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Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy

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Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy Empty Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy

Messaggio Da Achillu Gio Gen 04, 2024 4:12 pm

Spoiler:
L’uscita del venerdì sera è diventata la routine per rompere la routine. Così Mila manifesta il suo entusiasmo facendo roteare il fidget spinner tra pollice e medio della mano sinistra.
Si sente rassicurata dal suono delle otto valvole della Clio guidata dalla sorella Giulia sul rettilineo della tangenziale. Il diffusore agganciato alla bocchetta emana l’odore familiare di miele e cannella. Il finestrino restituisce un riflesso etereo dei suoi capelli corti color paglia e fieno, dei quali è molto fiera.
Sorride e osserva la sorella che si morde le labbra sottili e brillanti di rossetto; a giudicare dalle sopracciglia arcuate dev’essere concentrata. Oggi la sta portando in un posto nuovo, strano che non l’abbia preavvisata, ma forse è un fuori programma anche per lei da come sbotta.
«Accidenti, potevano dirmi che venivamo al Gipsy; mi dispiace, ci sarà un casino esagerato.»
Giulia parcheggia e Mila risponde nella lingua italiana dei segni. «Non ti preoccupare, stasera sono piena di energia, posso affrontare tre o quattro sorprese.»
La guarda in viso senza incrociarne lo sguardo. «Beh, una l’abbiamo usata.»
«Anche cinque o sei, va bene.» Poi batte le dita sopra il cuore per ringraziare.
Mentre Giulia sistema i lunghi capelli biondi e la frangetta, Mila raccoglie gli elastici colorati e li infila ai polsi; controlla al tatto il contenuto della piccola borsa e attende che la sorella apra la portiera per scendere insieme a lei.
«Potevano dirci che veniva anche la pazza!»
La voce di Roberta, la mora riccia dal collo impellicciato, giunge chiara a entrambe. Giulia avvampa e si nota nonostante il fondotinta; fa per partire in quarta ma Mila la blocca.
«Ignorala, non litigare; stasera c’è Luca, devi fare bella figura.»
Nessuno fa più caso alla scena o a ciò che ha detto Roberta; Giulia stringe gli occhi e le labbra, poi dopo tre sospiri profondi annuisce. «Andiamo?»
Con segno rapido di due ok a bacchetta, fa capire di essere pronta. Al freddo nel parcheggio stringe alcune mani sconosciute mentre Giulia ripete «e lei è Mila, mia sorella.»
Nessuno fa domande e il sorriso resta acceso.

La cosa difficile da superare nell’ingresso al Gipsy è il timbro sulla mano; Mila non si sottrae nonostante la sensazione di dolore che sa mascherare bene, l’ha messa in conto tra le sorprese. All’interno c’è tanta gente; se non avesse gli auricolari per attutire i rumori di fondo, la testa le diventerebbe grande come un pallone fino a scoppiare!
Sembra lasciarsi trascinare al tavolo dall’onda di persone ma in realtà non perde di vista Luca; è lei che alla fine riesce a portare Giulia in un posto vicino, proprio di fronte a lui. È così felice di questo piccolo successo che sfila tutti gli elastici dal braccio e poi li rimette uno per volta allineando le pieghe in modo da formare una specie di onda.
Intanto Giulia sta chiacchierando con Betta e le altre amiche, chissà perché non parla con Luca?
Mila alza lo sguardo e incrocia proprio quello del ragazzo. È davvero carino, soprattutto le labbra carnose che si stanno muovendo e sembra proprio che stiano dicendo qualcosa. Si concentra sul suono della sua voce, sembra ancora un adolescente nonostante abbia la stessa età di sua sorella.
«…na domanda? Tu sei sorda?»
Si limita a raddrizzare la postura e a scuotere la testa.
«Scusami, mi sembrava di averti vista usare la lingua dei segni con tua sorella.»
Solleva il pollice e annuisce. È concentrata sulla bella bocca rosa, il modo più semplice che conosce per dare l’impressione di guardare negli occhi l’interlocutore.
«Quindi ci senti, però non parli?»
Alza le spalle e le mani.
«Beh, ti fai capire bene lo stesso.»
Congiunge le mani davanti al petto e fa una specie di inchino; ha gli occhi leggermente a mandorla e sembra davvero una ragazza giapponese.
Luca la imita. «È così che si fa il segno per dire “grazie”?»
Mila scuote la testa; poi con due dita si tocca la spalla poco sopra al cuore.
Lui ripete. «Così?»
Lei annuisce.
«Per dire sì?»
Fa un arco con il mignolo e Luca lo ripete.
«No?»
Fa il classico gesto dell’indice.
«Ma dai! Forte. Io conoscevo solo l’alfabeto.»
Stringe il pugno, poi distende la mano e infine arcua le dita per mostrare a Mila che conosce l’ABC.
Lei si mette a trafficare con gli elastici per scaricare l’emozione, li gira più volte intorno al polso per poi riallinearli. Giulia è persa in qualche discorso noioso con Betta; peccato perché Luca sembra proprio un ragazzo bravo e pure interessante.
«Poi cosa posso imparare della lingua dei segni?»
Mila ricorda bene la prima lezione di LIS e fa un segno che però lui non capisce; allora fa lo spelling.
«C-o-l-o-r-i… Ho capito bene?»
Fa un arco con il mignolo.
«Wow, fantastico! Qual è il tuo colore preferito?»
Mostra due dita, poi una sola; indica una delle unghie pari e poi fa un cerchio sul petto, subito imitata da Luca.
«Giallo…»
Poi indica un’unghia dispari e fa un segno sulla guancia.
«Verde… Giallo e verde, come i tuoi capelli!»
Fa “sì” con il mignolo e poi stringe i pugni per non mettersi a sfarfallare con le braccia; inizia anche a strisciare i piedi sul pavimento, perché tanto sotto il tavolo non si vede cosa fa. Infine segna qualcosa in LIS.
«Forse ho capito: sono i tuoi colori preferiti?»
Oscilla la mano aperta nel gesto del “quasi” e poi indica Luca.
«Ah, vuoi sapere il mio? È il blu.»
Mila mostra un pugno che si apre rapido.
«Wow, un’esplosione di colore!»
Lei si lascia andare in una brevissima risata, un semplice «Eh!» di petto, mentre con la mano destra ricomincia a giocare con gli elastici.

