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Messaggio Da Different Staff Sab Dic 03, 2022 9:44 am

Ma Nino, non aver paura di sbagliare un calcio di rigore.
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.
Federico spegne l’autoradio con un gesto di stizza, schiaccia il pedale dell’acceleratore mentre mormora "Ma vaffanculo anche te, De Gregori!".
L’auto corre veloce lungo l’autostrada deserta verso Napoli, gli italiani sono ancora chiusi in casa, attoniti, delusi, incazzati neri con lui, il grande campione, il numero uno al mondo.


La cucina è grande, a lui sembra immensa, con il tavolo massiccio proprio al centro.
Gli piace giocare a pallone lì dentro nelle giornate estive piovose, quando fuori non si può andare e la noia prende il sopravvento.
Sa che è vietato, nonna Giovanna non vuole, ma forse è anche questo gusto del proibito a stuzzicarlo; e poi per lui il pallone è tutto, vuole diventare un campione come il suo papà.


Il Motel è di infimo livello, tappezzeria qua e là scrostata, letto che cigola e in bagno il rubinetto del lavandino che gocciola.
Federico, steso sul letto, osserva il soffitto, incapace di prendere sonno, accanto a lui il Mac ha una forza di attrazione che nemmeno una calamita.
Federico resiste, "non mi avrai, maledetto" pensa, poi guardandolo fisso nello schermo gli urla "smettila di fissarmi così, tanto non ti accendo!".
Un quarto d’ora dopo le immagini lo riportano in campo, sono passate soltanto cinque ore ma sembrano mesi.
«Tocca ora a Chiesa mantenere vive le speranze di milioni di italiani incollati allo schermo, chi avrebbe immaginato che dopo tre edizioni saltate, gli azzurri potessero giocarsi il titolo mondiale all’ultimo rigore…
Sono, dunque, affidate al capitano, al grande vecchio di questa squadra completamente rinnovata, le speranze di proseguire con i tiri a oltranza.
Eccolo che si avvicina al dischetto, sistema il pallone, uno sguardo al portiere avversario, uno sguardo all’arbitro.
L’Olimpico è avvolto da un silenzio irreale, vai Federico, facci sognare ancora!
Breve rincorsa, tiro… PALO! Ha colpito il palo! La Francia è nuovamente campione del mondo…»


La cucina è il regno di nonna, la tiene pulita come la sala operatoria di un ospedale.
In quella stanza immensa la nonna crea dei veri e propri capolavori, torte di ogni genere, le famose alici al limone, la focaccia che in nessun bar trovi così buona ma, soprattutto, il famosissimo “pesto della Giovanna”: non c’è vicino nel giro di 20 chilometri che non sia venuto almeno una volta a chiederne un vasetto.
E poi, normalmente, ritornano.
Ecco perché quando lo vede con il pallone in quella stanza perde la sua calma proverbiale e diventa un’altra persona.
Ma Federico è poco più che un bambino, è anche un po’ viziato e, in fondo, prova un piccolo gusto sadico a vedere la nonna che si arrabbia e perde la pazienza.


Alle cinque del mattino Federico è già in macchina, un vago chiarore all’orizzonte cancella le stelle preparando un nuovo giorno sereno e bollente.
Ora la sua andatura è molto più tranquilla rispetto alla sera precedente, la rabbia ha lasciato il posto a un sentimento indefinito, non riesce a capire se è tristezza, delusione o peggio ancora, niente di tutto questo, solo un gran senso di vuoto.
Dopo un’ora si ferma in un autogrill a fare colazione, la cameriera è distratta, non sembra riconoscerlo, forse del calcio non gliene importa nulla.
Risale in macchina giusto un attimo prima che il posto cominci a riempirsi dei primi italiani in viaggio; all’altezza di Caserta esce dalla A1 e prende la A30 diretto a Nola.
Sa che c’è un luna park proprio al centro della cittadina e vi si dirige senza esitazioni.
Accosta e vede un uomo di colore che chiede l’elemosina.
Lo chiama e quello subito si avvicina sperando in qualche spicciolo che gli consenta di mettere un croissant sotto i denti.
"Ehi amico, ho bisogno di un favore".
"Certo signore, cosa devo fare?"
"Questo è un biglietto da 20 euro, vedi quel negozio?"
L’uomo guarda perplesso un negozio di trucchi e travestimenti; lui ha fame.
"Entra e acquistami una parrucca nera e dei baffi finti, li paghi con questo biglietto".
"Tu mi prendi in giro, amico".
"No, fidati! Se fai come ti dico te ne do altri due di biglietti come questo".
Il mendicante non ci pensa su nemmeno un secondo, prende i venti euro e fila dritto nel negozio.
Una decina di minuti dopo è di ritorno con quanto richiesto, Federico gli regala un biglietto da cinquanta euro e lo saluta.
Il tempo di truccarsi e si ritrova a passeggiare per le strade di Nola tra la gente che non lo degna di uno sguardo.


Federico palleggia, piede ginocchio piede, poi un colpo di testa, uno di spalla e poi di nuovo piede ginocchio piede, la palla non deve toccare terra, altrimenti si ricomincia.
Va avanti da ormai più di venti minuti quando la voce di sua nonna, un richiamo forte e chiaro, lo distrae.
La palla cade a terra, il suo record personale era vicino.
Un momento di rabbia, una parola detta nel modo sbagliato, senza riflettere, sua nonna lo guarda in un modo che non riconosce, è pentito ma ormai è tardi, il danno è fatto.
Prende il pallone che nel frattempo è rimbalzato sul tavolo e sale in camera sua.


