso dei tempi verbali, soprattutto all'inizio.
Ciò che non mi convince invece è la vendetta di Venanzio, non so, mi sembra una vendetta difficile da mettere in pratica, alquanto complicata, eppure riesce a rimediare tutte le prove per sputtanare gli ipocriti della città. A meno che non sia un investigatore privato e allora si spiega anche il pedinamento del marito della Bruna. Questa è una parte cruciale della storia, quella di svolta e secondo me ti sei complicato la vita un pò troppo, ottenendo un risultato non pienamente convincente.
Comunque il mio giudizio complessivo e più che positivo, perché l'atmosfera generale che sei riuscito a creare mi ha regalato davvero belle sensazioni.

7Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mar Dic 21, 2021 12:57 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings

Finalmente letto, sono stata attirata molto dal titolo e beh è stata molto simpatica questa scelta.
Posso dirti subito che questa parte non mi è piaciuta: :Da qualche parte, silenziosamente e con modestia, le feste vere, semplici e che scaldano il cuore" perché a volte parlare del Natale fa male e ci sono certe cose che leggendole ti feriscono particolarmente.
Il racconto è bello, la parte che colpisce di più è quella della bambina che si preoccupa di Babbo Natale, procurandogli dei guanti.
L'atmosfera natalizia c'è e si sente, ho trovato anche qualche svista di punteggiatura, da una parte hai scordato per esempio il punto finale, poi per esempio qui, ma non solo: "Lo vede ridere, prendere in braccio la bimba ed accennare a un passo di danza." hai messo *ed* ed è consigliabile non metterlo perché il verbo che segue comincia per un'altra vocale.
In generale comunque positivo!

8Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Gio Dic 23, 2021 2:56 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Racconto in cui l’atmosfera natalizia è palpabile in ogni aspetto. La scrittura è  buona nonostante ci siano varie imprecisioni (soprattuto sulla consecutio). Ad esempio:

Sono passati cinque anni da quella maledetta notte in cui la malattia se l'era portata via, senza un
(P, prossimo e poi trapassato p. 
Erano passati cinque anni da… se l’era portata via
Oppure
Sono passati cinque anni da quella notte in cui la malattia se l’è portata via

Nonostante alcuni passaggi infarciti di luoghi comuni
Come, ad esempio, questo:


Nelle case si sta consumando l'ennesima vigilia consumistica, le campane stanno radunando abiti, scarpe e cravatte nuove attorno agli altari, mentre si stanno preparando le farse di cerimonie di solidarietà e di pretestuose opere di carità. Da qualche parte, silenziosamente e con modestia, le feste vere, semplici e che scaldano il cuore.


 e alcune frasi che mi fanno storcere il naso in un racconto per adulti tipo questa:
Nello scatolone altre piccole sorprese, maligne e diaboliche…  


oppure appellare la moglie defunta “birbantella”…

Non mancano i passaggi ricchi di dolcezza e di ottime descrizioni. La storia può rientrare a pieno titolo nell’antologia, ma non posso dire di uscire soddisfatta dalla lettura trattandosi di un racconto per adulti. Lo trovo un stile un po’ ibrido che non riesco ad apprezzare fino in fondo. Ma questa è solo la mia opinione di lettore, per il resto complimenti.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

9Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Dom Dic 26, 2021 5:52 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

@Arianna 2016 ha pensato ad un noir, io a un pianista cui o vengono a mancare le dita e le chiede a Babbo Natale (roba tecnica, intendiamoci), o un Babbo Natale cattivo che gli toglie la magia di saper suonare.
Spiazzata.
I pensieri vanno presi al volo: perché Babbo Natale è sempre un vecchio? Che poi oggi guai a dire vecchio, pare un’offesa. Anziani. In questo caso Vecchio mi piace: sa di esperienza, di cose viste, di vita vissuta non per sentito dire.  Non si potrebbe però passare il testimone a un giovanotto, eventualmente con tutor, appena appena meno tradizionalista? Ragioniamoci su.
A volte, in senso generale non riferito a questo racconto, Babbo Natale pare un alter ego dell’inquilino che abita nell’attico: vetusto e dannatamente giusto (forse). Doni a tutti, bravi e meno bravi? Illusione temporanea, tempo quindici giorni e ai cattivi ci penserà la Befana (e facciamo fare anche ‘sta parte a una donna, dai – chiusa parentesi e nessuna contestazione) o chi per essa, in base all'età del destinatario.

