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1"Utente": chi era costui? Empty "Utente": chi era costui? Ven Apr 29, 2022 2:49 pm

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L’anticamera della DT Room al centro del DR Palace, posto in cima alla collinetta che dominava la Piazza Centrale di DT City, era uno dei posti più temuti dai cittadini della leggendaria località.
Chi c’era stato narrava di attese lunghe anche più di dodici ore prima di essere ricevuti da “I due Presidenti”, così conosciuti da tempo immemore.
Quando finalmente ottenevano udienza, anziché tirare un sospiro di sollievo, gli astanti entravano in un vero e proprio stato di angoscia: i Presidenti ricevevano i cittadini in formazione tipo.
Alla scrivania, chino immancabilmente su una pila di appunti, stava Vivonic, l’ineffabile, colui che ascoltava, intervistava e infine liquidava i malcapitati che si presentavano con richieste che si potrebbero definire… sciocche? banali? inutili?
Vivonic era inflessibile, non aveva tempo da perdere, lui doveva studiare – sulla sua scrivania sostavano non meno di trenta libri tra romanzi, saggi, biografie, recensioni – e per prassi consolidata non perdeva più di una decina di minuti con chi si presentava al suo cospetto.
Ma chi incuteva un sacro timore in chi entrava in quella stanza era The Raven!
Si trattava di una figura mitica a metà tra l’essere umano e il libro, inteso proprio come oggetto di carta composto da un numero imprecisato di pagine.
Troneggiava da un soppalco cui si accedeva – trattasi di modo di dire, nessuno vi aveva mai avuto accesso al di fuori dello stesso Raven – per una scalinata ellittica che lo circondava da entrambe le parti; il colpo d’occhio era notevole in quanto il soggetto si mimetizzava con la parete retrostante che, al pari delle altre tre, era interamente ricoperta da scaffalature stracolme di libri.
Nessuno lo aveva mai sentito proferire parola.

Quel giorno nell’anticamera, in attesa di essere ricevuti, si trovavano Mac, Valentina, MarcoG e M.Mark O’Knee e ciascuno di loro avrebbe voluto essere ovunque tranne che lì.
Infatti, cosa più unica che rara, non si erano presentati con la solita sfilza di domande inutili da fare ma erano stati convocati dai due Presidenti; sì, avete capito bene: erano stati convocati.
I quattro eroi ostentavano una calma che contrastava con tutto ciò che ribolliva dentro di loro; ma si sarebbero fatti uccidere piuttosto che ammetterlo davanti agli altri.
Cosa mai potevano aver fatto – di male – per trovarsi lì, in quel momento, tra l’altro a poco più di dodici ore di distanza dall’uscita dell’ultimo editto del DR Palace, quello che aveva stabilito con puntualità svizzera i celebri paletti, gli strumenti con i quali da mesi ormai veniva governata la città?

A sottolineare l’estrema urgenza di quella convocazione i quattro furono ammessi al cospetto delle due mitiche figure dopo nemmeno un’ora di attesa.
«Lasciamo perdere i preamboli e veniamo al dunque» esordì Vivonic, dando a intendere che l’udienza sarebbe stata breve come sempre.
«Ci è giunta voce che tra la popolazione di DT City c’è fermento; pare che qualcuno non abbia ben compreso cosa intendiamo con il termine “utenti” e, di conseguenza, abbia cominciato a serpeggiare una sorta di malcontento».
Mac guardò di sottecchi gli altri tre, cercando nei loro occhi lo stesso imbarazzo che provava in quel momento. Gli sguardi erano rivolti a terra e il fatto che si dondolassero sui piedi diceva molto più di mille parole sul loro stato d’animo.
«Abbiamo pensato che l’unico modo per fare cessare ogni dubbio sia quello di mandare qualcuno nel 1600 a verificare cosa intendessero, allora, con la parola “utente”».
Stavolta fu Valentina a guardare gli altri, lo sguardo a metà strada tra l’allarmato e l’incredulo: quei due non potevano pensare sul serio a una cosa del genere.
«La nostra, naturalmente – l’avverbio venne sottolineato con un deciso cambio del tono della voce di Vivonic – non è una proposta, è una decisione già presa e - indovinate un po’? - i prescelti siete voi quattro».
Valentina provò a dire «ecco, io, avrei i bambini della scuola, in questo momento…».
Non riuscì a finire la frase che Vivonic la interruppe: «ho qui un elenco di ventitré cittadini che hanno dato la loro disponibilità in caso di emergenza e mi sembra di vedere anche il tuo nome. O mi sbaglio?».
«No, non sbaglia» sussurrò Valentina quasi impercettibilmente.
«Volevo ben dire» concluse Vivonic che, pur non avendo sentito la risposta, dava per scontato che non potesse che essere una: quella che Valentina aveva biascicato.
«Se nessuno ha più niente da chiedere direi che il nostro incontro è finito. Presentatevi oggi pomeriggio alle tre precise al tempio dalle sacerdotesse, loro vi diranno cosa fare. Buon viaggio».
Così dicendo, tornò ai suoi libri e non degnò più della sua attenzione i presenti.

