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Messaggio Da Different Staff Gio Dic 16, 2021 11:40 am

I fiocchi di neve cadevano e diventavano un tutt'uno con il manto innevato misto ad acqua sulla strada. Le vetrine dei negozi riflettevano la luce proiettandola ovunque, mentre la coltre di neve sulle porte e sulle insegne assediava le entrate.
Tommy Porter camminava avanti e indietro, fuori dal negozio, con le mani sprofondate nelle tasche del cappotto grigio. Con un movimento del capo si scostò la ciocca di capelli scuri e ricci che danzava sulla fronte e inspirò aria fredda dalle narici.
Molly uscì qualche istante dopo, radiosa e sprizzante felicità da tutti i pori. Fra le braccia teneva un incarto colorato che premeva contro lo sterno protetto dal cappotto di lana color carne. Si tastò i capelli castani luminosi e gli sorrise come se lui avesse fatto una delle sue tipiche battute taglienti che inventava sul momento.
«Bene. Scusa per l'attesa, tesoro.» Provò a giustificarsi lei.
«Oh, tranquilla. Hai comperato anche il negozio, per caso?»
«Che ridere, Tom. Comunque, ho comprato al signor Bennett un delizioso puntale in ottone per il suo albero di Natale.»
«E chi ti dice che non ne abbia già uno?»
«Perché sono intima della moglie e mi ha rivelato che il loro l'hanno perduto durante il trasloco da Cincinnati.»
«E sei sicura che sarà di loro gradimento?»
«Puoi giurarci. Conosco i loro gusti.»
La dimora di Evelyn e Marcus Bennett, datore di lavoro di Molly, era un'elegante costruzione in stile vittoriano che stonava con le villette a schiera del quartiere e che si ergeva in tutta la sua grandezza dietro la chiesa di St. Charles. L'azzurrognolo delle pareti esterne sembrava fatto apposta per la neve che si depositava sul tetto e sui balconi. All'interno la casa era un'esplosione di armonia per gli occhi. Il salotto era adornato da arazzi e tappeti persiani e poltrone in pelle. Ma ciò che colpiva di più erano senz'altro le decorazioni natalizie così numerose che diminuivano lo spazio dei locali. Luci sulla mensola dell'enorme camino, su quella delle finestre e perfino sui lampadari. Poi ghirlande, sfere di cristallo e pezzi d'artigianato. L'albero di Natale era posizionato all'ingresso, tra le due scalinate con il corrimano in ottone che portavano alle stanze del piano superiore.
Evelyn Bennett accolse i due sulla porta e li abbracciò recitando un bacio immaginario.
«Oh, grazie di essere venuti, signora e signor Porter. Il domestico è momentaneamente impegnato. E poi ci tenevo ad accogliervi di persona.»
«Be', piacere nostro, signora Bennett.» Confermò Tom.
«Questo è il regalo per il compleanno di suo marito, il mese prossimo.» Disse Molly, consegnandole il pacchetto.
«Oh, se ne è ricordata, signora Porter. Attendetemi qui solo un momento. Lo porto di sopra, dove Marcus non potrà vederlo.»
Mentre si allontanava, Tom guardò la moglie, ghignando.
«Cosa non si fa, per avere una promozione.»
Era alta, snella, capelli castani raccolti in uno chignon e indossava un tailleur verde passato di moda.
Quando tornò, affabile come una perfetta padrona di casa, li condusse in salotto. Marcus, che stava intrattenendo gli altri ospiti, si voltò e andò loro incontro, facendo il baciamano a Molly e stringendo con vigore quella di Tom. Marcus Bennett era un uomo alto, robusto e con qualche chilo di troppo alla vita, a detta della moglie. I capelli color cenere tagliati a spazzola litigavano con le basette, ma il completo blu scuro gli calzava a pennello.
«Oh, che piacere che siate qui. Permettetemi di fare le restanti presentazioni. Molly, signor Porter, costoro sono Mike La Guardia, attore cinematografico di cui avrete senz'altro sentito parlare, Vanessa Litvinova, apprezzata ballerina, e il dottor Klaus Bruhl, stimato cardiochirurgo.»
I cinque si salutarono con palmi delle mani aperti o cenni di assenso. Per stemperare la tensione, Marcus Bennett raccontò un divertente aneddoto sullo studio legale di sua proprietà e tutti risero di gusto.
Poi, dopo un abbondante aperitivo a base di tartine e vino bianco, il signor Bennett invitò i suoi ospiti a entrare in una sala adiacente al salotto, dove volle mostrare loro alcune "originali novità del panorama natalizio". Si trattava di puntali in oro, argento e altri preziosi, che aveva acquistato da svariate collezioni. Tom si avvicinò alla moglie, pietrificata da quel giro espositivo e le sussurrò all'orecchio con dolcezza.
«Apprezzerà senza dubbio alcuno anche il tuo puntale in ottone.»
Intanto, il signor Bennett proseguiva la sua mostra, rivelando altri oggetti, come presepi virtuali, alberi di natale in miniatura scolpiti nel ghiaccio e fiocchi colorati con firme di personaggi famosi.
«Come potete notare, sono un amante del Natale!» Si vantò il signor Bennett.
Quando la "gita" fu terminata, gli ospiti si accomodarono nella vasta sala da pranzo, dove quadri a tema natalizio occupavano le pareti, e dove un tavolo in legno di quercia di spropositata lunghezza troneggiava al centro della stanza.
Mentre il domestico, un mingherlino asiatico dal viso scaltro, serviva il tacchino in grandi piatti d'argento sulla tavola imbandita e decorata da centrini dorati, il signor Bennett si alzò in piedi e alzò un calice in aria.
«Signore e signori, grazie. Per me il Natale è il momento più spensierato dell'anno. Essendomi trasferito qui anni or sono, non mi è possibile festeggiarlo con i parenti cari. Tengo quindi a precisarvi che sono davvero pieno di gioia che abbiate accettato il mio invito a passare la vigilia con me e la mia signora. Poi, da domani, sarete liberi.»
L'ultima frase fu accolta da uno scrosciante applauso che accompagnò le risate sincere dei presenti. L'atmosfera era pregna di euforia.
Dopo una decina di minuti, Marcus Bennett interruppe la conversazione con la signorina Litvinova e con Mike La Guardia e si assentò, additando come causa un forte mal di stomaco.
La cena proseguì allegramente per una buona mezz'ora, fino a che Evelyn Bennett si alzò e si diresse in cucina, alla ricerca del marito. Tornò venti minuti dopo, con un'espressione del volto accigliata e le braccia e le spalle alzate in segno di incomprensione.
«Che succede, signora Bennett?» Le chiese il dottor Bruhl, con il suo marcato accento tedesco.
«Ecco… Mio marito è scomparso.»
Guardarono in ogni angolo della casa. In ogni stanza, dietro ogni porta. Tom fece anche un giro della casa e poi dell'isolato, nella buia notte che era calata sulla città. Ma di Marcus Bennett non v'era traccia.
La Polizia fu chiamata un'ora dopo, e arrivò con invidiabile velocità, in uno spiegamento di forze inusuale, per un caso del genere. Nel mentre, la tensione e l'incertezza parvero prendere il sopravvento. La ballerina, con una chioma bionda fluente e lineamenti del viso delicati, era spaventata e continuava a sistemarsi le spalline del vestito come se fosse in preda a un panico incontrollabile. La Guardia, dalle fattezze tipicamente italoamericane, si allentò la cravatta e si tolse la giacca grigia. Il professor Bruhl, impeccabile nel suo frac da direttore d'orchestra, scrutava in continuazione il giardino innevato fuori dalla vetrata del salotto, e il domestico asiatico sedeva in un angolo, impassibile. Molly, invece, consolava la signora Bennett, sul divano, ancora sconvolta.
