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Derby in famiglia

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1Derby in famiglia Empty Derby in famiglia Mer Apr 07, 2021 9:07 pm

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Quando Alfredo aprì gli occhi la mattina dell'undici luglio 1982, la prima cosa che pensò fu che, in un modo o nell'altro, tutto sarebbe ritornato alla normalità. Tutto ciò gli generava un forte senso di malinconia, però allo stesso tempo lo rincuorava. Per l'italiano medio malato di pallone(e lui era l'italiano medio malato di pallone per eccellenza) il mondiale rappresentava il culmine di un'attesa lunga quattro anni, quasi millecinquecento giorni spesi ad aspettare inconsciamente l'arrivo del massimo torneo, una bolla nella quale galleggiare e vivere al di sopra di tutto e tutti per quattro settimane.
Se poi, come in quel caso, l'Italia raggiungeva la finale e, se come ogni italiano si aspettava, l'incontro fosse culminato con la conquista del titolo, ci si poteva crogiolare una notte intera in una sorta di delirio di onnipotenza, dove soltanto per poche ore anche l'impossibile sarebbe stato possibile. Ogni patema e angoscia dimenticati.
Alfredo allungò le braccia e si stirò, augurandosi di poter tirare fuori il tricolore dallo sgabuzzino e portarlo a sventolare in giro per Roma a bordo della sua Alfa Sud rossa. Sbadigliò. Era esausto. Non vedeva l'ora che arrivasse agosto e le tanto agognate ferie per riposarsi. Sì perché, come ogni malato di calcio, non si limitava a seguire solo le partite dell'Italia, ma anche tutte le altre! Non poteva di certo perdersi incontri interessanti ed equilibrati tipo Ungheria-El Salvador(come no,  proprio una partita in bilico quella, conclusasi sul punteggio di 10-1 per i magiari). Seguire il mondiale era stancante come lavorare! A proposito di lavoro, giugno, con tutte quelle partite dei gironi, era stato massacrante e lui era riuscito a consegnare il materiale giusto per il rotto della cuffia. Se possibile luglio buttava ancora peggio. Lavorava come disegnatore e sceneggiatore per il fumetto Homo Erectus, un mensile erotico che tirava parecchio, soprattutto tra gli adolescenti. Per quel mese non aveva ancora uno straccio di idea e la cosa iniziava ad angosciarlo. A essere sinceri una cosa pronta c'era, ossia il titolo del nuovo numero: Erezione a catena. Gli era venuto in mente qualche giorno prima, quando era stato coinvolto in un maxi tamponamento sulla Via Ostiense. Era sceso dall'auto e qualche metro più avanti, al lato della strada, aveva visto due ragazze dai lunghissimi capelli biondi che cercavano di sistemare la catena che si era sfilata dal loro tandem. I sederi delle due creature si dimenavano leggiadri all'interno dei pantaloni di jeans, attillati all'inverosimile. Si era formato un piccolo capannello, con una mezza dozzina di uomini che stavano cominciando a esternare apprezzamenti di una volgarità unica.
«E su, aiutiamole, invece de dì fregnacce! Ci dobbiamo sempre far
riconoscere» aveva detto Alfredo avvicinandosi alle due ragazze in difficoltà. «Avete bisogno d'aiuto? Can i help you
A quella richiesta le due creature si erano voltate, esibendo un dolce sorriso incorniciato in un pizzetto sale e pepe. Erano due uomini di mezza età! Il tempo parve fermarsi un istante, non più di tre o quattro secondi, poi un'esclamazione giunse a rompere quella sorta di sospensione innaturale, riportando tutto alla realtà.
«Ma li mortacci» aveva esclamato un tizio dal centro del capannello e, subito dopo, era seguito una sorta di fuggi fuggi generale. Anche Alfredo, dopo aver biascicato un “sorry”, era risalito in auto e si era allontanato a tutta velocità, ripromettendosi di non passare mai più per quella strada.
 