Comunque, in questo Babbo Natale c’è proprio il bifronte: da un lato la parte simpatica, generosa, buona per eccellenza che tutti si aspettano dal vecchietto, dall’altro quella che non ci si aspetta. Qualche esempio di “castigo”, giusto per.
Forse la solitudine, la mancanza della compagna di vita che magari lo avrebbe aiutato a superare il momento, abbandonando questi propositi, i cambiamenti della società attorno a lui hanno influito sul suo comportamento natalizio. Però non mi dispiace la sua faccia nascosta: alla fine è quella che qualche volte vorremmo si palesasse. A rimettere tutto in carreggiata arriva la piccoletta, testolina che fa i suoi ragionamenti: mi aspettavo che lo scatolone rimanesse nel cassonetto, per via di finale buonista scontato, che altro non poteva essere. Grazie Babbo Natale per non aver ceduto all’essere un mito.
I personaggi/protagonisti - volendo inquadrare i "regali" natalizi speciali, qualche esempio ci sta: alleggerendo di qualcosa o sintetizzando maggiormente si otterebbe lo stesso il risultato.

La scrittura: i difetti del racconto ti sono già stati segnalati. Capita che rileggendo anche attentamente, si vadano a cercar refusi, punteggiature svolazzanti e i verbi discordanti passano inosservati, soprattutto quando il ritmo del racconto non ne risente in modo plateale. Non c’è miglior modo di vedere i difetti di un proprio pezzo che farlo leggere agli altri, se ci sono volontari disposti a rischiare: qui facciamo tutti in passo avanti. Dieci dita per Babbo Natale 4049221606 Daltronde siamo su DT, mica sulla luna.

Un lavoro di riscrittura e si sistema, cara Penna.
La storia: vale quanto detto prima. Mi manca però di sapere cosa è successo all’apertura dei pacchetti: spettatrice maligna scontentata.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Dom Dic 26, 2021 6:37 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

la cosa che più mi ha colpito in questo racconto è la splendida descrizione di una periferia e delle sue anime. una delle tante periferie di qualsiasi città era così e oggi non lo è più, è totalmente cambiata.
c'era solidarietà, c'era aiuto reciproco e ora c'è sospetto, indifferenza.
poveri noi, come ci siamo ridotti.
ci sono dei refusi da sistemare, nella storia, ma nulla di grave se si eccettuano i tempi verbali all'inizio.
non posso dire mi sia piaciuto da morire, però l'ho letto volentieri.


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Dieci dita per Babbo Natale Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

11Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Dom Dic 26, 2021 8:10 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Venanzio è un Babbo Natale brontolone e dolcissimo. Il suo ossimoro domina tutto il racconto. Che poi ha mille ragioni per essere brontolone, tutta quella falsa e facile solidarietà serve a poco. Meglio spolverare la foto ingiallita della sua povera moglie scomparsa a causa di un male incurabile.
Tutti regalano a tutti e nessuno pensa a quel povero Babbo con la tasca scucita e un cuore modesto e grande. Mi commuove parlarne.
Una bimba qualsiasi gli regala un paio di guanti stravaganti. Forse prova pure a liberarsene.
Di sicuro non riuscirà a liberarsi di me.
Mio vincitore.

12Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mar Dic 28, 2021 2:26 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Sarò banale, ma anche io mi aspettavo qualche cosa di vagamente horror o noir visto il titolo.
Ne esce invece una storia dal filo traballante, nel senso che il personaggio principale oscilla tra l'essere un vendicatore e un generico Babbo Natale, rimanendo lui stesso indeciso fino all'ultimo su cosa essere.
E proprio l'indecisione finale è il punto forte, più realistico della storia.
Fossi stato io Venanzio, avrei preso e ributtato la scatola nel cassonetto almeno 15 volte prima di decidere.
Pensa se m'avesse filmato una telecamera di sicurezza.
Sarei già finito su Youtube.