Mentre gli agenti perquisivano ogni metro quadrato della casa, il Tenente Affleck, dalla corporatura esile e i capelli radi, si confrontava con Tom, di cui era amico e collega, essendo quest'ultimo un detective della Omicidi.
«Mal di stomaco, eh?» Ironizzò Affleck.
«Così mi hanno riferito la ballerina e l'attore.»
«E se si fosse allontanato?»
«E per quale ragione, Tenente?»
«Forse un imprevisto allo studio. Oppure… Bisogna considerare tutto. Anche un movente passionale.»
«Non saprei. Li ho conosciuti questa sera stessa.»
«In ogni caso, io posso fare poco. E' scomparso da poche ore e il rapimento va escluso. Se non si farà vivo per le prossime quarantotto ore, accoglierò la denuncia della moglie e vedremo il da farsi. Dì agli altri di rimanere in città. Anche se non vedo come possano essere coinvolti.»
«Sta bene. Ci vediamo, Tenente.»
«A presto, Tom.»
Quando gli agenti se ne andarono, la casa piombò in un silenzio assordante. La signora Bennett congedò l'attore, la ballerina e il medico e rimase sola con Tom e Molly.
«Forse ha battuto la testa.» Ipotizzò Molly.
«Io proprio non lo so. Che abbia qualche colpa?» Si chiese Evelyn Bennett, piangendo.
«Non lo dica neppure per scherzo. Molly mi ha confermato che siete una coppia modello e io credo a tutte e due.» Si inserì lui.
Dopo una pausa di alcuni secondi, Tom si sedette sul divano e sfiorò la spalla della donna, continuando a farle domande.
«Forse si è fatto dei nemici. In fondo, suo marito è un avvocato penalista di successo, Non difende solo innocenti e…»
Evelyn Bennett lo guardò di traverso, ma lui alzò le braccia e scosse la testa.
«Non possiamo tralasciare nulla.»
«Non che io sappia. Mio marito è una brava persona e proprio non comprendo chi o cosa possa volergli del male.»
Quando tornarono a casa, un turbine di pensieri aggredì le sue meningi. Sedevano tutti alla tavola. La Guardia e la ballerina ai lati del signor Bennett. Poi, dopo di loro, Bruhl e Evelyn Bennett, lui e Molly. Chi? Perché? Ma soprattutto: come? Temendo che il mal di stomaco del signor Bennett fosse stato causato da qualcosa in particolare, aveva sottratto, di nascosto alla vista degli altri, il calice dove il padrone di casa aveva bevuto. E una pattuglia, rimasta nei dintorni di casa Bennett, avrebbe pedinato il domestico cinese ventiquattr'ore al giorno. Non era sicuro della sua colpevolezza, ma era l'unico, almeno in apparenza, che avesse armeggiato con le stoviglie.
«Sei scuro in volto. Qualcosa non va, tesoro?»
«Sto lambiccandomi le cervella per capirne di più, Molly.»
«Be', ascolta, io sono addolorata per la signora Bennett, ma tu ti occupi di assassini, non di allontanamenti.»
La notte fu tranquilla. Dopo un sonno ristoratore, Tom uscì e telefonò al Tenente Affleck per conoscere gli indirizzi di tutti gli ospiti della sera precedente. Appena li ottenne procedette con gli appostamenti, che durarono per due lunghi giorni.
L'ufficio del Tenente Affleck consisteva in un vano caotico dove il fumo del tabacco e del sudore impregnavano l'aria. Le decorazioni e gli addobbi, almeno, non mancavano. Un piccolo albero di plastica era agghindato alla meglio con perline e striscioline colorate.
«Tom! Novità sul fronte Bennett?»
«Bah, nulla di che. Li ho seguiti, mi sono appostato davanti alle loro abitazioni, ma non sono venuto a capo di niente. La Guardia vive in una villa mastodontica in collina. Si divide fra il set e una bisca clandestina dove gioca d'azzardo.»
«Pensavo non ne fosse rimasta più nessuna.»
«Litvinova, la ballerina, ha una relazione extraconiugale, mentre il dottor Bruhl ha una vita fin troppo noiosa.»
«Definisci "noiosa".»
«Musica da camera e cinema muto possono bastare?»
«Insomma, tutti scagionati.»
«Del domestico cinese cosa sa dirmi?»
«Pulito. E' rimasto a casa Bennett tutti e due i giorni.»
«Evelyn Bennett ha denunciato?»
«Oh, sì. E me ne occuperò personalmente.»
«Lo disdegna un aiuto, all'occorrenza?»
«Da te? Non hai neppure bisogno di chiederlo.»
Seppur si occupasse di altro, i pensieri di Tom erano sempre incentrati sulla scomparsa del signor Bennett. Nessuna effrazione, niente tracce di sangue o scarpe all'interno dell'abitazione quella notte. E nessuna novità nei giorni successivi. L'uomo era come volatilizzato. Per di più, a causa del caos che la sua scomparsa aveva suscitato, lo studio legale viveva nell'indecisione e nell'insicurezza, e Molly era costretta a lavorare il doppio.
Un'altra notte passò senza ostacoli. Ma sarebbe stata l'ultima. Il telefono, infatti, trillò alle prime ore dell'alba, una settimana dopo. Tom rispose senza esitazione.
«Chi parla?»
«Tom, sono il Tenente Affleck. Devi venire a casa Bennett.
Sfrecciando sulla sua coupé, Tom raggiunse presto la residenza dei Bennett, frenando davanti al viale che conduceva all'ingresso.
Appena entrò, si portò una mano alla bocca, tanto grave era il danno. La sala degli oggetti preziosi di Marcus Bennett era stata vandalizzata, e pezzi di vetro e di intonaco erano a terra. Evelyn Bennett era sul divano, in stato di shock, consolata da alcuni agenti. Tom passò oltre e andò incontro al Tenente allargando le braccia e aggrottando la fronte.
«Ma che è successo?» Domandò Tom.
«Non lo indovini? I puntali, spariti. Nessuna effrazione. Il ladro ha digitato la combinazione che bloccava la porta blindata della sala.»
«Marcus Bennett.»
«E chi altri?»
Dopo aver scambiato due parole con la padrona di casa, che aveva confermato loro che era via al momento del furto, e constatato che non c'erano altre impronte oltre alle sue, Tom e Affleck si diedero appuntamento a casa del primo per discutere della cosa.
«Idee?» Suggerì il Tenente.
«A meno che qualcun altro non conoscesse la combinazione, direi che il signor Bennett ha architettato il tutto molto diligentemente. Inscena la sua scomparsa, torna per rubare i puntali e sparisce di nuovo. Magari è stato aiutato dal domestico cinese. Lui c'era, questa notte. A proposito, dov'è? L'avete già interrogato?»
«Due giorni fa ha preso un aereo ed è tornato in patria per stare con la famiglia. Oltre alla parola di Evelyn Bennett ci sono le registrazioni delle telecamere dell'aeroporto. Ma c'è di più, Tom. E questo fa crollare il tuo castello di sospetti.»
«Ovvero?»
Il Tenente estrasse da un cassetto della scrivania un fascicolo e glielo lanciò. Dopo averlo preso al volo, Tom iniziò a sfogliarlo, incupendosi, mentre Affleck parlava.
«Non erano in oro o in argento quei puntali. Ma cosa ben più importante, non erano assicurati. Del resto, che motivo c'è di assicurare dei normalissimi puntali a stella?»
«Questo che cosa significa?»
«Ah, una domanda interessante. Io, però, ho da fare, adesso. Ci vediamo, eh.»
