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1Un'avventura al telefono Empty Un'avventura al telefono Ven Apr 29, 2022 2:49 pm

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Le moderne sale d’attesa sono i call center. Non si fa più anticamera davanti alla porta di un ufficio, oggi si aspetta col telefono incastrato fra l’orecchio e la spalla, che un signore o una signora più o meno gentile, ma sempre sottopagato, ci aiuti a risolvere un piccolo o grande problema.
Figurati poi, Hope, quando la richiesta è inconsueta e un po’ borderline come la mia. Chissà cosa avrà pensato, Adelina, operatore 4216 che risponde dall’Albania, quando le ho sottoposto il mio quesito. Probabilmente mi avrà preso per un pazzo, per un perdigiorno che telefona alle compagnie aeree per proporre loro bizzarri quesiti.
Dopo avermi fatto ripetere diverse volte la richiesta, mi ha lasciato in attesa dicendomi di doverne parlare con il supervisore. Dopo un periodo interminabile, nel quale un orribile motivetto musicale mi trapana il cervello, Adelina riemerge.
Gentile utente, in realtà per la nostra compagnia lei può trasportare come bagaglio in cabina qualsiasi cosa che non risulti pericolosa per la navigazione aerea. Tuttavia, il mio supervisore mi faceva presente che per lei la scelta migliore sarebbe imbarcare il suo speciale bagaglio nella stiva.”
Questo non accadrà mai, penso.
Inoltre, lei dovrebbe interpellare gli uffici della dogana sia italiana che inglese e i servizi di sicurezza dell’aeroporto. Il suo bagaglio, infatti, potrebbe essere bloccato dalla sicurezza ben prima di giungere al gate.”
A questo avevo già pensato, sono pronto ad affrontare altre anticamere telefoniche.
Ieri, Hope, cercando il passaporto, ho trovato un vecchio numero del Kent Magazine. Probabilmente lo hai conservato perché c’era la notizia del nuovo centro multi religioso inaugurato nel campus. A tempi nostri non c’era.
Ai tempi nostri…. Come dimenticare la prima volta che ci siamo visti: in chiesa, durante la messa. Come nell’Ottocento, dicevamo celiando. Certo, era una chiesa piuttosto particolare: un centro polifunzionale nel campus dell’Università del Kent dove la domenica si teneva la messa degli studenti cattolici.
Fa tutto oramai parte delle legende di famiglia.
Non ti ho mai detto, invece, che quell’incontro casuale non fu. Io da padre Vincent andai apposta per te. Ti avevo visto qualche giorno prima nel bar della Student Union. Chiesi in giro di te, ma sembrava che nessuno ti avesse visto prima. Finché Riley, quello di Birmingham che si faceva una canna dopo l’altra, e frequentava Calculus con te, mi consigliò di cambiare obiettivo.
È cattolica, tutte le domeniche a messa in prima fila. Quella non te la fa vedere nemmeno da lontano”.
E allora fui io che venni a vedere messa, io, comunista, figlio di comunisti, io nemmeno battezzato.
La cosa non mi dispiacque. Sarà che il cattolicesimo in Inghilterra è una religione di minoranza e quindi anticonvenzionale e progressista, sarà che quella non era una chiesa tradizionale, sarà che don Vincent era uno bravo veramente, sarà che mi sentivo solo in un paese straniero. Non so cosa fu, ma mi sembrò di entrare in una chiesa mai vista prima. Eravamo una comunità, seduti in circolo intorno al prete che sembrava, anzi era, uno di noi. La messa era partecipata, un vero rito collettivo. Pregammo insieme per Nelson Mandela e per la fine dell’apartheid. Per dare corpo a quelle preghiere, finita la messa, organizzammo il volantinaggio dell’indomani davanti alla filiale della Barclays in campus, per spingere gli studenti a boicottare le banche che mantenevano rapporti economici con il regime sudafricano.
La sera della domenica, don Vincent, che aveva vissuto alcuni anni a Roma, organizzava sempre una cena, a base di cibo italiano, a casa sua. Quando seppe da dove venivo, immediatamente mi coinvolse nella preparazione della cena.
