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L'anello di Achillu

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1L'anello di Achillu Empty L'anello di Achillu Ven Apr 29, 2022 2:35 pm

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Era il primo di aprile ma tutta la vicenda non aveva affatto il sapore di uno scherzo. Non poteva rifarsela con nessuno, visto che si era cacciato da solo in quella situazione. Tutto per colpa della curiosità e del suo spirito un po’ infantile di avventura.
Ora era lì, a Firenze, ad ammirare la tomba monumentale del Granduca Ferdinando I de’Medici alle Cappelle Medicee, nel complesso della Basilica di San Lorenzo. Guardava il sepolcro appoggiato a una parete di marmi policromi in un ambiente saturo di bellezza e di storia che tuttavia non riusciva a distrarlo dai suoi pensieri. Tutto si era svolto in pochi giorni.


Prof. Ernesto Trevisan, accademico dei Concordi”, c’era scritto in una targa lucidissima a fianco del grande portone del palazzo.
Era in leggero anticipo ma suonò ugualmente. Non gli sembrava il caso di far questioni di etichetta. In fondo era lì per fare un favore e non per chiederlo.
Il professore, famoso storico, grande conoscitore del periodo rinascimentale e del XVII secolo era molto noto e influente a Rovigo oltreché, naturalmente, nei consessi accademici.
L’aveva convocato, tramite un comune conoscente, in qualità di matematico ed esperto di informatica per risolvere un delicato “problema tecnico”. Così gli aveva riferito l’amico.
«Desidera?» L’aveva accolto un domestico con atteggiamento brusco e sospettoso, dopo una lunga occhiata dall’alto in basso che aveva la stessa intensità di una risonanza magnetica.
Certamente il suo abbigliamento era stato giudicato troppo casual per una casa frequentata abitualmente da personaggi di un certo rilievo.
«Sono Ridolfi, il professore mi sta aspettando», disse con tono deciso, incurante dell’esito dell’analisi.
«Si accomodi. Aspetti qui in anticamera. Avviso il professore».
La stanza era molto austera. Era di passaggio e senza finestre sull’esterno. Entrando, sulla destra c’era la porta dello studio del professore; di fronte, un’altra porta che conduceva al resto della casa.
Sulla sinistra una scaffalatura in legno antico che ospitava vecchi volumi. Vicino alla libreria una panca, anch’essa di foggia antica con accanto una fratina e una “savonarola”.
La cosa che attirò più di tutto la sua attenzione fu un’antica stampa incorniciata e appesa al muro che rappresentava uno scorcio dell’interno delle Cappelle Medicee a Firenze, come specificava la scritta nella parte inferiore.
«Bella, vero? È molto antica. L’ho ritrovata fra le vecchie cose di mio padre. Piacere, sono il prof. Trevisan. Lei è il dottor Achille…»
«No, Achillu, professore. Achillu Ridolfi»
«Achillu? Molto strano. Mai sentito prima», disse, accennando un sorriso.
Era uno dei due crucci della sua vita. Per un errore dell’ufficiale di anagrafe era stato registrato come Achillu e questo lo aveva costretto sempre a correggere, puntualizzare, precisare.
Il secondo problema era la calvizie che era entrata in rotta di collisione con la sua più grande passione: l’ordine e l’affascinante perfezione della matematica applicata. Non aveva retto allo spettacolo desolante di quei tre peli rimasti, sparsi alla rinfusa e aveva preferito rasarsi a zero, ristabilendo così ordine ove prima regnava il caos.
«Il problema è questo! - il prof. Trevisan aveva sotto braccio un portatile e glielo porse – si è bloccato e non riesco più a farlo ripartire. Non vorrei aver perso tutto. Avevo dei files molto importanti e mi hanno detto che lei è un vero esperto in materia».
«Faccia vedere. Vediamo quel che si può fare».
«Si accomodi pure qui e faccia tutto il possibile. Io torno nel mio studio. Se ha bisogno di me non esiti a bussare».
Achillu si mise all’opera e riuscì rapidamente a individuare il problema. Era un virus subdolo ma che non aveva ancora fatto gravi danni. Inserì un dischetto che si era portato appresso e avviò un programma di pulizia e, mentre il pc procedeva in automatico, si guardò attorno, affascinato dall’odore che emanavano quei volumi. I libri erano vecchi e più recenti; alcuni sembravano molto antichi ma da una scorsa veloce tutti avevano in comune la trattazione di tematiche storiche e artistiche che spaziavano dal 1300 al 1600.
Uno, in particolare, attrasse la sua attenzione: era l’unico che sporgeva da una fila di volumi perfettamente allineati, come se fosse stato consultato recentemente e mal riposto.
Lo estrasse e ne lesse il titolo: “Miti e leggende della Toscana dei Medici”. Era stato scritto una decina di anni prima, nel 2012, da un certo Niccolò Buondelmonti, completamente sconosciuto su internet, come Achillu ebbe modo di verificare dallo smartphone. Un segnalibro indicava una pagina, circa a metà del volume. L’aprì e lesse velocemente.
Raccontava di un fatto interessante e misterioso, avvenuto nel 1587: la morte del Granduca Francesco I de’Medici e della consorte Bianca Cappello. Gli esperti di quel periodo storico si erano accapigliati per molti anni sulle cause della morte di due coniugi.
Dalle analisi effettuate sui presunti resti della coppia era emersa la presenza di tracce di arsenico, cosa che avvalorava la tesi dell’avvelenamento. L’indiziato principale non poteva che essere Ferdinando, il fratello di Francesco che poi ne aveva assunto il titolo e le funzioni. Il tutto sarebbe accaduto durante una cena avvenuta l’8 ottobre 1587 presso la villa di Poggio a Caiano. Da quella cena erano iniziati i sintomi che, dopo pochi giorni, avrebbero portato alla morte dei due sposi.
Altri invece sostenevano che la morte era stata causata da malaria. In effetti, analisi successive, più approfondite, svolte con mezzi più moderni, avevano accertato nei resti tracce che dimostravano la presenza di proteine dell’agente della malaria perniciosa.
L’autore del libro scriveva così: “
La presenza di arsenico poteva essere dovuta al fatto che i resti organici da sottoporre ad autopsia venivano trattati con arsenico per favorirne la conservazione. Il prof. Ernesto Trevisan, grande storico del periodo, non è di questo avviso e sostiene strenuamente l’ipotesi dell’avvelenamento. La ricerca delle prove di questa sua tesi è diventata per lui una vera ossessione e ha più volte dichiarato, di fronte a colleghi che lo schernivano, che riuscirà presto a raccogliere prove concrete della sua teoria”.


