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Messaggio Da Different Staff Ven Apr 29, 2022 2:33 pm

L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile. Dopo il segnale acustico è possibile registrare…
Riattaccò.
Dove si è cacciato quel cretino! Se mi fa perdere questa occasione lo ammazzo”, pensò Anna.
Guardò lo schermo del PC. Lo stemma del Vaticano con le chiavi di San Pietro campeggiava sulla webpage. Poco sotto, la scritta Cronosivore, anticamera per la prenotazione cambiava colore ogni cinque secondi, accompagnando il count-down, che segnava ancora solo dodici minuti e qualche spicciolo.
Sono tre ore che ogni cinque minuti devo confermare la prenotazione e quello?”
Lo smartphone iniziò a vibrare, illuminandosi con la foto di Carlo e la scritta Chiamata in arrivo da Orsacchiotto.
«Scusa, scusa, scusa… e ancora scusa.»
«Ma dove cazzo eri?»
«Ti ho già chiesto scusa. Si, lo so, è colpa mia… e di Pelosetto.com. Mi hanno regalato 15 minuti di video chat, poi mi sono perso via per un’altra mezz’ora. E intanto mi hanno scucito altri 60 sacchi almeno. Altro che utente premium! Sarà meglio che cancelli la mia carta di credito da quel sito o ci lascio giù lo stipendio.»
«Ma non puoi farti una sega su YouPorn come tutti i normali cristiani. Pagare per chattare con una fighetta vestita da porcellina… bisogna essere malati!»
«Per cominciare, era vestita da mucca, e dovevi vedere che tette che aveva! Se ho Orsacchiotto come nickname un motivo ci sarà, no?»
«Muoviti a collegarti, mancano meno di nove minuti.»
Carlo iniziò a navigare nel dark web.
«Ecco, ti ho trovata. Sei nel posto giusto.»
«Come sono messa?»
«Ottima posizione. Hai solo 127.392 prenotazioni davanti a te… ma magari qualcuno rinuncia», ridacchiò Carlo.
Sul computer di Anna si aprì una nuova finestra: Mancano 5 minuti. Premere CONFERMA per non perdere la priorità acquisita.
«Datti una mossa, questi mi stanno anche prendendo per il culo. Peggio del click-day per il bonus vacanze.»
«Vabbè, adesso ti faccio risalire la lista! Centoventi, centodieci, centomila… speriamo di fare in tempo!»
«Altrimenti ti uccido.»
Il silenzio assoluto riempì quegli ultimi minuti di attesa.
«Fermiamoci qui, sei dodicesima. Donna di poca fede!»
«Sui tuoi gusti sessuali non mi esprimo, ma come hacker non ho mai avuto dubbi. Dodicesima su trenta posti disponibili: ottimo! Finalmente riuscirò a completare in tempo quel dannato racconto.»
«Perché ci tieni così tanto poi? Non si vince un cacchio.»
«Ci tengo e basta! Tu sei un utente di Pelosetto.com? E io di DiffrenTales.org. Te c’hai i tuoi hobby e io i miei.»
«Touché! Ma i miei mi rilassano, i tuoi ti fanno diventare stronza. Da quando è uscito il regolamento per il nuovo concorso sei intrattabile.»
«Prova tu a scrivere un racconto d’avventura, con protagonista un utente che nel 1600 fa anticamera davanti a Europa, una luna di Giove. Per combinazione mi salta fuori l’occasione di fare un viaggio fino ai tempi in cui Galileo l’ha scoperta e quasi me lo fai perdere! Dove altro speri possa trovare spunti interessanti per scrivere un racconto decente?»
«Ciccia bella, te la sei cercata tu la competizione con i tuoi amichetti. Basta vedere come si presentano su DifferenTales per capire con chi hai a che fare. L’unica che salverei è ImaGiraffe: non mi sorprenderebbe di trovarmela a chattare su Pelosetto uno di questi giorni.»
«Piantala lì. Qui non compare più nulla», lo interruppe Anna: sullo schermo era rimasta solo una clessidra, che ruotava di tanto in tanto, senza dare ulteriori segnali di vita. «Mi sa che s’è impallato tutto».
«Ma tu sei sicura che questa storia del cronovisore non sia solo un pesce d’aprile?» disse Carlo con un occhio al calendario.
«Che esista in Vaticano una macchina capace di vedere il passato, attraverso una sorta di televisore, è un dato di fatto: ho trovato diverse conferme in internet. Si tratta di uno strumento scientifico, inventato da un monaco benedettino, esorcista pure.»
«E come farebbe a farti viaggiare nel tempo?»
«Forse non hai capito! Non stiamo parlando della DeLorean del professor Doc che ci salti dentro e ti catapulta indietro di due secoli. Si basa su principi di fisica: ciascuno dì noi, nella sua vita, lascia dietro di sé come una doppia scia, visiva e sonora, poiché ogni uomo altro non è che energia, visiva e sonora. Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più, semmai si trasforma, però resta eterna nello spazio. Questo strumento capta queste energie e le decodifica in maniera tale da ridarci il passato.»
«Sarà, ma che il Vaticano abbia deciso di mettere a disposizione una macchina così, mi pare strano.»
«Hai mai sentito parlare della glasnost di Papa Bergoglio? Se ha aperto anche gli Archivi Apostolici del Vaticano...»
«Ma per fare chiarezza sulla pedofilia nella Chiesa, mi sa che ci voglia ancora parecchio», la interruppe Carlo.
«Fermo, fermo! Ecco, ci siamo.»
Anna iniziò a leggere il messaggio apparso sullo schermo.
Congratulazioni! Lo Stato della Città del Vaticano sarà felice di ospitarla per un cronoviaggio nel passato. Le verrà inviata a breve una email con l’indirizzo a cui presentarsi, la data e l’ora dell’appuntamento. Le invieremo anche alcuni allegati che dovrà compilare e restituire non oltre 48 ora prima dell’appuntamento fissato.
«Stai calma, mi sembri così agitata!»
«Ti lascio. Mi è già arrivata la mail. Voglio rispondere subito, prima che cambino idea.»