Giulia attira l’attenzione della sorella. «Prendi qualcosa?»
Mila segna la risposta.
«Un gelato a dicembre? Sei sicura?»
Sbuffa, poi risponde che non vuole niente. Infine mette il broncio e inizia a giocare con la borsetta.
Luca sfoglia il menù e ordina: «Crema con salsa al pistacchio.»
La borsetta continua a ruotare tra le mani di Mila; per alcuni minuti lei resta concentrata in questa attività con un’espressione neutra. Viene distratta dal giovane cameriere che appoggia vicino a lei una coppa trasparente con un dolce giallo e verde. Lei fa per indicare davanti a sé, ma sorpresa: Luca non c’è.
Il ragazzo di servizio ormai è andato. Mila fissa la coppa ed è indecisa sul da farsi: la tiene vicino o la spinge verso la sedia vuota? Il dubbio le riempie la testa e la mette a disagio, con la conseguenza che la borsetta continua a essere tormentata tra le sue mani.
Luca torna a sedersi al suo posto e le sorride. «Beh, alla fine hai preso qualcosa anche tu!»
Mila appoggia la borsetta e segna qualcosa.
«Ah, è il mio?»
Conferma con il mignolo. Si fa coraggio e, tenendola dalla base, spinge la coppa fino alla metà esatta del tavolo.
«Vuoi assaggiare?»
Lei avrebbe voluto proprio un gelato crema e pistacchio; impulsivamente risponde di “sì” poi arrossisce, rendendosi subito conto che forse non è la risposta più educata con un estraneo.
«L’altro segno che hai fatto,» lo imita, «cosa significa?»
Fa lo spelling.
«V-o-l-e-n… uh, questa è lunga. Volentieri?»
Mila conferma.
«Su, assaggia.»
Lei resta bloccata.
«Che c’è?»
Richiama l’attenzione di sua sorella.
Giulia osserva i segni, poi si rivolge a Betta che ha di fronte una tazza vuota di caffè. «L’hai usato il cucchiaino?»
«No, tieni.»
Senza aggiungere una parola, lo passa a sua volta alla sorella.
Mila si tocca la spalla sopra il cuore, ignorata da Giulia. Resta in attesa con il cucchiaino a mezz’aria, fissando le labbra sorridenti di Luca; poi la punta del naso, che è bella e arrotondata.
«Vai! Non farti problemi.»
L’impulso è quello di cercare di nuovo la borsetta, ma stavolta capisce in tempo che forse è solo un modo di dire. Con la mano sinistra indica il cucchiaino grande che c’è alla base della coppa.
«Vuoi che assaggiamo insieme? Ok!»
Incuriosita, osserva Luca prendere il cucchiaino per raccogliere del dolce vicino al bordo della coppa; lei scuote la testa e appoggia il proprio nel mezzo del semicerchio virtuale che si trova sopra la sua parte del tavolo. Cerca di raschiare un po’ di salsa al pistacchio senza mescolarla con la crema e poi l’assapora. Ciondola la testa in segno di apprezzamento.
Dopo aver consumato tutta la salsa della propria metà, Mila affonda il cucchiaino nella crema, sempre partendo dal centro, e poi assaggia; ha proprio il sapore giallo che si aspettava e un senso di benessere e relax le attraversa il corpo partendo dalla lingua.

