Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.

Unisciti al forum, è facile e veloce

Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.
Different Tales
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.

Il forum di scrittura creativa che cercavi

Ultimi argomenti attivi
» Superauguri a Supergric!
Ercolano - Pagina 2 EmptyOggi alle 1:13 am Da Molli Redigano

» Restaurazione
Ercolano - Pagina 2 EmptyOggi alle 12:58 am Da Molli Redigano

» Animals
Ercolano - Pagina 2 EmptyOggi alle 12:31 am Da Molli Redigano

» I figli della pioggia
Ercolano - Pagina 2 EmptyIeri alle 7:31 pm Da digitoergosum

» Nivaltur e il dolce del millennio
Ercolano - Pagina 2 EmptyIeri alle 7:01 pm Da Hellionor

» Concorso a tema "Liberi di Scrivere"
Ercolano - Pagina 2 EmptyIeri alle 6:36 pm Da SuperGric

» Posizione privilegiata
Ercolano - Pagina 2 EmptyIeri alle 6:32 pm Da FraFree

» Salsicce Mezzanotte
Ercolano - Pagina 2 EmptyIeri alle 6:30 pm Da SuperGric

» Dolce veleno
Ercolano - Pagina 2 EmptyIeri alle 6:25 pm Da FraFree


Non sei connesso Connettiti o registrati

Ercolano

+26
CharAznable
Hellionor
Resdei
Antonio Borghesi
Caterpillar
gdiluna
gemma vitali
digitoergosum
Yoghi69
Arianna 2016
Achillu
Midgardsormr
SisypheMalheureux
Molli Redigano
vivonic
Susanna
ImaGiraffe
mirella
Danilo Nucci
caipiroska
Byron.RN
paluca66
Petunia
miichiiiiiiiiiii
Fante Scelto
Different Staff
30 partecipanti

Vai alla pagina : Precedente  1, 2

Andare in basso  Messaggio [Pagina 2 di 2]

1Ercolano - Pagina 2 Empty Ercolano Mer Apr 07, 2021 9:12 pm

Different Staff

Different Staff
Admin
Admin
Promemoria primo messaggio :

