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L'inferno in paradiso

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1L'inferno in paradiso Empty L'inferno in paradiso Mar Lug 27, 2021 10:30 am

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Si sporse oltre la balaustra, per sentire sul muso la brezza marina. Qualche spruzzo la raggiunse. Stizzita fece ritorno sui suoi passi: voleva evitare che la salsedine facesse perdere la lucentezza al suo morbido pelo color nocciola.
«Vieni qua, Noisette!»
Un marinaio era arrivato sul ponte a cercarla: «Dobbiamo rientrare… fra poco attracchiamo».
Salì in braccio a Bernard per scrutare l’orizzonte dall’alto. Si intravedevano alcune palme, quasi emergessero direttamente dal mare turchese. Più lontano, solo i bassi edifici in cemento, quelli del poligono nucleare francese.
«Vedi quell’isola? È l’atollo di Mururoa, sarà la nostra nuova casa.»
La cagnolina lo guardò con occhi dolci e fare vezzoso. Lo leccò al collo e saltò giù. I motori giravano al minimo ora. La sirena suonò, forte e acuta, e sul ponte un via vai di marinai iniziò le manovre di attracco. Un nuovo mondo le si spalancava davanti.
 
«Sei arrivata ieri con la nave?»
Noisette non gli diede retta e continuò a camminare lungo la spiaggia. Quel cane non le ispirava neanche un po’ di simpatia. Era ridotto proprio male: ciuffi grigi si alternavano a chiazze in cui la peluria se ne era andata da parecchio tempo. Non si riusciva più neanche a capire di che razza fosse.
«Mi spiace ti abbiano portato qui. Farai parte anche tu dell’esperimento quindi?»
Ma cosa stava dicendo? Se era un modo per abbordarla, non avrebbe funzionato, soprattutto provenendo da uno ridotto in quelle condizioni.
«Lo so, anche io non ero stato informato di nulla quando mi hanno portato qui. Fortuna che c’era Baguette che mi ha spiegato tutto… anche se forse sarebbe stato meglio non sapere niente.»
«Ma sapere che? Sono venuta con Bernard e gli altri militari della base in scorta ad un gruppetto di scienziati. Sono la loro mascotte… questo è tutto. Non c’è altro da sapere!»
«Ma sì, dai. Come dicevo, forse è meglio non saperne niente», e si voltò per allontanarsi.
«Scusa, forse sono stata antipatica. Magari tu volevi solo fare quattro chiacchiere… chissà da quanto tempo non parli con nessuno. Mi chiamo Noisette, e tu?»
«Balzac, ma non so perché mi hanno chiamato così. Certo per te è più evidente… N-o-i-s-e-t-t-e», rispose piccato, scandendo le lettere una ad una.
«Ti ho già chiesto scusa!»
«E poi non è vero che non parlo con nessuno. Ci sono molti animali che arrivano qui e io faccio due chiacchiere con tutti.»
«Vabbè… adesso vuoi burlarti di me, me lo sono meritata. Con quali animali parleresti? E in che lingua?»
«E’ una storia lunga: sicura di volerla ascoltare?»
La piccola cocker si sedette sulle gambe posteriori: «Solo se la smetti di prenderti gioco di me!»
