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1La guerra dentro Empty La guerra dentro Ven Apr 29, 2022 2:41 pm

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Okay, al mio segnale ci alziamo e corriamo verso l’ingresso. Corriamo, chiaro?”
Lo guardo come si guardano le cose grandi della vita. Stesi ventre a terra nell’erba coperta di brina, tra i radi alberi della campagna di Kharkiv, sotto un cielo grigio piombo: così diversi, lui nella divisa tattica pallida, l’elmetto, il giubbotto antiproiettile, io in semplici abiti civili.
Un altro proiettile fischia vicino e s’infila nel terreno con un piccolo tonfo.
Aspettiamo il prossimo colpo.”
Continuo a guardarlo, assorto a scrutare la linea di tiro, l’ARX tenuto accanto. “Noi non arriviamo vivi alla chiesa.”
No, infatti. È un cecchino russo, siamo carne morta.”
Sbianco. “Ma allora come…?”
Lui si volta, sorride nel suo modo stupido, mostra indice e medio. “Pesce d’Aprile.”
L’ansia sale e ridiscende in un vortice. “Quindi?”
“Quindi al prossimo tiro ci alziamo e corriamo. È un fucile a colpo singolo, deve ricaricare dopo ogni sparo: corri veloce e non farà in tempo.”

Madonna.”
Concentrati.”
Non hai capito che io non voglio morir…”
Non c’è tempo. Il proiettile sibila oltre di noi: lui mi afferra di peso, ci alziamo, incespico, lo seguo in una corsa a rotta di collo sull’erba imbiancata. Lo spazio sembra non finire mai, così la paura folle che arrivi un altro sparo.
Ci stampiamo contro il muro esterno della chiesa, abbarbicati alla muratura scrostata, se Dio vuole fuori vista dal tiratore. Attendiamo un tempo infinito, col cuore che bombarda nelle orecchie più forte degli scoppi occasionali, lontani, dell’artiglieria russa.
La campagna di Kharkiv è un sogno cristallizzato, sporco di guerra e fango, immobile, senza un segno di vita. Nessun altro sparo rompe il silenzio.
Lui, il soldato, fa segno brusco di scorrere lungo la parete verso l’ingresso; eseguo con le gambe che ancora tremano d’adrenalina. Fatico a trovare il battente in ottone ossidato, a spingerlo per aprire una frazione di porta entro la quale m’incuneo a strattoni.
Dentro, la penombra.
Il soldato entra un attimo dopo, col fucile teso, puntato in ogni direzione a scatti; la porta gli si chiude dietro.
Sei ridicolo,” mormoro tra un respiro denso e l’altro, “quando fai questa roba.”
Mi guarda, fisso, sbarrato.
Sul serio: lo fai in un modo… strambo. Nei film sono molto più plastici.”
Senti,” la sua voce è fredda, cartavetro, “mi hai chiesto di portarti qui, e io l’ho fatto. Tieni per te le tue considerazioni del cazzo.”
Deglutisco. “Okay.”
Faccio scorrere lo sguardo intorno, su quello che è un grande vestibolo mal illuminato: candele bianche affiorano come piccoli occhi. Colonne, affreschi, tutto dall’aria antica. Quattro pareti adombrate e un silenzio da sepolcro. Non so decidere se faccia più o meno freddo che fuori.
Allora?” Il suo sguardo passa a sottile ironia. “Perché proprio qui, in mezzo al nulla?”
Avevo un appuntamento.”
Fa per replicare, un breve trillo da SMS riecheggia nella volta: smanaccio il telefono fuori dalla tasca.
Togli la suoneria nei luoghi sacri! – Ele –
Guardo lui, il soldato, alzo lo smartphone come la croce di Costantino. “Chi è Ele?”
Lo chiedi a me?”
Sono giorni che mi arrivano questi messaggi, senza numero. Chi è Ele?”
Hai una coscienza e l’hai chiamata Ele?”
Espiro, una mano tra i capelli e il telefono ributtato nella tasca. Forse sto impazzendo: la sensazione ce l’ho da tempo, ma mai così forte come quando sono arrivato qui, in questa terra fredda, lontana, divorata dalla guerra.
Mai così.
Perché questo posto?” Insiste mentre fissa con occhi torbidi le pareti e le architetture. “Non sei un guerriero e neanche un religioso: perché questo posto?”
Cerco una risposta a effetto che non possiedo. “Non lo so.”
Alza di spalle plateale. “Non lo sai.”
È complesso da spiegare.”
E allora vediamolo.” Getta l’ARX a tracolla e si avvia verso la porta d’accesso alle navate della chiesa, il suono degli scarponi riecheggia nella volta del vestibolo.
