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Fragole, cioccolata e pasta dentifricia

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1Fragole, cioccolata e pasta dentifricia Empty Fragole, cioccolata e pasta dentifricia Mar Apr 06, 2021 1:19 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan




Fragole, cioccolata e pasta dentifricia
 
Gildo non avvertiva più lo scandire del tempo. Il presente e il passato si armonizzavano in Kairos, nella cristallizzazione dell’attimo infinito, e per questo non aveva età. Il ritmo del pensiero lo faceva battere dal cuore metronomo, e se l’estetica della ragione va ad attingere da quell’organo, è lì che prende forma e vita l’anima.
 
Seduto su quella panchina, arredo del giardino tagliato di fresco, nell’agostana quiete, con i sensi sperimentava la natura e con la mente libera codificava e amplificava quell’esperienza sensoriale. Seguì il viaggio di un calabrone ronzante tra i boccioli e a ogni fiore a cui giungeva l’insetto dava il nome: Barbara, Jlenia, Alessandro, Vanda, Raffaella, Giovanna, Noemi, Claudia, Andrea, Itala. Erano nomi di persone care, che meritavano la dedica di un fiore, anche se non ricordava quando e perché quelle persone fossero state belle, quale tipo di percorso avessero condiviso quando lui aveva vissuto il tempo. Colse il zampettio di un inarcante millepiedi, certo che calzasse tutte scarpe da tip tap, e ne seguì il sincopato ritmo. Vide gli alberi lontani, ne udì scorrere la linfa e stillare la profumata resina sulle cortecce, ne colse la dilatazione vitale nella formazione dei nuovi anelli. Inquieti pettirossi cinguettavano e volavano incrociandosi su traiettorie brevi e precise.
 
Il vento lo soccorse, raccolse ronzii e calpestii, cinguettii e scricchiolii, e nel refolo li organizzò come strumenti musicali per concertare un flamenco, un sussulto a ballare. Per altri sarebbe stato impossibile ricavare una melodia da quei brusii. Gli altri fanno la limonata col limone, ma a lui piaceva prepararla con le fragole, la cioccolata e, era il suo ingrediente segreto, la pasta dentifricia.
Qualcuno lo vide pesantemente alzarsi dalla panchina, dimentico del bastone da appoggio, e avrebbero giurato che di lì a poco, con quei movimenti strani e quel passeggio involuto, sarebbe cascato a terra. Gildo si sentiva leggerissimo e forte mentre, come un Hidalgo di Cervantes distratto dal fronteggiare greggi di pecore e assorto dalla bramata Dulcinea, stringendo a sé una nuvola, volteggiava al ritmo del suono andaluso. Come a Don Chisciotte, gli pareva di udire voci dispettose e malvagie che però destrutturava per togliergli potere, per addomesticarle e assimilarle agli altri suoni che orchestravano l’iberico canto. Nulla e nessuno l’avrebbe distolto da quella danza elegante e maschia, perché la nuvola gli sussurrava di continuare a stringerla nel ballo, che per lui si sarebbe fatta amante, e anche se non capiva più cosa volesse dire “amante”, tutto ciò lo eccitava.
 
Si avvicinò una donna magra, asciugata da una vita dedicata al servizio, sui cinquant’anni, vestita con un camice bianco odoroso di lavanda. I capelli corvini erano raccolti a crocchia, quel mattino come ogni mattina dopo aver preso i voti, prima della liturgia della terza ora, prima che spuntasse l’alba. Impertinenti ciocche, che nelle ore trascorse a faccende si erano liberate, facevano capolino da sotto una candida cuffia. Con una piccola borsa di tela bianca, dove teneva i segreti rimedi ereditati dalle consorelle anziane, si muoveva in sicurezza, graziosa nei comportamenti e autorevole nel contesto in cui si trovava.
 
Raccolse il bastone da appoggio dell’uomo e porgendoglielo gli si rivolse:
 
-         Gildo… Gildo… la stavamo cercando. Non si affanni che fa caldo. È l’ora dell’iniezione. –
 
Ma lui continuò a ballare con la sua creatura di cielo, con la sua Dulcinea dall'incarnato lattiginoso, incurante del richiamo. Nulla e nessuno l’avrebbe distolto da quella danza elegante e maschia.
 
