Senza patente
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Senza patente
Ho l’automobile in garage, al fresco. Cecilia viene a ruminare il suo tramezzino alle mie spalle tutti i pomeriggi.
Ha sempre avuto un talento naturale per i salvataggi condominiali. Nel garage potrei fare il pieno di frescura e solitudine, se non ci fosse lei che si avvicina e allontana rumorosa come una pallina da ping pong.
- Le mie amiche guidano tutte un’ automobile.
- Anche i miei amici guidano tutti un’ automobile.
Rido.
- E smettila di coprirmi le gambe, hai paura di morire di desiderio?
- Ho solo timore che quella stronza zitella del terzo piano si faccia un film e lo racconti a mia madre.
- Tua madre è una donna troppo intelligente per cascarci.
Con sguardo attento si sofferma sulla tela poggiata a un vecchio copertone.
- Questo mi piace, hai già trovato a chi regalarlo? Una mano di vernice potresti darla a questo garage, sembrerebbe meno vecchio, te la reggo io la scala se mi assumi come assistente.
- Per guardare i miei polpacci da sciatore da sotto la scala? Rido.
- Sembri un folletto con quella camicia strana.
- La uso solo per dipingere.
- Ma non ha una macchia, e tu come fai a stare sempre qui dentro , c’è meno luce e colore che nei ‘mangiatori di patate’ di Van Gogh.
- Non mi conviene illuminarlo ci passo troppo tempo.
Facendo finta di disinfettare uno sbaffo di colore dico:
- Non dobbiamo vederci più qui sotto, fa pure caldo.
Il suo sguardo è ora meno buffo e impaziente. L’olio grumoso sulla tela mi fa apparire la sua pelle da adolescente grassa, anche se nella luce da grotta del garage è difficile farci caso.
Sento l’umidità di una tenue commozione infiltrarsi tra la mia barba lunga. Pur vergognandomi di essere così incostante con lei le voglio molto bene.
- La voglio pure io un’automobile così, di sinistra.
Lo dice facendo lo slalom con la mano tra due cacche di rondine che hanno nidificato in garage.
- Noi siamo il più bizzarro degli scenari, qui la gente cambia ruote, olio e candele.
- E noi?
- Noi cambiamo solo idea, ogni giorno. Nemmeno l’asfissia del benzene ci convince di un abbraccio.
- E tu fai l’uomo invece di rintanarti in questo caleidoscopio di tristezza, i miei giorni da consumatrice di lacrime sono finiti, te lo dico subito.
- Andiamo a fare un giro, ti faccio guidare.
- Senza patente?
- Senza patente.
Different Staff- Admin
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Re: Senza patente
Ammetto di aver urlato appena ho visto un testo così breve.
Le mie aspettative erano alle stelle, ma poi il testo è quello che, fino ad ora, mi ha richiesto più letture. L'ho letto tre volte prima di iniziare il commento, e ancora non sono convinto.
Il racconto è audace e sfrontato nello stile, ma rimane troppo compresso. In un testo così breve, mi aspetto qualcosa come succede nei 100, in cui la potenza bilancia la brevità.
In questo caso, invece, ho molti dubbi.
Quindi, in sostanza, stiamo parlando di un amore clandestino tra un uomo adulto e una ragazza adolescente? Questa è la mia risposta definitiva. Se così fosse, c'è una pesantezza nel dialogo tra i due che è come un macigno e alla fine non sembra neanche arrivare a un punto. Sembra un estratto e per questo non ha la potenza di un racconto fatto e finito.
Le mie aspettative erano alle stelle, ma poi il testo è quello che, fino ad ora, mi ha richiesto più letture. L'ho letto tre volte prima di iniziare il commento, e ancora non sono convinto.
Il racconto è audace e sfrontato nello stile, ma rimane troppo compresso. In un testo così breve, mi aspetto qualcosa come succede nei 100, in cui la potenza bilancia la brevità.
In questo caso, invece, ho molti dubbi.
