Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.

Unisciti al forum, è facile e veloce

Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.
Different Tales
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.

Il forum di scrittura creativa che cercavi


Non sei connesso Connettiti o registrati

Dix jours à Ronchecourt (Dieci giorni a Ronchecourt)

Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
12 settembre 1954, domenica 
«Prego, entri pure signorina Désétoiles, la stavo aspettando.»        
La stanza era fredda e semibuia, illuminata solo dalla scarsa luce che filtrava dalle finestre socchiuse. Pioveva a dirotto.         
L’aria aveva un odore strano: una stomachevole mistura di umido, stantìo, disinfettante e cera da pavimenti che rilucevano come specchi. Petunia Désétoiles era imbarazzata pensando alle proprie scarpe bagnate.           
La madre superiora, chiusa nel severo abito nero, contribuiva all’atmosfera lugubre di quel luogo e, nel tono mellifluo con cui l’aveva invitata, Petunia aveva colto una certa nota di rimprovero.       
La donna stava seduta dietro a una grande scrivania di tek, lucida, senza un granello di polvere. Sopra, solo una lampada di squisita fattura; di certo il dono di un parente in cambio di un occhio di riguardo per un proprio congiunto. Completavano l’arredo un sottomano in cuoio e un elegante pennino piumato.
Davanti alla religiosa era aperto un libro contabile dalle pagine rigonfie, scritto con una calligrafia ordinata. Tutto era annotato con precisione: cibo, medicinali, servizi personali. La suora scorreva le varie voci con l’indice. La mano ossuta si soffermava di tanto in tanto su quelle più onerose accompagnata da un piccolo cenno del capo. Petunia aveva notato una sorta di ghigno soddisfatto quando si era posata sull’ultima riga: con l’inchiostro rosso era ben evidenziato il costo totale dovuto per la permanenza di sua madre nella struttura fino al giorno della sua naturale dipartita.
Soddisfatta, aveva infine rivolto lo sguardo verso Petunia che era rimasta in piedi.       
«Posso sedermi?»       
« Ma certo cara, avremo un po’ di cose da discutere. È da molto che non la vedo e mi spiace incontrarla in questa triste occasione.»        
Di nuovo quel tono di rimprovero. Petunia non vedeva l’ora di chiudere l’argomento e tornare all’aria aperta.             
 


L’ultima tratta Charleville-Ronchecourt era quella più massacrante, soprattutto perché concludeva un viaggio interminabile che stava portando il Commissario Leroux, dopo numerosi cambi di convogli ferroviari, da Morlaix a Ronchecourt, dalla Bretagna alle Ardenne. L’ultima frazione del viaggio stava avvenendo su una corriera sgangherata che certamente era stata testimone di entrambe le guerre mondiali. Soltanto la permanenza su un'imbarcazione in mezzo al mare poteva essere più spiacevole per lui del procedere incerto su quel tratto stradale così tormentato.        
            

Petunia era dovuta partire in tutta fretta da Martignac, dopo la sgradevole telefonata che le aveva annunciato che le condizioni di sua madre erano precipitate. Leroux stesso l'aveva accompagnata alla stazione. Nella notte aveva maturato l'idea di prendersi qualche giorno di pausa dal lavoro, attingere all'ampia riserva di ferie da consumare e recarsi nelle Ardenne, la sua regione natale, anche per essere di aiuto e di conforto all'amica in questo momento difficile.      
Gli era stata sufficiente una telefonata al suo vecchio amico e collega Alphonse Meunier, Commissario alla Gendarmeria di Charleville, per trovare una dignitosa sistemazione per una decina di giorni a Ronchecourt.    

La cerimonia aveva avuto luogo nella Chiesa di Saint-Hilaire, seguita dalla sepoltura nel piccolo cimitero di Ronchecourt. Leroux si era fatto portare da un taxi, appena in tempo per le ultime fasi di quel funerale. Le persone presenti non erano molte: soltanto quei pochi che ancora si ricordavano della famiglia Désétoiles.        
            
