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1Un Natale senza Gesù Empty Un Natale senza Gesù Gio Dic 16, 2021 12:49 pm

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Devo smettere di bere. Stamattina ho gli occhi bovini e il viso ridotto a un pastrocchio di muco.
Non mi curo molto della mia faccia, ma mai l‘avevo vista ridotta così.
Conosco il trucco, basta chiudere tutt’e due gli occhi, basta non vedersi , oppure strofinarli a fondo con acqua gelida, come si fa con una padella sporca.
Alle anime semplici conviene restare nella loro piccola isola, in penosa solitudine, l’isola non cresce e non annoia anche se è sempre la stessa, perché sta da sola e non cerca confronti.
Se appare Qualcuno, ci pensa lui a mettere a posto le cose.
Il vento si infila nella ringhiera dentro le sue sbarre sottili come gambe di cicogna,
fa scampanare le luci natalizie, il loro suono è più avvincente della loro pallida luce.
Ho dovuto fare due viaggi dal cinese per portarle a casa, me le merito tutte quelle lampadine sbiadite.
Giada mi abita vicino da un paio di anni. Nel periodo natalizio mi chiama sempre, e l’aiuto a attaccare le palline in alto sull’albero.
Non l’ho vista mai sorridere, né ringraziarmi, ma almeno non casca dalla sedia, come l’ultima volta.
Lo sappiamo tutt’e due che siamo gente da non frequentare per una questione di contagiosa tristezza. Non c’è niente di noi in giro appena divertente.
Non l’ho vista mai nemmeno piangere, Giada, sono convinto sia così fin dall’adolescenza, e io pure sono così.
Prendo una pallina, la lucido su un ginocchio, l’appendo.
Giada non riesce a dire nulla di interessante e questo mi strazia, provo pena, ma cosa posso fare di diverso oltre che attaccare palline e mangiare i leggendari biscottini senza frutta a guscio del forno sotto casa e chiedere ‘c’è nulla da bere altrimenti mi strozzo?’
Si è rotto il motore del mio frigo e lei si è imposta di tenermi almeno la birra in fresco.
Quando ha aperto il frigo e ha visto che le bottiglie di birra erano fitte come formiche e c’erano solo quelle, è rimasta male e mi ha invitato per la prima volta a un pranzo frugale con tutti i suoi ospiti: il padre e la madre.
Gli spaghetti con il tonno li mangio quasi tutti i giorni, ma i suoi sono più buoni, non sembrano semplici spaghetti con il tonno. Pure la mamma è buona e mi tratta come un figlio e mi ha regalato un pigiama color basilico che profuma di basilico, e dopo, mentre ancora masticava, ha detto: è stato un bel pranzo, non lo dimenticherò, ragazzi.
Io ho pensato…’ mi dici tu come faccio ora a allontanarmi da sua figlia che si è illuminata solo perché ho portato due birre, pure calde, e un pandoro del discount.’
Quando ho visto scendere le scale al padre e alla madre mi sentivo di dire ‘aspettate che vengo anch’io’, solo per quanto erano stati divertenti. Da dove è uscita fuori una figlia così triste proprio non lo so.
Mi imbarazzano i suoi sguardi sofferenti e il suo modo di stare seduta con le gambe scoperte e raccolte. Che se mi siedo io così ho dolori e cammino zoppo per una settimana. Ma devo essere onesto, ha gambe da ballerina e quella è la porzione di lei che preferisco. Quando sono solo a casa la vedo in ogni angolo, su ogni sedia con quelle gambe scoperte.
No, non mi piace spiegarla così la faccenda, sicuramente c’è qualcosa che va oltre.
- Questi dipinti sono tuoi?
- Sì, mi ci divertivo da ragazza.
- Dovresti divertirti ancora, stavo per stramazzare sul pavimento.
- Addirittura?
- Devi credermi sono bellissimi.
- Sono sempre gli stessi, li hai sempre visti, ma noi perché non ci siamo mai messi insieme?
- Sono sopraffatto dal loro incontro, i colori sembrano mordere le sbarre della cornice con i denti,
noi non ci siamo mai messi insieme per scaramanzia, per timore di perderci, abbiamo preferito essere buoni vicini.
- Non ti ho mai sentito parlare così, sei sorprendente. I quadri li ho dipinti per sentirmi a posto, meno ordinaria, meno miserabile, meno smarrita nelle mie storie, nei miei fallimenti.
- Mi dispiace non aver capito prima tutta questa tua profondità.
- Tu vai a cercare le donne lontano e quel lontano ti frega, poi davanti a un caffè si capisce poco,
è troppo scuro il caffè.
- Be’ abbiamo mangiato pure gli spaghetti con il tonno, no?
Ride.
Rido.
Pigolando come un pulcino ripete, tenendo un vecchio addobbo in mano, ‘questo già te l’ho raccontato, ma te la ripeto la sua storia, se vuoi, perché è bella.’
- Io non ho mai conosciuto una donna con tutti questi addobbi di Natale dolorosi, mi chiedo come fai a essere ancora viva. Rido.
- Io non sono una che va per fari, ma un po’ di luce ogni tanto mi arriva e sopravvivo, tonto.
Il mio unico e volgare pensiero ora è se ha la spirale o se avrei dovuto stare attento, ma non serve fare pronostici non l’ho ancora neppure baciata. In questo momento mi piacerebbe fare altro oltre che condividere le bollette del condominio.
Si rende conto dei miei loschi pensieri e dopo aver allungato la gonna sulle ginocchia scappa in cucina a preparare qualcosa di caldo, con una risatina provocante, mai sentita prima.
Le corro dietro per aiutarla, non mi piace essere servito. E poi a cosa serve una cucina se non c’è uno come me che ti piomba alle spalle.
La prima volta che ho visto papà in cucina lavare i piatti mi si è arrugginito di colpo il cuore, ho sentito i suoi battiti stridere, poi mi sono reso conto che mamma lo guardava stordita, come si guarda un eroe, e ero contento.
Papà abbandonata la figura alla quale ero abituato, rigorosa e prepotente, era diventato piccolo, dolce e tenero con la spugnetta insaponata tra le dita callose.
Pur’io avrei potuto essere dolce e tenero con Giada, tirare via gli spaghetti avanzati dai due piatti come si estirpa un groviglio di erbacce. Ma non ce la vedo Giada a considerarmi un eroe, non avrebbe potuto mai fare compagnia alla mia mamma in questo. Le donne sono una diversa dall’altra, anche se hanno lo stesso sangue materno che scorre, sono diverse.
Zoppicando per il peso delle stoviglie ancora tiepide in mano arrivo al lavandino. Intorno il silenzio assoluto e lo sguardo fisso della donna che non solo non piange di commozione, ma ridacchia scoprendo denti bianchi e gelidi come neve.
Non fa niente penso, finirò il mio lavoro, mi spetta un’imitazione di papà e la farò.
Una volta fuori dall’acqua i piatti sono un abbaglio luminoso e bianco.