Rimise a posto il volume, lasciandolo un po’ sporgente, come l’aveva trovato.
Riavviò il pc scegliendo un’opzione di ripartenza al momento del blocco e lo schermo si riaprì su una pagina di Gmail. La casella era:
trevisan1587@gmail.com e aveva nella cartella di posta in arrivo una risposta a una mail che era stata indirizzata dal professore a un certo Giorgio Archilei. La mail originaria era piuttosto misteriosa: “Le ricordo l’appuntamento per il prossimo centocinquantatremilanovecentoquarantaquattresimo giorno, all’obelisco, nel luogo dell’evento, alle ore 15.00, con l’occorrente. Si prega dare conferma”.
Il messaggio di risposta era altrettanto misterioso:
“Confermo la presenza con il necessario, ma il quanto dovrà essere ridiscusso”.
Un’altra mail era una risposta piccata a un certo prof. Aldobrandini che invitava con tono derisorio il prof. Trevisan ad abbandonare le sue strampalate teorie.
Stava per scorrere più in basso per leggere i messaggi precedenti, quando una mano sembrò quasi avventarsi sul mouse cliccando rapidamente sulla X in alto.
«Perché non mi ha avvisato di aver concluso il suo lavoro?» Il tono era indispettito e minaccioso.
«Mi scusi, professore, ho appena riacceso il computer…»
Trevisan notò il libro sporgente dalla libreria e con un gesto nervoso lo riallineò agli altri. «Va bene, grazie. Può andare».
Achillu non se lo fece ripetere. Salutò cortesemente e se ne andò. Riassaporò con sollievo l’aria primaverile di Rovigo, lasciandosi alle spalle l’odore di stantìo di quell’anticamera e soprattutto l’atmosfera di ostilità che aveva percepito. Raggiunse in fretta l’auto parcheggiata poco lontano e si diresse verso Costa, quando il sole era ormai vicino al tramonto.
Tutti quei segnali avevano scatenato la sua immaginazione e più che altro era indispettito. Gli accadeva tutte le volte che i conti non tornavano. E qui c’erano molte cose che non tornavano: quella strana mail con l’ordinale del numero 153944, l’obelisco, l’atteggiamento ostile del professore e la richiesta di portare l’occorrente. Cos’era l’occorrente? E perché la risposta dell’Archilei che faceva supporre una trattativa in corso?
Fece appena in tempo a vedere dallo specchietto una grossa auto che lo seguiva. A un tratto l’auto accelerò come per sorpassare e, quando si affiancò, il conducente dette un colpo di sterzo costringendo Achillu a uscire di strada frenando energicamente. L’auto si fermò sul ciglio, a pochi metri da una scarpata molto ripida che finiva in un canale. Achillu ebbe la netta sensazione che alla guida dell’auto, che nel frattempo si era dileguata, ci fosse il domestico del professore.