«Ingrid» chiamò Alfredo, allungando la mano verso l'altro lato del letto e sballottando la sua compagna. «Svegliati.»
Lei rispose con un mugolio assonnato, mentre lui continuò a scuoterla.
«Dai svegliati, è tardi. Ho bisogno del tuo aiuto.»
«Che vuoi? Lasciami dormire» ciancicò la donna, nascondendo le parole in uno sbadiglio.
«Dai, vatti a mettere la divisa, ho bisogno d'ispirazione. Questa volta senza il tuo aiuto non combino nulla.»
La donna sbuffò platealmente, poi si alzò dal letto, sacramentando nella sua lingua madre.
«Sai che non mi piace quando dici le parolacce in tedesco. Non le capisco. Usa quelle romane che le conosci.»
Ingrid si bloccò sotto lo stipite della porta della camera, poi si voltò, fulminandolo con gli occhi. «Non ho pronunciato nessuna parolaccia, ho soltanto detto di avere sposato un pervertito. Lo sai che non dico parolacce, in tedesco poi! Ahò, sei proprio de coccio, in culo te c'entra, ma in testa no.»
Alfredo sorrise e le mandò un bacio con la mano. Mentre Ingrid si preparava in bagno, lui tirò fuori dal cassettone l'album da disegno e le matite pastello, quindi preparò il caffè. Era già successo un paio di volte che, trovandosi a secco d'ispirazione, aveva sfruttato la moglie come modella erotica. Il punto cruciale di ogni lavoro era la copertina, perché per lui era sempre da lì che partiva ogni cosa. Una volta che riusciva a cogliere l'anima dello schizzo iniziale, poi tutto procedeva in discesa, storia e disegni scaturivano da soli, senza più alcun rallentamento.
Ingrid e Alfredo presero il caffè lì nel letto, poi la donna si alzò e raggiunse la finestra.
«Come mi devo mettere?» disse con una punta di disagio nella voce. Si trovava un po' in imbarazzo a posare in quel modo, ma non se la
sentiva di abbandonare il marito alle sue difficoltà. È vero, era un gran pervertito, però lo amava.
«Mettiti di lato e appoggia la gamba sinistra sulla sedia. Tira su la gonna, mostra la coscia e guarda verso di me.»
Alfredo, con la schiena appoggiata contro la testata del letto, cominciò a tracciare rapide curve sul foglio bianco. Non sapeva ancora cosa ne sarebbe uscito, però intanto qualcosa si era smosso, sul foglio e sotto il tessuto delle sue mutande. Adorava sua moglie e con addosso la divisa da infermiera era eccitante come non mai. 
«Pensa se in questo momento mi vedessero i colleghi del Fatebenefratelli» esclamò Ingrid nervosamente. «Che vergogna. A proposito, non fare come l'ultima volta, cambiami almeno il viso. Non voglio rischiare di essere riconosciuta.»
«Perché, i tuoi colleghi d'ospedale leggono Homo Erectus? Me cojoni, la cosa m'inorgoglisce tantissimo.»
«Non fare l'idiota! È solo un mio scrupolo. Figurati se quelli leggono le tue porcherie.»
«Vabbè, vabbè, sarà come dici tu, ma tira su quella gonna, non farti tirare la calzetta. Falle vedere quelle cosce, a Monaca de Monza.»
«Certe volte mi chiedo perché ti ho sposato» rispose la donna mettendo su il broncio.
«Ce lo so io perché» contrattaccò lui con fare allusivo. «Brava così, non cambiare espressione. Incazzata ti voglio. Sei perfetta, sexy da morire.»
Alfredo faceva scorrere la mina sulla carta con velocità e delicatezza, con l'immagine della copertina e l'embrione della storia che cominciavano a prendere una forma precisa nella sua mente.
«Ma sei così sicura che nessuno legga i miei capolavori? Neppure quel segaossi del primario del tuo reparto? Io già me lo vedo nascosto nel  bagno col giornaletto tra le mani, prima di un'operazione.» 
«Chi? Il professor Ceciotti? Ma che cazzo stai a dì? Quello è un luminare, opera anche in America.»
«E meno male che non dicevi parolacce, Ingrid.»
«Sì, vabbè...» fece lei, salutando con la mano e abbandonando la sua postazione.
«Tesoro, ma dove vai?»
«Me sò rotta» disse, spogliandosi e abbandonando la camera da letto. Sotto la divisa bianca era completamente nuda.
Alfredo la guardò sparire verso la zona giorno, dopodiché gettò il blocco da disegno sul letto e, come il protagonista di una delle sue storie, la rincorse con sguardo allupato.
 
Trascorsero l'intero pomeriggio a letto, in totale relax, a fare l'amore
come due ragazzini innamorati e a ricordare il passato in attesa della finale mondiale.
«A che punto sei con la storia?» chiese lei, accarezzandogli il petto ricoperto da tre quarti di foresta amazzonica.
«Ho tutto in testa. In una decina di giorni dovrei riuscire a completare tutte le tavole. Grazie dell'aiuto.»
«Sono contenta» continuò Ingrid. «Ti ricordi il giorno in cui ci siamo conosciuti? Indossavi quel costume buffo.» La donna si lasciò scappare una risata e lui si unì a lei.
Si erano incontrati al Lido di Ostia a metà degli anni settanta: lei un'altoatesina in vacanza con le amiche, lui un coatto senza arte né parte, sempre alla ricerca di avventure. Due figure agli antipodi che per uno strano scherzo del destino si erano trovate.
«Quegli slip leopardati erano di una cafonaggine unica. Con quell'assurdo rinforzo sul davanti. Io e le mie amiche abbiamo riso per giorni. Ma come ti è venuto in mente?»
«Lo sai che non ho mezze misure. Sono un megalomane, mi piace fare le cose in grande.»
Risero ancora. Era tanto che non passavano una giornata così spensierata, colma di complicità. Lei gli accarezzò il viso.
«Hai dei bellissimi occhi. Sono la prima cosa che ho notato di te, a parte il costume, s'intende. Di me invece cosa ti ha colpito? Non me l'hai mai detto.»
Alfredo ci pensò un po' su, non voleva essere banale.
«La tua mentalità» rispose alla fine. «Mentalità tedesca.»
«Come la mia mentalità!» esclamò Ingrid stupefatta.
«Sì, la tua mentalità, quella mistura di decisione e pragmatismo che è difficile da trovare nelle ragazze mediterranee. Infatti me l'hai smollata subito alla prima uscita. Questo mi ha colpito moltissimo.»
«Aò, stai a pattinà sur filo der vaffanculo. Sei il solito pervertito senza un briciolo di romanticismo.»
«Dai che stavo scherzando! Lo sai che non sono uno sdolcinato.»
Alfredo guardò l'orologio:erano le sei passate. «Allora, hai deciso per chi tifare stasera?» le chiese d'un tratto.
«Ma che scherzi? Tiferò Germania, avevi dei dubbi?»
«Ma come Germania? Va bé che sei nata a Bolzano, ma sono sette  anni che abiti a Ostia...T'ho pure insegnato a parlà romanesco che me pari una de Trastevere. Come se fa a tifà per quei magnasarsicce?»
«Come faccio? È questione di mentalità. Mentalità tedesca. Che c'è? Mò nun te sta più bene?»
«Va bé, ho capito, vado a preparà che è mejo.»
 