«Sono arrivato qui tre anni fa. Mi sembrava un paradiso, finché Baguette mi ha spiegato cosa ci facciamo noi qui. Non gli credevo, ma quando ci hanno rinchiusi per tre giorni in quella specie di sgabuzzino ho iniziato a temere che dicesse sul serio. Dopo due o tre esplosioni non potevo più fare finta che non fosse vero. Dopo un anno, il povero Baguette non ce l’ha fatta più e sono rimasto solo. Ogni volta, quando venivano a tirarmi fuori da quel bugigattolo di cemento, mi sembrava fosse passato un anno… non due o tre giorni.»
Noisette lo guardò con sospetto: «Tu mi vuoi solo spaventare! Non credo a una parola di quello che dici… e che parli con gli altri animali, poi! Questa è proprio bella!»
«Tu devi sapere che noi ora siamo sulla cima di un vulcano estinto che si estende sotto il livello del mare fino a una profondità di 3000 metri. Gli scienziati e gli ingegneri della base hanno perforato fino a 500 metri di profondità, ci buttano le bombe e… boom!»
«Boom cosa?»
«Il mare trema, la terra trema, l’aria trema. E fino a qualche anno fa era anche peggio! Baguette mi ha raccontato che prima che arrivassi io le facevano scoppiare anche in superficie. Si creava un enorme fungo luminoso, alto fino al cielo, talmente caldo che il poverino si sentiva andare arrosto anche all’interno dello sgabuzzino, nonostante le pareti di cemento fossero spesse più di un metro e la porta sigillata con lastre di piombo.»
«E tu… come fai a sapere tutte queste cose?»
«Te l’ho detto, riesco a parlare e a capire la lingua di tutti gli animali, uomo compreso, ma non l’ho mai detto… a loro», disse volgendo lo sguardo verso i bunker della base militare.
Balzac lesse negli occhi della cagnolina i più diversi sentimenti: terrore, incredulità, diffidenza, angoscia.
«È stato l’anno scorso: era il luglio 1979. Qualcosa deve essere andato storto e la bomba si è bloccata a metà, all’interno del pozzo, così è scoppiata troppo presto e troppo vicino alla superficie. Si è creata un’onda altissima, l’acqua è penetrata anche all’interno dello sgabuzzino: a momenti ci rimanevo secco… o meglio, annegato! Parecchi di loro non erano riusciti ad abbandonare l’atollo in tempo e sono morti, spazzati via dall’onda del mare e dall’onda delle radiazioni. Ecco… da allora riesco a capire tutti, e a parlare con tutti. Ma loro non lo sanno. Non fanno caso a me, mi lasciano andare dappertutto… ma io ascolto, mi informo. Questo è quanto!»
Non poteva essere vero! Non doveva essere vero!
«Ti diverti a terrorizzarmi, eh! Mi hai preso per una stupida smorfiosetta che crede a tutte le fandonie del primo venuto?» e prima che Balzac potesse aggiungere altro, corse a cerare Bernard.
«Vieni qui piccina. Lascia che ti rimetta a posto il fiocco». Il marinaio si chinò, le allungò il dorso della mano per farselo annusare, massaggiandole con l’altra nuca e coppino. «Dove sei stata? Oh, mi mancavi!».
Ma si, aveva ragione lei, l’aveva presa in giro. Che scherzo di cattivo gusto!
 
