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La capsula della memoria

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Claudio Bezzi
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Messaggio Da Claudio Bezzi Ven Giu 21, 2024 2:44 pm

SVEGLIA! È tutto falso!! Non c’è nessun virus micidiale ma solo l’ennesima forma di controllo del potere sulle masse! Se non fosse così, perché mai chiedere ai cittadini di scrivere il loro “ultimi” pensieri su questo sito? Lo capite che date solo informazioni, che in questo modo chi comanda osserva le vostre reazioni in vista della guerra totale che stanno preparando?? Per un’informazione alternativa e veramente indipendente andate sul sito www-controcontrocontro-online.


A me sembra ‘na stronzata colossale. Qua se more e quelli s’inventano la capsula de la memoria. Branco di stronzi incapaci. Allora: caro lettore del futuro che sei sopravvissuto e leggi questa mia, sai che te dico? Me dispiace! A me me dispiace che te sei vivo e io so’ morto, me capisci? Ma vaffanculo! L’unica soddisfazione che c’ho, vojo che tu lo sappia, è che sarai pure vivo, ma in un mondo morto e sepolto. Sei vivo ma in un mare de merda. Stronzo!


Scrivo, sì. È terapeutico. Se devo morire, ed è probabile, l’umanità del futuro deve sapere e capire, e non commettere gli stessi errori. Caro uomo, o donna, del futuro, sopravvissuto al virus Machupo III bis, devi sapere che tutto era abbastanza previsto. Io, che scrivo queste note mentre sento le ambulanze, qui sotto, portare via i morti dalle strade, sono un biologo; tutti noi, biologi, epidemiologi, genetisti, sapevamo da tempo che un virus, molto probabilmente, avrebbe spazzato via l’umanità. E ce n’erano stati, di virus pericolosi, e di migliaia di morti, e di simposi scientifici, e avvertimenti dell’OMS… I virus sono più antichi dell’uomo ma, come posso dire, nel mondo antico facevano al massimo danni locali. Ma il mondo globale, interconnesso… I roditori infetti sono arrivati in Europa e in Asia, e in Africa, con le navi; poco male se il virus non fosse, ovviamente, mutato, consentendo la trasmissione da uomo a uomo. Tu che mi leggi, uomo del futuro, sarai uno scienziato? Potrai meditare quindi su questi errori tragici che abbiamo fatto noi, tuoi progenitori? O sarai un militare, e terrai queste informazioni alla stregua di un segreto? O, più semplicemente, sarai un sopravvissuto spaventato e non te ne importerà nulla?


Mi è salita la febbre. Mi restano poche ore. E non ho mai amato, non sono mai stata amata. Morire giovane ed essere preda solo di rimpianti. Dov’è Dio?


Ho meditato a lungo. La fine dell’umanità a causa di un virus lascerà intatti i musei, le architetture, i laboratori, le biblioteche… La Cappella Sistina continuerà a esistere caro discendente sopravvissuto. Avrai la forza di creare una nuova civiltà a partire dal nostro lascito?


