Different Tales
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.

Il forum di scrittura creativa che cercavi

EVENTI DT
Il regolamento del concorso natalizio di DT - Natale Bifronte
Con scadenza il 15 dicembre


https://www.differentales.org/e10016676-natale-bifronte

Ultimi argomenti attivi
» Furto alla grotta
Sveglia, è ora di dormire EmptyOggi alle 10:00 am Da digitoergosum

» Babbo Natale e la luna
Sveglia, è ora di dormire EmptyOggi alle 8:57 am Da Asbottino

» Madre Gherda
Sveglia, è ora di dormire EmptyOggi alle 8:55 am Da digitoergosum

» Natale a Wonderland
Sveglia, è ora di dormire EmptyOggi alle 8:19 am Da digitoergosum

» Sveglia, è ora di dormire
Sveglia, è ora di dormire EmptyOggi alle 7:21 am Da digitoergosum

» Echi di Natale
Sveglia, è ora di dormire EmptyOggi alle 7:07 am Da SuperGric

» Ciccia Pasticcia
Sveglia, è ora di dormire EmptyIeri alle 5:47 pm Da tontonlino

» Natale Bifronte
Sveglia, è ora di dormire EmptyIeri alle 11:59 am Da Danilo Nucci

» Chiamata fuori orario
Sveglia, è ora di dormire EmptyIeri alle 11:33 am Da SuperGric


Non sei connesso Connettiti o registrati

Sveglia, è ora di dormire

+26
Marcog
Fante Scelto
Nellone
miichiiiiiiiiiii
CharAznable
gipoviani
Isabella
Danilo Nucci
Mac
FedericoChiesa
Arunachala
Valentina
tommybe
Arianna 2016
Resdei
SuperGric
Molli Redigano
paluca66
ImaGiraffe
SisypheMalheureux
Susanna
Antonio Borghesi
Byron.RN
Petunia
vivonic
Different Staff
30 partecipanti

Vai alla pagina : 1, 2  Successivo

Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 2]

1Sveglia, è ora di dormire Empty Sveglia, è ora di dormire Gio Dic 16, 2021 1:41 pm

Different Staff

Different Staff
Admin
Admin

Di solito le favole cominciano con c’era una volta, questa invece comincia con una domanda che il maestro Filippo mi ha posto qualche settimana fa:
«Tu sai dove abita Babbo Natale, vero?»
Filippo è maestro, anzi è il maestro, in una piccola scuola di montagna.
È un tipo davvero simpatico e anche un po’ burlone: a volte si diverte a interrogare i grandi che incontra per strada, quando meno se l’aspettano: «Quanto fa sette per otto? Pesa di più un chilo di pane o un chilo di piume?»
«Beh» risposi «mi hanno sempre detto che abita in Lapponia, in una bella casetta proprio in mezzo a un bosco, con sua moglie, gli elfi e le renne.»
«Giusto. Ma dove va in vacanza Babbo Natale lo sai?».
Questo proprio non lo sapevo: forse al mare? Al lago? In campeggio con una slitta-camper?
«Nooo... non lo so. Dimmelo tu, Filippo.»
«Dove sia andato quest’estate non lo so, ma lo scorso anno» mi confidò sottovoce, guardandosi in giro con fare circospetto «è venuto qui in paese. Ecco, l’ho detto: davvero non ce la facevo più a tenermi questo segreto.»
«Filippo, non prendermi in giro per favore! Babbo Natale gironzolava per il paese e nessuno se n’era accorto? Beh, magari se non indossava il solito vestito...»
«Lascia perdere il vestito. Se ti racconto cosa è successo, mi prometti...»
«Di non raccontarlo a nessuno? Prometto.»
«No, no, mi devi promettere di scrivere quello che ti racconterò: i miei scolari meritano davvero che altri bambini sappiano cos’hanno fatto. E, credimi, è stata davvero una favola. Una vera favola.»
E fu così che quel pomeriggio Filippo, davanti a una cioccolata calda e a un piatto di biscotti, mi raccontò... beh, non vi anticipo nulla, altrimenti non ci sarebbe più gusto a leggere.

Tutto era cominciato in una bella giornata di inizio settembre.
Quella mattina Filippo si era svegliato prima del solito, ma non per colpa di Gigio, il gallo dei vicini che ha in testa una sveglia tutta sua, ma a causa di un problema che lo assillava da alcuni giorni.
Pensò che forse una passeggiata su per i monti l’avrebbe aiutato a schiarirsi le idee: mise in uno zaino qualcosa per il pranzo, si infilò gli scarponi e imboccò uno dei tanti sentieri che conosceva molto bene.
Era ancora caldo, il caldo giusto per una bella camminata; sui boschi c’era già un accenno di quella polverina dorata che, tempo un paio di settimane, avrebbe regalato una fantastica tavolozza di colori autunnali. In una radura intravide alcuni scoiattoli che stavano nascondendo noci per l’inverno: un incontro simpatico, che di solito l’avrebbe messo di buon umore, ma quel giorno non gli strappò neanche un sorriso, preso com’era a rimuginare su quanto era accaduto pochi giorni prima.

La settimana prima i bambini della scuola gli avevano illustrato il loro progetto per Natale, tanto particolare che l’aveva lasciato senza parole.
«Bambini, è un’idea davvero strepitosa, ma non c’è abbastanza tempo per preparare tutto, neanche con l’aiuto di Gustavo e dei suoi amici. Magari per l’anno prossimo...»
Mamma mia, non l’avesse mai detto! Tutti a urlare, protestare, qualcuno si era messo pure a piangere: c’era voluta tutta la pazienza del maestro per calmarli, ma i mugugni continuarono per un bel po’.
«Secondo me, maestro, bisogna chiedere aiuto a Babbo Natale.»
Olimpia, una simpatica bimba dai capelli ramati, ci aveva pensato parecchio prima di alzare la mano, timidamente: «Gli scrivi una lettera con il computer e gli spieghi bene cosa vogliamo fare.»
«Giusto! E digli che non vogliamo regali, neanche uno, se ci aiuta.»
Il maestro li accontentò: i bambini si misero tutti attorno alla scrivania, per essere sicuri che spiegasse con precisione nella mail di cosa avevano bisogno. Arrivò subito la risposta, che però gettò i bambini nello sconforto: “Babbo Natale è in ferie. Arrivederci a novembre.
Vedere dei bambini arrabbiati con Babbo Natale non succede tutti i giorni: e adesso come si fa?