Ci parlammo da soli lì per la prima volta, al party della Catholic Society.
Gentile utente, ci scusiamo per l’attesa. A causa dell’ingente traffico telefonico, tutti gli operatori sono momentaneamente impegnati. La invitiamo a non riagganciare per non perdere la priorità acquisita”
Eccomi di nuovo a fare anticamera. Stavolta sono stato previdente, ho indossato gli auricolari wireless che mi comprò Elena qualche Natale fa. Quell’anno che a te regalò quel plaid con l’Union Jack da un lato e il tricolore dall’altro. Un po’ kitsch, forse, ma solo per chi non ti conosce. Quel plaid ti rappresenta perfettamente. Mezza inglese, mezza, per amore e per fortuna, italiana. Elena, non ci ha mai voluto dire dove l’avesse trovato. Probabilmente se l’era fatto fare apposta. Ricordi, cara, in quello stesso Natale ci informò che sarebbe andata a fare il dottorato in studi classici a Berkeley. Appena tre anni fa, se ci pensi.
Sembra passata un’eternità.
Ingente traffico… Ma quando mai, Hope. Chi vuoi che telefoni all’URP dell’Aeroporto di Fiumicino.
Tutti gli operatori…Ce ne sarà uno solo, magari in pausa caffè.
Infatti, quando risponde, pare sveglio e riposato, almeno lui. Anticamera finita.
Gentile utente la sua non è una richiesta così inusuale. Se mi dà il suo indirizzo mail, le faccio avere la lista della documentazione necessaria e il tipo di imballaggio che le verrà richiesto. Si ricordi che, nel suo caso, insieme all’autorizzazione del Comune di residenza, dovrà anche contattare l’ambasciata inglese.”
La lista dei documenti è lunga, d’altra parte siamo in Italia, amor mio. Mi tocca chiamare anche il comune di Roma.
Come dicevi? “Peggio della burocrazia italiana, c’è solo la burocrazia romana”.
Come pensi che mi definiranno al centralino del Comune di Roma, utente o cittadino?
Nel frattempo, Hope, ho telefonato a Rose del nostro B&B di Whitsable. È stata, come al solito, molto cordiale. Era contenta di sapere che saremmo tornati quest’anno. Ci ha ovviamente riservato la solita stanza, la nostra. Dell’anno scorso non mi ha chiesto nulla, per fortuna. Ma non avevo dubbi. Questa è la differenza fra noi italiani curiosi e invadenti e voi inglesi, magari ugualmente curiosi, ma molto più rispettosi della privacy e degli affari degli altri.
L’anticamera al Comune di Roma sembra non finire mai. Ho aspettato una ventina di minuti buoni al centralino. Poi, non ci crederai, mi hanno rimbalzato da un ufficio all’altro, senza sapermi dare ancora una risposta. Che stupido, certo che ci credi!
E mica è finita. Siamo rimasti d’accordo che avrei richiamato domani. Mi hanno dato un numero diretto, almeno spero.
Il collega che si occupa del suo problema è oggi in ferie”, mi ha spiegato un impiegato.
Ferie eterne, come la città, avresti chiosato tu.
Gli avrei dovuto rispondere che il mio non era un problema, la mia era una semplice richiesta. Il problema semmai era loro, che non riuscivano a darmi, in tempi ragionevoli, una risposta. Così gli avresti detto tu, che sei sempre stata molto più cazzuta di me.
Tu sei allergico ai litigi. Se potessi, spalmeresti continuamente miele su tutte le relazioni umane”.
Quante volte me lo ripeti!
E se è un giorno fortunato, aggiungi: “È anche per questo che ti amo”.
Altrimenti, mi devo accontentare di immaginarlo sottinteso.
Il B&B di Whitsable. Li abbiamo fatto l’amore per la prima volta, tre mesi dopo il nostro incontro in chiesa. E, ringraziando quel tuo Dio, non abbiamo mai smesso.
Una domanda prepotente mi viene in mente, amore mio. Non ci posso far nulla.
Mi sei mai stata infedele, Hope?”.
Immediatamente, mi pento e mi taglierei la lingua. Che cazzo di domanda inutile! E come dico sempre ai miei studenti del corso di Genetica, le domande inutili sono anche le più stupide.