Piove molto forte. Dopo il fragore di un tuono, Giada lancia un grido di spavento, un aiuto mica da niente per capire com’è cambiata la mia vita in un pomeriggio. L’abbraccio esageratamente.
Tutte le famiglie del modesto palazzone hanno abbassato le serrande. Non si è mai vista una vigilia natalizia così tremenda. Di tanto in tanto sfidando la pioggia vado a controllare le luci sui balconi, lei mi insegue con passi brevi e un ombrellino pieno di fior per non farmi bagnare.
Tornati dentro ci sediamo sul suo piccolo divano inglese. Le racconto che ieri parlavo con una vicina comune della morte di mia madre, e di come lei mi sembrava esageratamente addolorata. E più le parlavo e più somigliava a mia madre. A un certo punto ha detto tu sei un brav’uomo e la vita va avanti. E fin qui nulla di strano, ma poi ha aggiunto un nomignolo che solo mia madre usava, e mi sono spaventato, sono ancora spaventato. Le ho detto che avrei preferito vederla morire per un incidente stradale e non di quella brutta malattia. Ha detto e non si può scegliere come morire, si può scegliere di vedere morire e io l’avevo fatto, di più non avrei potuto.
La sua aggiunta è stata più tenera di cento carezze.
Indicando il piccolo divano, e spalancando gli occhi neri Giada detta il finale migliore:
- Se te la senti puoi dormire lì, le strade sembrano ruscelli, meglio se non ti muovi.
- Quasi al pianto per il ricordo di mia madre rispondo che da circa due anni vivo nell’appartamento accanto al suo.
- Lo so, ma è pericoloso spostarsi, penso che sia più sicuro stare insieme questa Vigilia.
- Lo dici come se quella del Natale fosse una notte pericolosa.
Guardo fuori, il cielo ha la mia stessa calma, non piove più. Pur inselvatichito dalla solitudine conservo una certa sensibilità che si occupa, in questo momento, dell’apprezzamento delle variazioni meteorologiche.
Io e Giada abbiamo sempre avuto un rapporto rispettoso e cauto, come due parenti che si stimano e mi sento strano a dover passare la notte rannicchiato su quel divano mentre a casa ho un bel letto confortevole.
Con una rassegnazione lunga quanto le sue belle ciglia, mi sorride. E penso che non c’è nulla di male a raccontarsi sempre le stesse cose, quelle che si conoscono, e che mai darebbero altro dolore.
Se ci fosse qualcuno a osservarci , direbbe: Siete formiche, minuscole formiche, che campate a fare voi senza guance, senza molari, senza occhi, senza narici, senza disperazione?
-A cosa pensi?
- Pensavo che noi non siamo nemmeno abbastanza disperati per volerci bene.
Ora la luce è sufficiente per guardarla in faccia. Getta via la sigaretta fumata fino all’unghia.
Reggendosi le guance con ambo le mani sussurra: non è vero che non siamo disperati, e tu guarda il presepe.
-Lo conosco, è quello dell’anno scorso.
- Non è vero ho aggiunto cose.
Ci accucciamo vicino al presepe rinnovato per osservarlo meglio.
Un laghetto, due pecorelle in più, un mendicante, un cagnolino che sembra abbaiare alle stelle.
Una culla con la paglia colorata di plastica, molto bella. Il Bambinello.
A Giada improvvisamente scendono le lacrime. La tiro per un braccio, la faccio sedere.
- Aspetto un bambino, - dice.
- Noi non abbiamo mai fatto l’amore, qualche stupido bacio mica fa nascere bambini.
- Infatti, tu non c’entri. E i nostri baci non sono stupidi.
- Scusami, mi sono espresso male, la nostra vita non è solo questa, lo so.
- Tanto domani sarà tutto finito, andrò a abortire in ospedale.
- Ma sei matta? E proprio il giorno di Natale?
- Proprio in quello c’era posto, e questa cosa prima la faccio meglio è.
- Non ci posso credere, altri non hanno rispettato quello che io rispettavo, perché piangi tanto allora?
- Sono una donna come tante, non mi sento in colpa, è che mi sono affezionata a un paziente che non ce la farà: il mio bambino.
- Piantala!...(e mollo un bestemmione.)
Il pensiero dell’aborto mi gela il cuore, non mi sembra una giusta soluzione. Devo calmarla, farla ragionare, soprattutto eliminare dalla mia mente ogni piccolo rancore, ogni accenno di rabbia.
Quando sono di fronte a una situazione complicata divento tristissimo, sono così fin dall’adolescenza.
- A cosa serve il Natale qui? - urlo. Ricordo che a Natale arrivavano regali uguali per me e mio fratello altrimenti litigavamo. Che io non ho mai visto nessuno litigare per un paio di ciabatte che si scalcagnavano al primo viaggio in bagno, o per un pigiama di flanella.
Ed eravamo comunque felici di stare svegli tutta la notte per quelle povere cose, quel pigiama che si sarebbe macchiato e strappato presto.
- Cosa vuoi farmi capire? Che sono una donna orrenda, insensibile? Tieni Il Bambinello con te, domani lo metteremo nel suo giaciglio, così ti calmi.
- Va bene, ma non spegnere la luce non sopporto il buio.
- Tu non sopporti me non ti piace quello che ti ho raccontato.
- Può essere! Non mi piace per niente, tu non hai fede, ti aiuto io con il bimbo se me lo permetti.
Lo dice una voce che non sembra la mia, tanto è amareggiata e consapevole di poter far poco.
- Ma se non hai nemmeno un lavoro affidabile. Senti, vuoi parlare di situazioni che non conosci e cos’è questa Fede che non conosco?
- La Fede non è solo un attestato di bontà, la Fede è amare e sentirsi amati. E non solo da chi sta in Cielo. La maggior parte delle persone copia le cose, tu prova a copiare la vita degli altri. La vita normale, la vita normale, Giada.
- Notte e Buon Natale.
- Notte.
Mi addormento sulle nostre voci e sul nostro profondo malessere senza preoccuparmi più di niente.
Al mattino il Bambinello sembra scomparso, lo cerco dappertutto.
- Facciamo colazione, Giada, ho troppa fame.
- Forse è meglio, per ascoltare la tua predica neppure abbiamo cenato ieri sera,
Il Bambinello l’hai messo nella culla? A quest’ora è già nato.
- Non lo trovo più, sarà finito sotto il divano, quando dormo mi muovo molto.
- Faremo un Natale senza Gesù. Cappuccino o caffè?
- Preparo io, dai, ieri ti ho trattata troppo male.
- Ma se hai lavato pure i piatti. Ride.
Dalla cucina sento un urlo.
- Vieni a vedere, mi hai fatto un bello scherzo. Mi sono impaurita davvero.
- Che è successo?
- Il Bambinello…
- Che ha il Bambinello?
- E’ nella culla.
- Mio Dio, non sono stato io, giuro.
Mi fissa con occhi nuovi, diversi, commossi, impauriti, straziati.
La fisso con occhi nuovi, diversi e commossi, pur’io.
Da qualche parte ho letto che il Presepe manifesta la tenerezza di Dio. E degli uomini.
Mi sa che è proprio vero.

2Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Dic 17, 2021 1:09 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Che fortuna! Primo racconto, pescato a caso, e mi becco questa perla. Molto molto bello, ci sono diverse imperfezioni formali, ma chissenefrega, anzi, lo rendono più umano, più intimo. Come intima e umana è la vicenda raccontata, così privata e tenera, eppure così "sporca", diciamo così, logorata dalle imperfezioni dei protagonisti. Talmente imperfetti fa non essere neppure abbastanza disperati da volersi bene (anche se non è vero, forse non sono abbastanza disperati da ammetterlo). E tutto si sarebbe potuto anche risolvere così, in un turbinio di malinconie consolate e poi respinte e poi di nuovo consolate, invece arriva il tocco del fuoriclasse con quel pizzico di magia alla fine, quel bambinello nel presepe che è più di un messaggio di speranza. La tenerezza di Dio, che meraviglia. Metafore e atmosfere magiche. Quella dell'inferriata e delle gambe di cicogna te la rubo, ti avverto. L'unico, davvero l'unico passaggio che mi ha convinto poco è il primo dialogo, non so, rispetto al resto del racconto l'ho trovato un po' troppo impostato, costruito, con una certa enfasi filosofeggiante che stona un poco in bocca ai nostri protagonisti.
E quindi nulla, bravissimo!

3Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Dic 17, 2021 9:04 am

Nellone


Viandante
Viandante

Racconto davvero ben scritto e con quella vena di malinconia che resta nel cuore. I personaggi, pur nella loro tristezza, sono molto ben delineati, specie nella contrapposizione genitori-figli (forse Giada diventa “chiacchierona” un po’ troppo in fretta, ma la brevità di un racconto non penso consenta altrimenti…). Il finale è decisamente inaspettato, un'originale contrapposizione fra la Maternità con la M maiuscola e una maternità con la m minuscola (ma Giada è poi sicura della sua scelta)? L’ambientazione natalizia, che all’inizio pare latitare, viene introdotta con garbo nel finale. In conclusione, un ottimo lavoro!

4Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Dic 17, 2021 6:41 pm

gipoviani


Younglings
Younglings

Ci sono passaggi molto ben scritti. Passaggi che illuminano due vite che sembrerebbero spente. 
Personaggi come i tuoi, autore/autrice, sono molto difficili da rendere plastici e credibili. Sono eccezionalmente ordinari o, se preferisci, banalmente straordinari. A mio modestissimo avviso, sei  riuscito/a solo in parte a renderli vivi.
Alcuni consigli, seppur non richiesti. 
Io asciugherei il racconto, a volte diventa pesante e farraginoso.
Io non lo chiuderei, lo lascerei aperto. Finirei con 
Mi addormento sulle nostre voci e sul nostro profondo malessere senza preoccuparmi più di niente.
La chiusura mi sembra come il voler aggiungere la morale a conclusione della fiaba.

5Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Dom Dic 19, 2021 3:14 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Giada mi abita vicino, pieno di fior (due refusi scappati di casa). Credo comunque che ci sia da rileggerlo per sistemare qualcosa d'altro che a volta mi ha fatto incespicare nella lettura. Ottimo racconto con personaggi che sono al limite della depressione. magari, e tu lo proponi, se si mettessero insieme potrebbero farcela. Il "miracolo" del bambinello che si fa trovare nella sua culla lo suggerisce e non solo: auspica la vita al bambino non voluto. Brav@. Anzi no: brava!

6Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Lun Dic 20, 2021 8:11 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

La storia ti porta dentro la vita dei protagonisti. Sei lì, li vedi come se tu fossi dietro allo specchio di un reality. Andando avanti nella lettura, le sensazioni entrano dentro e la tristezza che non è solo raccontata ma resa palpabile dalla gestualità, dai silenzi, dai pensieri, penetra a poco a poco nella mente del lettore.
Un racconto fatto di dettagli, le lucine di natale sbiadite comprate dai cinesi, il vento che si infila tra le sbarre della ringhiera sottili come zampe di cicogna. E la cicogna nel racconto arriverà. Sono certa che quel bambinello riapparso quasi per magia nella paglia dorata del presepe, indicherà alla ragazza la strada da intraprendere. Questo dettaglio ne fa una storia natalizia a lieto fine.
La cosa che spiace, dal punto di vista della forma, è la presenza di numerose imprecisioni che neppure ti segnalo ma che, una volta corrette, darebbero un valore aggiunto alla tua opera.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

7Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Mar Dic 21, 2021 11:02 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Un lavoro di grande sensibilità e capace di rendere vivi i due protagonisti.
Si legge d'un fiato, dall'inizio alla fine, perché è scritto così bene da non lasciare il tempo di mettersi a ragionare o cercare il difetto, ammesso che ci sia.
Il senso del titolo lo si capisce solo alla fine, ma nulla toglie alla bontà dello scritto.