Alfredo aveva deciso di godersi la finale a casa propria, in tranquillità,    
dopo le vicissitudini delle partite precedenti. Il girone eliminatorio era stato una rottura di palle galattica, con tre pareggi deludenti. Aveva visto gli incontri al bar, con gli amici, e per digerire quel concentrato di noia assoluta aveva dilapidato quasi mezzo mensile in birre e maraschini. Poi c'erano state le sfide con Argentina e Brasile, gare epiche, bellissime, ma dai risvolti folli. Le aveva seguite a casa di suo fratello Cesare, col quale era quasi venuto alle mani nel dopo partita con l'Argentina. Cesare, ancora euforico per la vittoria, aveva voluto riproporre con lui la marcatura di Gentile su Maradona e il risultato era stato così realistico che Alfredo si era ritrovato con la Lacoste nuova a brandelli. Coi brasiliani, per evitare problemi, aveva tolto la maglietta, restando a torso nudo. Il primo tempo era filato via liscio, un'emozione dietro l'altra, il secondo invece aveva assunto i toni della tragedia. Sarà stata la tensione per il risultato in bilico, le troppe birre gelate, oppure il ventilatore che gli sparava aria fredda direttamente sulla pancia, insomma, nei successivi quarantacinque minuti aveva fatto la spola tra il divano e la tazza del cesso, con l'intestino in subbuglio, scosso da una marea di sudori freddi e con in sottofondo le risate impietose di quella carogna del fratello.
Infine la semifinale con la Polonia, a casa del suo vecchio. Lì tutto era stato nella norma, con suo padre che bestemmiava a ogni passaggio sbagliato e sua madre che dopo ciascuna imprecazione si faceva il segno della croce. Sua madre era molto religiosa e Alfredo, guardandola di sottecchi, aveva avuto come l'impressione che stesse segretamente tifando per i polacchi, come per una sorta di devozione nei confronti di papa Wojtyla.
«Che stai facendo?» chiese Ingrid vedendolo trafficare col televisore.
Alfredo, tramite un accrocco impossibile di spine e prolunghe, era riuscito a posizionare l'apparecchio di fronte alla portafinestra del salotto. «Stasera ci guardiamo la partita al fresco, in giardino. Le brandine coi teli sono già pronte, in mezzo il tavolinetto per gli stuzzichini e i beveraggi. Le birre e le tartine stanno già in frigo, manca solo di andare a prendere la pizza. Io prendo una romana, tu la solita wurstel e crauti, giusto?»
Ingrid scosse la testa, poi gli fece la linguaccia.
 
La partita iniziò come da programma alle venti. Lo stadio Santiago Bernabeu era una bolgia traboccante di spettatori. In tribuna autorità il presidente Sandro Pertini, re Juan Carlos di Spagna e il cancelliere tedesco Helmut Schmidt erano maschere impenetrabili.
«Dai Sandrino, che li sfragnamo sti crucchi.» urlò Alfredo già in pieno clima partita, agguantando una Peroni dal tavolino.
In sottofondo, accanto alla voce del telecronista Nando Martellini, il canto gioioso e ossessivo delle cicale galleggiava soporifero nell'aria umida. L'andamento iniziale dell'incontro fu abbastanza piatto, senza sussulti, almeno sino a metà del primo tempo, quando Bruno Conti venne atterrato in aria.
«Rigore! Arbitro, rigore! Ma che lo vuole ammazzare quello» gridò Alfredo saltando in aria come una molla. «Tesoro, preparati a prendere il primo» disse poi rivolgendosi a Ingrid.
Purtroppo però Cabrini calciò fuori il rigore, facendo eclissare l'Italia intera in una cappa di sconforto. Alfredo per la delusione perse l'equilibrio e cascò giù dalla brandina, facendo esplodere Ingrid in una risata irrefrenabile. La prima frazione terminò così come era iniziata, in maniera blanda. Durante tutto l'intervallo, Alfredo, all'apice del nervosismo, corse avanti e indietro per il giardino, saltando di tanto in tanto anche la sdraio, sotto gli occhi increduli della moglie. Poi finalmente iniziò il secondo tempo. Al gol di Rossi un boato di giubilo annientò l'aria e il canto delle cicale. Alfredo, come se fosse stato lui a segnare, si tolse maglietta e calzoncini e, con indosso solo lo slippino leopardato, si arrampicò sul cancello.
«Goooooo-ooooooo-oooooolllllll»gridò come un novello Tarzan, le mani posizionate ai lati della bocca, sotto lo sguardo sempre più allibito della moglie che assisteva alla scena con la bocca spalancata e le mani nei capelli. A quel richiamo selvaggio rispose gran parte della popolazione maschile della via. Nell'ordine: il ragionier Marchetti, impiegato alla filiale del Banco di Roma di Via Tuscolana, il dottor Bernabé, medico della mutua con una specializzazione in otorinolaringoiatria, Pino Palomba, detto Er Ruchetta, titolare di un banco di frutta e verdura ai mercati generali e per finire Jerry, l'alano dei signori Vincenzi.
Passarono solo una decina di minuti e il delirio si ripeté. Al secondo gol Alfredo parve cambiare fisionomia, acquisendo i lineamenti di Tardelli e, scuotendo i pugni, s'involò nuovamente verso il cancello: se possibile l'urlo  risultò  ancora più potente del precedente. Sui loro balconi il ragionier Marchetti, Er Ruchetta e Bernabé risposero a quel grido feroce, anche loro sventolando i pugni nella loro personalissima trasfigurazione in Marco Tardelli. Solo Jerry marcò visita.
«Jerry, Jerry, li mortacci tua, dove cazzo stai?» sbraitò come un indemoniato Alfredo. «Abbiamo fatto il secondo, Jerry, amico mio, vieni a festeggiare.»  
Finalmente, all'ennesima invocazione, l'alano si palesò davanti al cancello dei Vincenzi, alzandosi sulle zampe posteriori. Tre metri di cane! Con la bava alla bocca, fissò Alfredo negli occhi e gli ruggì contro, come a dire “aò, nun me devi rompe er cazzo”.
Alfredo scese dalla cancellata e tornò a sedersi sulla brandina,
visibilmente contrariato.
«Ma che ha quel cane? Mi ha ringhiato contro...Sembrava così simpatico» protestò con la moglie.
«E lascialo stare, porello. Matilde l'ha portato a castrare la settimana scorsa.»
«Ah sì? Per caso ha portato pure il marito? Fosse uscito una volta per esultare, quello!»
Potrà sembrare strano, ma al gol di Spillo Altobelli, come se fosse stato in grado di percepire quella malignità, Mirko Vincenzi si affacciò alla finestra facendo sventolare il tricolore.
«E sono tre, perdinci! A casa i tedeschi. Raus.»
Udendo quelle parole Alfredo entrò veloce in casa, tirò fuori dal ripostiglio la bandiera e corse in strada per sventolarla in sincrono col signor Vincenzi, in una sorta di festosa comunione. Nel frattempo era sopraggiunto anche Jerry, attratto dalla voce del padrone: prima si fermò sotto la finestra a fissarlo, come in attesa di qualcosa, di una ricompensa, poi, visto che non c'era trippa per gatti, puntò in direzione di Alfredo, pentendosene subito. Senza perdere ulteriore tempo invertì la marcia e tornò sculettando alle proprie occupazioni.
Da lì a poco si scatenò l'apoteosi. A nulla valse il gol della bandiera di
Breitner per la Germania: al fischio finale l'aria si riempì del suono 
festante dei clacson di un'intera nazione. Era come se gli italiani avessero vinto la guerra.
«E tu dove pensi di andare?» domandò Ingrid, vedendo il marito che si stava rivestendo e stava puntando il garage.
«Come dove vado? In centro a festeggiare. Mi unisco alla bolgia.»
«E avresti il coraggio di lasciarmi qui da sola, in preda al mio dolore? Ho bisogno di essere consolata. Ti avverto, se varchi quel cancello te la scordi per un mese.»
Alfredo indugiò, indeciso sul da farsi. Sua moglie era proprio una guastafeste. Certo, voleva festeggiare, ma l'idea di uno sciopero a passera selvaggia lo inquietava.
«Hai ancora voglia di fare l'amore?» le chiese, sapendo già la risposta.
«Perché, tu sei stanco?» rispose lei mostrandogli le cosce.
«Stanco io? Ma se sono in una forma mondiale» e così dicendo si tolse nuovamente maglietta, pantaloncini e pure gli slip.
«Visto che roba? Altro che rinforzo sul davanti!» concluse lui, prendendo Ingrid in braccio. Mentre entravano in casa per festeggiare a modo loro la vittoria degli azzurri, ad Alfredo venne un'idea migliore per il numero di luglio di Homo Erectus. La storia era ambientata in Spagna e il titolo era obbligato: Tira più la gnocca della coppa.

2Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Gio Apr 08, 2021 6:17 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Un racconto pittoresco e caciarone.  Ben orchestrati i paletti che si fondono nella storia in modo fantasioso. La forma di umorismo che hai scelto è volutamente “grossolana” . 
Per quanto riguarda l’uso del dialetto, o lo usi sempre o altrimenti appare artefatto. Tanto Ingrid, bolzanina che parla come una scaricatrice di porto, che Alfredo usano a tratti espressioni dialettali “volgarotte” e a tratti parlano come un libro stampato. Questo ė un aspetto che non mi ha convinta.
Mi è piaciuta la tensione durante la partita e l’atmosfera che hai saputo trasferire. Mi è sembrata genuina, molto più fresca e meno artefatta del resto. 
Ti segnalo un passaggio che, dal punto di vista della concordanza dei verbi, non mi quadra:
A quella richiesta le due creature si erano voltate, esibendo un dolce sorriso incorniciato in un pizzetto sale e pepe. Erano due uomini di mezza età! Il tempo parve fermarsi un istante, non più di tre o quattro secondi, poi un'esclamazione giunse a rompere quella sorta di sospensione innaturale, riportando tutto alla realtà.
In definitiva una prova con luci e ombre.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

3Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Gio Apr 08, 2021 10:34 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Sarò sincero, ma il tuo racconto non mi ha entusiasmato, non mi ha coinvolto, scusami!
Vediamo i paletti: bene le ambientazioni spazio temporali, ok la camera da letto e bene anche il personaggio del disegnatore (e, di striscio, anche l'infermiera). Per quanto riguarda il genere, onestamente tende più al comico che all'umoristico ma non mi convince in generale, non mi ha strappato ne sorrisi ne risate. 
Ci sono un po' di problemi con l'impaginazione, qua e là ci sono degli a capo a metà frase incomprensibili, te ne segnalo un paio a titolo di esempio:
Alfredo scese dalla cancellata e tornò a sedersi sulla brandina,
visibilmente contrariato.


Da lì a poco si scatenò l'apoteosi. A nulla valse il gol della bandiera di
Breitner per la Germania: al fischio finale l'aria si riempì del suono 
festante dei clacson di un'intera nazione. Era come se gli italiani avessero vinto la guerra.


Dal punto di vista sintattico grammaticale c'è la frase già segnalata da [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] con i verbi discordanti; e sempre in linea con quanto già scritto da [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], forse sarebbe valsa la pena, una volta fatta la scelta di utilizzare il gergo romanesco, di giocartela fino in fondo caratterizzandone in toto il racconto.

4Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Ven Apr 09, 2021 6:08 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Ho solo una domanda: come fa Alfredo ad aggrapparsi alla cancellata? So che resterà senza risposta e quindi ti dico che mi è piaciuto parecchio. Mi ha veramente divertito. Hai ben combinato le cose più impossibili. Mi è piaciuto moltissimo anche Terry. Era perfetto nel suo abbaiare. Non ho visto i paletti perciò li hai schivati alla perfezione. Brav@ Non mi so decidere sul tuo sesso anche se preponderei verso il maschile. Ma poi: chi se ne frega! Brav@ li contiene tutti.

5Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Ven Apr 09, 2021 6:33 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Inizio dal titolo, un consiglio che vorrei darti è quello di cercare quella frase che ti distingue dagli altri, questo utilizzato mi suona all'orecchio come una cosa strasentita in tv.
Riguardo il contenuto invece non ho tanto da ridire, anche se il genere credo si avvicini all'umoristico e il personaggio e l'ambientazione sono corretti, manca qualcosa, mi suona tutto un po' confusionario.
Inoltre penso che devi attenzionare gli spazi, come ti fanno notare nei commenti precedenti, e anch'io ho notato degli errori riguardo i tempi verbali all'inizio (sempre se non sbaglio): "l'Italia raggiungeva la finale"...

6Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Ven Apr 09, 2021 11:53 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Avrebbe potuto essere una buona base per la sceneggiatura di un film della commedia sexy italiana, ancora abbastanza in voga nel 1982, perfetta per Alvaro Vitali, per esempio. E’ un genere che non adoro ma nel testo ci sono alcune idee geniali, tipo il fumetto Homo erectus e la scelta finale del titolo per il numero di luglio. Per quanto riguarda i vincoli della prova: c’è la camera da letto; anche il disegnatore è perfettamente inserito; il giardino un po’ forzato; date e genere corretti.
Nella struttura del racconto ho rilevato alcune divagazioni su episodi secondari, non essenziali alla storia che sembrano un po’ troppo “cercati”.
Sulle imprecisioni formali e sulle incertezze fra vernacolo e lingua è già stato detto.  

7Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Sab Apr 10, 2021 5:54 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Caro/a autor*, non mi hai strappato nemmeno un sorriso. Scusa la schiettezza.
Sarà che le commedie sexy all’italiana mi hanno sempre messo tristezza (mai andata oltre il primo quarto d’ora), sarà che l’uso del dialetto solo per enfatizzare battute scontate per situazioni trite e ritrite è troppo scontato… l’ho letto fino alla fine perché non mi piace giudicare solo da pochi paragrafi ma questo racconto non lo rileggerò.
I personaggi sono troppo stereotipati (il romano de Roma, l’infermiera sexy), se volevi inserire un minimo di erotismo, l’erotismo è altra cosa, più elegante.
Le ragazze coi pantaloncini attillati...no, per favore, capisco voler creare l'atrmosfera...
Tornando al dialetto o comunque alla parlata romanesca, utilizzarla solo quando ti serve per enfatizzare un passaggio è riduttivo.
Ho trovato poi dei refusi: prima di una parentesi ci vuole sempre uno spazio, ci sono degli a capo che non hanno senso.
Insomma hai fatto sicuramente uno sforzo per far rientrare i paletti in questo racconto (e lo step era tosto), e di questo te ne do atto ma il genere umoristico non è stato centrato.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

8Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Dom Apr 11, 2021 3:33 pm

Yoghi69


Viandante
Viandante
Il racconto ha rispettato i paletti previsti ma non mi ha convinto molto. Ho trovato l'uso del romanesco piuttosto forzato in alcuni punti e l'episodio dei ciclisti poteva, a mio parere, essere omesso tranquillamente senza nulla togliere al resto.
L'umorismo poi è, a volte, decisamente grossolano ma credo che questo effetto sia cercato e voluto.  Ci sono alcuni spunti ( i vicini ad esempio) che ho trovato divertenti e che avrei approfondito di più. 
Un tuffo nella commedia sexy degli anni '80 che poteva riuscire meglio ma che ho comunque letto con un certo piacere.

9Derby in famiglia Empty Risposta all'intervento di moderazione Dom Apr 11, 2021 5:55 pm

mirella


Padawan
Padawan
Alfredo, disegnatore e sceneggiatore del fumetto “Homo erectus” e Ingrid, moglie tedesca all’occorrenza musa ispiratrice, seguono il mondiale di calcio. Un gioco estenuante per l’italiano medio che segue tutte le partite ; se poi si va in finale o si vince è festa nazionale.
I personaggi sono ben delineati nella loro volgarità e l’uso del dialetto mi sembra funzionale ad esaltare quella forma di comicità grassa che caratterizza il racconto.
Battute come “Ahò, sei proprio de coccio, in culo te c'entra, ma in testa no.” Oppure “«Aò, stai a pattinà sur filo der vaffanculo...” o ancora “Tira più la gnocca della coppa” sono triviali, ma rendono l’ambientazione sboccata che si vuole delineare nel racconto. Una lettura poco impegnativa , ma - a mio parere - divertente e vivace.



Ultima modifica di mirella il Lun Apr 12, 2021 5:40 pm - modificato 1 volta. (Motivo della modifica : edit)

10Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Lun Apr 12, 2021 12:02 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Alfredo, disegnatore dell’homo erectus e Ingrid l’infermiera  seguono il mondiale  di calcio: un gioco estenuante.
Ironico;  linguaggio dialettale.  Divertente.  Tra  
gli umoristici, uno dei i migliori, a mio parere.
Cara Mirella, il tuo commento non è conforme a quanto previsto dalle linee guida. Ti rimando qui ([Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]) per conformarti e, quindi, integrare o modificare il tuo commento. In caso ciò non succedesse, il commento così com’è non verrà valutato idoneo per accedere all’area di votazione.
Lo staff


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

11Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Lun Apr 12, 2021 3:49 pm

Ospite


Ospite
L'altro giorno ho visto in tv il reportage di Domenico Iannacone : Ma che ci faccio qui.
Con lui un artista clochard romano che parlava come il personaggio del tuo racconto, ma con una dolcezza e una rabbia diversa.
Il suo letto stava tra le due piogge, quelle che cadevano dal tetto della sua casa fatiscente.
Io non mi devo guardare dentro, diceva l'artista, Fausto Delle Chiaie, io sono già dentro.
Fausto dipinge belle tele e poi le vende nel suo atelier preferito: alla stazione Termini. Intendo dire che la tua romanità poteva essere servita molto meglio. 
La sua casa sembra un basso disabitato, una di quelle cartoline che ti regalano i negozi per farsi pubblicità. Una di quelle che non mostrano Roma, mostrano un negozio, un'automobile posteggiata, una scritta qualunque.
Tu autore, mostri un uomo senza mutande  per far ridere, e sai pure che nessuno riderà.
Tutta quella romanità potevi sfruttarla meglio, molto meglio, perché a Roma c'è gente che ancora dorme tra le due piogge, e fa tele che regala alla stazione. E avrebbe potuto ispirarti.

12Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Lun Apr 12, 2021 11:56 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Un racconto fracassone questo, incentrato su un umorismo facile, immediato e volgarotto.
La prima parte ha ricordato anche a me le commedie sexy anni 80, quelle coi vari Lino Banfi, Alvaro Vitali e compagnia cantante, basate su parolacce e scene osé. La parte che ho preferito è quella che coincide con l'inizio della partita, l'ho trovata più agile, più naturale e divertente.
La sensazione finale che ho avuto a fine lettura è che l'autore si sia divertito molto a scriverlo, caricandolo come una sorta di fumettone, enfatizzandolo troppo senza pensare ai giudizi e alla classifica. Forse potevi calcare meno la mano, comunque qualche trovata l'ho apprezzata.

13Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Mar Apr 13, 2021 2:15 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Autor@


Riletto.


L’incipit ha un’atmosfera quasi malinconica, intima. Predispone all’ascolto. Mi piace tanto


Quando Alfredo aprì gli occhi la mattina dell'undici luglio 1982, la prima cosa che pensò fu che, in un modo o nell'altro, tutto sarebbe ritornato alla normalità. Tutto ciò gli generava un forte senso di malinconia, però allo stesso tempo lo rincuorava. Per l'italiano medio malato di pallone(e lui era l'italiano medio malato di pallone per eccellenza) il mondiale rappresentava il culmine di un'attesa lunga quattro anni, quasi millecinquecento giorni spesi ad aspettare inconsciamente l'arrivo del massimo torneo, una bolla nella quale galleggiare e vivere al di sopra di tutto e tutti per quattro settimane.


Due pennellate e ci caratterizzi alla perfezione il personaggio:


Alfredo allungò le braccia e si stirò, augurandosi di poter tirare fuori il tricolore dallo sgabuzzino e portarlo a sventolare in giro per Roma a bordo della sua Alfa Sud rossa. 



Molto simpatica e umoristica questa:


ossia il titolo del nuovo numero: Erezione a catena. Gli era venuto in mente qualche giorno prima, quando era stato coinvolto in un maxi tamponamento sulla Via Ostiense. Era sceso dall'auto e qualche metro più avanti, al lato della strada, aveva visto due ragazze dai lunghissimi capelli biondi che cercavano di sistemare la catena che si era sfilata dal loro tandem.


Anche il siparietto con i due capelloni scambiati per ragazze è gustoso. Quel
“Ma li mortacci” ci sta da dio.


Devo dire che la rilettura mi ha fatto bene. 
Questo racconto ha una dolcezza e una malinconia di fondo che mi tocca corde parecchio sensibili. 
I personaggi sono un po’ stereotipati, ma autor@ in comicità è difficile in e farsi qualcosa di nuovo.
E poi si ride dei difetti, non dei pregi. Quindi la caricatura ė un aspetto fondamentale di questa scrittura.
Hai lavorato sodo per rispettare i paletti richiesti e bene o male sei riuscito a inserirli in un modo originale.
Potresti “a bocce ferme” lavorarci ancora, ma forse neppure ti interessa.
È bello affrontare le sfide e quando sento la passione e la voglia di condividere non posso che apprezzare.
In definitiva, autor@, voglio dirti che il tuo racconto mi ha fatto sorridere, ma anche commuovere. Quindi ti ringrazio.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

14Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Mer Apr 14, 2021 4:57 pm

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut* 

Siamo di fronte alla sceneggiatura di una commedia sexy anni 80. perché siamo sinceri quello è.
Spero che l'intento sia voluto, visto il paletto del 1982. Se fosse così è geniale. Se invece così non è, mi spiace ma non regge il gioco. È tutto troppo caciarone, tutto troppo prevedibile. 
Quest'ironia purtroppo con me non funziona e non sorrido minimamente. ma questo di certo non è colpa tua.
Sono d'accordo con Byron quando sostiene che sicuramente ti sei divertit* a scriverlo fregandotene di tutto il resto. 
Quindi alla fine va bene così.

15Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Mer Apr 14, 2021 6:39 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Ciao. 
Io ho trovato il tuo racconto riuscito e, nel complesso, divertente.
Forse perché vivo a Roma ormai da tanti anni e sono riuscita ad apprezzare alcune sfumature. 
Infatti, hai avuto coraggio ad esporti a un pubblico “internazionale”.
Detto ciò, capisco che l’eccesso di alcune espressioni può, in alcuni casi, dar fastidio. 
Ma è anche vero che hai ben “dipinto” e tratteggiato il modo di essere e di parlare di alcuni bulli della borgata romana, e quelli esistono davvero.
Personaggi e caricature, alla Verdone di un Sacco bello, (1980) con qualche parolaccia in più. 
La scrittura è vivace, i dialoghi azzeccati. 
Ho trovato un po' prolissa la parte iniziale, dove parli dell’italiano medio, amante del pallone e poi nella parte centrale del …girone eliminatorio era stato una rottura di palle galattica, con tre pareggi deludenti. Questa parte è meno brillante.


Sarò scema ma… il titolo del nuovo numero del fumetto Homo Erectus: Erezione a catena… mi ha fatto ridere de core. E far ridere, si sa, è cosa assai difficile.

16Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Sab Apr 17, 2021 11:16 am

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Un racconto umoristico super anni ottanta, con siparietti da varietà o da commedia sexy che si calano perfettamente nel periodo.
Voluto o meno, il tuo registro narrativo è ideale, coerente al massimo.
Allora, piccola premessa, in nel 1982 avevo 2 anni e gli anni ottanta in generale li ho attraversati come una bambina e mi sono persa tutto. Poi ho rivalutato da adulta alcune commedie all'italiana che nella mia famiglia non hanno mai avuto grande appiglio (non per bigottismo - per carità che non vi venga in mente, io a 12 anni leggevo Bukowski e non di nascosto -ma perché mia mamma non le trovava per niente divertenti). Quindi mi sono vista un po' di tutto (Lino Banfi il mio mito, in quei film) e trovo che questo tuo monologo sia ben calato in questa dinamica.
Divertente, i personaggi sono ben delineati,caciaroni ma anche concretamente innamorati e complici.
Fa sorridere e anche ridacchiare. Un bel racconto umoristico, brav.
Ele

17Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Sab Apr 17, 2021 5:28 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Lo ripeto: non amo la commedia all'italiana, trovo triste l'idea di confinare l'inventiva in schemi rivisti troppe volte per adeguarsi alla facile accettazione da parte del "pubblico". Sapendo bene che il pubblico può amare ed accettare spettacoli ben diversi ma che è più faticoso costruire. E sono prevenuto, so anche questo! Perciò ammesso di essermi fermato (non a leggere, ho letto fino in fondo) alla triste immagine di due uomini scambiati per due ragazze. Deprimente!
Leggo commenti moderatamente positivi quindi sicuramente sono io che mi sbaglio.

https://parolemiti.net/

18Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Dom Apr 18, 2021 4:39 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Che strano ménage di coppia! Ma immagino esistano anche cose più strane.
Un racconto simpatico e godibile… no, ok, meglio che cambi termine 😉 Voglio dire che l’ho letto così, tranquillamente, lasciandomi andare a questa atmosfera da commedia che hai creato. Ho dato una scorsa agli altri commenti, cui si parla di umorismo anni ’80. Devo confessare che non ho mai guardato i film a cui si accenna, però di sicuro il modo che hai usato per costruire la frase in cui elenchi i vicini è preso pari pari dai film di Fantozzi.
Non mi dà fastidio l’alternarsi dell’italiano e del romanesco, perché forse l’ho trovato realistico: anche io, a volte, intercalo il mio usuale italiano con brevi frasi o espressioni in romagnolo, a fini espressivi. Poche frasi, perché ormai ho perso quasi del tutto il dialetto, ma credo che il romanesco sia molto più vivo, nei parlanti.
La forma è nel complesso buona e corretta, con qualche imprecisione.
Io sfronderei qualcosa qua e là, in particolare all’inizio (ad esempio, le riflessioni iniziali sugli italiani, il commento su Ungheria-El Salvador, ecc.), perché i rametti laterali appesantiscono e fanno perdere il fuoco sulla linea narrativa principale.
I paletti ci sono tutti.

19Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Dom Apr 18, 2021 5:49 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Cara Autrice, caro Autore,

si dice (ed è stato detto) che l'umorismo sia soggettivo, che una cosa che fa ridere qualcino potrebbe non far ridere altri. Il tuo racconto, seppur lontanissimo dal tipo di umorismo che preferisco, è idubbiamente uno spaccato della commedia italiana, quella con Banfi e la Fenech, tanto in voga nel periodo nel quale la storia è ambientata. E ti permette di entrare completamente nell'atmosfera "pecoreccia" della narrazione. Con tanto di dettagli (sai, per qualche tempo ho avuto tra le mani la maglia di El Salvador risalente a quella famosa partita) e sfumature molto azzeccate.
Un buon lavoro.
Complimenti
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

20Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Lun Apr 19, 2021 12:05 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao. Questo racconto vuole essere comico, e nella seconda parte ci riesce anche in alcune frasi. Come per altri racconti come il tuo, questo l'ho letto d'un fiato e divertito. Il romanesco non mi ha infastidito ma ho trovato poco credibile che Ingrid lo parli in quel modo così puntuale. Ti segnalo un refuso - ... quando Bruno Conti venne atterrato in aria - probabilmente era "in area" . Scritto bene. Grazie per avermi fatto divertire.

21Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Mer Apr 21, 2021 4:26 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Questo racconto ha una leggerezza e una facilità di lettura che mi hanno favorevolmente colpita.
Racchiude anche tutti i paletti dello step che convivono nel testo con placida serenità, senza avvertire forzature o fantasiose capriole strutturali.
Mi piace anche il rapporto di coppia che hai saputo descrivere, come molto convincenti risultano i protagonisti, ben inquadrati e per niente banali: trapela quasi un'invidiabile complicità che lascia dietro di sè un sapore strano, di cose autentiche.
Molto originale come hai interpretato la figura del disegnatore.
Non trovo strano il fatto che il dialetto sia intercalato all'italiano: può capitare quando i dialetti sono radicati e "ingombranti"; anche Ingrid dopo otto anni non può essere estranea a questo.
Secondo me, quindi, il racconto funziona molto bene e le situazioni sono ben descritte per quello che vogliono essere.
Mi sento di fare però un altro discorso per quei tratti dove invece si calca un pò troppo la mano sugli aspetti che vogliono (vorrebbero) essere comici: nel testo si vuol far ridere con una frase scoppiettante, esplosiva e a tinte decise, quando forse, più di una frase dovrebbero essere le situazioni a far sorridere e in questo testo le situazioni sono abbastanza lineari ( eccezione fatta per la scena dei due sulla Via Ostiense: questo sì un fatto comico, ma si distacca talmente tanto dal resto del registro narrativo che viene avvertito come un'appendice alla storia stessa, lontana dal tono generale e, in quanto tale, poco in linea con il resto del testo).
Quindi credo che se il testo ha un difetto, questo possa essere appunto il fatto di voler essere un racconto comico, circoscrivendo questo aspetto allo scambio di battute in un dialetto che sembra un fiume in piena, difficile da contenere, anche se i dialoghi a me hanno convinto per la loro genuinità.

22Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Mer Apr 21, 2021 11:00 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Come al solito comincio il mio commento dalle cose positive: il racconto si legge in fretta, non annoia neanche per un momento.
I paletti ci sono tutti e hai centrato molto bene anche i riferimenti culturali al 1982, a mio parere.
In generale, il tuo racconto si fa leggere con il sorriso sulle labbra.
Ora arriviamo un po' alle pulci: ecco, il punto è che si sorride ma, a mio parere, non si ride mai veramente.
Hai ideato una situazione potenzialmente molto comica, cioè un tifoso italiano VS una tifosa tedesca durante la finale dei mondiali ma credo che tu non l'abbia sviluppata al massimo delle potenzialità.
Hai buttato tutta la comicità sul lavoro del protagonista e sull'erotismo, molto poco sul calcio. Peccato perché secondo me, così facendo, non hai centrato appieno il genere.



