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Manuale per sopravvivere all’ispezione di madre

3 partecipanti

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Mac


Viandante
Viandante

MANUALE PER SOPRAVVIVERE ALL’ISPEZIONE DI MADRE
(Quando la colf è malata)
 
Il cellulare vibra, ho appena ricevuto un messaggio.
È di Giovanna, la mia adorata colf.
“Ciao Maria, mi sono slogata la caviglia ieri sera al corso di latino americano. Mi dispiace ma sarò fuori uso per almeno  tre settimane”.
Il buio, brancolo nel buio più totale, forse sto svenendo, magari è solo un incubo, se aspetto un po’ mi sveglio e passa.
Apro gli occhi e il messaggio è ancora lì, non ci sono dubbi, Giovanna mi lascia in balìa della mia casa per tre settimane.
Vorrei tanto non averlo letto, adesso come faccio? Ma anche lei, alla sua età, mi va a fare i corsi di latino americano? Ma un po’ di buon senso, dai.
Voglio piangere. Voglio rifugiarmi sotto le coperte, versare lacrime fino a sfinirmi e risvegliarmi solo fra tre settimane.
Altra vibrazione, mi si accende la speranza, forse Giovanna è guarita.
“Ciao Maria, ho prenotato l’aereo, stasera finalmente sarò da te. Baci, mamma”.
Ecco adesso sì, che sono nei guai. Arriva la nemica giurata della polvere e della sciatteria, troverà la mia casa in condizioni pietose e mi farà la ramanzina continuando a rinvangarla per tutti gli anni a venire, finché morte non ci separi.
Adesso guardo su internet e cerco un volo per il Sudamerica. Solo andata.
Chiamo disperata mia sorella, la mia ancora di salvezza.
“Claudia aiutami” e le spiffero tutto d’un fiato le mie disgrazie.
“Dai su, stai esagerando, Giovanna è venuta la scorsa settimana, cosa vuoi aver combinato in così pochi giorni? Metti via le cose al loro posto, una spazzatina e sei a posto”.
Mi guardo attorno, come diavolo sono riuscita a creare tutto quel casino in soli cinque giorni?
Va bene mi metto all’opera, sono una adulta responsabile e organizzata.
Prendo un quaderno con la copertina fiorita e inizio a scrivere il mio personale manuale Come sopravvivere senza la colf. Uso colori diversi per ogni stanza e metto le cose da fare incolonnate per bene in ordine di importanza. Aggiungo anche degli stickers decorativi. Adoro fare scrapbooking.
Dopo due ore mi reputo soddisfatta.
Il mio manuale è una bellezza, ora devo solo metterlo in pratica. Guardo l’orologio e mi prende un colpo, è tardissimo devo darmi una mossa.
Prima di tutto però mi metto la mia golden Mask super idratante, così unisco l’utile al dilettevole. Casalinga sì, ma con la pelle di una regina.
PUNTO 1) SALOTTO
Focus: trasformare l’immondezzaio in una sala da the.
Prendo i sacchi neri, come al solito ho sbagliato a comprarli. Ho preso quelli per trafugare corpi invece che quelli da cestino, ma va bene non importa.
Sul tavolino basso vicino al divano trovo nell’ordine: una decina di fazzoletti di carta usati (meglio se mi metto i guanti), un cartone della pizza che puzza come un rinoceronte in calore, una manciata di cartine colorate (adoro i cioccolatini), dépliant di ogni genere, un paio di calzini puzzolenti che cercavo da un po’ e per finire la carta scricchiolina residuo di qualche pacco di Amazon. Chiudo il sacco, sbatacchio i cuscini con forza, forse troppa, visto che uno si scuce ed esplode. Esplode e questi ca…voli di pallini bianchi che lo rendono morbidoso si sparpagliano ovunque. Urlo, un urlo ci sta accidenti, poi respiro, respiro e respiro di nuovo. Posso farcela. Prendo l'aspirapolvere e come una furia la passo ovunque. Li annienterò tutti, sono determinata. Aspiro a destra, poi a sinistra, ancora a destra, avanti, indietro a destra e giù, nel senso che cado giù come un pero cotto. Lo scricchiolio sinistro del ginocchio mi preoccupa. Ma non ho tempo di pensarci. Mi rialzo e mi libero del filo attorno alle caviglie. Bene punto uno completato. 
Passiamo alla cucina. 
PUNTO 2) CUCINA
Focus: inventare una bugia plausibile
Ce la faccio, non mi manca la fantasia. Madre non entrerà a costo della mia vita. Cena al ristorante e colazione in quel grazioso bistrot all’angolo. Perfetto
PUNTO 3) BAGNO
Focus: brilla brilla bel bagnetto 