Scrivo questo messaggio e lo lascerò nella capsula del tempo. Bella idea. Dovendo morire quasi tutti, mettiamo le nostre migliaia di messaggi in questo sito, così quell’uno per cento che sopravviverà avrà una testimonianza di noi, il novantanove per cento morto. Ma sai cosa ti dico, caro uno per cento? Che tu non leggerai mai questi testi. Mai. Sono piuttosto competente sul piano delle catastrofi, avendo fatto un corso specifico della Protezione Civile; e come psicologa mi sono specializzata in sindrome post traumatica. So quello che dico. Analizziamo i fatti: mentre scrivo, la città è piena di cadaveri riversi sul loro vomito, sul loro sangue. Hanno smesso da giorni di raccoglierli, immagino che gli addetti si siano infettati a loro volta. La puzza è insopportabile. Tu, caro uno per cento (ti chiamerò UNO, posso?) l’avrai sentita la puzza. La puzza dei tuoi cari, i genitori, i figli, morti e insepolti, che si putrefacevano nei loro liquidi, assaliti dai mosconi, con l’orrore spaventoso di una morte così indecente. L’hai sentita, no? Poi, se sei sopravvissuto, avrai dovuto cercare cibo, un cibo che da generazioni non siamo capaci di produrre da soli e che avrai procacciato nei supermercati, saccheggiati già dozzine di volte. Caro UNO, a meno che tu non ti sia rifugiato in una cascina di montagna, con acqua potabile e un orto ma, specialmente, tante armi automatiche e una bella scorta di munizioni, beh… credo proprio che anche tu, sfuggito al Mapuche, non sarai sfuggito al dopo virus; e sai cosa ti dico? Che forse è stato peggio per te. Almeno per noi è finito tutto in fretta. Quindi mi chiedo: ma tu, caro UNO (o forse sei UNA), scampato al virus e al dopo virus, ma davvero davvero non sapendo che fare accendi il tuo PC, vai su Internet, cerchi la Capsula della Memoria, e leggi questa mia? Ma, prima di tutto, esiste ancora Internet? Ma la corrente elettrica funziona ancora? Non lo credo. Tutta questa storia della Capsula è un’enorme stronzata consolatoria. Ecco. La nausea mi assale; i muscoli sono doloranti e sento di avere la febbre. Addio caro UNO. Pigio ‘Enter’ e mi distendo sul letto.


Buongiorno a tutti. Volevo dire che i miei vicini, la famiglia Guerrini di via Ugo Foscolo 43, interno 5, sono dei figli di mignotta. Prestano denaro a strozzo e sono una manica d imbroglioni. A me mi hanno rovinato. Addio.


Sono sereno. Ho settant’anni, non ho figli, mia moglie è morta già da alcuni anni. La vita è passata tranquilla, vorrei dire serena. Lavoro, qualche viaggetto. Lina, mia moglie, è stata una brava donna e io spero di essere stato un brav’uomo. Ci siamo dispiaciuti a lungo per la mancanza di figli, ma adesso ne sono felice; mi preoccuperei per loro, li vedrei morire, o loro soffrirebbero vedendo morire me. Meglio così. Ho fatto un giro di telefonate agli amici ma non mi ha risposto nessuno; immagino siano già morti. Io quindi sono stato fortunato. E voglio finire velocemente questa mia vita. Sono anni che non vado a caccia, ma qualche cartuccia ancora ce l’ho. Un colpo e via, non sentirò nulla. Mi perdoni, uomo del futuro, se scelgo la via più facile?


Ti prego, tu che leggi queste mie righe, ricordami nelle tue preghiere e recita l’eterno riposo per me e per tutti i defunti.
L’eterno riposo
dona a loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.


Gente del futuro, questo è DAVVERO un messaggio importante, per favore non trascuratelo. Ci siamo messi d’accordo, io, Gimmy, il Bue, Tonino e Franky; ci prendiamo le nostre ragazze e rubiamo i pick up di mio padre e dello zio del Bue. Li riempiamo di provviste, sacchi a pelo, mazze da baseball e coltelli per difenderci, che tanto si sa come andrà a finire, o noi o loro, e scappiamo tutti in collina, su alle Querce, dove Gimmy ha una casetta; del padre, voglio dire, che tanto è appena morto, lo sfigato. Insomma: noi andiamo là, lontano dall’infezione, e ci barrichiamo dentro. Allora: se voi gente del futuro siete dalle parti di Siena, veniteci a cercare, che forse avremo finito il cibo e potremmo avere bisogno d’aiuto. Va bene? Se poi avessimo il massimo della sfiga, beh, allora fanculo anche voi.


C’erano quattro gatti. All’apice dell’epidemia la chiesa era piena di gente spaventata, che si consegnava alla misericordia di Dio, ma ora son quasi tutti morti. Ho salutato gli ultimi rimasti, ho detto loro di pregare per me come io avrei fatto per loro. Nell’ultima omelia ho letto Genesi, 19: 13: “Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli”, e ho ricordato loro che Lot si salvò, e anche le sue figlie, perché grande è la misericordia di Dio. E tu, lettore che frugherai in questo deposito delle memorie di noi morenti, che forse sei preda di angoscia e dolore, non ti abbandonare ad esse, e sappi che Dio è con te, come lo fu con Lot, e ha certamente un disegno per te. Che Dio ti benedica.