Al rientro a casa, aspettò che moglie e figlie si coricassero e poi si mise al pc. Non aveva fatto cenno dell’accaduto, non voleva che si preoccupassero, ma era chiaro che il professore avesse un segreto da nascondere, così importante da spingerlo a tentare, se non un omicidio, almeno un gesto intimidatorio.
La cosa più razionale sarebbe stata quella di presentare una denuncia per l’accaduto. Forse l’avrebbe fatto, ma la priorità era ora capire, far quadrare i conti.
Ripercorse le parole di quella mail che gli erano rimaste stampate nella mente. Il numero 153944 gli martellava nella testa. C’era un’indicazione temporale, era evidente.
Cercò di calmarsi dopo la paura che aveva provato e cominciò a ragionare a mente fredda.
“Dunque, oggi è il 28 di marzo del 2022 e la mail datata 25 marzo fa riferimento a un appuntamento che si svolgerà a breve. Per approssimazione proviamo a tornare indietro da oggi con l’aiuto del contagiorni on line di 153944 giorni… ecco… mi viene fuori il 2 ottobre del 1600! Ma che cazzo c’entra il 1600? Cosa può essere successo attorno al mese di ottobre di quell’anno?”
Un altro elemento di confusione era l’obelisco. Pensò subito all’Egitto, ma l’idea non lo portò da nessuna parte.
Achillu cercò, senza troppa convinzione, su Wikipedia e vide che nell’ottobre del 1600 erano tre i fatti segnalati:
il 5 ottobre: le nozze per procura di Enrico IV di Francia con Maria de’ Medici nel Duomo di Firenze;
il 6 ottobre: la rappresentazione di “Euridice”, la prima opera lirica nella storia della musica, a Palazzo Pitti… “
di nuovo Firenze”;
l’8 ottobre viene promulgata la prima Costituzione scritta della Repubblica di San Marino.
Capirai… sai che notiziona!”
Cercò di rimettere insieme i pezzi ma non riuscì a dare un senso logico a tutti gli elementi e questo lo fece andare in bestia. Rimpianse ancora una volta la chioma di un tempo quando nel riflettere si attorcigliava attorno all’indice un ciuffo di capelli, che portava sempre piuttosto lunghi e questo lo aiutava molto nella concentrazione.
I momenti successivi furono concitati. Cercò di leggere tutto quello che c’era a disposizione sui primi due eventi indicati, ma fu il secondo che gli fece scoprire qualcosa di folgorante e inaspettato.
Lesse che quella prima opera lirica fu rappresentata il 6 ottobre 1600 al Teatro Mediceo in Palazzo Pitti, alla corte del Granduca Ferdinando I de’Medici, proprio in onore di Enrico IV di Francia e Maria de’Medici sposati il giorno precedente, sempre a Firenze. La cosa più sorprendente fu quando Achillu lesse i nomi degli interpreti di quella serata. Fra questi c’era una certa Vittoria Archilei, soprano, nel ruolo principale di Euridice. Lo stesso cognome del destinatario della mail di Trevisan! Allora il giorno dell’appuntamento non poteva che essere il primo di aprile, proprio fra quattro giorni e il luogo, palazzo Pitti a Firenze.
Il resto della notte lo passò per decidere sul da farsi. La parte razionale gli suggeriva di denunciare l’atto intimidatorio subìto, ma la curiosità e lo spirito d’avventura lo spingevano verso una scelta diversa, non priva di pericoli. All’alba prese la decisione.


Giovedì mattina, 31 marzo era già in viaggio per Firenze. La scusa in casa fu quella di una non meglio definita conferenza sulla transizione digitale. In realtà, appena arrivato, si precipitò all’Archivio di Stato. Le ricerche lo impegnarono per l’intera giornata.
Cercò tutto quello che era possibile trovare all’inizio del ‘600 che riguardasse in qualche modo il Granduca Ferdinando e la rappresentazione dell’opera a Palazzo Pitti.
Illuminante fu il ritrovamento, quasi casuale, di alcune pagine scritte da Lorenzo Usimbardi, segretario del Granduca, nelle quali aveva annotato, come se fossero appunti presi al volo, che Ferdinando, soddisfatto dello spettacolo, aveva consegnato in dono alla cantante Vittoria Archilei un suo preziosissimo anello con un grosso rubino.
La Archilei, come aveva potuto verificare nelle sue ricerche casalinghe, aveva preso il cognome del marito Antonio Archilei e questo spiegava in qualche modo il fatto, comunque casuale, che nel corso dei secoli il cognome, grazie a discendenze maschili, si fosse conservato nel tempo, fino ad arrivare a quel Giorgio Archilei.
Usimbardi aveva anche accompagnato gli appunti con un disegno dell’anello del Granduca che mostrava una strana cerniera al di sotto della pietra principale e una scritta in basso, di pugno dello stesso segretario:
“anulus incaute donatus”. Perché “incaute”?