La sera si reca al Luna Park, ha passato il pomeriggio buttato sul letto di un alberghetto a due stelle, a farsi male, leggendo sul Mac i titoli dei giornali, gli articoli dedicati alla finale e al tradimento del grande campione.
A un certo punto deve essersi addormentato, forse ha sognato, gli sembrava di essere osservato, probabilmente era fuori dalla finestra.
Si aggira tra gli stand, il trucco funziona, nessuno lo riconosce.
Si concede un giro sull’ottovolante, poi entra nel labirinto degli specchi, alla fine decide di sparare ai barattoli, li abbatte tutti, vince, ma con disappunto si accorge che la bella ragazza dietro al bancone gli sta allungando un corvo nero di peluche.
"Posso avere qualcosa di diverso?" prova a chiedere.
"Mi dispiace, questo è il premio previsto, se non lo vuole può lasciarlo".
In quel momento passa una mamma che trascina un bambino in lacrime; Federico prende il corvo dalle mani della ragazza ringraziandola e subito dopo si inginocchia accanto al bambino chiedendogli perché piange.
"Abbiamo giocato allo stand dei pesciolini ma non ha vinto nulla" gli dice la mamma "purtroppo abbiamo finito le monete" aggiunge quasi scusandosi.
"Ti piace questo?" dice Federico al bambino allungandogli il corvo.
Lui lo prende e guarda in su verso la mamma quasi a chiedere il permesso.
"Grazie signore, lei è molto gentile" risponde lei.
"È un piacere! Buona serata, signora… ciao piccolo, trattalo bene quel corvo, mi raccomando".
Si alza e se ne va senza indugiare oltre.
La serata per lui è finita, accompagnato da quel tarlo che gli si è ficcato in fondo alla mente torna in albergo sapendo che anche questa notte non sarà facile prendere sonno.


Ha deciso di attraversare l’Italia e salire in Appennino per sfuggire, almeno per qualche ora, al caldo soffocante ma una volta in autostrada non ha più voglia di fermarsi e prosegue fino a Candela dove esce prendendo la statale che va verso Foggia.
Aveva cercato di resistere in tutti i modi la sera prima, ma alla fine il sonno non era arrivato e ancora una volta aveva ceduto al Mac: lo aveva aperto e aveva cominciato a leggere.
Non avrebbe saputo dire quanti articoli aveva letto, quanti titoli, si era arreso anche al fascino perverso dei social dove fiumi di insulti lo avevano travolto.
Ma alla fine, quello che cercava, ciò che avrebbe potuto chiarirgli quel retropensiero che non voleva proprio saperne di emergere, non lo aveva trovato.


Federico sta nuovamente palleggiando in cucina, è diventato bravo, ora passano quasi cinque minuti prima che il pallone tocchi terra. Prova e riprova, non vede l’ora che arrivi sabato, suo papà finalmente lo viene a prendere per portarlo al mare, gli farà vedere quanti palleggi riesce a fare.
Sente la porta del corridoio che si apre, sua nonna sta arrivando, prova l’ultimo palleggio ma non è tranquillo, un occhio alla porta, la palla gli sfugge, tenta un disperato allungo ma la prende male…
Impotente osserva la palla che colpisce la gabbia del corvo di sua nonna che si stacca dal gancio e piomba a terra sfasciandosi. In un attimo il gatto piomba sul pennuto e con una zampata lo uccide, poi fiero, lo prende in bocca e sparisce in cortile.
Federico è inorridito, alza lo sguardo e vede sua nonna sulla soglia.
"Ascolta quello che ti dico, figliolo, quel corvo un giorno si vendicherà…" e senza aggiungere altro se ne va.


Due ragazze che fanno l’autostop ai lati della strada lo strappano ai suoi pensieri riportandolo alla realtà e, d’istinto, si ferma a raccoglierle.
Sono dirette sul Gargano, hanno detto che c’è un camping a prezzi stracciati: Federico riparte, destinazione Gargano.
Il camping è molto "minimal" ma è pieno di ragazzi e ragazze che vengono da quasi tutta Italia. C’è aria di festa, le risate coprono qualsiasi altro rumore.
Le ragazze scendono dalla macchina e senza perdere tempo si dirigono verso la spiaggetta privata invitando Federico a raggiungerle per un bagno.
Alla sera si sente abulico, svuotato dentro, le ragazze sono simpatiche, avrebbe potuto passare un piacevole pomeriggio insieme a loro, ma la stanchezza ha preso il sopravvento e ha dormito per quasi quattro ore filate.
I ragazzi hanno organizzato un falò, si mangia tutti assieme, c’è chi suona la chitarra, chi canta e chi balla.
A un certo punto qualcuno lancia l’immancabile proposta del bagno di mezzanotte, "andiamo, vieni!" gli urlano le ragazze mentre si avviano e Federico le segue.
In spiaggia si spogliano, in un attimo sono completamente nude e mentre lanciano un grido di gioia si tuffano in acqua.
"Vieni, dai, è caldissima!" gli gridano dall’acqua.
Sono proprio belle, pensa Federico: "ora vengo" risponde, poi si gira e lentamente torna alla macchina, la accende e riparte, direzione nord.


Guida tutta la notte e verso le cinque sente una grande stanchezza che lo avvolge.
Si ferma a un autogrill, parcheggia, allunga il sedile e si addormenta.