Il mio scopo è rileggere questa testimonianza fra qualche mese e ridere di gusto. Mi chiamavano pazzo, e scemo, fanatico, complottista… Li vedevo che sghignazzavano alle mie spalle. Ma loro, gli imbecilli, sono già per metà morti, e l’altra metà li seguirà presto. E io, passato il virus, sarò ancora qui. Io, la mia donna, mio fratello vedovo e sua figlia. Dentro al bunker. Ho impiegato dieci anni per costruirlo, e una quantità di soldi incredibile. La gente mi mandava le foto delle vacanze a Cortina ma io, niente, niente vacanze: ogni Euro risparmiato finiva nel mio progetto di bunker: bagni chimici, purificatori d’acqua, un magazzino pieno di ogni ben di dio che potremo stare rintanati, tutti e quattro, almeno un anno. E armi, naturalmente, che quando usciremo non ce ne sarà per nessuno. Sono anni che mi alleno al poligono e ve lo dico chiaro: scansatevi. Ci siamo chiusi dentro l’altro ieri, vedendo che ormai la situazione precipitava. Sentiamo bussare alla porta, saranno i vicini, quei pezzi di merda che ridevano di me. Bene, adesso rido io. Fra qualche mese vedremo chi riderà, e rileggerò questo messaggio a mio fratello facendoci due risate e stappando una bella birra. O meglio no, se penso alla birra sento salirmi la nausea… Mi sa che ieri sera ne ho bevuta troppo. Addio stronzi, come si dice: “Chi non muore si rivede”.


Giovanni, spero che tu abbia seguito il mio consiglio. Che tu sia sopravvissuto e che abbia seguito il mio consiglio. Forse ho fatto male a non fidarmi mai di nessuno, sì, adesso lo capisco, ma cosa vuoi che ti dica? Sono fatto così. Sarò sbagliato, non lo so… Perdonami, ti prego. Comunque ti volevo dire dell’oro. Ne ho un bel mucchietto, come sai, e credo che ti sarà molto utile, mentre gli Euro, presumo, non conteranno più niente. Allora: se sono ancora vivo, ci abbracceremo e decideremo come usarlo; ma se fossi morto ti spiego dove l’ho messo. Naturalmente voglio che lo trovi solo tu, quindi cerca bene di capirmi. Ti ricordi da chi abbiamo passato la Pasqua tre anni fa? Quella volta in cui Giuseppina ci disse di essere incinta e la zia Cleofe si arrabbiò moltissimo? Bene: nel giardino c’è una grande quercia, molto bella, non puoi essertela scordata; con la casa alle spalle, guardando la quercia, fa’ una decina di passi normali a destra, verso la strada. Scava. Troverai una cassetta con l’oro. Ciao Giovanni, spero che tu te la cavi.


Dovevo sposarmi il mese prossimo. Merda. Allora sono andato da Filippo, no? e gli ho detto “chi se ne frega, scopiamo”. E quello, scemo, non mi viene a dire che no, non sta bene, fuori dal matrimonio è peccato. Non ci ho visto più, mi sono spogliata e mi sono presa quello che volevo. Donna del futuro, ascoltami bene, se sei lì che cerchi di ricostruire una cazzo di civiltà. Non permettere a una religione di dirti cosa puoi o non puoi fare; non permettere a un uomo di dirti cosa è giusto e cosa non lo è. Ma incomincia subito col piede giusto, mi raccomando, se no è un attimo: ti distrai e sei fregata per altri duemila anni.


Cara Capsula del Tempo, il mio papà mi ha detto di scrivere un pensierino per i bambini del futuro, che apriranno la capsula e leggeranno tutte le cose scritte. Il papà dice che forse ci ammaleremo ed è importante scrivere prima. Credo che sia per questo che è triste e la mamma piange sempre. Cara Capsula del Tempo, ma mi devo ammalare anch’io? Io sono brava e la maestra dice che disegno benissimo. Posso guarire subito? Anche il papà e la mamma?