Sto morendo, e se non fosse destino morirei lo stesso per la puzza che devo sopportare. Io, il grande pittore Claudius Flavinius, il cultore della bellezza e della raffinatezza, a morire così male nel giardino che ho sempre tenuto perfettamente curato, assieme a questo assurdo infermiere.
E’ andata così, maledizione. Mio padre mi aveva avvertito, mai legarsi a qualcuno. Per questo ho vissuto evitando di affezionarmi. Ho schivato per quanto possibile donne e uomini, mi sono sempre dedicato a coltivare le passioni, la cultura, il piacere, e a cinquantaquattro anni ha fatto breccia Decimus, è entrato a piè pari nella mia vita. E così gli ultimi sei mesi sono stati bellissimi, e l’ultima settimana una catastrofe. No, non volevo questo, e so che ho creato io le circostanze; se non fossi onesto, e se avessi fede, le imputerei ai capricci delle Parche. Ciò che è successo è innato alla mia natura, al nuovo sentimento natomi dal cuore, alla mia pietà e alla ricerca di una estetica esasperata che mi porta a distruggere ciò che non soddisfa il mio gusto.
La bellezza l’ho coltivata attraverso le mie opere di ingegneria domestica, con la ricerca e lo studio dei filosofi greci e romani tramite i libri più rari e costosi in circolazione, con l’arte della pittura con la quale ho impreziosito le tante pareti delle ville patrizie e soprattutto la mia domus. Sono sempre stato alla ricerca della perfezione, così tanto ossessionato da liberarmi spesso dei miei dipinti imperfetti, dei libri comprati troppo incautamente, di tutti i rapporti con le persone. Non che ne sia pentito: i molti papiri che non erano perfettamente tenuti o i cui contenuti erano deludenti svilivano la mia biblioteca, e le mura divisorie della mia casa, solo i miei schiavi sanno quante volte le ho fatte demolire per spostarle anche solo di mezzo dito, per il nuovo progetto architettonico. Per non parlare dei miei arazzi che ho coperto con nuovi intonaci per dipingerli ancora con soggetti più coinvolgenti, per sperimentare nuovi colori che arrivavano dalla Spagna o da Cipro, o perché alla fine ci trovavo “il difetto”. E mi sono liberato anche del superfluo: i rapporti umani, sempre pettegoli e deludenti; le amicizie che vivono solo per gozzovigliare nel mio giardino e giocare ai dadi o alle noci; la fede nell’intervento salvifico degli Dei, che quando occorrono non ci sono mai. E soprattutto mi sono affrancato dalla peggiore umanità, le insulse donne imbellettate di gesso e biacca nella faccia e nelle braccia, coi loro frivoli discorsi sui gioielli o su come ringiovanire col latte d’asina, col loro sesso che sembra una ferita che non rimargina. Non che abbia rinunciato al piacere, ma non certo con quelle insulse femmine.
Ricordo bene, come potrei dimenticare quei bellissimi giorni, quando andai per la prima volta nella magnifica città di Messalina. In quel tempo frequentavo già i bordelli di Neapolis. Erano stanze luride, con letti in pietra, giacigli umidi, donne disfatte. Mio padre lo sapeva, sorrideva, mi scherzava ma non mi spiegava. E poi mi portò con se a Roma, per insegnarmi il mestiere. Avrebbe affrescato una villa patrizia sull’Esquilino. Fu lì che scoprii le varie sfumature del piacere. Ogni sera andavamo al lupanare del Palatino, quello voluto da Caligola per i patrizi e per la classe facoltosa, e nel mentre io mi soddisfavo con le meretrici, vedevo lui appartarsi con bambini bellissimi. E ho voluto provare anche io. E non sarebbe stata più la stessa cosa. Nel corso degli anni ho comprato diversi schiavi che mi hanno dato la possibilità di sperimentare ogni possibile sfumatura del sesso, e quando sono usciti dalla pubertà li ho poi impiegati in lavori poco faticosi come riconoscimento per il loro servizio reso.
E sempre da mio padre ho ereditato la passione di dipingere quella che lui chiamava “tempio del desiderio”, la camera da letto. Nella mia ho dipinto il bello, gli unici arazzi della casa che non ho mai coperto, dove la perfezione l’ho quasi raggiunta. Non ho mai affrescato una delle quattro pareti. Mi sono sempre reso conto che quel vuoto stonava, ma mi mancava il soggetto giusto; il tramezzo era pronto per il campione ideale che tuttavia non avevo ancora individuato.
Eppure tutto quanto sta finendo, perde d’importanza, ora che sto morendo. Tutti quei libri, i miei dipinti, quegli arazzi che fanno della mia villa la più bella di Ercolano, chissà che fine faranno. Presto sarò accolto nell’Averno e non potrò portare nulla di tutto ciò.  
Anche la natura sta disperando. Da giorni le scosse fanno tremare la terra, e pennacchi di fumo inquietanti minacciano la città dalla montagna. No, il vulcano non si dispera per me, non versa lacrime perché sono in fin di vita.
Sento la febbre che mi debilita, respiro a fatica, il mio sputo è doloroso e colloso, e so per certo che non ne avrò per molto, che morirò alla ricerca spasmodica d’aria. E’ una disgrazia da troppo amore, non ha a che fare con la collera degli Dei, non credo nel loro intervento. Lucrezio, già più di un secolo prima, scandalizzando Cicerone, con la sua poesia non negava l’esistenza delle divinità. Nel De Rerum Natura invocava Venere perché lo ispirasse, ma poi spiegava gli eventi naturali e le loro conseguenze sull’uomo, di fatto sancendo l’inazione divina. E io, come lui, non è che non creda in loro. E’ solo che questi Numi sono insensibili e indifferenti all’uomo, sia a dare che a togliere. 
E la prova la sto subendo ora, disteso sul giaciglio, mentre sento i borboglii dell’inquieto Vesuvio. Dove siete Dei Consenti? Non certo qui, in giardino, dove comparite come fredde statue agli angoli delle siepi di alloro e rosmarino, e dove sto cercando aria disteso sul baldacchino, alla mercé dell’infermiere praticone; qui che in solitudine godevo, tra un rutto e l’altro, della frescura sotto i graticci delle viti, con la tavola imbandita di mammelle di vitella cotte coi datteri e il miglior vino a dissetarmi. Si, dove siete anche voi Olimpici dal volto greco, ora che i miei polmoni cercano aria fresca, cercano qualsiasi altra aria, tranne quella che proviene dai miasmi di cataplasmi di urina, sangue di cavallo e cavoli che l’infermiere mi sta applicando. E devo anche sopportare le sue litanie che durano da ore, con la testa che mi scoppia:
-         …motas uaeta daries dardaries, asiadarides una te pes… -
-         …haut haut istasis tarsis ardannabon… -
…e vorrei dirgli anche basta, basta con quelle suppliche, ma non ne ho la forza. Ne sono certo, nemmeno lui sa cosa vogliono dire queste giaculatorie. Sono riti che attengono più alla magia che agli insegnamenti di Ippocrate. E io sono un nobile emancipato, ben poco incline alla stregoneria, avvezzo al bello e ispirato dal modello epicureo. Non ne ha colpa, lo so, l’infermiere fa quello che il suo padrone gli ha ordinato, ma non mi può certo confortare.  