______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

23Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Gio Apr 22, 2021 6:42 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Eccomi a un altro commento difficile.
Siamo di fronte a un testo che, secondo me, voleva essere proprio così: esagerato, probabilmente fastidioso nei suoi luoghi comuni, dichiarati già dalle prime righe, e quindi per questo in linea con il registro narrativo, i dialoghi (e la caratterizzazione) dei due personaggi, le immagini proposte.
A me Christian De Sica fa ridere, si può dire? Lo considero uno degli attori comici più bravi d'Italia, per vari motivi che richiedono qualche bicchiere di vino in giardino da Caipiroska piuttosto che il commento a un racconto in concorso. C'è chi lo considera volgare, scontato, prevedibile, ma forse il suo bello sta proprio in questo.
Sì, le battute di questo racconto appaiono prevedibili, e quindi coerenti nell'economia del racconto; appaiono volgari, e quindi coerenti con la caratterizzazione del personaggio; appaiono scontate, e quindi coerenti con il genere che hai provato a utilizzare. Se poi qui siamo davanti a umorismo o comicità, io non pretendo di saperlo e, a questo punto del concorso, non mi interessa neanche più tanto. Sono sicuro che l'Autore si sia divertito a calarsi in questo esperimento, so che io ho riflettuto moltissimo sulle battute delle varie scene e talvolta ho anche riso, quindi non posso che considerarlo un lavoro positivo, nella sua interezza.
Poi c'è qualche refuso già segnalato e c'è anche da dire che mi hai fatto la telecronaca dei mondiali dell'82, soprattutto della partita finale... Potevi, mi viene da dire, sforzarti un po' di più, ma magari non era tuo intento creare una situazione "originale".
Sai, io ho letto la parte finale del racconto a mo' di crossover con Ben Gurion Ring; ho immaginato i quattro (cinque) protagonisti negli stessi attimi, e me lo sono goduto ancora di più, il tuo racconto.
Io i complimenti te li faccio. Spero tu sia soddisfatto del tuo racconto, perché secondo me ne hai motivo.
Un abbraccio.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

24Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Ven Apr 23, 2021 1:05 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Non sono ferratissimo in tema di commedia all'italiana, però la domanda che mi pongo tutte le volte che vedo un qualsiasi sceneggiato italiano in tv è sempre la stessa: ma c'è veramente gente che parla in quel modo lì?
Capiamoci: son sicuro che sia così, ma mi sembra sempre così difficile da credere che quelle scene rappresentino la realtà e non una artefatta rappresentazione teatrale.
Ecco, io addosso al cinema e alla televisione italiana la colpa di aver fatto perdere qualsiasi credibilità ai dialetti.
Se sento parlare dialetto, mi sembra che di colpo si apra un sipario, escano gli artisti del circo e la banda coi tromboni e i piatti.
Forse una banalizzazione che i dialetti non si meritano.

Finito l'excursus, che in realtà poco c'entra col tuo racconto, posso dirti che ho apprezzato più i risvolti "seriosi" della storia che non quelli umoristici. A parte qualche battuta qua e là.
Per esempio: la premessa che fai, nelle prime righe, sembrava calare il tutto in una sorta di atmosfera quasi malinconica, che incuriosisce e acchiappa.
Oppure la parte di lui che ritrae la moglie: io adoro queste cose un po' pervertite un po' Titanic, Jack e Rose.
Che vuoi farci.
Mentre la parte che vuol essere umoristica in realtà ripropone cose già sentite e viste senza particolari spunti di comicità. Ecco, come diceva un commento più su, hai puntato forse troppo sulle frasi bombastiche e non sulla situazione, che invece poteva dare vita a un umorismo più riuscito.
Anche il personaggio di Ingrid, secondo me, poteva venir su meglio se avesse mantenuto la sua algida freddezza trentina, e magari non capisse gli sproloqui romaneschi del marito.
Avrebbe creato una incomunicabilità divertente.
Vederla profondersi in espressioni romanesche sboccate la appiattisce sullo stesso piano del personaggio principale.

Un racconto con buon margine di miglioramento, per me.

25Derby in famiglia Empty Re: Derby in famiglia Lun Apr 26, 2021 11:11 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
"«Aò, stai a pattinà sur filo der vaffanculo."


Questa gliela dico a mia moglie! Rido a ogni rilettura.

Credo che il racconto umoristico sia ben riuscito. Certo, l'aut ha voluto vincere facile buttandosi sulla classica commedia all'italiana, quella che fa ridere per forza, ricca di situazioni particolari, quasi estreme, farcita di parolacce e volgarità, con anche un pizzico di "luci rosse" che male non stanno.

A tutte le componenti di cui sopra aggiungo due particolari: la professione di Alfredo, disegnatore di fumetti porno se ho ben inteso, e il personaggio di Ingrid, ovvero la prova provata che lassù a Bozen si sentono più crucchi che italiani. Questi due particolari credo siano ulteriormente funzionali al racconto, personaggi "medi" che però hanno una straordinaria forza all'interno della trama, accentuando la sua verosimiglianza e la sua genuinità.

Di fantozziana memoria l'elenco dei tifosi esultanti dopo il primo gol dell'Italia: mi è piaciuto molto, ci stava perfettamente. 

La scrittura è buona, migliorerei soltanto al prima parte, poiché mi è sembrata ingessata, come fosse un'introduzione non necessaria. Che non necessaria non è perché "prepara" il lettore a quella memorabile giornata.

Paletti. La camera da letto è veramente centrale. Non solo quando Alfredo cerca l'ispirazione per il fumetto con Ingrid in posa, ma anche alla fine, dove si consumano i festeggiamenti. Il disegnatore? Beh, particolare e originale direi. Inequivocabilmente 1982.

In definitiva, caro aut, ti dico soltanto questo: dall'anno scorso aspetto gli europei di calcio. E l'anno prossimo, a Natale, avremo i mondiali in Qatar. Farò carte false per non perdermi una partita dell'Italia. E guarderò anche tutte le altre, se non altro per gufare. Soprattutto la Francia!


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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