Puntuale, Anna si presentò alla Chiesa di Santa Maria Immacolata per la funzione delle 6 del mattino.
Era arrivata la sera prima alla stazione Termini con il Frecciarossa delle 22, giusto il tempo di raggiungere un alberghetto a Trastevere e cercare di prendere sonno, almeno qualche ora. Monsignor Bertocchi l’aveva chiamata di persona, per darle “raccomandazioni di fondamentale importanza” e Anna stava cercando di seguirle alla lettera. “Non dia troppa pubblicità alla sua missione, non pubblichi niente sui social network, non parli con sconosciuti nei giorni precedenti l’appuntamento, tantomeno in viaggio: potrebbe essere pericoloso… per lei”, le aveva detto con fare risoluto.
Poi, quasi a leggerle nel pensiero, aveva proseguito: “Non mi risulta frequenti molto ultimamente, ma il cronoviaggio è un’esperienza mistica: si può affrontare solo con l’animo puro e la coscienza mondata dai peccati”. Le aveva quindi dato indicazioni precise: “Si sieda vicino al quadro di Guido Reni con l'Arcangelo Michele che caccia Lucifero, assista alla funzione. Al termine si rechi al confessionale lì vicino, sarà l’unico con la lucina accesa”.
Quando la chiesa si svuotò delle poche vecchiette che avevano occupato le panche delle prime file, Anna si avvicinò al confessionale, entrò nello sgabuzzino e si inginocchiò nella penombra. Apri lo sportellino e vide che la rete forata era stata sostituita da una pulsantiera, tasti tondi neri, stile anni Settanta.
Prema S”. Ubbidì.
Qualche secondo dopo l’improbabile ascensore si fermò, una decina di metri sotto al livello della chiesa. “Non abbia timore, anche se troverà il luogo un po’ particolare: è la Cripta dei Frati Cappuccini. La riceverò appena possibile”.
La ragazza uscì dal confessionale. In effetti l’ambiente era piuttosto scioccante: le decorazioni interne della cripta erano state interamente realizzate utilizzando tibie, femori, vertebre e teschi, in un macabro trionfo di forme e immagini. Le lampade alle pareti, anch’esse realizzate con ossa umane, lanciavano una fioca luce su corpi mummificati, vestiti con il saio cappuccino, pronti ad accogliere il visitatore di turno.
Ma chi me l’ha fatto fare?” si domandò. L’unico a sapere dove fosse era Carlo, ma non si era nemmeno sognata potesse succederle qualcosa di spiacevole. Pensò a Emanuela Orlandi, la figlia di un commesso pontificio, scomparsa da quasi quarant’anni senza che nessun sollevasse il velo sulle ambiguità di quel mistero. Un brivido la percorse.
Iniziava a sentire l’umidità penetrarle nelle ossa, quando una figura si affacciò alla porta sotto l’arco centrale, dominato dalla scritta Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete.
«Mi scusi se l’ho fatta aspettare in questa poco convenzionale anticamera. Venga, il mio ufficio è molto più accogliente. Sono Monsignor Bertocchi, ci siamo sentiti al telefono.»
L’ambiente che accolse Anna era completamente diverso, ben condizionato, illuminato, con un’immensa scrivania circondata da scaffali stracolmi di volumi.
«Si accomodi. Abbiamo ancora qualche scartoffia da riempire. Levi pure la mascherina: siamo solo in due e da qualche giorno le regole anti-covid sono cambiate, no?»
Anna si sedette, scoprendo il viso, intimorita. Lesse con attenzione i documenti da firmare.
«Quelli importanti sono i prime due: il declino di ogni responsabilità da parte del Vaticano e il dettaglio di quali informazioni lei si impegna a non rivelare alla fine del suo cronoviaggio.»
«E se non accetto?»
«L’ascensore la riporterà alla chiesa!» rispose senza convenevoli.
Anna firmò.
«Un’ultima cosa, prima di lasciarla», aggiunse Monsignor Bertocchi, «nella stanza qui di fianco sarà controllata con uno scanner, tipo quello degli aeroporti, per essere sicuri non porti niente che possa danneggiare la macchina. Poi sarà bendata: il cronovisore si trova in un bunker assolutamente segreto.»
La ragazza lo guardò perplessa: l’ombra di Emanuela era tornata a far capolino nei suoi pensieri: «Non si preoccupi, Padre Ermanno si prenderà cura di lei. È un benedettino, come l’inventore della macchina».