Già, il suo padrone, quel medico codardo che ho pagato bene e che appena mi ha visto e gli ho spiegato i sintomi ha cominciato a allontanarsi e ha incaricato il suo accolito schiavo di assistermi con quei rimedi. Nella stanza dei papiri ho quel testo di Catone dove spiega come curare le lussazioni e i raffreddori, e quel tipo di unguenti sono farmaci per quelle malattie. Quello da cui sono affetto è noto, altro che raffreddore. Almeno i puzzolenti cataplasmi, che non servono a nulla, avrebbe potuto risparmiarmeli. E comunque vorrei morire presto, non mi interessa più vivere, dopo che Decimus se n’è andato, facendo in tempo purtroppo a vomitare sui mosaici del mio tempio del desiderio. Vorrei evitare la sofferenza, questo sì, e invece mi si spalma addosso le pomate di piscio, e che assomigliano alle tempere che mischio per dipingere la mia casa. Ma i miei colori sono lo strumento per creare bellezza, contengono i profumi dei solventi, il pesto di fiori e piante resinose, la cera più pura; quelle pomate ideate da qualche Dio per umiliare l’uomo sono solo poltiglie per esperimenti sulla morte.
Non volevo far del male a Decimus. Quando me lo portarono, sei mesi fa, dalla Giudea, gli diedi subito il nuovo nome romano, lo feci pulire per bene e lo portai a letto. Ricordo come si spaventò quando vide l’affresco che avevo dipinto nella camera da letto, quella bellissima pittura di Pan che possedeva una capra. Ma, i Numi mi siano testimoni, la prima volta sono stato molto delicato con lui. Non volevo che gli accadesse quanto occorso a Primus, il mio primo schiavo del piacere; non avevo mai visto prima di allora un bambino di undici anni togliersi la vita; negli anni avevo imparato che vanno presi per mano e iniziati alla bellezza. E lui era gracile, il più minuto di quei bambini che avevo già comprato negli anni scorsi. Pochi giorni, veramente pochi, e ero già invaghito di lui. Non era particolarmente intelligente, anzi, non capiva la lingua e non l’ha mai imparata. Ho provato a spiegargli che era fortunato a essere stato fatto schiavo, che si sapeva che le madri giudee quando avevano fame si mangiavano i loro figli e che con me era salvo. Lui non capiva, era solamente spaventato e montava in me quell’istinto paterno di protezione. Si, lo amavo, per quanto si possa amare uno schiavo, ma la storia di Roma è sempre stata piena di patrizi innamorati dei loro servitori, e loro dei Romani.
La mia camera da letto, è quello il luogo che più adoro della mia villa, il tempio del piacere dove festeggiavo ogni giorno il baccanale, lì dove forse sarebbe più onorevole andarmene. Ho disegnato e colorato le tre facciate, una più bella dell’altra, non certo con le insulse opere che mi commissionavano gli altri possidenti per le loro ville, coi loro mari piatti, le greggi o gli eroi mitici che indossano armature sfavillanti e calzano ghette del colore del cuoio. Il mio pennello, in quello spazio privato, può affrescare esclusivamente il piacere; uva e sesso, uomini e animali coi loro membri turgidi, semidei e umani in promiscuità. E non permetto a nessuno di vedere quella stanza, chi ci entra non può più uscire dalla mia vita. Quantomeno vivo.
Dopo averlo ucciso, già con la febbre e respirando a fatica, ho comunque provato a dipingere il liscio intonaco ancora bianco del tempio del desiderio; volevo fare un nuovo affresco raffigurando Decimus ancora vivo e perfetto. Con lui avrei usato il cinabro, la tempera più preziosa e difficile da trovare, che mi facevo portare dalla città di Sisapo. E, pur debilitato, avrei impiegato ogni mia capacità e attenzione a ricreare il suo volto da efebo, per cogliere col pennello la sua anima. Per le sue natiche scure ero riuscito a combinare il rosso d’uovo con le foglie bruciate dei vitigni e la cera. E poi, prima di intingere il pennello nei colori, sono crollato a terra impossibilitato a fare qualsiasi cosa.
La testa mi scoppia, il puzzo di piscio e sangue è forte anche all’aperto, qui in giardino, e mi fa vomitare, o forse rimetterei anche senza quell’odioso unguento. E poi la terra che trema, un’altra forte scossa di terremoto che mi smuove il basso ventre, che mi fa cagare addosso. E’ un caldo anomalo per il periodo, che dalla metà di agosto a Ercolano ogni anno cominciano a soffiare i venti e sopraggiunge la frescura marina. La febbre monta anche sotto la pergola di viti.
-         …ardannabon, ardannabon, ardannabon… -
Non lo sopporto più questo infermiere. Non ho forza di guardarlo, così tanto schiavo, impaurito di ammalarsi da contagio, scosso dall’inquieto e minaccioso Vesuvio, certo di morire per mano del suo padrone medico se mi abbandonasse senza cure, lui però scappato via al sicuro col sacchetto pieno di sesterzi. 
Quando quattro giorni fa ho visto Decimus sputare quel scuro e colloso muco e perdere le forze, quando l’ho sentito respirare a fatica e ho avvertito la sua pelle bruciante, ho capito subito che aveva il tifo bianco. Eravamo entrambi finiti. Avevo un testo di Aristotele sulla medicina. L’ho riletto, ma ricordavo bene ciò che c’era scritto. I sintomi erano inequivocabili, e la malattia mortale si trasmetteva per contagio umano. Era ovvio che, per i nostri trascorsi intimi, per quei baci appassionati col quale gli mostravo tutto il mio amore, sarebbe arrivato il mio turno. Decimus si sarebbe presto imbruttito, si era già sfigurato, e quando sarebbe toccato a me fare i conti con i primi sintomi della malattia, oltre a disperarmi per l’infausta affezione, avrei dovuto sopportare di assistere agli ultimi respiri di un bambino con la gola gonfia, pallido da far paura, con la tosse, puzzante di sudore e dei suoi schifosi reflui dalla bocca e dal culo, un bambino che non rispettava più il mio concetto di perfezione estetica. Ma non sono un mostro, e sono riconoscente a chi mi ha dato piacere. Con un vassoio colmo di fichi dolci e maturi cosparsi di miele di eucalipto l’ho portato nella nostra alcova. Coi gesti gli ho mostrato che doveva mangiarli, che il miele gli avrebbe alleviato il dolore, gli avrebbe facilitato la respirazione, ma non capiva altro se non che doveva mangiare. E ci ha provato, e ha vomitato sui mosaici del tempio, non l’avevo previsto, non potevo sopportare quel puzzo, quel mio luogo sacro così insozzato. Non potevo fare altro, chiunque può capirmi. Gli sono andato alle spalle pensando con malinconia a quando gli ero dietro per amarci, a quando era perfetto. Con un braccio teneramente ho abbracciato il suo corpicino, e con l’altro, dopo averlo accarezzato, gli ho spezzato l’osso del collo. Pur sapendo di avergli risparmiato una fine orribile non mi sono sentito meglio, ho guardato il vomito e il corpicino esanime, ancora il vomito sui miei mosaici, sui miei meravigliosi mosaici! E ho pianto, ma non ho pregato. A che sarebbe servito? Gli Dei Consenti non ci ascoltano.
-         …ardannabon, ardannabom, ardannabom…-
Sto morendo, sarà a giorni o a ore, e per me faccio una eccezione e sto invocando ogni divinità che sia capace di ascoltare. Prego che qualcuno venga misericordiosamente a sopprimere l’infermiere e a uccidermi. Se gli Dei ascoltassero, se sbagliasse Lucrezio a dire che sono indifferenti agli uomini, li prego di far esplodere quel maledetto vulcano, che con la vampata perfetta mi dissolvano, o che mi trasformino all’istante in una maestosa quanto tragica statua, così smetto di soffrire.
Ecco, la natura esplode, è un boato mai sentito. L’infermiere strabuzza gli occhi, guarda verso il Vesuvio e finalmente scappa. Questa bella giornata di sole si fa di colpo scura come la notte, è un colpo di scena, si fa “veramente” bella. E capisco. E ringrazio. E so che non è stato Marte, non è stato Giove. So che questo dono arriva dalla Dea dell’amore. Ripenso all’invocazione di Lucrezio e recito a memoria “…tu sola puoi gratificare i mortali con una tranquilla pace, poiché le…”  


26Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Lun Apr 19, 2021 3:40 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Sono quasi a un quarto dalla fine dei racconti e chissà perchè mi sembra che stiano migliorando sotto le mie letture. Impossibile perchè... non è semplicemente possibile che siano stati postati in ordine dal peggiore al migliore. Per dire che questo tuo racconto mi ha particolarmente affascinato per come l'hai scritto e per il suo contenuto non semplice da esporre. Ho trovato anche quel pizzico d'ironia che non nuoce affatto. Chissà se riesci a mettere un piede sul podio. Bravissimo.

27Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Mer Apr 21, 2021 7:04 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Riletto. Il tuo pittore è un personaggio disgustoso e lo hai caratterizzato benissimo. I personaggi cattivi catalizzano i nostri risentimenti, si fanno odiare e tu in questo brano ci riesci in modo straordinario, oltretutto il personaggio, già minato dalla malattia, fa anche una pessima fine (anche se io personalmente lo avrei fatto salvare. La morte doveva essere lenta e in solitudine).
Per renderlo ancora più efficace, a mio parere, dovresti tagliare un bel po' di periodi troppo descrittivi della vita sociale dell’epoca e dei cibi (molto interessanti) ma deviano l’attenzione e tolgono pathos al momento che l’uomo sta vivendo. Una piccola nota frutto delle mie ricerche sull’argomento. 
Il Vesuvio all’epoca non esisteva così come oggi. Si chiamava monte Somma ed era poco più di una collina. La morte a Ercolano è giunta sotto forma di ondata piroclastica, un calore improvviso di circa seicento gradi che ha letteralmente bollito all’istante la gente che ancora non sapeva certo né dell’eruzione né di cosa era capitato a Pompei. Si vedeva solo una immensa colonna di fumo.
Comunque il monologo mi pare centrato nel genere, la camera, l’infermiere, il giardino e l’epoca ci sono tutti. La scrittura è quella di una penna esperta e raffinata. Dunque, complimenti.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

28Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Mer Apr 21, 2021 11:38 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
…poiché le crudeli azioni guerresche governa Marte...
Ciao
Accipicchia che racconto possente! 
Che si conclude con l’Inno a Venere di Lucrezio.


Intanto, complimenti per la tua bella dose di cultura classica.
Perché uno dei tanti pregi di questo monologo è la naturalezza con cui racconti i fatti, come se fossi presente o avessi toccato con mano. 
La qualità della scrittura è veramente alta, riesce a coinvolgere e a trascinare. 
Passioni, vizi, lussuria sfrenata, raffinatezza e culto del bello, un vortice di emozioni, mischiate al vomito, al disgusto, alla puzza che non fanno certamente amare questo personaggio.  


Da alcune frasi ho colto sentimenti, che me lo fanno sentire più umano


Invidia per le donne… col loro sesso che sembra una ferita che non rimargina. 
Impotenza… Presto sarò accolto nell’Averno e non potrò portare nulla di tutto ciò.  
Inutilità e solitudine… No, il vulcano non si dispera per me, non versa lacrime perché sono in fin di vita.


Nessun giudizio per la mentalità distorta e corrotta dell’epoca, ma quella era e tu non hai fatto altro che descriverla. Senza giudizio alcuno.


Del titolo ti hanno già detto, meritava qualcosa in più.
comunque, complimenti!

29Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Sab Apr 24, 2021 10:58 am

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Argomento disturbante, ho letto in altri commenti, e a questo mi aggancio per dirti che ne penso.
La storia è disturbante. La storia dell'umanità che ci portiamo sul groppone è quanto di più disturbante si possa vedere in natura, siamo animali che ancora brancolano nel buio alla ricerca della loro strada, e spesso dimentichiamo la cosa più importante. Dimentichiamo di restare umani.
Di certi argomenti bisogna scriverne, sempre continuamente fino alla fine dei tempi.
La storia ci insegna dove non sbagliare più; e se chiudiamo gli occhi perché qualcosa ci disturba abbiamo già perso l'occasione di cambiare le cose.
Il tuo pittore è crudele senza saperlo, è disumano quando uccide Decimus non per dargli sollievo dalla malattia ma perché gli ha vomitato sui mosaici, è distaccato con tutti ma si piange addosso quando sta per morire proprio come fanno i miserabili (ma non i miserabili di cui parla Hugo, lui è un miserabile nell'anima).
Il delirio di un'anima oscura e tu ce lo offri con estrema pulizia, con uno studio del personaggio che immagino sia stato devastante e faticoso da affrontare, osservare il male è lacerante ma quando cade il velo del dolore possiamo vedere la verità e quella verità raccontarla ad altri. 
Lo abbiamo imparato attraverso le parole della Arendt ne La banalità del male. Il male è talmente banale che può farlo chiunque, anche chi non è davvero malvagio ma semplicemente senza empatia e distaccato dalla realtà. 
Tu lo fai percepire benissimo attraverso il monologo del tuo protagonista. Sembra malvagio a noi, ma lui si descrive quasi come tra i più normali esseri viventi, si sente anche buono in certi frangenti.
Un grandissimo lavoro, complimenti.
Gli appunti che mi sento di farti riguardano la punteggiatura un po' ballerina e le nozioni, spesso di troppo, che fai pensare a Claudius. Limerei un po' queste parti. 

Ele

30Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Dom Apr 25, 2021 11:26 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Cara Autrice, caro Autore,

Accidenti che testo! Sicuramente la lettura non lascia indifferenti, e questo è un risultato notevole.
È duro, crudo, disgustoso, irritante con degli inserti involontariamente ironici da farci capire di quale pasta è fatto il protagonista. Uno dei migliori (o forse peggiori) di tutto lo step. Sicuramente il meglio caratterizzato. Ho trovato, però, tre grossi difetti in questo lavoro.
La lunghezza. Credo che sia eccessivamente lungo, soprattutto per un monologo. Avrei sfoltito alcuni passaggi non strettamente necessari.
Il personaggio dell'infermiere l'ho trovato superfluo.
Il titolo rivedibile. Un lavoro di questo tipo avrebbe meritato un titolo più degno.
Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

31Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Lun Apr 26, 2021 4:50 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
non mi piacciono i monologhi, non mi sono mai piaciuti. è un genere che non riesco a digerire e che leggo con grande difficoltà.
e in questo caso lo confermo appieno. la storia è bella e profonda, tutto è ben documentato, le descrizioni sono più che buone.
eppure ho avuto problemi a terminarlo, come tanti altri racconti, sia chiaro.
perché a un certo punto mi perdo, non riesco a tenere desta l'attenzione come vorrei.
ciò non toglie nulla al bel lavoro qui sopra, per il quale ti posso solo fare i complimenti.
non ho trovato disturbante nulla, nell'arco della storia. né la malattia né l'uso dei piccoli schiavi.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

32Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Ven Apr 30, 2021 12:44 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Un testo così curato e poi mi cadi sulla è maiuscola con l'apostrofo... Va be', scherzo (insomma) per sdrammatizzare, visto l'argomento e il tono dei commenti. Ho un parere a tal proposito, cioè quello di scrivere di argomenti disturbanti, che non si discosta molto da quello di Ele. Con buona pace di quello che vorrebbero nascondere la testa sotto la sabbia è necessario che se ne scriva e che se ne scriva in questo modo, senza condanne, dalla parte di chi certe pratiche le considerava la norma. Perché il disgusto, l'odio, il ribrezzo sono sentimenti potenti. E qui signori miei vengono fuori con prepotenza, perché è proprio della normalità che si fa forte l'autore con le parole di Claudius. La razionalità, la pacatezza, chiamiamola così al netto della situazione in cui si trova, con cui ci racconta dei fatti abominevoli sono da parte dell'autore il più potente messaggio di condanna. 
Quando lessi "Blu quasi trasparente", un romanzo assurdo pieno di situazioni raccapriccianti e scritto come una telecronaca di una partita di tennis, ho provato una repulsione che non avrei mai provato se il testo avesse avuto dei messaggi di condanna, o moralismi o che so io, che avrebbero avuto l'effetto di lenire le ferite che il cervello aveva ricevuto.
Tornando al testo è chiaro da questo preambolo che ne posso solo parlare bene. Ho trovato la scrittura perfetta, funzionale, la costruzione del testo ottimale, con quel "sto morendo" iniziale che anticipa un finale peraltro scontato, visto il titolo. Te lo hanno già detto, lo ripeto, la lunghezza eccessiva penalizza un po' la resa, perché l'attenzione deve restare alta e focalizzata, invece ogni tanto devia in rivoletti che si possono limare. Tutto qua, complimenti.

33Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Lun Mag 03, 2021 2:25 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Personaggio raccapricciante, racconto in modo molto schietto. Senza nascondere nulla, ma senza nemmeno calcare la mano, perché non c'è nulla di gratuito, di compiaciuto. C'è un'analisi lucidissima, la descrizione di una normalità disturbante. Mi ha ricordato i personaggi della serie Mindhunter, assassini seriali che si raccontano, descrivendo con lucida follia un mondo che per noi è un orrore e invece per loro è una realtà non solo accettabile ma necessaria. Scrittura assolutamente funzionale alla storia, molto "alta" come livello culturale a voler ancora di più sottolineare come cultura e senso estetico, che riteniamo tra le più alte espressioni dell'animo umano, possano appartenere anche a un essere disumano.

34Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Lun Mag 03, 2021 6:24 pm

The fallen

The fallen
Viandante
Viandante
Notevole. Coraggioso, senza dubbio. Un monologo molto intenso, di un artista depravato, diremmo oggi, un manico pedofilo in un tempo in cui trattare bimbi come schiavi sessuali era piuttosto comune. Passaggi molto pesanti e crudi, immagini forti in alcuni punti, più belle e persino delicate in altri. Una scrittura corretta, un buon monologo che dal mio personale punto di vista viene penalizzato dalla lunghezza un pelo eccessiva. Bello. Alla fine lo avrei fatto bruciare lentamente, magari in eterno, va.

35Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Gio Mag 06, 2021 7:35 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] torno un attimo sul tuo racconto per farti i complimenti. Il tuo insieme a quello di Molli e di Akimizu sono lavori che ho trovato splendidi e avrebbero meritato la cinquina (come peraltro ho detto nel mio file del voto) La meritavano talmente tanto che non avrei reso giustizia assegnando un posto che non fosse a podio. Per questo ho privilegiato racconti che dal punto di vista di lettore hanno incontrato maggiormente i miei gusti, ma nulla toglie al fatto che quello che hai scritto sia un bellissimo racconto.  Farò copia incolla per Molli e Aki.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

36Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Gio Mag 06, 2021 8:31 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. Ti ringrazio tanto. Pur non sapendo quale fosse il mio racconto, in MP ti avevo detto che avevo dubbi a proporlo in questo step perché l'argomento era molto forte. Temevo una "crociata". Sei tu che mi hai incoraggiato a "buttarmi" dentro. Qualche anima l'ho intristita, e ne sono dispiaciuto, e gli chiedo venia, ma i più hanno colto il vero significato del mio racconto. Ho raccolto più di quanto potessi sperare, visto l'argomento. Sto scrivendo un resoconto lungo su questo racconto, ho con me il notebook ma non la connessione internet. Proverò a fare il cosiddetto tethering col cellulare (mai fatto prima) per vedere se riesco a pubblicarlo da dove mi trovo. Se non riuscissi, lo posterò qui lunedì al mio rientro a casa. Un abbraccio.

37Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Gio Mag 06, 2021 10:31 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Buongiorno e grazie a tutti. È la prima volta che partecipo a questa kermesse e devo dire che è coinvolgente. I racconti vincenti sono tutti belli, a dimostrazione che il gradimento del lettore ha una componente “universale”, la scrittura migliore è quella che giunge ai più. Ma voglio anche dire che la qualità di tutti i racconti è alta, semmai viziata (anche nei vincenti) per refusi dovuti alla necessità di consegnare i lavori entro termini precisi.