No, aspetta!” Corro per mettermi tra lui e la porta di legno massiccio, scalfita, che è l’ultima barriera prima dell’oltre, a braccia aperte come un segnale stradale.
Mi fissa cupo. “Tu non sei a posto.”
Non possiamo entrare.”
E perché?”
Perché dobbiamo aspettare qui.”
Aspettare cosa?”
Vorrei dirglielo, qualcosa m’interrompe. Un parlare fitto, basso, viene da fuori. C’è qualcuno.
Vorrei avere la rapidità del soldato mentre prende fucile e posizione di tiro nello spazio di un secondo, s’inginocchia a puntare dritto verso l’ingresso. Mi fa un cenno disperato di tacere. Trattengo il respiro.
C’è qualcuno fuori dalla porta, qualcuno che sta parlottando a mezza voce. Mi tappo bocca e naso per non far sentire neanche il respiro.
Un breve trillo da SMS riecheggia nella volta: impreco mentalmente.
Silenzio assoluto, anche le voci. Poi è l’inferno.
La porta si spalanca sotto un calcio, urla incomprensibili, due figure in bianco disegnate sulla soglia. E gli spari.
Una raffica secca, netta, mentre il soldato apre il fuoco e inchioda uno degli intrusi, un grido, schegge di legno e pietra, l’eco assordante del fuoco di risposta, le imprecazioni.
SNARYAD!
Qualcosa tintinna dentro, so cos’è, nei film succede sempre che, “Copriti gli occhi!”
Esplode. Vedo solo un istante di bagliore color lilla e salmone prima di affondare il viso nelle braccia, evitando il flash della granata accecante: lui, il soldato, lascia cedere il fucile per coprirsi il volto, si getta con una capriola al lato dell’ingresso, estrae la pistola.
Nell’attimo in cui l’aggressore entra a passo di carica gli è già alle spalle: un colpo a bruciapelo, nella nuca: quello cade disteso, di faccia, sul pavimento a lastroni di pietra.
Silenzio.
Sono… finiti?” chiedo in un filo di voce.
Chiude la porta con un gesto sprezzante e gli occhi strizzati. “Lo spero.”
Fisso il cadavere del tizio in tenuta invernale bianca e passamontagna nero.
Tu e il tuo telefono,” sibila recuperando il fucile caduto.
Il mio telefono che ha suonato. Lo tolgo di tasca, SMS: Ti avevo detto di togliere la suoneria. – Ele –
No, questo è assurdo. Grottesco.
Tolgo la suoneria mentre lui perquisisce il morto: si rialza di colpo, nelle mani una piccola fotografia e gli occhi stralunati. “Chi è questo?”
Chi?”
Mi sbatte davanti la foto, c’è la mia faccia, peraltro venuta brutta, ma brutta. “I Russi ti stanno cercando?!”
Ma no!”
Ma sì, cazzo!”
No, no, sei fuori strada.”
Questo stronzo aveva la tua foto!”
Gesticolo a cercare una mediazione culturale complessa. “Non discuto questo. Era il primo assunto a essere sbagliato.”
Quale?!”
Indico con mano malferma il cadavere. “Quello non è un Russo.”
E cos’è allora?”
Lascio che lo scopra da solo mentre si china furioso a terra, lo rivolta, gli strappa il passamontagna. Sotto c’è un altro passamontagna.
Ma che cazzo.”
Glielo strappa via: sotto c’è un altro passamontagna. Si rialza con due occhi di fuoco. “Che storia è questa?”
Azzardo un sorriso. “Pesce… d’aprile?”
Mi agguanta per il bavero, l’altra mano toglie la pistola dal fodero. “Sentimi bene…”
Ehi, tu sei qui per proteggermi, okay? Nient’altro.”
Io voglio sapere cos’è questa storia e voglio saperlo ora.”
Te l’ho detto, è complicato, non è alla tua portata capire.”
Chi sono questi bastardi?!”
Agenti della SISS.”
Della che?!”
Tanto non puoi capire, perché non…?”
Scatto di sicura, mi ritrovo la sua Parabellum alla fronte.
Okay, è per una ragazza!”
Silenzio.
Una ragazza.”
Sì, è la verità.”
Tace, mi fissa coi suoi occhi da macellaio. “E tu sei voluto venire in questo posto massacrato per una ragazza.”
Lo sai che è l’unica roba per cui… per la quale posso pensare di muovere il cu…”
Mi lascia con uno strattone. “Non posso crederci.”
L’ho conosciuta su internet, intendo prima che scoppiasse la guerra. Volevo portarla via dall’Ucraina, gliel’ho promesso. Avevamo appuntamento qui, nella chiesa. Pensavamo che i Russi non sarebbero venuti da questa parte, ma…”
Come si chiama?”
Vika.”
Ma tipo che se cambi la V con la F diventa…”
“Dai, oh!”

