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1Il maestro Empty Il maestro Lun Giu 07, 2021 12:23 pm

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Il calesse si fermò al centro della strada. Il cocchiere si tolse il cappello e si asciugò la fronte poi, impaurito, si guardò attorno. Non si vedeva anima viva, anche se sapeva che qualcuno lo stava osservando. Si voltò verso il passeggero e gli fece cenno che lui non aveva intenzione di proseguire oltre. L’uomo scese dal calesse e guardò le case attorno a lui. Doveva essere stata una bella cittadina tempo addietro, ma ora era completamente abbandonata e in rovina. Le miniere d’oro si erano esaurite e gli abitanti se n’erano andati ancora più a ovest in cerca di nuovi guadagni. Si diceva che fosse il covo della banda del Maestro, un gruppo di uomini senza legge che viveva di rapine e scorrerie. Lui aveva bisogno di parlare con loro. In realtà aveva bisogno di parlare con il loro capo, il Maestro. Un ex insegnante che dopo la guerra si era dato alla vita da fuorilegge mantenendo comunque il titolo ottenuto con gli studi. Ironia della sorte il Maestro aveva scelto la vecchia scuola della cittadina come sua personale magione. Ed era proprio lì, un fatiscente edificio bianco dalle finestre sprangate, che l’uomo arrivato con il calesse si stava dirigendo. Il caldo e la polvere gli avevano offuscato gli occhiali. Li tolse per pulirli facendo attenzione a non compiere gesti che avrebbero potuto essere male interpretati. Sentiva la pressione di decine di occhi su di sé, anche se non riusciva a vederli. Rimise il fazzoletto in tasca e si incamminò.
 
Dalla porta dell’edificio uscì un colosso di più di due metri, con una folta barba nera. L’uomo si voltò verso la strada. Del calesse non c’era più traccia. Forse lo aspettava appena fuori l’abitato. Forse.
Si rivolse al colosso ma, un attimo prima che aprisse bocca, l’altro gli fece cenno di entrare dalla porta e di proseguire lungo il corridoio. Tutto senza parlare. In silenzio. Come a non voler disturbare il sonno di quella città spettrale.
L’uomo seguì le indicazioni ed entrò nell’edificio. La forte luce esterna impattava con l’intenso buio dell’interno. Gli ci volle qualche istante perché gli occhi si abituassero al cambiamento. Poi riuscì finalmente a vedere.
 
