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Jennifer

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The Raven
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1Jennifer         Empty Jennifer Dom Mar 21, 2021 11:36 am

The Raven

The Raven
Admin
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Link al commento: https://www.differentales.org/t267-questione-di-un-attimo#5058:


Jennifer guardava il soffitto della sua camera.
Dalla finestra, la luce fioca della luna si insinuava tra i rami mossi dal forte vento di ottobre e proiettava ombre all’interno della camera da letto. Il rumore era più forte del solito e la giovane ragazza non riusciva proprio a prendere sonno.
Neanche la tisana era servita a rilassare i suoi nervi tesi: l’esame d’ammissione al college era imminente e l’ultima cosa che lei desiderava era finire in una friggitoria a vendere patatine fritte, costretta a indossare quelle divise color senape corredate di cappellino.
Guardò per l’ennesima volta la sveglia a led sul comodino, accanto la tazza con l’infuso ormai freddo: segnava le 23:43 e tra poco più di sei ore sarebbe suonata. Si stava innervosendo, quel forte rumore non le consentiva di prendere sonno e lei sarebbe stata uno zombie per tutta la giornata, perdendo lucidità e rallentando, inevitabilmente, il suo ritmo di studio.
Si costrinse a chiudere gli occhi, infilò la testa sotto al cuscino e cercò di ignorare il vento sibilante, ovattandolo tappandosi le orecchie sotto al guanciale.
Così alla fine crollò, sfinita, tra le braccia di Morfeo.
La tisana, nella tazza, disegnava sinistri cerchi concentrici.
Ma Jennifer non se ne accorse.
Aprì gli occhi di colpo. Il letto sobbalzava, si muoveva come scosso da qualcuno che lo sollevava e lo faceva ricadere a terra. Istintivamente si aggrappò alle lenzuola che erano fradice: giaceva in un bagno di sudore. Le ombre dei rami sul tetto ora le sembravano più grandi, più vicine.
“Potrei quasi toccarle”, pensò stupita.
Ma poi realizzò che non poteva muoversi: le sue gambe erano diventate pesanti, sembravano ancorate a quel letto che non si placava. Il rumore del vento era ormai diventato insopportabile, e Jennifer era impietrita dall’angoscia dell’immobilità.
La tazza cadde dal comodino, frantumandosi in cocci sparsi per il tappeto madido di tisana.
Spalancò la bocca, provò a urlare ma non si udì nessun suono. Quello che provava era decisamente nauseabondo: un conato che non riuscì a fermare. Ruotò la testa di novanta gradi e vomitò sul cuscino. Aveva avuto l’intenzione di sporgersi dal letto, ma non riusciva a muoversi, inchiodata a quel letto, ormai galleggiando nel proprio sudore.
I capelli erano appiccicati alla fronte e il vomito che colava dalla sua guancia destra si mischiava alla lacrima calda che le rigava il viso.
Rigurgitare le aveva dato sollievo, e il letto si era improvvisamente placato. Era fradicia, le lenzuola erano letteralmente una pozzanghera che puzzava di acido. Allentò la stretta delle mani.
Il vento si era posato.
“Dev’essere stato un incubo”, pensò mentre dava un’occhiata alla sveglia sul comodino. Segnava l’1:36.
Provò ad allungare un braccio nel tentativo di raggiungere l’interruttore dell’abat-jour ma non ci riuscì: era ancora impossibilitata a muoversi, si sentiva come se qualcosa la bloccasse, anche se sapeva di essere da sola nella sua camera da letto.
Improvvisamente il vento si rialzò e il rumore divenne intenso come poco prima.
Il letto restò immobile e questo la tranquillizzò.
Guardava le ombre proiettate sul soffitto, quando sentì qualcosa di viscido muoversi sulla sua guancia destra.
Le venne naturale cercare di spostarsi, per vedere cosa fosse ciò che si arrampicava sulla sua guancia. Era caldo e grande quanto la circonferenza di un bicchiere, o così le parve.
Nuovamente provò a urlare, a chiamare i genitori che dormivano nella stanza accanto, ma il suono non usciva, e la bocca spalancata divenne il rifugio di quell’essere che le strisciava addosso.
Non riusciva a muoversi. Lo sentiva pesante e caldo sulla lingua, strisciare sui denti e sul palato. Il sapore, orrendo, era quello del suo vomito. Allora le balenò il pensiero che quella cosa fosse uscita dalla sua bocca.
Stava muovendosi sempre più giù, le sfiorava le tonsille e le provocava altri conati che non riuscivano a risalire dato che la creatura sconosciuta otturava ormai la cavità della sua bocca che non si poteva chiudere poichè diventata tana di quello che le sembrava essere un verme.
Jennifer boccheggiava, provando a respirare dal naso, ma sentiva il muco venir fuori dalle narici e anche che l’aria che passava non era sufficiente a riempirle i polmoni.
L’animale si muoveva nella sua bocca e le lenzuola erano fradice.
Le lacrime le rigavano il volto, i suoi pensieri erano fermi come il suo corpo: non riusciva a pensare a nulla, nonostante si sforzasse non era capace di riflettere e trovare una soluzione al suo problema. Poteva solo stringere i pugni nelle lenzuola ma era impossibilitata a fare altri movimenti. Tentava, invano, di sollevare le braccia, le gambe o le spalle, ma era come se qualcosa la tenesse ferma. Le ombre dei rami si dimenavano impetuosamente sul soffitto, il rumore del vento le spaccava i timpani e lei era completamente inerme.
L’animale si muoveva nella sua bocca e le lenzuola erano fradice.
Jennifer si stava rassegnando, arrendendosi al suo destino di morte. Faceva piccoli respiri con il naso, l’onda del petto era frenetica, e chiuse gli occhi, per non vedere quegli orribili rami sul soffitto.
Lasciò la presa delle mani, le forze la stavano abbandonando. Ripensò a sua madre, a suo padre, al college, e realizzò che non avrebbe mai potuto realizzare nessuno dei suoi sogni di diciannovenne. Jennifer morì quella notte, sul suo letto.
Era morta in un bagno di sudore, di muco e di vomito.
Dall’uscio, sua madre guardava compiaciuta la scena: “Il college non fa per te, figlia mia, adesso resti in casa qui con me, per sempre”, sussurrò stringendo in mano la teca che conteneva la chiocciola Achatina che avevano trovato il giorno prima in giardino.
Per terra una fiala di ketamina, precedentemente sciolta nella tisana.
L’animale si muoveva nella sua bocca e le lenzuola erano fradice.