Padre Ermanno l’aveva scortata per almeno una mezz’ora, porgendole il braccio per non farla inciampare. Di tanto in tanto si fermava e la faceva girare su se stessa più volte, per farle perdere il senso della posizione e dell’orientamento. Le era rimasto un fastidioso senso di nausea.
«Siamo arrivati. Si levi pure la benda dagli occhi.»
La luce dei neon la abbagliò, facendola vacillare.
«Si segga. Si riprenderà subito.»
Anna cercò di captare qualche rumore, un riferimento che le potesse dare idea di dove si trovasse. Solo una leggera litania, lontana, lontanissima, arrivava dalla volta. Doveva essere di nuovo nelle viscere di qualche chiesa, ma avrebbe giurato non fosse più quella dalla quale era entrata.
Appena gli occhi si furono abituati, Anna riuscì a mettere a fuoco la misteriosa macchina, posizionata al centro del bunker in cui si trovava.
Valvole, antenne, transistor erano collegati da fili di vari colori, creando uno strano accrocchio. Sul lato di fronte a lei uno schermo, a tubo catodico, non più largo di due spanne: ne aveva visto uno simile solo in casa di sua nonna. In fianco un pannello con qualche pulsante, levette in acciaio cromato, un orologio digitale. «Servono a selezionare il luogo e l’ora da visualizzare», spiegò padre Ermanno.
«Non mi sembra uno strumento proprio all’avanguardia!». Si pentì di non essersi morsa la lingua in tempo, ma proprio non era riuscita a mascherare il suo stupore.
«Signorina Anna, Padre Alfredo Maria Ernetti ha costruito il cronovisore nei primi anni ’70, dopo vent’anni di studi applicativi sulla relatività di Einstein. Cosa pensava di trovare?»
Si sentì stupida e in dovere di scusarsi: «Mi perdoni Padre, sono stata poco delicata».
«Non si preoccupi, comunque ha ragione. Per questo l’abbiamo da poco ammodernata trasferendo i segnali che capta dal tubo catodico ad un visore 3D per la realtà aumentata di ultima generazione. Tenga, lo indossi.» le disse porgendole un casco di tipo aeronautico.
Poi si diresse verso la macchina, la accese e domandò: «Conferma di voler vedere Galileo Galilei nei giorni in cui scoprì le lune di Giove? È una scelta particolare; posso chiederle il motivo?»
«Interesse per studi personali», si limitò a dire Anna, cercando con il tono della voce di non sembrare troppo scontrosa.
«Va bene; si parte!»