A fine serata Mila è esausta; ha usato tutte le sue energie ma è soddisfatta del risultato. Tra le cose più faticose: ha dovuto pure sopportare che un estraneo le toccasse lo smartphone, ma per sua sorella farebbe anche di più. Adesso ha nome, cognome e numero di telefono di Luca: un tesoro da condividere con Giulia.
Salgono insieme sulla Clio e finalmente Mila si lascia andare e sfarfalla a lungo dopo essersi trattenuta per tutto questo tempo.
Giulia ha un’espressione che potrebbe essere triste oppure sofferente. Anche il tono con cui chiede: «Ti sei divertita?» è da classificare in qualche casella di energia dissonante.
Sfila gli auricolari e risponde in LIS: «Sì, tanto.»
«Grazie, eh? Ti sei fiondata su Luca e non l’hai mollato un secondo. E sì che lo sai che mi piace…»
«Lui è proprio una brava persona. Sei davvero fortunata ed è pure bello.»
Giulia guarda avanti e non segue ciò che segna sua sorella. «Stronza!»
Mila osserva la strada, poco trafficata e regolare, e non capisce a cosa si riferisca. Prova a segnare qualcosa.
«È inutile che ti scusi adesso, tanto devo guidare. Da te non me l’aspettavo proprio. Ringrazia il cielo che sei mia sorella se no ti lasciavo nel parcheggio e ti arrangiavi a tornare a casa!»
Mila non capisce e si mette a torturare la borsetta; ha urgenza di farsi spiegare cosa c’è che non va ma sa anche che deve aspettare. Decine di minuti in cui il suo unico sfogo è il contenuto della borsetta, finché non parcheggiano sotto casa.
«Scendi.»
Finalmente può farsi vedere mentre segna in LIS. «Mi spieghi cos’è successo?»
Giulia appoggia la fronte sul volante, poi alza gli occhi al cielo. «So che per te è difficile capire, però le regole sociali dicono che non è educato rubare il ragazzo alle tue amiche o a tua sorella. No, anzi, è proprio una cosa da stronze. Anche se non stiamo insieme, è vero; però io ti ho detto che mi piace e tu ti ci sei buttata addosso, cioè te ne sei proprio fregata di me… è questo che mi fa più male.»
Mila è basita, avrebbe bisogno di strizzare qualcosa ma deve tenere le mani libere: «Non è vero, non ho fatto questo che dici tu.»
«Lascia stare, per favore. Non ci voglio più pensare. Ti perdono perché ti voglio un bene dell’anima. Adesso per favore scendi che c’è la Betta che mi aspetta. Ora voglio solo andare in disco a ubriacarmi!»
Mila cerca di attirare l’attenzione ma Giulia le accarezza le mani. «Me lo dici domani. Va’!»
Si sente imbavagliata; prende la borsetta e inizia a strizzarla. Scende e corre al portone di casa senza voltarsi, le lacrime hanno già iniziato a rigarle le guance.
Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy 17043810
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Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy Empty Re: Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy

Messaggio Da paluca66 Gio Gen 04, 2024 10:44 pm

Che dire Achi, i tuoi racconti di adolescenti fanno sempre presa su di me, sai quanto mi piacciano e anche questo sembra partire con il piede giusto: spero che non ci lascerai per troppo tempo in attesa di scoprire come va avanti.
Intuisco che oltre al fatto di essere muta Mila abbia qualche altro problema (quando scrivi dello sfarfallare, per esempio) anche se faccio fatica a identificarlo chiaramente, a dargli un nome, ma forse questo non è importantissimo.
Una domanda: i disegni sono tuoi? Sai che non me l'ero immaginata così, Mila?

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Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy Empty Re: Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy

Messaggio Da Achillu Ven Gen 05, 2024 7:04 am

Ciao, Paluca.
Grazie mille del commento. Non ti svelo nulla del disturbo di Mila anche se sotto sotto vorrei dirti tutto. Ti dico solo che questa volta i personaggi non sono adolescenti: Giulia guida, l'episodio si svolge il venerdì sera e quindi al sabato mattina non vanno a scuola Smile Comunque l'idea è che i personaggi siano tra i diciannove e i ventiquattro anni.
I disegni sono di Bing Image Creator e sono sbagliati, perché Mila dovrebbe avere gli occhi leggermente a mandorla e gli auricolari, inoltre non dovrebbe indossare la canottiera; ma non c'è stato verso, purtroppo non ho un buon rapporto con il software generativo e faccio fatica a spiegare come dovrebbe venire il risultato.
Sto già scrivendo l'episodio due, però sono anche finite le ferie, comunque spero di riuscire a restare sveglio abbastanza prima di addormentarmi.
Alla prossima!

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Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy Empty Re: Mila - Episodio 1: Serata al Gipsy

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