Era passato mezzogiorno. Achillu decise che era il momento di lasciare quella meraviglia delle Cappelle per raggiungere per tempo Palazzo Pitti. Lì ci sarebbe stato, dopo poco, un incontro a cui non avrebbe rinunciato per nulla al mondo.
Salì la rampa che conduceva al Giardino di Boboli sotto una fitta pioggerella e, appena entrato, un altro tassello della storia prese il giusto posto. Non ricordava che nel bel mezzo dell’anfiteatro ci fosse proprio un obelisco egizio! Era dunque quello il luogo esatto dell’appuntamento.
Sedette in attesa su uno scalino della gradinata dell’anfiteatro. Non temeva di essere riconosciuto dal professore. Era stato previdente ed era passato da “Filistrucchi”, un noto laboratorio di trucchi teatrali e aveva noleggiato dei baffi finti e soprattutto una parrucca castana che gli dava un certo senso di appagamento. Nessuno lo avrebbe riconosciuto.
Poco dopo vide sopraggiungere il prof. Trevisan che si guardava attorno con atteggiamento sospettoso e a una decina di metri dietro a lui quel simpaticone del domestico. I due presero posto a loro volta sui gradini sempre a una certa distanza tra loro.
Dopo qualche minuto apparve un uomo piuttosto anziano, vestito con una certa eleganza, che portava un sacchetto di carta, del tipo di quelli usati nelle librerie. Il professore si alzò in piedi e fece un cenno. Archilei salì tre scalini e sedette accanto a Trevisan. I due cominciarono a parlottare a bassa voce, poi Archilei estrasse dal sacchetto un cofanetto di piccole dimensioni e lo aprì mostrandolo al professore. Poi lo richiuse e da quel momento il dialogo si fece più concitato. Achillu tese l’orecchio mentre fingeva di leggere una guida di Firenze ma colse soltanto qualche parola. Capì che Archilei pretendeva una cifra doppia di quella pattuita e il professore sembrava alterato.
Da quel momento in poi accadde l’imprevedibile. Il domestico si avvicinò ai due e con mossa fulminea strappò dalla mano di Archilei il cofanetto e si mise a correre lungo la gradinata sottostante a quella su cui sedeva Achillu, con l’intenzione di raggiungere l’uscita.
Se il fatto di per sé fu imprevedibile lo fu altrettanto la reazione di Achillu che istintivamente portò in avanti il piede destro proprio mentre l’uomo passava di corsa davanti a lui. La caduta fu rovinosa e si fermò solo alle fine della gradinata. Più che il volo del domestico Achillu aveva seguito con interesse quello del cofanetto, finito lontano dall’uomo che rantolava a terra, impossibilitato a riprendere la posizione eretta.
Achillu si alzò di scatto, scese i gradini, raccolse l’oggetto e si avviò correndo verso l’uscita, incurante delle urla che si alzarono alle sue spalle. La corsa rallentò solo al Ponte Vecchio dove il brulicare dei turisti gli consentì una buona copertura.


Nel viaggio di ritorno verso casa Achillu ripensò al significato di quell’anello. Il professore ossessionato dalla dimostrazione delle sue teorie aveva sperato che all’interno dell’anello che era del tipo usato all’epoca per contenere veleni, ci fossero ancora tracce di quell’arsenico che secondo lui aveva causato la morte del fratello di Ferdinando e della consorte. Questo dava un senso anche a quella frase del segretario a proposito del dono incauto. Forse il professore non avrebbe mai pagato i soldi richiesti per averlo, ma l’avrebbe ottenuto a qualunque costo.


«Ciao, Achi. Bambine, è tornato papà! Cosa mi hai portato da Firenze?»
«Questo! Ti piace?»
«Ma… cos’è? Sei matto?»
«Un po’. Tieni, è tutto tuo… fino a domani mattina. Poi dovrò portarlo al comando dei Carabinieri. Devo raccontare loro un po’ di cose».


La cosa buffa di tutta la storia emerse pochi giorni dopo. Il famoso anello di Ferdinando non era che una pessima copia dell’originale, il quale era finito da tempo, forse da secoli, in mani ignote per l’avidità di qualche discendente della Archilei. Achillu aveva raccontato tutto, compreso l’episodio dell’auto, ma aveva qualche mese per decidere se sporgere o no regolare denuncia nei confronti di Trevisan. Ci avrebbe pensato su, visto che la delusione dell’anello era già una condanna per il professore e il domestico aveva riportato dalla caduta gravi traumi un po’ lunghi a guarire.
A distanza di un paio di settimane Achillu ebbe modo di fare un bilancio di quella strana avventura fatta anche di momenti esaltanti che gli avevano consentito di scoprire lati sconosciuti del proprio carattere e poi… come dimenticare l’ineffabile sensazione di quella folta chioma castana che controvoglia aveva dovuto riconsegnare?


2L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Sab Apr 30, 2022 11:47 am

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Credo che le caratteristiche di Achillu, per quel poco che possiamo conoscere a un livello piuttosto superficiale, siano state ben delineate, ovvero la sua mente razionale, la passione per numeri e statistiche, la propensione verso l'ordine e la precisione.
Tu lo posizioni dentro il meccanismo di un mistero storico e lo fai andare oltre quella sua zona di comfort fatta di razionalità e azione abitudinarie, facendolo immergere in una storia avventurosa, fatta di misteri e intrighi.
La trama a livello di costruzione non sarebbe male, però la narrazione avventurosa mi ha coinvolto poco. Probabilmente avrebbe avuto bisogno di più spazio, prendersi i suoi tempi, perché paradossalmente così concentrata mi è parsa poco avvincente. 
Il difetto più grande che ho notato a fine lettura, così a caldo, è la mancanza di vivacità e verve nella narrazione, pur essendo di genere avventuroso.

3L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Sab Apr 30, 2022 3:17 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Mancava solo che gli facessi descrivere una qualche formula statistica sugli equinozi e poi anche chi non lo conosce avrebbe esclamato "Achillu di DT". Scherzo. Ho molto apprezzato la piccola avventura del nostro professore e ho trovato interessante il periodo storico in cui l'hai collocata. Io che vico a Firenze posso confermare tutti i luoghi che ci hai mostrato. Niente da ridire sulla tua prosa però un refuso l'ho trovato: il domestico aveva riportato/ il domestico che aveva riportato. Bravo.