L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile. Dopo il segnale acustico è possibile registrare un breve messaggio.
Anna, tutto bene? Sono due giorni che ti chiamo. Richiamami appena puoi, altrimenti mi fai preoccupare.”
La ragazza guardò lo smartphone. Era ancora Carlo. Avrebbe dovuto richiamarlo, prima che gli venisse in mente qualcuna delle sue stronzate. Ma non ne aveva voglia, non ancora.
Quanto aveva visto l’aveva colpita, l’aveva segnata. Si era risvegliata, come da un sogno, su una panchina in un cimitero, senza neanche sapere come ci fosse arrivata. Forse era stata la realtà aumentata, forse il viaggio bendata, forse… chissà.
Si era avvicinata ad una vecchina: «Mi scusi, potrebbe dirmi che cimitero è questo?»
La donna l’aveva guardata stranita: «E’ il cimitero Teutonico. Si sente bene?»
«Solo un leggero capogiro. Dove si trova?»
«Ma vicino a piazza San Pietro!» le aveva risposto, come fosse scontato.
«Scusi ancora, da che parte è l’uscita?»
Si era avviata nella direzione indicata. Un signore vestito di nero sembrava osservarla da lontano.
L’aveva visto, Galileo Galilei, scrutare il cielo con il cannocchiale. Giove era al punto di minima distanza dalla terra, ma quelle quattro stelle ai suoi lati, lungo una linea retta non gli tornavano. Qualche giorno dopo, aveva capito che non erano stelle, ma lune che ruotavano attorno a Giove, e tra quelle c’era Europa.
L’aveva visto entusiasta, non per la scoperta dei pianeti in sé, ma perché dimostrava che non tutti gli oggetti del sistema solare orbitavano attorno alla Terra. Ancora non sapeva quanti guai questa scoperta gli avrebbero portato.
E lei, li aveva visti quei guai! E ne era rimasta sconvolta. Ora non sapeva più se scrivere un racconto, come scriverlo, che senso avrebbe avuto scriverlo.
Che la Terra non sia centro del mondo né imobile, ma che si muova è parimente proposizione assurda e falsa, e considerata in teologia ad minus erronea in Fide: eresia! Per quello doveva morire, per quello dovevano ucciderlo.
Gesuiti! Domenicani! Urbano VII, papa Barberini! Tutti lo volevano morto. Avevano complottato per ucciderlo, prima che le sue teorie minassero la loro fede e il loro potere.
Non era un’ipotesi, non era un romanzo storico: l’aveva visto, con i suoi occhi, l’aveva sentito, con le sue orecchie. L’aveva quasi vissuto, immersa come spettatrice in quel mondo virtuale, eppure così reale. E nei secoli a venire, la Chiesa l’aveva nascosto, insabbiato, negato.
Il telefono squillò ancora.
Rispose.
«Ah, ci sei! E non mi dici niente?»
«Sto ancora metabolizzando l’esperienza. Dammi tempo; forse è meglio se ne parliamo di persona.»
«Tutto qui? Speri di cavartela con così poco?»
Anna non rispose, la mente assorbita da altri pensieri. Pensò a quando era tornata a casa da Roma, alla porta chiusa a tre mandate, lei che ne dava sempre solamente due.
Carlo non mollava: «E per il racconto? Hai trovato spunti interessanti?»
Anna andò in bagno, tirò lo sciacquone per fare rumore: l’aveva visto fare nei film.
«Preferirei non parlarne al telefono.»
«Cos’è questo rumore?». Poi realizzò: «Vengo lì? Mi fai preoccupare.»
«Mi sa che leggi troppo Dan Brown», cercò di minimizzare Anna. «Forse sto solo diventando un po’ paranoica».
Spense l’acqua e cambiò discorso.
«Ma lo sai che ImaGiraffe ha cambiato foto sul profilo?»
«E…»
«Ha sul viso una mascherina da giraffa e indossa una giacchina maculata.»
«Te lo dicevo che prima o poi ci avrei chattato su Pelosetto.com
«Ma si intravede anche il petto, coperto da una bella peluria, sotto una fitta barba nera.»
«Che mi vuoi dire?»
«Che è un uomo, Carlo. Ecco quello che ti voglio dire.»
«E allora? Per ora non ho dubbi sui miei gusti, ma non si può mai sapere.»
Fortuna che la conversazione si era spostata sulle cretinate, pensò Anna.
Spense la luce nella stanza e si avvicinò alla finestra.
L’uomo era ancora là sotto, da quando era tornata, appoggiato alla pensilina della 73. Era lo stesso del cimitero? Non ne era sicura, ma poteva anche essere.
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Messaggio Da Fante Scelto Dom Mag 01, 2022 12:45 am

Racconto strano.
Non sono riuscito ad inquadrarlo del tutto, sia come trama sia come collocazione.
Immagino che questa Anna sia il vero nome di una utente di qui, o forse no? Nel caso sarebbe stato più utile far capire chi fosse, per rendere più fruibile il retroscena al lettore.

Parlando della trama, l'idea del macchinario che permette di vedere il passato è carina, ma non ne ho capito la funzione nell'economia del racconto.
Ok, è un espediente per arrivare all'anno 1600 (anche se non lo viviamo, è solo menzionato), però non è chiaro perché Anna voglia andare proprio a vedere Galileo: si intuisce che non è mera curiosità, ma il motivo vero non l'ho afferrato.
Anche l'uomo in nero che sembra seguirla rimane un mistero fine a se stesso.
Peccato perché, azzardo, togliendo un po' della corposa e statica prima parte, si poteva guadagnare molto più spazio per l'evoluzione della trama, e magari qualche luce in più sul mistero.

