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7 in condotta

3 partecipanti

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17 in condotta Empty 7 in condotta Sab Dic 04, 2021 11:49 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

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Scuola di un paese di campagna negli anni ‘60: la scuola è vecchia e grigia, con finestre tanto alte che si vedono solo i tetti delle case vicine e il cielo. Le tende, che si raccolgono faticosamente a pacchetto, hanno uno strano colore beige, per il troppo sole e per la polvere di anni che nessuno aveva voluto disturbare.
Banchi neri, tristi e segnati da generazioni di pennini e temperini, con il calamaio mai ripulito, dove l’inchiostro, rabboccato diligentemente dalla bidella, diventava spesso un grumo, per la gioia di chi usava magistralmente il pennino come fionda.
Meno delle mamme, anche se il grembiulino nero d’ordinanza qualcosa salvava.
Le uniche note di colore erano le lettere dell’alfabeto, appese ben in alto sui muri dal colore un tempo bianco, e le carte geografiche.
Classi di venticinque, trenta alunni, molti ripetenti: all’epoca i brutti voti facevano il loro sacrosanto dovere.
Una sola maestra.
Bastava, per insegnare e mantenere l’ordine. Se abitava in paese era ancora più temuta perché magari incontrava mamma o papà in piazza e le birichinate non erano più segreti; se arrivava dalla città, finiva per essere passata al setaccio fine dalle mamme che poi copiavano le gonne o il suo modo di pettinarsi.
Scuola di campagna negli anni ‘60: le note erano note; tornare a casa con una mezza paginetta scritta con inchiostro rosso da far firmare… ahia! E se le maestre, soprattutto quelle vecchia maniera, appioppavano qualche salutare scapaccione, matematico che a casa ne prendevi due. Poi ne parliamo, e niente difesa a oltranza degli amati pargoli: le maestre mettevano in riga anche i genitori, senza lasciarsi intimidire.
Scuola di vita.
Scuola di campagna negli anni ‘60: non c’erano le udienze, con i genitori in fila a fare il conto di quanto costa quella borsa o a voler insegnare agli insegnanti il loro mestiere. C’erano le mamme, che capitavano in classe durante l’intervallo o all’inizio delle lezioni: alcune eleganti e profumate, con la piega fatta apposta il giorno prima, altre con le mani ruvide e arrossate, accompagnate da un vago odore di campagna o di stalla che neanche il sapone di Marsiglia riusciva a togliere di dosso. Le prime cercando di mettersi al pari della maestra, le seconde intimidite da quelle donne “studiate”, da cui erano trattate con rispetto ma qualche volta con alterigia. La sfilata delle varie umanità.
 
Scuola di campagna anni ‘60: con il 7 in condotta ti bocciavano. Sicuro come l’oro.
Ebbene lo confesso: ho preso 7 in condotta. Oggi potrebbe essere un vanto, allora erano dolori.
Ma come mai una timida scolaretta di terza elementare, obbligata al primo banco dal portare gli occhiali, che faticava a recitare la poesia, imparata diligentemente a memoria, davanti ai compagni, si prende un 7 in condotta? Ve lo racconto.
Anno scolastico 66/67, nevosa mattina di gennaio. La classe era decimata dal morbillo e dalla nevicata. Niente pulmini o mamme con l’automobile: soprattutto chi abitava nelle cascine, in giornate come quella rimaneva a casa. La fermata della corriera era lontana e i genitori dovevano badare alle stalle: i più piccoli quindi restavano a casa, accudendo alle galline e ai conigli o coinvolti in mille altre incombenze di cui mamme e nonne non erano mai sprovviste; quelli che abitavano in paese, fortunati o sfortunati dipende dal punto di vista, aspettavano la maestra in aule che sembravano ancora più grandi.
Quella mattina la mia maestra, che arrivava dalla città, era rimasta bloccata dal traffico, che anche se era il traffico degli anni ‘60, sempre traffico era.
In aula, il capoclasse tentava di mantenere l’ordine, segnando dietro la lavagna i buoni e i cattivi, come era stato doverosamente istruito quanto era stato insignito dell’ambito ruolo. Non ricordo se per democratica votazione o se scelto a caso dall’insegnante. In ogni caso, una bella gatta da pelare.
Comunque, i buoni se ne stavano al loro posto a disegnare o a chiacchierare tranquillamente con il vicino di banco; i cattivi erano occupati a tirarsi cancellino, gessetti, palline di carta, a giocare ai cow boys. L’arrivo della maestra passò inosservato per qualche secondo. Poi, il disastro.
«Aprite il quaderno dei compiti e scrivete: oggi mi sono comportato male, ho disturbato le lezioni delle altre classi, urlando e correndo. Alla prossima pagella avrò 7 in condotta. E fate firmare.»
Punto.
Qualcuno si mise a piangere, altri sghignazzarono, si sentirono degli “non è giusto però, io ero al mio posto!” ma sottovoce.
Nessuna protesta.
A casa ci fu ben poco da spiegare: i genitori conoscevano i loro polli.
Alcune mamme, le mamme di quelli buoni, furono incaricate di mediare con la maestra, che però risultò irremovibile.
Arrivarono le pagelle. Condotta: sette, con la bella calligrafia della segretaria. Per qualcuno era l’unica sufficienza, assieme alle assenze. Per altri… un’onta.
Oggi la vicenda finirebbe sui giornali, i leoni da tastiera – che manco sanno cos’è la condotta – metterebbero in croce non gli indegni scolari ma la maestra, la crisi dei valori, il ministro competente (o incompetente), i social e via discorrendo a vanvera.
Forse ci sarebbero dibattiti televisivi con esperti e superesperti a fare la fila per esprimere i propri pareri, peraltro non espressamente richiesti dagli interessati.
Ma in quegli anni la serietà permeava ancora le aule scolastiche, anche quelle di campagna.
La parola rispetto aveva ancora un significato: qualche volta faceva rima con paura, ma anche chi aveva fatto solo la prima elementare era in grado di insegnarlo ai figli. Non proprio sempre, ma insomma…
Alla fine dell’anno scolastico comunque quasi tutti i sette diventarono otto e nove ma nessun dieci.
Qualche sette rimase, e la bocciatura arrivò, come promessa.
 
