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Il peggior Natale di Walter Bazuchelli

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1Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Gio Dic 16, 2021 11:38 am

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Una cosa che dovete sapere di me è che mi chiamo Walter Bazuchelli e decisamente amo il Natale. In effetti sono due cose: sono Walter e amo il Natale.
È qualcosa di viscerale, lo aspetto tutto l’anno con trepidazione e quando finalmente giunge avverto un senso d’appartenenza.
Quando termina provo una forte malinconia. È come se perdessi quella serenità che durante l’anno fatico a ritrovare.
Per il mio psichiatra, il dottor Palazzi, è quantomeno curioso che gli eventi più disturbanti della mia vita siano riconducibili a quel periodo dell’anno che tanto amo.
In un funesto Natale seguirono due avvenimenti, all’apparenza del tutto usuali: la recita scolastica natalizia e la cena della vigilia con la mia famiglia al completo.
La recita teatrale alla Scuola Sigismondo Pandolfo Malatesta non fu mai un evento degno di nota, ma quell’anno si sparse la voce che avrebbe presenziato il Presidente della Repubblica Cossiga.
Per l’occasione la preside volle che le menti più illuminate della scuola organizzassero una mastodontica produzione teatrale, che avrebbe fatto impallidire Giuseppe Verdi e le sue operette.
L’entusiasmo spinse il gran consiglio d’istituto a elargire il budget più alto mai riservato per uno spettacolo artistico, 142.000 lire.
L’opera prescelta fu l’immortale Canto di Natale di Dickens e le redini furono consegnate al professore di musica Livio Zanfrini, coadiuvato dal professore di educazione fisica Ettore Toffoli.
Tutti gli studenti della scuola furono forzati a partecipare, la maggior parte controvoglia, e le sanguinose selezioni per i ruoli principali si dimostrarono una guerra intestina più tra le mamme che tra gli alunni.
Per il ruolo principale, ossia Ebenezer Scrooge, fu scelto Cesare Colombetti, già noto come il Giorgio Tirabassi della nostra scuola, per aver recitato nella pubblicità progresso a favore del fumo tra i minori. Un tempo era così, gli studi scientifici dicevano che fumare facesse bene e donasse un nonsoché di fascino tenebroso.
Nella versione messa in scena dal Colombetti, Scrooge avrebbe fumato un intero pacchetto di Marlboro per dimostrare il suo status di persona ricca e imperturbabile.
Alle selezioni il mio aspetto emaciato non passò inosservato e fui scelto per il ruolo del piccolo Tim.
Non potevo crederci, avrei avuto un ruolo attivo nell’opera teatrale e avrei recitato alcune battute, tra cui la più celebre: “E che Dio ci benedica tutti!”
Durante le prove sembrava di essere sul set di Ben-Hur per il numero di comparse e per le vergate che venivano dispensate agli attori che non rispettavano i corretti movimenti.
Per non sfigurare di fronte al Presidente Cossiga, tutte le lezioni furono cancellate per tre settimane e durante la giornata ripetevamo le scene senza sosta, così da raggiungere, se non la perfezione, quantomeno, un’apparente decenza.
Cesare Colombetti era un fautore del metodo Stanislavskij e il suo perfezionismo lo spinse a non uscire mai dal personaggio, così alternava momenti di beata gioia ad attimi di furioso sdegno verso coloro che si dimostravano felici. Ovviamente i professori dettero corda alla sua professionalità, anche quando picchiava con un bastone Luigi Povero, perché ritenuto l’emblema della povertà.
Nel mio piccolo mi impegnai a ripetere allo sfinimento le mie battute, inoltre mia mamma decise, per la durata delle prove, di non prepararmi più alcun pasto, così da farmi sembrare ancora più debole e affamato.
La notte prima dello spettacolo cercai di immedesimarmi nel ruolo e ogni volta che incrociavo un adulto per casa gli ripetevo “E che Dio ci benedica tutti!”
Mio padre, alla terza volta, iniziò a mandarmi a fare in culo.
La mattina seguente, a scuola la tensione era palpabile. I professori/registi urlavano ininterrottamente verso chiunque e iniziarono a sminuire coloro che non ritenevano pronti.
Pigozzi! Sei un inetto! Ti avrò detto mille volte di spargere più neve finta sulla strada. Bompani! Tu sei il fantasma del Natale presente, cosa ci fai ancora con i jeans! Capitelli! La devi smettere di farti la pipì addosso! Verolino! Maledetto! Ti avevo detto caffè macchiato caldo!”
Angelina Diliberto, che aveva il ruolo della fidanzatina del giovane Scrooge, per la tensione svenne. Fu sostituita in fretta e furia da una comparsa che sapesse sufficientemente bene le sue battute e che avesse la stessa taglia. Angelina fu lasciata svenuta e in déshabillé, nascosta sotto uno strato di neve finta.
Più pronti di così non potevamo essere. Mi sentivo carico e per la prima volta nella mia vita avvertivo nei miei confronti una sorta di silente reverenza da parte dei miei compagni, per via del mio ruolo di rilievo nell’opera.
Attendevamo con ansia solo il segnale per alzare il sipario, ormai da alcuni minuti eravamo immobili nelle posizioni prefissate.
Il professor Toffoli continuava imperterrito a mostrare il pugno chiuso e a fulminare con lo sguardo chi secondo lui si stesse muovendo.
L’immobilità ci fece perdere la cognizione del tempo, finché udimmo la voce strillante della preside “Alzate il sipario! Scendete tutti dal palco, lo spettacolo non avrà luogo!”
Seguirono i fischi e i mugugni dei genitori paganti. Ogni posto costò cinque mila lire, venti mila per quelli più vicini al Presidente.
A quanto pare il Presidente Cossiga annullò all’ultimo la visita, invece fece una comparsata al Maurizio Costanzo Show e poi partecipò a Colpo Grosso, come concorrente.
Noi tutti eravamo senza parole e restammo ai nostri posti nonostante la richiesta della preside.
Colombetti incapace di uscire dal suo ruolo, vista la sua grande professionalità, disse di aver visto il fantasma del Natale presente fuori dalla finestra e si lanciò all’esterno.
I genitori furenti, prima per la cancellazione dello spettacolo, che tra l’altro avrebbe potuto aver luogo anche senza il Presidente Cossiga, e poi per il rifiuto della preside a risarcire i biglietti, tirarono fuori dalle borse frutta e ortaggi marci e li lanciarono verso i propri pargoli rimasti sul palco.
La scuola fu messa a ferro e fuoco per circa quindici ore e solo a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa i disordini furono placati.
La conta finale fu di quarantuno feriti, un deceduto e un disperso.
La preside fuggì dalla scuola attraverso le fogne e trascorse i suoi ultimi anni in Venezuela vivendo da regina, con i soldi ricavati dallo spettacolo teatrale e con ottanta milioni di lire rubati alle casse dell’istituto.
La scuola restò chiusa per diversi mesi a causa degli ingenti danni subiti.
Cesare Colombetti fu la sola vittima e negli anni avvenire la sua storia fu raccontata in uno sceneggiato Rai, con un poco credibile Beppe Fiorello nel suo ruolo.
Angelina Diliberto venne inizialmente ritenuta dispersa, poi ritrovata sotto cento chilogrammi di neve finta.
Il professor Zanfrini lasciò l’insegnamento. Divenne un regista di film hard e la voce fuori campo di Uan a Bim Bum Bam, fino al rapimento del pupazzo da parte dell’Anonima sequestri sarda.
Il professor Toffoli fu arrestato a seguito dei famosi fatti della Uno bianca, accusato di avere una Uno bianca durante quegli anni di terrore. Prese l’ergastolo.
Il Presidente Cossiga non si aggiudicò il montepremi a Colpo Grosso, ma vinse la puntata e rimase come campione in carica per cinque serate.
Per quanto mi riguarda, mi sentii defraudato del mio personale momento di gloria. Non avrei sentito l’applauso scrosciante degli astanti e non avrei incrociato lo sguardo orgoglioso di mia mamma. Anche perché mamma non si era presentata, non volendo pagare le cinque mila lire per l’ingresso.