L'oscillazione in realtà dura tutto il tempo della storia, partendo dalla nostalgia della moglie morta e il ricordo dei vecchi tempi coi ragazzini che chiedevano cose semplici o utopiche, per poi passare al cambiamento temporale che innesca la furia vendicatrice del protagonista, fino alla bambina random che sembra restituire (e restituirgli) un po' di fiducia nell'umanità.
A livello narrativo ci sta tutto.
Forse, come già rilevato da altri, Venanzio sembra avere la vita troppo easy nel raccogliere le prove che incastrano, tra virgolette, i cattivi.

Stilisticamente, la scrittura è buona ma tanto didascalica. Il narratore onniscente ci dice tutto, non lascia vivere ai personaggi che poche battute qua e là.
La mancata concordanza di diversi tempi salta subito all'occhio.

Tre appunti finali di natura puramente folkloristica.
- Il nome Venanzio penso di non averlo mai sentito, neanche in qualche trattato medievale da cui sembrerebbe arrivato per direttissima.
- La parte in cui si descrive la puzza di povertà delle persone meno abbienti mi ha ricordato un passaggio di quel magnifico film che è Il Parassita, quando i due signori abbienti commentano che il loro autista ha sempre addosso quello strano e fastidioso odore, quello delle persone che prendono la metropolitana ogni mattina.
- Quel "birbantella" iniziale, riferito alla moglie, mi darà gli incubi.
Ma non sto a spiegarti il perché, non voglio rovinare l'atmosfera natalizia del tuo racconto con i sottoprodotti della mia immaginazione, ehm, erotica.

In conclusione, un buon lavoro ma cui manca il guizzo.

13Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mar Dic 28, 2021 4:13 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Caro autor* a differenza di altri mi è piaciuto  il titolo è l’ho trovato azzeccato. Babbo Natale aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse ed è arrivata la bimba.
Il racconto è molto descrittivo, si sa perfettamente cosa succede e cosa succederà, togliendo così al lettore un po’ di divertimento.
I cattivi sono molto stereotipati: il politico, la sciura, l’agente finanziario.
Avrei preferito un po’ più di originalità, ad esempio la vecchia che buca i palloni ai bambini (esiste lo so per certo), il bambino sapienti no, insomma quelli che di solito fanno la parte dei buoni.

Ovvio che questo è un gusto personale. 
Per quanto riguarda la scrittura, avrei evitato un nome così bizzarro, ci sono alcuni verbi, già segnalati, da sistemare e poi, secondo me, manca un po’ di legame fra le varie parti.
Un buon lavoro ma non brillante

14Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mar Dic 28, 2021 5:31 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
il racconto ha uno strano taglio perbenista che mi ha fatto un pò storcere il naso: parte con tutta una serie di buoni presupposti per poi virare verso una strana voglia di punire gli altri. Se la figura di Babbo Natale fosse stata fantastica avrei accettato meglio la tua scelta, ma la figura di Venanzio, uomo tra gli uomini, che punisce chi, secondo lui, non si è comportato bene non mi è piaciuta molto: in una manciata di righe hai trasformato un gentile signore dedito a fare del bene in un anziano rancoroso in vena di farla pagare a mezza città. Tutta la parte iniziale è davvero ben gestita, la bambina scalda il cuore e riavvicina l'intera storia sui binari giusti della compassione e del fare del bene per gli altri, ma la parte centrale è davvero pesante e molto diversa dal tono che avevi usato fino a quel momento. Non è tanto il fatto di un Babbo Natale con la lista dei buoni e dei cattivi a lasciarmi perplessa, ma come questi cattivi  vengono presentati: stereotipati, a senso unico, antipatici senza possibilità d'appello. Non so, la parte centrale ruvida e cinica non mi sembra ben amalgamata con la tonalità più intima e pacata del resto del brano, che mi è piaciuta davvero tanto.

15Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mer Dic 29, 2021 12:26 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Comincio con questo racconto la mia carrellata di commenti della sezione "adulti". E mi ritrovo a leggere qualcosa che, pur se ben scritto, non mi convince del tutto. Come già ti ha in po' fatto notare Petunia, forse non è proprio del tutto in target questo racconto.
Una morale così forte stona forse un po', nel senso che la vedo è più adatta a un racconto per bambini, così come il tono descrittivo e un po' didascalico che pervade tutto il pezzo. Insomma, mi chiedo se tu, caro autore (o autrice) non abbia sbagliato sezione. Con qualche piccolo accorgimento, questo racconto non avrebbe figurato meglio nella sezione ragazzi? Secondo me sì...
Sui refusi non mi dilungo perché già te li hanno fatti notare. Sarebbe stata una bellissima favola, magari non per bambini ma per ragazzini e adolescenti sì. Peccato.


