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Eran trecento e... sono ancora vivi

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Messaggio Da Susanna Mer Nov 16, 2022 11:38 am

Per una che ama i tomi da 300 pagine, che per una rooms parte da minimo 24000 caratteri, 100 parole... ma figurati.
Prima di dire: non ce la faccio, ho provato qualcosa. A voi!



Le foglie raccontano
 
Una splendida tavolozza di colori autunnale volteggia in aria con eleganza, trasformandosi in un frusciante tappeto ai piedi di un giovane albero.
Le foglie si accartocciano, stringendo un ultimo calore settembrino.
Diventeranno nutrimento per la linfa che, prepotente, a primavera nutrirà nuove fronde ombrose, dai colori brillanti.
Foglie vive, esuberanti.
I miei pensieri, dai colori smorti, cadono pesanti, si accartocciano quasi dolorosamente, lasciando fuggire ricordi preziosi.
La mia linfa, ormai debole, forse nutrirà solo piccoli rami e foglioline dal verde stanco, che al primo sentore di freddo cadranno, senza rumore. Il vento le porterà lontano, assieme a lacrime ormai inutili.


Affari stenografici

«Ho deciso cosa farò da grande.»
«Però!» Tono sarcastico: per mio padre a venticinque anni si è grandi da un pezzo.
Pausa teatrale.
«Investigatrice.»
Funziona: la sua mole diventa una gelatina tremolante.
Ride, quasi soffoca, paonazzo.
Si riprende.
«Clienti?» Dritto al punto monetario.
«Al momento una. Tua moglie.» La gelatina cementifica.
«Quanto?»
«Ventimila.» Contrattare con una decina di foto come spalla è facile, ma scendo a diecimila.
Fine primo atto.

Secondo atto: mia madre. Neanche lei è una santarellina.

Concludo la giornata con ventimila euro in tasca.
Chi sono io?
Una brava ragazza: mi chiamo Artemisia e sono una nana.



La mia roccia

Mi hai allontanata quando dovevo ritrovare me stessa, ma non era indifferenza.
Eri sempre un passo avanti a me, quando il mio incedere era lento, senza allungarmi la mano. Era aiuto, non abbandono.
Abbiamo ascoltato i nostri silenzi grigi di dispiacere.
Hai preferito il silenzio a parole inascoltate.
C’eri sempre stato, ma non ti vedevo più al mio fianco. Mi ascoltavi: io non riuscivo ad ascoltarmi.
Eri lì quando la strada ha perso i ciottoli appuntiti.
Hai afferrato la mia mano quando il mio passo è stato più sicuro.
Camminiamo ancora a fianco, come abbiamo sempre fatto, mano nella mano.

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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"
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Messaggio Da M. Mark o'Knee Mer Nov 16, 2022 4:25 pm

Ok, e tanto per tenersi in allenamento, dato che si deve anche commentare, provo a sparare qualche riga sui tuoi 3x100.

Le foglie raccontano
Mi è piaciuto molto, per le descrizioni evocative che hai usato e per l'interessante parallelo/opposizione fra le foglie "esuberanti" e nutritizie e i pensieri "pesanti", scoloriti, che si disperderanno inutilmente, "come lacrime nella pioggia".
Ho trovato molto intensa la frase "lasciando fuggire ricordi preziosi": il dolore (qualunque esso sia) è così profondo che anche i ricordi, anche quelli più belli, non riescono a stemperarlo.
Un'ottima prova.

Affari stenografici
Un testo molto ironico, a tratti dissacrante verso una famiglia piuttosto borderline, nel quale la figlia impara l'arte e non la mette certo da parte.
L'ho trovato un po' sbilanciato fra i due atti. Qualche parola in più nel secondo, con la madre, e avrebbe trovato un buon equilibrio.
E qualche parola in più poteva arrivare terminando il 100 con "Concludo la giornata con ventimila euro in tasca". Perché, scusami, proprio non ho afferrato l'importanza di specificare che la ragazza si chiama Artemisia e sia una nana. Anche se il suo essere "ristretta" giustifica il titolo: tale il testo quale la protagonista.

La mia roccia
Piaciuto molto anche questo. È forte la componente psicologica, la capacità del compagno di agire nel modo giusto nei confronti del narrante (non sto a specificare femminile e maschile); ed è altrettanto forte l'abilità del narrante di capire le intenzioni del compagno, tanto che "Camminiamo ancora a fianco, come abbiamo sempre fatto, mano nella mano". Sta proprio in quel "come abbiamo sempre fatto" la chiave di tutto: l'agire del compagno era uno stimolo, non menegreghismo, e il narratore lo ha capito perfettamente.
Un unico, piccolo, appunto.
Al posto di "Era aiuto, non abbandono" direi "ma non era abbandono". Stesso numero di parole e bell'effetto di quasi-eco con la frase sopra ("ma non era indifferenza").