Alcuni giorni dopo il mancato spettacolo teatrale affrontai la funesta cena di Natale in casa Bazuchelli.
Nella mia famiglia la celebrazione del Natale è considerata soprattutto come la massima giustificazione per mangiare senza ritegno, privati del senso di colpa.
Sin da quando ho memoria, il Natale in casa Bazuchelli iniziava ufficialmente con la cena della vigilia.
I migliori festeggiamenti furono quelli con la famiglia al completo: quindi oltre al sottoscritto, partecipavano i miei genitori, i miei nonni materni, lo zio Sandro (fratello di mamma) e sue sporadiche fidanzate.
Una volta, prima che nascessi, lo zio Sandro si fece accompagnare persino da un’escort: durante quelle feste lo zio vinse una discreta somma a poker, quindi con la presenza della signorina volle ottenere l’invidia dei maschi della casa e i comprensibili servizi di fine serata.
Le donne non presero bene la presenza di quella misteriosa invitata, parecchio scosciata, e quello viene ricordato come il Natale che si concluse prima della mezzanotte. Anche perché lo zio non era intenzionato a spendere troppo.
Tradizionalmente la tavola imbandita a festa rispecchiava i canoni del tipico veglione campano.
Nessuno in famiglia era in effetti campano, tutti lombardi, ma nonno fece il militare a Napoli e come amava ricordare, parte del suo cuore rimase in Campania. Oltre a un figlio illegittimo.
Quindi durante la vigilia, l’anziano si trasformava in uno scugnizzo napoletano, con annesso accento del luogo, degno del peggior Massimo Boldi quando vuole imitare le cadenze regionali.
Le succulente pietanze si sciorinavano senza sosta, seguendo un menù rimasto inalterato nel tempo, studiato a doc: si partiva con le alici marinate; a seguire i vermicelli con le vongole (nonna non disdegnava un tocco di pomodoro, ma nonno li voleva assolutamente in bianco); poi il polpo in insalata, rigorosamente verace; come secondi piatti la spigola all’acqua pazza e il capitone fritto; con il panettone artigianale si tornava in Lombardia.
Gli adulti ovviamente sbocciavano senza ritegno per tutta la durata della cena pantagruelica e concludevano con un abbondante bicchierone di Braulio, giusto per dare sollievo al proprio stomaco. Io dovevo accontentarmi della citrosodina.
Terminate le libagioni, con un estremo sprazzo di volontà, rotolavamo verso i divani e mollavamo la sudicia tavola da sparecchiare la mattina seguente.
Nonno ci teneva a giocare alla tombola napoletana, una volta riposato sufficientemente.
Mi permetteva di estrarre i numeri, ma doveva essere per forza lui a dichiararli, compresi di smorfia.
La goliardia immagazzinata per tutto il corso dell’anno, nonno la consumava in una mezz’ora di gioco.
In quello che ricordo come il Natale più tragico della mia vita, iniziammo a giocare e pescai il primo numero.
22 ‘O pazzo. Immancabilmente papà urlò ambo e via tutti a ridere.
32 ‘O capitone, 55 A museca, 4 ‘O puorco, 28 ‘E zzizze, 3 ‘A jatta. Poi uscì il 21 ‘A femmena annura, la donna nuda.
Nonno mi guardò e disse “Un giorno anche a te piaceranno le donne, soprattutto se nude”, scoppiò a ridere da solo. Poi proseguì a parlare, ma la sua espressione divenne un po' più seria “Figliolo, ricorda, le donne finché sono giovani vorranno essere considerate più grandi e mature dell’età che hanno, ma quando poi sono un po’ più avanti con l’età vorranno l’esatto opposto. Qualora ti chiedessero “Quanti anni mi daresti?” Devi mentire e dire ciò che vogliono sentirsi dire, sempre e senza eccezioni, perché se sbagli le donne si offendono e fingono di dimenticare, ma non lo fanno”.
In quel momento non considerai troppo il suo sproloquio e lui accorgendosi della mia espressione smarrita volle subito darmi prova della veridicità di quanto detto.
Quanti anni dai alla nonna?” mi chiese.
Io svogliatamente risposi “Non lo so… 80?”
Lo sguardo truce di nonna mi raggelò il sangue e uno schiaffo mi segnò la guancia.
80 il cazzo!” sbraitò la settantanovenne nonna.
Da parte mia l’errore ci poteva anche stare, soprattutto perché avevo 9 anni e il mondo degli esseri umani si divideva tra bambini e vecchi.
La nonna non mi rivolse la parola per almeno una settimana.
Purtroppo, morì un paio di mesi dopo. Ricordo ancora le sue ultime parole sul letto di morte, quando con le lacrime agli occhi le dissi addio. Lei agonizzante sussurrò “80 il cazzo!”. E così spirò.
A rincarare la dose fu il processo che dovetti subire in famiglia, con l’accusa di essere l’unica causa del deperimento così repentino di nonna e le sue ultime parole divennero un assioma per l’accusa.
Le prove della difesa, ovvero i 120 chilogrammi di peso della vecchia e il diabete al terzo stadio, non furono in alcun modo prese in considerazione.
Tra le mie lacrime per lo schiaffone e i rincarati mugugni di nonna, terminammo la partita quando nonno pronunciò il numero 42 ‘O cafè e mamma fece tombola.
Il premio fu un portachiavi a forma di mucca, uno di quelli che se li schiacciavi facevano uscire dal posteriore un qualcosa che doveva ricordare la cacca, ma sembrava più un prolasso rettale.
A quel punto, il tradizionale canovaccio della serata prevedeva che la famiglia si sarebbe rilassata davanti alla tv, mentre zio Sandro sarebbe uscito di soppiatto da casa e avrebbe fatto ritorno pochi minuti dopo, vestito da Babbo Natale e con un grosso sacco pieno di regali.
Quindi, noi guardammo la fine della messa di Natale su un canale regionale, uno di quelli che durante il resto dell’anno mostrava a tarda notte le donne in déshabillé, che tanto amava lo zio.
Giunse la mezzanotte, ma zio Sandro non si palesò. Trascorsero altri dieci minuti e ancora niente.
Decisi di guardare fuori dall’appartamento, ma sulle scale non c’era anima viva.
Mi diressi con mamma in camera di zio Sandro a cercarlo, ormai mancava da quasi un’ora. E quanto seguì mise fine al Natale.
Lo zio si era impiccato. La sedia capovolta a terra. Indossava il vestito di Babbo Natale con finta barba annessa. Un sacchetto trasparente con la scritta Pescheria da Toto’ avvolgeva la sua testa. La mano destra dello zio era infilata nei pantaloni.
Allora non riuscii a capire il perché di quel gesto; solo anni dopo scoprii che anche l’attore David Carradine era morto allo stesso modo, ma senza l’abito di Babbo Natale.
Quell’avvenimento segnò la mia infanzia e frenò irrimediabilmente la mia crescita sessuale: ogni volta che tentavo, con tutto il pudore del mondo, di fare delle domande a mamma riguardo il sesso, lei mi schiaffeggiava e ribadiva tra le peggio urla “Non vuoi mica fare la fine di tuo zio!”. Il dottor Palazzi non fu mai d’accordo con l’atteggiamento di mia mamma, ma non glielo riferì mai, perché a detta sua “La mamma è pur sempre la mamma”.
Negli anni successivi il Natale divenne una sorta di tabù. Senza zio Sandro e nonna non erano più consentiti allestimenti di ogni genere, quindi niente albero, niente presepe, niente regali, niente tombola e niente felicità.
Ma io continuavo ad amare il Natale.
Nell’armadio della mia cameretta nascondevo ogni anno un alberello di carta addobbato a dovere, ben lontano da sguardi indiscreti, e godevo della sua presenza ogni volta che mi trovavo solo in casa.
Decoravo persino la mia stanza appendendo maglioni colorati e pantaloni a mo’ di festoni, finché mamma pensò che fossi diventato particolarmente disordinato e mi prese a ceffoni.
L’unica cosa che rimase inalterata, per volere di mio padre e per tacito, ma bramoso, assenso di nonno, fu la cena della vigilia.
Ciò provocava, nei giorni precedenti alla festività, dei litigi senza esclusione di colpi tra i miei genitori, con piatti e coltelli che volavano per la casa. Ma alla fine la spuntava puntualmente papà, ricordando, con poca eleganza, chi lavorasse in nero per mantenere la famiglia.








2Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Ven Dic 17, 2021 11:06 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Arrivata alla fine della lettura di questo racconto, rimango perplessa. L’impressione è che l’autore abbia messo insieme tanti pezzi ma non abbia trovato il modo di amalgamarli in modo omogeneo, che avesse diverse idee ma non sia poi riuscito ad amalgamarle. Manca una linea narrativa portante.
All’inizio c’è molta enfasi sul nome del protagonista, per cui io immagino che prima o poi questo nome acquisterà rilevanza per qualche motivo, invece no.
Viene introdotto lo psichiatra, che però alla fine sembra quasi solo un escamotage per parlare dei due eventi legati al Natale: la sua relazione con il protagonista, che dà il via alla narrazione, si ferma poi lì.
Tutta la vicenda della rappresentazione teatrale ha una sua unitarietà, sia narrativa che nel tono comico-farsesco, tendente all’esagerazione paradossale: sembra proprio un racconto a sé stante.
La vicenda successiva, infatti, quella del cenone di Natale, appare giustapposta. Provo a spiegarmi: entrambi i pezzi hanno una loro ragion d’essere, ma sembrano due racconti diversi accostati perché a tema natalizio, non si crea un amalgama.
Qualcosa poi si spezza proprio con la frase “Lo zio si era impiccato”, che arriva come una mazzata, una virata troppo improvvisa. Come se io stessi guardando una commedia e in un istante facessi zapping su un film di tono e genere molto diverso: drammatico, thriller.
La mia aspettativa è che alla fine questi diversi fili vengano raccolti in mano e trovino una unitarietà, invece così non avviene.
Si accenna di nuovo allo psichiatra, ma con lui tutto finisce lì.
In sintesi, diverse idee, due delle quali funzionano abbastanza bene come pezzi a sé stante (la rappresentazione e il cenone), che però non si sono fuse.