Aveva davanti a sé un lungo corridoio. A destra e a sinistra si aprivano alcune porte attraverso le quali balenavano dei flebili riflessi di luce. L’uomo si incamminò. Arrivato all’altezza della prima porta guardò all’interno della stanza, ma tutto quello che riuscì a vedere fu la fiamma di una bassa candela.
“In fondo”.
La voce del colosso fu il primo suono che udì da quando era giunto nella città.
Proseguì lungo il buio corridoio. Dalla porta in fondo usciva una luce un po’ più forte delle altre. L’uomo si avvicinò e vide una stanza da bagno con al centro una vasca circondata da diverse lampade a olio. Sulla sinistra una sedia con appoggiato grosso telo bianco. A destra alcuni mobili. La poca luce non permetteva di vedere oltre.
Seduto nella vasca vide un uomo intento nella lettura di un voluminoso libro.
“Il Maestro?”.
“Così mi chiamano”.
“Mi avevano detto che potevo trovarla qui”.
“Ti hanno detto bene”
Solo a questo punto l’uomo nella vasca alzò gli occhi dal libro.
“E tu chi sei?”
“Mi chiamo William Dawson, lavoro per la First National Bank di Williams”.
“Curioso. Di solito siamo noi ad andare dalle banche. Cosa vuole una banca di tanto importante da venire fin qui?”
“Ho un lavoro da proporle”.
“Quanto?”.
“Non vuole sapere di che lavoro si tratta?”
“Quanto?”.
“Mille dollari”.
“Per mille dollari non esco neppure dalla vasca da bagno”.
“Duemila…”
“Cinquemila, per il momento”.
“Cinquemila?”.
“Bill. Va bene se ti chiamo Bill?”.
“Veramente preferirei…”
“Ascolta Bill, se una banca viene a offrire un lavoro a me c’è sicuramente sotto qualcosa di poco chiaro”.
L’uomo tacque.
“Di cosa si tratta, Bill?”.
“La prossima settimana un carico d’oro lascerà la banca per il deposito federale di Tucson”.
“Continua”.
“Il carico viaggerà con poca scorta fino a Flagstaff dove incontrerà uno squadrone di cavalleria che lo seguirà fino a destinazione”.
“Sono io che dovrei pagarti cinquemila dollari per queste informazioni, Bill”.
“Voi dovrete rubare l’oro prima che arrivi a Flagstaff”.
“Cinquemila dollari per rubare un carico d’oro? Interessante”.
“Sì”.
“Senti Bill, e se decidessi di tenermi l’oro?”.
“Quell’oro non esiste”.
“Continua”.
“La banca è in difficoltà e…”.
“Come si chiama il tuo capo?”.
“Il direttore? Il signor Thompson”.
“Quindi, Bill, questo signor Thompson si è intascato l’oro della banca, giusto?”.
“No, insomma, investimenti sbagliati e…”.
“Si è intascato l’oro e vuole pagare cinquemila dollari per salvarsi il culo. Ti sembra giusto Bill?”.
“Ma non è così. É che…”.
“Vuole salvarsi il culo e invia te a fare il lavoro sporco. Ti sembra giusto, Bill?”.
“Le assicuro che…”.
“Come sei arrivato fin qui, Bill?”
“Con il calesse del signor Thompson”.
“E adesso è fuori che ti aspetta”.
“No, è uscito dal paese e…”.
“É una strada lunga da qui a Williams, Bill”.
“Come dice?”.
“Non è una cosa piacevole attraversare il deserto, Bill. A piedi”.
“No, certo. Ma perché…”.
“Ti sei mai chiesto perché il signor Thompson ha mandato proprio te, Bill?”.
“Penso che sia...”.
“Avrebbe potuto mandare il cocchiere da solo. Non trovi, Bill?”.
“Immagino di sì”.
“E allora perché ha mandato te, Bill? E perchè il cocchiere se n’è andato, Bill?”.
“Il cocchiere mi aspetta appena fuori città”.
“Sei sicuro, Bill?”
“Beh, penso che…”
“Hai visto quell’uomo che ti ha accolto sulla porta, Bill?”
“Sì”.
“Si chiama Bambino”.
“Bambino?”.
“Vuoi che Bambino vada a cercare il calesse, Bill?”.
L’uomo abbassò lo sguardo.
“No”.
“Capisci perché il signor Thompson ha mandato te, Bill?”.
L’uomo tacque.
“Non è bello quello che ha fatto il signor Thompson. Non trovi, Bill?”.
L’uomo tacque nuovamente.
“Non trovi, Bill?”.
“Sì”.
“E allora non vogliamo punire il signor Thompson, Bill?”
“Sì”.
La risposta dell’uomo arrivò come un sospiro. Lieve. Quasi impercettibile.
Il Maestro si alzò e uscì dalla vasca completamente nudo. Prese un grosso telo appoggiato su una sedia e se lo mise addosso per asciugarsi. Poi si spostò verso un piccolo mobile in legno situato all’estremità opposta del piccolo locale. Lo aprì e ne estrasse due bicchieri e una bottiglia.
“Un bicchiere, Bill?”.
“No, grazie.”
“É whiskey scozzese da cento dollari la bottiglia. Arriva dal miglior saloon di El Paso.”
“No, grazie”.
Il Maestro versò il liquido ambrato nei due bicchieri che brillarono alla luce delle lampade a olio.
“Ci sono dei momenti per bere e dei momenti per “no grazie”, Bill. E questo è un momento per bere”.
“Grazie”.
L’uomo rispose senza alzare lo sguardo da terra. La sua mente era persa in un turbinio di pensieri.
“Bevilo Bill. É buono e ti chiarirà le idee”.
L’uomo bevve tutto d’un colpo. Rimase per qualche istante a fissare il bicchiere vuoto. Il Maestro lo riempì nuovamente e attese che l’uomo ne svuotò il contenuto.
“É tutto più chiaro ora, vero Bill?”
L’uomo annuì. Il maestro riprese il bicchiere e lo ripose delicatamente sul mobiletto.
“Dov’è l’oro, Bill?”
“Nella casa del signor Thompson, in cantina. Dentro ad alcune casse di vino”.
“Bene Bill, e dove abita il signor Thompson”.
“Appena fuori Williams, sulla strada per il Canyon. É una casa bianca a due piani, sulla destra”.
“Bravo Bill, faremo un bello scherzo al signor Thompson”.
“Sì”.
Questa volta la risposta dell’uomo era più decisa. Pensò che era davvero l’ora di far pagare al direttore tutti i soprusi subiti in anni di lavoro. All’uomo piaceva questo Maestro, gli trasmetteva un senso di fiducia. Sentiva che quest’uomo, che aveva appena conosciuto, dava importanza alle sue parole. Si sentiva veramente considerato. Era una sensazione nuova per lui. Piacevole.
“Vorrei unirmi a voi”.
“Come dici, Bill?”
“Vorrei unirmi alla banda. Voglio partecipare anch’io alla punizione del signor Thompson”.
“Ma tu stai già partecipando, Bill. Le tue informazioni sono molto importanti”.
“Davvero?”
“Sì, davvero Bill. Sei stato molto bravo, Bill. Molto molto bravo”.
L’uomo si sentì rinascere. Sembrava che il cuore gli stesse scoppiando nel petto.
“Ora però devi rientrare a Williams, Bill”.
“Ma come?”.
“Se il signor Thompson non ti vedrà rientrare si metterà in allarme e la nostra punizione fallirà. Dirai al signor Thompson che l’accordo è fatto. Dovrà solo farci sapere il giorno e l’ora esatta in cui avverrà il carico. D’accordo Bill?”.
“D’accordo”.
L’uomo rimase un po’ deluso ma capiva che, in fondo, era giusto così. Era l’ultimo sacrificio prima di iniziare una nuova vita.
“Bambino ti accompagnerà fino a Williams”.
“Poi ci rivedremo presto, vero?”
“Sì Bill, non preoccuparti. Ci vedremo presto”.
“Grazie”.
“Bill, sei un bravo ragazzo”.
L’uomo sorrise come mai aveva fatto prima di allora.
“Bambino!”.
Il colosso barbuto comparve sulla porta del bagno.
“Accompagna il nostro amico Bill fino a WIlliams, e sincerati che non gli succeda nulla. Tu sei responsabile della sua incolumità”.
Come l’uomo uscì dalla porta il Maestro richiamò il suo fedelissimo tuttofare.
“Appena fuori dalla città sparagli un colpo in testa e lascia il suo corpo assieme all’altro vicino al calesse. Ci penseranno gli avvoltoi a loro. Poi dì a tutti di preparare i cavalli, a Williams c’è dell’oro che ci sta aspettando”.

2Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Giu 12, 2021 12:27 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Questo racconto mi è piaciuto un sacco. Crudo e scorrevole, ti lascia addosso quell'angoscia che i grandi scrittori sanno trasmettere. 
Mi è piaciuto tutto di questo testo: la costruzione della trama, la caratterizzazione sapiente e con i giusti tempi dei personaggi, il ritmo, la scorrevolezza della scrittura e l'assoluta mancanza di errori o refusi; tutti elementi che impreziosiscono un racconto strepitoso.
Ho purtroppo una perplessità, e sarei iniquo se non la esprimessi: credo che il tuo bagno sia tra i meno incisivi dello step, e questo ti penalizzerà non poco in fase di votazione. Converrai, ahimè, che la storia poteva svolgersi benissimo in qualsiasi altra stanza... Anche la scuola ha un ruolo direi analogo, ma se quella è solo un elemento da inserire, al bagno è dedicato l'intero step, e questo particolare peserà.
Spero non troppo, perché il tuo racconto è davvero ben confezionato sotto tutti i punti di vista e, fuori da questo contest, è da ritenersi decisamente perfetto.
Da parte mia, solo tantissimi complimenti!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

3Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Giu 12, 2021 5:43 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Ciao Autore,
racconto ben scritto, forse un po' frettoloso nella parte in cui il bancario si convince di passare dalla parte del Maestro.
Il dialogo è incalzante e appassionante, un botta e risposta dove il Maestro, con maestria, riesce a portare Bill dove vuole lui. Si avverte la sottile inquietudine che accompagna il personaggio di Bill.
Anche il finale è convincente.
Mi associo solo al commento  precedente nel sottolineare il ruolo marginale della vasca da bagno.

4Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Giu 12, 2021 6:48 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Prima vorrei commentare tutte le cose positive che sono davvero tante e solo in coda ti segnalerò cosa non va, a mio parere.
Il racconto è molto semplice e dal mio punto di vista questo è il suo vero valore aggiunto: con tutte le difficoltà che questo step ha presentato, riuscire a scrivere un racconto chiaro, lineare, direi anche divertente (il continuo rimarcare il nome di "Bill" da parte del Maestro è una trovata tanto semplice quanto straordinaria) non era affatto scontato e tu ci sei riuscit* pienamente.
Ormai cominciate un po' a conoscermi anche se sono tra gli ultimi arrivati e sapete quanto apprezzi i racconti basati su dialoghi fitti come il tuo: dialoghi riusciti, coerenti, logici soprattutto.
Altro punto a favore del tuo racconto, per me, il titolo.
Veniamo ai punti meno brillanti.
Tra i paletti il meno inserito è proprio la stanza da bagno, tirata dentro un po' per il rotto della cuffia; idem potrebbe dirsi della scuola anche se, con il maestro ci può stare.
Ma come non mi stancherò mai di scrivere in questi commenti, centrare tutti i paletti in questo step era davvero arduo.
Quello che invece non va sono alcuni errori o sviste che un racconto bello come questo non meritava (sarebbe bastata una rilettura o forse non ce ne è stato il tempo?)
con appoggiato grosso telo bianco.
Il Maestro lo riempì nuovamente e attese che l’uomo ne svuotò il contenuto.
quest'ultimo da matita rossa...