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IN GRAN SILENZIO OGNI PARTIGIANO GUARDAVA QUEL BASTONE SU IN COLLINA.


REACH OUT AND TOUCH FAITH!                                                                                               Sembrano di sognante demoni gli occhi, e i rai
                                                                                         del lume ognor disegnano l’ombra sul pavimento,
né l’alma da quell’ombra lunga sul pavimento
sarà libera mai!
Quel vizio che ti ucciderà
non sarà fumare o bere,
ma è qualcosa che ti porti dentro,
cioè vivere.

2Jennifer         Empty Re: Jennifer Mar Mar 23, 2021 2:21 pm

mirella


Padawan
Padawan
Questo me lo ricordo, l'ho anche votato!
Se non sbaglio era lo srep horror di INK.

3Jennifer         Empty Re: Jennifer Mar Mar 23, 2021 4:28 pm

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Bravo bravissimo. 
Non posso commentare come vorrei questo testo perché altrimenti rischierei il ban. 
Il racconto si apre con una ragazza e i sui dubbi per il futuro. Poi arrivano le stranezze e il clima si fa angosciante. Alla comparsa della creatura tutto si fa più spinto quasi erotico. Credevo veramente fosse il rituale di accoppiamento di una qualche razza aliena. 
Alla fine l’orrore. La realtà è ben più terrificante della fantascienza. 
Non mi sarei mai aspetto un finale così. 
Complimenti al Corvo dalla Giraffa.

4Jennifer         Empty Re: Jennifer Mar Mar 23, 2021 4:40 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Agghiacciante finale. La cosa che mi ha inquietata di più è quella specie di verme viscido nella bocca.
C’è un crescendo di emozioni. All’inizio è inquietudine, poi diventa orrore. 
Sei molto bravo a descrivere sensazioni psichedeliche. Le ripetizioni sono funzionali ad alimentare il senso di angoscia, ma forse sono un po’ tante all’interno di un testo così breve. 
Jennifer ha bevuto la tisana e sul fondo della tazza ci sono inquietanti segni concentrici. Quando la tazza si rompe è difficile che il tappeto possa bagnarsi con la tisana. Non era vuota la tazza?
Comunque è un racconto che lascia il segno. Ma la chiocciola Achatina dove l’hai tirata fuori? Grande!


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

5Jennifer         Empty Re: Jennifer Mer Mar 24, 2021 9:36 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Caro Raven, ora mi è più chiaro il motivo del tuo nick. Anche se forse è più Lovecraft che Poe.
Molto incisivo. Vertiginoso. Angosciante. Ben scritto.
Complimenti.
Grazie


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

6Jennifer         Empty Re: Jennifer Mer Mar 24, 2021 11:55 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
@mirella ha scritto:Questo me lo ricordo, l'ho anche votato!
Se non sbaglio era lo srep horror di INK.
Sì, anche io me lo ricordo questo racconto.
Forse è stata anche la prima volta che ti ho detto che mi piaceva qualcosa che avevi scritto  lol!
Ma lo hai rimaneggiato da quella volta o lo hai lasciato uguale e ce lo stai solo riproponendo? Non capisco se la tua scrittura sia cambiata...
Ad ogni modo, il punto di forza mi sembrano il ritmo, soprattutto per le ripetizioni, e il climax. La brevità è di sicuro un pregio di questo testo.
E bravo Smile


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

7Jennifer         Empty Re: Jennifer Gio Mar 25, 2021 10:50 am

The Raven

The Raven
Admin
Admin
Grazie a tutti per il passaggio!
Sì, scrissi questo racconto qualche anno fa, per lo step Horror di INK. L'ho voluto riproporre qui perchè penso proprio mi sia venuto bene: avevo in testa la sensazione che volevo dare, l'angoscia verso l'ignoto, la paura dell'impotenza di fronte a qualcosa che ci travolge e che non capiamo. Mi sono divertito a usare dei vecchi clichè del genere (l'ombra dei rami sul tetto o il terrore del letto). 
Non avevo mai pensato al risvolto erotico del tema e devo dire che l'idea mi stuzzica alquanto. Magari ne scriverò una variante, da leggere col parental control!  lol!
Non l'ho rimaneggiato, è esattamente come lo presentai in concorso. 
per la chiocciola... credo, se non ricordo male, di aver consultato wikipedia, volevo qualcosa che fosse reale, plausibile e al contempo crudele. xD


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cioè vivere.