E uscì. Tom rimase all'interno dell'ufficio a lungo, un oceano di dubbi vorticava nella sua mente. Che cosa era accaduto, per davvero? Bennett aveva finto la sua scomparsa? Se sì, era stato aiutato da qualcuno? Qual era la chiave del mistero?
Quella notte si rigirò sotto le coperte più e più volte. Faticava a cadere tra le braccia di Morfeo, preso com'era da tutti quegli interrogativi. Poi, mentre il sonno prendeva il sopravvento, un ultima immagine si inserì nei meandri della sua mente, fissandosi in un punto recondito che stava per essere spazzato via dal sonno. Balzò giù dal letto, destando l'attenzione di Molly.
«Tom, che c'è?»
Ma non poté udirla. Negli occhi dell'uomo luccicava il riflesso del puntale in ottone posto in cima all'albero fuori dalla finestra, in giardino.
Il giorno seguente, quando il Tenente Affleck ascoltò la richiesta di Tom, impallidì e non poco.
«Vorresti che inviassi un agente in ogni negozio di oggettistica di Natale della città!? Ma, dico, sei impazzito? Ce ne saranno a centinaia!»
«La gloria attende solo gli audaci, Tenente.»
Quest'ultimo, sbuffando, riattaccò. Un'oretta dopo richiamò, esultante.
«Chiamati fortunato. Quel particolare tipo di puntale a stella in ottone viene venduto in un unico negozio della città, all'incrocio tra Boulevard e Garden Avenue. L'indirizzo è…»
Ma Tom non aveva bisogno di saperlo. Il negozio era proprio quello dove Molly aveva comprato il puntale da regalare a Marcus Bennett.
Il negozio era un vero e proprio magazzino di oggetti di Natale. Sfere di cristallo, trenini e peluche erano disseminati ovunque. Il negoziante, un tizio dal fisico esile con baffetti alla Poirot, si sporse in avanti, lanciandogli occhiate malevoli.
«Desidera?»
«Mia moglie, qualche tempo fa, è entrata e ha comperato un puntale in ottone, che…»
«Ne vendo tutti i giorni.»
«Sono un detective e… C'è qualcuno a cui ne ha venduti di più, oppure delle richieste particolari, o…»
«In effetti, sì.»
«Puntali colorati?»
«Sì, un mese fa. Ma non mi riferivo a quelli. Più o meno lo stesso periodo, ho ricevuto un'ordinazione di tutti i puntali che avevo.»
«Nome?»
«Howard, mi pare. Sì, proprio quello.»
Tom storse la bocca.
«Grazie lo stesso dell'aiuto.»
Quello soffocò una risata.
«Questa cosa la fa ridere?» Gli chiese Tom.
«No… Ecco, mi ha ricordato un episodio davvero buffo. La persona che ordinò i puntali, venendo poi a ritirarli di persona, incontrò in negozio…»
Tom ascoltò il resto del racconto con molta attenzione. Poi, senza nemmeno salutare l'uomo, uscì di corsa.
Quando Evelyn Bennett aprì la porta di casa, si stupì nel vedere Tom Porter, il Tenente Affleck e uno stuolo di agenti irrompere in casa sua. Alcun valigie erano sull'uscio e lei si sbracciò più che poté.
«Ma che storia è mai questa?»
«Oh, gliela spiego volentieri, signora Bennett. Prima, vogliamo sapere dove si trova su marito.»
La donna spalancò gli occhi e prese a balbettare.
«I-io, sentite, ma che…»
«Bene. Ce lo dirà poi. Intanto, può dirci perché ha ordinato tutti i puntali del negozio tra Boulevard e Garden Avenue. Può dirci che cosa cercava. E perché ha vandalizzato la sala blindata di suo marito. Ah, siamo stati a casa del dottor Bruhl. Ha confermato che il giorno che ha ordinato tutti quei puntali, la incrociò nel negozio e la salutò caldamente con il suo vero nome. Lei, invece, aveva dato al negoziante il nome Howard. Che sfortunato destino. Ora, o collabora confessandoci dove si trova sua marito, oppure…»
«E va bene, e va bene.»
La donna si sedette sul divano e lo accontentò.
«In uno dei puntali che ho ordinato era nascosto una cassetta che rivelava il tradimento di mio marito con… Be', sì, con la signorina Litvinova, se proprio ci tenete a saperlo! Il mio complice, il compagno della signorina Litvinova, che rifornisce il negozio in questione, aveva nascosto la cassetta all'interno di uno dei puntali. Era un modo sicuro, secondo lui, di farmelo avere. La sua segretaria, e sua amante, trovò il puntale e lo mise insieme agli altri. Quando lui lo venne a sapere e me lo disse, mi precipitai al negozio e li acquistai tutti. Ho controllato in ognuno di essi. E nulla! Così ho guardato in quelli che aveva mio marito, ma nulla nemmeno lì.»
«E per passare come vittima innocente, ha distrutto tutto quello che c'era nella sala blindata. E la colpa è ricaduta su suo marito.»
«Sarà contento, adesso, vero, detective?» Pronunciò l'ultima parola con disgusto.
«In realtà, non del tutto. C'è una cosa che non capisco: perché far rapire suo marito?»
Lei scosse la testa e rise. Una nota di tristezza accompagnò le sue parole.
«Mio marito non è stato rapito da nessuno, non l'avete ancora capito? Prima della cena gli ho parlato del tradimento. Se ne sarebbe andato per sempre e gli avrei evitato l'onta della vergogna.»
«E invece cercava la cassetta per poterlo poi incastrare.»
«E chiedere il divorzio.» Concluse Affleck.
«Non avevo previsto lui, maledizione!» Sbraitò Evelyn Bennett, indicando Tom.
«E allora, la cassetta dov'è?» Domandò il Tenente a Porter.
«Il negoziante ha venduto centoventi puntali, di cui uno a mia moglie. Quello che la moglie di Bennett non poteva sapere era che uno l'aveva comprato proprio Molly, per regalarlo al signor Bennett! Quindi, la cassetta è nell'ultimo puntale.»
Si fecero dire il posto in cui lo teneva e salirono in camera della donna, che non poteva certo sapere che il puntale da regalare a Marcus Bennett veniva dallo stesso negozio e che quel tipo di puntale era di esclusiva vendita di quello stesso negozio. Ma all'interno del puntale non trovarono nulla. Era squarciato, ma dentro non c'era nulla.
«Come lo spieghi, Tom?» Gli chiese Affleck.
«La signora Bennett è più intelligente di quello che pensiamo.»
«Che vuoi dire?»
«Il compagno della Litvinova deve avergli specificato il numero dei puntali e che solo quel negozio li vendeva.»
«Andiamo a chiederle dove…»
«Frena l'entusiasmo. Lei ha già collaborato e non ci dirà più niente. Terrà quella prova nascosta sino a che potrà tornargli utile.»
«Poco male. Allora, caso risolto.»
«Sicuro, Tenente.»
La signora Bennett patteggiò e non rivelò l'ubicazione della cassetta. Marcus Bennett spuntò fuori qualche giorno dopo. Era stato in una casa di sua proprietà nel Vermont e ora si preparava ad affrontare sua moglie… anzi, la sua ex-moglie.
La sveglia del cellulare spaventò i due. Tom si alzò e iniziò a vestirsi. Molly gli sorrise e tese un braccio verso di lui, come a volerlo riavere indietro.
«Altri cinque minuti.»
«Il lavoro chiama, tesoro.»
«Ma se hai appena finito di risolvere questo caso.»
«Parlando di questo. E nello studio?»
«Con gli altri soci è un vero dramma. Ho un paio di altri contatti. Voglio evitare la tempesta, fino a che sono in tempo.»
«Mi sembra giusto. E se devo essere sincero…»
Lo sguardo di Tom fu catturato da ciò che vide oltre la finestra.
«Ehi, sta nevicando di nuovo…»
Si spogliò e tornò fra le braccia della moglie.
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Messaggio Da Nellone Ven Dic 17, 2021 1:45 pm

