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Messaggio Da Ospite Dom Set 05, 2021 8:49 am

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Ultima modifica di Rasalgethi il Mar Mag 16, 2023 11:24 am - modificato 5 volte. (Motivazione : Eliminazione account)

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Messaggio Da Susanna Dom Set 05, 2021 9:31 am

Uauu.. Rasal, ecco come si tiene un lettore dalla prima all'ultima frase e, sinceramente, col fiato corto in attesa della fine, quale che sia.
L'inizio è dolce, malinconico: l'incontro con un po' di imbarazzo tra due persone che pare non sappiano cosa dirsi, mentre quello che verrà detto varrà un'esplosione di sensazioni ed emozioni. Un addio, anche se "tranquillo" è sempre un addio: entrambi soffrono ma, è la realtà, da una parte ci può essere una sofferenza che sa di un nuovo inizio, di sollievo; dall'altra di sola sofferenza, senza nulla che possa consolare.
Ecco quindi che viri sulla drammaticità con cui un addio può stringere, anzi stritolare, una persona: inaspettato e quindi troppo forte da percepire nell'immediato, ma basta il freddo di una pioggia o di una raffica di vento per mettere tutto in ordine, o forse creare il caos nei pensieri. Questa mi pare l'essenza del racconto: la libertà dei pensieri che finisce per impriginare.
E' davvero un bel racconto, che spero di aver compreso correttamente.

Siccome quando trovo qualche riferimento ad autori, libri, film ecc. che non conosco, metto una piccola pezza alla ignoranza, magari scoprendo che propria ignoranza non è: le fotografie di Doisneau le avevo ammirate in una gallery tempo fa, tutte bellissime con "le persone" colte in momenti tanto normali ma al contempo spettacolari, ma non avevo memoria del nome. Grazie anche per questo.

______________________________________________________
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Messaggio Da Ospite Dom Set 05, 2021 10:13 am

Grazie Susanna. Io avevo in mente l'immagine chiara e nitida, il famoso "bacio" per intenderci, ma ho dovuto cercare chi fosse l'autore. Peraltro, permettimi la digressione, volevo utilizzarla ma tutte le creazioni dell'artista sono ancora vincolate dal diritto d'autore.

Felice che ti sia piaciuto. Il concetto dei miei racconti "balistici" è proprio questo, afferrare e non mollare più. Tutto nell'intensità concentrata in uno spazio di tempo compresso.

E' anche vero che gli scrittori celebri hanno saputo scrivere, parafrasando, interi romanzi "balistici".

Ogni eventuale suggerimento sarà benvenuto.

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Messaggio Da SisypheMalheureux Dom Set 05, 2021 10:18 am

Un racconto breve, scritto molto bene. Il tuo stile presenta qualche manierismo (intendo frasi del tipo "mai avevo avvertito la nuda crudezza di un così sentito addio", per capirci). Però, forse per la brevità del testo, questo tuo stile non mi risulta fastidioso come, invece, succede quando leggo scritti che ritengo troppo retorici.
Anzi, alcune metafore particolarmente riuscite le ho apprezzate molto, cosa rara per me. Come questa ad esempio: "Seduta di fronte, al solito tavolo del “nostro” locale, pronunciava parole nuove, leggere come piume, che cercavano di farsi strada nel fumo del suo caffè rimanendone invece intrappolate, per disperdersi infine con esso. " Frase davvero molto bella, bravo.
L'unica cosa che, secondo me, andrebbe approfondita un po' di più è l'ambientazione. Dove succede tutto questo e quando? In un ipotetico futuro? È una distopia? Perché ci sono piogge acide così abbondanti e pericolose da far scappare tutti e costituire un pericolo mortale? Sono tutte domande che il lettore si fa e che restano in sospeso.
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Messaggio Da Ospite Dom Set 05, 2021 11:05 am

Grazie Sisyphe dell'attenzione dedicata. In particolare, dei suggerimenti che apprezzo particolarmente. Acuta l'osservazione sul "manierismo" in generale, da tenere sempre presente, e sulla sua buona riuscita nello specifico, se di manierismo si può parlare.