Leroux non ebbe modo di guardarsi intorno, perché la sua attenzione fu immediatamente catturata da Petunia: non avrebbe mai voluto vederla così. Era abituato a vedere i suoi occhi vivi e brillanti che ridevano ancor prima del suo sorriso e non li riconosceva in quella espressione di una tristezza infinita, inondati di lacrime che le rigavano il volto.        
Non era il dolore contenuto, né tanto meno quel misurato sollievo che aveva visto altre volte ai funerali di persone anziane che se ne erano andate dopo lunghe e atroci malattie. Petunia esprimeva in quel momento tutta la disperazione di chi aveva perduto, senza speranza, un pezzo importante di sé, una specie di mutilazione. Gerard le si era avvicinato; lei gli aveva sorriso  con un misto di malinconia e di dolcezza, lo aveva invitato ad avvicinarla e si era appoggiata al suo braccio.         
Erano saliti in taxi ed erano rimasti in silenzio per tutto il tragitto. Gerard non aveva parole adeguate da dirle; le aveva rivolto soltanto qualche sguardo al quale lei aveva risposto con un triste sorriso.     
«Grazie, Gerard», aveva detto lei con un filo di voce. «Purtroppo domani dovrò tornare là dentro per ritirare gli effetti personali della mamma.»       
«Non ci pensare. Domani mattina ti accompagnerò io. Passo a prenderti verso le nove. Va bene?» 
«Sì, sei molto caro.»
Aveva congedato il taxi e si era diretto a piedi verso la propria abitazione. Aveva bisogno di camminare un po’ e, mentre percorreva le tranquille stradine del centro di Ronchecourt, ripensava a quel primo caso che avevano risolto insieme a Martignac. Poteva dirlo con assoluta certezza: senza le intuizioni e l’istinto naturale di Petunia, non sarebbe riuscito a risolverlo. Ma anche in molti altri casi successivi la consulenza spontanea, talvolta quasi involontaria, di Petunia, era stata determinante.



Ultima modifica di Petunia il Mar Gen 26, 2021 7:15 am, modificato 8 volte

A paluca66 garba questo messaggio

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Molto interessante la prima parte con la descrizione dell'ambiente in cui viene ricevuta Petunia è molto accurata. Aggiungerei dei particolari dal momento in cui La donna riceve la telefonata , magari qualche dialogo e mi piacerebbe frugare nei pensieri del commissario Leroux sulla corriera sgangherata.
il racconto si preannuncio ricco di novità e colpi di scena sarà interessante conoscere cosa avviene in questi dieci giorni.
Complimenti a Petunia e Leroux. study flower

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
Grazie di cuore Gemma per il passaggio e il commento. 
Danilo (Leroux) e io abbiamo scritto questo romanzo breve (il secondo della “serie” ) ma non abbiamo mai pubblicato. Ci piaceva avere l’opinione di qualche lettore prima tentare l’avventura.
Quindi davvero grazie e spero ci seguirai ancora.


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
Come avrai intuito i nostri nick provengono da qui...🤓


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

A gemma vitali e paluca66 garba questo messaggio

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Younglings
Younglings
Grazie Gemma. Speriamo che il seguito alimenti ancora di più la tua curiosità.

A gemma vitali garba questo messaggio

tommybean

tommybean
Padawan
Padawan
Nulla da dire, scrittura perfetta e un seguito di sicuro interessante. Grazie per aver condiviso. Io non riuscirei mai, per mia indole, nella scrittura a quattro mani. 
Abbracci..

A Petunia e Danilo Nucci garba questo messaggio

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Younglings
Younglings
@tommybean ha scritto:Nulla da dire, scrittura perfetta e un seguito di sicuro interessante. Grazie per aver condiviso. Io non riuscirei mai, per mia indole, nella scrittura a quattro mani. 
Abbracci..
Non è affatto semplice, Tom, soprattutto a distanza, ma è piuttosto divertente. Ogni tanto ci si accapiglia, ma è inevitabile  Very Happy

A Petunia e paluca66 garba questo messaggio

paluca66

paluca66
Younglings
Younglings
Bene, bene, ottimo inizio.... Soprattutto le prime righe, con quella minuziosa descrizione dell'ambiente in cui viene accolta Petunia: sembra di essere lì.
Mi è sembrato un po' più difficile da seguire (se posso permettermi) il secondo periodo, quello del viaggio di Gerard, sembra quasi che lui sia sulla corriera e poi invece è al funerale: forse mi è sfuggito qualcosa.
Mi raccomando non fate passare troppo tempo per il seguito  Cool

P.S.: esiste anche la versione francese?  Question

A Petunia e Danilo Nucci garba questo messaggio

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
Grazie Paluca... in realtà esiste anche la versione italiana “dieci giorni a Pontesospeso”. Ma noi siamo affezionati a quella francese🤗


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

A Achillu garba questo messaggio

Hellionor

Hellionor
Admin
Ma che piccola delizia, ragazzi!
Accurate e curiose le descrizioni e intrigantissimi i personaggi, non vedo l'ora di conoscere le loro avventure.
Per ora trovo che fili tutto bene, per eventuali appunto vorrei poter leggere il romanzo breve nella sua interezza.
E anche presto Smile