4L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Dom Mag 01, 2022 9:32 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Racconto simpatico.
Mi è piaciuta la costruzione narrativa basata sui calcoli fitti e sulla vicenda storica che assume il ruolo di perno centrale del mistero da risolvere.
Non c'è molta azione, ma lo spazio dei caratteri in effetti è limitato visto il genere; più deludente l'aspetto del viaggio, che non è un elemento così importante della storia (alla fine è un tragitto Polesine/Firenze privo di sfide).

Quel che non ho molto capito è il motivo per il quale Achillu decida di rubare l'anello, né perché la trattativa tra prof. e Archilei costituisca un reato o comunque qualcosa da denunciare. Alla fine è una compravendita di oggetto da collezione.
Ecco, forse l'aspetto più forzato della storia è l'intervento del protagonista come se risolvesse una malefatta, ma che poi malefatta non è.
Incauto il prof. a cercare di buttar fuori strada il buon Achillu: ha ottenuto l'effetto contrario.

L'ho trovata una lettura simpatica, ben scritta, anche se con uno stile poco adatto all'azione, e credo tu abbia trasposto abbastanza bene il carattere del personaggio reale, almeno da quel poco che si può desumere via forum.

5L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Dom Mag 01, 2022 10:42 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Credo che andando avanti con la lettura dei racconti sempre più mi troverò combattuto tra il valutare la trama e valutare i personaggi.
Anche in questo caso la storia è la stessa, la trama , la storia, lo dica onestamente, non mi hanno coinvolto ed entusiasmato in maniera particolare; forse un po' troppo articolata, complessa per i miei gusti e anche con un ritmo eccessivamente lento.
Detto questo, a fare da contraltare c'è la caratterizzazione del personaggio protagonista della storia: il nostro Achillu.
E qui il giudizio cambia radicalmente, la valutazione diventa molto alta, sarò curiosissimo alla fine dello step di scoprire "chi" ha scritto di "chi" (magari scoprendo anche chi ha scritto di se stesso) nei vari racconti.
Intanto posso dire che mi sto divertendo tantissimo a leggere come e cosa scriviamo di noi utenti di DT.
Qualche osservazione sulla scrittura: 
Non poteva rifarsela con nessuno - prendersela
c’era scritto in una targa - su

Non mi sembra di aver rilevato altro per cui posso dire che la scrittura è molto buona e scorrevole, si legge senza problemi.

Bene anche i paletti anche se anticamera e chiesa mi sono sembrate un pochino marginali.

6L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Mar Mag 03, 2022 8:34 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Achillu è senz’altro uno degli utenti più amati e penso tu abbia fatto un’ottima caratterizzazione. La matematica, le statistiche, il mondo dell’informatica e… la pelata.
Un’avventura tra il Polesine e la Toscana. Ho apprezzato le descrizioni dei luoghi che mi sono familiari e aver individuato tra i fatti storici un “giallo” che tutt’oggi fa discutere. 
Lascio ad Achillu la correttezza dei calcoli per la soluzione dell’enigma. Il racconto è appassionante e denota una particolare cura nella documentazione ma anche una bella fantasia per amalgamare la storia. Brav@


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

7L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Gio Mag 05, 2022 6:58 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

racconto simpatico ma che non lascia il segno, almeno a me.
risulta a tratti piuttosto scorrevole, in altri pesantuccio ma, soprattutto, abbastanza piatto.
è vero che ci sono alcune scene particolari, tipo il tentato omicidio di Achillu, però in linea di massima non ci sono picchi particolari.
molti paletti sono presi di striscio, tipo chiesa, anticamera e avventura.
la scrittura è buona, non ho notato refusi o errori.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

L'anello di Achillu Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

8L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Dom Mag 08, 2022 4:47 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Sono un amante dei racconti basati su ricostruzioni storiche, con qualche enigma o mistero scabroso nascosto tra le pieghe della storia.
Mi sono accorto però, leggendo anche altri racconti, che è troppo difficile chiuderli all'interno di poche pagine.
La logica deve essere ineccepibile, il perché certe cose accadono deve seguire un filo credibile: qui ogni tanto si perdono queste caratteriestiche e la fine del racconto è piazzata lì, di botto, senza una vera conclusione.
Paletti? Comsì comsà
Alla prossima, grazie

9L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Lun Mag 09, 2022 8:21 pm

M. Mark o'Knee

M. Mark o'Knee
Younglings
Younglings

Purtroppo, non conosco così bene Achillu. Ma, leggendo i commenti ai racconti di questo step nei quali compare, mi sembra di capire che è molto ferrato in matematica, statistica e informatica.
Ma l'unico enigma che l'autore gli fa risolvere è quel 153944, che fin dall'inizio sappiamo essere una progressione di giorni ed è sufficiente "l’aiuto del contagiorni on line"
Anche le ulteriori deduzioni sono basate essenzialmente su ricerche d'archivio e su internet e manca quindi un vero guizzo deduttivo o intuitivo a coronamento dell'indagine.
In realtà, guizzi non ne ho trovati affatto: nonostante il genere, il racconto risulta piuttosto piatto anche in quelle che dovrebbero essere delle scene d'azione.
Né mi sembra ci siano gli estremi, in tutta la facenda ordita dal professore e dall'Archilei, per un intervento dei carabinieri. In fin dei conti, e a dispetto di tutta la presunta segretezza nei contatti fra i due, si tratta soltanto di una compravendita fra privati. Tutt'al più poteva essere il professore a sporgere denuncia per truffa, una volta appurata la falsità dell'anello.
In definitiva, una storia che, anche se scritta bene, non mi ha preso più di tanto.
M.