Tante le piccole frasi o espressioni che si fanno notare e restano impresse, dal cuore arrugginito di colpo al pigiama verde basilico che odora di basilico.
E' un piccolo capolavoro.

Difetti formali ce ne sono,ma li trovo più concentrati nella seconda parte, come se l'autor- si fosse fatto trasportare dalla sua stessa storia e avesse mollato un po' il freno dell'accortezza.

Racconto piaciuto molto.

8Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Mer Dic 22, 2021 11:35 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Cara Penna, questo racconto ha ribaltato - almeno in questa occasione - il mio modo di approcciare un testo: di solito con la prima lettura cerco quelli che chiamo inciampi e me li segno, poi rileggo speditamente per leggere IL racconto. Qui il racconto si è fatto leggere fino in fondo senza interruzioni, mi pareva di sentirlo raccontare a mezza voce. Quasi un monologo in cui entrano, quando servono, entrambe le voci.
Pensieri in libertà per ricordare ore molto particolari, con tanti spunti per ragionare, per “raccontarsi” e “vedersi” dall’esterno, per riprendere immagini del passato rimaste nell'ombra.
A questo punto i refusi, la virgolettatura dei dialoghi non sempre precisa (Quasi al pianto... non è dialogo) e altre piccole imperfezioni che con una rilettura attenta troverai tranquillamente, hanno pesato poco sulla mia valutazione.
I due personaggi, decisamente particolari e ben delineati, rappresentano un piccolo mondo in cui gli altri entrano ma sembrano restare sempre sulla porta, o se ne vanno velocemente, quasi a non disturbare un momento tutto e solo per loro.
L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa e quasi stonava, arrivati a quel punto, è la digressione sulla Fede e la tenerezza di Dio rappresentata attraverso il presepe: sono state inserite quasi precipitosamente e, per mia impressione, per compensare un vago cinismo o freddezza manifestati prima. Che poi è probabilmente solo solitudine e assenza di una persona con cui parlare a cuore aperto, senza timore di essere giudicati.
Una frase che mi sono sottolineata, molto bella:
Pensavo che noi non siamo nemmeno abbastanza disperati per volerci bene


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

9Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Dic 24, 2021 12:39 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Lo stile personale e originale dà forma a tutto il racconto e ne è l’elemento unificante.
Ci sono delle espressioni molto belle, delle pennellate inimitabili: “per una questione di contagiosa tristezza”, “i colori sembrano mordere le sbarre della cornice”, “addobbi di Natale dolorosi”.
Sono belle queste due solitudini che si incontrano.
La scena finale, del Bambinello, è un bel colpo di coda.
Nel complesso questo è un buon racconto, ma da sistemare un po’. Ci sono alti e bassi di ritmo e di stile. I tanti elementi non sono sempre ben amalgamati, così come a volte i dialoghi.
Andrebbe un po’ asciugato e bisognerebbe sistemare alcune cose di forma e formattazione.
Sembra quasi che tu abbia avuto fretta di consegnarlo e non lo abbia lasciato a decantare per poi limarlo.
Comunque, appunto, un buon lavoro.

10Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Dom Dic 26, 2021 6:59 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

peccato, veramente peccato, avrebbe potuto essere una splendida storia e invece...
tanti refusi, errori, dialoghi sbagliati, formattazione assurda sminuiscono in maniera micidiale un bel racconto.
racconto firmato, ovviamente, per chi ti conosce.
molto belle alcune descrizioni, ottime altre.
storia intrecciata da paura d'amare di entrambi i protagonisti e, anche se non condivido quanto scrivi sulla fede, il finale è gradevole.
ripeto: davvero un peccato


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Un Natale senza Gesù Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

11Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Mar Dic 28, 2021 5:28 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