Scuola di campagna anni ‘60: a volte mi pare di sentire la campanella e il ricordo di quegli anni sfuma nella nostalgia per brave maestre, che sapevano farsi ricordare. Anche con un 7 in condotta, meritato o meno che fosse.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

27 in condotta Empty Re: 7 in condotta Lun Dic 06, 2021 11:08 am

Ospite


Ospite

Bellissimo . Mi piace . Gran bel racconto . Mi appassiona si . Per adesso , posso scrivere questo :davvero un bel racconto . Ecco , io posso scrivere circa la mia esperienza .. di studente alle elementari , .. grazie cara Susanna . Bel racconto si . Mibpiacec

37 in condotta Empty Re: 7 in condotta Mar Dic 07, 2021 1:09 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan

Erano tempi in cui le ova le compravi fresche e il latte... beh quello lo portava la Sofia con la bici e pure la ricotta calda negli stampi e il maestro si faceva confezionare una riga di legno da Raffaele che aveva il papà falegname che poi non si capiva il perché... tranne quando al banco di comando se non sapevi la lezione le manine ti diventavano rosse come le orecchie e poi il Giacomino beccava puntualmente la scarcagnata in testa che la riga si sfragnava e il papà di Raf doveva farne un'altra e il bello era che pure il Raf era un abitudinario usufruente del colpo alla Bruce Lee che il maestro Teobaldo sapeva portare con maestria appunto essendo maestro e se no che ci stava a fare e quel mondo... me lo hai fatto ricordare e mi ricordo ancora quando andammo tutti al parco pensando in una buona azione del maestro che ci raccontava degli uccelletti in brodo e degli alti rami e... che non s'era andato a perdere l'orologio regalato dalla moglie in mezzo all'erba e noi dovevamo aiutarlo a trovarlo altrimenti mi arrabbio.
Che ci vuoi fare Susanna, così è la vita per chi in modo ruspante ha imparato a viverla e grazie moltissimo per il tuo racconto delicato e struggente nei suoi ricordi.


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

47 in condotta Empty Re: 7 in condotta Mar Dic 07, 2021 4:31 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

@Giancarlo Gravili ha scritto:Che ci vuoi fare Susanna, così è la vita per chi in modo ruspante ha imparato a viverla e grazie moltissimo per il tuo racconto delicato e struggente nei suoi ricordi.
Ricordo ancora i nomi delle mi maestre. In questo momento mi sovviene anche quello di una vecchissima maestra, piccola, zitella, sempre vestita di nero che appioppava di quelle sberle da rintrronare per una settimana. E in classe aveva ripetenti altri mezzo metro più di lei. Ma ci fosse qualcuno che si lamentava. Nell'intervallo, tutti in cortile a giovare ma quando arrivava lei, si urlava piano lol! .