Gli era stata alla larga per una settimana, ma ora se lo era ritrovata di fronte, con le quattro zampe a mollo nell’acqua bassa.
«Vieni qui a darmi una mano.»
«Non vengo fin lì. Il sale mi dà fastidio, mi appiccica il pelo.»
Qualche metro più al largo, l’acqua si agitò: un delfino prese lo slancio per arrivare fino a riva.
Noisette fece un salto all’indietro, nascondendosi dietro a un tronco.
«Me l’hai spaventata. Balzac!», si presentò allungando la zampa al delfino. «Secondo me la mia amica pensa tu sia uno squalo».
«Sono Vick, in mare adesso non ci torno, ho già fatto troppa fatica ad arrivare fino a qui.»
Il delfino si contorse per mostrare la coda. Un rivolo di sangue sgorgava da una ferita.
Balzac avvicinò il muso, per scrutarlo da vicino. Poi, preoccupato gli disse: «Il taglio è profondo. Cosa ti è capitato?»
«Sono finito nelle reti di pescatori, a qualche miglio da qui. Le trascinano con le loro barche e se ci finisci dentro non riesci neanche più a venire a galla a respirare. Più mi dimenavo più rimanevo impigliato, senza riuscire a muovermi. Devono avere avuto un problema, forse la rete si è impigliata nell’elica. Hanno iniziato a tagliarla, con un grosso coltello fissato in cima ad una pertica. Così ne ho approfittato per liberarmi, ma nella foga hanno ferito anche me. Fortuna che sono riuscito ad arrivare fin qui.»
«Ma io non so cosa fare per aiutarti»
«Devo riposarmi qualche giorno e aspettare che la ferita si rimargini e la smetta di sanguinare. Se solo tu riuscissi a procurarmi un po’ di cibo!»
«Questo non è un problema… ma tu non poi stare qui. Fra due giorni hanno programmato una nuova esplosione, se stai qui non te la caverai sicuramente», e così gli spiegò il terribile segreto che custodiva quell’angolo di paradiso.
Si voltò verso Noisette, che assisteva dal suo nascondiglio a quella strana conversazione.
«Senti bella, oggi me ne stanno capitando di tutte» disse in tono deciso. «Non vorrai mica lasciarlo in questo stato? Stamattina mi sono arrangiato da solo, ma ora ho bisogno del tuo aiuto: mi è venuta un’idea!»
«Perché… cos’altro ti è successo stamattina?»
«Lo vedi Bach, quel cormorano laggiù?» e le indicò un pennuto accovacciato dall’altro lato della spiaggia. «È letteralmente precipitato ai miei piedi. Si era immerso a beccare del pesce a poppa di una petroliera che navigava qua vicino. Sono furbi i cormorani, e lo sanno che i pesci seguono le navi per mangiare gli scarti che i marinai buttano a mare. Ma questa volta, oltre agli scarti, avevano scaricato anche le acque usate per lavare le cisterne, così la frittata è stata fatta. Mentre volava il petrolio è diventato via via più denso e appiccicoso, finché non è stato più in grado di governare le piume sulle ali e… puff, mi è caduto qualche metro più avanti.»
«E tu chi sei, il buon samaritano?» lo schernì Noisette.
La guardò turbato: «Ma tu hai capito che fra due giorni ne fanno scoppiare un’altra? Noi saremo nello sgabuzzino ma quelli che staranno fuori… sono fritti!»
«E cosa possiamo farci noi?»
«Sono entrato al magazzino stamattina. Nessuno mi presta mai attenzione: ho preso una latta di diluente e qualche straccio. Adesso è là che si sta ripulendo le penne una per una; non penso ci metterà molto.»
«E per il delfino?»
«Una volta loro mi hanno medicato una zampa, so come fare. Ho un piano!»
 