Verso mezzogiorno Filippo si fermò per mangiare un panino ma intanto continuava a brontolare, a mezza voce:
«Caspita, che problema! E Babbo Natale va in ferie, pure lui! Ora come si fa? Ci tengono così tanto.»
«Ehi, ma non si può neanche fare un pisolino in pace! Chi sta brontolando come una pentola di fagioli?»
Filippo si guardò in giro, stupito: dietro a un cespuglio c’era un elfo. Proprio un elfo, con tanto di cappello verde e calze a righe bianche e rosse.
«Non sto brontolando: sto solo dicendo che avrei bisogno di Babbo Natale, ma lui chissà dov’è finito! Pare sia in ferie.» rispose Filippo mestamente.
L’elfo lo fissò con molta attenzione: si trattava nientepopodimeno che Minstix Pepper, il guardiano della casa di Babbo Natale, l’unico che sapeva dove trovarla.
«Se prometti di non dirlo a nessuno - tanto non ti crederebbero - sappi che siamo in vacanza proprio in cima a questa montagna, tutti assieme. E quando dico tutti assieme intendo Babbo Natale, sua moglie, renne, elfi, casa, bosco... Tutto. Anche la neve, la nostra, che è più neve.» L’elfo aveva contato diligentemente sulle dita, per essere sicuro di non scordare nulla.
«La neve più neve?»
«Esatto. Adesso vai, che vorrei dormire!» e Minstrix sparì dentro al cespuglio.
Filippo si svegliò, o almeno pensò di aver dormito, e di aver fatto un sogno molto intenso, di quelli che pare di essere svegli. Però dietro al cespuglio trovò il cappello dell’elfo: per un momento pensò che stavano accadendo cose troppo strane, ma non se ne curò, anzi cominciò a essere molto, molto curioso.
Riprese la camminata, arrancando faticosamente su un sentiero che però non ricordava di aver mai visto percorso:
«Forza, Filippo, vediamo se è tutto vero o se qualcuno ti sta facendo un bello scherzo.»
Quando arrivò in cima alla montagna, si trovò di fronte a uno spettacolo che lo fece rimanere a bocca aperta. Infatti, il sentiero terminava davanti alla casa di Babbo Natale, come c’era scritto sulla cassetta delle lettere. Era proprio come l’aveva sempre immaginata: rossa col tetto verde, in mezzo a un grande prato recintato da uno steccato blu; un magnifico bosco di abeti, altissimi, la proteggevano dal vento. Nevicava copiosamente, ma solo dentro al recinto, e non era per niente freddo. Sul prato alcune renne stavano brucando i ciuffi d’erba che spuntavano qua e là dalla neve, chiacchierando tra di loro.
«Buon giorno, signore! Dura la salita vero? Entri pure. Cancelletto, apriti!»
«Buon giorno, Cometa. Eh sì, la salita è stata dura, non dovevo mangiare tutti quei biscotti! Guardali qua, tutti nella pancetta!»
Filippo trovò normale parlare con una renna, anzi solo dopo averle salutate tutte per bene, si avvicinò alla porta della casetta, su cui era fissato un battacchio a forma di testa di gnomo.
«Non ci provare a toccarmi» disse il battacchio, scorbutico «ci penso io a bussare, non voglio mica ritrovarmi col mal di testa. Chi sei e cosa vuoi? Cortesemente.»
«Buon giorno, sono Filippo e vorrei vedere Babbo Natale.»
«La password?» chiese il battacchio.
«Anche qui la password! Ma non basta bussare? Comunque, non la so, non sono mai stato qui. Per favore, potrei...»
«Esatto: per favore. Visto com’è semplice? Puoi entrare. Casa, è arrivato un ospite: al lavoro, forza!»
Filippo entrò e tutta la casa si diede un gran da dare per accoglierlo come si deve: un appendiabiti arrivò saltellando, prendendo in consegna la giacca a vento; un paio di pantofole gli corsero incontro, portandosi via gli scarponi mentre una poltrona dall’aria molto comoda trotterellò su corte gambette fin davanti al camino, sprimacciando un paio di cuscini. Il fuoco nel camino si ravvivò e alcuni ciocchi di legno si tuffarono allegramente tra le fiamme. Sui fornelli una teiera cominciò a canticchiare: «Il tè è pronto, il tè è pronto!» Svolazzando, arrivò un vassoio con tazzine, zuccheriera e biscottiera.
Quando finalmente tutto tornò tranquillo, da una porticina entrò Babbo Natale: il vestito rosso era un po’ sgualcito e sulla barba bianca c’erano macchie di cioccolato.
«Buon giorno, Babbo Natale. Guarda che hai la barba macchiata di cioccolato.»
«Buondì a te, caro. La barba... oh nessun problema, ci pensa la signora Claus: uno shampoo e torna pulitissima. Ma veniamo a noi: l’elfo guardiano mi ha avvisato che stavi arrivando e che hai bisogno di aiuto. Dimmi tutto.»
Un’altra poltrona, la preferita di Babbo Natale, arrivò di corsa, un po’ trafelata.
«I bambini della mia scuola hanno chiesto a degli artigiani del paese di realizzare alcune statue di legno, per una sorpresa di Natale molto particolare da fare a Cloe, una loro compagna, ma ci vuole troppo tempo. Non potresti dar loro una mano? Lo so che sei, anzi siete in ferie... ma un aiutino?»
«Mmmm...» Babbo Natale si mise a camminare su e giù per la stanza, sempre seguito dalla poltrona «statue di legno hai detto? Forse si può fare: andiamo di sotto in laboratorio e vediamo cosa ne pensano i miei aiutanti.»
Una scala a chiocciola chiacchierona li condusse nel magico laboratorio dove venivano realizzati e impacchettati i regali. Appena entrati, il maestro si guardò in giro, sbalordito, e scoppiò a ridere, ma a ridere così di gusto che gli vennero le lacrime agli occhi e dovette appoggiarsi a un tavolo per non cadere a terra.
Non c’era dubbio che gli elfi fossero in ferie: in un angolo dell’enorme stanza alcuni erano comodamente seduti su sdraio colorate, sotto a degli ombrelloni, come in spiaggia: c’erano anche la sabbia, secchielli e palette; altri si dondolavano pigramente su delle amache, mentre alcuni si godevano il fresco sdraiati su un prato, leggendo, dormicchiando o ascoltando musichette natalizie.
«Quando hai finito di ridere magari ci spieghi tutto.» Babbo Natale richiamò all’ordine Filippo.
«Oh sì, scusa, ma non avevo mai visto degli elfi in spiaggia. A dire il vero non avevo mai visto degli elfi dal vero, comunque... ecco qua.»
Il maestro sistemò su un grande tavolo alcuni disegni: un’aquila, uno gnomo, una scure poggiata su un tronco, un fungo, una farfalla, un’orsa con un orsacchiotto, un lupo, uno scoiattolo, un gufo e un leprotto. I disegni erano molto accurati, anche se si vedeva che erano stati realizzati da un bambino. Gli elfi, curiosi per natura, si avvicinarono al tavolo, si presentarono e cominciarono a studiare i disegni:
«Su questa ala metterei una penna più lunga, così vola meglio.»
«Che ne direste se sul cappello dello gnomo si potesse appendere una campanella, o una piccola lanterna?»
«Lo scoiattolo è davvero simpatico, con quelle orecchie ciuffose!»
«Ma questo gufo sta per catturare il leprotto! No, no, il leprotto ce la farà a scappare nella tana, ne sono sicuro. E il gufo dovrà cercarsi qualcos’altro per cena!»
Babbo Natale strizzò l’occhio a Filippo: «Penso proprio che Gustavo abbia trovato degli aiutanti, solo che...»
«Solo che?» chiese Filippo preoccupato: gli elfi, che già stavano riponendo amache e sdraio, si fermarono, attenti.
«Beh, non possiamo presentarci nel laboratorio di Gustavo o dai suoi amici, sai che nessuno ci deve vedere» rispose Babbo Natale «Bushy, cosa ne pensi, hai qualche idea?»
«Certo, ho giusto inventato una cosuccia che ci può aiutare. La sveglia all’incontrario: invece di svegliare, addormenta. Prima però dimmi qualcosa di questi amici, dove lavorano, in quanti sono...»
Filippo raccontò che il gruppetto di amici, tutti molto bravi a intagliare il legno, si ritrova spesso dopo cena nel laboratorio di Gustavo, con le loro mogli, per rifinire i lavori in corso, per pensare a qualche novità per i mercatini estivi o di Natale: portachiavi, gnomi fermaporte, decorazioni in legno per l’albero di Natale, piccoli presepi, orologi a cucù... e intanto si facevano due chiacchiere, in allegria. Da qualche giorno però tutto lo spazio era occupato dai tronchi da usare per le statue, ma le figure degli animali, purtroppo, erano appena abbozzate.
«Perfetto! Ora ascoltatemi bene.»
Bushy illustrò il suo piano: Filippo avrebbe portato nel laboratorio di Gustavo qualcuna delle sue sveglie all’incontrario che, con una piccola modifica, sarebbero state invisibili.
Appena il gruppetto si fosse messo comodo sulle poltroncine attorno alla vecchia stufa, le sveglie avrebbero suonato e tutti si sarebbero addormentati profondamente, consentendo agli elfi di mettersi al lavoro, sotto l’occhio vigile di Babbo Natale.
Senza esagerare, avrebbero portato avanti, notte dopo notte, le sculture, velocemente e in silenzio, grazie ai loro utensili magici: quando gli amici si fossero svegliati, avrebbero creduto di aver lavorato tanto, visti i mucchietti di trucioli per terra, e si sarebbero sentiti persino stanchi.
Poi, durante il giorno, avrebbero proseguito con il lavoro, come al solito: ormai conoscevano i dettagli a memoria, tanto li avevano studiati.
In questo modo le statue sarebbero state pronte in tempo per la Vigilia di Natale.
Tutti furono d’accordo che era proprio un bel piano e gli elfi cominciarono a preparare i loro attrezzi, mentre Bushy si occupava delle sveglie.
Filippo aiutò Shinny a sistemare i disegni su una delle pareti, bene in vista per essere studiati attentamente: un po’ gli spiaceva lasciarli lì, ma alla fine sarebbero stati restituiti.
«Ma poi dove le metterete le statue? Saranno grandi, non potete certo portarle tutte in casa della bimba.» chiese Sugarplum, l’amica della moglie di Babbo Natale, portando cioccolata calda e biscotti per tutta la combriccola.
«No, no. Per Natale le metteremo nella piazzetta dove abita Cloe, per farle una sorpresa la notte della Vigilia. Poi, in primavera, verranno sistemate lungo il sentiero che porta alla Fontana Rossa. Nel frattempo, assieme agli altri insegnanti, proporremo ai bambini qualche spunto tra cui scegliere da mettere su dei cartelli: una frase presa da una favola, una curiosità, un pensiero. Un cartello per ogni statua.»
«Scusa Filippo», chiese Babbo Natale «ma chi ha fatto questi disegni? Sono davvero belli.»
«Sono di Cloe. Dovete sapere che Cloe quest’anno si è ammalata e non ha potuto venire sempre a scuola, è stata spesso in ospedale. Per non annoiarsi ha disegnato tanto, soprattutto animali, che sono la sua passione. Da grande vorrebbe diventare veterinaria e pittrice, pensate un po’. Poi ha regalato i disegni ai suoi compagni e loro hanno pensato di farle questa sorpresa.»
«Caspita che bravi ragazzi! Però perché proprio per Natale? Non si poteva aspettare magari in primavera, o l’inizio delle vacanze?» chiese Alabaster, l’elfo più importante.
«Eh no, i ragazzi hanno deciso per il Natale perché Cloe, appena finite le feste, dovrà andare in America, per curarsi e dovrà stare molti giorni da sola, in una stanza dove potranno entrare solo i medici e le infermiere. I ragazzi hanno pensato che magari le fotografie delle statue le faranno compagnia; hanno anche deciso di scrivere qualche breve racconto con protagonisti questi animali.»
Filippo era davvero orgoglioso dei suoi alunni e sapeva che di favole ne avrebbero scritte tante, magari chiedendo ai nonni e agli anziani del paese di qualche vecchia leggenda o di ricordi di quando erano stati bambini sempre in giro per i boschi.
Ormai stava scendendo la notte: Filippo salutò tutti, ringraziò per la calorosa accoglienza e riprese la strada verso casa, stanco ma molto sollevato: il giorno dopo avrebbe potuto dire ai bambini che Babbo Natale aveva accolto la loro richiesta e trovato il modo di aiutarli anche se era in ferie. Solo quello, il resto doveva rimanere un segreto.