A Petunia e Danilo Nucci garba questo messaggio

paluca66

paluca66
Younglings
Younglings
Grazie Paluca... in realtà esiste anche la versione italiana “dieci giorni a Pontesospeso”. Ma noi siamo affezionati a quella francese

No, no, non mi riferivo al titolo, intendo proprio il romanzo intero, se pensate di farne anche la versione francese

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
Intanto vediamo se riusciremo a dare alla luce quella italiana... cosa assai poco probabile al momento.😎


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

paluca66

paluca66
Younglings
Younglings
Intanto vediamo se riusciremo a dare alla luce quella italiana... cosa assai poco probabile al momento

Non ci provate nemmeno... stiamo aspettando tutti, forza!  cheers

A Petunia garba questo messaggio

Gianfranco39

Gianfranco39
Viandante
Viandante
Inizio intrigante, assaggio stimolante anche se un po' troppo breve, ma evidentemente fa parte del gioco farci soffrire...
Belle le descrizioni sia degli ambienti che degli stati d'animo.
Come gli altri, anch'io sono ansioso di leggere il seguito.

A Petunia garba questo messaggio

tontonlino

tontonlino
Viandante
Viandante
Questo amuse-gueule mi ha proprio messo in appetito. Vediamo ora che cosa succede.

A Petunia garba questo messaggio

Molli Redigano

Molli Redigano
Younglings
Younglings
Una prima riflessione la vorrei fare sull'ambientazione: magari mi sbaglio, ma mi sembra di capire che gli autori conoscono bene i luoghi che descrivono anche qualora dovesse trattarsi di un "trasporto" di luoghi reali, perché no italiani, in un contesto francese.

"Soltanto la permanenza su un'imbarcazione in mezzo al mare poteva essere più spiacevole per lui di quel procedere incerto su quel tratto stradale così tormentato."


In questa frase ravviso, a mio gusto, una ripetizione di "quel". "...quel procedere incerto su un tratto autostradale così tormentato."


La scrittura è fluida e la lettura scorrevole.


Siamo solo all'inizio, e per questo la curiosità aumenta, ma non ho ben inquadrato il ruolo di Petunia in aiuto al commissario. Sono amici, forse anche di più, voglio vedere concretamente come collaborano insieme nel risolvere un'indagine.


Vado avanti.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta Cool!

A Petunia e Danilo Nucci garba questo messaggio

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Younglings
Younglings
@Molli Redigano ha scritto:Una prima riflessione la vorrei fare sull'ambientazione: magari mi sbaglio, ma mi sembra di capire che gli autori conoscono bene i luoghi che descrivono anche qualora dovesse trattarsi di un "trasporto" di luoghi reali, perché no italiani, in un contesto francese.

"Soltanto la permanenza su un'imbarcazione in mezzo al mare poteva essere più spiacevole per lui di quel procedere incerto su quel tratto stradale così tormentato."


In questa frase ravviso, a mio gusto, una ripetizione di "quel". "...quel procedere incerto su un tratto autostradale così tormentato."


La scrittura è fluida e la lettura scorrevole.


Siamo solo all'inizio, e per questo la curiosità aumenta, ma non ho ben inquadrato il ruolo di Petunia in aiuto al commissario. Sono amici, forse anche di più, voglio vedere concretamente come collaborano insieme nel risolvere un'indagine.


Vado avanti.
Grazie Molli. Correggiamo il doppio "quel". Quanto al ruolo di Petunia ci sarà un flashback prossimamente.

A Molli Redigano garba questo messaggio

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Ho letto con grande piacere e, da divoratrice di gialli quale sono, non vedo l'ora di leggere il seguito. Se non vi offendete, avrei delle lievissime modifiche da proporvi, dettate soltanto dalla mia ossessione per la forma: leggi assonanze, piccole ripetizioni evitabili, ecc. Per il momento, preferisco papparmi di gusto tutta la storia, poi vi presenterò...no! Non il conto! Soltanto i miei suggerimenti. Un abbraccio a entrambi.
Pet, adoro la foto del tuo profilo: il fotografo ti ha "letta dentro" in uno scatto. Molto bravo.

A Petunia garba questo messaggio

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
Se non lo farai mi offenderò a morte! Certo che puoi proporci delle correzioni  è per questo che siamo qui!