Quindi, in sostanza, stiamo parlando di un amore clandestino tra un uomo adulto e una ragazza adolescente? Questa è la mia risposta definitiva. Se così fosse, c'è una pesantezza nel dialogo tra i due che è come un macigno e alla fine non sembra neanche arrivare a un punto. Sembra un estratto e per questo non ha la potenza di un racconto fatto e finito.
ImaGiraffe- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Non è che ci abbia capito molto. I dialoghi, li ho letti a voce alta per renderli più veri, sono al limite dell'assurdo. Se si tratta di un pittore che dipinge una ragazzina non so come lo possa fare visto che lei non sta mai ferma e nel garage c'è poca luce. La brevità del racconto non permette di definire i tuoi personaggi e così la tua storia rimane lì in sospeso in attesa di essere chiarita. Niente da dire sulla scorrevolezza del testo.
Antonio Borghesi- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Tutt'e due i giovani hanno difficoltà esistenziali.
Lei è cicciottella, lui un orsetto nella sua tana.
Il flebile sentimento che li unisce aiuterà entrambi.
Racconto fin troppo semplice, fin troppo delicato.
Lei è cicciottella, lui un orsetto nella sua tana.
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tommybe- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Sicuramente l'enorme stanchezza di questo periodo non mi aiuta ma, nonstante lo abbia già letto tre volte, questo racconto continua a sfuggirmi.
Ho anche pensato a un pittore folle che parla con la protagonista della sua tela, che tutto il dialogo è ssolo immaginazione del protagonista rinchiuso nel suo garage.
Ci sono frasi come La voglio pure io un’automobile così, di sinistra. oppure come Nemmeno l’asfissia del benzene ci convince di un abbraccio. che in tutta sincerità non sono riuscito a capire.
A livello di scrittura niente da dire, rapido, incisivo, scorrevole.
Ti segnalo solo alcuni spazi che ti sono scappati come dopo l'apostrofo di "un'automobile" (due volte) o come tra "qui dentro" e la successiva virgola.
In conclusione un racconto pieno di verve e fintamente leggero che mi ha lasciato uno strano senso di malinconia.
Ho anche pensato a un pittore folle che parla con la protagonista della sua tela, che tutto il dialogo è ssolo immaginazione del protagonista rinchiuso nel suo garage.
Ci sono frasi come La voglio pure io un’automobile così, di sinistra. oppure come Nemmeno l’asfissia del benzene ci convince di un abbraccio. che in tutta sincerità non sono riuscito a capire.
A livello di scrittura niente da dire, rapido, incisivo, scorrevole.
Ti segnalo solo alcuni spazi che ti sono scappati come dopo l'apostrofo di "un'automobile" (due volte) o come tra "qui dentro" e la successiva virgola.
In conclusione un racconto pieno di verve e fintamente leggero che mi ha lasciato uno strano senso di malinconia.
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paluca66- Maestro Jedi
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Re: Senza patente
Le dinamiche del.come e perché si ritrovino in garage devo dire che mi interessano relativamente.
Qui si parla di due giovani essere umani pieni di complessità che si incontrano e forse si salvano. Senza patente.
I dialoghi hanno quel tocco surreale che li rende reali, perché nel mondo vero esistono anche dialoghi imperfetti e strani, non si parla sempre come un libro stampato.
Forse quello che mi è piaciuto meno è la brevità. Qualche parola in più, autor, l avrei spesa. Avrei fatto parlare ancora un po' i due protagonisti, per dare ulteriore sostanza alle loro personalità.
Piaciuto.
Ele
Qui si parla di due giovani essere umani pieni di complessità che si incontrano e forse si salvano. Senza patente.
I dialoghi hanno quel tocco surreale che li rende reali, perché nel mondo vero esistono anche dialoghi imperfetti e strani, non si parla sempre come un libro stampato.
Forse quello che mi è piaciuto meno è la brevità. Qualche parola in più, autor, l avrei spesa. Avrei fatto parlare ancora un po' i due protagonisti, per dare ulteriore sostanza alle loro personalità.
