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Messaggio Da Marz Ven Gen 29, 2021 10:45 am

Come nome comanda.
 

Non per dire, ma se uno cresce con un nome così, è mica facile.
‘Colui che ragiona in ritardo’.
Insomma, mio padre e mia madre – che sia sempre lode a loro – hanno deciso come sarei stato prima ancora che emettessi un vagito.
Con fratelli come i miei, poi. Non che io sia più piccolo o meno forte di loro, siamo tutti grandi, grossi e possenti. Ma uno è cupo e piegato, manco reggesse sulle spalle il peso del mondo. E l’altro, be’, l’altro è di quei tipi ‘troppo avanti’.
Appunto: troppo.
Io gliel’avevo detto, quella sera.
Stavamo stretti nel nostro rifugio, freddo e buio. Selene chissà dov’era, quei puntini d’argento in cielo non scaldavano e non facevano luce e noi tremavamo nell’oscurità.
«Nessuno dovrebbe patire il gelo e vagare nella tenebra mentre quelli lassù, sul Sacro Monte, hanno luce e calore» aveva detto mio fratello.
«Ognuno sta al posto dove l’ha messo la sorte.»
«Non è giusto. Devo fare qualcosa.»
«Lascia perdere.»
«No.»
«Santi numi, che hai in mente?»
Un piano bello e pronto, ha in mente. Tipico. Una follia. Tipico anche questo. Ho cercato di dissuaderlo. È un fratello scomodo, ma sempre un fratello.
Lui niente. Testa dura come una pietra.
L’ha fatto, e adesso sta lì a rodersi il fegato.
Cioè, glielo rode qualcun altro, si dice in giro. Un uccellaccio agli ordini del Capo, sia sempre lodato perché non si sa mai, quello ha occhi e orecchie dappertutto.
Ma adesso ci devo parlare, con mio fratello. Mi toccherà scalare il monte dove sconta la pena e dirglielo. È l’unica famiglia che ho, visto che il musone è sparito dalla faccia della terra e i nostri genitori sono troppo impegnati a brigare sull’Olimpo, o a impicciarsi nelle beghe dei mortali. I quali, detto per inciso da uno scemo per definizione, starebbero molto meglio se i miei la smettessero di ficcarci il naso.
Però certe cose la famiglia le deve sapere.
 

Le rocce del Caucaso sono più dure e fredde di quelle di casa prima che mio fratello rubasse il fuoco, la luce e il calore.
Brutto posto, sferzato da Eolo e ghiacciato di notte. L’uccellaccio deve aver appena finito il suo sporco lavoro, e Prometeo sanguina, incatenato, la testa sul petto.
Non è un bel vedere, anche se se l’è cercata e non si può dire che non abbia tentato di fermarlo. Poi sarei io, il fratello scemo.
«Ho conosciuto una ragazza» gli dico.
«Argh» fa lui.
«Stava accanto a una fonte con un orcio. Bella come Afrodite, con tutto il rispetto. La pelle come il cielo all’alba d’estate, i capelli come un fiume al tramonto, la cintura come…»
«Argh.»
«Certo, capisco. Però te lo devo dire. Per farla breve: le ho parlato e lei mi ha risposto. Ci siamo intesi subito. Ha un nome bellissimo. ‘Colei che possiede tutti i doni’. Non è fantastico?»
«Aargh.»
«Be’ sai, uno che si chiama come me ai nomi ci fa caso. Il suo deve essere benedetto dagli dèi. Insomma, me lo sposo. Pensavo che dovessi saperlo. Per quando tornerai.»
«Aaargh.»
«Sì che tornerai. Magari ci rimarresti male a trovare un’estranea per casa.»
Non aspetto risposta. Tanto la so.
 