Una mia piccola debolezza: vi prego, basta con il “silenzio assordante”! Molto riuscite le descrizioni, specie della casa, ma talvolta sono al limite della pedanteria e fanno perdere un po’ di ritmo alla vicenda. La scrittura passa (giustamente) dal mieloso al poliziesco, a seconda delle sequenze, denotando una buona conoscenza dei vari stili. Trovo tuttavia la trama un po’ troppo arzigogolata e con troppi personaggi per un racconto… Nel complesso una buona prova, ma che sinceramente ho fatto leggermente fatica a comprendere.

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Messaggio Da Arianna 2016 Dom Dic 19, 2021 4:31 pm

Questo è un racconto che mi viene da definire “onesto”: fa il suo mestiere, nel senso che è costruito in modo corretto, aderente al genere scelto, senza errori di logica narrativa o cadute di tono. L’ho letto bene, senza difficoltà, al tempo stesso, però, forse anche proprio per gusto personale, non ho trovato un elemento che mi abbia particolarmente “acchiappata”, che abbia fatto scattare in me l’empatia da lettrice, e questo mi dispiace, perché appunto ritengo che sia stato scritto con una certa attenzione e cura.
La forma è complessivamente corretta. Ti segnalo solo, ai fini di una futura revisione, questi elementi:
- hai quasi sempre usato la maiuscola dopo la chiusura dei caporali del discorso diretto, anche quando invece ci vorrebbe la minuscola
- “di’” imperativo vuole l’apostrofo e non l’accento (dì, che invece indica il giorno)
- ti è sfuggito “un ultima immagine”= un’ultima immagine
- “occhiate malevoli”= occhiate malevole
- qua e là ci sono delle imprecisioni di lessico, ad esempio:  “confermò Tom”= è una risposta, non una conferma di qualcosa; “additando come causa”= adducendo; “in segno di incomprensione”= in segno di sconcerto (o un suo sinonimo)
- “avergli specificato”= averle
- “tornargli utile”= tornarle
-  “Mentre si allontanava, Tom guardò la moglie, ghignando.
«Cosa non si fa, per avere una promozione.»
Era alta, snella, capelli castani raccolti in uno chignon e indossava un tailleur verde passato di moda.
Quando tornò, affabile come una perfetta padrona di casa,”= nella seconda frase, sembra che il soggetto sia la moglie, mentre invece è la padrona di casa, che torna ad essere in modo chiaro il soggetto nella frase seguente
- “costoro sono”= costoro ha una connotazione lievemente negativa, che invece immagino tu non volessi dare
- “si salutarono con palmi delle mani aperti”= è una strana espressione, che trasmette al mio cervello l’immagine di persone che alzano le mani e le agitano in segno di saluto
 
Di ogni persona indichi corporatura e capelli; per gusto personale, non mi sembra necessario, a meno che non abbia uno scopo ai fini dello svolgimento della vicenda.
 
“Un'altra notte passò senza ostacoli. Ma sarebbe stata l'ultima. Il telefono, infatti, trillò alle prime ore dell'alba, una settimana dopo.”= il telefono trilla una settimana dopo, quindi quella non era stata l’ultima notte senza ostacoli (parola che cambierei).
 
Ultimo dubbio: una cassetta deve essere davvero piccola per stare dentro il puntale di un albero di Natale; questo magari poteva essere utile specificarlo.
 