8Jennifer         Empty Re: Jennifer Sab Mar 27, 2021 9:53 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Younglings
Younglings
Il racconto è molto bello e visto il tuo nickname mi aspetto proprio scritti di questo genere.
All'inizio mi è sembrato che cominciasse un po' "a rilento" ma poi la tensione sale, eccome! Hai saputo rendere benissimo l'angoscia della protagonista (io mi cago sotto per una semplice paralisi del sonno, figuriamoci leggendo questa storia...). Ho apprezzato moltissimo l'effetto "sorpresa del finale"
Detto ciò, due piccoli appunti: "giovane ragazza". Personalmente lo trovo ridondante, avrei eliminato "giovane". Ci dici già che è una ragazza, poi veniamo a sapere che ha fatto domanda per il college... Lo capiamo che è molto giovane.
Un'altra cosa che mi ha un po' stupito è stata la chiocciola acathina.
All'inizio ho creduto che fosse quello l'animale che Jennifer aveva in bocca e le impediva di respirare. Però poi ho ragionato sul fatto che era chiusa dentro la teca quindi l'ho escluso. Anche perché sono bestie grandi quasi quanto il mio avambraccio, quindi a maggior ragione... E allora mi chiedo: sta chiocciola che senso ha?
Forse il concorso a cui ha partecipato il racconto prevedeva di inserire per forza una chiocciola nella narrazione? Se è così, allora svelato l'arcano.😅 Comunque complimenti!


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

9Jennifer         Empty Re: Jennifer Sab Mar 27, 2021 11:32 am

The Raven

The Raven
Admin
Admin
@SisypheMalheureux ha scritto:Il racconto è molto bello e visto il tuo nickname mi aspetto proprio scritti di questo genere.
All'inizio mi è sembrato che cominciasse un po' "a rilento" ma poi la tensione sale, eccome! Hai saputo rendere benissimo l'angoscia della protagonista (io mi cago sotto per una semplice paralisi del sonno, figuriamoci leggendo questa storia...). Ho apprezzato moltissimo l'effetto "sorpresa del finale"
Detto ciò, due piccoli appunti: "giovane ragazza". Personalmente lo trovo ridondante, avrei eliminato "giovane". Ci dici già che è una ragazza, poi veniamo a sapere che ha fatto domanda per il college... Lo capiamo che è molto giovane.
Un'altra cosa che mi ha un po' stupito è stata la chiocciola acathina.
All'inizio ho creduto che fosse quello l'animale che Jennifer aveva in bocca e le impediva di respirare. Però poi ho ragionato sul fatto che era chiusa dentro la teca quindi l'ho escluso. Anche perché sono bestie grandi quasi quanto il mio avambraccio, quindi a maggior ragione... E allora mi chiedo: sta chiocciola che senso ha?
Forse il concorso a cui ha partecipato il racconto prevedeva di inserire per forza una chiocciola nella narrazione? Se è così, allora svelato l'arcano.😅 Comunque complimenti!
Grazie mille per il passaggio, davvero gradito!
Già, l'aggettivo giovane è in effetti superfluo, mi era proprio sfuggito!xD
Ma è una cosa che ahimè mi capita spesso quando scrivo: se devo usare un aggettivo, ne metto tre. Quindi probabilmente nella prima stesura la ragazza era giovane, tenera candida e sbarazzina! AHAHAHAHA
Adesso non ricordo, a dire la verità, da dove tirai fuori la chiocciola. Però occhio, la teca che la madre tiene in mano alla fine del racconto è vuota. E rileggendo, in effetti non l'ho specificato...
Grazie ancora per il feedback! Smile


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IN GRAN SILENZIO OGNI PARTIGIANO GUARDAVA QUEL BASTONE SU IN COLLINA.


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né l’alma da quell’ombra lunga sul pavimento
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non sarà fumare o bere,
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10Jennifer         Empty Re: Jennifer Dom Mar 28, 2021 2:32 pm

digitoergosum

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Padawan
Padawan
Ciao Corvo. È un bel racconto ma se ne prende atto dopo un bel po', quando comincia l'ignoto e la disperazione. Ma anche quella parte più efficace, che fa alzare positivamente il ciglio del lettore, si prolunga un po' troppo. Il finale, violento e inaspettato, come piace a me, spiazza quel tanto da meritare il mio, nostro, plauso. A rileggerti.

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