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Il festival di Sanremo

2 partecipanti

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1Il festival di Sanremo Empty Il festival di Sanremo Dom Ago 08, 2021 10:14 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
https://www.differentales.org/t627-aicil-il-fuoco-e-un-pallone:
https://www.differentales.org/t627-aicil-il-fuoco-e-un-pallone



Un racconto del 2007 per un miniconcorso di Ariaaperta a tema "Vi piace il festival di Sanremo?"
In grassetto i titoli delle canzoni di parecchie edizioni del Festival.



La vita è un paradiso di bugie
 
IL TELEGRAMMA
Strano il mio destino di ragazza di periferia.
Lavoro per Radioclima e per la serie "Raccontami di te", giusto per non essere degli asociali, mi hanno spedito ad intervistare due persone un po' speciali: dicono che siano i massimi esperti sulla storia del Festival di Sanremo. Non ne perdono uno e hanno un'incredibile memoria per le canzoni e gli aneddoti curiosi. Pare che lui sia anche, nel suo piccolo, una memoria storica per le Canzoni alla radio.
Per una volta tanto non contesto il direttore, mi armo di un po' di coraggio e vado a lavorare.
C'era un'atmosfera! O forse era solo uno strano momento, ma parevano tutti gechi e vampiri, sulla porta: Buona Giornata, Buona Fortuna, Tanti Auguri…
Mi hanno pure messo in guardia.
" Statento. (Scusa, veramente sarei una ragazza…) Dietro il loro stato di calma apparente, capaci che ti mettono con le spalle al muro."
E che sarà? Il matto del villaggio? Il Pericolo Numero Uno  di New York?
Ma che idea. Prendo lo zaino e Hop Hop somarello, si parte verso l'ignoto.
A La Buena De Dios, non escludo il ritorno, come diceva un mio amico Hippy.
 
 
DORMI E SOGNA
E' mezzanotte. Ma che freddo fa nella Valle Dei Timbales! Che brividi!
Mai più sola, mai mai mai Valentina.
Sbatti ben su del Be-Bop ma se hai paura… in una notte così. Vita spericolata la vita mia.
Per lo meno sono sulla buona strada e ringrazio Dio: Padre Nostro…
Salirò al Blue Hotel, mi cambierò, mi infilerò la vestaglia, un bel libro di novelle e poi, e poi sotto le lenzuola, nel mondo dei sogni.
Ninna Nanna, ninna: la tramontana mi sta sussurrando buonanotte.
Una notte che vola via.
 
 
SVEGLIARSI LA MATTINA
E' l'alba. La luna si veste d'argento, la campana di Santa Lucia suona le ore piccole, 'na canzuncella doce doce.
E' primavera: le colline sono in fiore, sotto il velo del cielo, neanche una nuvola. Splende il sole, mi sento  libera: è proprio il Giorno Perfetto.
Mi trovo a canticchiare: " Voglio andare a vivere in campagna…
Mi invento un romantico blues.
Voglio… L'erba voglio, Nenè, non cresce neanche nel giardino del re.
 
Le nostre Movie Star abitano in una casa bianca, una casa in cima al mondo.
"Per vedere quant'è grande il mondo?" mi chiedo pigramente.
Il cancello tra le rose, la siepe, l'edera, l'eco tra gli abeti di un bosco innamorato.
Ma che romantica!
Vicino, una chiesetta solitaria. Papaveri e papere, sembra l'arca di Noè!
"Una casetta in Canadà", si cantava una volta. Mi sono documentata: quella era più di una canzone, per molti aveva rappresentato un filo di speranza.
Loro avevano dato un calcio alla città, hanno avuto un briciolo di testa e cercato una vita migliore.
 