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57 in condotta Empty Re: 7 in condotta Sab Gen 01, 2022 6:24 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

cara @Susanna, posso confermare riga per riga quanto hai scritto.
certo, magari cambiano percentuali e numeri, ma il succo è tale e quale: negli anni 60 era così.
pure io mi sono preso un paio di scapaccioni dalla maestra, nonostante a fine anno fossi sempre il migliore della classe.
il 7 in condotta no, però le esperienze fatte allora le ricordo tutte in maniera viva e sono abituato a portare rispetto ancora oggi, cosa che nei ragazzi si vede davvero poco.
da quel lato ci stiamo spegnendo, purtroppo.
l'unica cosa che stona nel racconto è quel "scuola di campagna anni 60" ripetuto troppe volte, a mio parere


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

7 in condotta Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

67 in condotta Empty Re: 7 in condotta Sab Gen 01, 2022 9:50 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

@Arunachala ha scritto:
l'unica cosa che stona nel racconto è quel "scuola di campagna anni 60" ripetuto troppe volte, a mio parere
Prima di tutto grazie per la lettura: aver trovato il tempo con tanta roba di Natale da leggere...

L'ho pensato anch'io, questo è un raccontino scritto qualche anno fa (sto rianimando un tot di files) e alla luce dei suggerimenti di DT - scritto oggi il racconto - non lo metterei.
Però era un ritornello che voleva accompagnare con questo incipit ricordi che arrivano un poco alla volta. Ho ben chiaro ancora l'ingresso della maestra, quella mattina: quasi un fermo immagine con un cancellino fermo a mezz'aria, lo sguardo di sorpresa di chi stava facendo un disegnino (l'album Roselline esiste ancora e l'ho pure regalato), un indiano in piedi sul banco... stranamente non ricordo come la presero i miei genitori.
Dovrei averla ancora la pagella, alle prime pulizie del mio laboratorio (tavolone con scaffali e tante scatole) la cerco.


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

77 in condotta Empty Re: 7 in condotta Sab Gen 01, 2022 10:14 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin

@Susanna ha scritto:
@Arunachala ha scritto:
l'unica cosa che stona nel racconto è quel "scuola di campagna anni 60" ripetuto troppe volte, a mio parere
Prima di tutto grazie per la lettura: aver trovato il tempo con tanta roba di Natale da leggere...

L'ho pensato anch'io, questo è un raccontino scritto qualche anno fa (sto rianimando un tot di files) e alla luce dei suggerimenti di DT - scritto oggi il racconto - non lo metterei.
Però era un ritornello che voleva accompagnare con questo incipit ricordi che arrivano un poco alla volta. Ho ben chiaro ancora l'ingresso della maestra, quella mattina: quasi un fermo immagine con un cancellino fermo a mezz'aria, lo sguardo di sorpresa di chi stava facendo un disegnino (l'album Roselline esiste ancora e l'ho pure regalato), un indiano in piedi sul banco... stranamente non ricordo come la presero i miei genitori.
Dovrei averla ancora la pagella, alle prime pulizie del mio laboratorio (tavolone con scaffali e tante scatole) la cerco.
io ho invece ben chiaro il primo ceffone ricevuto dalla maestra, inaspettato ma, col senno di poi, assolutamente giusto
e le pagelle le ho pure io, in cantina


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7 in condotta Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

87 in condotta Empty Re: 7 in condotta Sab Gen 01, 2022 11:09 pm

Susanna

Susanna
Maestro Jedi
Maestro Jedi

@Arunachala ha scritto:
@Susanna ha scritto:
@Arunachala ha scritto:
l'unica cosa che stona nel racconto è quel "scuola di campagna anni 60" ripetuto troppe volte, a mio parere
Dovrei averla ancora la pagella, alle prime pulizie del mio laboratorio (tavolone con scaffali e tante scatole) la cerco.
io ho invece ben chiaro il primo ceffone ricevuto dalla maestra, inaspettato ma, col senno di poi, assolutamente giusto
e le pagelle le ho pure io, in cantina
Confessione per confessione, in seconda elementare mi sono presa uno zero in matematica: questo meritato. Piccola verifica di matematica e per aiutare la mia amica del cuore in difficoltà, ingenuamente non le dico i risultati di quelle che saranno state addizioni o sottrazioni, ma le passo addirittura il quaderno. Così non si rischiava che lei capisse male. Risultato: operazioni giuste ma un bello "Zero: non si imbroglia la maestra" da far firmare. Mitica maestra Carla.


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