Queste comunque sono tutte solo imprecisioni da sistemare.
Il racconto di per sé è discreto.
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Messaggio Da Antonio Borghesi Dom Dic 19, 2021 5:06 pm

Varie piccole magagne nel tuo scritto ma non sono quelle che non mi hanno convinto della bontà del giallo. Vabbè che ci fai credere ci sia un giallo col rapimento poi però è solo una storia di corna e questo potrebbe anche star bene ma è la chiusura che è piuttosto debole. Sembra che tu non abbia trovato nulla di meglio che far restare sotto le coperte il detective e la moglie che aveva comprato il puntale con la cassetta. Pazienza. Poteva essere molto più interessante.
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Messaggio Da gipoviani Dom Dic 19, 2021 5:30 pm

In primo luogo ti ringrazio per non aver parlato di elfi o babbi Natale, per me è già tanto. L'idea della cena di Natale in giallo era ottima. La tua scrittura è buona, vivace e scorrevole.
Il problema del racconto è la trama: non è particolarmente intrigante e avvincente. Non cattura l'interesse del lettore. 
Ad un certo punto ho pensato che non mi interessasse sapere che fine avesse fatto lo scomparso.

Ed è un peccato perché hai una discreta padronanza di scrittura.
Non vedo l'ora di leggere un tuo racconto con una storia più interessante.
In ultimo: perché la polizia arriva con invidiabile velocità?


Ultima modifica di gipoviani il Dom Dic 19, 2021 5:36 pm - modificato 2 volte.

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Messaggio Da caipiroska Dom Dic 19, 2021 5:31 pm

Ciao Autore!
Il racconto è molto scorrevole e si legge senza difficoltà, però rimane un pò tiepido e non riesce a catturarmi del tutto. Ci sono molti personaggi sui quali ti soffermi spesso a descrivere gesti, abbigliamento e pettinature, senza che questo sia ben giustificato all'interno del testo rendendo la sensazione di "personaggio stereotipato e poco funzionale alla scena", non so se mi sono spiegata bene.
Non credo di essere riuscita a inserire il racconto nel giusto contesto storico (siamo ai giorni nostri? La vicenda si svolge nel passato? Confesso che "cinema muto" e "presepi virtuali" mi hanno un pò confusa...), però lasciare tutto sospeso credo sia stata un'idea interessante e l'autore molto in gamba a renderla tale (oppure il momento storico è chiarissimo e io non ho colto il riferimento... Ci sta...).
La trama si srotola bene e si arriva alla fine senza troppi colpi di scena. Anche il movente (il tradimento) non brilla per l'originalità: il racconto quindi è carino, ma un pò ingessato in stereotipi e frasi fatte.
La prossima volta osa di più!
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Messaggio Da Byron.RN Dom Dic 19, 2021 8:09 pm

Credo che la parola ingessato che ha usato Caipiroska sia la parola giusta per definire il racconto.
L'autore o autrice ha una buona capacità espositiva e l'inizio, prima che si arrivasse alla casa vittoriana, mi stava interessando parecchio. Sulla casa vittoriana ho sbuffato un pò, perché l'ambientazione non so perché la sfango poco. Infatti siamo passati un pò alla descrizione degli arredamenti, dei convitati e mi sono detto vediamo un pò che succede dopo questi riempimenti.
Bene, alla fine un giallo, mi piace, non una cena noiosa, però la trama che hai escogitato mi sembra machiavellica a oltranza. Cioè, mi sembra che hai messo su un'impalcatura mica da ridere per parlarci di un tradimento. Sull'originalità della situazione quindi niente da dire, ma la verosimiglianza o la resa, se preferisci, non mi pare ottimale. 
Ti faccio un appunto anche sui dialoghi, in qualche punto non mi convincono, a volte mi paiono troppo sbrigativi.
Ecco un paio di esempi:
«Non erano in oro o in argento quei puntali. Ma cosa ben più importante, non erano assicurati. Del resto, che motivo c'è di assicurare dei normalissimi puntali a stella?»
«Questo che cosa significa?»
«Ah, una domanda interessante. Io, però, ho da fare, adesso. Ci vediamo, eh.»
Stanno ragionando su un caso, perché si congedano con tanta fretta?
Ma all'interno del puntale non trovarono nulla. Era squarciato, ma dentro non c'era nulla.
«Come lo spieghi, Tom?» Gli chiese Affleck.
«La signora Bennett è più intelligente di quello che pensiamo.»
«Che vuoi dire?»
«Il compagno della Litvinova deve avergli specificato il numero dei puntali e che solo quel negozio li vendeva.»
«Andiamo a chiederle dove…»
«Frena l'entusiasmo. Lei ha già collaborato e non ci dirà più niente. Terrà quella prova nascosta sino a che potrà tornargli utile.»
«Poco male. Allora, caso risolto.»
«Sicuro, Tenente.»
Anche qui vale lo stesso discorso.
Passami una battuta: perché l'attore si chiama La Guardia e ii tenente di polizia Affleck e non il contrario?
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Messaggio Da Mac Lun Dic 20, 2021 6:49 pm

Mi è piaciuta la prima parte, dalle descrizioni avrei pensato ad una ambientazione anni cinquanta o sessanta, poi i presepi virtuali mi hanno un po’ spiazzato.
Il racconto è scritto bene, fila liscio, ma rimane sempre su una linea po’ piatta. Secondo me ci sono troppi personaggi di cui fai una descrizione fisica, ma non approfondisci oltre.
Forse tutto avrebbe trovato il suo posto in un romanzo. Credo che un racconto abbia un tempo limitato, deve descrivere una scena, una giornata, un personaggio. Se si dilunga troppo rischia di diventare (per assurdo) frettoloso. Questo l’ho ritrovato in altri racconti, voler dire troppo in poche battute.
Quindi non ho nulla da segnalare, non ci sono errori formali e di trama, manca però quel qualcosa in più.

Ps. Secondo me l’autore è maschio. Un cappotto color carne …. Beige, rosa cipria, neutro, una donna avrebbe usato altre nuances. Magari sbaglio :-)
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Messaggio Da Petunia Gio Dic 23, 2021 9:25 am

Una scrittura un po’ leziosa. Tante descrizioni che risultano ininfluenti, caricano eccessivamente la storia e la trama, piuttosto leggera, rimane nascosta tra le righe. Tanti i personaggi che non hanno un ruolo effettivo. Se scrivi un giallo, ogni personaggio deve avere il suo perché. In certi momenti mi è sembrato di essere di fronte al tavolo del “cluedo” . Atmosfere da “signora in giallo” che potrebbero avere un perché se collocate temporalmente in un periodo storico anni 50 e che risultano fuori contesto quando fai capire che la storia si svolge ai nostri giorni.
Trovo eccessive le descrizioni fisiche dei personaggi (a meno che tra gli indizi, ad esempio, non si trovi un capello di un certo colore). Insomma. 
Di Natale si parla, il Natale è presente in tante descrizioni per cui il tuo racconto ė senz’altro rispettoso della consegna, ma l’atmosfera non l’ho sentita e la storia non mi ha coinvolta più di tanto.