Pandora è povera in canna e  non ha memoria dei suoi genitori. Neanche uno straccio di dote, ma che me ne frega. La sua bellezza è più che sufficiente, e che il paese si tenga pure giudizi e mugugni sulle straniere senza beni e parentele. Tutta invidia.
Ho dovuto provvederla di tutto, abiti, pettini, monili. Di suo ha solo quell’orcio sigillato, che guai a chi glielo tocca. L’ha ficcato in un angolo della cucina e lo controlla a vista.
«Che ci tieni lì dentro?» le ho chiesto una volta alla fine del pasto serale.
«Epimeteo, luce dei miei occhi, poesia per le mie orecchie, miele per…»
«Pandora.»
Sarò pure tardo, ma quando le donne fanno così c’è sotto qualcosa.
«Dimentica quell’orcio, marito adorato. E soprattutto non aprirlo. Mai.»
«Perché?»
«Così mi ha chiesto di fare quello che me l’ha donato.»
«E chi sarebbe costui?»
«Non… non me lo ricordo.»
«Che scemenza. Andiamo, che mi nascondi?»
«Niente. Ti prego, non parliamone più.»
«Sai, Prometeo tornerà, prima o poi. Quella pena orrenda dovrà avere una fine. E magari passerà di qui anche Atlante. Che penserebbero i fratelli, a sapere che mia moglie mi nasconde le cose?»
«Non m’importa niente dei tuoi fratelli, m’importa di te. Non farlo, Epimeteo. La sventura si abbatterebbe su questa casa.»
Era così turbata che ho lasciato perdere.
 

Però.
Però da quella sera mi è venuto un tarlo. A dire la verità, prima di allora non avevo pensato per niente ad aprire l’orcio. È stata lei a mettermi l’idea in testa.
Sapete com’è, quando ti vietano una cosa non vedi l’ora di farla.
E poi, chi è questo che fa regali e dà ordini a mia moglie? Non mi piace.
Come si comporterebbe Prometeo? mi chiedevo. Figuriamoci. L’avrebbe aperto da un pezzo, mi rispondevo.
Del resto, io sono lento. In fondo, Giapeto e Climene non hanno sbagliato a darmi il nome. E forse non è un male essere riflessivi, no?
Perciò ci ho messo qualche giorno a decidermi.
Lascio Pandora fra le braccia di Morfeo, dopo le fatiche d’amore.
Vado in cucina e prendo il vaso di coccio. È così leggero che sembra vuoto.
Sigillato così forte che devo prendere una lama per aprirlo.
Mi dispiace, amore mio. Niente segreti fra noi. Adesso vediamo cosa mi naaa…
«Aaargh!»
 

Questa casa non è più la stessa. Il mondo non è più lo stesso. Nonostante il dono di Prometeo, tutto sembra buio e stinto. Anche Pandora è meno bella, da quando è arrabbiata con me. È furiosa, veramente. Sembriamo una di quelle coppie sposate da tanto di quel tempo che non ricordano più perché stanno insieme. La notte mi caccia dal letto.
Ha spaccato le stoviglie di casa. Tutte, tranne il maledetto orcio.
Ogni tanto lo prendo sulle ginocchia. Emana una specie di calore, come se dentro fosse rimasto qualcosa. Ma Zeus mi fulmini qui e ora, se ci guardo.
Imparo le lezioni, io.
Quando lo tengo così, sembra che le cose possano tornare a posto, prima o poi.
Meglio prima, perché stiamo invecchiando. In fretta, insieme e soli.
D’accordo. Non avrei dovuto farlo. Avrei dovuto ascoltarla.
Ho capito troppo tardi. Come al solito.
Già.
Del resto.


Ultima modifica di Marz il Ven Gen 29, 2021 1:54 pm - modificato 1 volta.
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Messaggio Da Marz Ven Gen 29, 2021 10:48 am

Ecco. Ogni tanto mi diverto con la mitologia greca. La leggo quando voglio staccare fra un giallo e un noir (ora sto leggendo 'Mythos' di Stephen Fry). Ci sono un paio di spunti di discussione, almeno quelli che vedo io. Però non ve li dico adesso, sennò non vale.
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Messaggio Da Petunia Ven Gen 29, 2021 1:00 pm

Ciao Marz e grazie per aver postato questo bel racconto. Divertente rivisitazione del mito e al contempo molto attuale.
Se posso, non avrei tradotto “colui che pensa in ritardo” perché, in realtà, Epimeteo pensa fin troppo velocemente valutando in ritardo, quello sì, le conseguenze delle proprie azioni.
Il racconto offre una miriade di spunti di riflessione. Il progresso ci ha portato luce o ombra? Anche noi abbiamo aperto il vaso di Pandora senza riflettere troppo  e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Questi sono solo alcuni, ma si potrebbe analizzare frase per frase e discuterne per ore.
Complimenti per queste tue “pause” dal giallo. 
Leggerti aiuta a davvero a imparare come scrivere bene.