Raccolgo gli innumerevoli rotoli di carta igienica finita, lo so sono una sciupona ma a me i classici due strappi proprio non mi convincono. Prendo l’anatra Wc e cospargo la tazza, melius est abundare quam deficere dicevano i miei amici latini. Sistemo tutte le mie creme rassodanti, cremine anti rughe, gel dimagranti, sieri miracolosi e pozioni magiche varie. Metto in bella mostra le riviste impegnate per darmi un tono, mi guardo intorno soddisfatta e poi … oh. Mio. Dio!!!!
Lo specchio, il mio meraviglioso, enorme e sbrilluccicante specchio è talmente sporco che mi domando come sia riuscita a truccarmi in questi giorni. Spruzzi di dentifricio, perché i denti si lavano meglio mentre ti rimiri, strisciate di mascara scivolato di mano, aloni che paiono la Via Lattea. Prendo il cellulare e cerco su internet. Internet è la mia salvezza. Sopra ci trovi di tutto. E allora cerco “come pulire lo specchio del bagno”. Ecco la soluzione dal sito decalogo della casalinga perfetta “Usare alcool denaturato e vecchi quotidiani”. Facile ho tutto. Comincio a spruzzare e poi prendo i fogli delle riviste. Non funziona, l’inchiostro del giornale si scioglie, la carta lascia le tracce. Un disastro, maledetto internet.  Mia sorella, chiamo mia sorella, lei avrà sicuramente una soluzione. Le spiego l’accaduto, lei mi conferma che la tecnica è giusta. Allora sono io la sfortunata! Poi mi chiede: “Hai usato la carta dei quotidiani vero? Non delle riviste, confermi?” Ops. Dalla mano la foto della Ferragni mi fa l’occhiolino.
Dopo un’ora risultato raggiunto, mi faccio i complimenti da sola e passo all’ultimo step.
PUNTO 4) LA MIA CAMERA
Focus: Bruno Barbieri e le regole dell’hotellerie fatevi da parte.
Sono esausta, sudata e dolorante ma non posso fermarmi, Madre è in arrivo.
Guardo il letto, un campo di battaglia. Cambio le lenzuola e metto il runner in fondo ai piedi, già meglio. Fin qui tutto abbastanza semplice, mi giro e guardo quella che dovrebbe essere una sedia. In realtà è una montagna di abiti che vive di vita propria. Vai Maria fagli vedere chi sei. Getto tutto per terra e comincio la cernita: da lavare, da buttare, questo cos’è? mettiamolo da rivedere. Dopo un tempo infinito la sedia ha preso forma. Faccio una lavatrice e torno in camera. A noi due comodino!
Metto i guanti, non si sa mai cosa possa trovare. Prendo la pila di libri e li sistemo ordinatamente, intanto mi appunto di comprare dei nuovi scaffali per la libreria, poi metto le varie collane, braccialetti e orecchìni dentro una scatola. Sono così attorcigliati tra loro che ci vorrà Santa Pazienza per liberarli, ma ora non ho tempo. Prendo in mano i resti di caramelle, cioccolatini e altre cose non ben identificate e butto. Spolveratina, e via. 
Mi guardo attorno e mi sto complimentando da sola quando l’occhio mi cade sulla porta socchiusa della cabina armadio. Non ce la posso fare, sembra la striscia di Gaza, vestiti ammucchiati, mutande che cercano disperatamente di uscire dai cassetti. Mi sembra quasi di sentire il loro grido di aiuto. Chiudo velocemente l’anta, come si dice? Occhio non vede, cuore non duole.
Ora posso finalmente dedicarmi ad una doccia rigenerante.
Mi faccio anche un caffè me lo merito, ho il tempo anche per un riposino prima dell’arrivo di madre. Sono soddisfatta di me stessa.
Suona il campanello, ci siamo. Sono tranquilla ho sistemato tutto, mi guardo intorno per rimirare il mio capolavoro e sbianco.
Sul tavolino la tazzina di caffè si è rovesciata, per terra briciole di brioche e da sotto il cuscino spunta la carta. Corro in bagno a prendere una spugna: oh cavoli. Il pavimento è gocciolante, l’accappatoio per terra, l’olio profumato ha invaso il ripiano, i capelli sono ovunque, ripeto, ovunque. Sul ripiano giace inerme la mia maschera dorata rigenerante che sembra fissarmi con aria accusatoria. 
La casa deve essere infestata da esseri dispettosi. 
Il campanello suona ancora, impaziente. Vado in camera: il letto disfatto, i vestiti sporchi per terra, la pila di libri rovesciati, le mutande che continuano a lamentarsi. 
Non è possibile. 
Avanti fantasma dei miei stivali, fatti sotto.
Madre bussa alla porta con insofferenza.
Cosa faccio? Cosa faccio? 
Prendo il telefono mi nascondo sotto le coperte e aspetto. Mi risponde una voce angelica “Ufficio prenotazione voli Airline Brazil buongiorno, come posso aiutarla?”.
https://www.differentales.org/t1217-canzoni#13668



