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L'abito di Alessandra

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1L'abito di Alessandra Empty L'abito di Alessandra Dom Gen 31, 2021 9:35 pm

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Alessandra, fin dai tre anni, aveva mostrato una totale, assoluta passione per il disegno.
Disegnava ovunque: carta, muro, pavimento… e con qualunque strumento: matita, colore, chiodo, sasso appuntito. Una disperazione.
Gabriella, madre separata, donna solare e sarta rifinita, aveva tanto lavoro e poco tempo da dedicare alla figlia, così si raccomandava, sgridava, ripuliva e lasciava correre.

La piccola cresceva serena accanto a nonno Sisto, maestro in pensione che odiava i cartoni animati e viveva per questa sua unica, ultima alunna.
Per farla divertire, stendeva sul tavolo della cucina un foglio di carta da pacchi bianco, poi raccontava una storia e intanto la disegnava.
Sotto gli occhi sgranati della bambina, arrivavano fate, re, principesse, draghi e mostri sputafuoco. Poi, mentre la fiaba andava avanti, lui rovesciava sul tavolo un mare di pennarelli, colori a cera, pastelli, colori a dita e i due artisti coloravano insieme, testa contro testa; vestivano il principe azzurro, lo gnomo, perfino il serpente velenoso e tutto il mondo sciorinato sul tavolo.
Quando avevano finito, Sisto, con una cucitrice gigante, cuciva i fogli fra loro, li datava, li avvolgeva e diventavano grandi album che legava con lo spago. Li teneva in soffitta e quando a volte ne riprendeva uno, la piccola raccontava per filo e per segno le storie al nonno che ormai le aveva dimenticate.

- Nonno, vero che starai sempre con me?
- No, non potrò stare sempre con te, ma ti lascerò un regalo.
- Davvero, nonno? E cosa?
- E’ una sorpresa, non si può dire.
- Dai, dai…
- Non insistere, Alessandra.
La bimba zittì mentre lui sorrideva: aveva solo una vaga idea di cosa fossero i Bot e i Cct...

Quando Sisto morì, lei aveva cinque anni.
La piccola non versò una lacrima, ma prese l’abitudine di trascorrere i pomeriggi in soffitta.
La madre, preoccupata, andava a vedere, controllava, ma la trovava serena, intenta a disegnare sui grandi album che aveva fatto con il nonno: colorava, si raccontava la storia, aggiungeva personaggi; la donna si tranquillizzò, mancavano pochi mesi all’inizio della scuola, il pensiero del nonno sarebbe sbiadito.
Gabriella aveva un bel da fare in quel periodo: la figlia del sindaco si sposava e le aveva ordinato l’abito. Una nuvola di seta e tulle, un incanto che le era costato e le costava nottate insonni, agitazione e tanta preoccupazione. Era stata preferita all’atelier delle sorelle Rondina, doveva riuscire tutto alla perfezione.
Dopo un mese di lavoro, di prove su prove e patemi d’animo, finalmente l’abito era finito.
Un autentico capolavoro. Per essere sicura che niente potesse rovinarlo mentre confezionava e ricamava il velo, lo coprì con una fodera di seta verde, cucita a sacco e lo appese nell’armadio del padre, ormai vuoto.

Un pomeriggio Alessandra entrò nella camera del nonno per prendere i colori a cera.
Aprì l’armadio e vide il sacco verde.
Incuriosita, sollevò un lembo e rimase abbagliata, a bocca aperta:
- Il vestito verovero della regina Rosilde!
Richiuse l’anta, volò in soffitta, cercò il rotolo che conteneva la fiaba e lo portò di sotto.
L’aprì sul letto del nonno e andò alla pagina del matrimonio di Rosilde.
- Eccolo, è proprio lui! Sicuramente è il regalo che mi ha lasciato nonno per quando sarò grande. Non ha fatto in tempo a colorarlo, ma lo farò io.

Tastò nella penombra del pianale, trovò la scatola dei colori a cera poi entrò nel grande mobile.
Sollevò la fodera del sacco tirandola sul davanti, poi spinse il vestito e la sua gruccia fino alla parete e si mise al lavoro. Cominciò dall’orlo, come le aveva insegnato il nonno.
In poco tempo, comparve una sottile lingua di prato verde, sbocciarono fiori dai colori delicati, volarono farfalle e coccinelle portafortuna.
Prima di procedere, la bambina scendeva, andava a studiare il disegno, risaliva.
Quando ormai il pomeriggio cedeva il passo alla sera, la piccola aveva completato il dietro della gonna e decise di smettere.
Coprì di nuovo l’abito, scese, chiuse accuratamente l’anta, arrotolò l’album, lo sistemò sotto il letto e andò in cucina.