E allora dov’è questa Vika?!”
Accenno alla porta d’accesso alle navate. “Dentro, immagino.”
E perché cazzo siamo fermi qui nell’atrio, allora? Prendiamola e togliamoci da qui.”
No!” Scatto di nuovo per mettermi tra lui e la porta. “No, no, non ancora.”
Apre le mani senza capire.
Non posso farlo, no.”
“Perché?”

Perché adesso mi saltano addosso i dubbi, capisci? Se fosse tutto una trappola? O se avessi fatto una scelta sbagliata?”
E te lo chiedi ora?”
Sì, è normale! Quando sei vicino all’obiettivo ti vengono sempre i peggiori dubbi!”
Vibrazione del telefono.
Scusa, eh.” Lo tolgo di tasca, SMS: Stanno arrivando! – Ele –
Non faccio in tempo a dare alcun avvertimento: un grattare sordo alle pareti e urla stridule riempiono il vestibolo. I nostri sguardi si alzano sgranati alla calata di creature candide dal soffitto in ombra: lemuri impellicciati, dai musi storti, deformi, scendono lungo pareti e colonne, lungo gli affreschi, in una cacofonia di versi.
Ci sono addosso in un niente. Non ho che il tempo di coprirmi il volto prima di essere travolto, tirato giù dalle loro piccole mani graffianti.
Scalcio, sbraccio, colpisco a caso, arranco sui gomiti cercando una via d’uscita.
Il soldato è un’altra storia: si strappa di dosso le protoscimmie una per una con la foga dei guerrieri, imbraccia l’ARX, innesca la combi-arma a lanciafiamme con due occhi selvaggi e i denti digrignati: dalla canna secondaria parte un getto di fuoco, una vampa che spazza il pavimento e i muri.
Le bestie urlano e si sciolgono in un tripudio al calor bianco.
L’ultima rimasta sta ancora cercando di cavarmi gli occhi prima che lui arrivi, la afferri per il collo e la schianti con un verso contro la parete.
È finita.
Lo guardo dal basso in alto, malconcio: ha un triplo graffio fenomenale di traverso sulla faccia, sanguina.
Io,” tossisco nell’aria arroventata, “ti ammiro, sul serio. Hai una tale resilienza alle cose della vita che…”
Mi solleva in piedi con un gesto brusco. “Va’ a prendere quella ragazza e andiamocene.”
Sospiro, fisso il vuoto, il pavimento.
Non so come dirglielo.
Non posso.”
Senti…”
“No, senti tu! Per te è facile, okay?! Hai un cazzo di fucile sempre in mano, il giubbotto, non hai niente da perdere né paura! Per te è facile, ma per me…”

Ehi, li vedi questi?” Si pianta un indice contro i graffi aperti. “Questi diventano cicatrici. È così che sono diventato quello che sono. Questi uguale figo. Forte. Cazzuto. E tu? Sei qua a balbettare dei tuoi dubbi, cazzo!”
Non puoi capire. Non puoi! Tu non sei me!”
Due tonfi sordi ci bloccano a metà dell’invettiva.
FANTE!”
La voce è apparsa dal nulla, dalla porta, che ora e aperta e fa entrare il freddo, aperta sulla campagna brinata di Kharkiv, con altri due agenti della SISS stesi a terra sul selciato.
Una ragazza, abiti pesanti scuri, come i capelli, l’espressione contrariata.
Cosa?” rispondiamo all’unisono io e lui.
E anche basta, dai.”
Il soldato mi guarda torvo. “È quella Vika?”
No, no, oddio, no. Non la conosco, giuro.”
Non mi conosci?”
Indago mentalmente la lista degli appuntamenti falliti negli ultimi dieci anni, invano.
La guardo prendersi due ciocche di capelli, esasperata, mettersele a mo’ di baffi.
Straluno. “Ele-Kun?!”
Ancora con questa gag? Quella volta hai taggato una che non c’entrava niente.”
“Quindi,” caccio fuori il telefono, “sei tu che mi mandi questi messaggi d’avvertimento? Ma come hai fatto a…”

Vi stavate per far prendere di sorpresa da questi due,” allude agli agenti stesi a terra.
Li hai uccisi?”
“Ti pare? Io non sono mica come
quello.” Il soldato la guarda in cagnesco.
Ele chiude la porta, si accosta a passo lento aggirando i mucchi di cenere e fiammelle che furono i lemuri del dubbio, come le candele sparse nel vestibolo.
Fante,” il suo tono è ora più leggero, con una vena di comprensione, “te lo dico sincera: stai facendo una roba incredibile, okay? Ma non puoi rovinare tutto così.”
“Così come?”