Non trovo molto logico che il Vaticano prenda tutte queste contromisure per tenere segreta la macchina e al tempo stesso permetta a chiunque di farci un giro: l'ho trovato un po' contradditorio, ma è un dettaglio secondario.

Peccato, la storia aveva del potenziale, l'avrei sviluppata in modo meno fumoso.
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Messaggio Da Antonio Borghesi Lun Mag 02, 2022 12:44 pm

Ho usato la macchina per vedere il passato in molti miei racconti di fantascienza e onestamente prima di scoprire tramite un mio amico che all'apparenza ne esiste una sepolta negli Archivi Vaticani. Ora tu mi confermi che effettivamente una c'è inventata da un monaco benedettino negli anni 70 basata sulla teoria della relatività di Einstein. La mia è diversa: si deve inviare una sonda computer quantistico  a una prefissata distanza (il periodo di tempo che si vuole vedere) dall'oggetto di cui si vuole osservare la storia. Si capta la luce emessa e si trasforma in immagini. Semplice vero!? Scrivo così a ruota libera perchè sei fuori concorso ma hai attirato la mia curiosità con la tua simpatica storia. Potremmo vederci col conoscopio per scambiare le opinioni. Wink
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Messaggio Da Arunachala Lun Mag 02, 2022 5:25 pm

sono anch'io in bilico su questo racconto, non so bene se mi sia piaciuto.
l'idea è buona, senza dubbio, ma la prima parte è piuttosto pesante e si fa sentire parecchio.
molto più snella, forse anche troppo, la seconda.
le descrizioni non sono male ma sono migliorabili parecchio.
c'è qualche refuso ma nessun grave errore.
tutto sommato mi ha divertito e l'ho letto con piacere, anche se il finale mi lascia un poco perplesso.

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Messaggio Da Petunia Lun Mag 02, 2022 6:47 pm

Ci vuole una bella fantasia per scrivere un racconto come questo. E una bella capacità di scrivere dei buoni dialoghi. 
La storia ha un suo perché è non mi è dispiaciuta. Non ho capito chi sia Anna, menzionata anche in un altro racconto. Magari è solo un nome che non fa spendere troppe battute.
Il ritmo è un po’ a singhiozzo, più rapido nel finale. In totale l’ho trovata una lettura piacevole e affatto scontata. Complimenti.

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Messaggio Da Susanna Mar Mag 03, 2022 9:48 pm

Primo commento del settimo step: un fuori concorso, ma non per togliermelo di torno, intendiamoci. Una sorta di rodaggio.
Parto dagli Utenti: Anna è un utente che usufruisce di un “servizio”, molto particolare ma tale è. Imagiraffe mi è sembrato tirato dentro prostep, come figura nulla toglie e nulla aggiunge all’economia del racconto, se non per determinare che anche l’amico è utente. Ma non è portante per la trama, di per sé stesso non fa nulla, se non essere un avatar.
Stanza: decisamente debole, solo un luogo per qualche minuto di attesa e niente di sostanziale vi si svolge. Più significativo per la trama lo studio del monsignore, dove le vengono sottoposte le ultime importanti regole.  
Arco temporale: Europa e gli altri due satelliti sono stati scoperti tra il 7 e 8 gennaio 1610: nulla toglie che gli studi fossero iniziati nel 1600, ma le date queste sono come riportate negli annali. Quindi non lo considero centralo.
Luogo: la chiesa è invece ben presente, non c’è dubbio ed è ben descritta e soprattutto determinante per il racconto.
Trama: come ad ogni step, si impara qualcosa. La Penna ha portato alla luce una questione mai chiarita, quella della realizzazione del cronovisore, portata alla ribalta anni or sono ma poi nascosta per bene tra le pieghe della Chiesa che, la storia ci insegna, è sempre stata addentro per ovvie ragioni, anche su questioni scientifiche, non da ultimo gli studi astronomici e fisici. Grazie per avermi insegnato qualcosa.
La scrittura è buona, lo stile anche, semplice ed essenziale, senza picchi particolari: ho trovato qualche refuso e un paio di inciampi, ma niente di importante.
È la trama di per sé stessa che a mio parere ha qualche problema, al di là dell’idea di fondo.
Alla fine della lettura ho avuto l’impressione di un racconto pronto per la rilettura critica che ne determinasse la struttura definitiva, per trovare maggior equilibrio tra la prima parte – il dialogo lunghetto tra gli amici (e farci entrare Giraffa) –  la parte dove di parla del cronovisore e la parte dove si parla di Galileo: quest’ultima parte sembrano gli appunti pronti per essere sviluppati meglio e con meno sintesi ed mi è parsa sacrificata e frettolosa.
Per quanto attiene al genere, l’avventura vera e propria, come Anna vive il momento di “essere” nel passato, non c’è: non mi rendi partecipe dell’evento, ma solo del “riassunto” dei ricordi. Ma le emozioni, la tensione, il vivere momenti che ben pochi possono vivere, la fibrillazione dell’esperienza manca e quindi anche la tensione di un’avventura che in questa storia davvero ci starebbe bene. Sia pure vissuta su una poltrona con un casco per la realtà aumentata.
 