Piaciuto.
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Hellionor- Admin
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Re: Senza patente
Un breve un po’ mi ha sorpreso: a ogni step abbiamo più o meno tutti dovuto lottare con uno spazio che ci stava stretto. Avevo aspettative diverse, lo confesso, per un qualcosa che in poco mi dicesse molto.
Come primo racconto letto per il commento, mi ci sono volute diverse riletture, soprattutto nel finale per capire chi stesse parlando ma in generale per comprendere il senso del racconto stesso, che la Penna ha affidato soprattutto ai dialoghi. A un certo punto come @paluca66 mi si era insinuato il dubbio che lui dialogasse con un ritratto.
Due ragazzi, forse nel classico momento in cui il crescere e affrontare la vita con le proprie gambe mette di fronte a tante domande, tante incertezze, che condividono in un garage: lui che dipinge, non ha uno studio ma la macchina, lei che non ha la patente, dialoghi che saltano un po’ di palo in frasca; domande che non attendono una risposta… Non so, mi ha lasciato perplessa: se mi immedesimo coi ragazzi, ci può stare; da lettrice mi manca un appiglio. Non sempre è necessario raccontare proprio tutto dei personaggi, il lettore un po' del suo ce lo deve mettere, maa volte basta poco per far inquadrare il contesto e apprezzare anche un breve complesso. E qui anche quel poco mi è mancato.
Le mie note: qualche spazio non necessario; “Mangiatori di patate” mangiatori l’avrei messo in maiscolo; “Non mi conviene illuminarlo, ci passo troppo tempo” avrei messo una virgola.
Come primo racconto letto per il commento, mi ci sono volute diverse riletture, soprattutto nel finale per capire chi stesse parlando ma in generale per comprendere il senso del racconto stesso, che la Penna ha affidato soprattutto ai dialoghi. A un certo punto come @paluca66 mi si era insinuato il dubbio che lui dialogasse con un ritratto.
Due ragazzi, forse nel classico momento in cui il crescere e affrontare la vita con le proprie gambe mette di fronte a tante domande, tante incertezze, che condividono in un garage: lui che dipinge, non ha uno studio ma la macchina, lei che non ha la patente, dialoghi che saltano un po’ di palo in frasca; domande che non attendono una risposta… Non so, mi ha lasciato perplessa: se mi immedesimo coi ragazzi, ci può stare; da lettrice mi manca un appiglio. Non sempre è necessario raccontare proprio tutto dei personaggi, il lettore un po' del suo ce lo deve mettere, maa volte basta poco per far inquadrare il contesto e apprezzare anche un breve complesso. E qui anche quel poco mi è mancato.
Le mie note: qualche spazio non necessario; “Mangiatori di patate” mangiatori l’avrei messo in maiscolo; “Non mi conviene illuminarlo, ci passo troppo tempo” avrei messo una virgola.
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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"
Susanna- Maestro Jedi
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Re: Senza patente
Un bozzetto interessante, caratterizzato da dialoghi surreali e un'atmosfera particolare. Non si riesce a incasellare tutto con precisione, qualche aspetto resta sul vago, ma questo non disturba più di tanto. Ciò che penalizza il racconto, secondo me, è la sua brevità. L'autore si è esibito in una pennellata troppo veloce, lasciando il lettore con un pò d'insoddisfazione perché avrebbe voluto leggere qualcosa di più per farsi un'idea più completa e soddisfacente.
Byron.RN- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Non l’ho capito granché, ma non mi importa. Mi pare di essere anche io in quel afoso cortile di un condominio di chissà dove.
La luce è poca, la confusione tanta. Si vede e non si vede, si descrive e si lascia intendere. Potrebbe essere un dipinto di Harper. Potrebbe essere un quadro speculare, l’uomo che dipinge un uomo che dipinge una donna che vede un uomo che dipinge una donna ….
