Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.

Unisciti al forum, è facile e veloce

Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.
Different Tales
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.

Il forum di scrittura creativa che cercavi


Non sei connesso Connettiti o registrati

Il mio amico Bucciu

Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1Il mio amico Bucciu Empty Il mio amico Bucciu Dom Gen 24, 2021 9:30 pm

tontonlino

tontonlino
Viandante
Viandante
Il mio amico si chiama Bucciu. Bucciu non è di qui: è nato in Australia ma viaggia per il mondo. Ora Bucciu sta per arrivare in Turchia. Dopo la Turchia andrà in Grecia e dopo la Grecia arriverà qui da noi, in Italia. Non vedo l’ora.

Prima di partire Bucciu ha salutato la sua famiglia. Erano tutti in fila. Non è la prima volta che va via da casa, eppure tutti stavano piangendo. Piangono sempre quando lui se ne va. Allora Bucciu si è messo a piangere forte anche lui. “Dove vai questa volta?” gli ha chiesto il padre in lacrime. “Vado in Europa. Ho tanti amici lì, ma il mio grande amico è Gaetano”. Questa è stata la risposta di Bucciu. Io sono Gaetano, e Bucciu è il mio amico.
 
Ho anche un fratello. Si chiama Enrico. Da quando la mamma se n’è andata io e Enrico viviamo insieme. Lui si occupa di tutto: fa i letti, passa l’aspirapolvere, mette i panni in lavatrice, li stende, prepara da mangiare e lava i piatti.  Enrico è alto, molto più di me, e rassomiglia ad Antonioni, il calciatore della Fiorentina. Se li vedeste uno vicino all’altro, direste pure voi che sono come due gocce d’acqua. Il suo sogno è di fare il calciatore. Non è bravo quanto Antonioni ma in molti gli dicono che è un bravo centrocampista e che comunque c’è sempre tempo per diventare bravo come lui. Oggi Enrico non c’è. Lo hanno portato in ospedale. Aveva dei fogli in mano. Mi ha detto che è una cosa da nulla e che tornerà a casa in tempo per il cenone di Natale.
 
A quest’ora Bucciu starà per lasciare la Turchia. Il suo è un volo pieno di scali. Il prossimo è in Grecia. Bucciu, oltre all'australiano, che è una lingua difficile, parla il turco ma sa anche il greco. A dire il vero, egli conosce settantacinque lingue. In Grecia è pieno di Greci. Voglio dire che se non parli greco loro non ti capiscono. Dimenticavo di dire che Bucciu non sa l’inglese, come me. A scuola dicono tutti che l’inglese è una lingua importante, ma nessuno la sa parlare. Mi aiuta un’insegnante, però l’inglese è troppo difficile e non mi entra in testa. L’insegnante è brava. Una volta le ho parlato del mio amico. A lei ora posso dire tutto. All'inizio non mi fidavo tanto perché non è la stessa dell’anno scorso, ma poi mi sono abituato e la trovo molto simpatica. È pure bella. Ha uno sguardo dolce e mi ascolta. E poi sorride sempre ed è molto paziente. Le ho parlato dei viaggi di Bucciu, di quando era in Cina e in Giappone. Le ho parlato pure della sua famiglia. Ha dodici fratelli. Il più piccolo si chiama Mar. Bucciu quando saluta dice: “Ciutta!”, invece Mar dice: “Piur!” Per Bucciu il sole si dice “drig”, per Mar si dice “cosedà”. Parlano la stessa lingua ma salutano e chiamano il sole in modo diverso. Mar accompagna qualche volta Bucciu nei suoi viaggi. L’anno scorso sono stati in Brasile. Quest’anno, però, il mio amico viaggia da solo. Mar ha la febbre. Come Enrico che è andato all'ospedale.
 