Noisette era nascosta dietro l’angolo, nel corridoio; fortunatamente non c’era nessuno in vista. Balzac si piazzò di fronte all’infermeria. Le fece segno di tenersi pronta poi, di colpo, iniziò ad abbaiare e a graffiare con violenza la porta. Bastarono pochi secondi: il dottor Giraud apparve sull’uscio, sbigottito.
«Balzac, cagnaccio, ma che ti prende?»
Invece di calmarsi, il cane digrignò i denti e si avventò sull’orlo dei pantaloni del medico, addentandolo e tirandolo verso il corridoio. Giraud scrollò con forza la gamba, proiettando Balzac contro la parete.
Rimessosi in piedi, Balzac, ancora stordito, riprese ad abbaiare.
«Brutta bestia, te la faccio passare io ora la voglia di attaccar briga» e afferrata una scopa, lo inseguì per un labirinto di corridoi.
Era il momento! Aveva poco tempo. Noisette entrò nella stanza: Balzac le aveva descritto con precisione quello che doveva prendere e dove trovarlo. Cacciò tutto nel sacchetto e scappò appena in tempo per sentire i passi del dottore che tornava, senza smettere di imprecare verso quello stupido animale.
 
La polvere medicinale sulla carne viva ebbe un effetto miracoloso. Il sangue smise di colare e dopo qualche ora i due cani fasciarono la pinna caudale con garze e bende per proteggere la crosta che si era formata sulla ferita.
«Riposati fino a domani» consigliò Balzac «così recuperi le forze. Hai perso parecchio sangue.»
Anche il cormorano si era ripulito di tutto punto e le penne delle ali, color bronzo, splendevano creando un contrasto cromatico col corpo nero dell’uccello. Zampettava goffo, rullando lungo la battigia come fosse un aereo, con le lunghe ali spiegate come a collaudare che tutti gli equipaggiamenti fossero in ordine prima di spiccare il volo. Quando si sentì pronto, si avvicinò al terzetto che lo scrutava dalla riva del mare.
«Che ne sarà di voi?» chiese ormai pronto al decollo.
«Il solito! Sgabuzzino, esplosione, misura delle radiazioni, un altro poco di libertà» disse Balzac con voce rotta, cercando di non farsi accorgere da Noisette. «Per lei sarà la prima volta… non sarà facile! Ma quest’anno sono programmati ben undici test… e non siamo neanche a metà.»
 
I pochi uomini rimasti erano scesi nella zona di sicurezza del bunker. Gli altri, la maggior parte, si erano allontanati dall’isola, in direzione della base di Hao, a circa 300 miglia di distanza.
Bernard si incamminò verso la parte dell’isola dove normalmente era proibito l’ingresso. Noisette gli stava in braccio e Balzac camminava a fianco. Un silenzio irreale li accompagnava nel tragitto.
«Aspetta, vengo anch’io». Il dottor Giraud si unì alla comitiva: «È la prima volta per Noisette… può darsi che tu abbia bisogno di aiuto».
Quando lo vide Noisette realizzò. Il bugigattolo li aspettava, angusto e spoglio. Non una finestra. Una sola luce all’interno, fioca. Una cuccia, due ciotole con del cibo, altre con l’acqua, una cassetta per i bisogni. Il mondo le crollò addosso all’improvviso. Azzannò una mano a Bernard che, colto alla sprovvista, se la lasciò scappare.
«Ma che hanno questi cani in questi giorni?» inveì il dottore. «Su, vedi di bloccarla nell’angolo, io preparo la siringa». Non ci impiegarono molto: la lasciarono addormentata nello sgabuzzino, con Balzac a farle da guardia, e chiusero la pesante porta alle spalle.
 
«È tutto finito!»
Noisette aprì gli occhi a fatica. Aveva dormito per un giorno intero, eppure si sentiva stanchissima.
«Ti sentirai debole… è normale.»
«Quand’è che ci fanno uscire da qui?»
«Di solito in un paio di giorni. Devono aspettare che il livello di radiazioni diminuisca.»
«E io, stupida, che non ti credevo! E che mi fidavo di loro
«È normale, è capitato a tutti. E cosa sarebbe cambiato? Saresti scappata? Dove? Come? Una volta che arrivi in questo paradiso non puoi più andare via… e ti diventa pesante come un inferno.»
Le sembrarono mesi, ma furono solo altri due giorni. Entrarono in due, con tute speciali che li coprivano dalla testa ai piedi. Passarono i contatori Geiger lungo il corpo degli animali, lungo le zampe, lungo la coda, sulle orecchie. Scrissero numeri su tabelle, poi uscirono dallo sgabuzzino per confabulare tra loro.
Solo allora spalancarono la porta per farli uscire.
Noisette lo precedette, respirò l’aria libera, il profumo del sole, della salsedine apprezzandoli come mai le era capitato prima. Rientrò nello sgabuzzino a chiamare Balzac. Lo vide uscire con passo lento e stanco. Poi guardò verso l’angolo: molti peli color nocciola giacevano sul pavimento dove era stata accucciata per tre giorni.
 