No l’ho capito granché, ma non mi importa, questo racconto mi è proprio piaciuto.
La luce è poca, la confusione tanta. Si vede e non si vede, si descrive e si lascia intendere. Potrebbe essere un dipinto di Harper. Potrebbe essere un quadro speculare, l’uomo che dipinge un uomo che dipinge una donna che vede un uomo che dipinge una donna ….
No l’ho capito granché, ma non mi importa, questo racconto mi è proprio piaciuto.
gipoviani- Padawan
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Re: Senza patente
Racconto breve, commenti breve. Racconto strano ma simpatico, che l'ha scritto ha secondo me grandi conoscenze teatrali. Peccato che tanti comuni mortali (me compreso) non ne abbiano, quindi tutto sfugge. Però l'ironia e il surrealismo permeano fin troppo bene il testo per definirlo brutto. Per ora un grande punto di domanda, non riesco a sbilanciarmi.
Nellone- Younglings
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Re: Senza patente
Ciao Penna. Ho letto due volte il tuo racconto. La prima con l'approccio tipico. La seconda, stante la brevità, e avendoci scorto momenti lirici, l'ho affrontato con gli occhiali della poesia. Con la seconda è andata decisamente meglio. Non penso che necessitasse di più "spazio", l'hai pensato così, veloce, intenso, surreale, poetico. All'inizio c'è una frase che sembra buttata lì, senza un motivo: quella sui salvataggi condominiali. Alla fine, sempre nell'ottica poetica, sembra che Cecilia, col suo discorso più maturo della adolescente che è, che sembra sostituita dall'autore col suo vero pensiero, salva quel ragazzone ombroso, timido, attento e bisognoso di un abbraccio e forse anche di un bacio. La Penna poi decide di svoltare, a mio parere con un buon gusto, verso l'entusiasmo di una piccola pazzia: della serie "anche se non sei patentata ti faccio guidare un poco la mia macchina e la mia vita". Grazie per questo acquerello, cara Penna.
digitoergosum- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Non c’è niente da fare, mi piace come scrivi autore e mi piacciono le sensazioni che mi fai provare leggendo. Trama o non trama quello che buca il foglio è l’atmosfera, l’anima dei due protagonisti. C’è sempre qualche pennellata graffiante qualche tocco d’artista che resta impresso (bellissimo quel ruminare, per esempio). Sì, avrei letto ancora e ancora.
Petunia- Moderatore
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Re: Senza patente
Un racconto che ha i suoi lati positivi e, diciamo, quelli un po' meno positivi. La brevità e la presenza di molti dialoghi rendono la lettura fluida e ti permettono una facile rilettura per cercare di trovare quei piccoli dettagli che al primo passaggio ti sono sfuggiti. Anche al terzo passaggio non posso affermari di aver compreso appieno il tutto, ma forse all'autore non interessava passare un concetto. Mi sembra più una specie di "divertisment", con dei passaggi surreali degni del teatro dell'assurdo (forse anche dei Monty Python).
Piacevole e surreale.
Grazie.
Piacevole e surreale.
Grazie.
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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.
CharAznable- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
I dialoghi mi hanno ricordato Godot: uno butta lì una frase, l'altro risponde con qualcosa che non c'entra.
Sarà "assurdo" ma ci ho capito poco, troppo poco per poterne dare un giudizio, sia positivo che negativo.
Lui dipinge: cosa? Non lei, che gli sta alle spalle. Forse una macchina?
Troppo oltre per me.
Alla prossima.
Sarà "assurdo" ma ci ho capito poco, troppo poco per poterne dare un giudizio, sia positivo che negativo.
Lui dipinge: cosa? Non lei, che gli sta alle spalle. Forse una macchina?
Troppo oltre per me.