5Il maestro Empty Re: Il maestro Dom Giu 13, 2021 9:13 am

gipoviani


Younglings
Younglings
L'idea era ottima così come la scrittura: asciutta ma coinvolgente. 
Gli elementi del gioco vi sono tutti e se qualcuno sia più o meno importante, la cosa  mi interessa il giusto. Giochiamo a far le scrittrici/scrittori, non i ragionieri/e.
Fatti i doverosi complimenti, ti faccio la critica più importante. Hai voluto costruire un sottile intreccio psicologico, un gioco psicologico, quasi (conosci un po' la teoria dei giochi?).
E ci sei riuscito/a solo in parte. Era forse difficile in 18 mila caratteri e io non avrei saputo fare meglio di te. I personaggi, le loro manie e le loro fobie, sono più bassorilievi, che personaggi a tutto tondo.
Comunque spero di rileggerti spesso.

6Il maestro Empty Re: Il maestro Dom Giu 13, 2021 11:19 am

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Un buon racconto che però mi lascia un senso d'incompiuto.
La storia è semplice ma realizzata davvero bene, con i dialoghi secchi e incisivi, mai ridondanti.
Non ho trovato errori grammaticali, fatta eccezione per quello che ti ha già evidenziato Paluca
attese che l’uomo ne svuotò il contenuto.
Il bagno e la scuola sono un pò sullo sfondo, quasi accessori, ma non è questa la cosa che mi ha deluso.
Capisco la tua scelta di incentrare tutto sul dialogo, evidenziare l'aspetto psicologico e capisco anche il dettaglio non irrisorio della "censura" dei caratteri a disposizione, però si arriva alla fine, a quella frase finale con una sete inappagata. Come lo vogliamo chiamare? Un western calmo? Psicologico? Forse è un problema tutto mio, però mi è mancata un pò d'azione, un pò di quel movimento che io non posso non associare al genere. Insomma, sono rimasto con l'acquolina in bocca, senza ottenere quella piena soddisfazione a cui tu mi avevi ben preparato con le tue promesse.
Ah, e la citazione? Come non amare quel Bambino? Ha pure la barba folta.

7Il maestro Empty Re: Il maestro Dom Giu 13, 2021 12:10 pm

Ospite


Ospite
Sembra un racconto gemellato con quello di 'Penelope' che onestamente, ho amato di più. La storia è semplice, cruda e scritta bene. Manca il 'selvaggio', altrimenti saresti anche tu nel mio podio.

8Il maestro Empty Re: Il maestro Lun Giu 14, 2021 11:09 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Autore

inizio col dirti che questo racconto mi è piaciuto moltissimo. L’ho letto in un fiato e mi ha appassionata senza mai annoiare. Trovo che la parte meglio riuscita siano i dialoghi e si sa quanto sia difficile scrivere dei buoni dialoghi. Già solo per questo meriti un plauso speciale.
La storia è semplice ? Chi se ne importa, io l’ho trovata coinvolgente. Il finale forse poteva meritare qualche battuta in più ma non ho contato i caratteri e non so se eri già al limite.
La caratterizzazione dei personaggi meritava ancora qualche riga in più po tutta il nell’economia della storia, ciò che racconti di loro ė sufficiente per farsi un’idea.
Ti segnalo alcuni passaggi da rivedere.

Si voltò verso il passeggero e gli fece cenno che lui non aveva intenzione di proseguire oltre. L’uomo scese dal calesse e guardò le case attorno a lui.

Il secondo lui lo sostituirei con sé.


come sua personale magione.
Magione non mi pare un termine appropriato. Non so se qualcosa tipo quartier generale si adatti al genere ma il senso dovrebbe essere quello


la pressione di decine di occhi   (di sguardi?)




Dalla porta dell’edificio uscì un colosso di più di due metri, con una folta barba nera. L’uomo si voltò verso la strada. Del calesse non c’era più traccia. Forse lo aspettava appena fuori l’abitato. Forse.
Si rivolse al colosso ma, un attimo prima che 


Il termine colosso è ripetuto molte volte. Troverei un sinonimo  (Gigante?) o un pronome.


la fiamma di una bassa candela. 
Anche questa espressione è da rivedere. Forse la candela è consumata? Oppure è luce della candela che illumina in modo debole la stanza. 


La voce del colosso fu il primo suono che udì da quando era giunto nella città.

Proseguì lungo il buio corridoio. 


La frase relativa alla voce di Bambino la metterei insieme alla prima descrizione. Dove l’hai inserita tu mi pare che spezzi la narrazione.


In ogni caso la tua ė una prova ben riuscita. Davvero brav@


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

9Il maestro Empty Re: Il maestro Mer Giu 16, 2021 5:32 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Quel giochetto dell'oro... una meraviglia.  Poteva anche stra bene al primo colpo ma l'hai rigirato e poi cos1ì anche col secondo colpo. Bello. Mi è piaciuto moltissimo. La scrittura ti lascia sempre con gli occhi sui caratteri e fila via come un treno per portarti alla fine dove quasi quasi mi aspettavo un altro rigiro per l'oro. Ma va benissimo. Credo in un tuo andare a podio.