Le metafore, delizia del lettore, croce per l'autore. Anche qui va recepito il tuo "warning" che ha valenza oserei dire global, in termini di spazio e tempo. Sono armi potenti sia per colpire, sia per autoaffondarci. Anche qui, rilevo con un pizzico di orgoglio il tuo apprezzamento, ma senza mai abbassare la guardia.

E veniamo all'ambientazione, e alle domande. Registro questo tuo appunto. Per la risposta, che questo mio non venga scambiato per un atteggiamento superbo (manierismo voluto!): vediamo se ci sono altri commenti e cosa ne pensano altre lettrici/lettori.

Di nuovo, grazie.

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Messaggio Da Petunia Mar Set 07, 2021 6:12 pm

Ciao  @Rasalgethi


Di questo tuo balistico ho apprezzato tanto questa frase: Seduta di fronte, al solito tavolo del “nostro” locale, pronunciava parole nuove, leggere come piume, che cercavano di farsi strada nel fumo del suo caffè rimanendone invece intrappolate, per disperdersi infine con esso.
 
Il resto della storia, compreso il titolo (perché in francese?) è ben scritta, ma in uno stile che personalmente non amo molto.
Trovo molto bello questo passaggio che si discosta dal resto del testo ed è molto più asciutto e nelle mie corde:

L’aria era umida e la gente si affrettava sotto le prime raffiche di vento, che non promettevano nulla di buono. Mi strinsi nel cappotto, continuando a vagare senza meta da un marciapiede all’altro: le mani nelle tasche, lo sguardo che abbracciava tutto, gli occhi che non trattenevano nulla. Eccetto le lacrime. 
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Messaggio Da Ospite Mar Set 07, 2021 7:01 pm

Buonasera Petunia, devo dire che vista la brevità del testo tutto sommato ne hai apprezzato una buona parte.
Registro la tua nota sullo stile. I miei balistici normalmente si basano su questo registro e magari, perché no, potrei provare qualcosa di diverso In un prossimo futuro.
È già da un po' che sto evitando titoli in lingua straniera, che non disdegno affatto ma provocano non di rado dei "risentimenti". Devo dire che resto sempre abbastanza sorpreso quando mi viene detto, ma considerato che è successo ripetutamente dovrò prendere in considerazione la strada tradizionale senza più eccezioni. Solo per risponderti, in questo caso lo vedo idoneo sia per un bel suono, che per i riferimenti a Doisneau e la citazione della parola pietonnier. Grazie dei tuoi utili suggerimenti, è quanto mi aspetto da qualsiasi lettrice/lettore.

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Messaggio Da Ospite Mar Set 07, 2021 8:02 pm

Mi ha fatto pensare a questo aforisma di Joseph Conrad: “No, è impossibile, impossibile comunicare ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verità, il significato; la sua sottile e penetrante essenza. È impossibile. Si vive come si sogna: perfettamente soli.”

È vero, ci si sente orfani del mondo in certi  stati d'animo.
Un bel racconto. Il sentire del protagonista è quasi palpabile attraverso il traslato.
 
Nella stesura non ho gradito molto gli aggettivi anteposti, ma solo per gusto personale. Secondo me, rendono la scrittura meno naturale.


Ultima modifica di FraFree il Mer Set 08, 2021 10:17 pm - modificato 6 volte.

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Messaggio Da Ospite Mar Set 07, 2021 9:26 pm

Grazie Frafree. L'aforisma è da brividi. Complimenti e grazie ancora. Davvero, i brividi!

Registro volentieri il tuo appunto, anche perché in linea con altri. Lo terrò in debita considerazione per il futuro.
A rileggerti.

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