 
Note: qualche refuso: cronovisore/ DiffrenTales.org/Apri..   e qualche punteggiatura da sistemare
scartoffia: penso che un alto prelato avrebbe usato un linguaggio più consono alla sua figura
Spense l’acqua  meglio chiuse lo sciacquone

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Messaggio Da Resdei Ven Mag 06, 2022 11:46 am

ciao autor@

quando si dice che "i paletti" diventano un incubo!
ma gli altri, quelli fuori DT, che ne sanno!? nemmeno immaginano.

detto ciò complimenti per la fantasia e per come hai tenuto in piedi l'architettura di questo racconto.
il tono da scherzoso diventa più serio nella parte centrale per ritornare, nell'epilogo, alla leggerezza iniziale, velata da una certa malinconia che non mi è dispiaciuta.
il ritmo regge bene, hai una bella penna nel descrivere situazioni e personaggi.

alla fine anche se fc Orsacchiotto può essere fier@ di te!
ImaGiraffe si sarà ammazzato dal ridere...
...e io mi sono iscritta a Pelosetto.com
a rileggerci presto
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Messaggio Da FedericoChiesa Ven Mag 06, 2022 8:07 pm

Un dubbio: e se l'autore fosse ImaGiraffe?
Un racconto godibile, da rimettere a posto in qualche punto, cercando di far capire meglio perché Anna decida di andare a vedere Galileo.
Anche la dicotomia del Vaticano dovrebbe essere approfondita: rendere disponibile una macchina del tempo per poi sorvegliare l'utente della stessa non ha troppo senso.
Il 1 aprile 2022 c'è, non il 1600, ma uno dovrebbe bastare.
Le anticamere, virtuale e reale, non fondamentali.
Alla prossima, magari in gara.
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Messaggio Da Molli Redigano Dom Mag 08, 2022 10:11 pm

"La luce dei neon la abbagliò, facendola vacillare."


"l'abbagliò"
 


"Appena gli occhi si furono abituati,"


"Appena gli occhi si abituarono," te lo consiglio così ma comunque non mi piace. Ci penso su...


 
"In fianco un pannello"


Visto che stai descrivendo (bene e dettagliatamente) un oggetto avrei detto "Sul fianco" o semplicemente "Di fianco"
 


"Poi si diresse verso la macchina, la accese e domandò:"


"l'accese" idem come sopra, rileggendo da due righe sopra ci si accorge agevolmente dell'inciampo sulla fluidità della frase.




Un racconto comunque scritto bene.


Quanto alla trama, ho capito che questa Anna cerca disperatamente, con qualsiasi mezzo, di poter vedere il passato per ambientare il racconto. Ce n'è un altro, che ora mi sfugge, dove il protagonista ne combina di tutti i colori pur di arrivare in tempo all'appuntamento con DifferentRooms. Non conoscevo la storia di questa "macchina del tempo" inventata da un benedettino, ma, come dico sempre, qui non si finisce mai d'imparare. 


Io credo, aldilà del fuori concorso su cui non discuto per ovvi motivi, che questo racconto manchi di mordente. O meglio, pare aprire tante strade che poi, purtroppo, non arrivano da nessuna parte. Avrei concentrato tutto su Anna, per esempio, lasciando ai margini Carlo limitando il suo agire alla ricerca della ragazza post viaggio temporale.


In ogni caso, ringrazio l'Autore per essersi messo in gioco.