Ma vengo al mio Ercolano. Questo racconto è nato da solo, per alcuni input che mi sono arrivati. In primis, i paletti. Con mia moglie stiamo preparando un viaggio istruttivo per le sue / nostre nipotine (figlie di suo fratello) a Pompei e Ercolano. Per questo, per essere preparati come accompagnatori, abbiamo approfondito le vicende storiche del periodo, pertanto quando ho visto il paletto temporale ho deciso di vertere su quello dell’eruzione del Vesuvio. Perché ho scelto l’argomento pedofilia? Quello è più complesso da spiegare. Ci provo. Sono diventato nonno, non avete idea di quanto sia emozionato, da circa sei mesi. Stavo rileggendo un bellissimo libro che mio figlio mi ha regalato, Il Manoscritto di Stephen Greenblatt, che parla del ritrovamento nel 1400 del libro di Lucrezio che si credeva perso e di successivi ritrovamenti di papiri danneggiati ritrovati a Ercolano con frammenti del De Rerum Natura. In quel mentre mio figlio mi ha confidato di vivere la paura che alla sua creatura possa accadere, nel corso della sua futura vita, qualcosa di brutto. A questo devo aggiungere che nella mia attività investigativa quarantennale nell’Arma dei Carabinieri mi sono imbattuto nelle più disparate attività criminali, anche nella pedofilia, e un aspetto fondamentale della mia tecnica riguardava il provare a immedesimarmi nel profilo psicologico delle persone che ricercavo per consegnarle alla giustizia. Le indagini sulla pedofilia sono estremamente facili, perché è la vittima stessa che indica i propri aguzzini. Più difficile è organizzare l’impianto probatorio e accusatorio. Costruire il personaggio Claudius, per quanto emotivamente impegnativo, dal punto di vista psicologico, collegando le mie esperienze lavorative, le paure di mio figlio e le usanze del periodo in esame, non è stato difficile. Per me è stato anzi una sorta di “esorcismo”, di sradicare da me stesso la paura che a mio nipote possa accadere qualcosa che ho già incontrato per mestiere.

Ma ora rispondo a tutti i commenti, mi sembra corretto.

@Fante Scelto : mi ha fatto sorridere pensare di averti tolto il sonno. Si, la mia tendenza è quella di far intuire al lettore i vari indizi che lascio nella mia costruzione di un racconto. Quando poi, dopo molti commenti ai lavori dove mi si imputava di non capire nulla ho provato a “aiutare” il lettore infarcendo i racconti di informazioni sono diventato “didascalico” a discapito della scorrevolezza e del carico emotivo. Devo ancora trovare la quadra. Sto imparando e tutti voi siete impagabili maestri. Il titolo, mannaggia! Non pensavo pesasse così tanto, e a mio parere aveva un significato. Ma curerò meglio anche questo aspetto nei prossimi racconti.

@miichiiiiiiiii : anche io ho qualche dubbio che sia pienamente “monologo” questo lavoro. La punteggiatura, argomento particolare. In effetti c’è una frase dove sovrabbondo di punti e virgola sbagliati. Ciò è dovuto a un inserimento dell’ultimo momento, per far capire al lettore l’età dei bambini schiavi, quando ormai era tardi per apportarci il correttivo. Per il resto della punteggiatura, ovviamente è perfettibile ma è anche un segno distintivo dello scrittore che, una volta imparate le basilari regole, poi le interpreta a modo proprio. Ricordo quando lessi il Vangelo Secondo Gesù Cristo di Saramago che odiai l’impegno a cui mi costrinse per entrare nella sua punteggiatura inesistente. Il mio utilizzo del punto e virgola al posto del punto (che risolverebbe molti dubbi) ha un suo perché, ma è un punto di vista personale.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Il muro di parole è dovuto alla mia poca pratica con questo sito. In realtà, nel formato word che ho spedito c’erano spazi di una riga in vari momenti, poi non comparsi nella pubblicazione on line. Ora so, per i prossimi lavori, che perché emergano dovrò dare almeno due spazi dove intenderò staccare. Come sto facendo ora. Nel secondo tuo messaggio mi indichi ciò che anche altri hanno rilevato, i periodi troppo descrittivi della vita sociale del periodo, e anche li devo mettere mano per far combaciare l’aiuto al lettore e la prolissità con il quale farcisco i miei testi. Ho ancora molto da imparare.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Alcuni, come te, mi hanno fatto notare la poca attinenza ai paletti del giardino e dell’infermiere. Sono poco d’accordo con te. Nel giardino Claudius sta morendo, lì accudito e lì morrà per un evento estraneo alla malattia stessa.  L’infermiere (che non poteva essere uno schiavo qualsiasi) adoperava comunque dei rimedi e delle giaculatorie che aveva imparato dal suo “padrone” medico. Ma il lettore ha sempre ragione, e siccome più di uno ha sollevato la questione ne devo prendere atto. Si, hai ragione anche sulla eccessiva quantità di nozioni sugli usi e costumi del periodo. Preso nota dei refusi che cortesemente mi hai segnalato.

@Byron.RN . Eh! Lì non posso farci nulla. Così come personalmente, per gradimento letterario, ho premiato i monologhi e i racconti storicamente più indietro nel tempo, capisco che ad altri certi scritti risultino indigesti.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Poco da spiegarti, il racconto ti è piaciuto. Nel merito della frase che ti ha messo in difficoltà, pensavo che avendo chiamato il primo bambino – schiavo Primus e avendo specificato che “lui” era il più minuto dei bambini già comprati, venisse naturalmente associato a quel “lui” Decimus, ma prendo atto che non è stato così e apporrò le modifiche opportune.

@Danilo Nucci . Hai ragione, citazioni e riferimenti storici sono troppi. Nel mio intento servono a far entrare il lettore nell’ambientazione corretta ma anche li devo trovare una misura. Ti ringrazio sugli appunti preziosi che mi segnali. Ne ho preso nota.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Indichi come punto forte del testo la descrizione della malattia. Lo stesso argomento, in altri, è stato visto come un difetto. Siamo lì lettori con differenti sensibilità. Sono d’accordo che il racconto è a metà tra autobiografia e monologo. Lo stile oscillante tra citazioni dotte ed espressioni colloquiali è voluto, immaginando (ma non l’ho fatto capire) momenti di quiete dalla tosse ad altri più immediati di “mancanza di fiato”.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Anche qui, mi si contesta poco. Non ho motivo di dilungarmi se non di condividere la costruzione del racconto con frasi più scarne e immagini più nette. Il titolo, mannaggia!