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Messaggio Da Marz Ven Gen 29, 2021 1:26 pm

Interessante la traduzione. La piglio. 😁 Dici cose interessanti. La mia intenzione era diversa (è colpa di Eva, è colpa di Pandora, di Dalila, di Salomè e che stress, sempre 'na donna, eh? 😛) però,  come sempre, chi legge ci mette del suo e le storie diventano  più belle e più ricche. A quel punto è chi ha scritto che impara. Maggico. Quasi più daa Maggica. 😁


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A Petunia garba questo messaggio

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Messaggio Da Akimizu Ven Gen 29, 2021 1:34 pm

Ciao Marzia, allora, una rivisitazione, la tua, eheh. Sì, perché Epimeteo mica se la voleva sposare a Pandora, è stato, diciamo, costretto dalle circostanze, ma soprattutto perché la versione più gettonata vede Pandora aprire il vaso. E poi, con quel nome, tu lo fai tardo anche un po' di comprendonio, ma in realtà Epimeteo rappresenta la ragione e l'oculatezza delle azioni in contrapposizione all'avventatezza di Prometeo. Ma qua tutto tranne che oculato mi pare. Anzi, è infantile nel modo in cui viene divorato dalla curiosità, esagero, è femminile. "Avrei dovuto ascoltarla..." Un perfetto ribaltamento dei ruoli, come se fosse Adamo a cogliere la mela, per dire. Ora è là, poveretto, immagine perfetta dell'uomo, con il vaso sulle ginocchia, rassegnato. Almeno ci guardassa dentro, visto che sul fondo ci troverebbe la speranza.
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Messaggio Da Marz Ven Gen 29, 2021 2:00 pm

Akimizu ha scritto:Ciao Marzia, allora, una rivisitazione, la tua, eheh. Sì, perché Epimeteo mica se la voleva sposare a Pandora, è stato, diciamo, costretto dalle circostanze, ma soprattutto perché la versione più gettonata vede Pandora aprire il vaso. E poi, con quel nome, tu lo fai tardo anche un po' di comprendonio, ma in realtà Epimeteo rappresenta la ragione e l'oculatezza delle azioni in contrapposizione all'avventatezza di Prometeo. Ma qua tutto tranne che oculato mi pare. Anzi, è infantile nel modo in cui viene divorato dalla curiosità, esagero, è femminile. "Avrei dovuto ascoltarla..." Un perfetto ribaltamento dei ruoli, come se fosse Adamo a cogliere la mela, per dire. Ora è là, poveretto, immagine perfetta dell'uomo, con il vaso sulle ginocchia, rassegnato. Almeno ci guardassa dentro, visto che sul fondo ci troverebbe la speranza.

Eh già. Un po' scemotto fino in fondo, la speranza potrebbe aiutare.
Sì, Aki, certo che è una rivisitazione. Anzi, è proprio un ribaltamento. E poi ho un debole per i personaggi un po' lenti di comprendonio, o con un comprendonio diverso.
Le discussioni di cui parlo sono di carattere tecnico, ma se non le dico tirate fuori l'oro e io me lo rubo. :-D


Ultima modifica di Marz il Ven Gen 29, 2021 3:05 pm - modificato 1 volta.
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Messaggio Da Petunia Ven Gen 29, 2021 2:51 pm

Vediamo di analizzare... mumble mumble.

Il protagonista ė anziano e ci fa conoscere la storia attraverso dei flash back e la storia si chiude in modo circolare. (Lo si comprende alla fine).