______________________________________________________
"La strada dell'eccesso porta al palazzo della saggezza." William Blake

Sensa cugnisiun Cool!
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Messaggio Da tommybe Lun Mag 09, 2022 11:18 am

Potrei sbagliarmi, ma Anna è Dafne, o no?
Quindi l'utente c'è e pure il resto.
La storia è meno fantasiosa di quel che sembra. La chiesa dei Cappuccini con tutti i suoi scheletri si trova in Via Veneto, anche se mi sono tenuto sempre alla larga dal suo lugubre aspetto. Il camposanto Teutonico pure esiste dentro il Vaticano.
Perché racconto questo? Perché questa storia mi è piaciuta, rigorosa e divertente nelle scelte e nei dialoghi, non mi va di fare il pianto perché è fuori concorso, ma immagino il dispiacere dell'autore dopo tanto impegno, tanta ricerca e originalità.
Ti basterà il mio abbraccio?
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Messaggio Da Byron.RN Mer Mag 11, 2022 4:39 pm

La storia è intrigante, ha il suo perché e secondo me sistemandola potrebbe rendere molto di più.
Il primo miglioramento potrebbe essere eliminare di netto la parte iniziale, quella in cui Anna e Carlo parlano. Quella parte non ha nulla a che vedere con la tua storia, ti serve solo per giustificare le capacità informatiche di Carlo, ma secondo me avresti potuto aggirare la questione in un altro modo.
Tutte quelle battute risparmiate le avresti potute usare per farci vivere l'avventura di Anna nel 1600, farci girovagare un pò in quel periodo, perché in effetti hai liquidato quel viaggio con pochi ricordi di Anna, davvero poco accattivanti.
L'ambientazione romana un pò lugubre invece la trovo molto caratteristica, con la cripta dei frati, il cimitero Teutonico, è ideale per avvolgere la storia in un senso di mistero.
Facendo questi miglioramenti tutto potrebbe diventare più coerente perché, ripeto, questa storia ha il suo perché.
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Messaggio Da Mac Gio Mag 12, 2022 12:13 am

Sono dibattituta.
Un inizio divertente/surreale, una parte centrale cge cambia registro e poi nel finale ritorna lo stile leggero.
Non mi è piaciuto il riferimento a Emanuela Orlandi, scusami ma l’ho trovato inopportuno e non essenziale per il racconto, così come il finale frettoloso e non chiaro.
Credo ti sia mancato il tempo di perfezionare alcuni passaggi che risentono della fretta.
Si legge bene senza grandi intoppi e questo è un bene.
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Messaggio Da paluca66 Mar Mag 17, 2022 10:03 pm

A me questo racconto è piaciuto, mi è piaciuto il non detto lasciato alla fantasia del lettore che può completare a suo piacimento la storia.
Anna è una squilibrata? Come lo siamo un po' tutti quando ci mettiamo davanti al portatile cercando di far entrare tutti i paletti in quelle sempre troppo poche 16.000 battute.
Non sto a dilungarmi sui paletti, il racconto è fuori concorso per cui contano meno.
Mi è piaciuto lo scorrere del racconto con tanti dialoghi ben inseriti e, soprattutto, naturali, credibili, per niente forzati.
Insomma, un'ottima prova, dal mio punto di vista che hai fatto bene a farci leggere anche se fuori concorso.

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Messaggio Da CharAznable Mer Mag 18, 2022 3:17 pm

Anche in questo racconto, come in altri di questo step, alla preparazione all'avventura è dedicato molto più spazio che all'avventura vera e propria, che in fondo viene lasciata intendere.
Interessante la presenza di utenti dei due forum (dovrei provare a fare un salto su Pelosetto.com), simpatica la citazione della nostra giraffa (sempre che non sia lui l'autore).
Si legge bene, una lettura piacevole e interessante. Idea interessante, forse non completamente sviluppata.
Complimenti.
Grazie.

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Messaggio Da M. Mark o'Knee Gio Mag 19, 2022 12:33 pm

Un grande - e inutile - dispendio di caratteri nella prima parte del racconto, solo per far capire l'abilità di Carlo come smanettone da dark web e per creare un certo senso di leggerezza che poi viene abbandonato quasi del tutto. E un refuso (cronosivore al posto di cronovisore) nelle primissime righe.
Come presentazione, non mi è sembrata il massimo.
Né, nel finale, ho apprezzato quella specie di ossimoro di "spense l'acqua", al posto di un più corretto "chiuse l'acqua".
L'idea di fondo, di dare una sbirciatina al passato grazie al marchingegno vaticano, non è male, ma alla fine, come ho riscontrato anche in altri racconti costruiti su questa falsariga, il "viaggio" resta un po' fine a se stesso ("Ora non sapeva più se scrivere un racconto, come scriverlo, che senso avrebbe avuto scriverlo").
In definitiva, una lettura che non ha lasciato molto dietro di sé.
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Messaggio Da ImaGiraffe Ven Mag 20, 2022 10:42 am

Ora voglio sapere chi mi ha beccato su pelosetto.com lol!
Non mi aspettavo di essere inserito in un modo così casuale, inaspettato e scemo. Ho adorato tantissimo!
Che poi, l’autore/autrice sembra conoscermi bene perché una cosa del genere poterei farla tranquillamente. I paletti 1f602

Passiamo ora alle cose serie.
Il racconto ha un potenziale enorme ma siamo di fronte alla classica mancanza di tempo e mancanza di battute. La prima parte è così pesante e prolissa che sacrifica in modo totale la seconda parte.
Questo mi dispiace tantissimo perché appunto si butta all’aria un testo molto valido.
Consiglio a te autore la prossima volta di prenderti più tempo e non arrivare all’ultimo perché sono certo che riusciresti a fare un ottimo lavoro.