Lo so che mi sei stata fedele, che hai sempre voluto il mio bene. Hai sempre desiderato che fossi felice, anche se questo costava un po’ della tua felicità. D'altronde hai accettato di venire in Italia perché sapevi che in Inghilterra, lontano dalla mia terra e dalla mia famiglia, felice non avrei potuto essere.
Che importanza può mai avere, se in qualcuno dei convegni di fisica cui partecipavi in giro per il mondo, una sera dopo aver bevuto un po’ di più…
Le proposte non saranno mancate, bella come sei.
Non me ne importa. Who cares, direste voi.
Una decina di anni fa, ho avuto più di un dubbio. Quel tuo collega spagnolo che ogni tanto chiamava. Ho avuto paura, probabilmente te ne sei accorta. E forse proprio per questo, lo stronzo non chiamò più.
Gentile utente, sono Monica e telefono per conto di Tim. Lei usa l’ADSL? Vuole provare la straordinaria velocità della nostra fibra?”
In altri momenti, avrei velocemente liquidato Monica, cercando di rimanere cortese. Ma oggi sono in macchina e mi aspetta un lungo viaggio. Non ho più quarant’anni e nemmeno cinquanta. Così, mi faccio raccontare tutte le mirabilie della loro fibra. Chiedo notizie su tempi di installazione, sulle varie opzioni, sui costi. Insomma, passo il tempo. Dopo una quindicina di minuti, le confesso che sono già loro cliente o utente come si dice. Incazzata, Monica chiude senza salutare. Mi scuso idealmente con lei.
Mi sono scaricato tante cose interessanti che ci potremo ascoltare: quattro romanzi della serie Ad alta voce, una ventina di puntate di Wikiradio, e di Hollywood Party, il cinema alla radio. Tutto rigorosamente di marca Radio Tre, la mia, la nostra, radio di riferimento.
Il viaggio è lungo da Roma a Whitsable.
Hope, tesoro, mi sono stancato di riempire moduli e di fare anticamera al telefono, andiamo in macchina. E chi si è visto, si è visto. So bene che tu non avresti mollato. Ne avresti fatto una questione di principio.
Basta essere trattati da anonimi utenti, noi siamo persone”, avresti urlato all’interlocutore di turno.
Ma tu sai anche che sono pigro, Hope. Quante volte me lo hai rinfacciato? Un pigro strano in verità, un pigro che si fa quasi duemila chilometri di auto per non fare più anticamera telefonica. In realtà mi sono stufato di chiedere il permesso per fare quello che voglio fare.
E poi mi piace l’idea di passare quasi due giorni in macchina con te. Di tante cose ancora dobbiamo parlare.
Non ho detto nulla a Elena. Sa che prendiamo l’aereo. Meglio così, non voglio si preoccupi immaginandoci ad attraversare l’Europa su una Golf, stagionata quasi quanto noi.
E adesso alzo il volume. Inizia la Barcaccia, il programma che a te, inglese melomane, piace tanto.
Amore, gustiamoci fino in fondo, io e te, questa straordinaria avventura. Mille e ottocento chilometri alla conquista dell’Europa. Non possono voltarmi, sto superando un TIR, ma sono sicuro che stai sorridendo.
Rose comprende quel che è successo, quando mi vede entrare nel B&B. Lei non avrebbe chiesto nulla, ma io le racconto tutto. In fondo, è come una cara amica. Siamo stati utenti del suo B&B per più di trent’anni. Siamo venuti tutti gli anni da quella prima volta, sempre negli stessi giorni, questi; merita di sapere che l’anno scorso eravamo in un'altra camera, in un albergo che non avevamo scelto e dove non avremmo voluto essere.
Nel firmare il registro delle presenze scrivo,
Hope Shaw and Arturo Patarnello, 01/04/2022, exactly thirty-four years since the first time.
Ho preso una barca, per allontanarmi giusto una ventina di metri dalla riva.
Scrivo un messaggio a Elena perché sia con me adesso, anche se in California è notte fonda:
Lo sto facendo. È come se ci fossi anche tu”.
Risponde immediatamente.
Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”.
Dove abbiamo sbagliato, Hope, per aver fatto, noi, due scienziati, una figlia latinista fino al midollo?
Apro la scatola di legno che ho tenuto sul sedile del passeggero tutto il tempo del viaggio.
E ti confondi col mare.

2Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Dom Mag 01, 2022 6:14 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

L'avventura telefonica è, anche se un po' caricata, molto reale. L'avventura del viaggio in auto fino in Inghilterra avrebbe potuto essere un po' più carica. Che Hope si in quelle condizioni lo si capisce immediatamente ma non è un thriller. E' solo un bel racconto che mi ha fatto passare una dozzina di minuti in relax. Lettura facile e senza alcun difetto. Brav@

3Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Lun Mag 02, 2022 6:38 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Storia particolare e anche triste. Un dialogo mentale con la compagna scomparsa. Le ceneri chiuse nell’urna di legno. La burocrazia che mette ogni inciampo possibile per impedire il viaggio.
Tutto si complica. L’amore e i ricordi restano vivi.
Il racconto è  scritto molto bene, ma mi ha messo un po’ di magone. Forse è proprio l’effetto che speravi di ottenere e allora va bene così.
Particolare la scelta del nome Hope, speranza. Proprio brav aut


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

4Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Mer Mag 04, 2022 6:48 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

storia triste che si legge comunque senza alcun problema.
è chiaro che di Hope ci sono solo le ceneri, però è bello che lui ci dialoghi per tutto il tempo.
fai bene a rimarcare le difficoltà burocratiche, perché sono una vera vergogna.
ci sono alcuni refusi, tipo quattro puntini invece che tre, ma niente di grave.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Un'avventura al telefono Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

5Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Gio Mag 05, 2022 12:28 am

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

È un bel racconto, non c’è che dire, mi ha preso fin dalle prime righe e sono arrivata fino alla fine senza interrompermi.
Devo dire che il finale mi si è palesato abbastanza presto, ma non per questo la storia ha perso la sua bellezza malinconica: chi non parla almeno una volta nella vita con qualcuno che non c’è più? Sono chiacchiere serene, a volte si recrimina, ci si arrabbia pur sapendo quanto sia inutile, ma liberatorio.
Il raccontare la storia dei protagonisti all’interno delle sale d’attesa moderne, quindi frammentando il tutto, non fa perdere il filo del racconto, anzi: ogni tanto un attimo di interruzione serve. È un meccanismo mentale molto normale, capita anche quando si parla realmente con qualcuno di passare da un argomento all’altro, magari per stemperare un momento di commozione o per recuperare ricordi dispersi, che trovano nel chiacchierare il filo che li tiene assieme.
Quindi un bel testo, molto intimo ma non lacrimoso: c’è l’accettazione di quanto è successo e la serenità di un momento tanto particolare vissuto sull’onda dei ricordi più belli e non di quelli del momento dell’addio.
La scrittura mi è piaciuta: curata ma semplice, molto realistica, così come realistica è la storia che ci hai raccontato.
L’avventura? Beh, la vita, anche quella più tranquilla, non è forse un’avventura, con i momenti difficili e gli agguati che il destino ci riserva?
 
A part alcune note che ti hanno già fatto, ti segnalo un “legende di famiglia” che penso siano leggende.
(Per i tre puntini di sospensione, con la correzione automatica di word si può sistemare, molto utile perché se gestiti bene, conta uno spazio e non tre).


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

6Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Ven Mag 06, 2022 12:54 am

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Faccio un preambolo, che è anche un invito ai preziosi admin. Penso che il tuo racconto, bello, veramente, dovrebbe essere pubblicato in pdf con la tua formattazione originale. Sono certo che alcuni stacchi formali li hai pensati e che nel "trasferimento" siano andati persi.

Noblesse oblige.

1. La penso assolutamente come te, non è una questione politica o sociale, parlo solamente di una "sensazione" a livello letterale e di efficacia. Proprio all'inizio, quel "...ma sempre sottopagato" serve più a te stesso, per identificarti (e mi fa piacere identificarti così, che sei bell@) che all'economia scorrevole del racconto. Il narrante, che nell'occasione vorrebbe dare l'immagine di un pensatore libero da ogni schema, e che certi valori li ha già ben chiari senza pensarli "nel flusso", riportati in un racconto (a me) stonano. Tante "interferenze" tra il narratore e lo scrittore le ho riscontrate anche dopo, inutile riportarle di seguito.  

2. Hope. Che bello! Ma una volta che si comprende la natura affettiva del narratore, quel "Hope" ripetuto poteva trovare una soluzione diversa, con "cara", "amore mio", "tesoro". Ovviamente è una questione soggettiva (la mia) di come poteva "essere". 

3. Amo "gli studi classici" di Elena.

4. "Come dicevi? (...) Come pensi che..." da un punto di vista squisitamente eufonico non mi ha entusiasmato.