Si sveglia di soprassalto in un bagno di sudore, il sole è già alto in cielo, l’abitacolo dell’auto è un forno.
Quell’incubo…
C’era sua nonna in fondo al corridoio di una casa dove non era mai stato; tentava di andarle incontro ma a un certo punto dall’alto arrivavano decine e decine di corvi a impedirgli la visuale e quando cercava di gridare, di chiamare sua nonna, la voce non usciva.
Scende dall’auto e si reca alla toilette a rinfrescarsi, poi prende il Mac lo collega al telefonino e torna a guardare le immagini della finale.
Avanti, indietro, fermo immagine, finalmente gli sembra di vederla! È poco più di un’ombra, potrebbe essere una macchia della telecamera eppure Federico sa che è quello il motivo per cui il maledetto rigore è andato a stamparsi sul palo.
Chiude il Mac, accende la macchina e parte, ora sa cosa deve fare.
All’altezza di Parma esce dalla A1 e prende direzione La Spezia, se tutto va bene nel giro di tre ore al massimo sarà nuovamente dove tutto ha avuto inizio e anche quel palo avrà finalmente un senso.


"Ciao nonna".
È di spalle, seduta al tavolo proprio al centro della grande cucina.
"Ti stavo aspettando Federico", la voce è calma, trasmette serenità.
"Come sapevi che sarei venuto".
"Sei sempre venuto da me quando qualcosa non andava".
Si volta a guardarlo, negli occhi la tenerezza che ha sempre provato per quel nipote speciale che tanto la faceva arrabbiare e che tanto ha sempre amato.
Lui la guarda, è invecchiata ma non ha perso la dolcezza nei tratti del suo volto, vorrebbe abbracciarla, perdersi nel suo profumo come quando da piccolo si rifugiava in lei come in un porto sicuro da ogni tempesta.
Ma prima ha bisogno di sapere.
"Nonna, è stato lui?"
"Sapevo che me lo avresti chiesto".
"Devo saperlo, nonna, sto male!" ora sta alzando la voce.
La nonna sente la disperazione nella voce del nipote, lo guarda se possibile con ancora maggiore tenerezza.
"Chicco, davvero pensi questo?"
"Non lo so, nonna, fosti tu a dirmi che si sarebbe vendicato prima o poi".
"Oh Federico, vorrei poterti dire che è così, ma sei troppo intelligente per farti un torto del genere".
"Nonna, ho rivisto le immagini, sembra di vedere una macchia nera, in alto tra il palo e la traversa, potrebbe essere stato un uccello… era nero".
"Federico, caro, nella vita purtroppo capita di sbagliare, siamo umani, stavolta è toccato a te, nel modo più crudele e doloroso".
"Nonna, fa male, un male terribile".
"Vieni qui, ci saranno altre partite e non parlo solo di quelle di calcio, la vita ti offrirà ancora tante occasioni per segnarlo quel rigore e sono sicura che non sbaglierai più".
Federico si avvicina alla nonna, si inginocchia davanti a lei e la stringe forte lasciando finalmente che le lacrime scorrano sul suo volto.
"Vorrei fermarmi qualche giorno se posso" le dice quando finalmente si rialza.
"Lo sai che questa è casa tua, puoi fermarti quanto vuoi. Ma bada, questa volta se ti vedo giocare con il pallone qui dentro, non te la faccio passare liscia".
Federico la guarda, poi le strizza l’occhio ed esce a prendere dalla macchina le sue valigie.
Finalmente, dopo tanti giorni, riesce a sorridere.







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Messaggio Da Byron.RN Dom Dic 04, 2022 9:28 pm

Un Federico Chiesa on the road.
La costruzione del racconto ci può stare, è coerente. In un ipotetico futuro, un Federico Chiesa al culmine della maturità sbaglia il rigore nella finale del mondiale.
Per togliersi di dosso l'angoscia viaggia lungo l'Italia, soggiorna in alberghetti di infima categoria, si distrae ai luna park, ma il pensiero è sempre lì ad attanagliarlo.
La forma è buona, il racconto scorrevole.
I personaggi ci sono: Chiesa, il Mac e il corvo.
La figura del corvo mi è piaciuta, questo suo ripresentarsi, questa sorta di vendetta per la marachella di Federico bambino.
Anche l'ambiente c'è, la cucina grande di nonna dove Federico si allenava a palleggiare.
Il lavoro per me è positivo.
Forse manca un pò l'aspetto emozionale, l'empatia non è completa, magari i continui spostamenti tendono a distrarre il lettore dal dramma del calciatore.
E poi ti dirò, qualcuno storcerà il naso per il rigore sbagliato in finale e per di più contro i cuginastri.
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Messaggio Da Petunia Lun Dic 05, 2022 8:16 am

Ottima idea e anche ben sviluppata. Il racconto si fa leggere con piacere, la cucina è fondamentale nella vita del protagonista. Il suo primo “campetto di allenamento” . Mi piace la scelta d’inserire il ricordo durante il viaggio. Un viaggio “penoso” per lui che ha sbagliato il rigore determinando la sconfitta dell’Italia ai mondiali. Ci sta.
Ci sono dei passaggi che avresti potuto tagliare. Per esempio, alla fine, non ho trovato utile la storia della vincita del pelouche alla fiera visto che poi il corvo (in carne e piume) è ben presente nel racconto.
Non mi ha neppure entusiasmato il bagno di mezzanotte. D’accordo fanno parte del viaggio ma distolgono un po’ dal tema principale che avevi così ben congegnato. Anche il finale con la nonna che ricompare sulla scena e toglie quel velo di mistero riportando il tutto su un piano razionale asciuga definitivamente l’emozione suscitata fino a lì.
Però ribadisco che lo trovo un buon lavoro e un utilizzo fantasioso dei paletti.
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Messaggio Da tommybe Lun Dic 05, 2022 8:57 am