10Il maestro Empty Re: Il maestro Ven Giu 18, 2021 7:36 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Di questo racconto il dialogo serrato e a battute corte è il vero pregio.
E' molto cinematografico, ma proprio per questo è d'effetto.
Temevo fin dall'inizio che finisse male, però fino all'ultima battuta ho pensato che forse il povero Bill l'aveva scampata. E invece.
Vatti a fidare dei fuorilegge.

La parte iniziale, descrittiva, invece mi è piaciuta meno perché è molto raccontata e qualche descrizione non è azzeccatissima.
Però l'effetto complessivo è molto buono e questo western "immobile" mi è sicuramente piaciuto.

Ho solo una domanda per te: non ho capito cosa intenda il Maestro quando chiede a Bill se sappia perché Thompson ha mandato lui a trattare.
Cioè, sottintende che forse Bill era sacrificabile, ma non era così scontato che i banditi dovessero fargli la pelle, almeno per me.

Infine, nota di puro background, mi è suonato strano che il direttore sapesse dove andare a cercare il Maestro e pure in che edificio fosse, di solito i banditi fanno di tutto per non farsi trovare.
Similmente, il direttore corre un notevole rischio a esporsi in prima persona e accostarsi a pericolosi criminali.
A parte questo, sicuramente un buon racconto.

11Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Giu 19, 2021 12:29 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Un bel racconto, che mi è piaciuto leggere: lo stile è certamente il suo principale elemento di pregio.
Ben costruito e accattivante il dialogo.
La forma è buona e corretta, ti sono state già segnalate un paio di imprecisioni, che mi sembrano più che altro dovute a disattenzione.
- “è” maiuscolo si scrive con questo accento, “È”
- “Bene Bill, e dove abita il signor Thompson”= Bene, Bill, e dove abita il signor Thompson?
 
Alcune cose che invece non sono errori ma non mi suonano bene:
- “cenno di entrare dalla porta”= il mio pensiero immediato è stato “perché? Da dove avrebbe dovuto entrare?”; toglierei “dalla porta”
- “La forte luce esterna impattava”= “impattare” non è sbagliato, si trova sul vocabolario nell’accezione in cui tu lo usi, è un verbo che è nato dal sostantivo “impatto”, che è diventato molto di moda negli ultimi anni ma che a me, solo per mio gusto personale, non piace
- “La voce del colosso fu il primo suono che udì da quando era giunto nella città.”= “…. era ... che udiva… “; inoltre, non è possibile che fosse il primo suono che udiva, certamente ci saranno stati il rumore della porta che si apriva, quello dei passi sul pavimento, anche se non vengono raccontati; tu volevi invece proprio parlare in modo specifico di una voce umana
 
È vero che la vasca sembra un po’ marginale, messa lì solo per ottemperare all’obbligo del paletto, ma credo che qui ci sia un richiamo cinematografico a “Lo chiamavano Trinità”, alla scena in cui Terence Hill è nella vasca da bagno, e a Bud Spencer, il colosso che interpreta il personaggio chiamato proprio “Bambino”.
 
Il dialogo, come dicevo, è bello, ma non capisco bene che cosa sottintenda il Maestro: che Thompson abbia mandato il bancario a essere ucciso? Che senso avrebbe avuto? Certo, non è così, è solo un trucco che il Maestro usa per farsi dire dall’uomo dove si trovi l’oro, ma perché il bancario non si pone il problema di cosa ci avrebbe guadagnato Thompson nel mandarlo a farsi uccidere? Insomma, secondo me quel passaggio è bello a livello di tensione narrativa ma gli manca qualcosa come logica.
 
Comunque, un bel racconto, da tenere presente.

12Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Giu 19, 2021 10:42 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Questo racconto mi è piaciuto davvero molto. Probabile che ci vediamo alla cinquina.
Il titolo, anche se tra i paletti c’era una scuola quindi richiama troppo, non è male. Il bagno c’è, anche se avrebbe potuto essere un ufficio o una biblioteca, data la pregressa professione del Maestro, ma in questo step ‘sta benedetta stanza bisognava pur farla entrare.
Nella prima parte con qualche a capo avresti reso maggiormente la tensione del momento, evidenziando le varie azioni che i protagonisti compiono: una bella sequenza lenta alla Sergio Leone per intenderci.
Quando inizia il dialogo, siamo sul palcoscenico e lo spettatore potrebbe anche essere tentato di salirci, sul palcoscenico, per non perdere una battuta, caso mai quei due abbassassero la voce.
Bill pare ipnotizzato dal Maestro, non può non rispondere e non può mentire.
Un dialogo degno di Quentin Tarantino: due, tre minuti al massimo.
Però sei anche un po’ perfido/a: quel minimo di buonitudine che si intravedeva, lo bruci sul finale. Un finale degno del finale, quello appunto di arrivare proprio alla fine.
Mi hai fatto divertire e quel dialogo me lo sono proprio gustato dalla prima all’ultima battuta.
Alcune cosuce che mi ero segnata te le hanno già fatte notare.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

13Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Giu 19, 2021 11:14 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
La prima parte mi è parsa un po’ troppo didascalica e come spesso succede in questi casi un po’ a tutti, me compreso, quando si vuole inquadrare il contesto, il racconto stenta un po’ a decollare. La parte migliore è per me quella del dialogo fitto fra i due protagonisti che sei riuscito a rendere molto bene. Mi è parsa una buona sceneggiatura per un film di genere.
Ti segnalo: “Seduto nella vasca vide un uomo intento nella lettura di un voluminoso libro”. Detto così potrebbe sembrare che “seduto” e “vide” appartengano alla stessa persona. Avrei preferito: “Vide un uomo seduto nella vasca, intento nella lettura di un voluminoso libro”.
Non ripeto quanto già segnalato da altri sulle imprecisioni e sui riferimenti un po’ deboli ad alcuni paletti dello step, ma nonostante questo la lettura è stata più che gradevole.

14Il maestro Empty Re: Il maestro Lun Giu 21, 2021 10:51 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Questo è il racconto che maggiormente lascia con il fiato sospeso, quel dialogo in vasca è così lungo e cadenzato da creare una tensione altissima. I paletti sono usati poco e non proprio funzionali al racconto ma per questa volta me ne frego. 
Ho solo un piccolo appunto personalissimo il finale è un pochino scontato, non so, mi sarei aspettato qualcosa di diverso più d'impatto. 
Ho trovato però geniale la trovato del bandito chiamato "Il Maestro" sembrerà una sciocchezza ma mi è piaciuta molto
Complimenti e grazie.

15Il maestro Empty Re: Il maestro Lun Giu 21, 2021 11:49 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Sì, parto da un particolare, una cosa marginale tutta mia, che però ha avuto la sventura di influenzare in un certo senso tutto il mio giudizio sul racconto. Il Maestro. Per me l'unico Maestro è quello di Bulgakov, l'ho detto, è una cosa mia, quel romanzo ha segnato per vari motivi un periodo della mia vita molto particolare e ci sono legato in maniera morbosa. Bambino. Forse peggio del Maestro. Bud Spencer, e soprattutto il personaggio di Bambino, sono stati e lo sono ancora, un mito per me. Conosco praticamente a memoria tutti i suoi film. Da ragazzo in tutti gli account il nick era Bambino e avevo la sua foto come avatar. E come lo hai ridotto? Anche no, dai.
Partendo da questa sciocca (me ne rendo conto) pregiudiziale, non sono riuscito a godermi appieno il racconto. Il dialogo, su cui si regge la non azione, è ottimo, ma non mi è piaciuto il cappello introduttivo. Chi parla? A chi è rivolta la spiegazione? Si tratta di un narratore onnisciente che poi sparisce nel nulla, visto che il resto del testo cambia registro. Anche il pdv, tutto incentrato su Bill, per ottenere il colpo di scena passa nelle ultime righe al Maestro (Bill è ormai fuori scena). Non so, tecnicamente è un errore, ma è funzionale al racconto, quindi lo si potrebbe risolvere semplicemente allungando l'ultimo paragrafo e distinguendolo dal resto con uno spazio.
Comunque il racconto è valido, lo ripeto, quindi complimenti.

16Il maestro Empty Re: Il maestro Lun Giu 21, 2021 3:02 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao e grazie per aver scritto per noi.

Le pulci:

1. Il cocchiere lo vedo molto in un ambito più aristocratico del West. Mi viene difficile immaginarlo in un contesto polveroso e spartano.

2. "Un ex insegnante che dopo la guerra si era dato alla vita da fuorilegge mantenendo comunque il titolo..." Quel "mantenendo" è sbagliato. Per mantenere un titolo si intende che potrebbe professare. Altro è avere il vezzo di pretendere di farsi chiamare col nomignolo.

3. Sulla bassa candela già altri ti hanno segnalato.

Piacevolezza di lettura:

Mi è piaciuto. A differenza di altri racconti questo è pienamente Western. Ma dal mio punto di vista sul Western, è un genere filmicamente e autoriale abusato e che (non è colpa tua) noioso (il genere, non il racconto tuo che però ne paga le conseguenze). Ciò che ad altri è piaciuto, il dialogo serrato, l'avrei preferito più inframezzato da snelle descrizioni. Il titolo, la introduzione, portano ad avere aspettative sul perché un maestro diventi un bandito, peraltro senza vera morale come dimostra nel finale. Aspettative disilluse. Mi è piaciuto molto il finale, finalmente non buonista, che sembra in altri che si debba stare tutti in un aroma d'amore quando invece la vita la devi affrontare per quel che è, e che spesso è una "cacca". È comunque un racconto che si eleva più in alto di altri del genere. Genere che purtroppo mi annoia ma che è stato imposto, non è colpa tua. Bravo.