Alle tre precise i prescelti si trovarono al tempio - ad essere precisi si trovarono nell’anticamera del tempio perché al suo interno l’accesso era precluso ai normali cittadini - al cospetto delle due sacerdotesse, la bionda e la mora, che li accolsero sulla soglia, avvolte in una leggera nebbia: Petunia e Hellionor erano magnifiche nelle loro vesti bianche e incutevano timore e rispetto grazie a una bellezza sfolgorante e alla grazia innata con cui trattavano i fedeli che si presentavano quasi ogni giorno con richieste di ogni tipo, spesso molto strampalate.
MarcoG si guardò attorno con una certa agitazione in cerca di qualcosa che non riusciva a trovare.
«MarcoG cosa stai cercando?» fu Petunia a rivolgergli la parola «ti vedo troppo inquieto».
«Mi chiedevo dove fosse la macchina del tempo che ci porterà nel passato» rispose MarcoG incoraggiato dalla voce calma e armoniosa della sacerdotessa.
«Macchina del tempo?» chiese di rimando, non riuscendo a celare un certo stupore, Hellionor. «Credete, forse, di essere in un romanzo di fantascienza? Non mi sembra proprio che sia questo il genere dello step attuale».
«Ma… come facciamo ad andare nel 1600, allora?» chiese Mac andando incontro all’amico che era rimasto sorpreso dalla risposta della vestale.
«Mi stupisco di voi» intervenne Petunia, sempre con dolcezza e calma imperturbabili «siete o non siete degli scrittori?».
La domanda era volutamente pleonastica, se si trovavano in DT City non potevano che esserlo, scrittori.
Nessuno ebbe il coraggio di rispondere e allora fu Hellionor che, con un sorriso che avrebbe ammansito perfino la Shere Khan di “disneyana” memoria, chiese: «qual è la principale dote che dovrebbe avere uno scrittore?».
La risposta la sapevano bene tutti ma nessuno sembrava avere il coraggio di parlare.
Fu Mark, fino a quel momento silenzioso osservatore di quanto stava accadendo, a rispondere con disarmante semplicità: «la fantasia!».
«Esattamente» confermò Hellionor la cui voce si era fatta, se possibile, ancora più dolce.
«Sarà la fantasia che dovrete utilizzare per proiettarvi nel passato e tanto più forte sarà il grado di fantasia che raggiungerete tanto più vicino a ciò che desiderate riuscirete ad arrivare».
«Ora andate» concluse Petunia «non avete molto tempo a disposizione e prima partirete meglio sarà».
La nebbia si infittì, nascondendo tempio e vestali.