Bel racconto. Bella fantasia. Che poi la scrittura creativa proprio questo deve raccontare, qualcosa di diverso dalla realtà, dall' accaduto. Non totalmente diverso e infatti i tormenti del campione sono fin troppo realistici, come pure le apparizioni, forse un po' troppe, della nonna, della cucina. Di un passato recente. Che pure se fanno zoppicare il racconto, quelle apparizioni, paradossalmente sono la parte che amo di più. Io lettore e tu, autore. Complimenti.
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Messaggio Da Arunachala Lun Dic 05, 2022 1:29 pm

premesso che, a mio parere, Federico Chiesa non sarà mai numero uno al mondo come invece scrivi, tutto il resto ci può stare.
un viaggio tormentato, una specie di punizione aoutoinflitta per meditare sul proprio errore.
che poi, se anche avesse segnato, non vinceva, dovevano tirare gli altri.
sebbene ricalchi abbastanza l'accaduto di Roberto Baggio, l'idea di base è buona, i personaggi entrano bene nella vicenda, però il finale mi lascia pitttosto perplesso. lo trovo troncante.
la storia avrebbe avuto bisogno di una conclusione meno soft, credo, visto come si stava sviluppando, corvo compreso.
in ogni caso è un discreto lavoro.

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Messaggio Da FedericoChiesa Lun Dic 05, 2022 3:51 pm

Non potevo non cominciare da un racconto con Federico Chiesa come protagonista.
Mi piace come hai portato avanti il continuo passaggio presente/passato.
Io, ma io ne avrei il pieno diritto, l'avrei scritto in prima persona, almeno la parte al presente.
Qualche imprecisione: se l'Italia è in finale dopo tre edizioni in cui non si è qualificata, deve essere il mondiale del 2030 per il quale l'Italia non presentato la sua candidatura e pertanto il rigore non può essere all'Olimpico. Un dettaglio comunque.
E poi, fai vincere tutti ma non la Francia! Forse dobbiamo già sopportarla anche quest'anno!
Capisco i paletti, ma che uno tenga un corvo in una gabbia in cucina... forse un merlo.
Racconto piacevole con una morale finale un po' troppo semplice.
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A Arunachala garba questo messaggio

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Messaggio Da paluca66 Lun Dic 05, 2022 9:34 pm

Errori / refusi non ne ho trovati, un solo dubbio, ovvero se il punto alla fine dei dialoghi debba essere messo all'interno delle virgolette o, come hai fatto tu, all'esterno: quisquilie.
Il racconto è scritto bene, scorre e si legge con piacere, in un attimo ci si ritrova alla fine.
Paletti:
La cucina non ha una presenza invadente ma è fondamentale ai fini del racconto; Federico Chiesa è il protagonista e non c'è dubbio sul fatto che sia realmente il calciatore anche se inserito in un racconto ambientato in un prossimo futuro dove ciò che viene narrato non può ancora essere successo; molto importante anche la figura del corvo, un po' più defilata quella del Mac ma direi che ci siamo.
Sul genere non mi sbilancio, dico solo che se sei in gara vuol dire che il tuo racconto di viaggio è stato considerato sufficiente.
Il racconto mi è piaciuto, apparentemente semplice ma non banale racchiude una morale forse un po' "terra terra" ma purtroppo spesso dolorosamente vera: quante volte cerchiamo dei colpevoli esterni, qualcuno o qualcosa cui attaccarci per non ammettere i nostri errori o, peggio fallimenti.
Bellissima, a mio parere, la figura della nonna.

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Messaggio Da Arianna 2016 Mar Dic 06, 2022 6:32 pm

Complimenti! Sei riuscito a farmi piacere un racconto su un argomento – il calcio – di cui non so praticamente niente e che non mi interessa. In realtà, sei riuscito a calare un evento calcistico nella storia personale di qualcuno; per questo la storia non mi è rimasta emotivamente distante e invece mi ha portata con sé, complice il ritmo fluido. Inframmezzare al viaggio il ricordo della cucina poteva essere un rischio, interrompere il flusso della narrazione, invece no, non è successo. L’impressione complessiva derivante dalla lettura è infatti di omogeneità e naturalezza.
Mi è molto piaciuto come hai gestito la faccenda del corvo, svelandola un po’ alla volta e alla fine risolvendola nel conforto dato dalla nonna; ho apprezzato come hai amalgamato tutti gli elementi.
La scrittura è corretta, manca solo qualche virgola, che davvero però quasi non si nota, dato che la struttura dei periodi è solida e fluida.
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Messaggio Da Nellone Ven Dic 09, 2022 9:03 am

Finalmente un Federico Chiesa al posto giusto (o almeno, al posto in cui vorrebbe essere…). Come già segnalato, ricorda molto Roberto Baggio ai mondiali del ’94, con la differenza che, essendo il rigore contro la Francia, l’odio è ancora maggiore. Buono l’uso dei paletti anche se la sequenza del corvo di peluche crea delle aspettative che poi non si concretizzano. Nel contesto una narrazione liscia e senza particolari colpi di scena, il che non è affatto male, ma mi manca un po’ di pathos. La cucina viene usata come luogo della memoria, un’idea classica ma innovativa allo stesso tempo per uno sportivo, che ci si immagina sempre vivere a mille e che invece ha bisogno di una certa intimità. Finale abbastanza scontato ma, anche in questo caso, non poteva che essere così.
Mi convince meno la scrittura, che mi sembra leggermente avara di particolari per spiegare in modo efficace le emozioni del protagonista; anche i vari passaggi sull’autostrada tendono un po’ a ripetersi. Togliendo qualcosa qua e aggiungendo qualcosa là il risultato sarebbe stato forse migliore, ma già questo non è sicuramente da disprezzare.