10L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Mar Mag 10, 2022 7:36 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Non bisogna essere troppo esigenti, far diventare il caro Achille il matematico del secolo non è opera facile.
Stupenda la sua caratterizzazione, per quello che so io lui è proprio così. Chi non lo conosce si sente deluso dalla storia, chi lo conosce ne esce esausto di emozione. Questa è la differenza e come dice una vecchia canzone di Battisti per capire e apprezzare il bel racconto bisogna " Amarsi un po'".
Un abbraccione, autore.

11L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Gio Mag 12, 2022 8:19 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan

Il nostro prezzemolino Achillu impegnato in una simpatica e curiosa "caccia al tesoro" mista a indagine investigativa un po' acqua e sapone e senza un vero criminale. La lettura è abbastanza piacevole e scorre con un misto di interesse e curiosità. Il personaggio di Achillu è ben delineato e caratterizzato rispecchiando il più possibile quanto conosciuto ai più dell'Achillu originale. L'intrigo è semplice ma logicamente corretto. A livello di paletti, il più debole mi sembra il luogo. Per quanto riguarda la forma, nel momento in cui l'azione prende forma c'è una sequenza di "poi" che rompono l'armonia della scrittura.
Per il resto un racconto piacevole e un buon lavoro.
Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

12L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Ven Mag 13, 2022 11:19 am

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

ciao autor@
piaciuto.
Achi ne esce fuori come un personaggio ben caratterizzato. credo che, anche fuori dal forum, il racconto avrebbe la sua gradevolezza, e questo è un pregio non da poco.
l'uso dell'utente DT non l'ho trovato limitante come in altri racconti.
la scrittura è fluida e coinvolgente. come anche l'avventura.
ben descritti i luoghi e le situazioni.
non ho capito bene perché Achillu fugge con il cofanetto come se volesse "fregarselo". poteva procedere a Firenze per la denuncia e il resto. 
invece l'anello, tornando a casa, è destinato per un tempo brevissimo alla dolce consorte.
ecco, ma niente di grave.
per cui rinnovo il mio gradimento e ti faccio molti complimenti
a rileggerci presto

.

13L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Sab Mag 14, 2022 6:37 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

Ai fini della prova posso dire:
l’anticamera è presente, anche se soltanto nella prima parte, ma è funzionale all’inizio dell’indagine storica, così come la chiesa che dà inizio alla storia.
l’utente: indubbiamente c’è. Hai deciso di limitare la scelta a un solo utente DT, integrando tracce del personaggio tratte dal reale con elementi di fantasia;
l’avventura come già segnalato da altri non è decisamente incalzante come ci si aspetterebbe dal genere;
l’anno 1600 è abbondantemente rappresentato.
Una piccola riflessione: pur essendo fiorentino e appassionato di teatro non conoscevo la storia della nascita del melodramma proprio a Firenze in quell’anno 1600 e forse non l’avrei mai conosciuta se non esistesse DT.

14L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Dom Mag 15, 2022 11:40 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Il titolo all’inizio intriga, poi diventa un po’ banale.
I paletti sono stati soddisfatti, il nostro Achillu ne viene fuori ben caratterizzato, abbiamo imparato a conoscerlo per le sue estrazioni di dati dai nostri racconti in gara (ultimamente sono mancate però) e il pettegolo FB ha fatto l’occhiolino alla Penna.
Devo dire che il racconto non mi ha entusiasmato: l’inizio l’ho trovato molto costruito per far trovare al protagonista quel qualcosa che lo incuriosisce. Che uno studioso pianti lì, in anticamera, una persona che si è fatta un tot di chilometri per sbloccargli il suo prezioso computer (penso che ci siano anche assistenze di tale tipo nei negozi specializzati), mi pare poco credibile: troppo prostep. Uno studio o una biblioteca avrebbe prodotto lo stesso risultato.
Anche in questo racconto troviamo un personaggio che in poche ore riesce a svelare un enigma, a seguire le tracce di un mistero in men che non si dica, con l’aiuto di moderni strumenti di ricerca e un po’ di lavoro sul campo, ma sempre in pochissimo tempo.
Questo è probabilmente l’ostacolo più grande di questo step: condensare in 18000 caratteri un’avventura: alla fine parecchi dei racconti letti possono essere benissimo la traccia per un romanzo o comunque un racconto molto più articolato e allora sì che alcune trame prenderebbe spessore, le avventure – storiche o moderne che siano – avvincerebbero.
Il testo è scritto bene, c’è qualche incertezza nella punteggiatura in alcuni punti ma niente di grave, però è un po’ pesante. In alcune parti andrebbe alleggerito, tenendo anche conto di quanta “storia” entra a far parte della trama. Tutto molto interessante anche se un po’ wikipediano. Però di avventuroso non c’è molto, a parte la disavventura al momento del ritorno. Sintetizzando al massimo, il nostro Achillu è un curiosone, scorretto lettore delle mail altrui, che non resiste a mettere il naso in quello che poteva benissimo essere una semplice compravendita tra privati, virata poi in una truffa ben orchestrata. Niente eroe da prima pagina, che oltretutto deve fare i conti col “denuncio” o “non denuncio”: la Penna tralascia il fatto che forse il domestico i dubbi non li avrà, uscito dall’ospedale e che anche gli altri protagonisti qualcosa da contestare potrebbero trovarlo.
In finale è un po’ affrettato, squilibrato rispetto al resto.
Alla prossima.
 