Ripensa al tuo viaggio. Cos’è successo sull’aereo? E a Varsavia? Il casino che avete scatenato sul treno?”
Era pieno di agenti della SISS! Erano lì per me!”
Fa un cenno deciso delle mani. “Sì, ma chi ce li ha messi? E la sparatoria nella foresta?”
Ehi,” il soldato si caccia un pollice sul giubbotto antiproiettile sforacchiato, “io ho abbattuto quei bastardi, uno per uno. Se non fosse stato per me…”
E poi lui, appunto.”
Scuoto la testa. “Ma hai visto quanti ne avevo alle costole? Avevano anche la mia foto segnaletica! Senza di lui io non…”
Altro gesto delle mani, paziente. “Fante,
sei-sempre-tu. Fai tutto tu. Continui ad affidarti a lui per distruggere paure, dubbi, incertezze, ma non è necessario. Dico davvero, guardalo: cioè, siete identici, siete la stessa persona, ma lui è una specie di idiota militarista incorruttibile, a cosa ti serve?”
Fa per replicare, lei gli piazza un indice sulla ferita aperta, osserva il rosso che le resta in punta, lo assaggia. “Non è neanche sangue vero, ha usato… marmellata di ciliegia?”
Guardo il soldato come si guardano i traditori della patria.
Era per il discorso dell’essere fighi,” si giustifica.
No, Fante,” Ele scuote la chioma, “le cicatrici non sono fighe. Non è sventolando davanti a tutti le ferite che si diventa persone migliori: è interessandosi agli altri che si creano i legami. Condividendo qualcosa di sé. Facendo del bene.”
Non so cosa vuoi dire.”
“Lo sai invece. Lui, questa specie di eroe sfregiato, è una parte di te, e lo capisco. Ma non può sempre salvarti la vita, non può essere sempre lì a fare il lavoro sporco. Devi trovare un’altra via.”

Senza di lui non sarei sopravvissuto alle imboscate della SISS.”
Sorride. “Senza di lui, non ci sarebbe neppure la SISS. È questo che continui a fingere di non capire. Abbiamo tutti prima o poi a che fare con la SISS, è inevitabile. Ma lui non è la soluzione, è un innesco. Se non te lo fossi portato dietro, non ci sarebbero stati agenti della SISS sul tuo cammino, non uno.”
Silenzio costernato. “Ma…”
Pensa a Vika. Chi credi che vorrebbe veder entrare da quella porta? Te o questo guerrafondaio insanguinato alla ciliegia?”
Lo guardo. Sembra sentirsi in colpa, ma è solo un momento prima che riprenda il cipiglio. “Però è figo…”
È solo apparenza. Lui non prova affetto o paura, ed è per questo che può continuare a difenderti anche per sempre dalla SISS: ma non ti libererai mai di essa finché lui ti aprirà la strada. E poi, vuoi vedere quanto è figo?”
Tira fuori il telefono, digita qualcosa, glielo mostra: sullo schermo una foto di Alexis in bikini rosso fiammante.
Il soldato crolla in ginocchio, lo sguardo estatico alla volta. “Alexis, oh Alexis.” Apre le braccia in adorazione, una prece furibonda alla dea della bellezza. “Alexis, la mia anima è tua!”
Cos’ha di figo costui?”
M’adagio alla parete, di schiena. Un certo senso di stanchezza. “E allora che dovrei fare? Congedarlo?”
No. Lasciarlo a casa, e chiamarlo solo quando serve. Quando serve davvero.”
Non so se sono in grado.”
Lo sei. Ma devi volerlo.” Ele sorride e accenna alla porta chiusa, quella che dà sull’interno della chiesa. “Ti fermi sempre nelle anticamere delle grandi cose della vita. Quello che stai facendo qui è qualcosa di grande: non sprecare tutto.”
Intendi Vika?”
Credo che ti stia aspettando.”
Guardo la porta di vecchio legno, chiusa, e il mondo che c’è oltre.
Ho un vago senso di tristezza ma è solo per tutto quello che è passato, prima, altrove. “E se fosse la scelta sbagliata?”
Ah, ci risiamo.”
Dai, oh, magari non è figa come in foto, o magari sì ma ci lasceremo dopo sei mesi e dovrò pagarle gli alimenti e due litri del mio sangue!”
I versi dei lemuri, da qualche parte sul soffitto, tornano a riempire il vestibolo. Il soldato si ricompone di scatto, ha un sorriso malevolo, guarda in alto, toglie la sicura dall’ARX con gesto deciso.
Fante!”
Ma non puoi chiedermi di non avere dubbi, Ele, dai!”
Varca quella porta e togliteli: è l’unica strada.”
Sospiro.
E va bene.”
Oh, finalmente.”
A proposito, perché diavolo ci sei tu a farmi questo pippone psicologico?”
Sei-sempre-tu: hai dato alla tua coscienza la mia figura, tutto lì.”
“Ma neanche ti conosco dal vero.”