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Messaggio Da Susanna Sab Dic 10, 2022 11:11 pm

Parto col titolo, come spesso faccio: ma perché un racconto che si basa proprio su un rigore mancato deve intitolarsi “Il rigore”! Vabbè, confesso che il calcio non è il mio sport preferito e quindi… quindi niente.
La cucina è importante nel racconto e i soggetti tra cui scegliere sono tre di numero, gestiti bene, così come l’interpretazione del “viaggio”.
Un racconto semplice e al contempo complesso, com’è l’animo umano.
Un errore di fronte a milioni di spettatori, un errore verso una sola persona. E alla fine sarà questo quello più importante per lui da risolvere.
Un racconto che mi è piaciuto proprio per questa contrapposizione: deludere una persona può essere più pesante che non deluderne milioni: quei milioni oggi ti osannano e domani ti odiano, diventano tuoi detrattori perché hai tolto loro qualcosa (ma in campo ci sei tu, con la fatica costata arrivare a quel traguardo e per il peso della responsabilità, non loro) e dopodomani ti dimenticano, mentre ti nonna lo amerà sempre e comunque.
Un bel lavoro, la costruzione di questo viaggio che passa non solo attraverso “posti”, ma soprattutto attraverso il tempo necessario per accettare la negatività del momento e delle persone e trovare modo di lasciarselo alle spalle.
Mi è piaciuto anche l’intercalare tra un periodo passato e il presente: uno stile che a tanti non piace, ma a me dà sempre un motivo in più per una lettura attenta. Hai saputo interrompere le due narrazioni al momento giusto e quindi è un elemento positivo per la trama.
 
Le mie note, ovviamente personali e ignorabili
Ho trovato la punteggiatura un po’ ballerina in alcuni punti: virgole che andrebbero meglio sostituite con due punti.
Il Motel - non essendoci il nome, motel andrebbe minuscolo, generico
capolavori:, torte  - qui avrei messo un due punti, visto che poi c’è un elenco
... reca al Luna Park, ha passato - … .sparare ai barattoli:, li abbatte tutti - qui metterei un due punti, al posto della virgola per dare più peso al momento che descrivi
Alla sera si sente abulico … avrebbe potuto passare …., ma la stanchezza ha  aveva preso il sopravvento e ha aveva dormito per quasi quattro ore filate.
Cambierei il tempo verbale: è sera e ti riferisci al pomeriggio
A un certo punto deve essersi addormentato, forse ha sognato, gli sembrava di essere osservato, probabilmente chi lo spiava era fuori dalla finestra. Ritengo intendessi che forse chi lo osservava, se c’era davvero, era fuori dalla finestra. Ho capito cosa intendevi ma penso sarebbe meglio espliciralo.

______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"
Susanna
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Messaggio Da Danilo Nucci Dom Dic 11, 2022 2:55 pm

Con paletti come questi, non avrei mai immaginato di trovarmi nell’imbarazzo nello stilare una classifica dei primi. Le cose peggioreranno perché sono soltanto a metà delle letture.
L’idea è veramente originale e hai saputo amalgamare bene il personaggio con la cucina e gli altri vincoli prescelti, il corvo e il Mac.
Stona soltanto quel corvo in gabbia che ha tutta la mia simpatia per la brutta fine che gli è toccata, anche se la vendetta doveva essere condivisa fra Federico e la nonna che in quella gabbia ce lo aveva confinato.
La scrittura è ottima e tutto il racconto si legge in grande scioltezza. Anche quei passaggi temporali dall’infanzia alla contemporaneità, ben distinti dal corsivo, sono gradevoli e rendono il racconto più dinamico.
Quei cinque posti, si fanno assai affollati. Complimenti!

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Messaggio Da Antonio Borghesi Dom Dic 11, 2022 5:40 pm

Nella mia ignoranza totale del mondo del pallone ho dovuto informarmi su chi fosse Federico Chiesa. Non è che abbia trovato una sua scheda personale ma ho capito che è un giocatore e non altro quindi il tuo racconto purtroppo e mi scusa su di me non fatto molta presa, però la cosa che posso dire è che si legge bene e non mi dispiacciono i flash back a quando da ragazzino gioca nella cucina della nonna dalla quale poi ritorna da grande per farsi consolare. Non ho capito l'inserto del bagno delle ragazze nude. Non mi è sembrato di alcun interesse per la tua storia. Vabbè!
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Messaggio Da Fante Scelto Mar Dic 13, 2022 2:22 pm

Ero curioso di scoprire se qualcuno avrebbe davvero usato un paletto difficile come Federico Chiesa con, addirittura, un ruolo da protagonista.
E tu lo hai fatto in maniera molto positiva.
Al di là dell'affetto per il giocatore, che da appassionato di calcio e da tifoso della Juventus, provo, trovo ben riuscita la costruzione che hai fatto della storia. La collocazione temporale nel prossimo futuro, il rigore sbagliato, il dramma emotivo, poi l'inserimento chirurgico del corvo e le sue implicazioni.
Sì, anche il finale privo di soprannaturalità, alla fine, ci sta bene e non fa rimpiangere (o non troppo) il tocco esoterico.

C'è qualche imprecisione tecnica, tipo la collocazione geografica dei Mondiali 2026, o il fatto che se Federico sbaglia il rigore decisivo e la Francia vince, vuol dire che, se lo avesse segnato, si sarebbe andati avanti a calciare (in pratica non era il rigore decisivo, stando alla terminologia stretta).
Ma sono dettagli.

Il rischio forte era quello di banalizzare la vicenda e dare al rigore sbagliato un peso troppo aulico, oppure troppo insignificante.
Invece hai reso bene questo chiodo fisso del protagonista, questa agitazione profonda, che man mano si spegne tra i ricordi del passato e la figura della nonna.
In questo senso, il corvo di peluche ha la sua funzione di memento: forse gli avrei dato più valore sottolineando lo stupore, quasi l'orrore di Federico, che vedendo il peluche ricorda di colpo la vicenda del corvo della nonna.