«Ma dove siamo finiti?» chiese Mark, guardandosi attorno.
Si trovavano al centro di una grande piazza brulicante di gente che andava da tutte le parti proprio come sarebbe successo quattrocento anni più tardi.
Accanto a loro si trovava una strana scultura lignea che non aveva una forma ben definita finendo con l’assomigliare più che altro a un ammasso di tronchi, rami e legnetti accatastai alla meno peggio attorno ad un palo che si ergeva in verticale.
«Non può essere arte astratta» osservò Mac e subito aggiunse «sono certa che sia arrivata molto più tardi, storicamente parlando».
Sul lato destro della Piazza c’era quello che oggi non esiteremmo a definire un assembramento di persone e animali, cavalli per la precisione, e verso di loro si diressero Mac e MarcoG in cerca di qualche informazione.
Intanto Mark, che aveva cominciato a intuire qualcosa, osservava Valentina che appariva piuttosto imbarazzata.
«Tu sai dove ci troviamo e anche perché, vero?» le disse all’improvviso cogliendola di sorpresa.
«E perché dovrei saperlo?» rispose lei, facendosi rossa in viso.
«Stavo pensando che sei la più giovane e la forza della tua fantasia è molto più intensa delle nostre per cui immagino che siamo finiti dove tu hai desiderato che fossimo» argomentò Mark.
Messa con le spalle al muro Valentina decise che era inutile negare e confessò: «volevo vedere come era San Valentino nel 1600 e così penso che siamo finiti al 14 febbraio di quell’anno; però non so proprio dirti dove siamo come luogo».
«Lo so io dove siamo finiti e non mi piace proprio per niente» rispose Mark con aria molto preoccupata.
Nel frattempo Mac e MarcoG stavano tornando verso di loro.
«Non avete idea di dove siamo capitati» stava dicendo MarcoG con aria troppo eccitata.
«Siamo in Campo de’ Fiori a Roma» lo interruppe Mark.
«Sì, esatto» confermò ancora MarcoG e poi con fare dubbioso «ma tu come fai a saperlo?».
«Valentina ci ha portati qui perché voleva scoprire come era San Valentino nel 1600 per cui oggi è il 14 febbraio; e siccome quello è senza dubbio un mercato di cavalli, non possiamo che essere stati catapultati a Roma in Campo de’ Fiori».
«Ma non sapete ancora la cosa più importante» riprese MarcoG ritrovando all’istante l’entusiasmo di qualche secondo prima.
«Quella è la pira dove bruceranno Giordano Bruno» ripeté Mark senza scomporsi.
Per la seconda volta il sorriso si spense sul volto di MarcoG «sì, ma… come fai a saperlo?».
«Amici, non dimentichiamo il motivo per cui siamo qua» intervenne Mac che era già stata messa al corrente da MarcoG sulla folle idea che gli era venuta pochi attimi prima.
«Giusto» confermò Valentina «cerchiamo qualche innamorato cui chiedere come festeggia San Valentino».
«Valentina!» la richiamò all’ordine Mac.
«Ragazzi, ma vi rendete conto dell’occasione d’oro che abbiamo? Possiamo salvare la vita a Giordano Bruno! Lo possiamo liberare!» intervenne MarcoG ritrovando tutto l’entusiasmo che Mark aveva già provato a spegnergli un paio di volte.
Gli altri si guardarono stupiti poi rivolti a MarcoG, all’unisono: «ma stai scherzando?»
«Niente affatto! Pensateci bene, sappiamo dove si trova, dove è rinchiuso, abbiamo dalla nostra tutta l’esperienza maturata in secoli di progresso, cosa volete che sia? Ci vorrà un attimo…» ribatté MarcoG tirando fuori dalla tasca e mostrando agli altri un passepartout che aveva saggiamente portato con sé dal futuro.
«Scusate se mi ripeto, ma non perdiamo di vista il motivo principale per cui siamo qui: Vivonic è stato molto chiaro, mi sembra» provò a ripetere Mac.
«Ma chi meglio di un grande studioso potrà darci tutte le risposte che cerchiamo! Liberiamolo e poi potremo chiedergli tutto quello che vogliamo, anche solo per gratitudine sarà felicissimo di accontentarci. Mark che dici?».
Mark sembrava pensieroso. L’idea di vedere e parlare con il Bruno lo stuzzicava ma voleva arrivare il più presto possibile all’obiettivo prefissato e tornare nel più comodo 2022. Rifletté ancora qualche secondo e poi sentenziò: «Perché no? Proviamoci! Ma appena qualcosa dovesse andare storto lasciamo perdere le gesta eroiche e torniamo alla missione principale».
«Mac? Valentina?» chiese MarcoG reso euforico dall’appoggio di Mark.
«Ma potremo chiedergli anche come festeggiano San Valentino?» riprovò a chiedere Valentina.
«Valentina!» urlarono esasperati gli altri tre.
Ormai la missione era decisa e, a passo svelto e con fare circospetto, i quattro eroi si diressero verso le prigioni dove era tenuto il buon Giordano.
Arrivarono senza troppi problemi alle carceri di Tor di Nona, sulla riva del Tevere, a parte un momento di imbarazzo quando, a un crocevia, Mark tirò fuori il cellulare per attivare Google Maps: «Accidenti! Non c’è campo» esclamò sorpreso.
Toccò a Valentina prendersi la sua rivincita: «Mark, siamo nel 1600, manca ancora qualche settimana alla scoperta di Internet; metti via quel coso prima che ci arrestino tutti!»
Come era facile da prevedere anche senza aver mai aperto un libro di storia, la fortezza era presidiata da soldati e guardie a piedi e a cavallo.
«Ci vuole un piano» sussurrò Valentina «altrimenti come facciamo a introdurci all’interno senza essere scoperti?».
«Sei tu il nostro piano, Valentina» le rispose MarcoG.
«Io?».
Sì, passeggerai proprio qui davanti, al braccio di Mark, mostrando quanto più possibile le tue gambe mentre io e Mac approfitteremo della… ehm… distrazione delle guardie per intrufolarci alle loro spalle».
«No, no, no, scordatevelo! No, mi spiace, io non lo faccio, non mostro proprio un bel niente io a questi energumeni qua» ribatté con convinzione Valentina.
Cinque minuti dopo, mentre le guardie erano distratte da un paio di splendide gambe esibite senza pudore, MarcoG e Mac entravano nelle carceri di Tor di Nona in cerca di Giordano Bruno; quando finalmente lo trovarono, l’uomo che si materializzò davanti a loro e dietro le sbarre era molto lontano dall’immagine che si erano fatti.
Minuto, piuttosto basso, dimostrava almeno vent’anni in più rispetto all’età anagrafica; MarcoG aprì il cancello e il Bruno seguì i due senza proferire parola, così, sulla fiducia: era libero!
L’appuntamento con Valentina e Mark era lì vicino presso una chiesa che avevano individuato avvicinandosi alle carceri; li avrebbero aspettati sulle panche dell’ultima fila, fingendosi assorti in preghiera.
Se qualcosa fosse andato storto si sarebbero trovati al calar del sole in campo de’ Fiori, accanto alla pira pronta per l’eretico.
E qualcosa andò storto, anzi, non cominciò nemmeno ad andare!
Il Bruno si rivelò una zavorra, troppi giorni di carcere ne avevano fiaccato il corpo e così quando si trattò di cominciare a correre per scappare dalle guardie – a dirla tutta fu un intempestivo starnuto di MarcoG a far precipitare la situazione – il filosofo si piantò e il terzetto fu catturato dopo nemmeno sei minuti di fuga.