La donna, sorridendo su chissà quale fantasia stesse vivendo il buon Gildo, pescò dalla borsa una caramella incartata di giallo. Gliela porse dolcemente, lo sguardo affettuoso e intrigante, sicura nella persuasione del suo gesto. La nuvola amante di colpo sparì, i piedi si quietarono, il corpo si protese verso la donna, con la mano aperta. Raccolse il dono di quell’angelo, scartò la caramella e la mise in bocca succhiandola. Distratto, con calma e a braccetto, mentre la donna gli chiedeva di quella danza e di quella fantasia, si fece accompagnare verso la struttura in stile coloniale che l’ospitava. Gildo non l’ascoltava e assaporava felice la caramella al limone che sapeva di fragole, cioccolata e pasta dentifricia.

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Digito 

Questo pezzo è un ricamo fiandra, un merletto al tombolo. Devo dirti che, la parte emozionale supera l’estrema ricerca estetica della parola. L’immagine di Gildo è talmente delicata che mi è arrivata tutta la tenerezza e la solitudine di questo personaggio. Mi è piaciuto molto.


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao Petunia. Questo è stato il mio primo racconto che ho scritto sei anni fa. Avevo iniziato un corso di scrittura creativa e l'insegnante ci aveva fatto ascoltare per tre volte un brano musicale. Sulla scorta di quel brano dovevamo inventare un personaggio iniziale, con determinati comportamenti, e la improvvisa comparsa di una donna che prendeva qualcosa da una borsa e che quella cosa avrebbe cambiato il comportamento del personaggio principale. Ho cercato di restare fedele al brano ascoltato le prime tre volte in biblioteca. Non l’ho
riascoltato a casa per concentrarmi solo sulle impressioni che avevo già riportato nei primi ascolti. Oltre al brano, non mi è stato possibile esimermi dal farmi “condurre” da
altri due splendidi brani del cantautorato italiano: Gildo di Giorgio Gaber e Figure di
Cartone delle Orme. L’idea della limonata è nata da una frase di un telefilm che mi aveva
colpito:”Sta spiegando che la limonata è fatta col limone”. Col pensiero al racconto, mi
sono chiesto come una persona malata di demenza senile avrebbe potuto immaginare di
fare una limonata. Il concetto di Kairos, nella mitologia greca identificato come fratello di
Kronos, è un concetto a me carissimo e che coltivo da alcuni anni. Dove posso, lo piazzo.
Il Don Chisciotte è citato perché ho pensato a quale personaggio folle e positivo potesse
aiutarmi dalla letteratura spagnola e mi pareva perfetto. Oggi cerco di evitare parolone altisonanti nei miei racconti (ma faccio fatica e ancora non mi riesce sempre), ma ho voluto proporlo per capire se si coglie il percorso da quel primo racconto a quelli che sto scrivendo ora. Grazie di avermi letto Petunia.

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Sì, le cose che hai scritto più di recente hanno un linguaggio più asciutto (che preferisco) Però, come ti ho detto, in questo mini oltre all’estetica c’è anche emozione (per come mi è arrivata) e questo è il bello perché non è facile conciliare i due aspetti. 🌼


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Carissimo, ho trovato il racconto molto delicato, quasi che con la ricercata eleganza delle parole, scelte con cura (mi era venuto quasi maniacale) tu abbia voluto addolcire, mascherare, la crudeltà della senilità, quando i ricordi si mescolano, ingarbugliandosi con una realtà che forse si percepisce in maniera differente. Purtroppo questo lo vediamo succedere sugli altri . io ricordo mio nonno in casa di risposo che cercava di uscire per andare a "far su" il fieno, a dare il pastone al maiale - , forse immaginiamo che sia così ma chissà cosa succede nella mente di ognuno? Capita anche ai "meno anziani" di perdersi un momento nei propri pensieri, o no?
Anch'io ho fatto un corso di scrittura creativa e in alcuni casi ho dovuto ricredermi sull'eccessiva ricercatezza delle parole, perchè non sempre chi legge può conoscerne il significato e quindi lascia, mentre con parole più comuni e non per questo banali, la platea dei lettori resta lì, a cercare il finale.
Restano comunque i complimenti per il bel racconto. Bravo.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Grazie Susanna. Ti chiedo un piacere poco elegante. Prova a leggere il mio ultimo racconto. Mi piacerebbe un tuo parere su come è cambiato il mio scrivere in sei anni. Anche perché da domani tutti questi racconti "spariranno" sostituiti da quelli dello step. E ci sarà da ridere (visto l'argomento umoristico). Comunque, già grazie di aver letto questo mio esercizio di scrittura creativa.