Le mie note
prof. trevisan/ e altro – in questo caso professor Trevisan,
I libri erano vecchi e più recenti – questa non l’ho capita, forse una frase ridefinita male
fu il ritrovamento, quasi casuale – anche qui la solita fortuna dei principianti (io avevo un bel segnalibro, molto particolare, e non lo trovo più: se invito qualcuno di questi Indiana Jones da settimo step magari ho qualche speranza)
C’è una incongruenza: dici che le ricerche di Achillu all’Archivio di stato lo impegnano l’intera giornata, poi che a mezzogiorno lascia le Cappelle…
poi Archilei estrasse dal sacchetto…. Poi lo richiuse – un poi ripetuto stona
a riprendere la posizione eretta. – ad alzarsi
Il professore ossessionato dalla dimostrazione delle sue teorie aveva sperato che all’interno dell’anello che era del tipo usato all’epoca per contenere veleni, ci fossero ancora tracce di quell’arsenico che secondo lui aveva causato la morte del fratello di Ferdinando e della consorte. Manca qualche virgola ma è anche un periodo molto lungo. Vedi così:
Il professore, ossessionato dalla dimostrazione delle sue teorie, aveva sperato che all’interno dell’anello ci fossero ancora tracce di quell’arsenico che, secondo lui, aveva causato la morte del fratello di Ferdinando e della consorte.
Questo in virtù del fatto che l’anello, a quei tempi, era del tipo usato all’epoca per contenere veleni.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

15L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Mar Mag 17, 2022 7:12 pm

digitoergosum

digitoergosum
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Ciao Penna. Grazie per il tuo simpatico elaborato. Appena ho letto, dopo righe, la descrizione di Achillu, i suoi crucci, ho veramente sorriso. Quei "crucci" corrispondono perfettamente a quanto abbiamo vissuto qui su DT e a questo anro ho potuto scrutare da Facebook, prima che ne uscissi definitivamente per poca sopportazione. La storia, curiosamente, la associo a un'altra indagine simile nella costruzione. Una indagine storica, che mostra il fianco debole alla troppo facile scoperta Dell'inghippo. Poi, come addetto ai lavori (Carabiniere), sono certo che ai fini dell'indagine non ci fossero appigli legali per formalizzare una qualsiasi denuncia, per quanto riguarda la ricerca storica "segreta". Il racconto, in fine, l'ho trovato gradevole e ti ringrazio di avercelo proposto.

16L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Mer Mag 18, 2022 5:54 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin

Ciao, Autore.
Racconto troppo veloce il tuo. Non c'è sufficiente tempo per appassionarsi alla vicenda o affezionarsi ai tuoi personaggi. Achillu è descritto veramente bene per come lo conosciamo lui: potrei proprio dire che è lui! Però tutta la storia nasce e si risolve senza scossoni, senza colpi di scena, senza farmi vivere quel gusto che un racconto d'avventura dovrebbe coltivare. Mi è piaciuto il connubio con il giallo, questo indubbiamente, ma restano entrambi i generi sacrificati dal rapido susseguirsi degli eventi.
La scrittura è buona, come ci si aspetta in un concorso letterario.
I paletti ci sono tutti ovviamente, ma avrei preferito un ruolo più importante dell'anticamera, che invece è relegata all'inizio del racconto laddove Achillu scopre la mail.
Un buon racconto, insomma, ma per quanto mi riguarda non tra quelli che metterei in cinquina perché mi è mancato quel quid in più, come spiegato.
Al prossimo step!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

17L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Gio Mag 19, 2022 3:39 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan

Anzitutto, il racconto è scritto bene, per cui la lettura è risultata fluida e "veloce". Non ci sono molti dialoghi ma questo non pregiudica l'evolversi della trama. In compenso, ho trovato le descrizioni molto dettagliate e precise, non solo dei luoghi in cui si svolge la storia ma anche dei fatti storici a cui si fa riferimento. 

Un avventura poco esterna e molto interna, intendo dire poco pratica e molto mentale, ovvero è il protagonista che si spreme le meningi per risolvere "l'enigma". Il protagonista, appunto. Credo sia la parte più riuscita del racconto. Ora, non lo conosco di persona, ma soltanto come frequentatore del forum, però credo che questo personaggio si discosti di poco dall'Achillu che tutti conosciamo. Per questo faccio i complimenti all'Autore.