Grazie a nome della fotografa. 🌺


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

A bucaneve88 garba questo messaggio

caipiroska

caipiroska
Younglings
Younglings
Ma che sorpresa questo romanzo a quattro mani!
Bravi!!!

Se posso vi lascio il mio piccolo contributo: proprio la settimana scorsa chiacchieravo con un amico sull'effetto di troppi verbi inattivi in un testo a discapito di quelli attivi.
Leggendo il brano proposto in quest'ottica ho notato che avete preferito l'uso di quelli inattivi con il risultato di avere alcuni passaggi appesantiti dal verbo essere (era, erano).
I verbi attivi fanno qualcosa, quelli inattivi sono qualcosa: in un testo si ottiene più attenzione da parte del lettore se invece di usare il verbo essere si usano verbi di azione o movimento.
... stava in piedi dietro la scrivania
... era in piedi dietro la scrivania
Leggendo sui vari siti che parlano dell'argomento, tutti concordano con l'uso parsimonioso degli ausiliari inattivi a favore di una lettura più diversificata e creativa.
E probabilmente più accattivante.

 Niente da dire: i pavimenti erano lucidissimi,  
Su questa constatazione si potrebbe aprire un mondo: chi non ha niente da dire? Il narratore è univoco ed esterno, per cui di chi è questa considerazione? Se è di Petunia andrebbe contestualizzata meglio.

Vorrei fare un appunto sulla struttura del testo: l'estratto si apre con la scena della suora e Petunia.
Le altre scene sono successe precedentemente a quest'incontro, quindi sono antefatti.
Con questa scelta vi siete un pò complicati la vita perchè gli antefatti (per dare la giusta distanza temporale) di solito si scrivono al trapassato, e il trapassato è noioso sia da leggere che da scrivere (va bene, ma per brevi periodi).
E infatti iniziate con il trapassato, ma poi lo abbandonate all'improvviso:

 Gerard le si avvicinò; lei gli sorrise con un misto di malinconia e di dolcezza, lo invitò ad avvicinarla e si appoggiò al suo braccio.         
Il ritorno in taxi con Petunia alla sua casa fu immerso nel silenzio. Gerard non aveva parole adeguate da dirle; le rivolse soltanto qualche sguardo al quale lei rispondeva con un triste sorriso. Arrivarono alla casa.    
Gerard le si era avvicinato; lei gli aveva sorriso con un misto di malinconia e di dolcezza, l'aveva invitato ad avvicinarla e si era appoggiata al suo braccio...

Nell'ultimo brano, quando viene congedato il taxi, in teoria siamo sempre nell'antefatto (perchè il racconto inizia con Petunia e la suora: è quello il vero tempo narrativo), ma in questo antefatto del tempo narrante viene introdotto un ulteriore antefatto (forse un flash back...) di quando Petunia lo aveva aiutato a risolvere un caso...

Ecco, come lettrice mi sono dovuta un po' districare in questi salti temporali, ho dovuto fare attenzione. Credo che seguire una linea temporale retta sia la strada migliore (e più facile!) per scrivere un testo lungo e tenere ben saldo il lettore tra le maglie della storia.

E comunque tutto questo è solo il mio parere!

Petunia

Petunia
Padawan
Padawan
Grazie di cuore del passaggio Caipi! Le tue osservazioni sono preziose. Scrivere a quattro mani e a distanza è già complicato, mettici che questo “romanzo” lo abbiamo scritto in tempi dilatati. 
Per questo abbiamo deciso di farvelo leggere. Dopo innumerevoli letture, tagli, litigi e correzioni non riuscivamo più a farlo progredire. Per cui davvero grazie della generosità tua e di altri che avete dedicato tempo a questa nostra “creatura”. 
Un abbraccio.


** Il testo “vive” abbiamo preso nota di tutti i suggerimenti e le correzioni quindi chi lo leggerà da ora in poi lo troverà modificato rispetto alla prima volta che lo abbiamo postato**


______________________________________________________
Fra poco dovrebbe levarsi la luna. Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori della finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.
D.Buzzati 

A Hellionor garba questo messaggio

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Younglings
Younglings
Grazie a tutti per gli interventi. Ci state facendo un servizio incommensurabile!

bucaneve88

bucaneve88
Younglings
Younglings
Ricomincio dal primo capitolo. Avete « risciacquato i panni in Arno »! Mooolto bene. Proseguo. Bye


______________________________________________________
Mai innamorarsi di un fiocco di neve...  Dix jours à Ronchecourt (Dieci giorni a Ronchecourt) 3931930528

Contenuto sponsorizzato


Torna in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.