La fragorosa irruzione in chiesa delle guardie fece schizzare in piedi Valentina e Mark che decisero al volo di dividersi; la prima si diresse verso la sacrestia, l’altro verso l’altare.
Il rumore aveva fatto uscire il prevosto dal confessionale dove si era ritirato in preghiera e, vista la situazione, intimò senza indugio l’alt alle guardie che già si stavano disperdendo tra le navate all’inseguimento dei due fuggitivi.
«Questa è la mia chiesa» affermò con voce ferma «è la casa del Signore, come vi permettete di entrare in questo modo! Inginocchiatevi davanti al crocifisso!».
Le guardie, colte alla sprovvista, si guardarono incerte sul da farsi dando modo a Valentina di eclissarsi all’interno della sacrestia.
Intanto Mark, da dietro l’altare osservava quanto stava accadendo cercando di capire se ci fosse modo di liberare MarcoG e Mac che, con le mani legate dietro la schiena, si trovavano alle spalle di un ometto che doveva essere il grande eretico.
Fu il capo delle guardie il primo a riprendersi e, indicando i prigionieri, dichiarò «Padre, ci lasci fare il nostro lavoro; come vede abbiamo catturato due complici del condannato per eresia che erano riusciti a liberarlo».
«Oh vedo» disse il parroco «ma non capisco la necessità di tutto questo baccano qui nella mia chiesa».
«Ci sono altri due complici dei prigionieri all’interno della chiesa e le chiediamo di collaborare affinché vengano presto consegnati nelle nostre mani e giustiziati come meritano per eresia».
In quel momento il sacrestano che aveva sentito tutto uscì dalla sacrestia tenendo tra le braccia Valentina che consegnò immediatamente al capo delle guardie.
Mark si sentì perso, si guardò attorno e capì di non avere via di scampo e allora scese correndo dall’altare urlando all’impazzata.
Ci fu un attimo di caos del quale Mac approfittò per rifilare un calcio alla guardia più vicina e precipitarsi fuori dalla chiesa seguita da MarcoG: peccato che appena usciti furono circondati da sei guardie rimaste sul sagrato a controllare che nessuno entrasse nell’edificio scaro.
Nemmeno un’ora dopo che Valentina aveva sfilato davanti alle carceri di Tor di Nona al braccio di Mark, si ritrovò insieme ai suoi tre compagni di sventura nella stessa cella da cui avevano tirato fuori il grande Giordano Bruno che, ora, li guardava con una certa commiserazione: da quando lo avevano incontrato non aveva spiccicato mezza parola.

Tre giorni dopo in Campo de’ Fiori cinque pire davano spettacolo a una gran folla riunita per assistere ai fuochi d’artificio.
Le fiamme avevano appena cominciato ad attaccare la legna e già lambivano i piedi dei cinque condannati quando improvvisamente Mark, Valentina, Mac e MarcoG si ritrovarono nell’anticamera del DT Palace.
Il sollievo evidente nascondeva a fatica un certo stupore cosicché, quando Vivonic uscì dalla DT Room andando loro incontro, Mac non seppe trattenersi: «Ma cosa è successo? Come abbiamo fatto a tornare qui?»
«Dovete ringraziare chi ha scritto questo strampalato racconto – ancora non posso rivelarvi se trattasi di autore o autrice, spero che comprendiate – che, nonostante la vostra incoscienza, ha deciso di fare salva la vostra vita».
«Il grande Vivonic è uscito dalla sua stanza per noi, avete visto?» sussurrò MarcoG ma Vivonic, fulminandolo con uno sguardo, lo avvertì: «se sono uscito è solo per fare un grande favore a chi ha scritto questo inutile racconto, altrimenti il paletto dell’anticamera rischiava di essere troppo esile».
«Non che così sia molto più importante» fece osservare Mac con un sorriso di sufficienza.
«Sono d’accordo con te, ma non siamo né io né te a dover giudicare; fosse per me questo racconto lo cestinerei dopo una prima rapida lettura».
«Io non sarei così drastica» provò a farsi sentire Valentina «a me non è dispiaciuto essere la protagonista di un racconto».
«Direi che dopo questa affermazione possiamo mettere la parola fine a questo pasticcio pseudo letterario, ho molto da fare e vorrei tornare alla mia vita di sempre» concluse Vivonic rientrando nella DT Room e chiudendosi in modo definitivo la porta alle spalle.
«Però a me non è dispiaciuto essere la protagonista del racc…»
«VALENTINA!!!»