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
@digitoergosum ha scritto:Grazie Susanna. Ti chiedo un piacere poco elegante. Prova a leggere il mio ultimo racconto. Mi piacerebbe un tuo parere su come è cambiato il mio scrivere in sei anni. Anche perché da domani tutti questi racconti "spariranno" sostituiti da quelli dello step. E ci sarà da ridere (visto l'argomento umoristico). Comunque, già grazie di aver letto questo mio esercizio di scrittura creativa.
Se ti riferisci a "La lettera dimenticata! l'ho iniziato, ma essendo lungo ho preferito stamparlo e  lo leggerò con calma, perchè fin dai primi paragrafi l'ho trovato molto intenso e quindi merita una lettura attenta.  Non amo molto leggere tutto al computer, anche i racconti del concorso preferisco stamparli: un po' di lavoro in più ma posso annotarmi meglio le considerazioni. Ho comunque già visto come è cambiato lo stile, e lo trovo più di ampio respiro.
Bravo, tanto per cominciare.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Confesso che mi avvicino sempre con sospetto ai testi narrativi sviluppati con un linguaggio "alto", ricercato(?), estetizzante (?); credo che partecipare a questa comunità serva anche ad affrontare, magari superare, i propri pregiudizi. Ma non ho faticato molto questa volta! Già al secondo paragrafo -anche se non ricordava quando e perché quelle persone fossero state belle, quale tipo di percorso avessero condiviso quando lui aveva vissuto il tempo- mi sono ritrovato in quel giardino e la tenerezza per quell'anima accarezzata dalle sensazioni, senza pregiudizi, senza aspettative, senza progetti, mi ha fatto superare ogni altra considerazione, mi ha fatto venire voglia di essere lì e potergli offrire un sorriso, un braccio per appoggiarsi e una caramella al limone. Come ho fatto tante volte con mia madre, anche se le caramelle erano alla menta. Grazie

https://parolemiti.net/

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
@gdiluna ha scritto:Confesso che mi avvicino sempre con sospetto ai testi narrativi sviluppati con un linguaggio "alto", ricercato(?), estetizzante (?); credo che partecipare a questa comunità serva anche ad affrontare, magari superare, i propri pregiudizi. Ma non ho faticato molto questa volta! Già al secondo paragrafo -anche se non ricordava quando e perché quelle persone fossero state belle, quale tipo di percorso avessero condiviso quando lui aveva vissuto il tempo- mi sono ritrovato in quel giardino e la tenerezza per quell'anima accarezzata dalle sensazioni, senza pregiudizi, senza aspettative, senza progetti, mi ha fatto superare ogni altra considerazione, mi ha fatto venire voglia di essere lì e potergli offrire un sorriso, un braccio per appoggiarsi e una caramella al limone. Come ho fatto tante volte con mia madre, anche se le caramelle erano alla menta. Grazie


Ciao gdluna. Non sto a dirti che scrivo come parlo. Assolutamente. Eppure quando scrivo ho una esigenza pressante di usare l'assoluto termine che voglia proprio dire quello che intendo. Ciò mi porta a uno stile e a un linguaggio che a me sembra chiarissimo e illuminante. E invece poi scopro, non solo da te, che ciò che scrivo è percepito "alto". Mi sto molto esercitando a "downgradare" i miei testi, ma ci riesco solamente facendo "depositare" il racconto per almeno una settimana, senza leggerlo. Come ho scritto sopra, questo racconto è stato il primo che ho scritto quando ancora non mi ponevo il problema sulla scrittura e sulla sua efficacia. Grazie per aver avuto la pazienza di leggerlo lo stesso. 