Decise di non raccontare del regalo, avrebbe fatto una sorpresa a lavoro finito.
- Cosa hai fatto oggi, bella di mamma?
- Niente, sto rifacendo un disegno di nonno.
- Tu con questi disegni… - e le fece una carezza.

Il giorno successivo Ale lavorò alacremente; spostò l’abito contro la parete opposta e prima di pranzo completò il davanti, poi nel pomeriggio prese uno sgabellino, lo sistemò nell’armadio e ci salì sopra per poter colorare il busto. Passò leggermente l’azzurro che doveva essere il cielo e sopra disegnò un volo di rondini che raggiungeva l’allacciatura sulla schiena. Finito.
Scese e guardò con l’occhio critico dell’artista il lavoro completo. Fece dei piccoli ritocchi, ma nel complesso era proprio soddisfatta.
Il giorno dopo era Domenica e sarebbe venuta anche zia Carla. Decise che a pranzo avrebbe mostrato a tutti il suo segreto.
Ma la mattina presto, quando si alzò per l’ultimo controllino, rimase di sasso: l’abito non c’era più. Abbandonata sul fondo dell’armadio era rimasta la scatola dei colori.
Le salirono le lacrime agli occhi.
- Nonno! Ma cosa hai fatto? Prima me lo dai, poi te lo riprendi?
Delusa, con un sonoro slam chiuse l’armadio e tornò a letto.

Gabriella, emozionatissima, arrivò alla villa.
- Signora Gabriella! Venga, venga, la sposa è di sopra con la parrucchiera e l’estetista.
- Un momento. Tenga la scatola del velo e la borsa del cucito, per favore. Io prendo l’abito.
- Certo. Dia pure a me.
La sarta sollevò con grande attenzione il sacco verde, se lo mise riverso sul braccio e si avviò dietro alla cameriera.
- Venga, si accomodi. Mariadeleee! L’abito.
Una bella ragazza, con la testa piena di bigodini rossi, corse nella stanza.
- Uhh! Mamma vieni. Vediamo, vediamo…
Qualcuno bussò alla porta e la socchiuse.
Un coro lo subissò.
- Nooo! Via! Sciò! Lo sposo non può vedere l’abito, porta sfortuna…
- Biii! Che camurrìa! Va bene, va bene. Vado.
- Che matto! Per fortuna l’abbiamo fer… ma… ma cosa?? Cosa???...
Un pandemonio si scatenò nella stanza. La sposa svenne e cadde come un fantoccino su una poltrona accanto al letto, la parrucchiera, la serva e la madre della sposa urlavano come matte, non osavano toccare, non volevano credere ai loro occhi.
- Ma checcazzo è? E’ uno scherzo…
Gabriella, gli occhi fuori dalle orbite, il cuore a mille, sudata, scarmigliata come se avesse fatto una gran corsa stando immobile, fissava le figurette dei re, dei principi e dei fiori che sembravano irriderla.
Alle grida arrivò altra gente e tutti, tutti alla vista dell’abito rovinato, urlavano come ossessi.
La madre, donna di polso abituata a comandare a bacchetta, strillò:
- Silenzio!
Tutto tacque all’improvviso. Intorno alla sarta e al suo abito si fece uno slargo.
- Dunque: fra esattamente quarantacinque minuti il prete inizia la messa. Tu Maria Adele infila questo cazzo di abito e vediamo se si può fare qualcosa.
- Ma…- tentò di articolare lei mentre si vestiva.
- Zitta!
…e in quel preciso momento un raggio di sole, riuscito chissà come a evitare le tende, illuminò la sposa avvolta in un abito di alta sartoria: la stampa, con colori tenui e raffinati, riproduceva un principe e una principessa che si tenevano per mano e sorridevano felici, seguiti da un corteo festante. L’immagine era semplice, evocativa, e si snodava senza soluzione di continuità lungo l’intera gonna. Sullo sfondo c’era il castello con le bandiere che garrivano al vento, mentre un volo di rondini, nel cielo terso, abbracciava il corpetto inondato da un cascata di riccioli biondi che avevano perso i bigodini.
Gabriella, tremando, ci posò sopra il velo bianco, ricamato a roselline delicate e scoppiò di nuovo il caos. Applausi, grida entusiaste e:
- Zitte, zitte… mancano pochi minuti! - ci fu un gran fuggifuggi.