Arrivò la Vigilia di Natale e nella piazzetta dove abitava Cloe ci fu un gran via vai per i preparativi. Il giorno prima e durante la notte era nevicato tanto e il rumore dello spazzaneve coprì per bene quello del vecchio Apecar di Beppe, che usarono per trasportare le statue, una alla volta.
I genitori e i nonni di Cloe fecero in modo che lei non si accorgesse di nulla, tenendola impegnata nella sua cameretta: per un riposino, per leggere una favola, per un film, per finire di impacchettare alcuni regalini che la piccola aveva voluto preparare. Nel frattempo, Gustavo e i suoi amici sistemarono le statue in un grande girotondo: metri e metri di lucine, preparate da Amos, il nonno di Olimpia, appena scesa la sera trasformarono la piazzetta in un piccolo mondo magico.
I grandi accesero anche un bel fuoco, proprio in mezzo al girotondo degli animali che, con la luce delle fiamme, parevano vivi: non c’era che dire, tutti avevano lavorato davvero bene.
Quando tutto fu pronto, i bambini si radunarono sotto la casa di Cloe e in coro intonarono le canzoni di Natale che avevano scelto con cura. Cloe non poteva uscire, doveva stare molto riguardata, ma dalla finestra poteva ammirare la sorpresa che le avevano preparato: si mise a battere le manine e a saltellare, felice, mentre i suoi genitori portarono ai bimbi i piccoli regalini che Cloe aveva preparato per loro. Nonno Amos scattò un sacco di fotografie e anche qualche breve video, che avrebbero fatto compagnia a Cloe in ospedale.