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FedericoChiesa- Padawan
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Re: Senza patente
La sola cosa che lascia insoddisfatti di questo racconto è la sua brevità, il fatto che tutto, o niente, avvenga nell'arco di poche righe e il rapporto tra i due non abbia lo spazio che meriterebbe. Non parlo tanto di sviluppo, perché non credo che l'autore, dilungandosi, avrebbe portato il rapporto verso altri lidi. Avrebbe continuato il suo tira e molla, quel parlarsi e non parlarsi, i dialoghi che sembrano un gioco, pieni di poesia e profondità.
Dialoghi che potrebbero avvenire in qualunque stanza, ma che l'autore riesce comunque ad adattare all'autorimessa con grande naturalezza. Potrebbe essere una stanza qualunque e invece e proprio quella, con le tele appoggiate ai copertoni dell'auto, i nidi di rondine e la luce da grotta.
Può lasciare insoddisfatti, ma è un racconto diverso da qualunque altro e la sua diversità non può che renderlo speciale. Ha alla base un modo di vedere le cose, di scriverle, di pensare la narrazione che non ha paragoni.
Dialoghi che potrebbero avvenire in qualunque stanza, ma che l'autore riesce comunque ad adattare all'autorimessa con grande naturalezza. Potrebbe essere una stanza qualunque e invece e proprio quella, con le tele appoggiate ai copertoni dell'auto, i nidi di rondine e la luce da grotta.
Può lasciare insoddisfatti, ma è un racconto diverso da qualunque altro e la sua diversità non può che renderlo speciale. Ha alla base un modo di vedere le cose, di scriverle, di pensare la narrazione che non ha paragoni.
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Asbottino- Padawan
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Re: Senza patente
Un racconto leggero. Forse troppo. Mi dice poco. Lo stile è colloquiale e non ho notato refusi o errori, l’ho riletto perché a volte può capitare di leggere con superficialità. Poi leggo altri commenti; alcuni mi lasciano perplessa. C’è chi trova squarci poetici che io non vedo. C’è poesia nel parlare senza dirsi nulla, profondità nel non senso? Forse dovrei leggere ancora una volta, ma non me la sento di cercare un contenuto che non c’è. Piuttosto mi torna in mente una vecchia canzone che diceva di emozioni.
“Guidare a fare spenti nella notte per vedere se poi è così difficile morire” m’era sembrata una bella frase, adesso non più. Certo guidare senza patente è una trasgressione non paragonabile a quella, forse una bravata? Già finché non succede nulla di grave. Certo i giovani sono trasgressivi - lo sono stata anch’io - ma poi si cambia. Oggi, guidare di notte a fari spenti o senza patente mi sembra stupido.
“Guidare a fare spenti nella notte per vedere se poi è così difficile morire” m’era sembrata una bella frase, adesso non più. Certo guidare senza patente è una trasgressione non paragonabile a quella, forse una bravata? Già finché non succede nulla di grave. Certo i giovani sono trasgressivi - lo sono stata anch’io - ma poi si cambia. Oggi, guidare di notte a fari spenti o senza patente mi sembra stupido.
mirella- Padawan
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Re: Senza patente
La bellezza di questo racconto sta incredibilmente racchiusa all’interno delle sue poche parole. Poche, in molti l’hanno detto, ma per me sufficienti a descrivere un mondo. Non con pennellate, questa volta, ma con leggeri segni di matita, grigi come le pareti del garage.
Che dire? La mano maestra c’è, un dipinto appena abbozzato come certi studi di Leonardo, che non ci stancheremmo mai di guardare.
…disinfettare uno sbaffo di colore… (come se fosse una ferita) Stupendo!
Complimenti!
Che dire? La mano maestra c’è, un dipinto appena abbozzato come certi studi di Leonardo, che non ci stancheremmo mai di guardare.
…disinfettare uno sbaffo di colore… (come se fosse una ferita) Stupendo!
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Resdei- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Penso sia la prima volta, in tanti INK, DR, e simili, che trovo un racconto così breve nella pletora dei contendenti.
Ho pensato: sarà stato un invio all'ultimo con qualcosa d'improvvisato.
Invece no, penso che la storia sia stata pensata e realizzata esattamente per questa lunghezza, con questa forma e con queste luci. Proprio come certi quadri, uno dei quali è menzionato nella narrazione.
