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Five Leaves Left - Nick Drake

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Messaggio Da Andrea Bernardi Sab Mar 23, 2024 3:39 pm

Nick Drake

Five Leaves Left

(Witchseason/Island records)

Nel luglio del 1969 viene pubblicato “Five Leaves Left” ovvero l’opera di esordio di uno sconosciuto giovane studente di Cambridge.
Prodotto da Joe Boyd in collaborazione con John Wood, l’album si inserisce all’interno della scena del British Folk Revival di cui fanno parte altri artisti prodotti dalla Witchseason quali i Fairport Convention, la Incredible String Band e John Martyn.
La foto di copertina , scattata da Keith Harris ritrae Drake che, dall’alto di una soffitta, scruta assorto il panorama di Hampstead.
La musica contenuta nel disco è assolutamente unica e fuori dal tempo: 11 canzoni che hanno il profumo dell’autunno inglese, la malinconia della sua campagna , la magia delle sue nebbie, l’eco lontana dei suoi poeti (Keats e Shelley su tutti); 11 canzoni in bilico tra musica da camera, folk, blues e jazz.
L’arrangiamento barocco di Robert Kirby in “Way to blue”, “Day is done”, “The thoughts of Mary Jane” e “Fruit tree” conferisce a questi brani un carattere non convenzionale, quasi aristocratico e rivela la grande familiarità di Drake con la musica di Bach, Handel e Purcell.
Lo stile chitarristico di Drake appartiene alla tradizione del country blues di Brownie McGhee e Josh White, l’accordatura aperta e la tecnica “double picking” risentono dell’influenza di Berth Jansch. La voce profonda, scura e gentile ricorda nella pronuncia l’autorevolezza di un attore elisabettiano. I testi, ricchi di assonanze e riferimenti letterari, cantano la perdita dell’innocenza e delle speranze giovanili in “Day is done” e “Cello song” , la solitudine e l’incomunicabilità in “Man in a shed”, la presenza mistica e meravigliosa degli elementi naturali in “The thoughts of Mary Jane” e “Way to blue”, la caducità della bellezza e della vita stessa in “Fruit tree”(il suo capolavoro).

Se “avete mai visto la terra accarezzata dalla brezza, compreso il palpitare di una luce tra gli alberi” allora ascoltate questo disco.

https://youtu.be/lBBeyHk8Gmw?si=EwpYLsEHjBaLpwk7
Andrea Bernardi
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