Oggi Enrico mi ha detto che la notte scorsa aveva sognato di Bucciu. Gli ho detto: “Hai visto che esiste?” Lui mi ha risposto che lo sapeva già che Bucciu esiste. Allora gli ho detto che se la gente non lo vede e non lo sente è perché Bucciu fa finta di non esistere. In realtà, esiste ma la gente non se ne accorge perché lui finge di non esistere. Non so come faccia. Mi ha promesso che un giorno m’insegnerà a farlo, così, quando vado fuori e la gente mi scoccia, farò finta di non esistere e mi lasceranno tranquillo. Dicevo che Enrico aveva sognato di Bucciu. C’ero anch'io nel sogno. Eravamo allo stadio della Fiorentina in tribuna laterale e stavamo guardando Enrico che giocava. Enrico era Antonioni. Era una semifinale. Se vincevano, andavano a Roma per la finale. Un attaccante della Juventus era entrato in area di rigore. Aveva dribblato tutti e si era portato solo davanti al portiere. Enrico, con una scivolata da campione, gli ha tolto il pallone dai piedi senza commettere fallo e la gente si è messa ad applaudire. Bucciu batteva forte le zampe di dietro. Quando Bucciu batte le zampe a terra, la gente pensa che hanno bussato alla porta e dice: “Avanti!”
 
Hanno telefonato dall'ospedale. Non ho capito bene. Hanno detto: “Complicazioni”. Normalmente Enrico dovrebbe essere già tornato. Questa mattina mi ha detto: “Alle sette, massimo alle otto sono qui. Non ti preoccupare. È tutto pronto. Eventualmente ti telefono.”  Invece sono stati i dottori a telefonare. Sono già le otto e mezzo e ancora non è rientrato. Mi preoccupo.
 
A quest’ora Bucciu starà per prendere l’aereo per l’Italia. Spero che non si sia dimenticato il mio regalo. Di solito mi porta del cioccolato australiano e dei dolci dei paesi dove l’aereo ha fatto scalo. Forse mi porterà qualcosa dalla Turchia o dalla Grecia. A me piace il cioccolato. Anche l’insegnante mi porta del cioccolato a scuola, allora usciamo dall'aula e lo mangiamo assieme. Ai compagni di classe non ne voglio dare.
 
Domani è il compleanno di Bucciu. Compie duecento anni. Sì, lui è molto, ma molto, più vecchio di me. Forse ha più di duecento anni. Comunque a me ha detto così, e poi non m’interessa quanti anni ha.  Domani è il suo compleanno e lo festeggiamo assieme, tutti e tre. Questa volta dirò a Bucciu di non fingere di non esistere così Enrico lo potrà vedere pure lui.
 
Ora Bucciu dovrebbe essere in aereo e starà per arrivare in Italia. Poi dovrà prendere il pullman fino alla stazione e dalla stazione arrivare fin qui. Gli succede qualche volta di dimenticare la strada per arrivare a casa, allora ferma uno e gli chiede di indicargliela. La persona a cui chiede è sempre la signora Adelina. È antipatica la signora Adelina. L’anno scorso gli ha raccontato delle bugie: gli ha detto tutta la strada al contrario. Invece di dire sinistra aveva detto destra, e invece di destra aveva detto sinistra. Ma Bucciu aveva capito che la signora Adelina gli diceva le bugie. Invece di andare a sinistra è andato a destra, e invece di andare a destra è andato a sinistra. Così è arrivato a casa.
 
Poco fa hanno di nuovo telefonato dall'ospedale. Neanche questa volta ho capito cosa hanno detto.  Ricordo solo la parola “coma”. Ho guardato il dizionario. Ma non ho capito tanto. Poi quando torna me lo spiega lui.
 
Con Bucciu io ci parlo, anche quando non è vicino a me. Lui diventa la mia mano e io parlo con la mano. Mi racconta tutto. Mi dice che quando andava a scuola scocciavano pure lui. Era triste e non si sapeva difendere. Come faceva a difendersi da quei ragazzacci con la cresta e gli orecchini? Una volta lo avevano spinto e lui era caduto per terra. Aveva del sangue in faccia. Era arrivata l’insegnante e gli aveva chiesto chi fosse stato a spingerlo. Lui aveva troppa paura e allora non aveva detto niente. Un’altra volta lo avevano spinto di nuovo e aveva ancora del sangue in faccia, ma neanche quella volta aveva parlato. Allora si era inventato questa cosa di far finta di non esistere. “Quando fai finta di non esistere non solo la gente non ti vede ma non ti può neppure toccare, e se non ti può toccare non ti può fare del male.” Bucciu mi ha detto che quando torna m’insegna come si fa.
 