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Messaggio Da Valentina Dom Dic 26, 2021 1:39 pm

Ciao Autore, mi è piaciuta la scelta del genere giallo per un racconto ambientato nel periodo Natalizio.
L'aria Natalizia inizialmente è molto presente, nelle descrizioni dell'abitazione di Marcus e la moglie, per poi perdersi un po' dando spazio alle indagini, riferite però sempre ai puntali, lasciando sempre il riferimento al Natale. Ed anche alla fine la presenza della neve.
Forse il fatto che Marcus fosse nascosto in un'abitazione di sua proprietà è un elemento un po' debole, perché la polizia avrebbe potuto trovarlo facilmente.
Anche il finale avrebbe potuto essere più brillante sicuramente.
Ma in generale ho apprezzato il genere, la storia e il tuo modo di scrivere. La storia ha tenuto tutto il tempo un buon ritmo ed è rimasta interessante fino alla fine.
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Messaggio Da Arunachala Dom Dic 26, 2021 5:22 pm

discreta prestazione che però non ha acuti e si spegne lentamente.
scritto abbastanza bene, visto che ci sono solo pochi refusi, scorrevole quanto basta per non divenire pesante, buone le descrizioni.
anche la caratterizzazione dei personaggi è buona.
è la storia che rimane nel limbo; parte bene ma va a spegnersi, non ci sono scatti o colpi di scena che possono influire sul lettore.
peccato, poteva essere molto meglio

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Messaggio Da tommybe Dom Dic 26, 2021 7:22 pm

Faccio presente un piccolo refuso: sua marito. Per il resto lo stile di scrittura è preciso, i dialoghi sono snelli.
La storia è ben raccontata. Un po' debole forse per appassionare lettori abituati a immagini più forti.
Ma come dicono gli inglesi ' less is better', e farcire di avvenimenti la tua storia l'avrebbe fatta scadere nell'errore di parecchi.
Siamo di fronte a un tradimento e alla ricerca ossessiva della prova.
Tutto qui.
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Messaggio Da CharAznable Lun Dic 27, 2021 3:58 pm

Inizio la lettura del racconto e mi trovo catapultato in quei film hollywoodiani anni 50, con quell'atmosfera di gente per bene che ha sempre molto da nascondere, e tutto mi convince che quella sia l'ambientazione del tuo racconto, descrizioni, dialoghi, personaggi. Poi un presepe virtuale mi scuote da questo contesto idilliaco, e il suono di un cellulare mi avvisa del fatto che mi ero totalmente sbagliato. Peccato. Credo che sarebbe stato più adatto al tuo stile un contesto del genere. Per il resto credo che non sia semplice adattare un giallo alla lunghezza di un racconto, è un po' come tentare di inserire delle cassette nei puntali dell'albero di Natale (consentimi la battuta ma la situazione è un poco intricata).
Un buon racconto che potrebbe essere migliore con qualche accorgimento.
Complimenti
Grazie

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Messaggio Da Fante Scelto Mer Dic 29, 2021 2:29 pm

Per qualche motivo, un giallo old-style nei concorsi SPS/DT non manca mai. Very Happy

E' old-style lo è davvero, questo giallo, con le minuziose descrizioni di personaggi e arredi e un'atmosfera molto ferma, ben inserita nel contesto natalizio. C'è tanto narratore onniscente, ma è un classico dello stile giallo anche questo.

Purtroppo è l'impianto narrativo in sé a lasciarmi freddino.
Al di là che non c'è un vero omicidio, tutta la trama si regge su pilastri tecnici che mi sembrano mancare di una solida plausibilità.
Provo a sviscerare tutto quello che non mi torna leggendo la storia.

- Se mr Bennet si è allontanato volontariamente, ci saranno degli indizi che lo suggeriscono: avrà preso le chiavi di casa, il portafoglio, la sua auto soprattutto. Insomma, qualche dettaglio salterà all'occhio.
- Non mi tornano diverse cose nella faccenda della cassetta.
Immagino esistano metodi più affidabili per consegnare una cosa così importante che non nasconderla in un puntale.
Ma comunque.
Il compagno della Litvinova, essendo fornitore del negozio di addobbi, l'ha inserita in un puntale che poi la signora Bennet avrebbe dovuto comprare al negozio.
La sua segretaria e amante (del compagno della Litvinova? non sono sicuro di aver capito) aveva trovato il puntale e lo aveva messo con gli altri.
Così la signora Bennet ha dovuto comprarli tutti per cercare di trovarlo.
Ma è stata battuta sul tempo da Molly (no, non il nostro) che ha casualmente comprato il puntale giusto.
Questo vuol dire però che la scena iniziale si svolge almeno un mese prima della cena coi Bennet, visto che il negoziante dice che l'ordine di tutti i suoi puntali lo ha ricevuto un mese prima. E a quel punto Molly era già passata a comprare il regalo.
- Non capisco perché la signora Bennet abbia dovuto vandalizzare la sala dei trofei natalizi del marito e soprattutto simulare il furto dei puntali. Voglio dire, se sei tu la colpevole, perché rimettersi la polizia in casa e piazzare il centro dell'attenzione sui puntali, che sono ciò che NON vuoi venga alla luce?
- Idem con patate: se l'obiettivo della signora era mandar via di casa il marito e poi in seguito vendicarsi di lui col divorzio, che senso ha farlo andare via durante il cenone della veglia, ancora una volta creando scalpore e mettendosi la polizia in casa?
Senza contare che alla festa è presente miss Litvinova, cioé l'amante stessa di Bennet!
La cosa più logica che può succedere è che la miss, sentendosi scoperta, parli con un poliziotto e gli dica qualcosa tipo "guardi, scusi, io avevo una relazione segreta con Bennet, temo che la moglie sappia e lo abbia fatto uccidere."
Sarebbero stati guai seri per la signora Bennet.
Avrei capito molto di più se il piano di lei fosse teso a svergognare pubblicamente il marito alla festa, presente l'amante stessa: avrebbe potuto benissimo esibire le prove e avere il divorzio assicurato.

Parlando della polizia, trovo che lo spiegamento di forze sia un pelino eccessivo per la situazione, incluso il finale. Okay che gli americani esagerano sempre in queste cose, però, ecco.
Tu stesso/a lasci intendere più volte che lo schieramento di polizia abbia qualcosa di "strano" (arrivano a velocità invidiabile, c'è uno stuolo di agenti che irrompe in casa, ecc.) tanto che pensavo questa cosa avesse un ruolo nella narrazione.
Invece no, ehm.

Insomma, tutta l'architettura del giallo mi sembra costruita abbastanza bene eccetto che per le fondamenta.

Tra l'altro, per tutta la prima parte della storia non si intuisce nulla circa la professione di Tom (anche qui, non il nostro).
Per cui, quando ho letto questa frase che getta lì la cosa molto alla leggera:

Mentre gli agenti perquisivano ogni metro quadrato della casa, il Tenente Affleck, dalla corporatura esile e i capelli radi, si confrontava con Tom, di cui era amico e collega, essendo quest'ultimo un detective della Omicidi.