2"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Sab Apr 30, 2022 11:45 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ma che carino! Un altro racconto proprio divertente da leggere. Trovo che l’idea funzioni bene. Un cross over fantavventuroso e ingegnoso.
Mi sono fatta delle belle risate immaginando il nostro amati Vivonic e The Raven così ben caratterizzati da renderli super divertenti.
Mi è piaciuta molto l’idea strampalata del salvataggio di Giordano Bruno idea che poteva avere conseguenze letali per i nostri eroi.
Funziona bene anche l’artificio del cross over con penna e la fantasia. 
L’anticamera lo dici tu stesso autor@ si vede e non si vede ma è comunque ben inserita in questa fantasmagorica avventura. Piaciuto! Complimenti



Ultima modifica di Petunia il Sab Apr 30, 2022 3:45 pm - modificato 1 volta.


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

3"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Sab Apr 30, 2022 3:26 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Più che un racconto lo definirei un "divertissement".
D'altra parte l'aut* stess* parla di trama strampalata (lo fa dire al buon Vivonic) che sta in piedi proprio per la sua assurdità e per il carattere ironico che ha voluto dare a tutto il racconto.
Paletti presenti e tutto sommato ben amalgamati, qualche dubbio sulla centralità dell'anticamera che l'aut* stesso, un po' furbescamente, mette in evidenza dentro al racconto stesso.
Forse la cosa che più ho apprezzato è proprio il racconto nel racconto, i paletti che diventano quasi dei personaggi. Molto divertenti le figure di Vivonic e The Raven, mentre c'è una certa ruffianeria nei confronti di Petunia e Hellionor che mi fa propendere per una penna maschile.
Scrittura scorrevole, senza inciampi e, mi è sembrato, senza refusi evidenti.
In conclusione: divertente.

4"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Sab Apr 30, 2022 7:32 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Davvero divertente e ben strutturato questo racconto, e sorretto da una scrittura matura e senza errori (io, almeno, non ne ho notati).
L'autore ha attinto a piene mani dal gruppo di "utenti di DT" che hanno dato la propria disponibilità, utilizzandone ben 8 su 23. E li ha resi dei bei personaggi, tutti ben caratterizzzati.
Molto carina - anche se non originalissima - l'idea della fantasia che, per certi viaggi, funziona meglio di qualunque macchina del tempo.
Aggiungo infine che, come afferma Valentina, non mi è dispiaciuto affatto comparire fra i protagonisti.
Complimenti.
M.

5"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Sab Apr 30, 2022 11:17 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Divertente, ma nulla di più. 
La missione era di definire cosa si intendesse con il termine utente nel 1600, ma non ha avuto corso nel racconto.
È scritto bene, si legge bene, i personaggi formano una bella squadra... ma per ora i racconti di questo step non mi trasmettono molto, a parte il divertimento.
Quello non manca.

6"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Lun Mag 02, 2022 1:55 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Che storia! Mi son divertito parecchio. C'è un grande senso dell'ironia e questo per me fa sì che un racconto sia molto apprezzabile. Nulla da dire sulla scrittura. Scorre via che sembra un torrente di montagna e porta con sé anche qualche piccola scoria. Per me è da podio. Però sono ancora tra le prime letture e comunque me lo segnalo.

7"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Mar Mag 03, 2022 11:57 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Molto, molto divertente anche questo meta-racconto avventuroso con protagonisti gli utenti di DT!
Un inizio epico-ironico che acchiappa e tiene alta l’attenzione. Da una parte c’è ironia, ma dall’altra viene resa bene la percezione di certe caratteristiche delle persone.
“Carneade: chi era costui?”: dopo la citazione manzoniana del titolo, mi aspettavo appunto una prosecuzione in tema “promessi sposi” o almeno “don Abbondio”, invece il racconto ha un taglio differente, che però va bene così.
Il tono (prendo in prestito un aggettivo usato dall’autore) “disneyano” è coerente dall’inizio alla fine, accentuandosi nella parte avventurosa centrale. Dico “disneyano” perché mi è sembrato veramente di leggere una bella avventura di Paperino, una di quelle che leggevo nella mia infanzia, in cui Paperon de’ Paperoni allestiva una qualche mirabolante impresa costringendo nipote e pronipotini a imbarcarsi in folli imprese usando strampalate macchine. Avventure a cui ci si appassionava senza stare tanto a badare alla verosimiglianza o meno dei fatti che accadevano e alla loro logica. Avventure che magari alla fine si risolvevano proprio così, all’improvviso, quasi con un intervento di un deus ex-machina.
La coerenza del tutto è garantita dall’intervento dell’autore tramite la meta-narrazione.
Ben scritto, ben condotto.
Mi è piaciuto!