DALLA NOSTRA INVIATA – SECONDA SERATA
 
UNA LACRIMA SUL VISO
Venanzio e Carolina (Ninin) hanno quasi novant'anni: due fantastici tipetti, di quelli che non hanno età.
Carolina è uguale ad una fotografia nella cornice d’argento posata accanto ad un clarinetto. Era bella davvero. Venanzio deve essere il ragazzo con la chitarra.
-  89 e un po'. Bella età! Sa, Mariù (??), noi ragazzi di oggi… ah, giovane e vecchio cuore!
-  Complimenti! Re di cuori.
Non sapevo cosa dire, mannaggia.
-  Re! Il re di denari! Ma ringrazia di essere un uomo vivo!
Carolina, piccola piccola, entra a passo svelto in salotto e gli dà un pizzicotto, pe' dispietto.
-  Buongiorno amore! Bene, bene! Ti sei messa la Cipria di Sole.
- Mi piace essere in ordine. Guardati invece, senza giacca e cravatta, sembri un mendicante.
-   Quello che le donne non dicono! Cara Rosanna! (???) Siete senza pietà.
Venanzio si perde nei suoi pensieri: tre minuti di ricordi, scende un attimo di imbarazzo.
-  Storie. Bella età!
- Bella da morire. Siamo sul viale d'autunno. La vedi la fila degli oleandri, uno per ogni anno? Non c’è più posto per altri alberi. Rien ne va plus.
-  LEI ogni tanto marcia in faTempesta! – Venanzio sorride sotto i baffi da Tamburino del Reggimento.
 
Non vorrei essere irriverente, ma sembra un copione un po' surreale, tipo " Serena Alienazione" di Sinuè.
 
-       Maledetta primavera! Troppo Sole! Mi verranno gli occhi rossi.
-       Ninin in primavera si sente come una canzone triste. Passerà.
-       Più che altro un vecchio scarpone! Lui invece si crede… come Humphrey Bogart! Ma La musica è finita!
-       Canto per te! I sing for you, come dentro un film! Mi va di cantare. Amor mon amour, my Love.
Il vecchietto si mette a piroettare, canticchiando: " Vola Colomba bianca vola, lalalalala!"
Più che un'intervista sembra una partita di Ping pong  e io sono sempre più convinta di aver vinto la parte della pallina.
-       Ma Vai Vai! Un film! Generale Kamikaze. Anzi, Il Garibaldi Innamorato.
-      Bada bambina!  - mi guarda di sottecchi - Gelosia. Dai, Carolina, dai, regalami un sorriso.
-       Ehhh, un sorriso!
-       Sì, solo un sorriso. Non voglio mica la luna, passerotto.
 
Chi non lavora non fa l’amore, quindi prendo il piccolo registratore e comincio.
-     Battibeccano, brontolicchiano ma da 64 anni  -
-     Come passa il tempo! - corrono insieme la loro folle corsa, due teste sul cuscino, cristalli sereni…
-     Venanzio!! Cosa hai messo nel caffè che hai offerto alla ragazza?
-    Caffé, è solo una tazza di caffé nero bollente, l’hai comprato tu giovane amore mio, alla bottega del caffé.
Qui gatta ci cova: giuro che ho perso il filo e mi sono lasciata travolgere dal trottolare del loro messaggio d'amore. Che avessero ragione, in redazione? Gli do corda, sessammai.
-    Comunque la vostra è una storia importante, un'avventura.
-    Inventiamo la vita, senza ipocrisia.
Carolina accarezza la fotografia.
-   Ah, nostalgia canaglia!
-  Che mistero è l'amore! Svegliarsi la mattina, e che ci sia sole, pioggia e vento, dirle: "Ciao Ninin, se non avessi te, sarebbe la fine del mondo. Abbracciami forte."
-   Eh sì, donne! E' come un ragazzino.
-   Mogliettina! Con te sono sempre I giorni dell'arcobaleno.
 
Prima o poi, spero prima di sabato sera, riuscirò a farla, 'sta intervista. Devo solo riuscire a infilare una domanda lì in mezzo. Ma quando, quando, quando?
 


Dalla nostra inviata – terza serata.
(aiutooo!!)
 
Pazienza, Ci vuole pazienza. In fondo Sanremo dura cinque giorni, arriverà pure il momento delle mie domande. O no?
Mentre Carolina riordina il salotto, spolverando meticolosamente ogni cosa,
-       Lavoro inutile, ma la polvere in controluce mi da un fastidio!
Venanzio si dedica al suo hobby preferito: costruisce trenini, carrozze, slitte con gli stecchini.
Proprio, con gli stecchini. Su un tavolino troneggia la riproduzione della Cremagliera delle dolomiti.
Con il solito giochetto di battute lanciate e riprese, governate con la leggerezza di alianti liberi, mi raccontano mille storie, un intreccio armonioso in cui mi lascio trasportare.
 