Il racconto si articola su vari livelli del ricordo. Particolare è l’incontro col fratello morente. In pratica hai scritto un monologo. (Il fratello “grugnisce” e basta) sono tutte domande che hanno già insita la risposta. Ho apprezzato tanto questa parte.
Poi il rapporto con Pandora. Con poche pennellate di dialogo hai caratterizzato sia la relazione tra i due che entrambi i personaggi attraverso caratteristiche fisiche e morali.
Prosegui creando empatia fra il lettore e il protagonista. È giusto scoprire cosa contenga il vaso.
In questo caso è un flusso di pensiero.
La parte conclusiva è descrittiva col narratore che interviene.

Quindi ricapitolando hai inserito varie tecniche di narrazione in un unico racconto.

Sono fuori strada?

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Messaggio Da Marz Ven Gen 29, 2021 3:04 pm

Petunia ha scritto:Vediamo di analizzare... mumble mumble.

Il protagonista ė anziano e ci fa conoscere la storia attraverso dei flash back e la storia si chiude in modo circolare. (Lo si comprende alla fine).

Il racconto si articola su vari livelli del ricordo. Particolare è l’incontro col fratello morente. In pratica hai scritto un monologo. (Il fratello “grugnisce” e basta) sono tutte domande che hanno già insita la risposta. Ho apprezzato tanto questa parte.
Poi il rapporto con Pandora. Con poche pennellate di dialogo hai caratterizzato sia la relazione tra i due che entrambi i personaggi attraverso caratteristiche fisiche e morali.
Prosegui creando empatia fra il lettore e il protagonista. È giusto scoprire cosa contenga il vaso.
In questo caso è un flusso di pensiero.
La parte conclusiva è descrittiva col narratore che interviene.

Quindi ricapitolando hai inserito varie tecniche di narrazione in un unico racconto.

Sono fuori strada?
Sei sulla strada che vuoi. :-) Mica mi sono accorta di aver fatto tutte queste cose. Io, semplicemente, mi ficco nella testa del personaggio e lo faccio parlare e ragionare. Poi rileggo, cerco di capire che vuol dire e provo a farglielo dire meglio.
No, i miei dubbi sono molto terra terra:
1) il finale non mi piace. Qualcuno ha detto che avrei potuto tagliare sull''argh' di Epimeteo, e in effetti ci potrebbe stare. Però il racconto sarebbe poco più di una barzelletta, a mio parere. Mi andava, me la sentivo, una chiusa di malinconia cosmica. Però ancora non mi convince. 
2) la punteggiatura dei dialoghi. La maggior parte delle case editrici (forse tutte?) mette il punto fuori dalle caporali, e proprio non mi cala. Perché punto interrogativo, esclamativo, puntini di sospensione sono dentro le caporali e il punto fuori? E parecchi mettono sia il punto interrogativo dentro sia il punto fuori. Tutti e due. Il che mi dà proprio sui nervi. Voi che ne pensate? Fermo restando che, quando pubblichiamo, ci becchiamo il protocollo di stampa della casa editrice (il maledetto normario) così com'è e muti. :-)
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Messaggio Da Petunia Ven Gen 29, 2021 3:15 pm

Io preferisco inserire la punteggiatura dentro le caporali.
Però giustamente ogni casa editrice ha il proprio stile. Ad esempio a me non piace il dialogo preceduto dalla lineetta, ma ci sta.
Per il finale l’inserimento del narratore non mi convince. Pensavo fosse un espediente, una tua ricerca come ti ho detto nel commento precedente. Mi pare che interrompa il rapporto che si era creato col lettore fino a quel momento. Invece mi è piaciuto molto quell’Argh!. Fa un effetto strepitoso. (Un comico horror se esiste)


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Messaggio Da Marz Ven Gen 29, 2021 3:32 pm