Apre le mani. “Adesso vai, per favore?”
Vado.”
Staccarsi dal muro è la cosa più difficile del mondo.
Fammi un cenno,” il soldato s’aggiusta l’elmetto, “un cenno e ti apro la strada.”
Lo guardo con quel misto di riconoscenza e abitudine. “No, faccio da solo stavolta.”
Ne soffre e lo vedo. “Almeno fatti aprire la porta.”
No. Faccio io. Grazie.”
Mi accosto a quella barriera di legno vecchio; una parte di me sente, sente forte, la nuova orda di protoscimmie bianche che si agita e freme tra le ombre del soffitto, il manipolo di agenti SISS che già converge sulla chiesa.
È solo un momento, e nulla più.
Adesso c’è il silenzio.
C’è una di quelle cose grandi della vita. Ma grandi davvero.
Il sorriso di Vika.
Una strada diversa.


Apro la porta.
Bianco.
Sbatto più volte le palpebre, mi giro: Ele ha un mezzo sorriso costernato. “Scusa,” mormora dissolvendosi in un caleidoscopio di luci colorate, “Pesce d’Aprile!”


Sto guardando lo schermo di un pc.
Sono solo.
Quattro pareti, una stanza.
Cioè,” ricapitolo per me stesso, “tutto questo deve ancora succedere? L’ho immaginato come fosse un racconto?”
Sullo schermo una pagina Facebook, una foto d’asilo, bambini impiastricciati di vernice gialla, rossa, verde, blu: sullo sfondo un cartellone con scritta nera che a mani di colore viene spennellata via.
Sfiducia In Se Stessi.
Il telefono vibra, SMS: Almeno adesso hai una storia da condividere. I legami si creano così. – Ele –
Guardo il vuoto.
Chi è Ele?”
Chiudo la schermata, riapro quella che avevo prima, Word, poi il messenger criptato.
L’inglese stentato di Vika.
Scrivo di fretta, cancello, riscrivo.
Scrivo quindi sono.
Digito ergo sum.
C’era un brano che qualcuno m’aveva scritto da qualche parte, Post Romantic Empire?
Suona in sottofondo.
Vika, vengo a prenderti.
Dove, come, i Russi, la chiesa.
Servirebbe un soldato addestrato.
No, io basto e avanzo.
Chiudo tutto, ho dei biglietti da prendere.
Guardo il calendario, è il primo del mese, calcolo il tempo che ci vorrà.
Andrà bene.
Zero dubbi, stavolta no.

2La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Dom Mag 01, 2022 7:08 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Non so nemmeno perchè sei fuori concorso ma uno ragione debbono averla trovata i Sommi Capi. Forse ti hanno eliminato solo er sommi capi e quindi... tutto torno. Io comunque ho apprezzato il tuo racconto che mi ha anche divertito con quel maledetto squillare del telefono nei momenti più assurdi della storia. Sembra come quando nella vita reale  il cellulare squilla mentre sei impegnato in qualcosa e... lui rompe.

3La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Mar Mag 03, 2022 8:17 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

bello questo “fight club” . Le scene in movimento sono perfette, i dialoghi pure. 
Mi è piaciuto tanto questo racconto alla Palahniuk. Avrei perfino evitato lo svelamento finale, secondo me non serviva. Fante, la guerra, le donne e l’ineffabile Alexis. Se tu dovessi rielaborarlo, farei un po’ meno “saggia” Ele. Va bene che le dai un ruolo di coscienza ma le frasi sono un po’ troppo stereotipate, quasi da aforisma. C’è anche un intervento del narratore che non mi è piaciuto (troppo didascalico)
In totale lo trovo un buon lavoro e per me è stata una lettura appassionante e fuori dagli schemi.
Brav@

Ps. Ottimo titolo!


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

4La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Mar Mag 03, 2022 11:24 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Descrizioni accurate, dettagliate, a tratti poetiche, almeno considerando l’ambiente in cui si svolge l’azione.
L’azione ti coinvolge, ti cattura, ti ci trovi immerso.
Lo voterei di sicuro se fosse in concorso.
Lo voterei di sicuro se lo capissi…  perché faccio sempre fatica a capire psicodrammi interiori, le guerre dento.
E alla fine non so se percepisco quello che lo scrittore voleva trasmettermi o un film diverso.
Ma è scritto così bene, che non potrei non votarlo.