L’abito venne fotografato in tutte le salse, rubò la scena agli sposi, fu copiato e ricopiato, ma nessuno lo uguagliò. Mai.


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Mai innamorarsi di un fiocco di neve...  L'abito di Alessandra 3931930528

2L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Lun Feb 01, 2021 7:59 am

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Dolcissima fiaba che tiene col fiato sospeso fino al finale. Il nonno Sisto avrà sistemato le cose “dall’alto”
Un pizzico di magia che dona una luce speciale al racconto.
Se posso, ti suggerirei di togliere questa frase: La bimba zittì mentre lui sorrideva: aveva solo una vaga idea di cosa fossero i Bot e i Cct... 
Interrompe la magia... 
È sempre un piacere leggerti, Buc!


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Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

3L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Mer Feb 03, 2021 5:46 pm

Solenebbia

Solenebbia
Viandante
Viandante
Il titolo mi ha preso in trappola.
Sono caduta in questa splendida favola. La scrittura semplice e scorrevole, mi ha fatto arrivare in un lampo alla fine, senza accorgermi, e un po mi è spiaciuto, lasciare Gabriella e Alessandra. Nonostante tutto, fu un successo. Complimenti, a rileggerti.

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https://www.robertomischiatti.it/foto-gallery

4L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Gio Feb 04, 2021 1:04 pm

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Grazie, a buon rendere👍🏻🌹


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Mai innamorarsi di un fiocco di neve...  L'abito di Alessandra 3931930528

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5L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Gio Feb 04, 2021 1:34 pm

Martin Della Cappa

Martin Della Cappa
Padawan
Padawan
Caruccio, non c'è che dire. Forse la chiusura è un po' troppo brusca e stona anche col tumulto descritto poco prima, ma per il resto è una lettura molto godibile, senza grandi pretese ma forte dell'atmosfera dolce e famigliare che pervade il testo.

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6L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Gio Feb 04, 2021 1:37 pm

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Ciao, Martin. Un nick di sapore nobiliare, complimenti. Grazie per il commento.


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Mai innamorarsi di un fiocco di neve...  L'abito di Alessandra 3931930528

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7L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Lun Feb 08, 2021 9:27 pm

Dafne


Younglings
Younglings
Bellissimo Buck, una favola delineata perfettamente. L'ho letta con il cuore in gola fino alla fine...

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8L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Lun Feb 08, 2021 9:32 pm

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Sto attraversando un periodo trafficato, non ho tempo (credo) nemmeno per il contest, ma adoro ricevere i vostri bei commenti in questi tre racconti recuperati da SpS. Grazie, Daf. Tu? La famiglia? Tutto ok, spero. Un abbraccio stretto.


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Mai innamorarsi di un fiocco di neve...  L'abito di Alessandra 3931930528

9L'abito di Alessandra Empty Re: L'abito di Alessandra Sab Mar 20, 2021 4:00 pm

Susanna

Susanna
Padawan
Padawan
L'ho letto tutto d'un fiato, una bella favola che non può non piacere a chi ha avuto un nonno paziente e anche a chi, come me, è nonna di una bimbetta per cui ogni cosa nuova in cui incorre è buona per una favoletta, che ti devi inventare lì per lì. Dolcissimo immaginare la bimbetta nell'armadio, al lavoro.
Se anche per il finale si fosse spesa un po' della fantasia della prima parte, sarebbe stata ancora più spiacevole. Qui sembra il classico "e vissero felici e contenti" con cui in tante fiabe si chiude una trama corposa. Insomma, io me lo aspettavo di sognare qualche minuto in più. Ma mi è piaciuto tanto ugualmente. Me lo appunto da raccontare a Olimpia.


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"Lui sapeva che che scrivere che non si può scrivere è comunque scrivere." Enrique Vila-Matas da La compagnia di Bartleby

L'abito di Alessandra Senza_11

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