Ci sono rimasto molto

Spoiler:

Insomma, tante cose non mi hanno convinto.
So che questo commento può sembrare distruttivo, e me ne scuso, ma penso che mettere in luce le problematiche di logica di una trama sia importante per migliorare e migliorarsi.
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Messaggio Da paluca66 Mer Dic 29, 2021 3:30 pm

Per quanto riguarda la parte critica del mio commento mi rifaccio ad Arianna e a Fante scelto che hanno sviscerato accuratamente tutte le problematiche e con i quali concordo.
Detto questo, non posso non apprezzare, innanzitutto, il coraggio che hai avuto di uscire dal solito classico racconto natalizio con Babbo Natale, gli elfi o simili e di averci regalato un giallo in stile Agatha Christie.
Sicuramente la trama va un po' rivista, un po' debole è il movente, il tradimento, soprattutto in considerazione del fatto che lo ambienti ai giorni nostri o quasi, ma l'idea di fondo è buona e anche la scrittura a me è piaciuto molto.
Al netto degli errori.
Perché quelli sono il vero motivo per cui, forse, non riuscirai a entrare nella mia decina: quando leggo un ultima senza l'apostrofo mi viene da prendere la matita rossa e blu e fare due o tre sottolineature!

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Messaggio Da gemma vitali Mer Dic 29, 2021 5:38 pm

Mi viene da dire un racconto senza infamia e senza lode.
Ho trovato accattivante la prima parte, poi dalla scomparsa del padrone di casa tutto sembra un po'  confuso. Ci si aspetta un rapimento, un omicidio, invece è una storia molto meno intrigante che lascia poco dietro sè. Complessivamente, però si tratta di un buon lavoro.
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Messaggio Da FedericoChiesa Mer Dic 29, 2021 11:31 pm

Un racconto che si lascia leggere, perché è ben scritto, ma che non coinvolge, forse anche a causa di eccesso di ridondanza nelle descrizioni. Un giallo ordinato, ma dove manca la suspense.
I personaggi sono resi bene: è vero che gli Americani amano gongolarsi con amici esclusivi.
La trama del giallo, alla fine risulta un po’ macchinosa e poco credibile.
Almeno il colpevole non era il maggiordomo!
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Messaggio Da Danilo Nucci Gio Dic 30, 2021 5:59 pm

Ho dovuto leggere prima le note di chi mi ha preceduto, cosa che di solito non faccio, per evitare di annoiarti con troppe ripetizioni di cose già dette.
Premetto che ho apprezzato le tue capacità descrittive e la fantasia per aver costruito un intreccio che si è talmente ingarbugliato da giocare a tuo sfavore. Il ritmo mi è parso quello giusto per una trama gialla.
Quello che ho rilevato, in aggiunta ai molti punti già citati da altri è quanto segue:
“L’azzurrognolo delle pareti esterne sembrava fatto apposta per la neve che si depositava…” Perché fatto apposta?
“Il salotto era adornato da arazzi e tappeti persiani e poltrone in pelle” Il verbo adornare sta bene per arazzi e tappeti ma non regge con le poltrone in pelle.
“… le decorazioni natalizie così numerose che diminuivano lo spazio dei locali”. Invertirei la frase partendo come soggetto dallo spazio dei locali che era ridotto per effetto delle numerose e ingombranti decorazioni natalizie.
«Oh, grazie di essere venuti, signora e signor Porter”. Nessuno si esprimerebbe così per salutare nuovi arrivati. Potrebbe definire “Il signore e la signora Porter” un maggiordomo all’ingresso che annuncia i nuovi arrivi, non la padrona di casa.
“… facendo il baciamano a Molly e stringendo con vigore quella di Tom”. Sarebbe meglio dire: “… baciando la mano a Molly e stringendo con vigore quella di Tom”.
“Per stemperare la tensione…” In quel momento non c’è tensione, eventualmente un po’ d’imbarazzo fra persone che non si conoscono. Suggerirei: “Per rompere il ghiaccio…” o qualcosa di simile.
“… si confrontava con Tom, di cui era amico e collega, essendo quest’ultimo un detective della Omicidi” Si conosce solo ora la sua professione e siamo quasi a metà del racconto, nonostante Tom sia un po’il protagonista della storia.
“Mio marito è una brava persona e proprio non comprendo chi o cosa possa volergli del male”  “o cosa” è da eliminare perché non regge con la fine della frase.
“… aveva sottratto, di nascosto alla vista degli altri, il calice dove il padrone di casa aveva bevuto” La sottrazione del calice mi pare eccessiva, anche perché poi non ne viene più fatta menzione.
“Definisci noiosa”. Ho fatto fatica a comprendere. Sarebbe stato più chiaro dire: “Che intendi per noiosa?”
“Un’altra notte passò senza ostacoli” Preferirei “… senza che niente accadesse”
“Dopo aver scambiato due parole con la padrona di casa, che aveva confermato loro che era via al momento del furto, e constatato che non c'erano altre impronte oltre alle sue…” Non si capisce se le impronte sono di Marcus Bennet o della moglie.
“Parlando di questo. E nello studio?” Non si capisce bene. Probabilmente sarebbe stato più chiaro dire: “A proposito… Cosa succede nello studio?”
Insomma, una buona idea che merita un’accurata revisione.
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Messaggio Da Susanna Dom Gen 02, 2022 12:17 am

Cara Penna, dato l’incipit – le descrizioni minuziose di ambienti, persone ecc – quando si è palesato un giallo avevo l’impressione di essere in un romanzo con il mitico Philo Vance protagonista: anni 20/30, ma anche quei filmoni molto anni 40, tutti eleganti, uomini in giacca e cravatta perenne, signore sempre con piega perfetta, grembiulino di pizzo e tacco anche mentre cucinano. Lo stile era quello: un po’ ricercato, forbito, ricco, quasi retrò. Piacevole.
Poi arrivano le telecamere all’aeroporto, il cellulare e allora mi dico che forse anche la scrittura – che pure mi piace sia inteso – avrebbe potuto essere più moderna, asciutta. In alcuni casi, proprio per adattarsi al momento attuale, andrebbe sfrondata un pochino, lasciando anche al lettore immaginare ad es. le tante decorazioni di Natale.
La trama è originale, a volte le storie che paiono misteriose, si risolvono con le più classiche delle motivazioni: l’uomo di una certa età e la ballerina che deve pensare a sistemarsi.
I personaggi sono ben delineati, ne hai inseriti alcuni che proprio con la storia non c’entrano, ma in un giallo bisogna anche depistare.
Nell’insieme quindi il racconto mi è piaciuto, anche se compresso: sfrondando l’inizio, avresti avuto più spazio per il lato investigativo, da rendere più macchinoso ma che invece è fluito quasi “noiosamente”, da manuale, senza picchi. Il colpo di scena lo hai rilasciato troppo in fretta, così come il finale è stato molto repentino. Spiegazioni della signora molto immediate, neanche li fa tribolare un po' 'sti poliziotti, pochi giorni per il ritorno a casa del "traditore", un processo velocissimo (va bene che siamo in America) e per un divorzio (quando ci sono di mezzo i soldi, tutti lottano ben più di qualche giorno per portare a casa/non sganciare).
Quindi: un bel lavoro, risente del voler essere un giallo a tutto tondo a tutti i costi, è un racconto che meriterebbe una rivisitazione. Comunque complimenti per l’atmosfera anni 20/30 ma anche 40 che hai saputo creare: potresti rimanere in questa epoca, senza telecamere e cellulari e tutto girerebbe meglio, proprio per la semplicità anche delle investigazioni.
 