5La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Mer Mag 04, 2022 6:28 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

scritto bene, dialoghi davvero buoni, scene spettacolari e ben descritte...
però non ho capito una mazza, perdonami.
sarà che non mi intendo di queste cose, giochi particolari, suppongo, ma proprio non ci arrivo.
eppure la scrittura è notevole, e la storia è pure appassionante.
se capissi cosa vuol dire ti farei i complimenti di sicuro.
te li faccio lo stesso se poi mi spieghi.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

La guerra dentro Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

6La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Sab Mag 07, 2022 6:56 pm

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Non so perché, ma per adesso i fuori concorso mi sono piaciuti di più di quelli in concorso.
Sta cosa è strana, mi sembra un controsenso, eppure è così, è come se avessero qualcosa in più.
Il racconto è particolare, una sorta di metafora a sfondo personale che a tratti sconfina leggermente nell'ambito surreale.
La storia è interessante, mi è piaciuta particolarmente la voce della coscienza con la "voce" di Eleonora.
Anche l'immagine dei lemuri che rappresentano i dubbi, le insicurezze del protagonista mi sono sembrate particolarmente azzeccate.
Ciò che mi ha convinto un pò meno è solo quel rimando al pesce d'aprile che mi fa davvero strano.
Certo, la data è quella lì, non si scappa, ma nella prima parte, quando ci immaginiamo proprio sul terreno di guerra, quel riferimento è alquanto distraente, è un elemento che nel frangente mina la credibilità della storia, anche se poi nel prosieguo si capisce che il terreno di guerra non era esteriore, ma quello interiore, dell'animo, come esplicitato dal titolo.
Sarà stato Fante a scrivere di se stesso o qualcuno che lo conosce molto bene?

7La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Dom Mag 08, 2022 8:14 am

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Un soldato che non muore né di sete, né di fame, né di pallottole. Muore di angoscia.
Fante scrive Fante, o chi lo fa per lui lo imita proprio bene.
Una a una si affacciano le donne che la popolano quell'angoscia, e non riescono a essere salvifiche.
Il racconto è più complesso di quel che sembra. 
I lemuri sono tutte le sue paure, paure che terrorizzerebbero chiunque. Lui sembra liberarsene con facilità. 
Noi lettori no, restiamo tra il sibilo dei proiettili e la chiesa, sapendo che sarà impossibile metterci in salvo perché quella battaglia ci insegue da una vita e resterà dentro di noi.
Per sempre.


La trovata è straordinaria

8La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Mar Mag 10, 2022 11:54 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

So di farti venire l’orticaria a dirtelo, dato che sei fuori concorso, quindi forse non dovrei dirtelo… ma no, dai magari ti fa piacere lo stesso: molto bello! A me questo racconto è piaciuto un sacco. Sarà che ci sguazzo, in questa roba, mi ci sento a mio agio: i personaggi come rappresentazione delle varie funzioni psichiche, delle parti di se stessi. Parti di noi che diventano quasi più vere della realtà, a volte, e servono a farci capire cosa stiamo vivendo.
Chi ha scritto questo racconto conosce bene Fante, o almeno come Fante si è raccontato nel forum in questi anni. Io non seguo molto e negli ultimi tempi sono anche mancata per lunghi periodi, ma in questo racconto ci sono quelli che vengono recepiti come gli elementi portanti delle narrazioni di Fante.
Non so niente in particolare della sua amicizia con Hellionor, ma ricordo che lei ha letto e commentato tutti i capitoli di Superpredatori che lui ha postato.
Mi è piaciuto molto lo sdoppiamento centrale, tra il Fante che si percepisce come la struttura di personalità “vera” e il Fante che si percepisce come personaggio, il guerriero, usato per affrontare le situazioni difficili, da mostrare in pubblico. Il guerriero che diventa però anche l’uomo che insegue la donna ideale, Alexis, che Fante ha più volte nominato (mi sembra di ricordare).
Ele diventa una terza funzione psichica, quella metacognitiva, riflessiva, in qualche modo unificante, che entra in campo nel momento in cui Fante persona si trova in un momento cruciale, deve prendere una decisione sulla propria vita. Lo difende dalle parti di sé che lo attaccano e lo aiuta a prendere coscienza di quello che è e che vuole.
Il racconto è scritto molto bene, ha un gran ritmo, prende.
Con l’entrata in scena di Ele il ritmo rallenta, per forze di cose, perché entriamo in una fase più riflessiva.
Poi la parte finale. In effetti avevo in mente che il tutto fosse una sorta di sogno, però, non so perché, il fatto che Fante sia davanti al PC mi arriva come un elemento a sorpresa. E dopo questo viaggio interiore, Fante decide di spendersi nella realtà.