Si erano conosciuti Al mercato di Pizzighettone, durante la sagra della Madonna delle Rose.
Passeggiavano lungo le vecchie mura della vecchia Villa Comunale. Si erano trovati accanto ad un albero caduto.
-   Avevamo la stessa età, sedici anni.
-   E un cuore matto.
-   La colpa fu del Grande Joe, un marinaio che, seduto su quell'albero caduto, cantava, accompagnato da un vecchio Mandolino, canzoni da due soldi.
-   Vecchio Joe, il timido ubriaco! L’avevano trovato mezzo morto durante la nevicata del '43, urlava come un pazzo: “Lasciatemi cantare una canzone”.
-   E da allora non se n’è più andato.
-   Poveraccio! Diceva di essere L'uomo che si gioca il cielo a dadi, ma poi un giorno...
-   L’ eterna malattia gli ha detto “Follow Me”.
-   Ed è diventato L'Uomo Delle Stelle.
-  Il giorno prima era passato di qua, ci disse: “Ieri ho incontrato mia madre. Il sorriso, il Paradiso!”
-   E il giorno dopo il torrente se l’è portato via.
-   Mi son chiesta tante volte... Quell'Attimo In Più, per ascoltarlo, veramente.
-   Basta, Musetto. I suoi sette fili di canapa si erano spezzati. È andata così.
 
Ragazzi, come si giocano la scena, dialoghi da Oscar, ma a me sembrano echi d’infinito di emozioni che lanciano, con la voce del silenzio, un bellissimo grido d’amore.
 
-  Ah, signorina Liana (e vai coi nomi!) Mi Sono Innamorato Di Mia Moglie Mille Volte, ma quel giorno è stata La Fine Del Mondo!
-  Pensi, mi chiamava Una Catastrofe Bionda. Invece Lui andava a cavallo, aveva un bel cavallo bianco, era un soldato… Signor Tenente!
Carolina improvvisa un saluto militare buffissimo.
-  Ma di domenica, pur di poterla incontrare, mi sono persino improvvisato campanaro.
-  Lui Era Bellissimo, una Faccia Pulita. Poi era giovane, giovane.
-  E lei, in chiesa, la domenica, cantava come un Usignolo. Eh, Jesahel! (mi sa che avrò una crisi di identità!) Erano tempi duri, c'era la miseria, quel poco che c'era era sempre un lusso. Anche innamorarsi, sposarsi.
-    Mica come adesso, che sembra la terra dei cachi.
-   La mia Carolina è stata davvero La Prima Cosa Bella che la vita mi donava, Tutto Quello Che Un Uomo poteva desiderare.
-    Solo che lui era timido, e non aveva il coraggio di dichiararsi.
-    Però, sulla Panchina sotto al mandorlo, il coraggio di una Un Bacio Sulla Bocca, Un Bacio Piccolissimo, l'ho trovato.
-     Uno solo! E io che gliene avrei dati 24 MILA, di baci. Solo che sa com'è, nei paesi. Maledette malelingue.
-       Ah che meraviglia: Occhi neri e cielo blu, le regalai un diadema di ciliegie.
Ragazzi, vi giuro: Carolina è arrossita.
-       Ninin, ti ricordi quella sera? Era un Sabato sera…
-      Come no? Quel pomeriggio mi hai detto:"Tu Cosa Fai Stasera?" e io "Non saprei. Portami a ballare."
-       Ma siccome io non sapevo ballare, le ho proposto una Timida Serenata.
-       Stanotte Sentirai Una Canzone! mi dice, tutto impettito,
-     E lei " Non Scherzare, Dai! No No No. C'e sempre Papà Pacifico, Mio Padre Dietro La Porta.
-       Comunque, Quando Vien La Sera, mi ricordo che Sta Piovendo Dolcemente, arrivo sotto casa sua, da un giardino vicino avevo raccolto delle Rose, nel Buio.
-       E comincia a cantare: Come Sei Bella, Dimmi Che Mi Ami, Sono Felice, la lalalala! Ma era così stonato e aveva un vocione tale, che ha svegliato tutta la piazzetta. Mio padre è uscito in strada e l'ha rincorso fino in fondo al viale.
-       Il giorno dopo mi sono presentato a casa sua, con due anelli, due anelli da poco e una lettera per suo padre. Chiedevo la sua mano.
-       E io, falsona: Ma Non Ho L'Età!
-       Non Capiva Che L'Amavo.
-       Lo capivo, lo capivo. Anche mio papà. Era mia madre che non voleva. E così giù a piangere. Pa' Diglielo A Ma'… finchè mio padre si è messo in mezzo al cortile e ha urlato a mia madre: OGGI SPOSI. Questo Amore Non Si Tocca
-       Quindi vi siete sposati subito, giovanissimi.
-       Il Nostro Si è stata Inevitabile Follia. – Venanzio scuote mestamente la testa -  ma Vorrei Incontrarti Fra Cent'Anni…per rifare tutto daccapo.
 