Per farla breve, comunque, il tuo lavoro mi è piaciuto molto.
Anche la morale, per quanto semplice, ha il suo valore.
Proprio ieri sera, guardando un episodio di NCIS, che mi tiene compagnia mentre cucino, Gibbs fa a un collega: "Hai commesso un errore, e allora? Non è il primo che fai né l'ultimo che farai: adesso vedi di andare avanti."
Certo, c'era di mezzo un'errata valutazione che è costata il morto, ed è pur sempre un telefilm, ma il concetto ha il suo notevole peso. Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente.
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Messaggio Da ImaGiraffe Ven Dic 16, 2022 10:29 am

Per essere un racconto che parla di calcio mi è piaciuto abbastanza. 
Mi piace l'idea generale, anche come è stata sviluppata, ma è uno di quei casi in cui ogni piccolo difetto per me conta. 
La cucina è la cucina dell'infanzia e ad essa è collegata la figura della nonna (il porto sicuro a cui tornare) e il fattaccio che segna l'intera vicenda, quindi dal quel punto di vista la cucina è stata ben sfruttata. 
Il viaggio che più un viaggio è una fuga mi è piaciuto perché anche se non era molto descrittivo fa tappe interessanti. (Mi sarebbe piaciuto un punto in cui magari lo riconoscevano e lui era costretto a fuggire) 
Buono l'uso degli altri paletti, tutti hanno un significato più profondo del semplice oggetto inserito giusto per inserirlo.
Le cose che mi hanno convinto meno sono le parti nel passato: che io avrei limato parecchio.
Il finale: che così com'è, sembra troppo moraleggiante. Tutto quel discorso con la nonna che gli dice che nella vita si sbaglia, l'ho trovato un pochino forzato. Mi sarebbe piaciuto nettamente di più se lui si fosse solo gettato tra le braccia della nonna.

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Un caloroso benvenuto alle persone giunte fino a noi dal futuro. 

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Messaggio Da vivonic Lun Dic 19, 2022 9:04 am

Io ancora, a distanza di un mese, non ho capito se tu abbia tentato di fondere i due generi o no. Sicuramente, a livello di genere, è un racconto debole, ma questo influisce solo sulla classifica dello step, e non di certo sulla piacevolezza di lettura di un racconto comunque originale e ben scritto.
Un punto a favore indubbiamente è che uno dei tre “must” del contest è indiscusso protagonista, e di sicuro non quello più facile. Ottimo lavoro, da questo punto di vista.
Ho poco da dire su tutto il resto, poiché lo trovo un racconto piacevole ed equilibrato. L’unica cosa personale è che se, nell’incipit, mi mandi a fanculo De Gregori, con me porti malissimo…  lol!
Ovviamente scherzo (forse).
Complimenti, Autore.

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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.
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Messaggio Da Asbottino Mer Dic 21, 2022 6:21 pm

L'idea su cui si basa la storia è davvero ottima, una delle più riuscite a naturali tra quelle che ho letto fino a ora.
Tra le richieste del contest forse quella meno riuscita è il genere. Il viaggio è una scusa per allontanarsi dalla realtà, dal proprio passato, ma non diventa un'occasione per scoprire un altro sé. La riconciliazione finale non è frutto dei km lasciati alle spalle ma della ripetuta visione dei propri errori. Il protagonista di fatto non va da nessuna parte. Le vere tappe del suo viaggio sono le stanze una uguale all'altra del motel squallidi in cui si rifugia per guardare le immagini della partita alla ricerca di quell'ombra.
La cucina c'è. Di nuovo, come in un altro racconto letto, l'impressione è che il suo posto sarebbe potuto toccare anche al salotto o un'altra stanza, semplicemente cambiando alcuni dettagli, ma questo non toglie merito alla sua valenza narrativa. Parlo di salotto perché mi immagino dei palleggi con il pallone in un ambiente più ampio di quanto possa essere una cucina, ma poi qui ognuno pesca dai suoi ricordi. Io giocavo nel corridoio tanto per dire.
La scrittura è buona. Con ancora un po' di lavoro di rifinitura potrebbe diventare ottima.
Nel complesso è sicuramente un lavoro da tenere in considerazione per una classifica finale. Il suo protagonista prende il palo, ma l'autore va a segno.
Solo un dubbio: un corvo in gabbia? Anche qui mi sarei immaginato più un uccello tipo merlo indiano. L'autore ci dirà.

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Messaggio Da CharAznable Gio Dic 22, 2022 10:56 am

Racconto piacevole e leggero. La storia scorre velocemente e la lettura non è infastidita dai continui flashback (utili per dare importanza alla cucina). Trama verosimile (ma speriamo di no) con qualche "pecca" (anche senza travestimento Federico non viene mai riconosciuto, forse poco credibile in un paese come l'Italia. Mi sarebbe invece piaciuto trovare qualche faccia a faccia con qualcuno che l'avesse riconosciuto), e forse un po' troppo leggera.
Il viaggio c'è, una fuga dall'oggi verso uno ieri più confortevole e sicuro.
I 3 paletti sono centrati (non facile quello del protagonista, bello il corvo, di servizio il MAC) e non ho trovato inesattezze.
Lavoro apprezzato.
Complimenti.
Grazie.