A me è piaciuto.
Sarà una qualche affinità col tema dei personaggi che dialogano senza capirsi realmente, o forse in realtà capendosi più di quanto la superficie faccia sembrare, ma non ho avuto grandi dubbi interpretativi. Un uomo adulto e una ragazza adolescente impiegano lo spazio del garage per una delle tante minuscole schermaglie che punteggiano il loro rapporto, fatto più di non detti e sentieri non percorsi.
In questo, anche le risposte apparentemente incoerenti del dialogo trovano il loro senso: ognuno cerca di attrarre l'altro in un modo che non è convenzionale, perché non è basato sul canonico piacersi, desiderarsi, respingersi, ma è più un pungersi e vedere che succede.
E qualcosa succede, perché alla fine la trasgressione del guidare l'auto (mi serviva il modello, per avere un'idea di cosa sia un'auto di sinistra, ti dirò!) diventa proprio questo: il punto d'incontro finale che mette fine, per ora, alla schermaglia.
A me è piaciuto molto, forse proprio per la quantità di cose che dice (e non dice) in così poche righe.
E' un quadretto, a suo modo, dove -etto è solo un indice delle dimensioni, non della qualità.
Ho pensato: sarà stato un invio all'ultimo con qualcosa d'improvvisato.
Invece no, penso che la storia sia stata pensata e realizzata esattamente per questa lunghezza, con questa forma e con queste luci. Proprio come certi quadri, uno dei quali è menzionato nella narrazione.
A me è piaciuto.
Sarà una qualche affinità col tema dei personaggi che dialogano senza capirsi realmente, o forse in realtà capendosi più di quanto la superficie faccia sembrare, ma non ho avuto grandi dubbi interpretativi. Un uomo adulto e una ragazza adolescente impiegano lo spazio del garage per una delle tante minuscole schermaglie che punteggiano il loro rapporto, fatto più di non detti e sentieri non percorsi.
In questo, anche le risposte apparentemente incoerenti del dialogo trovano il loro senso: ognuno cerca di attrarre l'altro in un modo che non è convenzionale, perché non è basato sul canonico piacersi, desiderarsi, respingersi, ma è più un pungersi e vedere che succede.
E qualcosa succede, perché alla fine la trasgressione del guidare l'auto (mi serviva il modello, per avere un'idea di cosa sia un'auto di sinistra, ti dirò!) diventa proprio questo: il punto d'incontro finale che mette fine, per ora, alla schermaglia.
A me è piaciuto molto, forse proprio per la quantità di cose che dice (e non dice) in così poche righe.
E' un quadretto, a suo modo, dove -etto è solo un indice delle dimensioni, non della qualità.
Fante Scelto- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
quando è finito ci sono rimasto male, avrei letto altro.
storia un po' surreale, certo, però hai creato un'atmosfera emozionante, che coinvolge il lettore e lo trascina nella scena.
riesci a farmi vivere il momento e le sensazioni che i due provano. non è facile.
ci sono alcuni refusi, ma cose da poco.
storia un po' surreale, certo, però hai creato un'atmosfera emozionante, che coinvolge il lettore e lo trascina nella scena.
riesci a farmi vivere il momento e le sensazioni che i due provano. non è facile.
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Re: Senza patente
Mi è piaciuta la metafora del “guidare l’automobile” per… va be’, lo sapete. Non l’avevo mai sentita. Quindi chiude bene il cerchio il “guidare senza patente”, che io ho interpretato un po’ sia come “senza il permesso, senza autorizzazione” che come “senza esperienza, in modo magari un po’ irresponsabile, spinti solo dal desiderio di farlo”.
Io la vedo come la storia tra due ragazzi, adolescenti o poco più, che si cercano e si desiderano, senza però avere mai il coraggio di arrivare al “dunque”, anche se tutti i loro amici già ci sono arrivati.