In ogni caso ti ringrazio perché ci hai permesso di leggere ugualmente il testo ma nel mio caso ti ringrazio per avermi fatto morire dalle risate.

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Messaggio Da Arianna 2016 Sab Mag 21, 2022 12:40 am

Certo che questo step ha scatenato le peggiori ansie del contest! Qui addirittura si usa un visore temporale, per cercare un’idea.
Questo racconto mi ha dato l’impressione di essere “indeciso”: le battute sono state usate dilungandosi su diversi passaggi (l’amico informatico e le sue passioni, la prenotazione, l’arrivo alla sala del cronovisore), ma alla fine, quando si dovrebbe giungere al dunque, viene a mancare proprio quella parte che ci si aspettava fosse centrale, cioè l’esperienza della visione del passato, che viene semplicemente riassunta e fatta oggetto di riflessioni.
Mi è suonato strano che l’utilizzo del cronovisore sia da una parte “pubblico” (anche se occorre sapere navigare nel darkweb, e non è cosa comune), pur se vincolato a una prenotazione e a un numero chiuso di utenti per volta, ma dall’altra poi chi l’ha usato venga tenuto d’occhio. Una sorta di discrepante spreco di energie e una rischiosa mancanza di sicurezza.
L’idea di fondo è buona, ma la linea narrativa andrebbe ripulita e sfrondata di tutte le parti accessorie, che tolgono aria al cuore del racconto, che invece andrebbe sviluppato e ampliato.
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Messaggio Da Danilo Nucci Gio Mag 26, 2022 10:45 pm

È un racconto surreale che si legge con il sorriso sulle labbra, reso gradevole da dialoghi spontanei, con scambi di battute molto vivaci e brillanti. Lo sviluppo della storia è certamente condizionato dalla ricerca di adesione ai paletti (appunto) che fa perdere un po’ di credibilità al brano. Si nota una certa fretta nella scrittura forse dovuta all’arrivo tardivo di un’idea o all’assillo del tempo in scadenza, ma nel complesso l’ho letto molto volentieri.
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Messaggio Da caipiroska Ven Mag 27, 2022 11:35 pm

La parte migliore di questo racconto, secondo me, sono i dialoghi. L'inizio, anche se poco funzionale alla storia e quindi sacrificabile (nell'ottica dell'economia dei caratteri) a me è piaciuto tantissimo: lo scambio di battute tra Anna e Carlo è originale, spumeggiante e incuriosisce molto. Si sente da parte dell'autore una buona padronanza della tecnica (a me non riesce per niente scrivere dei dialoghi convincenti, sigh...) e la parte iniziale mi ha divertita e piacevolmente intrattenuta.
Il testo poi si attorciglia troppo su se stesso e, intrappolato tra i paletti da inserire, perde buona parte della verve iniziale.
Il testo, o meglio la struttura del testo con i tempi che hai scelto di dedicare alle varie sequenze, a mio parere, non funziona molto. O forse l'idea era troppo ambiziosa per essere circoscritta in una manciata di battute.
Sta di fatto che c'è uno sbilanciamento troppo evidente tra quello che il lettore si aspetta dal cronoviaggio, e dal viaggio stesso: per il primo tanta adrenalina e addirittura un giro nel dark web, per il secondo (il più interessante!) qualche ricordo confuso
Mi lasciano perplessa l'inserimento della povera Orlandi e il finale sospeso che non trovo giustificato.
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Messaggio Da ImaGiraffe Ven Giu 03, 2022 10:54 am

@FedericoChiesa Addirittura hai provato a depistare gli utenti, instillando il dubbio che potessi essere io l'autore del testo. Una solo parola... GENIO!  I paletti 1f64c 
lol!

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Messaggio Da FedericoChiesa Ven Giu 03, 2022 10:56 pm

ImaGiraffe ha scritto:@FedericoChiesa Addirittura hai provato a depistare gli utenti, instillando il dubbio che potessi essere io l'autore del testo. Una solo parola... GENIO!  I paletti 1f64c 
lol!
Ci ho provato I paletti 1f602
Mi fa piacere tu l'abbia preso con spirito.
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