Penso che Bucciu sarà arrivato all'aeroporto. Speriamo che non sbagli pullman. All'aeroporto c’è troppa confusione e non si capisce niente. Deve sempre chiedere. Se la signora Adelina per caso si trova pure lei in aeroporto gli può indicare ancora una volta la strada sbagliata. Sì, Bucciu è furbo e intelligente ma, se la signora Adelina scopre che l’anno scorso il mio amico ha comunque trovato la strada di casa, si farà ancora più antipatica e riuscirà a ingannarlo.
 
Enrico non arriva. La mia mano mi ha detto che è molto ammalato. “Complicazioni e coma vuol dire che è grave. Ma ora vengo io e lo guarisco. Vado in ospedale, gli do le medicine e lo guarisco. Vedrai che torna. Oggi è la Vigilia di Natale e la Vigilia di Natale non può stare in ospedale!” Ero d’accordo con lui: mio fratello doveva assolutamente festeggiare con noi. Io ci credo in quel che mi ha detto Bucciu. Lui conosce tutte le medicine, dalla A alla zeta. Ha fatto l’università e ha la laurea. Solo che non sa l’inglese.
 
Bucciu ha preso il treno. Ci vogliono venti minuti per arrivare fin qui. Se alla stazione ha incontrato la signora Adelina, gli ha sicuramente indicato il treno sbagliato. Ora che ci penso: Bucciu sa leggere e quindi non sbaglierà treno. Si deve ricordare di non prendere il diretto che non si ferma alla stazione di paese. L’anno scorso è andato diritto fino a Firenze ed è dovuto tornare indietro con un treno locale che si fermava a tutte le stazioni. Comunque ora che so il trucco della mano e parlo con lui potrei dirgli quale treno prendere, solo che non lo so.
 
Ho fame. Enrico mi ha detto che se ho fame posso cominciare a mangiare. Io non voglio mangiare da solo. È una cosa brutta. Aspetto Bucciu, così mangiamo assieme.
È tardi Bucciu dovrebbe essere già qui. Forse ha sbagliato pullman, o treno. Forse è già andato in ospedale. In questo caso avrà dato le medicine a Enrico. Forse le medicine non fanno effetto subito e bisognerà aspettare. Conto fino a duemila: se a duemila Bucciu non bussa alla porta significa che c'è qualcosa che non va. La signora Adelina, il treno, il pullman, le medicine… Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci… Ho contato fino a dieci e ancora niente. Continuo. Undici, dodici, tredici, quattordici…
…millenoventonovantasei, millenovecentonovantasette, millenovecentonovantotto, millenovecentonovantanove, duemila.
 
Bussano alla porta. Dico: “Avanti!”
Aprono.
È Enrico.
Con lui c’è Bucciu.

2Il mio amico Bucciu Empty Re: Il mio amico Bucciu Lun Gen 25, 2021 7:37 am

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Tontonlino

molto triste questo racconto e molto bravo tu a congegnare una storia di questo tipo. 
Immagino due fratelli orfani. Gaetano, quello che scrive, ha una qualche forma di disabilità. Il cane Bucciu forse è morto ma per Gaetano vive ancora come un amico immaginario. 
Un amico che busserà alla porta di casa e sarà accompagnato dal fratello, Enrico anche lui, evidentemente morto.
Non so se ho ben interpretato, ma mi sono commossa leggendo. 
La tua scrittura dritta e pulita mi piace tanto.


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

3Il mio amico Bucciu Empty Re: Il mio amico Bucciu Lun Gen 25, 2021 10:57 am

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Farsi invisibili perché così nessuno può farti del male ecco con questo aggancio posso dirti che la tua storia mi ha preso il cuore.
 Un amico invisibile che non c'è ma per lui esiste, il non voler accettare la morte del fratello e continuare a vedere quello che non c'è.
Bravissimo ton.
Benvenuto, leggerti è un gran dono. flower

Contenuto sponsorizzato


Torna in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.