In un angolo della piazza, assieme ai grandi che si erano messi in disparte affinché la festa fosse solo per i bambini, ben nascosti da alcuni cespugli coperti di neve, gli elfi si godettero commossi i canti, gli applausi dei bimbi, la loro felicità per la riuscita della sorpresa.
Solo Filippo riusciva a vederli, era la regola: le lacrime di commozione che scendevano sulle loro guance, alla luce del falò, scintillavano come cristalli dalle mille facce.
Babbo Natale si era nascosto dietro una nuvola: anche se era molto indaffarato, non voleva proprio perdersi lo spettacolo. Sarebbe passato anche più tardi, a portare regali per tutti i bambini della scuola. Anche se avevano detto di non volerne, si meritavano davvero una ricompensa per la loro generosità e per aver trovato il modo di essere vicini a Cloe in un momento così particolare. Sarebbe stato un piccolo dono, il ricordo per un Natale speciale, che avrebbero rammentato per tutta la vita.
Gli elfi avevano realizzato delle cornici, dove per una qualche magia, già c’era una foto a ricordo di una giornata memorabile; in un angolo della cornice c’era una testolina di legno, intagliata con maestria e straordinariamente somigliante al bimbo o alla bimba che l’avrebbe ricevuta in dono.
Eh, anche quando sono in ferie, gli elfi non stanno mai con le mani in mano.

2Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Sab Dic 18, 2021 12:02 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Ciao, Autore.
Mi sarei aspettato un crescendo diverso, un climax che non sei stato in grado di far conflagrare in un racconto senza troppo coinvolgimento emotivo da parte mia (forse complice anche l’ultimo concorso di DR che non mi predispone benissimo, diciamo, nei confronti degli elfi). Ma il mio gusto personale voglio che conti relativamente molto poco, visto che stiamo selezionando i più bei racconti per ragazzi da inserire in Antologia. La trama è ben costruita e coerente con il genere che hai scelto di utilizzare. I personaggi sono caratterizzati velocemente, soprattutto quelli che compaiono all’inizio (il maestro) e ai quali non ci si affeziona in alcun modo. Di fatto, il metaracconto è abbastanza inutile nell’economia generale del tuo scritto, tanto da temere che ti servisse l’escamotage per giungere al numero minimo di battute…
La scrittura è matura e sostanzialmente corretta, al netto di qualche imprecisione che ti segnalo: usa la maiuscola dopo i punti di sospensione; usa la virgola prima delle avversative (in generale c’è qualche virgola fuori posto, ma dipende dal proprio modo di scrivere – e di leggere). Una cosa importante, invece, concerne la consecutio temporum: già nel secondo paragrafo esordisci con un trapassato prossimo per poi passare repentinamente a un passato remoto e poi all’imperfetto. Il rischio di raccontare al passato è sempre questo: ci vuole un’attenta rilettura per verificare che tutto scorra a perfezione senza incepparsi.
L’ambientazione è sicuramente natalizia, e il tuo racconto non potrebbe funzionare in assenza di questa componente: quindi ben fatto!
In conclusione, un racconto sicuramente sopra la sufficienza, ma che probabilmente non è stato gestito al massimo del proprio potenziale.
Complimenti per l'impegno e per la tua partecipazione, e in bocca al lupo!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

3Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Lun Dic 20, 2021 9:58 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

il racconto decolla a partire dalla descrizione della casetta di Babbo Natale, tutto quello che c’è prima potrebbe essere tranquillamente omesso.
Dal momento in cui il maestro Filippo ingaggia un dialogo con la renna, tutto assume una dimensione magica, fantasiosa e caotica quasi da Alice nel Paese delle meraviglie. 
La parte finale, come quella iniziale, non mi ha coinvolta più di tanto.
La  storia c’è, ha di certo il gusto e l’atmosfera del Natale, ma mi ė mancata la presenza di un personaggio forte. 
È un racconto dolce, a tratti davvero divertente ricco di colori e descrizioni ma, alla fine mi lascia poco.
La storia della bambina ammalata non è molto originale, il regalo voluto dai suoi compagni è una buona trovata ma non sufficiente a farmi provare commozione.
Nella storia inserisci via via tanti personaggi con nomi di fantasia. A che serve? Alla fine ci si confonde. In un racconto così breve è preferibile avere pochi personaggi ben caratterizzati. 
Ci sono tante piccole imprecisioni che puoi sistemare rapidamente con una buona rilettura.
Al fine di esserti utile, te ne segnalo alcune:

Ma dove va in vacanza Babbo Natale lo sai?». (Ti è scappato il punto dopo aver chiuso le caporali. Essendoci il punto interrogativo non si deve mettere un ulteriore punto)



Mamma mia, non l’avesse mai detto! Tutti a urlare, protestare, qualcuno si era messo pure a piangere: c’era voluta tutta la pazienza del maestro per calmarli, ma i mugugni continuarono per un bel po’.
(attenzione all’uso dei tempi verbali)

 nientepopodimeno che Minstix Pepper (che di Mistix Pepper)


di aver mai visto percorso (o visto o percorso…)

Comunque al di là delle annotazioni che spero ti siano utili, il racconto è di sicuro centrato nel genere e nel linguaggio adottato e può rientrare a pieno titolo nell’antologia sezione ragazzi. Te lo auguro!


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

4Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Mar Dic 21, 2021 1:51 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan

Racconto natalizio classico, pieno di buoni sentimenti e positività che io ho apprezzato.
Sì, mi è piaciuto, mi sono lasciato conquistare dall'atmosfera magica che sei riuscito a creare.
Il testo è corretto, scritto bene, ho notato un paio di refusi, di distrazioni, ma è poca cosa.
Mi è piaciuta molto anche l'idea d'intagliare gli animaletti creati da Cloe, mi sembra una cosa particolare e originale.
Qualche appunto da fare c'è a mente fredda: la parte iniziale è vero che potrebbe essere tolta, è solo un'introduzione che aggiunge poco; i personaggi sono messi in secondo piano rispetto alla storia, vanno via troppo lisci senza rimanere troppo impressi.
Però l'atmosfera natalizia si sente e poi il gesto dei bambini per la loro compagna Cloe mi ha conquistato. Sono stato così conquistato dall'essenza della storia che i difetti che ho citato per me vanno in secondo piano.
Il titolo è simpatico, riprende un evento particolare che succede nel racconto, però non mi soddisfa pienamente, non coglie l'essenza del racconto che secondo me avrebbe meritato qualcosa di più potente.
Comunque mi sei piaciuta/o e ho gradito questo bel pezzo genuino carico di buoni sentimenti.

5Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Gio Dic 23, 2021 2:24 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Un racconto che ha tutte le qualifiche del natalizio. Hai veramente messo tutti, anche la bambina ammalata. C'è però una cosa che non mi ha convinto: l'idea delle statue in legno tratte dai disegni della piccola. Avresti potuto inventarti dell'altro magari far fare agli Elfi delle animazioni a partire da quei disegni. Dei video da mettere in cornice come quelle che tu hai ideato per i suoi amici. Non è però il mio racconto ed è comunque molto bello per come è scritto e per la facilità della lettura. Son sicurissimo che in antologia ci entri. Brava.

6Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Gio Dic 23, 2021 5:05 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Il titolo: come accade spesso, trovare un titolo che accalappi subito l’attenzione in un contest è arduo. Questo è strano, però adatto a una favola, dove di solito succedono cose magiche.
Una favola questa, che non ha i picchi di avventure particolarmente drammatiche per i protagonisti, avviandosi poi in un finale positivo, ma una storia che scorre tranquilla, sia pur con la necessità di risolvere un problema.
Che sia una storia moderna lo si intuisce fin dalle prime righe, presentandoci anche un Babbo Natale sui generis, che si gode meritate ferie, un po’ trasandato, che si lascia consigliare dagli aiutanti: c’è ma un poco defilato, vuol rilassarsi. Penna, scusa, ma quando mi si è presentata la scena egli elfi in spiaggia, sull’amaca, ho visto invece una combriccola di Minions e come tali me li sono portata appresso per tutta la storia, immaginando anche il loro particolare modo di esprimersi.
Un’atmosfera natalizia, un po’ Disneyana con la casa animata, un po’ fantasy con gli elfi che compaiono e scompaiono...vedo nell’insieme un racconto per la famiglia, coi bambini che aspettano di vedere cosa succede e dove tra le righe di una storia con un buon numero di personaggi che accompagnano il lettore, c’è a mio parere un “personaggio” che non si può immaginare visivamente: l’idea dei bambini. Piccole testoline pensanti che ricambiano il regalo di Cloe con qualcosa di inusuale che le farà compagnia in ospedale, sia pure nella staticità di una statua e nelle foto: i suoi disegni hanno preso in qualche modo vita. Queste statue sono davvero necessarie, bisogna realizzarle, a costo di arrabbiarsi con Babbo Natale.
Storia buonista, dove tutti si danno da fare per realizzare se non un sogno, un progetto: storie che accadono, per fortuna. Il maestro ad un certo punto però scompare: un personaggio che ha solamente il ruolo di introdurre la storia e poco più. Forse non era necessario, ma in qualche modo aiuta a comprendere come nel paese tutti siano collaborativi.
Cara Penna, le note sui difetti del racconto sono già state fatte: a volte rileggendo i propri lavori certe discrasie sfuggono, tutto pare filare liscio, ma sono cose che si possono sistemare con poco lavoro.
Per curiosità, vedendo i nomi degli elfi e delle renne, ho fatto qualche ricerca: paese che vai, nomi impronunciabili che trovi, la curiosità di vedere se fossero nomi che hai inventato a qualcosa è servita. Ad apprezzare ancora una volta la musicalità della nostra lingua.
Niente, i Minions non si schiodano.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

7Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Sab Dic 25, 2021 5:40 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Secondo me, caro autore (o autrice) il tuo racconto ha un piccolo difetto: troppi personaggi e non introdotti abbastanza bene, che rischiano di mandare in confusione il lettore. Ad esempio questa frase: "Filippo aiutò Shinny a sistemare i disegni su una delle pareti, bene in vista per essere studiati attentamente." Chi è Shinny e che ruolo ha nel racconto? Boh... Altri personaggi sono forse un po' superflui. Tipo Gigio il gallo o l'amica della moglie di Santa Claus che versa il tè. Insomma io sfoltirei in modo da avere meno personaggi possibile in gioco.  Per il resto ho molto apprezzato l'incipit: "Filippo è maestro, anzi è il maestro, in una piccola scuola di montagna." Davvero bella come frase. Certo, ci si può chiedere se le statue di legno siano il regalo più adatto a una bambina malata che deve partire per curarsi. Però, in fondo parliamo di un paesino di montagna e credo che sia un'idea coerente. Mi ha ricordato quando, a 7 anni, feci un ricovero di parecchi giorni in ospedale per una situazione non tanto bella e un'amichetta dell'epoca mi regalò le carte da UNO. Apprezzatissime da me e dai miei compagni di stanza con cui giocavo. Insomma, credo che il tuo racconto, pur con qualche difetto e ingenuità, sia nato da una buona idea, anche piuttosto originale. Grazie!

8Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Dom Dic 26, 2021 11:08 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto con un potenziale pazzesco ma che nella sua realizzazione finale rimanere piatto. Con piatto non intendo che sia noioso ma non ha particolari guizzi, eppure il materiale a disposizione che avevi era di certo succoso.
Quello che mi è piaciuto di meno è, senza ombra di dubbio, l’inizio. Non sono amante della formula
“Di solito le favole cominciano con c’era una volta”
Perché per me o c’era una volta o non c’era una volta. Che il tuo racconto è una favola lo si capisce sin da subito.
Un’altra cosa che non mi è piaciuta sono i salti indieto. In una storia del genere secondo me confondono e basta.
Resto dell’idea che l’idea alla base sia pazzesca quindi sicuramente ti premierò per questo, d’altronde è Natale.

9Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Dom Dic 26, 2021 12:04 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan

Un racconto molto carino molto adatto al pubblico cui vuole rivolgersi, ovvero quello dei più piccoli.
Mentre leggevo mi dicevo che la capacità di lettura e di critica è tanto migliore quanto più il lettore riesce a immedesimarsi nel bambino cui il racconto è rivolto.
Così facendo questo racconto acquista punti proprio grazie alla sua semplicità e a una certa immediatezza delle immagini che propone.
Dove si discosta da ciò perde forza come ad esempio nella lunga introduzione che mi sembra abbastanza superflua e poteva essere gestita in un paio di righe al massimo.
Quelle che, invece, non dovrebbero mai mancare in uno scritto, anche se rivolto a un pubblico di bambini, sono le regole grammaticali e sintattiche; la "consecutio temporum" in uno scritto destinato a finire in un'antologia è importantissima, almeno per come la vedo io, così come la gestione, almeno a un certo livello, della punteggiatura (Luca, da quale pulpito, mi potresti dire, car* aut*).
Fondamentale leggere e rileggere il proprio scritto, prima di inviarlo e, magari, farlo leggere a terzi fidati: non assicura ugualmente dall'eliminazione totale di refusi, ma aiuta moltissimo a rimuovere gli errori più grossi ed evidenti.
Nel complesso, giudizio senza dubbio positivo.

10Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Dom Dic 26, 2021 9:52 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

Segnalo quanto segue:

"Riprese la camminata, arrancando faticosamente su un sentiero che però non ricordava di aver mai visto percorso:"


o "visto" o "percorso", forse meglio "percorso". Già segnalato.


"un gran da dare"


"un gran da fare" Refuso
 
"Senza esagerare, avrebbero portato avanti, notte dopo notte, le sculture, velocemente e in silenzio, grazie ai loro utensili magici: quando gli amici si fossero svegliati, avrebbero creduto di aver lavorato tanto, visti i mucchietti di trucioli per terra, e si sarebbero sentiti persino stanchi."


Questa qui sopra credo sia la frase più incartata, un po' per i tempi verbali, un po' per la punteggiatura. Io te la suggerisco (mestamente) così:


"Notte dopo notte, velocemente e in silenzio, (gli elfi) avrebbero portato avanti le sculture grazie ai loro utensili magici. Una volta svegli, visti i mucchietti di trucioli per terra, gli amici avrebbero creduto di aver lavorato tanto, sentendosi persino stanchi (per la grande fatica)."


In generale, comunque, il testo è ben scritto.


My name is Filippo, teacher Filippo. Ci presenti tutta la forza del personaggio protagonista in quattro parole. Ed effettivamente la scena, il maestro, la tiene fino alla fine. Non si può dire lo stesso degli altri personaggi i quali, come notato, sono sovrabbondanti e senza un ruolo determinante nell'evoluzione del racconto. 
Questione metaracconto. Non ritengo sia ben riuscita poiché, per renderne veramente l'effetto, avresti dovuto eliminare la parte iniziale in cui il maestro si appresta a raccontare la storia nella storia, svelandola poi nel finale, magari durante la festa dei bambini, sfruttando l'effetto sorpresa. Secondo il mio modesto parere. ovviamente.


Il titolo, anche se non faccio troppo caso ai titoli in generale, credo sia azzeccato e proprio per una favola come questa.


Grazie e Buone Feste!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute mach da suta Cool!

11Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Lun Dic 27, 2021 9:33 pm

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings

Un bel racconto pieno di fantasia e buoni sentimenti come è giusto che sia un’opera natalizia per ragazzi.
Secondo me l’autor ha iniziato a scrivere senza avere un’idea chiarissima dello svolgimento e si è lasciat trasportare dall’immaginazione e dal gusto di scrivere: l’incipit infatti non ha un seguito e ci sono personaggi che compaiono e scompaiono nel racconto senza un ruolo preciso nello svolgimento della trama. La stessa idea di Babbo Natale in vacanza non ha un seguito, la casa e tutti i suoi abitanti rimangono infatti sul monte fino a Natale.
In un racconto di magia è anche importante che le logiche della magia siano chiare e condivise: in questo senso sarebbe stato utile spiegare l’origine dell’unicità di Filippo, l’unico in grado di vedere e farsi vedere da Babbo Natale & c.
Nel complesso comunque complimenti per la ricchissima fantasia, elemento forte del racconto.

12Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Lun Dic 27, 2021 10:29 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao.
Molto tenera e altruistica questa fiaba, che già dal titolo cattura.
Il tono è quello giusto, c’è molta atmosfera e magia.
Hai raccontato l’altruismo dei bambini nei confronti della compagna 
in modo spontaneo e veritiero.
un bel lavoro, complimenti.

13Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Mar Dic 28, 2021 5:28 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Il racconto funziona bene a partire da “Tutto era cominciato in una bella giornata di inizio settembre.”
Adatto a un target infantile (lo vedo bene per la fascia 8/10 anni), vivace, magico, simpatico, pieno di sentimenti positivi e di spirito natalizio.
Ben scritto (manca solo qualche virgola) e ben costruito.
Insomma, una bella fiaba di Natale.
 
Qui il problema è che, non so per quale motivazione, hai scelto di incartarti nella parte iniziale con la scelta del narratore: un bambino che racconta in prima persona. Nemmeno diventato adulto, ma proprio “in diretta”, da bambino, dato che dice che la vicenda gli è stata raccontata poche settimane prima dal maestro.
Ma il narratore non sembra affatto un bambino, non si esprime come tale; addirittura narra in maniera più elementare il maestro.
Sul momento ho pensato che tu avessi aggiunto la parte inziale per raggiungere le 10.000 battute, come ho già trovato in un racconto della sezione adulti, ma no: ne hai scritte più di 18.000.
Per evitare il problema ti sarebbe bastato utilizzare un semplice narratore esterno fin dalle prime righe, oppure adottare come narratore il maestro, quindi con una narrazione in prima persona.
Tra l’altro, da “Tutto era cominciato in una bella giornata di inizio settembre.” in poi, adotti un narratore esterno e lo mantieni fino alla fine, non utilizzi più la voce in prima persona del bambino iniziale.
Allora perché lo hai fatto?
Boh.
 
Al netto di quanto sopra, il racconto di per sé, come ho già scritto, mi piace e funziona bene, proprio anche nell’ottica di rivolgersi a un pubblico di bambini.

14Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Mar Dic 28, 2021 6:01 pm

tommybe

tommybe
Younglings
Younglings

Pur'io, come Susanna, ho pensato ai Minions  frenetici con secchiello, sabbia e palette, anche se somigliano poco e niente a un Elfo. E ho pure immaginato Babbo Natale campeggiatore, ma senza sacco a pelo, solo coperte.
Il racconto è delicato e stimola immagini tenere e rassicuranti. In questo sei stato molto bravo, autore.
Mi piacerebbe vedere le foto scattate da nonno Amos per Cloe. 
Sarebbero la perfetta illustrazione del dolce racconto.

15Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Mer Dic 29, 2021 7:46 am

Valentina

Valentina
Younglings
Younglings

Ciao Autore, il tuo racconto è adatto alla sezione scelta e mi è piaciuto il messaggio di generosità dei bambini del maestro Filippo.
Ammetto che dopo aver letto l'inizio, che ho trovato brillante, mi sarei aspettata un tipo di storia diversa, sulla scoperta del luogo in cui passa le vacanze Babbo Natale, diverso dal nostro immaginario. Magari ci sarebbe stato bene anche mettere un ostacolo da affrontare per renderlo più accattivante.
Ma tu hai fatto un tipo di scelta e questa deve essere rispettata. Ripeto, funziona e mi è piaciuta, anche se non coinvolge come potrebbe. È una bella storiella di generosità e pura bontà natalizia, che non guasta ma forse non riesce nemmeno a risaltare

16Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Ven Dic 31, 2021 5:48 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

faccio notare che se il maestro va in cerca di Babbo Natale a inizio settembre, mi chiedo come facciano i bambini a essere a scuola; la settimana prima, oltretutto.
a parte questo, la storia è gradevole e perfettamente centrata, carica di sentimento e buoni propositi.
chissà che il messaggio arrivi anche a qualche adulto del nostro mondo.
ci sono dei refusi, peraltro già segnalati, ma non sono molti.
bella l'idea della sveglia a rovescio che sposa appieno il titolo.
nel complesso è un buon lavoro e credo sarà nella mia lista


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Sveglia, è ora di dormire Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

17Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Gio Gen 06, 2022 5:12 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

L’atmosfera magica c’è, i buoni sentimenti pure, come dovrebbe essere un racconto di Natale.
Però ho trovato il racconto un po' disordinato e ho fatto fatica a seguirlo.
Alcuni personaggi, troppi, entrano per poi sparire immediatamente.
La casa magica ricorda molto i cartoni Disney, a metà tra Alice e la Bella e la Bestia.
La parte iniziale aggiunge poco alla trama ed anche allo spirito del racconto.
A rileggerci.

18Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Ven Gen 07, 2022 8:25 pm

Mac

Mac
Younglings
Younglings

Sei nella mia lista.
Un racconto perfetto per bambini, che va letto immedesimandosi in loro. Mi è piaciuto il linguaggio, la storia (forse avrei svelato prima d un po’ più dettagliatamente Cloe) e le descrizioni.
Bravo

19Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Sab Gen 08, 2022 11:30 am

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

È un bellissimo racconto per i più piccoli, ben scritto e con le giuste parole per farsi comprendere bene. In vari momenti ho immaginato un cartone animato che illustrasse visivamente le scene che comunque tu hai saputo descrivere molto bene.
Ho trovato questo, come pochi altri, un ottimo racconto da leggere, con le dovute intonazioni, a bambini anche in età pre-scolare.
L’unico difetto nella trama: la descrizione troppo dettagliata della malattia di Cloe e l’ulteriore difficile percorso che la aspetta. Mi è sembrata inadatta al pubblico per cui ritengo che sia stata scritta. Avrei preferito un finale nettamente più lieto, magari dicendo che Cloe aveva avuto una grave malattia e che era in via di guarigione.
Stai molto in alto, comunque, nelle mie preferenze.
P.S. Hai giustamente inserito nel titolo quella che mi è parsa l'idea più geniale del brano.

20Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Dom Gen 09, 2022 8:40 pm

Isabella


Viandante
Viandante

Il titolo è troppo simpatico! L’idea di fare una sorpresa a una compagna malata non è originale, ma è carina l’idea di chiedere aiuto a Babbo Natale. Comunque, la storia è ben scritta ed esprime buoni sentimenti che sono l’essenza del Natale. I personaggi sono troppi per un racconto breve, mi sarei concentrata su alcuni, caratterizzandoli. 

21Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Lun Gen 10, 2022 9:22 am

gipoviani


Younglings
Younglings

Racconto bello, ben scritto. Adattissimo ad un pubblico di ragazzi.
Forse la trama, o meglio la successione degli eventi, non è la migliore possibile e appesantisce un po’ la lettura. Alcuni personaggi a partire dal maestro sono solo tratteggiati.
Comunque una bella prova

22Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Lun Gen 10, 2022 1:37 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Un bel racconto di Natale. Ben scritto. Con un'idea originale. Ma con un grosso difetto. Manca la cosa più magica della vicenda. Gli elfi che intagliano i regali. Credo che avresti potuto giocare molto sulla magia e sul lavoro degli aiutanti di Babbo Natale intenti a creare i doni per la bimba malata. Invece il tutto viene condito via con l'idea delle sveglie e poi troviamo tutto già bello e pronto per la parata finale. Mi sa di occasione perduta...
Complimenti per il racconto.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

23Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Lun Gen 10, 2022 4:55 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings

Che bello! Un bel film natalizio da guardare in famiglia con una cioccolata calda tra le mani; all'inizio ero molto perplessa, poi però la storia mi è piaciuta molto.
Mi piacciono le descrizioni da quando arriva e trova le renne fino alla fine.
Più Natale di così, dove persino gli elfi in vacanza si rimboccano le maniche per lavorare, non si può!
Ho trovato questi refusi:
-Nevicava copiosamente, ma solo dentro al recinto, e non era per niente freddo. Qui non capisco, non c'era per niente freddo o il recinto non era freddo?
-Buon giorno buongiorno (se sbaglio io correggetemi)
-non ha potuto venire sempre a scuola non è potuta venire
Comunque un ottimo lavoro, tanti complimenti!

24Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Mer Gen 12, 2022 11:49 am

Nellone


Viandante
Viandante

Altra bella fiaba di Natale, questa volta completamente permeata dal clima natalizio. La trama è originale e gestita con cura, semplice e correttamente “a portata di bambino”. Avrei solo omesso la parte iniziale, in quanto introduce un salto temporale che potrebbe non essere troppo ben intesa dai più piccoli. Offre tanti originali spunti fantasiosi che tanto piacciono ai piccini, in particolare mi ha colpito la descrizione della casa di Babbo Natale: credo sia il punto forte del racconto e l’Autore ci si è giustamente soffermato a lungo. È esattamente come un bambino se la aspetterebbe ed è giusto che sia così, la magia non deve mai venir meno. Manca, per essere una vera fiaba, ma morale vera a propria, ma nel complesso non mi posso lamentare. La scrittura si presenta pulita e lineare come la trama, senza particolari barocchismi o artifici che, diciamola tutta, ben pochi ragazzini riuscirebbero ad apprezzare; peccato solo che il tocco fiabesco qualche volta venga meno (come quando Filippo non si “stupisce” di parlare con una renna), ma tutto va secondo i piani.

25Sveglia, è ora di dormire Empty Re: Sveglia, è ora di dormire Dom Gen 16, 2022 1:52 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Nonostante questa storia si presti più che bene a essere rappresentata in forma cartoon, ci sono diverse cose che non mi hanno convinto del tutto, a livello di logica della trama.
Okay, è per bambini, però boh, non riesco a non pensarci.

- E' tutto incredibilmente complicato, a partire dall'idea dei ragazzini (intagliare delle statue da mettere in piazza davanti alla casa di Cloe perché lei possa farne delle fotografie da portare con sè negli USA dove andrà a curarsi... aiuto), per arrivare alla realizzazione delle stesse (affidata a Gustavo e amici che però non faranno mai in tempo a finirle), passando dall'idea delle sveglie all'incontrario per far sì che pensino d'aver lavorato a lungo mentre in realtà sono gli elfi che le intagliano.
Quando c'è di mezzo la magia, si possono ideare piani d'azione più lineari.

- Mi è incomprensibile, come già rilevato da altri, il passaggio di narratore. Da una voce narrante che credo sia un bambino a quella neutra, esterna, che fa scomparire del tutto il bambino iniziale.
Assolutamente non l'ho capito.

- Altre illogicità secondarie, dal fatto che, s'intuisce, siamo ai primi di settembre ma sembra che il Natale arrivi dopo pochi giorni. O che Babbo Natale rimane in vacanza fino al giorno stesso di Natale.
O che vada in vacanza portandosi dietro tutta la casa.
Cosa che farei anche io, ti dico, ma per stare chiuso in casa mia mentre sono alle Seychelles, tanto vale, no?

Però il racconto riesce quantomeno a suscitare delle belle emozioni, soprattutto nel finale.
Lo stile di scrittura è buono, si legge bene, per quanto in certi passaggi la "sdolcinatezza", gli -ini, -etti, ecc. sia un pelino eccessiva. Per il mio gusto.
Il titolo non mi conquista. Mi aveva suscitato l'idea di una storia nonsense e mi aspettavo tutt'altro contenuto.

Contenuto sponsorizzato



Torna in alto  Messaggio [Pagina 1 di 2]

Vai alla pagina : 1, 2  Successivo

Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.