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

16Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mer Dic 29, 2021 8:27 am

gipoviani


Younglings
Younglings

Ho apprezzato molto il finale: il desiderio della bambina di fare un regalo al regalatore per eccellenza è 
una chicca, brav*.
Per il resto, devo dirti che il racconto non mi ha entusiasmato. Da regalatore Babbo Natale si trasforma in una specie di giustiziere, dove i cattivi sono proprio cattivi, dei piccoli mostri da sbattere sulla prima pagina del giornale locale.
Tutta la prima parte manca della poesia e dell’incanto del finale, troppo impegnata a far giustizia, a separare il grano dal loglio, per attirare la mia attenzione di lettore.
Peccato

17Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Ven Dic 31, 2021 6:27 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Un Babbo Natale calato nella parte del vendicatore, che a volte torna a voler essere il classico Babbo Natale, buono e affettuoso: questo forse il bello del racconto, insieme ad un’ambientazione in cui il Natale è sempre presente.
Lo stile non mi ha entusiasmato. Personalmente, non so perché, non amo i testi al presente e ogni tanto i tempi dei verbi non sembrano concordare.
“A qualcuno, che ha cercato con cura certosina, regalerà ciò che si merita: in primis, la paura.”: lo avrei lasciato scoprire al lettore.
Comunque, una lettura piacevole: grazie.

18Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Dom Gen 02, 2022 10:12 pm

Resdei

Resdei
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao
Beh, Venanzio! e che fai?
Puoi solo volergli bene e sperare un giorno di incontrarlo.
Con dieci dita colorate può solo fare le cose per bene.
In questo racconto poetico, a tratti commovente, 
ci guidi piano piano nella vita semplice e anche solitaria di un uomo-giustiziere, rimasto solo ma che, anche se deluso, 
capisce di essere ancora utile. 
E per questo senti di volergli bene.
Occhio ai tempi dei verbi, come ti hanno fatto notare.

19Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Lun Gen 03, 2022 9:48 am

CharAznable

CharAznable
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Bellla simil favola natalizia, con una co-protagonista deliziosa e molto simile a quella di un'altra simil favola letta tra questi racconti. Si legge ben, è interessante e ben fatta, perde solo un po' di fluidita (e forse anche di interesse) quando descrivi le punizioni destinate ai cattivi (perde anche un po' di credibilità in quanto alcuni espedienti sono più da investigatore privato che  da Babbo Natale part time...). Però il tutto si riscatta con la scena della bimba e di quei guantini che spostano il punto di vista di Venanzio sul mondo.
Un ottimo lavoro.
Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

20Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Lun Gen 03, 2022 10:40 am

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Uno dei più natalizi che ho letto. Mi è piaciuto tutto del racconto, almeno le componenti essenziali: la scrittura semplice e diretta con l’uso anche di espressioni popolari e di uso comune, la figura di un Babbo Natale giustiziere, un Robin Hood dal costume rosso, la rappresentazione iniziale di una solitudine riempita dalle buone azioni, il desiderio di rimettere le cose a posto, la scena della bambina e del regalo che ho trovato molto toccante.
Ho solo trovato un po’eccessivi e poco credibili quei “doni” indirizzati ai cattivi della storia, ma in fondo è una fiaba natalizia e tutto è possibile.
Quanto al titolo ho avuto anch’io l’aspettativa di un “horror”, proprio perché quelle dita me le sono immaginate subito come staccate dal corpo.
Lo troverei un buon soggetto per un bel film natalizio.  

21Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mer Gen 05, 2022 5:53 pm

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Conosco un Venanzio, è un amico dei miei. è proprio come il tuo Venanzio, un vecchietto panciuto e bonario. Anche se il mio ha ancora la moglie, me lo sono visto davanti durante tutto il racconto. Poi magari racconto qualcosa di questo Venanzio.
A parte questa digressione, devo dirti che il finale è grandioso: il ripensamento cattivo è un twist eccezionale. Io gli avrei lasciato indosso anche i guanti, per rendere il Babbo Natale ancora più rancoroso.
Mi è piaciuta meno tutta la morale su quel bel Natale di una volta in cui eravamo tutti più buoni e che ora è diventato solo una ipocrita festa consumistica. è un messaggio veramente trito. E non conosco nessuno che lo dica o lo pensi veramente.
La figura di Giulio non l'ho molto capita: partecipa anche lui ai regali cattivi? Che ruolo ha? Forse è superflua e per asciugare si poteva tagliare. 
Molto belli alcuni passaggi: "delicatamente toglie un niente di polvere dalla cornice" e la parte sull'odore della povertà. 
Nel complesso non so, piaciuto sì, ma non da entusiasmarmi.

22Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Gio Gen 06, 2022 3:46 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Non tutto va per il verso giusto in questo racconto ma d'altra parte non si può essere sempre perfetti. Come già capitato in altri racconti di questo concorso natalizio ad un inizio folgorante fa seguito una seconda parte un po' più faticosa, che procede, come dire, un po' a strappi.
Qui, poi, c'è una ripresa con l'episodio della bambina, che è poi quello centrale del racconto se è vero che addirittura il titolo deriva da qui.
Ecco è il contrasto tra la poesia della parte iniziale e la bellezza dell'episodio della bambina con la parte in cui Venanzio si vendica dei ricchi (una sorta di Robin Hood natalizio) che non mi convince del tutto in quanto questa ultima parte mi sembra molto meno riuscita e convincente rispetto alle altre. Tra l'altro c'è il lungo periodo della storia della Bruna e del pedinamento al ristorante del marito che sembra slegato dal resto del racconto e anche scritto con una tonalità diversa.
Per quanto riguarda la scrittura di facile lettura e scorrevole sconta alcune imprecisioni, soprattutto a livello di concordanza dei tempi verbali che è sempre un grave stonatura, a mio modo di vedere, in un concorso di scrittura.
nel complesso una bella idea e un racconto discreto che dalle premesse poteva essere decisamente qualcosa di molto di più.

23Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Dom Gen 09, 2022 3:56 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

M'aspettavo un Venanzio diverso. Ovvero un Babbo Natale che, finalmente stufo di essere buono, avesse sputtanato un po' di gente. Perché credo che a ogni Natale un po' tutti, insieme ai bei pensieri e ai buoni propositi, abbiamo a tratti qualche pensata maligna nei confronti di qualcosa o qualcuno. Quasi fisiologico direi, come è successo a questo protagonista. 

Anch'io pongo l'accento sull'ottima atmosfera natalizia che l'Autore ha saputo creare. Questo è veramente un testo per adulti, anche nella parte dell'incontro con la bambina: non è il classico incontro tra il Babbo e la bimba viziata, ma una sorta di monito al contrario, ovvero che a Natale non solo i bimbi devono essere bravi, ma che gli adulti dovrebbero fare i bravi tutto l'anno, non fintamente solo a Natale. Io ho inteso l'episodio così e l'ho molto apprezzato.

Grazie.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

24Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Lun Gen 10, 2022 3:22 pm

alessandro parolini


Viandante
Viandante

Caro autore/cara autrice, storia divertente dal messaggio semplice, ma efficace. Incalzante il ritmo. alcuni dettagli forse di troppo: avrei speso forse qualche parola in più nell'ambientazione. Più convincente la seconda parte rispetto alla prima. Racconto che si fa leggere con leggerenza, senza particolari approfondimenti. Morale a attacchi un po' scontati, ma comunque un bel testo. Complimenti.

25Dieci dita per Babbo Natale Empty Re: Dieci dita per Babbo Natale Mer Gen 12, 2022 10:36 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto con molti pregi ma con un difetto ingombrante. A volte, anzi spesso, il testo mi è sembrato troppo moraleggiante quasi in maniera esagerata. L'ho trovato superfluo perché con la narrazione si capisce lo stesso dove vuoi puntare l'attenzione. 
Per i miei gusti un filino troppo lungo e poco incisivo, insomma mi sarebbe piaciuto un protagonista più spietato.
Detto le cose mi hanno convinto meno però il racconto rimane originale e merita l'occasione di brillare.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  Dieci dita per Babbo Natale 1f34c 

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