Complimenti
M.
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Messaggio Da Susanna Mer Nov 16, 2022 5:02 pm

M. Mark o'Knee ha scritto:Ok, e tanto per tenersi in allenamento, dato che si deve anche commentare, provo a sparare qualche riga sui tuoi 3x100.

Affari stenografici
Perché, scusami, proprio non ho afferrato l'importanza di specificare che la ragazza si chiama Artemisia e sia una nana.
Grazie per il passaggio e i commenti che hanno colto quello che intendevo dire.
Per "Affari stnografici": Artemisia è un nome che rimanda ad Artemide, la dea della caccia e lei vuole essere investigatrice, quindi dare la caccia a qualcuno o qualcosa.
Nana? Vedi la prima frase: ho deciso cosa farò da "grande"... un piccolo gioco di parole.
Un incipit per un racconto che mi si era presentato che avevo già la testa sul cuscino e puff... smemorizzato.

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Messaggio Da Petunia Gio Dic 08, 2022 8:08 am

Ciao  @Susanna. Mi hai fatto ridere… non per i testi che Ora commenterò ma perché ne hai pubblicati ben tre! Va bene cento parole, ma minimo tre racconti! Mi è parso un buon compromesso.
Detto questo sono tre mini racconti che racchiudono tante qualità.
Nel primo c’è la poesia, la dote di osservare il mondo circostante con gli occhi del poeta, appunto. Mi è piaciuto molto.

Nel secondo c’è l’ironia, la voglia di divertirsi e divertire. Il racconto, a mio parere, necessita ancora di un po’ di lavoro. Ci sono informazioni non utili e con solo cento parole a disposizione non ci si può permettere.
Gia La suddivisione in atti costa varie parole, il secondo atto è monco non può bastare “non è una santarellina”. Non capisco perché sia determinante il fatto che la protagonista sia nana, a esempio.

Il terzo è introspettivo. Una riflessione personale sulla propria vita di coppia. Si legge “dal buco della serratura” con rispetto dei sentimenti altrui. È una dichiarazione d’amore delicata, ma non è un testo universale proprio perché molto intimo. Comunque mi è piaciuto tanto il messaggio che veicola.
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Messaggio Da Susanna Gio Dic 08, 2022 10:25 am

Petunia ha scritto:Nel secondo c’è l’ironia, la voglia di divertirsi e divertire. Il racconto, a mio parere, necessita ancora di un po’ di lavoro. Ci sono informazioni non utili e con solo cento parole a disposizione non ci si può permettere.
Gia La suddivisione in atti costa varie parole, il secondo atto è monco non può bastare “non è una santarellina”. Non capisco perché sia determinante il fatto che la protagonista sia nana, a esempio.
Grazie per la lettura: sono stati esercizi più che altro.
Il primo e il terzo, beh in quel che scriviamo a volte mettiamo anche nostri stati d'animo o sensazioni che arrivano anche da un tappeto di foglie secche (che magari devi ammucchiare): capita di scriver cose senza curarsi se arriveranno o meno a tutti, altrimenti è un po' come scrivere a comando, volendo piacere a tutti e a tutti i costi.
A volte si scrive per sè stessi, per vederci magari a distanza di tempo come eravamo, come la stessa immagine la si veda in modo diverso.
Nel  secondo, il fatto che abbia indicato che Artemisia è nana: un piccolo gioco di parole. All'inizio lei dice che ha deciso cosa farà da grande... anche in un altro commento questo gioco non è stato capito, ma va bene così.

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Messaggio Da Ospite Mer Dic 14, 2022 10:47 am

Profonda e intensa la prima ondata di scrittura e nella metafora di quel sentirsi d'aver superato una barriera d'età si ritrovano tutte le incertezze che la vita può e forse deve concedere. La rinascita in nuova forma e quel nutrimento in divenire sono gli elementi portanti del pensiero che in parte riescono ad alleviare "l'autunnale angoscia".
E dall'autunno si passa all'auto tune da racconto con un andamento rappato e pappato che sfoglia album e monetizza nano grafie di ottima famiglia on the road for being alive. Ironia in stale rap che non dispiace affatto.
Quando si impara a correre col sostegno ma senza sostegno in realtà i ciottoli son meno appuntiti. Detto in vulgaris loquere "Il medico pietoso fece piaga verminosa" che detto così non è molto elegante ma che nella realtà funziona. Sapere su chi contare aiuta ma ciò non significa appoggiarsi in tutto e per tutto a qualcuno. Ciao bella scrittrice alla proxima.

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