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Messaggio Da caipiroska Mar Dic 27, 2022 11:48 pm

Un viaggio che sembra più una fuga senza meta per lo Stivale... Probabilmente però questa interpretazione del viaggio come spostarsi senza destinazione e senza scopo apparente si rivela in realtà una ricerca disperata di qualcosa che si credeva perduto: un ritorno alle origini per cercare conferme, fugare i dubbi e trovare una nuova stabilità.
Da che il calcio è il calcio calciare un rigore è uno dei momenti più carichi di tensione, figuriamoci quello di una partita dei mondiali! Si sente il danno creato dalla tensione nell'uomo, si sente distintamente il crack della sua schiena che i spezza sotto il peso della responsabilità: mi piace la dimensione dell'uomo e non quella del divo che hai scelto di descrivere perchè umanizza in modo molto piacevole un testo che rischiava di diventare noioso e ripetitivo (ehm, quello che penso di questo sport...).
La svolta paranormale che stava prendendo la storia aveva acceso tutta la mia curiosità, ma la svolta "normale" che hai dato al testo l'ho trovata più giusta e ben contestualizzata: tutto torna senza troppe capriole narrative, la nonna chiude il cerchio con le sue sagge parole e il lettore rimane appagato.
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Messaggio Da Molli Redigano Dom Gen 01, 2023 11:35 pm

Allora, quando sono arrivato al rigore sbagliato, la Francia è di nuovo campione, volevo spegnere tutto. Inimmaginabile. Sto ancora godendo per la vittoria dell'Argentina...

Federico Chiesa. Per chi se n'intende un poco di calcio non ha difficoltà a definirlo un sopravvalutato. Perbacco, gioca guardando per terra! Non ce lo vedo come leader (capitano) della nazionale di calcio. Come reo di aver sbagliato un rigore in una finale mondiale invece sì.

E deve essere brutto davvero, chissà quante ne hanno dette, gli saranno fischiate le orecchie come i freni di un treno. L'Autore è stato abile a descrivere, in parallelo, sia lo stato d'animo del protagonista che l'accompagnamento, svelato a piccoli passi, della vicenda del corvo. E in fin dei conti la vendetta ci sta tutta e si compie in maniera più che completa. Anche se, a livello calcistico, forse ci stava meglio un gufo che un corvo. 

Un racconto ben scritto, che si legge facilmente. 

Grazie

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Messaggio Da Achillu Lun Gen 02, 2023 11:29 pm

Ciao Aut-

Piccola nota di colore: Federico Chiesa ha frequentato la scuola calcio a Firenze, non a Genova. Ora, non so quanto "grande" sia il bambino nelle parti in corsivo, ma magari hai ragione tu.
La trama è chiara. Mi pare solo strano che, cinque ore dopo aver sbagliato il rigore, Chiesa sia già in un motel.
Un'altra cosa: da Parma a Genova l'autostrada più veloce non è dalla Spezia, ma da Piacenza-Tortona.
Altre note sulla trama, ma riguardano il mio gusto personale: le autostoppiste avrebbero dimenticato presto il guidatore, che probabilmente non sarebbe più stato in grado di rintracciarle.
Inoltre, nel finale la nonna lo chiama sia Chicco che Federico.
Per il resto il racconto scorre via, senza inciampi dal punto di vista linguistico.
I paletti ci sono: Federico Chiesa è protagonista, il corvo è fondamentale, abbastanza fondamentale anche il Mac. Sufficiente la cucina. Genere odeporico.

Grazie e alla prossima.

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Messaggio Da SuperGric Mer Gen 04, 2023 3:18 pm

Piacevole questo racconto, molto ben fatto. Il viaggio come fuga, come strumento per non star fermo a pensare. Non per scoprire se stesso ma per scappare da sé, almeno finché non si ritrova la calma. Mi piace come tesi.
Ottimo anche l’inserimento pseudo-soprannaturale. Mi sarebbe piaciuto di più, per gusti personali, se si fosse rimasti sull’arcano con la nonna che diventava fattucchiera e il corvo che si materializzava veramente (e magari si mangiava tutti).
Invece il finale con la morale così edificante (e, scusa la parola fastidiosa, quasi banale) mi ha tolto un po’ di magia. Comunque molto carino.
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Messaggio Da Menico Lun Gen 09, 2023 4:53 pm

Ottima la scelta di intercalare passato e presente che rende fluida la lettura. La trama è interessante e ben costruita, con una morale non banale: le folle che oggi ti amano, se le deludi, domani ti disprezzeranno, mentre gli affetti veri saranno sempre pronti a sostenerti. Piaciuto.

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Messaggio Da Akimizu Lun Gen 09, 2023 6:15 pm

Ciao autore, rischiosa la scelta di rimbalzare dal passato al presente di continuo, di solito i racconti strutturati così perdono di efficacia, delle volte sembrano puzzle da ricomporre insomma, ma comunque la gestione è stata buona e l'impressione finale nonostante tutto è di compattezza. Buona la scrittura e tutto sommato anche l'idea (nonostante il finale che non mi ha entusiasmato, non so perché ma avrei preferito che il mistero su questo corvo restasse tale), ma il tuo racconto mi ha un po' respinto. Le emozioni provate da Federico sono ben raccontate, ma il lettore, almeno io si intende eheh, non le trova vicine, non si immedesima e quindi provare empatia è difficile. Ho poi trovato quantomeno strano che nessuno lo abbia riconosciuto, lo so, è una sciocchezza, ma questo pensiero mi ha distratto per tutto il racconto. A rileggerci!
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Messaggio Da paluca66 Ven Gen 13, 2023 9:07 am

