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Essere intera

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1Essere intera Empty Essere intera Dom Mar 14, 2021 10:35 am

Hellionor

Hellionor
Admin
https://www.differentales.org/t374-ricordi-persi-nel-tempo:





Succede sempre che all’improvviso mi rendo conto di essere sola.
È difficile da spiegare.
Gli altri sono nati soli. Gli altri erano uno, alla loro nascita. Quell’uno irripetibile che dà all’essere umano la percezione dell’immortalità. La sensazione di essere Dio. Anche se io non lo so, che cosa si prova.
Siamo pari, in un certo senso. Io non comprendo questa impressione di onnipotenza, gli altri non possono comprendere la sensazione del doppio. Della perfezione del numero due. Dell’essere in due, sempre.
O almeno il sempre è quello a cui si aspira.
E io invece sono sola.
Quella storia della metà della mela, be’, solo se avete un gemello la potete capire davvero. Altrimenti si è una mela intera già da soli. Non serve cercare altrove.
Non serve, quindi, fare quello che sono obbligata a fare io. Ogni fottuto giorno.
Dove la trovi una persona che possa diventare la tua metà, quando la tua vera metà è morta?
Io, per non dover fare troppa fatica, la cerco in alcuni bar di infima categoria, dove posso scambiare qualche prestazione sessuale e avere il ritorno di qualche birra, due risate, il potere del fascino.
Ma di metà, manco l’ombra.
Tendi a sfoltire la tua vita, quando resti così sola. Tendi a dividere il mondo da te con fossati, coccodrilli e perfidi incantesimi.
Via i conoscenti, prima. Poi gli amici che non vedi molto spesso. Poi a cerchi concentrici arrivi agli affetti più cari, per allontanarli.
E chi ti parla, chi ti chiede, che cazzo capisce? Nulla, nulla di nulla di nulla.
Allora vado per bar e aspetto. Come una mascherata che si ripete ogni sera, aspetto che arrivi qualcosa che posso sentire dentro come una costola.
Ma sono sola, anche stasera.
Appoggiata al bancone del bar, un piede nudo che dondola, disegno ghirigori su un tovagliolo stropicciato.
Lo faccio tutte le sere. Ci passo il tempo, un tempo che non fa altro che rotolare nell’eco della mia solitudine. I ghirigori, a dirla tutta, mi fanno sentire ancora più sola.
Sento il suo profumo appena entra.
Come di mela, ecco. Di mela verde e croccante.
Mi è già capitato, un paio di volte. Falsi allarmi, solo i miei fratelli venuti a recuperarmi in qualche posto più squallido degli altri.
Non mi volto neanche, quindi. Non ha senso. Basta illusioni.
Ordino un altro whisky, tiro fuori le sigarette, me ne accendo una. Mi stupisco di quanto siano ferme le mie mani.
«Cosa succederebbe se una di noi due morisse?» mi chiedevi.
E io lo chiedevo a te. Non c’era risposta, no. Non le avevamo, noi, le risposte.
«Non succederà nulla. A noi la morte non ci può dividere. Se tu morissi, morirei anche io. E viceversa, direi».
«Io no, Sara. Io, se tu morissi, non morirei. Continuerei a vivere per tutte e due».
Che sciocca che sono stata, a crederti. Me lo dicevi solo per convincermi, per essere certa di strapparmi quella promessa: «Se tu muori, io non muoio. Io continuo a vivere per tutte e due».
Una promessa fatta a diciotto anni. Una promessa da mantenere a venti. Sono dieci anni che provo a mantenerla.
Ma io non vivo per tutte e due. Io sopravvivo a stento per l’ombra di me.
Sorrido al ghirigoro che mi ricambia, sorseggio il whisky.
Risento quel profumo, accanto a me.
«Ciao».
Ho pensato sempre che se non rispondi a un ciao, chiunque lo abbia pronunciato prima o poi deciderà di andare via. Quindi sto zitta, e aspetto. Ricordo di avere una voce solo quando devo ordinare da bere.
Una mano si allunga verso il mio tovagliolo. È una mano banale, una mano qualunque.
Stringo gli occhi. Sono proprio una stupida.
Lo pronuncio a voce abbastanza alta e lei, questo donna che profuma di mela, si sente in dovere di intervenire in questo dialogo interiore.
Lo fa nel modo giusto, ecco.
«In effetti non rispondere a un mio ciao non è stata una mossa intelligente».
«Scusa, il tuo odore… ecco, pensavo fossi un’altra persona…» forse dovrei dirglielo senza tentennare, a costo di passare per squilibrata: Pensavo fossi la mia gemella morta 10 anni fa. Sai, avete lo stesso odore.
«Lo pensavo anche io. Pensavo che tu fossi un’altra persona. Ma invece io sono io e tu sei tu, e io devo proprio andare, adesso».
Alzo gli occhi.
Succede qualcosa che non succedeva da talmente tanto tempo che non lo ricordavo neanche più, quello che si prova. La sensazione di non essere soli. Di non essere a metà.
«Ma forse tutto sommato, sei proprio tu» sussurra.
Si siede meglio sullo sgabello, posa la borsa a terra e ordina una birra.
«Ti avviso - mi dice, raccogliendosi i capelli tra le mani e trasformandoli in un nido - non so bene che succede, ma io ora mi siedo qui. Perché ne ho bisogno. Mi basta solo stare qui».
Avvicino un po’ il mio sgabello al suo, brindiamo.
Respiro, piano piano.
Nessuno lo può capire.
Questo bar è l’alternativa alla bara. Solo una lettera li divide. E io una A la porto sempre, in borsa.
Il cimitero è buio, vicino alla tomba di Rebecca. Vicino alla tomba di Rebecca non riesco più a sentire il suo odore, ormai. Non riesco più a sentire lei, non riesco più a sentire me. Tocco il mio corpo ma è come se non avessi il tatto. Non lo sento mai intero.
Ma adesso sì. Stasera sì.
Mi avvicino di più a lei, mi sento calda. Riesco a toccarmi le braccia, a sentirmi intera. Sono tutta, ecco.
Ci rimaniamo per ore, in quel bar.
Scambiamo poche parole, brindiamo, alle volte ci sorridiamo piano.
Spalla a spalla ci godiamo questo piccolo tempo perfetto che sta attraversando, di nuovo, le nostre vite.
Alla chiusura ci alziamo e usciamo, entrambe malferme sulle gambe.
«Se lo facessimo almeno una volta alla settimana – mi dice, alzando gli occhi – riuscirei finalmente a vivacchiare, invece di sopravvivere».
«Se lo facessimo almeno due volte, la vita comincerebbe di nuovo ad avere un senso» aggiungo.
«E dalle tre volte in su, ho la sensazione che andrebbe tutto dannatamente meglio» termina, facendomi l’occhiolino.
Ridiamo. Ci stringiamo le mani.
Dopo, poi, ascolto il rumore dei miei passi mentre torno verso casa. Respiro, annusando gli odori del mondo, di nuovo.
Domani comprerò delle scarpe rosse. Rebecca le adorava, le scarpe rosse.