@Tommybean . Non posso che chiederti scusa. Sapevo, pubblicando questo testo, che avrei causato ad alcuni fastidio. In effetti questo racconto è stato in bilico, non sapevo fino all’ultimo se pubblicarlo, proprio perché l’argomento era forte e il pubblico di DT non conosce ancora l’autore. Vorrei chiederti di leggere altri miei racconti, dove forse puoi prendere atto dei valori che credo di avere, ma a prescindere da questo chiedo sinceramente scusa a te e a chi ho infastidito. Ho anche colto il tuo “messaggio” di avermi premiato nella cinquina, ho apprezzato la tua eleganza nell’assegnarmi un voto “pacificante” che probabilmente non meritavo. Grazie, mi piace l’eleganza e in questo caso la tua eleganza.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Mi è piaciuto tantissimo il tuo commento, pur cogliendo che l’argomento “pedofilia” ti abbia infastidito. A livello conscio non avevo costruito il personaggio pensando alla realtà dei social odierni. Hai perfettamente ragione sugli arazzi. Intendevo affreschi, non è una mancanza di conoscenza, ma refusi dovuti al prima errore poi proseguito. Ho preso nota delle tue “pulci” che in parte condivido.

@Molli Redigano . Anche a te posso dire poco, visto il gradimento del testo. Secondo me hai centrato bene gli aspetti che volevo far emergere nel mio racconto. Le passioni, la cultura e il sesso come motori principali della vita di Claudius. Ho anche un po’ descritto un personaggio così, vero, che mi è rimasto impresso nella mia attività lavorativa, con la sua villa ricca d’arte, di splendida musica, un impianto stereofonico valvolare incredibile, una morale schifosa. Ok per il casting. Trovatemi voi il titolo ad hoc.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Sei il secondo tag più difficile da scrivere, dopo quello di michiiii!!!!!!!!!!!!. Si, ho rischiato di sollevare un polverone. Ne ero conscio. Mi è dispiaciuto quando, anziché il racconto o il tema trattato, è stato messo in dubbio l’autore ma anche a questo ero preparato. Non sollevi appunti negativi, quindi non necessita di spiegazioni.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Anche taggare te non è cosi immediato. Si, punteggiatura, qualche refuso, ma non mi sollevi appunti e non sento la richiesta di specifiche nel tuo commento. Va bene così, compreso il gradimento alla scelta delle parole antiche.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Ho cercato di rendere questo racconto equilibrato, ancor più per la delicatezza dell’argomento affrontato. Mi piace che sia stato notato da te. Come è nata questa storia, beh! L’ho spiegato sopra. Del “De Rerum Natura”, che conoscevo solamente per essermici imbattuto nelle varie letture, me ne sono innamorato e l’ho approfondito dopo che mio figlio mi ha regalato il libro “Il Manoscritto”. Il libro di Lucrezio non è un libro facile da leggere, ma quando ci si entra dentro è meraviglioso.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Nella nuova versione del racconto semplificherò il testo, ne sono convinto. Ho preso nota di tutti i tuoi appunti, verranno utili quando riscriverò il testo definitivo. Sapevo del dubbio tra l’agosto e l’ottobre, ma essendo appunto un dubbio storico e servendomi il paletto temporale ho scelto di avvalermi del dubbio. Quello che mi mancava, come avete rilevato te e Petunia, è che Ercolano è caduta due giorni dopo Pompei e come è avvenuta la morte dei suoi abitanti. Infatti riscriverò il racconto ambientato a Pompei. Borboglii…io stesso, a volte, mi chiedo da dove arrivino certe parole.

@Arianna 2016 . Mi è piaciuto tantissimo il tuo riferimento al film di Spielberg e alla frase appesa alla sala insegnanti. Accolgo il tuo invito a sfoltire le parti enciclopediche. L’unico termine latino, mi pare, sia “domus” ma proverò a rileggere. Prendo atto dei tuoi rilievi, ne terrò conto in fase di riscrittura.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Con un commento essenziale e efficace hai ben descritto il tuo pensiero sul racconto. Tornano a bomba le disgressioni storiche, e prendo atto dell’infermiere praticone che, in effetti, già prima della pubblicazione mi aveva lasciato col ciglio sopralzato. Il titolo, lo so, il titolo.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Lo so, con la punteggiatura ho un rapporto di odio / amore, ma soprattutto una presunzione sciocca, di poter usarla a mio piacimento. Mio figlio mi accusa di scrivere come Umberto Eco ma, poi specifica, non sono Umberto Eco. Ciò vuol dire allevare una serpe in seno. Però ti ringrazio di aver posto in alto alcuni aspetti che non erano emersi dagli altri commenti: 1. Che il personaggio continuava a chiedere conferme perché sapeva, in cuor suo, di essere “mostro”; 2. Che chiamava i suoi bambini – schiavi numerandoli, che a prescindere da un suo gusto “roman(t)ico” per lui erano solamente numeri.

@gemma vitali . Mi spiace averti lasciato un senso di vuoto. Ti chiedo venia. Spero sia il racconto in sé a provocarti questo e non un giudizio sull’autore.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Anche tu hai capacità di scrittura incontestabili. E anche il tuo commento è scritto davvero bene, troppo carico di…(vale tutto il resto che hai scritto). Mi spiace non esserti giunto, mi guarderò dentro per capire perché il tuo commento mi sia entrato così “dentro”.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Mi è piaciuto molto il tuo accostare il racconto a quello di Nabokov. Ti ringrazio per l’apprezzamento.