Carissimi tutti, innanzitutto un grazie di cuore in quanto credo che mai da quando abbiamo iniziato DTRooms un mio racconto ha ricevuto tanti apprezzamenti, tanti giudizi positivi come in questo step.
Il racconto è nato quasi spontaneamente, non ho dovuto pensarci molto e il fatto che lo abbia terminato con un certo anticipo sui tempi di consegna sta a dimostrare la facilità con cui stavolta la storia è passata con naturalezza dalla mia testa alla pagina scritta: in più ho avuto tempo per fare per una volta una revisione come si deve.
Ora provo a rispondere sinteticamente ma esaustivamente a tutti
@Byron.RN i continui spostamenti erano necessari al genere, in merito ai cuginastri credo di essere stato tra i pochissimi a tifare Francia fin dall’inizio del Mondiale appena finito
@Petunia grazie per gli apprezzamenti, tu come molti altri avete rimarcato che la spiegazione finale della nonna riporta il racconto su un piano razionale a discapito di un possibile piano magico, quasi fantasy, genere che, purtroppo, personalmente, non amo troppo; per quanto riguarda peluche e bagno a mezzanotte mi sembravano funzionali al racconto e anche in grado di evitare che lo stesso fosse un lungo elenco di posti visitati
@tommybe grazie come sempre, i tuoi commenti sono sempre un dono alla mia autostima
@Arunachala Federico Chiesa numero uno al mondo è una licenza che l’autore si concede anche perché funzionale al racconto: certo che non sarà mai così!
@FedericoChiesa confesso di averci pensato alla prima persona ma non sono ancora abbastanza bravo da riuscire a gestirla come si deve. Sui Mondiali del 2030 in Italia, è un racconto, concedimi una licenza! Per quanto concerne il corvo è l’unica parte presa da un ricordo reale della mia infanzia, in montagna c’era un signore, caro amico dei miei genitori, che teneva proprio un corvo in una enorme gabbia! Sulla Francia ho già scritto a Byron.
@Arianna_2016 non posso che ringraziarti per un commento così bello
@Nellone ti ringrazio per le osservazioni sulla scrittura, sto crescendo poco a poco qui in DT e segnalazioni come le tue sono molto importanti
@Susanna grazie per le belle parole, hai colto molto di quello che mi passava per la mente mentre scrivevo, il rapporto nipote / nonna è uscito quasi spontaneamente mentre il racconto proseguiva. Per quanto riguarda la punteggiatura ci sto lavorando, sui tempi verbali del pomeriggio / sera avevo scritto all’imperfetto, poi rileggendo ho preferito il presente: in questo caso resto della mia idea preferendo il presente, sul “chi lo spiava” a furia di sentirmi criticare perché il narratore diceva troppo, forse ho eliminato in eccesso…
@Danilo_Nucci non posso che ringraziarti di cuore; in merito al corvo in gabbia rimando a quanto scritto a FedericoChiesa
@Antonio Borghesi lo staff mi ha messo un calciatore a disposizione e io di un calciatore ho scritto! L’episodio del bagno con le ragazze mi sembrava utile a descrivere lo stato d’animo che accompagna il protagonista in quel viaggio: quale giovane calciatore di fronte all’invito di due belle ragazze a fare il bagno assieme con magari anche un seguito girerebbe i tacchi e se ne andrebbe?
@Fante_Scelto grazie anche a te per gli apprezzamenti, sicuramente come in molti avete scritto la morale che ne esce è molto semplice, terra terra, ma in questo momento, soprattutto nei confronti di mia figlia, la sento molto vicina e personalmente importante
@ImaGiraffe credo che sia la prima volta che un tuo commento a un mio racconto è prevalentemente positivo e non sai quanto mi abbia fatto piacere; avevo pensato per un momento a farlo transitare da un luogo dove lo avrebbero riconosciuto ma mi avrebbe allontanato dallo scopo principale del mio racconto. Il finale a me piace molto ma anche il semplice gettarsi tra le braccia della nonna avrebbe avuto senza dubbio un forte impatto emotivo sul lettore.
@Vivonic grazie anche a te, anche il tuo giudizio, come ben sai, è da me atteso sempre con grandi aspettative , quando come in questo caso, risulta positivo ni fa molto piacere. Forse hai ragione sulla debolezza del genere, ma credo di avere fatto il massimo sforzo possibile; non capisco, invece, quale sia il secondo genere cui fai riferimento. Il fanculo a De Gregori era funzionale al racconto, ovviamente, stiamo parlando, per me, di una delle sue più belle canzoni in assoluto!
@Asbottino ricevere i complimenti da te è come vincere al superanolotto, grazie di cuore! Sul corvo in gabbia ho già scritto prima, anche la cucina gigantesca è un ricordo d’infanzia sempre del, posto di montagna dove trascorrevo le mie vacanze da bambino. Sul genere, come ho scritto a Vivonic, riconosco una certa debolezza.
@CharAznable grazie anche a te per il bel commento, sul possibile riconoscimento ho già scritto in precedenza a ImaGiraffe
@caipiroska grazie anche a te per il bel commento, ci tenevo in particolare a descrivere l’uomo più che il calciatore, scelta che sarebbe risultata un po’ scontata.
@Molli_Redigano il tuo commento mi ha fatto sorridere, a parte il tuo godere per l’Argentina che io invece non ho sopportato per tutto il mondiale; sul corvo al posto del gufo rivolgiti agli amministratori…
@Achillu mi hai fatto pelo e contropelo! Però chi dice che per andare da parma a Genova il nostro eroe debba scegliere la strada più veloce…
@SuperGric come ho scritto all’inizio a Petunia, non amo i racconti soprannaturali, gusti chiaramente, per cui non avrei potuto rimanere in un situazione pseudo arcana
@Menico anche a te posso solo dire il mio grazie di cuore
@Akimizu grazie per i tuoi appunti critici ad alcuni dei quali ho già risposto in precedenza esprimendo il mio punto di vista, ci rifletto anche in vista dei prossimi step.

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Messaggio Da vivonic Ven Gen 13, 2023 9:32 am

Su questo, conoscendoti un po', non avevo dubbi  lol!

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