9La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Sab Mag 14, 2022 11:04 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Inizio col titolo: fantastico.
Proseguo: Mannaggia, perché sei fuori concorso!?
I paletti sono stati inseriti con naturalezza, in una trama semplice e dal ritmo incalzante: la chiesa, Fante ed Ele, la data che ha imperversato in questo step, l’anticamera. A mio parere ben equilibrati.
Lo stile della scrittura mi piace: secca, essenziale, i dialoghi portanti per tenere legato il lettore al “momento”, l’insieme non sfigurerebbe come sequenza cinematografica, una situazione non inusuale in film polizieschi o di guerra dove la personalità dei protagonisti emerge anche attraverso i dialoghi.
Le descrizioni, minimal, sono comunque efficaci.
Devo dire che quando il racconto vira sullo psicologico mi ha spiazzato, però – a racconto finito – è stata davvero una scelta vincente. Forse un attimino “da manuale” l’analisi di Ele, ma pur sempre realista: chi non ha mai cercato di costruirsi una sorta di alter ego che riesca a fare al meglio ciò che a noi non riesce come vorremmo? Che in una qualsiasi situazione che mette ansia, ne esce alla grande, senza sbavature o errori? Con cui si parla come ad una persona reale? E non intendo il classico amico immaginario, ma proprio un “io” altra faccia della nostra medaglia.
Non è facile ammetterlo, ma penso capiti di frequente. L’altra me è… tutta un’altra roba!
Ho quindi suddiviso il racconto in due parti: la prima decisamente avventurosa, la seconda un’avventura intimista, che ben si sposa con la prima parte, quasi avviandosi in una sorta di autobiografia, vista la dualità dell’io narrante. Che poi diventa un trio.
Non conosco Fante come pare conoscerlo la Penna, ma se è stato descritto così deve essere una persona interessante, che di sé ha raccontato molto, magari nei commenti ai racconti e/o nei suoi racconti, che la Penna ha utilizzato al meglio.
Un bel racconto davvero, pulito, essenziale, con un ritmo accattivante anche quando si scopre l’arcano, inatteso e preparato con cura.
Se non fosse fuori concorso, in cinquina ci saresti stata cara Penna, e adesso sono proprio curiosa (come sempre) di sapere chi sei.
Non ho rilevato refusi o inciampi di vario tipo, e ho solo poche note da proporti:
smanaccio non mi è piaciuto, stona nonostante nel lessico adottato ci siano anche parolacce (uhhhh parolacce, cattivone/a!)
Russo/Russi – vanno con la minuscola
mi saltano addosso i dubbi – mi assalgono dei dubbi


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Dom Mag 15, 2022 9:46 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Sei riuscit* a racchiudere tutto il racconto nel titolo: spettacolare!
la guerra che ognuno deve combattere quotidianamente con se stesso, con la propria coscienza, forse addirittura con il nostro io che vorremmo essere ma non saremo mai.
Credo sia la cosa più difficile da raccontare e il fatto che tu ci sia riuscit* decisamente bene è un valore aggiunto notevole.
Se posso muovere una critica, a parte qualche refuso dovuto sicuramente a una mancata rilettura, la parte di Ele mi è sembrata "eccessiva" nell'accezione più ampia che si possa dare a questo aggettivo, a un certo punto ho sperato che uscisse di scena in quanto si stava "dilungando" troppo.
Bene i paletti, penso che l'esclusione sia dovuta al genere, l'avventura in senso stretto qui manca a mio parere.
Un'ultima osservazione: se chi ha scritto questo racconto non è Fante, il racconto stesso guadagna punti ulteriori.

11La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Ven Mag 20, 2022 9:01 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Inizio il commento dicendo che per me non è un testo di Fante. 
Il motivo dell'esclusione per me è il genere e Fante in questo step è stato molto accurato su del genere quindi, per me, non lo avrebbe mai sbagliato. 
Potrei aver detto una grande stronzata quindi in anticipo chiedo scusa a Fante ma anche all'autore.
Tornando al testo ho adorato lo stile di scrittura così asciutto, così diretto.
Sin dall'inizio ho percepito una strana sensazione che aleggiava sul testo e infatti poi tutto diventa più chiaro e quella sensazione viene spiegata. 
Quando ho letto i commenti mi ha colpito quello di Petunia. È vero che c'è qualcosa di Palahniuk ma allora mi sarebbe piaciuto qualcosa mi molto più estremo. 
Concludo dicendo che non ha nulla da invidiare hai racconti in concorso come anche i racconti in concorso non hanno nulla da invidiare al fuori concorso.


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Someone give that Wolf a Banana  La guerra dentro 1f34c 

12La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Ven Mag 20, 2022 3:09 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Confesso di aver avuto bisogno dell'aiuto da casa (la lettura degli altri commenti) per capirlo e apprezzarlo a dovere. Sai, io sono un tipo abbastanza grezzo, e se in un racconto leggo che uno spara, quello spara. Non vado a pensare a livelli interiori psicometafisici. Scherzi a parte è ben scritto e molto cinematografico. Alcune scene, una su tutte l'irruzione dei "cattivi" in chiesa, sembra di osservarli al rallentatore, come in una sorta di Matrix letterario. Il problema è che con questi paletti ti chiedi quando salterà fuori il Pesce d'Aprile (visto che del 1600 nemmeno l'ombra) e invece è tutto vero, o quasi, o metavero. Chissà se l'ho capito?
Complimenti.
Grazie.