@Antonio Borghesi . Non volevo (forse si, ci penserò) mettere un piede sul podio. Comunque si gareggia, si cerca nel nostro scrivere di avere riscontri e conferme.  Da molti quelle conferme le ho ricevute, anche da te. Forse non parlerei di ironia ma di senso drammatico del grottesco, sempre che possa esistere un dramma grottesco.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Già il fatto che allunghi la vita a Claudius di due secondi permettendogli di terminare il versetto di Lucrezio, e quindi di allungare la sua agonia, merita un premio. E comunque Claudius, se è riuscito a volte a sembrarti più umano, vuol dire che oltre che essere un personaggio discutibile è anche un gran bravo affabulatore. Ho apprezzato.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Ti nomino mio cavaliere per difendere il mio onore. Il tuo riferimento alla Arendt, che adoro, apre una serie di significati che volevo proprio dare a questo racconto. Punteggiatura, sigh! Nozioni, sigh! Grazie.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Hai ragione, è lungo. Ho sempre timore che se non spiego non giungo, e invece rischio di tediare. L’infermiere, pur se segnalatomi anche da altri, e pur essendo ininfluente perché già c’era il pittore, eppure non lo vedo superfluo, se per superfluo intendi che poteva anche non esserci. Serviva a scandire il tempo quando a Claudius tornava la tosse, sbarellava, perdeva il controllo e parlava più immediato dimenticando la sua cultura di cui era tronfio. Ma stava a me far giungere pienamente tutto ciò e non ci sono riuscito, quanto meno con te. Però prendo atto che ti è piaciuto.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Come ho già detto a Byron.RN, sui particolari gusti che abbiamo non posso farci nulla. Vale ancor di più che l’abbia letto, commentato e, nel tuo possibile data la forma, apprezzato.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Ti racconto un segreto, che non devi rivelare a nessuno. Hanno provato a spiegarmi in tanti come accentare la È maiuscola, quella sturiella del 0200, ma non ci sono mai riuscito. Ormai, per risolvere, la scrivo minuscola, la seleziono e poi vado al comando per trasformarla in maiuscola. Ma è una soluzione che ho trovato dopo aver pubblicato il racconto. Sarà il nostro piccolo ma importante segreto, nessuno deve saperlo. Condivido tutto quanto hai scritto, compreso l’eccessiva lunghezza.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] . Non conosco la serie Midhunter, mi hai incuriosito. Il tuo è un bel commento, come altri che assieme a te ringrazio.

@The fallen . Il nostro Signore e Donno (così Archie Goodwin chiamava il suo datore di lavoro Nero Wolf) ha sentenziato. Eppure ha raggiunto, col suo commento, vertici di crudeltà a cui io non potrei mai arrivare, descrivendo Claudius un “manico pedofilo”. E capisco il finale del suo intervento: i manici di legno bruciano lentamente. Non in eterno però.

Alla prossima, tra pochi giorni. Siete tutti bellissimi.



Ultima modifica di digitoergosum il Ven Mag 07, 2021 8:11 am - modificato 2 volte.

38Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Gio Mag 06, 2021 10:42 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Ma vengo al mio Ercolano. Questo racconto è nato da solo, per alcuni input che mi sono arrivati. In primis, i paletti. Con mia moglie stiamo preparando un viaggio istruttivo per le sue / nostre nipotine (figlie di suo fratello) a Pompei e Ercolano. Per questo, per essere preparati come accompagnatori, abbiamo approfondito le vicende storiche del periodo, pertanto quando ho visto il paletto temporale ho deciso di vertere su quello dell’eruzione del Vesuvio. Perché ho scelto l’argomento pedofilia? Quello è più complesso da spiegare. Ci provo. Sono diventato nonno, non avete idea di quanto sia emozionato, da circa sei mesi. Stavo rileggendo un bellissimo libro che mio figlio mi ha regalato, Il Manoscritto di Stephen Greenblatt, che parla del ritrovamento nel 1400 del libro di Lucrezio che si credeva perso e di successivi ritrovamenti di papiri danneggiati ritrovati a Ercolano con frammenti del De Rerum Natura. In quel mentre mio figlio mi ha confidato di vivere la paura che alla sua creatura possa accadere, nel corso della sua futura vita, qualcosa di brutto. A questo devo aggiungere che nella mia attività investigativa quarantennale nell’Arma dei Carabinieri mi sono imbattuto nelle più disparate attività criminali, anche nella pedofilia, e un aspetto fondamentale della mia tecnica riguardava il provare a immedesimarmi nel profilo psicologico delle persone che ricercavo per consegnarle alla giustizia. Le indagini sulla pedofilia sono estremamente facili, perché è la vittima stessa che indica i propri aguzzini. Più difficile è organizzare l’impianto probatorio e accusatorio. Costruire il personaggio Claudius, per quanto emotivamente impegnativo, dal punto di vista psicologico, collegando le mie esperienze lavorative, le paure di mio figlio e le usanze del periodo in esame, non è stato difficile. Per me è stato anzi una sorta di “esorcismo”, di sradicare da me stesso la paura che a mio nipote possa accadere qualcosa che ho già incontrato per mestiere.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ti ringrazio per questa bellissima spiegazione, emozionante e coinvolgente quanto il racconto per quanto è vera e sentita.

39Ercolano - Pagina 2 Empty Re: Ercolano Gio Mag 06, 2021 10:58 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Sicuramente te ne sei accorto anche tu, ma non ho mai lontanamente pensato che il racconto fosse fuori luogo, anche perché sapevo bene che nella Roma classica c'era chi usava i bambini come schiavi sessuali. Hai fatto benissimo a mandarlo.

Aggiungo una cosa che non ho notato al momento del mio commento in gara ma che invece è importante: nonostante tutte le spiegazioni (secondo me sovrabbondanti) che hai messo dentro, sei riuscito a non inserire un giudizio che sia uno. Il personaggio l'hai presentato così com'è, hai lasciato a noi lettori di giudicarlo e questa è una cosa che non è scontata e immagino che non sia stata nemmeno facile da fare. Per questo ti faccio i complimenti.

https://linktr.ee/Achillu

Contenuto sponsorizzato


Torna in alto  Messaggio [Pagina 2 di 2]

Vai alla pagina : Precedente  1, 2

Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.