Puttanate! Ma che virus sudamericano, mutazione naturale e altre fandonie. Non dovete credergli! Questo virus è un’arma batteriologica scappata da un laboratorio di BigPharma, è chiaro? Lo capite o no che siamo stati tutti manipolati? E tu, ometto del futuro che semmai sei sopravvissuto grazie a queste medicine miracolose promesse dal governo, SVEGLIA! Pensa con la tua testa, per favore!!!111!!! È tutto un business, è tutto studiato a tavolino. Ma davvero credi che un virus portato dai topi abbia sterminato l’umanità? Ma sei scemo? Allora, ascolta bene: io, quella merda di medicine, non la prendo. Se devo morire morirò, come tanti, come tutti. Ma tu che sei lì adesso e leggi questo messaggio, per favore, ragiona! Tutto è stato voluto. Chi ci guadagna? Eh? Pensaci! Pensa a chi guadagna da questa macchinazione, non è difficile. Quindi, tu che leggi, ATTENTO! Chi comanda, adesso? Cosa ti dice di fare? Che porcheria ti dice di ingurgitare? PENSA! AGISCI! COMBATTI!!!


So che morirò. Se il virus uccide il 99% dell’umanità è chiaro che morirò. La statistica è contro di me e io, porca miseria, conosco la statistica. Il decorso della malattia è abbastanza rapido, quindi soffrirò poco. Così spero. Il dolore mi spaventa, ma la paura per quel dolore è più spaventosa. Quest’idea della Capsula del tempo, all’inizio, mi pareva una grande sciocchezza, ma poi, cosa devo fare? Hanno portato via mia moglie e i miei figli, un dolore immane. Ma io, stranamente, non sento ancora nessun sintomo. Credo sia un caso e mi preparo, serenamente, a morire. Vorrei essere chiaro: voglio morire. I miei cari mi sono stati portati via, vivere sarebbe un dolore ingiusto, inaccettabile. Fortunatamente sono ateo, e non ho paura della morte. Tutto l’universo finirà, cosa volete che significhi la morte di un piccolo essere umano in un sistema solare periferico di una di miliardi di galassie? Questa prospettiva mi aiuta molto. È una forma di relativismo sana, che mi fa pensare che io non sia eccezionale solo perché il mio Ego domina la mia ragione. Al contrario: io sono pulviscolo cosmico, insignificante. La mia vita, o la mia morte, non cambieranno di una virgola i destini dell’universo. Anni fa lessi il libro di un antropologo, non ricordo più il nome, che paragonava l’umanità al tumore. Comparava, in quel libro, l’eziologia del cancro allo sviluppo della civiltà umana e mostrava, questa la sua tesi, che l’umanità era il cancro del pianeta. Una malattia purulenta e mortale, nefasta, distruttiva. Sono d’accordo. Non so cosa combinerà quell’uno per cento di sopravvissuti. Credo poco. Credo pochissimo. Ma questa idea che noi uomini siamo il tumore del pianeta mi accompagna da anni. Noi siamo un errore evolutivo. L’intelligenza - oh, la tanto osannata intelligenza umana! - è chiaramente un errore evolutivo. Abbiamo riempito il mare di plastica, il mondo di ingiustizie, il territorio di cemento, la vita di orrori. Lo dico chiaramente: se invece del 99% scomparisse il 100% dell’umanità potrei anche gioirne. Si salverebbero le querce e i daini, i delfini e le margherite e l’erba cipollina, i lupi, le api, i cani e le foche, smetterebbe di sciogliersi l’Artide, l’aria tornerebbe profumata. Ha fatto più danni l’umanità in poche migliaia di anni che tutte le altre specie in milioni. Siamo noi l’errore, siamo noi il cancro. Il virus? Una reazione antisettica del pianeta all’invasore, che siamo noi; al predatore, che siamo noi; all’infezione, che siamo noi. No, sinceramente, spero che non sopravviva nessuno. O che i sopravvissuti ripartano da zero; chissà, forse il prossimo ciclo evolutivo sarà diverso, migliore. Non ho ragioni di crederlo. Adesso aspetto la morte, sperando di morire. Tu, umano del futuro che mi leggerai, se mi leggerai, sappi che sei solo un cancro non ben estirpato; un tumore sfuggito al chirurgo. Non ti auguro alcuna fortuna.