8"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Gio Mag 05, 2022 2:02 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Carneade, chi era costui? di manzoniana memoria, e il titolo è servito.
Gli utenti DT prescelti sono stati ben caratterizzati, Viv in particolare (che metta soggezione, la sottoscritta ne sa qualcosa…), anche se mi è piaciuto molto TheRaven (dai Cocca che ti giochi Viv definitivamente) parecchio simile a come avevo cominciato a impostarlo in una prima idea di racconto. Ma ci torno, eh se ci torno! Ho una cartella di file di scorta.
Per gli altri paletti: la chiesa è molto presente, visto l’argomento di base, l’anticamera un pochino meno; centrata l’ambientazione temporale, non c’è che dire.
La storia si impernia chiaramente sulle domande e sui dubbi espressi dopo ogni uscita dei paletti: un racconto quindi ben radicato nel mondo DT, dove ad ogni step sempre si pongono e sottopongono interpretazioni, ricerche di complicazioni ecc. Vuoi delle risposte? Non sei convinto? Eccoti servita l’occasione per toglierti ogni piccolo dubbio.
Andiamo anche controcorrente sul fatto che, quando qualcuno torna nel passato, di solito gli viene posto il veto a modificare o intervenire su eventi che possono influenzare il futuro. Ma qui siamo in un racconto di fantasia, anche un po’ strampalato come da solo lo giudica la Penna.
Carino l’escampotage dell’autore di mettere le mani avanti su qualche giudizio poco lusinghiero: state comodi, mi arrangio da solo…
Un racconto divertente, non mi ha fatto ridere, ma mi ha tenuto compagnia con leggerezza. Soprattutto la prima parte mi ha ricordato le versioni in chiave umoristica di certi Robin Hood, o altri film dove nel tragico di determinati eventi subentrano personaggi tipo Valentina! La Valentina che viene zittita è una chicca! Pare di vederla che ammutolisce e si fa piccola! Ma non demorderà di sicuro: chi non ha conosciuto una Valentina?

La scrittura è sicura per il tipo di taglio dato al racconto, niente di eccessivo e niente che manchi, e mi ha portato dentro le scene e accanto ai personaggi: sono un’utente con posto in prima fila, mi vien da dire.
Il genere direi che è azzeccato, con una chiave ironico/umoristica che ci sta bene.
Però, cara Penna, sul dubbio di cosa si intenda come utente nel 1600 l’hai sfangata! Comoda la scusa che ti hanno riportato al presente senza darti il tempo di indagare. Come uscire da un impasse con furbizia.
 
Le mie note:
 
dire «ecco, io… ---  «ho qui un… «qual è…  «la fantasia ---  e in altri punti che non ripeto; di solito si usa la lettera maiuscola dopo il virgolettato, salvo il caso di una frase suddivisa «Mi stupisco di voi» intervenne Petunia, sempre con dolcezza e calma imperturbabili «siete o non siete degli scrittori?».


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

9"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Ven Mag 06, 2022 6:49 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

"Il cleuasmo è la figura retorica che consiste nell'atto dell'oratore di sminuirsi, cercando così, con una professione di umiltà, di attirarsi le simpatie dell'uditorio."
Non che lo sapessi. L’ho cercato e l’ho trovato. Se qualcuno prima d’ora mi avesse parlato di cleuasmo avrei pensato a uno dei disturbi indicati nella pubblicità del Kijimea.
Il riferimento certamente vale anche per lo scrittore oltre che per l’oratore. Nel tuo caso però, dato il tono umoristico di tutto il racconto il cleuasmo finale non disturba affatto.
Ancora utenti DT a bizzeffe, ma il brano si legge molto bene, senza stancare. Hai giocato, ti sei divertit* e hai fatto divertire e questo lo considero uno splendido risultato che fa veramente passare in secondo e terzo piano l’autoproclamata latitanza dell’anticamera e anche la citata debolezza della trama che mi è sembrata un difetto irrilevante dato il tono complessivo del racconto.
Brav*!

10"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Ven Mag 06, 2022 8:10 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao autor@
Quando si dice: non ho la più pallida idea di che cosa scrivere…
e poi viene fuori un racconto così!
Troppo divertente! Giusti i tempi, i dialoghi, le atmosfere.
Scommetto che anche dall’elenco delle analisi del sangue riusciresti a tirare fuori unoperetta!
brav@ davvero
complimenti
 
Unica pecca… Però a me è dispiaciuto non essere la protagonista del racconto!  Embarassed

11"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Lun Mag 09, 2022 1:54 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Altro racconto ironico e surreale ambientato nel mondo DT (con escursione nel 1600 che mi ha ricordato "Non ci resta che piangere"). Abbastanza divertente e un po' autoreferenziale confesso che non mi ha convinto totalmente. Forse la vicenda con il Savonarola avrebbe meritato uno sviluppo maggiore. Nel compenso scorre e si fa leggere con piacere e con un sorriso sulle labbra che non guasta mai. Buoni i personaggi.
Complimenti
Grazie.