È un racconto che mi ha dato l’impressione di essere scritto di getto, forse all’ultimo momento. Si intuisce dalle imprecisioni. Se è così è una ragione in più per ammirare un talento naturale. I difetti formali, con un po’ di applicazione si correggono, ma è questo stile di scrittura che non si assimila, nemmeno con l’impegno.
Non c’è alcuna ragione, pertanto, di segnalare i vizi formali. Lo troverei addirittura offensivo per la qualità complessiva del testo, anche perché a me non hanno dato alcun fastidio nella lettura, attratto com’ero da altro.
Il Natale in questo brano svolge finalmente un ruolo fondamentale e decisivo, a differenza di altri brani letti fino a ora.
Per convinzioni del tutto personali ho trovato un po’ forzata la predica finale e l’apparente miracolo del “Bambinello”, ma l’insieme mi è sembrato molto bello.
Penso proprio che sul mio podio ci sarai di diritto, pur non essendo ancora a metà dei racconti.

12Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Dic 31, 2021 6:08 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Sarà perché è il terzo racconto che leggo di fila di bambini, picchiati, abusati, abortiti ora…
Sarà perché più che malinconia, ci vedo una tristezza da “Dammi un lametta che mi taglio le vene”, che sicuramente volevi trasmettere visto che scrivi: “per una questione di contagiosa tristezza. Non c’è niente di noi in giro appena divertente”.…
Sarà perché che spesso ci sono delle descrizioni che  mi sono sembrate forzate (e.g. l’isola, la dissertazione sulla morte o sulla Fede)…
… che non mi ha convinto molto, pur riconoscendo che è ben scritto.

13Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Dic 31, 2021 6:55 pm

tontonlino

tontonlino
Younglings
Younglings

Racconto di anime semplici a cui conviene restare nella loro piccola isola fatta di tristezza quotidiana. È una tristezza che si attacca a tutto, alle lampadine, ai dialoghi, al menù che oltre al panettone comprato al discount non offre niente di meglio che due spaghetti al tonno e un po’ di birra, alla vita che sta per nascere. E poi quel bel finale.
Per quanto riguarda la forma…

14Un Natale senza Gesù Empty Commento Ven Dic 31, 2021 7:21 pm

Marcog

Marcog
Viandante
Viandante

La lettura per me è stata complicata, sono tornato indietro più volte per capire cosa volevi scrivere. Secondo me il racconto è molto confusionario e spesso usi degli accostamenti che mi spiazzano. Solo per esempio cito "ha gambe da ballerina e quella è la porzione di lei che preferisco", la porzione? Altre descrizioni mi sono piaciute di più, come la ringhiera. C'è un filo conduttore ben delineato, dettato da una vita che i protagonisti non amano particolarmente, forse perchè si sentono inferiori. Il finale e i riferimenti religiosi li trovo improvvisi e un pò scollegati dal resto. Grazie!

15Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Sab Gen 01, 2022 5:34 pm

Valentina

Valentina
Younglings
Younglings

Ciao Autore, ho trovato il tuo racconto molto interessante da leggere ed interessante anche il titolo che fino alla fine non sembrava legato alla storia, scoprendone poi un significato pratico (il bambinello che non si trova da inserire nel presepe) e uno invece più etico riguardante la fede e la decisione di un aborto.
Quest'ultima questione viene tirata fuori e messa da parte, non si sa se Giada cambierà idea o meno, semplicemente i due personaggi si scontrano e si fanno il muso lungo avendo pareri contrastanti.
Avrei preferito sì curasse di più questa parte, visto il tema importante tirato fuori.

Sicuramente è da revisionare, specie sulla formattazione, che come ho visto ha disturbato la lettura di molti. Io non ho avuto di questi problemi, la lettura me la sono goduta, mi ha divertito leggerti,   hai saputo utilizzare un linguaggio particolare, con frasi che risuonano di sarcasmo e di personalità.

Qualche appunto:
- Modificare qualche "a" in "ad e qualche "e" in ed
- Segnare più chiaramente le frasi dette da un personaggio, ad esempio:
A un certo punto ha detto tu sei un brav’uomo e la vita va avanti.
Sostituito con (A un certo punto ha detto :" tu sei un brav’uomo e la vita va avanti")
Ci sono molte frasi di questo genere che andrebbero sistemate
- anche I dialoghi sono da curare di più nell'essere segnati, spesso hai segnato come un dialogo dei semplici pensieri del protagonista

Inoltre avrei apprezzato più descrizioni tra un dialogo e l'altro, invece che impostato così a botta e risposta

Ah ti segnalo un'incongruenza:
Inizialmente il protagonista dice di non aver mai baciato Giada
"Il mio unico e volgare pensiero ora è se ha la spirale o se avrei dovuto stare attento, ma non serve fare pronostici non l’ho ancora neppure baciata"
Ma poi dichiarano di essersi baciati anche se non hanno mai fatto l'amore
"Noi non abbiamo mai fatto l’amore, qualche stupido bacio mica fa nascere bambini."