Ecco le mie note, sempre personali.
Qualche refuso,  un paio di punteggiature non corrette, il tutto penso sfuggito ad un’ultima lettura, ma niente di grave.
Molly uscì qualche istante dopo, radiosa e sprizzante felicità da tutti i pori. Fra le braccia teneva un incarto colorato che premeva contro lo sterno protetto dal cappotto di lana color carne.--- troppo arzigoloato, un po’ esagerato che fosse radiosa per un acquisto. Più Semplicemente: Molly uscì qualche istante dopo, con l’aria soddisfatta e tenendo stretta una bella scatola elegantemente incartata. Evidentemente aveva trovato quello che cercava.
Tom guardò la moglie, ghignando: «Cosa non si fa, per avere una promozione.»  Ghignando proprio non mi piace: parrebbe che lui non abbia considerazioni per la moglie.
I capelli color cenere tagliati a spazzola litigavano con le basette, ma il completo blu scuro gli calzava a pennello.  Perché confrontare capigliatura con abbigliamento?
sala da pranzo, dove quadri a tema natalizio occupavano le pareti:, e dove un tavolo in legno di quercia di spropositata lunghezza al centro un grande tavolo di quercia    d’accordo che è una grande casa, ma spropositato fa pensare a un campo da calcio
decorata da centrini dorati   centrini??? forse dei runner

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Messaggio Da tontonlino Mar Gen 04, 2022 6:06 pm

Racconto che scorre, costruito bene, ma che non cattura completamente l'attenzione del lettore. Qualche perla che vale la pena rilevare, ad esempio:
«Definisci "noiosa".»
«Musica da camera e cinema muto possono bastare?»
Degli errori formali di cui si è ampiamente discusso negli altri commenti.
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Messaggio Da SisypheMalheureux Mar Gen 04, 2022 10:35 pm

Un racconto pensato nei minimi dettagli che però, a mio parere, non decolla. per qualche ragione sembra quasi che a Tom non gliene freghi poi molto di risolvere quello che poi si rivelerà soltanto un banale caso di tradimento, e sinceramente anche a me ha lasciato piuttosto indifferente la conclusione. Mi ha quasi un po' deluso. Per il resto ti segnalo che affermi che Molly sarebbe amica intima della moglie del signor Bennet. Però poi si danno del lei,si chiamano "signora" e "signore" e si parlano in maniera troppo formale. Proprio amici intimi non direi... E allora perché sono invitati alla cena della vigilia di Natale, che di solito si passa in famiglia o con gli amici più cari?
Poi non mi è chiaro cosa vuol dire che la signora Bennet recita un bacio immaginario. Dovrebbe accogliere gli ospiti con un bacio sulla guancia ma mima solo il gesto, non bacia veramente? Non è chiaro, rivedrei la frase.
A parte questo, un racconto scritto formalmente bene ma che non mi convince del tutto.
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Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."
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Messaggio Da alessandro parolini Mer Gen 05, 2022 8:29 pm

Caro autore in tutta sincerità non ho trovato la storia particolarmente originale e sviluppata, forse perchè "costretta" in un racconto. Il Natale è solo uno sfondo che non connota particolarmente l'ambientazione (sarebbe potuto accadere in qualsiasi momento dell'anno considerato anche che il regalo era per un compleanno). Mi permetto di segnalare anche qualche errore di scrittura. Non particolarmente accattivanti i personaggi, forse troppi (anche i nomi un po' scontati) per un racconto e alcuni solo di comparsa. Comunque il testo si lascia leggere e sono convinto che tu possa fare di meglio.

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Messaggio Da miichiiiiiiiiiii Sab Gen 08, 2022 4:41 pm

 Inizio col dirti che mi è piaciuto tanto, solo che non l'ho trovato natalizio, ok si c'è il puntale, ci sono tutte le altre decorazioni natalizie, ma se proviamo a cambiare questi oggetti con altro, secondo me, rimane sempre la stessa storia.
Ma comunque è scritto bene, volevo però segnalare queste sviste:
un ultima immagine: un'ultima

si trova su marito: suo 

A rileggerti! 
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Messaggio Da ImaGiraffe Lun Gen 10, 2022 10:20 am

Un racconto pulito che alla fine si disperde. Le premesse per un giallo alla Cluedo in salsa natalizia c'erano tutte.
L'ambientazione con la villa è un grande classico che piace sempre. Gli ospiti per la cena tutti così variegati sono i sospettati perfetti per un giallo. la stanza con le mille decorazioni è veramente una chicca che poteva fungere da mezzo per svelare l'assassino. 
Insomma potrei dire molti altri dettagli che mi sembravano azzeccati per un racconto giallo, peccato che ogni mio entusiasmo si spenga con il cambio di registro. 
Ammetto che sono rimasto deluso quando ho scoperto che lui non era morto. 
Alla fine il racconto si trasforma e diventa quasi un racconto rosa, ho la sensazione che tu volessi puntare sull'effetto sorpresa non facendo morire Tom invece, per i miei gusti, hai avuto l'effetto contrario .
Altre due cose che mi hanno fatto storcere il naso sono.
Il titolo, che mi crea un'aspettativa che poi alla fine viene disattesa. 
il tema Natale che è fin troppo marginale, eppure come dicevo prima avevi tra le mani dell'ottimo materiale.
Detto questo però il testo rimane molto scorrevole e la lettura piacevole, quindi non demordere.

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Un caloroso benvenuto alle persone giunte fino a noi dal futuro. 

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Messaggio Da Marcog Lun Gen 10, 2022 4:18 pm

Bell'idea scrivere un giallo, mi ha piacevolmente colpito. Poi una bella scrittura fluida mi ha invogliato ad entrare nella trama. Come letto in commenti precedenti però, dalla scomparsa del padrone di casa, che forse è proprio il centro della vicenda, il racconto diventa meno interessante. Resta comunque un buon racconto. Grazie!
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