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

12"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Lun Mag 09, 2022 5:02 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Definirei questo racconto una parodia avventurosa.
Il racconto è leggero, divertente anche, però mi è parso troppo caricaturale.
È una scelta voluta dell'autore, non c'è dubbio, a cui va dato atto di avere scelto una strada e di averla seguita coerentemente sino in fondo, però personalmente non mi convince totalmente.
La sensazione che mi da è che sia tutto troppo costruito, tutti i personaggi che recitano a soggetto senza che venga fuori un pò di loro. Forse avresti potuto far uscire, all'interno della parodia, qualcosa di più umano dai personaggi.
È probabile che l'autore sia un arrivo recente e non conosca nessuno degli utenti di DT.
Sarà che io bazzico il forum da qualche anno, comunque Vivonic e The Raven, pur non avendoli mai visti di persona, non me li immagino così impostati, per me sono due casinari da competizione.
Lo so, è una parodia, la scelta che hai fatto è quella, ma forse alla lunga risulta essere troppo limitante.
La trama è surreale ma ci sta, è coerente con al scelta dell'autore.
Ripeto, è sui personaggi che mi sarei aspettato qualcosa di più, anche se so benissimo che questa volta la sfida non era proprio facile.
Un'ultima considerazione: ho notato che le cose nella storia si sono fatte complicate quando è entrato in scena il famoso frate filosofo. 
La cosa non mi ha sorpreso per niente, sono mesi che la Disney va dicendo che non si nomina Bruno.

13"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Lun Mag 09, 2022 6:38 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

La troppa generosità, il voler coinvolgere tutti gli utenti possibili di DT fa naufragare le tue intenzioni, autore.
Nemmeno dimezzando i protagonisti il racconto potrebbe migliorare. Che poi, se ti molla un punto ognuno dei partecipanti, vincerà il tuo racconto, fosse solo per la legge dei grandi numeri.
Ci ho ripensato, è solo invidia la mia perché manca il mio nome.
Ti abbraccio.

14"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Mar Mag 10, 2022 2:17 am

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. 

Noblesse oblige:

1. "Trattasi di modo di dire". Non so dirti se sia corretta la frase, altri più capaci sapranno rispondere, ma a me non piace molto. 

2. "Troneggiava da un soppalco cui si accedeva (...) per una scalinata ellittica che lo circondava da entrambe le parti". Un soppalco, come ogni figura geometrica solida, ha almeno quattro lati, oppure è senza lati se ha una diagonale. La parole "entrambi" significa "da ambo le due parti", quindi il termine, a mio parere, non è corretto.

3. "Ti vedo troppo inquieto". Quel "troppo" non lo trovo funzionale, non mi convince. Un "troppo inquieto" può e forse deve essere sostituito con un termine solo e più forte.

4. "Non mi sembra proprio che sia questo il genere dello step attuale". Qui, probabilmente con un intento "giocoso", confondi la finalità del racconto col racconto vero e proprio. Non mi convince. Anche in fondo creerai quella commistione, quando Vivonic parlerà del paletto dell'anticamera.

5. "Sul la destro c'era quello che oggi non esiteremmo a definire un assembramento di persone e animali..." . E nel 1600 lo definirebbero diversamente?

6. "Gli altri si guardarono stupiti poi rivolti a MarcoG, all'unisono: <>". Qui mi sembra manchi qualcosa, almeno almeno una virgola.

7. Non viene spiegato come le guardie potessero sapere che i due "complici" fossero all'interno della Chiesa. 

Considerazioni finali.

Non è il genere che prediligo leggere, d'altronde sono preparato a leggere, stante la natura dei paletti, racconti umoristici e leggeri di questo tipo. Sinceramente, proprio per una questione estetica del racconto, avrei preferito che anziché i nickname fossero stati usati i nomi di battesimo degli utenti. Peraltro, hai scelto di descrivere personaggi reali in un canovaccio da "teatro dell'assurdo", creando nel merito una sorta di cortocircuito letterario. In un quadro più cinematografico, il tuo lavoro mi ha ricordato in generale i cortometraggi di Buster Keaton, o anche momenti divertenti dei film più demenziali di WoodY Allen. Ho qualche perplessità sulla punteggiatura, soprattutto a me mancano un po' di virgole. La storia è simpatica, d'evasione, e non serve andare a cercare i significati di un racconto surreale e leggero. Eppure, in un contesto come quello da te scelto, trovo un poco "dissacrante" accostare e descrivere così "macchiettamente" un personaggio come Giordano Bruno. A prescindere da tutto ciò premesso, in ogni caso ho sorriso molto leggendo il tuo racconto e questo è un punto a tuo favore. Grazie per averci fatto leggere il tuo racconto.