La forma è corretta, nel complesso.
C’è qualche imprecisione di punteggiatura e ti segnalo alcune cose:
- “anni avvenire”= anni a venire
- “ma nonno fece”= aveva fatto
- “a doc”= ad hoc
- “sbocciavano”= forse intendevi “bisbocciavano”
- “ma non glielo riferì”= qui ho il dubbio che tu volessi dire “riferii”

3Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Sab Dic 18, 2021 12:52 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan

Divertente racconto che mi lascia soddisfatto a fine lettura. Anzi: divertenti, visto che sono due. Sembra un film a episodi degli anni settanta, ottanta, hanno un filo sottile che li unisce, il Natale, e un protagonista comune, ma nulla più, potrebbero benissimo vivere di vita propria. Che poi non è neppure questa la questione, la questione è che non hanno un punto di arrivo in comune. Detto ciò, che mi pareva doveroso, c'è comunque da ammettere che più di una volta mi sono ritrovato a ridere di gusto e che il testo, nonostante la lunghezza, perda poco o nulla in brillantezza. Resta da vedere come riuscirà a destreggiarsi in mezzo ai leoni, ciò ai racconti più impegnati. Io sono del parere che prendersi poco sul serio sia fondamentale, quindi nella mia personale classifica starai in alto. Vedremo come andrà.
Scrittura buona, qualche refuso, ma niente di grave. Stile adatto al tenore comico del testo e sempre brioso.
Complimenti!



Ultima modifica di Akimizu il Sab Dic 18, 2021 1:20 pm - modificato 1 volta.

4Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Sab Dic 18, 2021 11:47 am

Mac

Mac
Padawan
Padawan

L’impressione che ho avuto durante la lettura è che tu avessi in mente due storie e non sapessi quale scegliere. Per non sbagliare le hai messe entrambe ma completamente slegate tra loro. Secondo me avresti dovuto sceglierne una sola.
La scrittura è scorrevole e divertente, anche se a volte un po’ troppo marcata e ricca di luoghi comuni. Ci stanno all’interno del racconto, ma in misura minore.
Il racconto dello spettacolo teatrale l’ho trovato molto divertente, un po’ troppo sopra le righe (povero presidente Cossiga) comunque di facile lettura.

Il secondo è un po’ più tirato, ma forse dava un senso agli avvenimenti tristi del Natale di cui parli all’inizio.
Ci sono pochi refusi già segnalati da altri lettori.

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan

Mi hai divertito parecchio. Mi è sembrato di essere a teatro. Non sono riuscito però ad applaudire quando si è chiuso il sipario. Quello zio che si impicca masturbandosi non c'entra molto col resto così ironico del testo. Mi è sembrata una troppo esagerata macabra ironia fuori luogo. Per quanto riguarda la lettura non ho trovato nulla se non dei peccati veniali tipo quell'Avvenire che dovrebbe essere A venire. Niente di che. Però quello zio! Non dovevi farlo morire così. Bra...vino!