Mh. Ti dico come la vedo io. Sto nella testa di Epimeteo dall'inizio alla fine. È sempre lui che racconta, che parla. Anche nell'ultima parte. Però ci senti una differenza. E hai ragione, una differenza c'è. Ma non è nel punto di vista, credo. È nel tono. Dalla rivisitazione divertita di un mito alla malinconia il passo è troppo brusco, forse. Ci ragionerò su (tardi, peggio di Epimeteo) 😁
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Messaggio Da Arianna 2016 Dom Gen 31, 2021 12:20 am

Il racconto mi piace molto. Bello stile, lo sento "consonante" con quello che cerco, almeno per certi racconti, sia quando leggo che quando scrivo.
Bello questo narrare in stile quotidiano e colloquiale storie collocate in un contesto di "letteratura alta", entrare così nella testa dei personaggi.
Dunque, io non sono un'esperta di mitologia, conosco solo per grandi linee alcuni miti. Epimeteo non l'avevo mai sentito. Conoscevo i nomi di Pandora e Prometeo, ma mi fermavo lì, per cui ho passato le prime righe a chiedermi "ma chi è questo?".
Forse altri lettori si troverebbero nella mia stessa difficoltà, anche se capisco che l'omissione del nome del personaggio, nella prima parte, è necessaria allo stile narrativo.
Sono quindi dovuta andare a cercare informazioni su Internet, anche per capire i commenti degli altri.
La Treccani online traduce Epimeteo come "accorto in ritardo". Ho trovato su wikipedia (perdonami, Viv) che, secondo alcune versioni del mito, sarebbe stato Epimeteo e non Pandora ad aprire il vaso.
Tutto il racconto è un'invenzione, per cui non mi danno fastidio le "licenze letterarie" rispetto alla versione ufficiale del mito.
Mi darebbe invece fastidio la mancanza di quello che io chiamo "logica interna" a una narrazione, invece, appunto, il tuo racconto ha una sua coerenza logica interna che unisce tutti gli elementi con naturalezza.
In quanto ai tuoi dubbi 1 e 2:
1. a me il finale piace. Certo, è una chiusa malinconica, rispetto al tono complessivo della narrazione, ma secondo me una certa linea sotterranea di malinconia percorre comunque tutto il racconto, al di sotto del tono leggero e ironico (che poi l'ironica porta sempre con sé un fondo di malinconia), quindi non la sento stonata o fuori luogo, anzi.
2. Come dici tu, ogni casa editrice ha le sue norme (al di là di alcune regole che valgono in modo universale). Per quanto mi riguarda, non amo i caporali che richiedono molte attenzioni in questo senso e mi piacciono meno anche visivamente, per cui uso sempre il trattino.
Non so quindi che dirti per i caporali: mi sono scaricata un paio di quelli che tu chiami "normari" editoriali, da usare nel caso debba un giorno per forza utilizzare i caporali.
Complimenti, scrivi davvero bene.
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Messaggio Da Marz Dom Gen 31, 2021 9:25 am

Buongiorno, Arianna. Questo racconto è nato dalla sorpresa. Anch'io non sapevo niente di Epimeteo. Quando ho scoperto lui, la sua parentela con Prometeo e il suo matrimonio con Pandora, mi è partito l'embolo creativo. E sì, la sua identità si svela piano piano. La RUE (resist the urge of explaining) è una tecnica assai affascinante per chi la usa. Se usata bene è bella anche per chi legge. :-) E sì, volevo togliere un po' di peso dalle spalle della povera Pandora, che deve essere parente di Eva anche se nessuno lo sa. :-) Per il finale avrò un'idea, prima o poi, perché i finali in calando sono sempre un rischio (Dario Fo diceva che, in uno spettacolo, restano in mente l'inizio e la fine, e forse vale anche per la scrittura). E sì, per la disperazione di Phoenix, io pure preferisco il trattinese. Ho usato le caporali per affetto verso l'ospite. 😊 Visivamente i trattini sono più leggeri, mi sembra che diano più agilità al testo. Ma queste sono fissazioni mie. Chissà che ho scritto, fra l'ora presta di una domenica uggiosa e le dita grandi sui tasti piccoli. Più tardi ripasso a fare l' editing, ormai è una mania. 🙄
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