5. "- Tu sei allergico ai litigi (...) - Quante volte me lo ripeti" A mio parere "Quante volte me l'hai ripetuto" visto che lei non c'è più. Questo mio dubbio lo ripeti subito dopo: "E se è un giorno fortunato, aggiungi".


6. "Una domanda prepotente (...) Mi sei mai stata infedele Hope?" Perdonami, Penna, lo riporto come segna punto per la successiva rubrica e per le considerazioni finali.

7. "Tutto rigorosamente di marca Radio Tre, la mia, la nostra, radio di riferimento". Ok. Abbiamo capito come la pensi,anch'io la penso uguale. Ma serve all'economia del racconto? Stiamo sempre parlando di un libero flusso di pensieri, dove certe "informazioni" anno più parte dello scrittore che del narratore.

8. "Non possono voltarmi"  Se intendi dire che non possono farti tornare indietro, è poco chiaro. Altrimenti, non capisco e certamente mi darai una chiave di lettura a termine step.

9. "(...) merita di sapere che l'anno scorso eravamo in un'altra camera, in un "albergo" che non avevamo scelto e dove non avremmo voluto essere". Ok, gli occhi sono già umidi, grazie per la potenza di questo inciso. Sono sincero, è una pulce "positiva".

10. "Ricorda, uomo..." Grazie...grazie...bello.

Suggestioni o ispirazioni (mie) letterarie.

1. La chanson des vieux amants - Jacques Brel. Quello splendido tuo cameo dove lui chiede a lei "l'impossibile", la confessione di qualcosa che "bisogna pur che passi il tempo, bisogna pur che il corpo esulti", e che faccia finta poi di disinteressarsene, mi ha subito condotto a questo stupendo brano.

2. Melancholia - Lars Von Trier. Non c'entra nulla il film, bellissimo, che amo, con la tua storia, se non che quella "melancholia" me l'hai iniettata nel sangue. E se associo un film bellissimo è perché il tuo racconto non è perfetto ma è bellissimo.

Considerazioni finali.

Mi commuovo facilmente, guardando un film, leggendo un fumetto d'autore, leggendo un libro. Ma sempre con cognizione di causa. Il tuo racconto mi piace tantissimo. Da subito ho avuto un sentore di "piacevole" (dal punto di vista letterario) svolta drammatica e romantica. L'idea originale è azzeccata. Quella chiesa "moderna" l'hai descritta e me l'hai fatta "rivivere" come l'ho vissuta nei "settanta", mi sembra, a Ivrea, in occasione di una visita quando ero seminarista nei frati cappuccini. Non tutto mi "sconfiffera" a bolla, ma ci sta. Dopo il seminario, sono stato educatore dell'Azione Cattolica e certe "conversioni d'interesse" posso capirle, ma in quell'ambito difficilmente riesco a immaginare una posizione "politica" o sociale così "attiv" come il volantinaggio per l'hapatheid, perché la CHiesa (nel bene e nel male, non giudico la scelta ma i fatti), anche con sacerdoti di "frontiera", difficilmente si espone (boicottare le banche? Dalla Chiesa? Da una iniziativa anche soggettiva? Difficile.) Forse, in ambiente di Comunione e Liberazione, più estremista, quasi Gesuita laicista, e allora forse avresti potuto specificarlo. Inoltre, il bellissimo dialogo con lei (ma in realtà con sè stesso) è troppo (a mio parere) infarcito di informazioni che appartengono più allo scrittore che al narratore. Però...però...alla fine torno a essere un lettore "normale", che vuole solamente godere di sensazioni, e questo tuo racconto mi fa capire che il bello nell'uomo esiste. Grazie per avermi emozionato. Veramente. Grazie.

https://youtu.be/dmEmHgqDLdI

7Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Dom Mag 08, 2022 2:15 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Anche questo fuori gara mi piace, anzi, mi piace molto.
Per adesso è il mio preferito e se fosse in gara lo voterei sicuramente.
Peccato che non ci sia avventura e mi chiedo se ci fosse stata sarebbe stato così bello il racconto?
Forse no.
Così com'è a me sembra perfetto, non per i termini del concorso, ma per l'essenza della storia.
È un testo equilibrato, malinconico, armonioso. Si capisce quasi subito dove si andrà a parare ma non importa, qui non c'è bisogno di effetti speciali.
Il ricordo che ha il marito della moglie è delicato, sereno e per nulla rassegnato, una struttura diversa avrebbe vanificato la situazione che sei riuscita/o a creare.
L'ho già detto per un altro fuori gara: sono stato contento di leggere questo racconto.
Sarebbe stato un peccato che non fosse stato inserito.
C'è una vittoria più soddisfacente di quella di convincere un lettore? Di farlo emozionare e appiccicargli addosso per un pò uno strato di malinconia agrodolce?
Credo di no.

8Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Dom Mag 08, 2022 3:45 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Non mi intendo di fuori gara, a me non succede mai, certamente il racconto è godibile e ben scritto. Un grazie doppio all'autore per averlo concesso. E un abbraccio

9Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Mar Mag 10, 2022 5:27 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Quando pensavo al racconto da scrivere, mi erano venute in mente le 12 fatiche, con l'utente Asterix rimbalzato da uno sportello all'altro in cerca di un modulo per il lasciapassare.
Là c'era ironia, qui il sentiment si è subito trasformato in malinconia.
L'avrei snellito un po'; troppi riferimenti a luoghi e nomi mi hanno disturbato nella lettura.
Coplimenti.

10Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Mar Mag 10, 2022 11:00 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Un racconto un po’ monologo, un po’ quasi epistolare – in quel suo mandare quasi una lettera con la mente a Hope – un po’ narrazione autobiografica.
I primi tre quarti, fino a “Ma tu sai che sono pigro”, soffrono sia di uno stile che di un eccesso di spiegazioni che appesantisce. Sono spiegazioni che, se pur mascherate da cose dette a Hope, l’autore in realtà sta dando al lettore. Certo, questo avviene sempre nella narrazione, ma il processo deve essere invisibile, naturale, invece qui è molto esplicito. Io, come lettrice, sento più la preoccupazione dell’autore di rassicurare sul fatto che stia inserendo i paletti dello step che il respiro del racconto.
Viene spiegato in che modo vada inteso qui il concetto di anticamera, viene spiegato perché la sala multifunzionale vada intesa come una chiesa, viene svariate volte usato il termine “utente” addirittura in riferimento al B&B.
Invece, nell’ultima parte del racconto, la narrazione si scioglie, dà spazio alle emozioni, diventa romantica ed elegiaca. Si ha quasi l’impressione di sentire il sospiro di sollievo dell’autore che, assolti gli obblighi dello step, può finalmente lasciarsi andare e scrivere quello che sente più suo. Questa parte del racconto è la più bella.
C’è solo un piccolo ritorno all’eccesso di spiegazioni con la telefonata alla figlia: la citazione dà l’impressione di essere lì solo per spiegare al lettore che si stanno spargendo delle ceneri.
 
Non so perché, ma è stato al punto del plaid che ho iniziato a pensare che forse lo speciale bagaglio fosse la salma di Hope. Quando ho letto che il protagonista partiva in macchina, ho pensato che forse allora si trattasse di ceneri in un’urna.

11Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Sab Mag 14, 2022 3:07 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Questo racconto è bellissimo.
Ha una delicatezza notevole, arriva su corde profonde che non è così facile toccare, che si abbia o meno avuto esperienze simili nella vita.
Anche lo stile con cui l'hai scritta l'ho trovato fantastico. Perfetto per il contesto: delicato, educato, emotivo senza essere forzato.
Un ottimo lavoro davvero.

Purtroppo (per me) ho capito subito l'oggetto misterioso.
Bagaglio speciale + complicazioni burocratiche = urna.
Poco da fare.
Ho anni d'esperienza in logistica, infatti non ho avuto dubbi su quale fosse la situazione.
E me ne dispiaccio, perché sto ancora cercando di immaginare quale potrebbe essere stata la mia reazione alla rivelazione finale. Sai che io le cose così le soffro, specie se arrivano a freddo, come un pugno.
Qui, avendo intuito subito, ho letto con una buona dose di malinconia, ma senza quel colpo diretto di cui accennavo. E me ne sento in colpa.

Concordo con le considerazioni di Arianna (stavolta ho controllato, è ARIANNA) quando dice che alcune informazioni sono messe lì per far risaltare i paletti, ma nella foga della lettura non me ne sono reso conto più di tanto.
Credo che la ragione del fuori concorso sia la mancanza del genere, a conti fatti, perché non è una biografia e il genere avventura è proprio un'altra cosa.

Però è davvero un peccato, la forza espressiva di questo racconto è tanta.
E io l'ho apprezzata tantissimo.

12Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Lun Mag 16, 2022 10:29 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Questo racconto, pieno di delicatezza e sentimento, meriterebbe una riscrittura al di fuori del contest e della gabbia dei paletti.
Infatti ritengo che molta poesia contenuta al suo interno finisca per essere un po' "tarpata" dall'esigenza di inserire i paletti (anticamera e utente in primis) a tutti i costi.
Come per molti altri commentatori anche per me il mistero è durato poco e il dubbio che il protagonista stesse parlando con la moglie che non c'è più l'ho avuto presto ma siccome non credo che il tuo intento fosse quello di sorprendere alla fine ritengo questo aspetto di poco conto; anzi, dirò di più, proprio il fatto di sapere presto che Hope non c'è più, ha aumentato la dolcezza e il sentimento con cui ho letto il tuo racconto.
Buona la scrittura, qualche refuso facilmente eliminabile con una rilettura attenta, amara la constatazione di quante volte la burocrazia ostacoli i nostri sogni, anche quelli apparentemente più semplici da realizzare.

13Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Gio Mag 19, 2022 1:53 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Bello. Delicato, commovente, intimo. Ti prende per mano e ti accompagna in questo ultimo viaggio. E non importa se si capisce presto quale sia la condizione di Hope, davvero non importa.
Refusi a parte poco ho da dirti, se non forse quello di rivederlo togliendo qualche forzatura a cui i paletti ti hanno costretto (anticamera e "utente" su tutte).
Per il resto posso solo ringraziarti per averlo condiviso, sicuro che in quella Golf, e in quella barca, tutti i lettori erano insieme ad Arturo per l'ultimo saluto alla sua Hope.
Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

14Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Gio Mag 19, 2022 2:32 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Ha già detto tutto Char, io non aggiungo altro. 
Rileggere un'opera così profonda può solo commuovere.

15Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Ven Mag 20, 2022 10:10 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto delicato che accompagna il lettore senza annoiarlo. Arrivati alla fine ci si sente coinvolti totalmente senza neanche essersene resi conto. Si vuole bene a lui e ci si dispiace per Hope. È come se fossimo lì con lui nel momento cruciale.
Visto che mi sembra giusto essere onesto anche se sei fuori concorso una cosa voglio dirlo.
Si capisce subito che Hope è morta e la cosa potevi gestirla meglio. Non so come, forse non ripetendo ogni volta Hope. Se magari all’inizio ti fossi concentrato sui disagi burocratici sarebbe stata una rivelazione ancor più toccante.
Ma è solo una sfumatura.
Grazie per averci permesso di leggere questa storia.


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Someone give that Wolf a Banana  Un'avventura al telefono 1f34c 

16Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Ven Mag 20, 2022 12:04 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

C'è una malinconia delicata che pervade tutto il racconto e contagia irrimediabilmente il lettore.
La situazione appare chiara fin quasi da subito, ma non è certo un difetto. Anzi, direi che carica di pathos, di empatia, tutta la narrazione.
E anche certe parti, che possono sembrare un po' troppo "spiegate", si ammantano di una bella nostalgia che non sfocia mai nella rassegnazione.
Certo, ci sono delle imperfezioni, delle frasi che potrebbero essere riviste e migliorate, ma non tolgono niente alla bellezza di questo ultimo viaggio in compagnia di Hope: "Di tante cose ancora dobbiamo parlare".
Indipendentemente dal contest, una lettura che ho apprezzato moltissimo.
Complimenti.
M.

17Un'avventura al telefono Empty Re: Un'avventura al telefono Sab Mag 21, 2022 2:05 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

ciao autor@
altra bella storia, la tua, commovente senza essere sdolcinata o retorica.
mi è piaciuto come hai utilizzato le due anticamere, quella telefonica, dove c'è tempo per scambiare anche due chiacchiere nell'attesa che la burocrazia faccia il suo corso.
il tono in questa parte è ironico e polemico.
poi passi all'anticamera mentale, quella dei ricordi, dove c'è spazio per l'amore della vita con cui chiacchierare durante l'ultimo viaggio.
il tono si fa più intimo, complice, affettuoso.
scritto bene, con immagini che sembrano reali e vissute, che trasmettono tristezza e malinconia per il distacco, ma allo stesso tempo un senso di completezza per una vita condivisa.
per tutto questo, complimenti.
a rileggerci presto

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