2Essere intera Empty Re: Essere intera Dom Mar 14, 2021 2:44 pm

Phoenix

Phoenix
Admin
"Questo bar è l'alternativa alla bara". 
Solo per questo passaggio meriteresti una bevuta gratis da wiky.
Il dolore, l'introspezione quasi delirante, la rassegnazione e infine la speranza disegnati con pochi e precisi colpi di pennello, da artista.
Senza fronzoli, senza sbavature, con quel "dopo, poi" ricercato con cura.
Come sempre e ormai da anni, chapeu.
Prost


______________________________________________________
La gloria o il merito di certi uomini è scrivere bene; di altri, non scrivere affatto.

Jean de La Bruyère

3Essere intera Empty Re: Essere intera Dom Mar 14, 2021 2:55 pm

Asbottino

Asbottino
Younglings
Younglings
Caspita, Ele, bellissimo. Molto molto ispirato. Minimalista, pulitissimo. Scommetto che dietro c'è un lavoro pazzesco di rifinitura, ma non si vede, nascosto dietro un ritmo perfetto e frasi che pesano come macigni. Bravissima, piaciuto davvero tanto.

4Essere intera Empty Re: Essere intera Dom Mar 14, 2021 3:59 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Questi tuoi dialoghi interiori sono forti, potenti. Mi colpisce la grande capacità di introspezione, sicuro una dote che hai affinato anche personalmente. Non si può scrivere così se non si è abituati a “indagarsi”. Le parole sono funzionali, asciutte, sanno di verità.
Non cerchi l’effetto wow, ciò nonostante quel wow viene spontaneo leggendoti.
Non ho una gemella, ma la sensazione che descrivi è talmente tangibile che mi è arrivata tutto il senso di perdita di una parte di sé. Come quando, credo, si perde un arto e si continua a sentire il dolore o altre sensazioni. In più quella descrivi non è solo una sensazione fisica, è quella psicologica e affettiva. È quella ricerca di interezza che rasenta la follia.
Intenso come ogni tuo scritto.Essere intera 1845807541I love you


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

5Essere intera Empty Re: Essere intera Dom Mar 14, 2021 4:17 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Grazie a tutti voi.
Asbo: eh sì, tanto lavoro di limatura dietro le quinte, beccata Wink.
Pet: verissimo, sono abituata a indagarmi fino allo sfinimento, e lo stesso alle volte non mi capisco da sola. Ma dentro alle mie donne ci metto la donna che sono io, e cerco sempre di calarmi nei miei personaggi totalmente. Una sorta di metodo Stanislavskij applicato alla scrittura ehehehhe.

6Essere intera Empty Re: Essere intera Dom Mar 14, 2021 4:19 pm

tommybean

tommybean
Padawan
Padawan
Tempo fa, un tale intervistato in televisione disse che la vita è 'respirare'.  
Respirare normalmente, senza doverlo fare con accanimento, attraverso una cannuccia della cocacola.
Ci ripenso spesso ai limiti di quella cannuccia. E a quel poveraccio.
Ci ripenso spesso a quanto sia bello, semplicemente respirare.
Vivere.

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