Sistemato un po' nella forma e aggiustando qualche contenuto (il rapporto tra i due che spesso diventa confusionario, specie nei dialoghi) diventerà un bel racconto, peccato non averlo sistemato da subito, forse per mancanza di tempo.

16Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Sab Gen 01, 2022 6:22 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan

Se ti avessi qui davanti ti tirerei le orecchie, davvero!
Hai per le mani un gioiello e lo appendi a una catenina di plastica?
Hai scritto una storia bellissima, che mi ha conquistato parola dopo parola, mi ha emozionato, mi ha portato dentro quell'appartamento, in compagnia di quelle due splendide persone con una semplicità e una naturalezza disarmanti: quanto mi piacerebbe saper scrivere una storia così mi sono ripetuto almeno tre o quattro volte durante la lettura!
però, caspita, quanto l'hai maltrattata questa storia! Punteggiatura a caso, spaziature e a capo incomprensibili, refusi sparsi qua e là...
Forse sarebbe bastato rileggere il tutto con la giusta attenzione o, meglio, farlo leggere a un terzo, un famigliare, per dargli un editing quanto meno decente.
Penso che ti premierò ugualmente tanto è bella la storia ma cerchiamo di non dimenticare che questo è un gruppo di scrittura e che quest'ultima ha le sue regole che bisognerebbe (cercare di ) rispettare.
E te lo dice uno che ancora litiga in continuazione cin virgole, punti e virgola e punti esclamativi ma che grazie a tutti voi (e sicuramente anche tu, immagino) cerca ogni volta di sforzarsi e di migliorare quanto più possibile.

17Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Dom Gen 02, 2022 6:31 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan

Mi piacciono le storie dove due solitudini si avvicinano per provare a cambiare qualcosa.
Mi sono immaginato questa storia nella periferia di una grossa città, dove tutto è dispersivo e alienazione.
Tante belle pennellate, uniche, forse troppe, tanto che dopo uno quasi si abitua e non ci trova più gusto.
Su punteggiatura e formattazione non dico nulla, oramai si può parlare di stile personale, non di imperfezioni, anche se devo dire che rispetto al solito ti sei preso qualche licenza in più, non so quanto voluta.
Per migliorarlo, la parte dove interverrei sono i dialoghi, in alcuni frangenti mi sono sembrati un pò artefatti, forse ripetitivi.
La chiusa col Bambinello a me è piaciuta, è un tocco in più. O crediamo nel miracolo o possiamo pensare che sia stata la stessa Giada a metterlo lì per allontanare lei stessa il pensiero dell'aborto.
Un buon racconto che potrebbe comunque essere ancora migliorato.

18Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Lun Gen 03, 2022 12:38 am

Mac

Mac
Younglings
Younglings

Caro Autore,
Hai una scrittura moderna che mi piace, anche se andrebbe un po’ perfezionata. Sulla punteggiatura e i vari refusi ti hanno già detto tutto.
Sul racconto sono invece molto incerta. La prima parte la trovo azzeccata, chiarisce bene la situazione, i due personaggi e introduce il mood del racconto stesso. Poi comincia a calare, centralmente ti dilunghi un po’ troppo, forse avevi bisogno di battute.
Il finale ci sta visto che è un contest natalizio, ma solo per quello. Ho l’impressione che tu abbia avuto un’idea di partenza chiara, senza aver però strutturato anche il resto del racconto.
Rimane comunque un buon lavoro.

19Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Lun Gen 03, 2022 10:56 pm

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Non sto a dirti cose che già ti hanno detto altri, se non brevemente che ci sono refusi. Ma importa poco, quando ti fermi a leggere e rileggere certe descrizioni e certe soluzioni veramente da alta scrittura. Non è una gran storia, è nemmeno vuole esserlo, puntando piuttosto sull'emersione dei protagonisti, dei loro ricordi e della pudica attrazione che riguarda entrambi. Scrivi proprio bene, probabilmente sarai nei miei dieci.

20Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Mar Gen 04, 2022 5:40 pm

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto che parte piano, anzi pianissimo. L'inizio è lento e quasi macchinoso ma poi man mano che proseguivo la lettura sono rimasto incantato. Mi son ritrovato in uno stato di trance in cui percepivo ogni singolo dettaglio. La parte finale è poi la vera bomba che mi ha riportato alla realtà ma lasciandomi pienamente soddisfatto. 
Come hanno detto praticamente tutti la formattazione è da rivedere completamente. Questa cosa stava per inficiare il mio giudizio ma poi mi sono soffermato a riflettere. Basta rivedere il testo e tutto si risolve.

21Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Mer Gen 05, 2022 10:51 am

tommybe

tommybe
Younglings
Younglings

Molti refusi, sembra che tu abbia scappucciato la bic con i denti e scritto mentre avevi il sugo sui fornelli, o sistemavi i sassolini  del parcheggio.
Parli della Fede, di Gesù e metti a disagio chi legge.
Non sembrano argomenti interessanti, ben scelti, mentre gente, nel mondo, respira e si nutre attraverso una cannuccia.
Ma non voglio darti più colpe di quelle che hai.
Invidio il sonno profondo avuto su quel divano.
E perché quelle cose non le hai viste.

22Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Gio Gen 06, 2022 4:59 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Non è semplice commentare questo racconto. Ha un che di intenso, profondo. Intervallato condizioni momenti di totale assurdità. Non capisco se e quanto voluti. È sicuramente scritto di getto, un flusso continuo di sensazioni. Spesso i dialoghi ne subiscono le conseguenze risultando poco logici. La storia è da film neorealistico e l'idea è molto bella.
Non so. Devo pensarci ancora un poco...
Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

23Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Gen 07, 2022 9:31 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

A me questo racconto ha ricordato uno dei tanti film dei fratelli Dardenne. Hai una bella capacità di descrivere solitudine, povertà (o quasi) ed emarginazione sociale tramite la descrizione di particolari (gli addobbi vecchi, la pasta col tonno, la birra calda, il pandoro del discount).
È una qualità che mi sembra di aver ritrovato in almeno un altro racconto di un contest passato, chissà se la mano dietro è la stessa.
Complimenti, in ogni caso.
Però dovresti lavorare molto sui dialoghi. Quelli che ho letto qui risultano innaturali e poco convincenti. Scusami autore (o autrice) ma soprattutto questi passaggi mi sono sembrati parecchio artificiali: Sono sopraffatto dal loro incontro, i colori sembrano mordere le sbarre della cornice con i denti,
noi non ci siamo mai messi insieme per scaramanzia, per timore di perderci, abbiamo preferito essere buoni vicini.
- Non ti ho mai sentito parlare così, sei sorprendente. I quadri li ho dipinti per sentirmi a posto, meno ordinaria, meno miserabile, meno smarrita nelle mie storie, nei miei fallimenti.

Però, nonostante i dialoghi decisamente da migliorare e il finale un po' troppo retorico per i miei gusti (ma sono gusti miei, e in fin dei conti per una antologia di Natale ci può pure stare...) La tua è una buona prova, grazie!


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"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

24Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Gen 07, 2022 11:14 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

La scrittura, una volta eliminate tutte le imprecisioni formali e stilistiche, è buona. Si adatta perfettamente al tipo di registro che l'Autore ha voluto dare nel dialogo tra i due protagonisti. Anch'io vedo un testo che parte per mano con il suo creatore, camminano insieme, ma poi è il testo stesso che trascina l'autore nella storia fino a inghiottirlo completamente. Non è per niente un male poiché l'energia generata è assolutamente pulita, diretta e spontanea. 
Ho particolarmente apprezzato il Presepe che sembra far da scenografia al palcoscenico dove si esibiscono i due protagonisti. Per i quali, sono sicuro, quel Natale ha portato in dono qualcosa di diverso, una svolta nelle loro vite. 

E uno di quei casi dove gli errori tecnici si mettono da parte.

Grazie.


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Branzagot senz'onma.

Gaute mach da suta Cool!

25Un Natale senza Gesù Empty Re: Un Natale senza Gesù Ven Gen 07, 2022 11:39 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao
E cavolo, che bel racconto!
Mamma, quanta umanità. 
Tutto insieme fa più luce di un albero di Natale addobbato.
Tu, autore, riesci a calarti, a condividere la condizione degli altri,  
e con loro diventa la tua. 
sei grande nell'immedesimazione, enorme nella compassione.
Ho segnato solo alcune frasi, di una semplicità estrema, tipo:   
La prima volta che ho visto papà in cucina lavare i piatti mi si è arrugginito di colpo il cuore,
 
o profonde tipo:
Ha detto e non si può scegliere come morire, si può scegliere di vedere morire.
 
E quante altre…
 
Capisco che in un concorso la forma abbia la sua importanza, ma mi scuseranno gli altri, nel tuo caso mi viene da dire: non si può chiedere a un pittore di mettere a posto i colori.
Bravissimo! 
Il titolo è bellissimo e quel presepe ha tutta la regalità divina. 

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