10Fragole, cioccolata e pasta dentifricia Empty Re: Fragole, cioccolata e pasta dentifricia Mer Apr 07, 2021 10:13 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Ciao Digitoergosum,
attratta dal titolo inizio a leggere il tuo mini.
Ti confesso che leggere questo racconto è stato per me come un viaggio in altalena: un pò sono stata con te, un pò mi lanciavi lontano, poi mi hai ripreso...
Alla seconda rilettura è stato tutto più facile, però...

Gildo non avvertiva più lo scandire del tempo: bellissimo incipit, hai tutta la mia attenzione.
... è lì che prende forma e vita l'anima: mi sono persa...
Sull'agostana quiete sbuffo e mi distraggo, mi piace che qualcuno omaggi i fiori con dei nomi (ma ho perso il soggetto...).
Inarcante millepiedi, sincopato ritmo, profumate resine, dilatazione vitale: e molti altri nomi con il loro aggettivo accuratamente scelto e ben "pettinato" al seguito... perdo ancora la concentrazione...
Gli altri fanno la limonata con il limone: oh, qui ho un guizzo: la frase è diretta senza fronzoli, svelerà qualcosa di ganzo! Quel dentifricio poi, accende la curiosità!
E invece trovo un passeggio involuto, una bramata Dulcinea, un suono andaluso, iberico canto e una danza elegante e maschia...
Poi arriva la donna e la costruzione della frase traballa, perchè sono tante subordinate collegate male con la principale:
I capelli corvini erano raccolti a crocchia, quel mattino come ogni mattina dopo aver preso i voti, prima della liturgia della terza ora, prima che spuntasse l’alba.


Forse andrebbe riscritta così:
Quel mattino, come ogni mattino da quando aveva preso i voti, i capelli corvini erano raccolti a crocchia già da prima che spuntasse l'alba, pronti per la liturgia della terza ora.

L'ultimo capoverso è quello che preferisco: il gesto di offrire e accettare la caramella, riporta i protagonisti sullo stesso piano ma, allo stesso tempo, confina in modo definitivo Gildo nel suo mondo, così vicino alla donna da poterla toccare  e così astratto nella sua irraggiungibile distanza.
Ho letto i commenti e le risposte date prima del mio intervento.
Credo che il tuo approccio alla scrittura sia perfetto perchè parti da un presupposto alto che ti porta però a infarcire troppo la tua prosa, quasi a zavorrarla, quando un impatto diretto è sempre più piacevole da leggere.
Come uno scultore di fronte al blocco di marmo, dovresti scavare, togliere, per portare alla luce il messaggio nella sua forma più pura ed essenziale, diretta (facile a dirsi, è quello che sto cercando di fare io da anni!).
In definitiva il mini non è male, ma se il messaggio viene ombreggiato dalle parole che lo stesso autore sceglie si perde una buona fetta d'efficacia.

11Fragole, cioccolata e pasta dentifricia Empty Re: Fragole, cioccolata e pasta dentifricia Mer Apr 07, 2021 10:27 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Quoto quanto dici in pieno. Questo è stato il mio primo racconto, ingenuo, che ho scritto sei anni fa. Sono ancora alla ricerca di una forma equilibrata e ne sono lontano. Eppure anche oggi scrivo diversamente, non ancora efficacemente. Grazie della tua analisi preziosa. Mi chiedo quando valuterai il mio racconto sullo step. Sto già tremando. Un abbraccio.

Ospite


Ospite
Della scrittura creativa conosco poco, ma sulla demenza senile potrei scrivere un libro.
E il tuo pezzo mi piace molto.
L'inarcante millepiedi, un'invenzione delicata per un insetto poco amato, sicuramente.
Bravo.

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Grazie @Tommybe. I tuoi commenti mi occorrono, continuo a sentirmi in difetto (non in colpa, ma dispiaciuto). Quando passi a trovarmi sto bene. Si, dai...l'inarcante millepiedi con le scarpe da tip tap mi fa ancora sorridere. Chiedo anche a te la cortesia e la pazienza di leggere "La lettera dimenticata", che considero il miglior risultato letterario finora da me raggiunto. Il tuo sincero giudizio, anche critico, mi sarà caro.

Ospite


Ospite
Sono al mare, e quale posto migliore per leggere una lettera dimenticata?
Ciao, la leggerò

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