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Trovo questo racconto davvero delizioso! Il personaggio che hai così ben caratterizzato fin dalle prime battute Per il mio psichiatra, il dottor Palazzi, è quantomeno curioso che gli eventi più disturbanti della mia vita siano riconducibili a quel periodo dell’anno che tanto amo.”
Gli errori, pochi, sono ampiamente compresi nel personaggio che parla in prima persona e dunque perdonabili. Anche la duplice storia la trovo perfettamente coerente essendo narrata proprio dal Bazuchelli.
Ottimo il ritmo, esilaranti le scene proposte in cui spesso mi sono riconosciuta per averne vissute di analoghe. 
La morte dello zio è piuttosto “hard” e forse un tantino sopra le righe ma, mi ripeto, perfettamente coerente con le dichiarazioni iniziali del protagonista.
Un racconto adorabile che  non può mancare nell’antologia di Natale.
Complimenti e grazie. Mi sono davvero divertita leggendo!


______________________________________________________
C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno.
(Beatrix Potter)

7Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Lun Dic 20, 2021 10:16 am

CharAznable

CharAznable
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Mi trovo un pochino spiazzato dal tuo racconto. Anzi, dai tuoi racconti. Perchè "il peggior Natale di Walter Bazuchelli" diventa improvvisamente "i peggiori Natali"... Adoro la prima parte, quasi Marcovaldiana. Poi il tutto si perde con i cenoni che mi sembrano un inutile riempitivo. Avrei sviluppato maggiormente la prima parte senza aggiunte successive...
Qualche errorino di disattenzione ("a doc" su tutti).
Una buona prova che poteva essere migliore togliendo la seconda parte. Hai un umorismo ben delineato. Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

gipoviani


Younglings
Younglings

Anche io mi sento spiazzato e perplesso.
la prima parte mi è piaciuta assai. Complimenti per aver scelto un registro comico/surreale mettendo insieme, ad esempio, cose serie come Colpo Grosso e cose molto meno serie come Cossiga.
Se il tuo racconto fosse finito con lo spettacolo teatrale abortito, penso che avresti avuto la palma del migliore.
Ma non ho proprio capito il cambio di argomento e di registro con la seconda parte che vira ben presto verso il dramma. 
Cosa è successo ? hai avuto due idee e non hai saputo scegliere? 
Le due parti del racconto veramente non stanno insieme in maniera credibile e ragionata, danno l'idea della giustapposizione artificiosa.
Peccato, peccato, peccato

Byron.RN

Byron.RN
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Anche per me pro e contro dopo la lettura di questo racconto.
Prima di tutto voglio dire che mi è piaciuto leggerlo, mi sono divertito.
La comicità che hai usato mi piace, nel pezzo della recita, quando si occupa la scuola, mi hai ricordato l'occupazione della sala di proiezione del professor Riccardelli nel secondo Fantozzi, col conteggio dei feriti e l'arrivo della polizia.
Penso che quella parte funzioni di più, anche se in alcuni punti credo che hai calcato troppo la mano, hai voluto strafare, come nel caso di Cossiga che partecipa a colpo grosso o la preside che fugge per le fogne e va in Venezuela.
La seconda, quella del cenone, non dico non mi sia piaciuta, però si discosta in maniera troppo evidente dal registro della prima. Fino alla tombola restiamo in quel filone comico/caciarone un pò surreale, ma l'episodio "particolare" dello zio Sandro ribalta le carte in tavola.
La cosa spiazza, forse troppo.
Le sensazioni positive comunque rimangono superiori ai dubbi, che tuttavia non si possono cancellare.

10Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Mer Dic 22, 2021 3:26 pm

Nellone


Younglings
Younglings

Premetto che i giudizi che esprimerò saranno tarati sullo stile Fantozziano. In questo, è davvero un racconto eccezionale, riesce sempre a cogliere nel segno e a divertire, specie nella prima parte, con un finale che spiazza ma che, nonostante la morte dello zio, non scende mai di tono. Iperboli, esagerazioni e non-sense sono ovviamente la chiave portante della storia e pertanto non sono un difetto, bensì il suo pregio principale. Le due storie sono slegate, è vero, ma anche il “Fantozzi” originale è un riuscito miscugli di scenette. Complimenti davvero all’autore, è proprio il tipo di racconto leggero che prediligo!

11Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Sab Dic 25, 2021 3:35 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan

Faccio parte di quella metà di lettori cui l'effetto "due racconti cuciti" e il dramma del finale non hanno convinto del tutto.
Anche il titolo non mi sembra molto azzeccato.
Il tipo di comicità scelta, pur riuscito in diversi passaggi, sembra sempre mischiato con un qualcosa di più cupo, più drammatico, che non riesco a interpretare. Non è solo per la morte dello zio nel finale.
Hai sicuramente avuto delle buone idee, non sono riuscito a vederle però amalgamate assieme nel modo migliore.
Il racconto è molto simpatico e riesce a strappare più di un sorriso.

Stilisticamente scrivi bene, e si vede. A parte un paio di cose (ad hoc e anni avvenire) che non sembrano dei refusi ma proprio degli errori, la storia si legge molto bene ed è accattivante.

12Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Dom Dic 26, 2021 9:56 am

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Sicuramente l'autore ha grandi capacità.
A me è piaciuto molto il racconto.
In quanto alle esagerazioni, più o meno, siamo caduti tutti in quel tranello, e non trovo nulla di male.
Proposto a teatro, senza la scena hard, avrebbe un successone.
A volte si scrive per accumulare idee, e il racconto sembra più racconti. Si farcisce fino all'esagerazione la storia.
Autori celebri hanno fatto di scene semplici un racconto. Un pavone che fa la guardia. Un pasticcere che non riesce a consegnare una torta. Un ragazzo che non riesce a tuffarsi dal trampolino.
Ma quella è altra storia.

13Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Dom Dic 26, 2021 11:37 am

Valentina

Valentina
Younglings
Younglings

Ciao autore, questo racconto è stato veramente sorprendente. All'inizio, cominciando a leggere, mi sono detta " finalmente qualcuno che ama il Natale". Si perché molti racconti del contest sono incominciati con la premessa del protagonista che odia il Natale, per diverse e svariate ragioni.
Invece tu sei stato originale, diverso.
Sempre all'inizio ho pensato che fosse un racconto ben scritto, ma forse più adatto alla sezione ragazzi, per poi dover cambiare idea.

La vena umoristica e goliardica arriva pian piano, per poi essere talmente palese da accettarla in toto, anche quando le vicende sembrano troppo assurde (genitori arrabbiati che tirano fuori ortaggi marci per lanciarli ai figli, o l'arrivo delle forza dell'ordine antisommossa)
Che dire, mi hai fatto sorridere e portato alla fine della storia con curiosità. Mi è piaciuto tutto, scritto bene, mai banale e  senza esagerare.

A parte il fatto che ho dovuto correre su Wikipedia per capire come sia stata la morte di David Carradine!

14Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Dom Dic 26, 2021 2:59 pm

tommybe

tommybe
Padawan
Padawan

Una curiosità. Con David ho girato un film: Marathon.
Lui era il protagonista, io una semplice comparsa che correva. Mi ricordo benissimo la scena, partivamo dal Campidoglio e poi giù per la discesa. Il film non l'ho mai visto.
Erano gli anni Ottanta.

A vivonic garba questo messaggio

15Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Mer Dic 29, 2021 12:36 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

a me non è piaciuto molto, sinceramente.
forse non sono riuscito a entrare nella storia, quindi chiedo scusa, però niente e nessuno mi ci ha trascinato.
la narrazione è corretta e, tutto sommato, scorrevole.
ci sono buone descrizioni e alcune scene colpiscono.
mi manca il guizzo, lo spunto, ma anche qui si tratta di gusti, almeno credo.
insomma, a mio parere lavoro discreto


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

16Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Ven Dic 31, 2021 6:20 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Padawan
Padawan

Un racconto divertente, scritto bene, che scorre con leggerezza, e questo per me non è un difetto. Come ho scritto altre volte, la lettura è anche svago e non deve essere per forza sempre impegnata o profonda.
Detto questo, l’ironia mi sembra spesso inutilmente forzata. Cossiga a Colpo Grosso: capisco il paradosso ma alla fine, a me, smorza il sorriso. 
È tutto spinto un po’ oltre e alla fine perde di credibilità… che forse comunque il racconto, nelle tue intenzioni, non vorrebbe mai avere (vedi il professor Zanfrini che diventa regista di film hard). Però, a mio personale parere. Gli fa perdere anche l’ironia.
Questo eccesso porta al finale, troppo macabre per essere ironico, scollegato dal resto.
… comunque mi sono divertito.

17Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Dom Gen 02, 2022 3:22 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan

“Chi, in quella grigia mattina del 16 dicembre 19…, si fosse introdotto furtivamente, e a proprio rischio e pericolo, nella camera in cui si svolge la scena che dà principio alla nostra storia, sarebbe rimasto oltremodo sorpreso nel trovarvi un giovine coi capelli arruffati e le guance livide, che passeggiava nervosamente avanti e indietro; un giovine nel quale nessuno avrebbe riconosciuto il dottor Falcuccio, prima di tutto perché non era il dottor Falcuccio, e, in secondo luogo, perché non aveva alcuna rassomiglianza col dottor Falcuccio.”
Riporto questo brano di Achille Campanile perché me lo ha fatto ricordare la lettura del tuo racconto. Adoro Campanile e non posso che essere lieto di averti letto.
Alcune frasi mi sono piaciute particolarmente:
“La notte prima dello spettacolo cercai di immedesimarmi nel ruolo e ogni volta che incrociavo un adulto per casa gli ripetevo “E che Dio ci benedica tutti!”
Mio padre, alla terza volta, iniziò a mandarmi a fare in culo”. È una frase con tempi teatralmente perfetti.
“Tradizionalmente la tavola imbandita a festa rispecchiava i canoni del tipico veglione campano.

Nessuno in famiglia era in effetti campano, tutti lombardi, ma nonno fece il militare a Napoli e come amava ricordare, parte del suo cuore rimase in Campania. Oltre a un figlio illegittimo.”
Lo stile è umoristico ma anche surreale e assurdo, con momenti di pura comicità e questo per i miei gusti è l’aspetto più interessante e divertente. Perfino il fatto drammatico assume un aspetto tragicomico.
Indubbiamente i due fatti non sono molto legati fra loro nell’economia della storia. Anche il titolo avrebbe potuto giocare di più sull’assurdo.
Avrei chiuso con “
Ma io continuavo ad amare il Natale.”, eliminando tutto quello che segue che aggiunge poco alla narrazione.
Nonostante qualche punto critico, giudizio personale molto più che positivo!

18Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Mar Gen 04, 2022 9:54 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan

Un racconto sorprendente. Quando ho terminato la lettura ero basito, frastornato e divertito. Ci sono molte sfumature che non colgo in queste situazioni così estreme, persino le morti sono strane, quasi parodistiche. Ho avuto l'impressione che questa ironia nasconda qualcosa di più oscuro, come se fossero dei traumi che hanno cambiato per sempre la vita di Walter e forse anche quella dell'autore. 
Detto questo però fa sorridere e io me lo sono goduto a pieno senza staccare gli occhi dallo schermo neanche una volta. 
Complimenti e grazie.


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Someone give that Wolf a Banana  Il peggior Natale di Walter Bazuchelli 1f34c 

19Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Gio Gen 06, 2022 7:56 am

SuperGric

SuperGric
Padawan
Padawan

Mi sono messo veramente a ridere più di un paio di volte mentre leggevo, e questo è indice di una bravura non comune. Il ritmo è sempre altissimo e la lettura non stanca, nonostante la lunghezza. Io sarei volentieri andato ancora avanti a leggere, altro indice di un'ottima scrittura. 
Vero, gli episodi sono due, non perfettamente legati dalla incipit e dal finale, ma va bene. Ecco, il finale è la parte che mi è piaciuta meno. La morte dello zio non mi è sembrata in linea con il resto del racconto, neanche nel linguaggio: non abbastanza surreale da risultare comica, non legata troppo logicamente con quanto narrato prima.
Qualche svista già segnalata. Ti indico anche: cinque mila che va scritto unito.

20Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Gio Gen 06, 2022 1:28 pm

paluca66

paluca66
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Fino al momento dell'apertura del sipario il tuo racconto l'ho trovato geniale, sotto tutti i punti di vista; poi è come se improvvisamente, così come il sipario è rimasto chiuso, è come se si fosse spenta la luce, come se fossi rimast* senza idee e da quel momento in poi il racconto ha cominciato ad arrancare a inseguire qualcosa senza mai riuscire a raggiungerlo.
la seconda parte non sembra nemmeno parente della prima ed è un vero peccato perché per come hai dimostrato di saper scrivere meritavi molto ma molto di più.
Ci spiegherai cosa è successo oppure se queste sono solo impressioni mie ma anche con i banali refusi, nella seconda parte, sia pure sempre limitati, fioriscono improvvisamente dopo che nella prima metà non ce ne erano praticamente stati (ho rilevato solo un "avvenire" al posto di "a venire").
Io avrei saltato tutta la seconda parte e avrei proseguito di più sulla prima magari facendo svolgere lo spettacolo, di materiale per continuare a divertirci e a dissacrare ne avresti avuto ancora tantissimo.

21Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Gio Gen 06, 2022 3:04 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan

Anche nella mia classifica sarai in alto, ma in alto davvero, perché di solito fuggo un po' dai racconti divertenti e faccio a fatica a trovare qualcosa di scritto che mi faccia ridere. Ho imparato la risata con i film muti e da lì non se ne esce, credo. Ma qui in un paio di punti mi sono davvero sbellicato. E questo modo di scrivere mi piace da impazzire. Fluido, disinvolto, arzigogolato e semplice allo stesso tempo. L'unico difetto è che i due episodi, al di là dell'essere gemelli di Natale, non sono poi così legati tra loro e forse si poteva trovare un modo per renderli più "siamesi", oppure sceglierne uno solo (ma così si perdeva una parte del divertimento, anche se dovendo gettare una moneta io avrei sperato per la recita). Ma davanti alla riuscita finale ci passo volentieri sopra.
Rivedrei un po' le prime otto righe (otto, non una di più) introduttive perché non hanno la velocità e l'efficacia del resto, ma di li in poi decolla
Un lavoro super. Complimenti.


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Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Senza_10

A vivonic garba questo messaggio

22Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Gio Gen 06, 2022 10:55 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan

Caro autore (penso proprio tu sia un uomo...)
La prima parte, quella incentrata sullo spettacolo, l'ho trovata piuttosto divertente e ben riuscita, anche se non amo molto l'espediente letterario dello psichiatra messo lì come giustificazione per raccontare il tutto. Però ripeto, prima parte del racconto ben scritta, ho apprezzato in particolare l'ironia su Cossiga che non si presenta alla recita per partecipare a Colpo Grosso, e ho riso molto per la storia della Uno Bianca. In quel periodo miei genitori guidavano proprio una uno bianca... Abitando in Romagna, non avete idea di quante volte siamo stati fermati in quegli anni solo per avere di quel tipo e di quel colore.
Detto ciò, la seconda parte mi ha entusiasmato molto meno. L'ho trovata molto meno divertente, e francamente la morte dello zio è di un black humour molto feroce. La figura della madre di Walter poi, è la peggiore, lì c'è ben poco da ridere.
Insomma, un racconto che ho apprezzato solo "a metà", però ti faccio i complimenti per la fantasia e la grande ironia che hai messo nello scrivere. Me ne presti un po', che ne ho bisogno?

23Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Ven Gen 07, 2022 12:06 am

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan

Ciao Autore,
per me è stata davvero una bella sorpresa questo racconto!
Hai giocato con il surreale, il grottesco e l'assurdo e trovo che il mix finale sia molto godibile.
Prima la recita, poi il cenone e infine lo zio: tre scene diverse che incorniciano quello che è, appunto, definito come il peggior Natale di Walter e infatti credo proprio che non ne vivrà altri così... intensi.
A me questa lettura ha convinto e mi ha fatto fare anche qualche sorriso, perchè hai saputo raccontare le varie scene con brio e quel tocco frizzante che ogni tanto mi piace leggere.
Forse ti sei dilungato su qualche passaggio e hai calcato troppo su qualcun altro, ma rimani sempre credibile nel mondo surreale che hai creato. 
Inoltre il lettore sa che questi episodi concorrono a turbare (sarebbe strano il contrario!) l'equilibrio psicologico di Walter (anzi, sta quasi a noi stabile in che misura ciò accada) informandoci fin dall'inizio che questo sarebbe stato il peggior Natale e introducendo la figura di Palazzi, e questa parentesi l'ho trovata tenera e coinvolgente: alla fine sappiamo che se Walter non è diventato uno psicopatico lo deve al fatto di aver saputo riconvertire i suoi traumatici eventi infantili in scene su cui è meglio riderci su.
Magari riuscissimo a fare tutti come lui! E invece per molti i traumi rimangono tali, quasi dei tabù.

24Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Sab Gen 08, 2022 10:56 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

Ultimo racconto da commentare e mi trovo ancora una volta ad essere perplessa.
Anche questo racconto mi ha dato l’impressione – ovviamente molto personale - di un assemblaggio di più pezzi: non sapendo quale scegliere, perché alla fine tutti andavano bene per i paletti del concorso, li hai legati tra loro con la “scusa” di ricercare una motivazione alla strana predilezione del protagonista per il Natale, nonostante il vissuto. Perché di Natali ce ne sono più o meno quattro: la recita (che ha già di suo del tragicomico), il classico delle cene o dei pranzi natalizi (qui almeno vanno d’accordo), la tombola con relative spiegazioni sui numeri, addirittura il suicidio dello zio, che psicologicamente condizionerà per bene il ragazzino. Ognuno sarebbe trattabile con un racconto singolo e ognuno sarebbe sufficiente per centrare il Natale bifronte.
Tutti assieme... per me troppa roba.
Che sia divertente ci può stare: non ho riso, ma sorriso qua e là sì. Dopo la prima lettura e aver dato una sbirciatina ai commenti precedenti, lo stile fantozziano si è presentato un po’ dappertutto anche se, inizialmente, la parte teatrale mi aveva ricordato i Fratelli Marx, con le surrealità dei loro personaggi, esagerati, pazzi e con grandi capacità di portare in scena parodie importanti; per non parlare dell’affollamento che c’era in alcune scene dei loro film più famosi: un sacco di gente che entrava, dieci secondi di recitato, ma anche meno, e avanti un altro: alla fine oltre alle risate c’erano le riflessioni.
Però sinceramente, non saprei dire se questo racconto mi abbia divertito o meno. Sei riuscito a farmi entrare nelle scene, questo sì e quel che è giusto è giusto, ma non sono riuscita a parteciparvi fino in fondo, perché subito si passava ad altro.
La scrittura è buona, tiene il ritmo, hai saputo gestire bene le descrizioni demandandole a pochi elementi, lo stretto necessario – qualcosa da sfrondare ci sarebbe ma poca roba - ;  i dialoghi o almeno le frasi che hai riservato ai vari personaggi sono indovinate.
Lo stile è adatto al registro del racconto: comico, umoristico, tragicomico e la drammaticità del suicidio stemperata da tutto il resto
Personaggi: ben delineati, tanti, ognuno con la sua particina ben scritta e utili all’economia del racconto;
Ambientazione Natalizia c’è.
 
Le mie note
Molte esagerazioni: mastodontico spettacolo, sanguinose selezioni, le vergate, ecc. Per il taglio del racconto ci stanno: stile Fantozzi
In effetti sono due le cose
In un funesto Natale seguirono accaddero
furono forzati  costretti, loro malgrado, a partecipare, la maggior parte controvoglia    non c’è dubbio che fossero forzati l’abbiano fatto di controvoglia
Più pronti di così non potevamo essere.  Qui sarei andata a capo, per mettere un punto fermo a tutta la confusione prima di parlare di te
Ogni posto costò cinquemila  leggo meglio  Ogni posto era costato
sotto cento chilogrammi di neve finta un quintale, rende di più l’idea
cinque mila  tutto attaccato
privati del senso di colpa   privati da che cosa o da chi? meglio senza alcun senso di colpa
si sciorinavano  susseguivano senza sosta  sciorinare si riferisce a panni o bucati stesi ad asciugare, ma anche riferire apertamente con disinvoltura cose riservate


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

25Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Empty Re: Il peggior Natale di Walter Bazuchelli Dom Gen 09, 2022 4:17 pm

Resdei

Resdei
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

ciao
Questo racconto è quello che più si avvicina alla vita reale: è tragicomico.
Divertente (alcune battute sono proprio simpatiche), grottesco, surreale, anche confusionario, come certi giorni di festa...
e poi il dramma finale, l'epilogo tragico
il Natale senza Babbo Natale... 


il tutto scritto da mano esperta e credo sinceramente
che tu ti sia divertito a montare l’intero teatrino.

A Susanna garba questo messaggio

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