Si prendono per mano, ridono felici, si guardano negli occhi e potrei giurare che ci sono delle stelline.
Mi sento assolutamente inopportuna e mi scappa un leggero tossicchiare.
-       Ci scusi, signorina! Lei era venuta qua per tutte le domande su Sanremo e noi le facciamo perdere tempo! Dica, dica pure.
Eh, dica pure! 'Na parola. Mi ritrovo sospesa in un'atmosfera dolcissima: le loro chiacchiere, la tenerezza dei lori gesti, la confusione dei loro ricordi. Mi sento coccolata da un affetto quasi palpabile e mi ritrovo a balbettare, come quando ci si è incantati o, come dicono dalle mie parti, come quando sei andato in oca.
-       Ma non saprei… veramente… cioè…
-       Venga, venga. Ha bisogno di aria buona.
Mi fanno accomodare in giardino, piccolo e ben curato, mi presentano ai gatti, alle papere, al beagle giocherellone. Non poteva mancare una capatina nell'orto, né un lungo sguardo a bellissime  Montagne verdi. Sempre accompagnata dal loro chiacchiericcio, da piccoli gesti di cortesia: "senta che profumo", "assaggi, assaggi queste mele", mi ritrovo accanto all'auto, sommersa dagli abbracci di commiato, dai salti del beagle – potete non crederci ma si chiama Tony Renis – da un sacco di raccomandazioni.
Praticamente mi hanno messo alla porta, elegantemente.
Lo capisco, anzi lo vedo chiaramente, dai loro sguardi acchiappati dal retrovisore.
Mi pare di sentirli:
-       Ninin, ce l'abbiamo fatta anche quest'anno! Niente intervista, niente foto! Ah, che pace!
-       Grande idea Venanzio: due vecchietti rimbambiti, li stronchi con chiacchiere e ricordi e per un po'… fuori dalle palle.
Ma noi siamo curiosi, e mentre la nostra giornalista affronta il primo di 25 tornanti, canticchiando "Macchisenefrega dell'intervista", origliamo un po'.
-       ... fuori dalle palle!
-       Ah, ah, ah Ninin! Modera il linguaggio!
-       Hai ragione scusa. Adesso torniamo dentro, forza. Dobbiamo aggiornare il nostro sito: SANREMORIMBA.it
-       A che anno siamo arrivati? Adesso ricordo, il 78. Matia Bazar, Rino Gaetano…La Schola Cantorum..
-       No, oggi tocca al 79! Smemorato.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

2Il festival di Sanremo Empty Re: Il festival di Sanremo Lun Ago 09, 2021 10:31 am

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
Sparito commento precedente... very strange ma mi ricomplimento per codesto ingegnoso fantasy sanremese tutto da sgnoccolare con i titoli delle canzoni è veremente un FIUME DI PAROLE che ci fa capire quanto ci si diverta a volte a scrivere e di quanto facciano bene alla mente questi tipi di approcci.
Beh insomma super gradimento per te, ciao!


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

A Susanna garba questo messaggio

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