Come potresti migliorarlo? Beh, il tuo protagonista azzeccato lo avrei creato meno "professore" e più "Indiana Jones", per cui una marcia in più al testo (che manca secondo me) l'avrebbe data di default. 

In ogni caso, una lettura piacevole, onesta e che può dire la sua in questo particolare step di DR.

Grazie e alla prossima (come direbbe lui).


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Cit e Bastard Cool!

18L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Gio Mag 19, 2022 10:06 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Una piacevolissima avventura in cui i tratti di Achi vengono utilizzati ottimamente per risolvere un enigma del passato. 
Questo è l'ultimo racconto di d'avventura che leggo e anche in questo caso sento la mancanza di quegli impedimenti che rendono questo genere così accattivante. È vero che tutti gli enigmi creati sono molto validi ma credo che gli autori si siano concentrati molto su quello più che su l'avventura.
In questo specifico caso bastava veramente pochissimo perché per il resto sembra quello costruito meglio. Manca quella scena d'azione che vada oltre l'inseguimento in macchina o allo sgambetto. 
Una cosa che mi ha un pochino deluso però è il finale stesso. Tutto sto casino per un anello falso? Regge poco. 
Questo però non rovina il piacere della lettura.


______________________________________________________
Someone give that Wolf a Banana  L'anello di Achillu 1f34c 

19L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Ven Mag 20, 2022 2:00 pm

Mac

Mac
Padawan
Padawan

Caro Autor@ ho letto senza intoppi il tuo racconto, scritto bene anche se con qualche ripetizione.
Mi è piaciuta, e per questo ti ho ammirato molto, la tua ricerca, l'attenzione ai dettagli storici e alle ambientazioni.
Ho trovato un po' forzato il paletto dell'anticamera, ma non così tanto da rendere la cosa rilevante.
Concordo anche io che avrebbe avuto bisogno di più spazio per dare maggior respiro a questa storia. Il genere avventura non si presta a racconti brevi.
In ogni caso il tuo è un buon lavoro, non conosco Achillu, per cui non so se lo hai reso bene, ma anche questo non è importante.
L'unica cosa che veramente non mi è piaciuta sono le tre righe finali che ho trovato fuori contesto.
Buona giornata

20L'anello di Achillu Empty Re: L'anello di Achillu Ven Mag 20, 2022 11:54 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

La cosa che più mi è piaciuta di questo racconto è che qui Achillu è proprio Achillu, non un semplice nickname applicato a un personaggio che avrebbe potuto avere qualsiasi altro nome, e che Achillu sia coinvolto in una storia compatibile con la sua personalità – almeno da quanto possiamo desumere dai social e dal forum – e con la sua epoca, non lanciato in lontane avventure.
Specifico subito, per non dare luogo a fraintendimenti: come si può leggere nei miei commenti, io ho apprezzato molto anche i racconti dello step scritti con quel criterio, cioè con nick applicati a personaggio diversi oppure con utenti del forum lanciati in avventure spaziali e surreali. Molti di quei racconti sono divertenti, ben scritti, alcuni esplorano la personalità dietro il nome.
In questo specifico racconto, però, ho appunto apprezzato questo, che qui, più che in altri casi, il protagonista sembri più calato nella sua realtà, almeno secondo la mia impressione.
La professione di esperto informatico, certo, ma anche l’associare una personalità amante dei numeri e quindi, nel pensiero comune, molto razionale, a una certa dose di… non so come definirla… propensione a fare cose impreviste, un po’ fuori dagli schemi e a volte azzardate? Anche se magari, nella realtà, il nostro vero Achillu la maggior parte delle volte si limita a pensarle.
Per questo mi sembra che “ci stia” un Achillu che si incuriosisce e apre un libro che sporge rispetto agli altri, ma si preoccupa di rimetterlo esattamente nella stessa posizione (io facevo così quando leggevo di nascosto i fumetti di mio fratello), che è tentato dal leggere le email di Trevisan, che si fa attirare da una ricerca di cui non dovrebbe importargli nulla.
Invece ho trovato un po’ forzato il tentativo di intimidazione nei suoi confronti, facendolo uscire fuori strada: è più ad uso del lettore che nella logica della storia, dato che poteva portare a conseguenze molto di più gravi di quello che cercava di prevenire. Un po’ forzato anche il fatto che ci sia un disegno esatto della cerniera sotto l’anello. Non era poi detto che tracce di arsenico nell’anello potessero essere usate come prova di un avvelenamento di centinaia di anni prima.
Insomma, la logica delle vicende è spesso traballante.
Ho amato questo passaggio: “Il secondo problema era la calvizie che era entrata in rotta di collisione con la sua più grande passione: l’ordine e l’affascinante perfezione della matematica applicata. Non aveva retto allo spettacolo desolante di quei tre peli rimasti, sparsi alla rinfusa e aveva preferito rasarsi a zero, ristabilendo così ordine ove prima regnava il caos.”, che diventa il primo di una sorta di tema ricorrente che attraversa il racconto.

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