17Il maestro Empty Re: Il maestro Lun Giu 21, 2021 5:42 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
bello, piaciutomi parecchio.
il dialogo serrato è il punto forte, a mio parere, in quanto non lascia al lettore il tempo di respirare, come al povero Bill, e lo costringe a continuare, lo sbatte frase dopo frase nella situazione finale senza quasi se ne renda conto.
ci sono dei refusi, peraltro già segnalati, ma la storia, pur semplice, è narrata ed esosta in maniera ottimale.
davvero un bel lavoro, complimenti


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

18Il maestro Empty Re: Il maestro Mer Giu 23, 2021 9:46 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Non so, mi lascia un po' dubbioso da un certo punto di vista. Lo trovo strutturalmente poco equilibrato. Quello che Aki chiama cappello introduttivo si contrappone a un lungo dialogo dove invece non c'è mai una sosta, mai un momento per prendere fiato, solo battute incrociate. E poi quei "Bill" costantemente ripetuti alla fine di ogni frase. Ne ho contasti 35, in alcune battute del Maestro ce ne sono addirittura due per riga. Forse troppi. Un po' caratterizzano la parlata del Maestro, sembra quasi che li usi per prendere in giro l'altro, ma a lungo andare appesantiscono un po' la lettura, rendendo il dialogo meno scattante di quello che potrebbe essere. La storia in sé mi è piaciuta, finale molto bello, però ho la sensazione che riarrangiando tutto si otterrebbe un risultato più convincente. In sé gli elementi sono ottimi, ma ci sarebbe bisogno di più lavoro strutturale.
Due sciocchezze poi. La prima è che non ho capito bene dove è ambientato il racconto. Parli di questa cittadina abbandonata, ma non le dai un nome. Ci sono Williams, Flagstaff, quindi siamo vicini al Grand Canyon, in Arizona, ma visto che poi c'è un piano preciso mi piacerebbe capire dove siamo. E in che anno. Citi una guerra, ma quale?
Seconda cosa: il whisky scozzese da cento dollari alla bottiglia in Arizona, probabilmente alla fine dell'800, è un errore. Cento dollari sarebbero una bella cifra anche oggi, figuriamoci allora. Da El Paso poi, al confine con il Messico, è ancora più dubbio.

19Il maestro Empty Re: Il maestro Gio Giu 24, 2021 10:22 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
La lettura è stata molto scorrevole e leggera, nonostante la trama sia davvero accattivante, tanta roba.
In realtà la storia di cui tu scrivi è un semplice inizio di quello che verrà dopo, ma lascia spaziare perfettamente con la mente.
Secondo i miei punti di vista ci sono troppo frasi minime o parole accompagnate subito dal punto, avrei usato un pochino di più certe coordinate, poi qui "con appoggiato grosso telo bianco." hai scordato un e si scrive whisky e non whiskey, sempre se non sbaglio.
I paletti sono rispettati, anche se il bagno è poco indicato.


Complimenti!! [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] 

20Il maestro Empty Re: Il maestro Ven Giu 25, 2021 11:31 am

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Ciao
Bello!
Curate le immagini, superbe le descrizioni. 
Molto molto bene.
il muro di parole, all’inizio mi è rimasto sullo stomaco, ma dopo scende giù liscio come il whiskey di El Paso, che mi sento di accettare senza alcuna discussione.
Ho trovato originale, già dal titolo si capiva, l’ambientazione nella scuola, 
usata come abitazione del Maestro e qui ci sta il bagno e la sua bella vasca. 
Avrei speso qualche parola in più proprio per descrivere la stanza, ma in definitiva gran parte della storia, dialoghi compresi, si svolge là dentro. 
Ma i caratteri quelli erano e, forse, servivano per concludere.
Veramente un’ottima prova! 
complimenti


Per rispondere a michiiiiii si scrive in entrambi i modi.
Unica differenza è la provenienza e la tecnica di lavorazione. scusate, sono andata a leggere perché non lo sapevo proprio!
whisky scozzese ha un sapore più intenso e ruvido, il whiskey irlandese è più ‘rotondo’, più delicato.

Colore giallo, gusto pulito…vi ricordate Michele?