Fanno tira e molla (“Cambiamo idea ogni giorno”), non hanno nemmeno il coraggio di abbracciarsi, finché, se ho capito bene lei prende l’iniziativa con quel “E tu fai l’uomo”, perché si è stufata di struggersi in questa attesa indecisa. E via con la guida senza patente.
Molto carino. Pur così breve, ha un suo pieno compimento.
Lo stile è bello e personale.
Ma proprio proprio un po’ più attento alla formattazione e alla punteggiatura non puoi starci? 
Arianna 2016- Cavaliere Jedi
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A tommybe garba questo messaggio
Re: Senza patente
Un racconto che andrebbe bene per una folgore a tema "autorimessa". In realtà però anche qui fa la sua porca figura. Confesso che anche io avrei voluto leggere altro: l'Autore ha deciso di proporre così il racconto ma credo che avrebbe potuto mantenere lo stile per qualche riga in più. Con questo non contesto in sé la breve brevità, ma ciò che ho letto, l'atmosfera creata, i dialoghi al limite del surreale e, perché no, gli stessi personaggi, meritavano senza dubbio un respiro più ampio. Perché l'Autore la patente per scrivere ce l'ha di sicuro.
Grazie
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Re: Senza patente
Un racconto particolare, semplice e potente al tempo stesso. Sembra l'inizio di qualcosa: la proposta di quel giro in macchina senza patente è la tipica cosa che potrebbero fare due ragazzi alle prese con le prime sfide verso il mondo.
Eppure c'è qualcosa nei dialoghi e nelle osservazioni che non mi convince troppo sulla giovane età dei protagonisti: c'è troppa vita vissuta in quei dialoghi.
E' come se l'autore volesse descrivere davvero due giovani, ma non riesca del tutto a spogliarli di un vissuto che non dovrebbero avere, avvolti nella leggerezza e nell'ingenuità della loro età.
Eppure c'è qualcosa nei dialoghi e nelle osservazioni che non mi convince troppo sulla giovane età dei protagonisti: c'è troppa vita vissuta in quei dialoghi.
E' come se l'autore volesse descrivere davvero due giovani, ma non riesca del tutto a spogliarli di un vissuto che non dovrebbero avere, avvolti nella leggerezza e nell'ingenuità della loro età.
caipiroska- Cavaliere Jedi
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Re: Senza patente
Non capisco perché dipinga in un buio garage.
Non capisco perché Cecilia vada a trovarlo mangiando un tramezzino.
Non capisco cosa sia un'automobile di sinistra.
Ma soprattutto non capisco perché, per consolarla, le promette di farla guidare anche se non ha la patente.
In conclusione, non ci ho capito niente.
Non capisco perché Cecilia vada a trovarlo mangiando un tramezzino.
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Ma soprattutto non capisco perché, per consolarla, le promette di farla guidare anche se non ha la patente.
In conclusione, non ci ho capito niente.
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Come l'acqua che scorre, sono un viandante in cerca del mare. Z. M.
Menico- Younglings
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A tommybe garba questo messaggio
Re: Senza patente
Non avremo mai il coraggio di votare il racconto più breve della storia di DT, e per questo non posso che chiederti scusa, Autore.
Ma sei lo stesso parte di un primato, perché costruire un racconto così in poco più di 2.000 battute è qualcosa che a me non riuscirebbe neanche se ci provassi per cinquant'anni.
E, alla fine, è il racconto che ho letto più volte. Grazie di cuore per le pennellate che ci regali ogni volta che ti siedi davanti a un computer.
Piaciuto molto.
Ma sei lo stesso parte di un primato, perché costruire un racconto così in poco più di 2.000 battute è qualcosa che a me non riuscirebbe neanche se ci provassi per cinquant'anni.
E, alla fine, è il racconto che ho letto più volte. Grazie di cuore per le pennellate che ci regali ogni volta che ti siedi davanti a un computer.
Piaciuto molto.
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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.
vivonic- Admin
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A tommybe garba questo messaggio
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