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Questo racconto era il mio piano "C" per il secondo step di Pachamama. Uscito il tema avevo buttato giù le bozze di tre differenti racconti, poi ho scelto quella che mi pareva la migliore, l'ho sviluppata come racconto compiuto e corretto e mandato al CdL; che me l'ha bocciato. Allora ho scelto - fra i due rimasti - quello che reputavo più decente e sono riuscito a partecipare (queste cose le ho scritte anche nel terzo tempo del secondo step). Mi è rimasto il terzo racconto, che era il piano C se mi avessero bocciato anche il secondo. Non sapendo che farne, lo metto qui per chi ha voglia di leggerlo. Pachamama rules!

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Messaggio Da tommybe Ven Giu 21, 2024 4:36 pm

Avresti vinto pure con questo racconto, ci scommetto.
Mi sembra pure più personale, più tuo.
Nell' altro hai dato il corpo, in questo l' anima.
Che forse è la stessa cosa, anche se la gente non lo sa.

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Messaggio Da Albemasia Ven Giu 21, 2024 9:30 pm

Wow... Alla faccia del "Piano C"!
Per me poteva essere il "Piano AAA+" e anche secondo me avresti conquistato il podio pure con questo racconto.
Sono d'accordo con Tom quando dice che qui c'è anima..., sei riuscito a rappresentare un ventaglio di sfaccettature di questa veriegata umanità. 
Unico appunto: quando la bambina (che mi ha tanto ricordato la "mia" bambina del contest...) scrive: "Credo che sia per questo che è triste e la mamma piange sempre." pur essendo la forma verbale corretta, credo che in un linguaggio infantile in realtà la stessa frase sarebbe resa con un più probabile: "Credo che è per questo che (papà) è triste e la mamma piange sempre". 

Ma a parte quasta inezia ti faccio i miei complimenti.
Grazie per averlo condiviso con noi.
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Messaggio Da Susanna Ven Giu 21, 2024 9:48 pm

Penso proprio che questo raccconto avrebbe avuto il giusto riconoscimento nel contest: regge bene, i vari narratori per delineati e si è davvero curiosi, di stacco in stacco, di conoscere chi verrà dopo.
Bravissima.

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Messaggio Da M. Mark o'Knee Ven Giu 21, 2024 10:32 pm

Avevo definito @Albemasia, durante la Staffetta, una "macchina da guerra", ma qui siamo davvero oltre. Addirittura una strategia con tre piani per il secondo step e questo era "solo" il terzo: ha ragione @tommybe su tutta la linea, parlando di classifica, di corpo e di anima.
Ti capisco (o almeno credo) quando dici che hai bisogno di scrivere, che ne senti la necessità. Hai un sacco di "roba" che preme per uscire e i contest sono l'alveo perfetto per il tuo fiume.
Qui, in un solo pezzo, hai saputo dar vita a diciassette personaggi indimenticabili, caratterizzati perfettamente nella brevità o lunghezza, nel detto e non detto dei loro stessi messaggi.
Tanto di cappello, Claudio "Scrittore" Bezzi.
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Messaggio Da Andrea Bernardi Sab Giu 22, 2024 9:41 am

Molto interessante! Un futuro distopico molto cupo (che ricorda quello de "La strada" di Cormac McCarthy) viene  raccontato con un metodo narrativo "corale" simile all' Antologia di Spoon River di E. Lee Masters.
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Messaggio Da Claudio Bezzi Sab Giu 22, 2024 10:00 am

@Andrea Bernardi Questa è la ragione per la quale questa bozza di racconto era il piano "C": non si può scimiottare Edgar Lee Masters se non si raggiunge poi un livello decente.

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