21Il maestro Empty Re: Il maestro Dom Giu 27, 2021 1:09 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Cappello introduttivo a parte, che secondo me avevi ben chiaro in mente ma non sei riuscito a renderlo al meglio nel racconto, questo western mi è piaciuto davvero molto.
Taglio super cinematografico, il dialogo tra il maestro e Bill mi ha ricordato Il grande Lebowski e Le Iene ( e direi che è un grande complimento, sono tra i miei film preferiti).
Il testo ha ritmo, i personaggi anche se poco approfonditi riescono comunque ad avere un bello spessore che il lettore percepisce proprio attraverso il lungo dialogo tra il Maestro e Bill. 
Un dialogo che regge alla grandissima, il Maestro è un manipolatore infido e scaltro e ce lo fai comprendere benissimo anche senza dirlo chiaramente. 
Lavorerei sul cappello introduttivo, snellendolo molto.
Dialoghi magistrali, complimenti ancora.
Ele

22Il maestro Empty Re: Il maestro Lun Giu 28, 2021 6:52 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Finalmente un western con un cattivo davvero cattivo.
Fantastico il dialogo, a me ha subito ricordato Socrate e il suo metodo maieutico e mi sono immaginato il Maestro con un leggero sorrisetto sarcastico. La cultura al servizio del crimine!
Per il resto: un po’ debole il finale, un po’ sovrabbondante l’introduzione. Nel complesso un buon lavoro.

https://parolemiti.net/

23Il maestro Empty Re: Il maestro Mar Giu 29, 2021 10:38 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
"Il cocchiere si tolse il cappello e si asciugò la fronte poi, impaurito, si guardò attorno."


Mi puoi credere, caro Autore, che mi sono soffermato a lungo, sulla frase qui sopra. Il tutto, veramente, per una stupidata, ovvero se andasse bene così oppure se prima di poi ci sarebbe stato bisogno di una virgola o, meglio, di un punto e virgola. Non sono ancora giunto a una conclusione.

Sono certo tuttavia, dell'ottima scrittura di questo testo. Non ho trovato refusi, la punteggiatura è corretta come è corretta la concordanza dei tempi verbali.
La trama, ancorché sviluppata brevemente, l'ho trovata ben costruita e pertinente con il genere scelto. I personaggi, benché tu sia stato avido di descrizioni (solo di Bambino hai detto che è un colosso barbuto), credo che emergano bene, ognuno con le sue peculiarità.

I dialoghi sono credibili e qui vorrei sottolineare il vero pregio del racconto a mio avviso, che si compie proprio nel dialogo tra il Maestro e Bill: inizialmente, sembra che Bill si trovi di fronte al Maestro deciso e convinto di compiere la propria missione per la banca. Il Maestro si rivela subito per l'uomo intelligente e acuto che è. E comincia, in un certo senso, a circuire il povero Bill attraverso una manovra piscologica da manuale. Facendo leva sui soprusi subiti da Bill (che probabilmente il Maestro ha soltanto immaginato), è riuscito a "portare dalla sua parte" il bancario. Bill, buono e ingenuo, gli ha rivelato dove in realtà fosse occultato l'oro di Mr. Thompson e quel punto, per il Maestro e i suoi banditi era fatta. 

Abbastanza telefonato, ma non per questo meno affascinante, il finale. 

Racconto leggero, ma estremamente godibile.


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Branzagot senz'onma.

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24Il maestro Empty Re: Il maestro Mar Giu 29, 2021 11:14 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:"Il cocchiere si tolse il cappello e si asciugò la fronte poi, impaurito, si guardò attorno."


Mi puoi credere, caro Autore, che mi sono soffermato a lungo, sulla frase qui sopra. Il tutto, veramente, per una stupidata, ovvero se andasse bene così oppure se prima di poi ci sarebbe stato bisogno di una virgola o, meglio, di un punto e virgola. Non sono ancora giunto a una conclusione.
Il cocchiere si tolse il cappello e si asciugò la fronte. Impaurito, si guardò attorno.

Ecco, è il "poi" il problema. Perché a meno di una scelta stilistica precisa, è sempre sconsigliato usarlo, visto che quando si descrive una scena questa altri non è che il susseguirsi di alcuni gesti o avvenimenti. Il cocchiere si tolse il cappello, poi si asciugò la fronte, poi impaurito si guardò attorno, poi ect... È superfluo, come vedi. Meglio, è sottinteso.

25Il maestro Empty Re: Il maestro Sab Lug 03, 2021 8:57 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Proprio un bel racconto!
Tutto molto ben gestito (le sviste ti sono già state segnalate), scritto in maniera accattivante e credibile. Convincente e ben strutturato il dialogo, dove emergono bene le figure dei protagonisti (forse troppo ripetuto il nome di Bill).
Il banchiere probabilmente non conosceva molto bene Bill, soprattutto il suo rancore sotterraneo e la sua ingenuità (o forse lo reputa sacrificabile proprio per questo...), altrimenti non lo avrebbe mandato in missione.
Credo che la stanza da bagno non sia sostituibile con un'altra stanza: la scena dove il Maestro si alza nudo di fronte all'ospite dimostra quanto poco se ne freghi di lui e come abbia già deciso la sua fine.
Anch'io sfoltirei un pò la parte iniziale, anche se introduce molto bene la situazione: in questo contesto è solo penalizzata dal limite di battute.

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