15"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Mer Mag 11, 2022 6:30 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

altro racconto leggero e divertente, senza pretese.
anche qui dire che l'idea è buona mentre lo sviluppo lascia a desiderare.
perbacco, l'avventura c'è, eccome se c'è, però la missione manco è stata sfiorata.
l'entrata in scena si Giordano Bruno mi pare abbia creato  più confusione che altro.
nel racconto ci sono svariati refusi, mancano parecchie maiuscole.
molto divertenti i dialoghi dei personaggi, a loro volta ben caratterizzati.


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

"Utente": chi era costui? Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

16"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Dom Mag 15, 2022 12:34 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Pur nella sua leggerezza, il racconto non è riuscito a conquistarmi.
Non c'è un singolo motivo, è più una commistione dei seguenti.

Non ho apprezzato il fatto che la domanda alla base della missione, che poi dà anche il titolo al lavoro, rimanga insoluta, così, senza neppure un richiamo finale che la lasci volutamente insoluta.
Alle ultime righe, quando i nostri vengono rinchiusi col Bruno, ero lì a ripetermi "Beh, adesso glielo chiederanno, adesso glielo..."
E invece niente.

Il tono umoristico che hai scelto di dare al racconto è tanto esile. Partendo da basi così strampalate potevi dare libero sfogo al tuo lato demenziale oppure cercare di divertire il lettore con trovate più approfondite.
Un paio di esempi a casaccio che mi sono rimasti impressi.
- Prendi il punto in cui Valentina dovrebbe mostrar le gambe per distrarre le guardie: i protagonisti non hanno pensato che, nel 1600, forse le guardie sarebbero sì corse dietro a una donna vestita così "succinta", ma per arrestarla per atti osceni in luogo pubblico. Lo stratagemma avrebbe funzionato, ma con uno sviluppo diverso da quello previsto dai personaggi.
- Prendi la battuta finale della stessa Valentina. Ci sta il ripetere lo sketch dello zittirla in coro, però mi aspettavo che la sua battuta vertesse sull'argomento per il quale era già stata zittita più volte, cioè San Valentino.
Anche questo argomento rimane smarrito nella narrazione, e la stessa Valentina non sembra rammaricarsi di non aver risolto la sua curiosità (come della già citata missione di definire l'"utente" del titolo.)

Lo stesso Giordano Bruno, a questo punto, poteva diventare un soggetto strampalato e dar vita a qualche gag tragicomica. Invece non fa o dice letteralmente nulla.

Lo stile, per chiudere, non mi ha entusiasmato. Visto il genere scelto, ci avrei visto bene qualcosa di più energico e scanzonato, e meno ampolloso, passami il termine: forse un tentativo di dare un tono fiabesco al racconto? In qualche passaggio ho avuto questa sensazione, specie all'inizio.
Poi, spieghi tantissimo, specie negli scambi di battute tra i personaggi.
Meglio evitare di dire al lettore che, esempio, MarcoG è "stupito" subito dopo aver detto una frase che già di per sè esprime stupore.
Lascia che sia il parlato a trasmettere le sensazioni dei personaggi!

In conclusione, come avevo iniziato, il racconto non mi ha convinto. L'idea è stata comunque buona, e ti faccio i complimenti.

17"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Mer Mag 18, 2022 9:21 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

"Utente": chi era costui? 
Una domanda che non troverà mai risposta. Anzi dirò di più, una domanda che non verrà manco presa in considerazione dagli stessi protagonisti, visto che poi il racconto va da un'altra parte. 
Questo mi dispiace molto. Ho avuto l'impressione che l'autore non avesse le idee chiare su che strada prendere e che, come succede spesso, a corto di tempo abbia messo tutto insieme. 
Prese singolarmente alcune cose sono brillanti e molto valide ma poi nel complesso risultano quasi slegate. 
Ho trovato geniale l'idea delle città che ha i paletti come leggi. Quindi immagino che cambino ogni due mesi, un trovata veramente originale. 
Mi è piaciuta anche la sottile vena ironica che non diventa mai eccessiva ma forse mi aspettavo qualche guizzo in più.
Il potenziale del racconto era veramente molto alto. Si nota un grande fantasia ma purtroppo man mano che va avanti il testo si perde, lasciandomi insoddisfatto.


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Someone give that Wolf a Banana  "Utente": chi era costui? 1f34c 

18"Utente": chi era costui? Empty Re: "Utente": chi era costui? Sab Mag 21, 2022 9:50 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Non ci resta che piangere: impossibile non avvicinare il tuo racconto a quel capolavoro indelebile nella nostra memoria. Avrei gradito che a un certo punto qualcuno avesse detto: "Un fiorino!", ma mi accontento.
Il racconto mi è piaciuto un sacco per la sua capacità di divertire autore e lettori, e in più la genialità finale di rendere protagonista l'anticmera mi ha proprio convinto.
La scrittura è molto buona, i paletti ci sono stati bene, l'avventura c'è, il piacere di leggere è stato altissimo, io ne vengo fuori al solito (chissà cosa penserebbero di me i lettori dell'antologia estranei a Dt), quindi non mi resta che farti i miei complimenti e ringraziarti della tua partecipazione 🙂


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

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