Ultima modifica di Mac il Lun Nov 22, 2021 2:37 pm - modificato 3 volte.

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Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore

Ciao  @Mac. Ho il sospetto che la tua colf non la rivedrai per un bel pezzo… 
Mi sono divertita a leggere. Le descrizioni sono vivaci e restituiscono alla perfezione le immagini del caos  fisico e mentale in cui versano l’appartamento e la sua proprietaria. Il carattere emerge bene dalle descrizioni ricche di dettagli che lasciano intuire il tenore di vita e le emozioni della protagonista.
Simpatica anche la chiusa finale.  Il ritmo è ben sostenuto per tutto il racconto. Forse qualche congiunzione e di troppo che rallenta a tratti la lettura. Non mi convince graficamente l’elenco con i vari punti scritti in stampatello, inoltre avrei inserito degli spazi. Non mi convince neppure Madre scritto con la maiuscola, meglio madre in corsivo o tra virgolette.
Comunque il racconto mi è piaciuto molto.
Ti segnalo: 
balia (ė corretto, ma avrei preferito leggerlo con l’accento balìa)
Voglio piangere. Voglio rifugiarmi sotto le coperte, piangere fino a sfinirmi… (userei un sinonimo. Voglio piangere. Voglio rifugiarmi sotto le coperte, lacrimare fino a sfinirmi - ad esempio)
Baci, mamma” (manca il punto)
adesso sì che… (dopo il sì ci vuole la virgola)
ammucchiati , mutande (togli lo spazio prima della virgola)


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

Mac


Viandante
Viandante

@Petunia ha scritto:Ciao  @Mac. Ho il sospetto che la tua colf non la rivedrai per un bel pezzo… 
Mi sono divertita a leggere. Le descrizioni sono vivaci e restituiscono alla perfezione le immagini del caos  fisico e mentale in cui versano l’appartamento e la sua proprietaria. Il carattere emerge bene dalle descrizioni ricche di dettagli che lasciano intuire il tenore di vita e le emozioni della protagonista.
Simpatica anche la chiusa finale.  Il ritmo è ben sostenuto per tutto il racconto. Forse qualche congiunzione e di troppo che rallenta a tratti la lettura. Non mi convince graficamente l’elenco con i vari punti scritti in stampatello, inoltre avrei inserito degli spazi. Non mi convince neppure Madre scritto con la maiuscola, meglio madre in corsivo o tra virgolette.
Comunque il racconto mi è piaciuto molto.
Ti segnalo: 
balia (ė corretto, ma avrei preferito leggerlo con l’accento balìa)
Voglio piangere. Voglio rifugiarmi sotto le coperte, piangere fino a sfinirmi… (userei un sinonimo. Voglio piangere. Voglio rifugiarmi sotto le coperte, lacrimare fino a sfinirmi - ad esempio)
Baci, mamma” (manca il punto)
adesso sì che… (dopo il sì ci vuole la virgola)
ammucchiati , mutande (togli lo spazio prima della virgola)
Grazie @Petunia 
le tue risposte sono sempre gratificanti e costruttive.
Vado subito a correggere.
buona giornata

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FraFree

FraFree
Padawan
Padawan

Simpaticissimo e rende perfettamente, con immagini bene assestate, lo stato bailammatico della casa e quello della protagonista. E' un piacere leggerti.  Manuale per sopravvivere all’ispezione di madre 1f600




Bene punto uno completato. 
Dopo Bene metterei una virgola. 


______________________________________________________
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B. Brecht)

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