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

13La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Ven Mag 20, 2022 5:23 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Fante e il suo doppio.
Un soldato armato fino ai denti, quasi un eroe da sparatutto senza dubbi né paure, e un uomo in abiti civili che, al contrario, di dubbi e paure (o lemuri che dir si voglia) è pieno.
Una dicotomia, quasi una schizofrenia, una lotta (la guerra dentro) fra "apparenza" ed "essenza" risolta (almeno temporaneamente) dall'intervento del grillo parlante Ele.
Anche il racconto rispecchia questa dualità, suddiviso com'è fra una prima parte piena di azione e un'altra più pacata e riflessiva.
E si fa metafora, molto ben riuscita, di una condizione che molti di noi sperimentiamo spesso.
La lettura è piacevole, coinvolgente fino alla fine e inciampa soltanto in quegli strani "pesci d'aprile" che sembrano (sono) messi lì proprio a mo' di paletti.
Contest a parte, complimenti per l'ottima prova.
M.

14La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Ven Mag 20, 2022 5:34 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao autor@
Che gran bel racconto.
Il fc è intuibile anche per me, ma ciò non toglie che tu abbia tirato fuori dal “tuo conflitto” una gran bella storia. 
Trovo che gli stimoli di questo forum, aldilà della competizione, giovino veramente a tutti, a chi scrive e a chi legge.
Il titolo preannuncia ma non svela, la lotta interiore si manifesta grazie anche all’intervento della mitica Ele, che sprona e incoraggia.
Alcune frasi mi sono piaciute molto, tra tutte
 
Non è sventolando davanti a tutti le ferite che si diventa persone migliori: è interessandosi agli altri che si creano i legami. Condividendo qualcosa di sé. Facendo del bene.


Il ritmo è sempre giusto, il coinvolgimento alto, la scrittura e i dialoghi ben condotti.
Non posso che farti molti complimenti.
A rileggerci presto

15La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Ven Mag 20, 2022 7:37 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Che bella foto, Res, è da tanto che volevo dirtelo, e questa è l'occasione giusta perché condivido il tuo giudizio su questo bel racconto.
Tu non andare in bici con l'asfalto bagnato e seduta in quel modo. Smile

16La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Oggi alle 12:59 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Woooo, terza storia nella quale compaio e seconda da protagonista, mica male.
Certo, Hellionor non la batte nessuno in quanto a menzioni, forse giusto Vivonic.
O se la giocano, boh.
Achillu forse ci darà statistiche in merito.

Da dove posso partire?
Mi ha divertito tantissimo questo mio sdoppiamento di personalità, tra il Fante "civile" e insicuro e quello militaresco e brutal/spaccone. In effetti sento coesistere in me queste due anime ed è stato bello vederle rappresentate in questo modo.
Mi sa che sono molto più un libro aperto di quanto pensassi. 

Ma poi Alexis, Alexis, oh Alexis. E non puoi mettermela in bikini rosso, è un colpo basso, io le patisco queste cose. 
Oh, Alexis, se solo tu fossi qui.
Ma come sapevi di Alexis??
...
Ah, lo sanno tutti?
Oh.
Sono un libro aperto, capito.

Passiamo alla storia.
Che dire, è un racconto davvero strambo, con tanta psicologia, forse troppa, e un'azione rocambolesca da film che va scemando nel finale rivelatorio.
Il tutto condito con un po' d'ironia e demenzialità. Il prodotto non è male, anche se può lasciare confusi. L'avventura è successa veramente o no? Forse succederà?
Un'avventura mentale conta come avventura? Non ne ho idea, ormai ho perso ogni riferimento sui paletti di genere di questo step.
Evidentemente no se sei fuori concorso.

Mi è piaciuto lo stile a battute secche, incalzanti, meno forse la parte didascalica verso la fine, dove la storia reincolla i suoi pezzi ma perde un po' di mordente.

Per quel che vale mi sono divertito a leggerti, autore, e grazie della apprezzatissima menzione!
<3
Adesso vado a venerare l'altare di Alexis in camera mia. Fino a domattina.

17La guerra dentro Empty Re: La guerra dentro Oggi alle 3:00 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Nel 1982 Mia Martini nona con la canzone di Fossati ' Non finisce mai il cielo', vinse il premio della critica, un premio molto ambito che rese giustizia a una delle canzoni più belle.
Pure in questo concorso ci vorrebbe il premio della critica per i racconti esclusi, e tu autore lo vinceresti a mani basse con questo racconto. Il bel commento di Byron mi ha ispirato questa idea, anche se sarebbero dolori riproporlo al comitato che lo ha escluso. Lo dico senza voler polemizzare.

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