«Balzac, seguimi. Sto cercando di allontanarla, ma non riesco a farmi capire.»
Il cane era accovacciato nella cuccia, assalito da un insano torpore. Passava sempre più tempo a dormire, nella speranza di recuperare le forze. La seguì stancamente: una tartaruga era risalita lungo l’arenile e stava scavando nella sabbia con le zampe posteriori.
«Le ho abbaiato, per spaventarla e farla tornare in mare… ma niente. Ho provato a spingerla con il muso, a tirarla pe la coda, ma questa, cocciuta ricomincia subito a trascinarsi su per il bagnasciuga. Spiegale tu che non può stare qui!»
Dopo un fitto conciliabolo con la tartaruga, Balzac scosse le spalle: «Non può! È venuta qui per deporre le uova: non farà in tempo a raggiungere un’altra isola».
«Ma se lo fa, i suoi piccoli moriranno prima di nascere!»
«E se non lo fa moriranno comunque. Non posso farmi carico dei problemi del mondo» rispose indispettito.
«Ce ne faremo carico noi: ho portato rinforzi!»
Vick aveva spiccato un gran balzo, fin quasi sulla riva: «Un’entrata in grande stile, non vi pare? Io e i miei amici delfini siamo tornati per portarvi via da qui!»
«Ma sei matto? Anche se ci aggrappassimo alla vostra schiena, non riusciremmo a stare in mare a lungo», replicò Balzac appena si riprese dallo spavento.
«Avremo anche il supporto dell’aviazione», e agitò la coda giusto in tempo per mostrare il morbido atterraggio di Bach, proprio di fianco a loro.
«Farò ricognizione dall’alto, indicandovi le isole più vicine: così ci allontaneremo un poco alla volta, riposandoci tra un tratto e l’altro.»
Gli occhi di Balzac di riempirono di grosse lacrime di commozione.
«Ma con la tartaruga, come facciamo?»
«Ci penso io» disse Noisette che, dall’espressione di Balzac, aveva intuito il senso della conversazione.
Quando la videro tornare, stringeva soddisfatta tra i denti un grosso catino ed una corda di canapa.
«Dille di riempirlo con uno strato di sabbia. Dopo che avrà deposto le uova, le copriremo con un altro strato. Penso riesca a galleggiare fino alla prossima isola».
 
All’alba, la strana compagnia si era radunata sulla battigia.
La tartaruga aveva terminato da poco il difficile compito.
«È ora!» sentenziò Vick.
Noisette legò un capo della corda al catino e l’altro alla coda del delfino. Il cetaceo si spinse in mare aperto con cautela, tirando dietro di sé la precaria imbarcazione, sotto lo sguardo vigile della tartaruga.
«Funziona!», gridarono in coro al colmo dell’eccitazione.
Il cormorano era già in volo, disegnando con eleganza grossi cerchi nel cielo, in attesa che la truppa si allontanasse dall’isola.
«È il tuo turno» gridò Balzac.
Urla disordinate giunsero della base militare: «Presto… da quella parte!». Un manipolo di marinai correva di gran carriera verso di loro.
«Svelta!» urlò Balzac, e Noisette, con una bella rincorsa, saltò in groppa ad uno dei delfini.
Si voltarono tutti verso Balzac, sulla riva, con le quattro zampe immerse nel basso fondale, ben più lento nei movimenti dell’agile cagnolina.
Non fece in tempo… in tre gli furono addosso e lo bloccarono prima che potesse fare un altro passo. Un quarto marinaio imbracciò il fucile, piantò con forza i piedi nella sabbia, mirò e partì un colpo. Il proiettile sfiorò l’orecchio di Noisette senza colpirla, ma subito il militare riarmò il fucile.
“Ora o mai più!” pensò Balzac. Chiamò a raccolta tutte le sue energie, divincolandosi dalla presa e avventandosi sul tiratore, giusto in tempo per fargli sparare a vuoto verso il cielo.
I marinai non ebbero altre occasioni: i suoi amici erano ormai a distanza di sicurezza.
Balzac li guardò allontanarsi, con malinconia, senza invidia, senza rancore.
Quando scomparvero dalla sua vista si voltò, dirigendosi verso la cuccia. Un’altra giornata, un’altra dormita… in attesa di un’altra esplosione.

A Arunachala garba questo messaggio

2L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Lug 27, 2021 3:41 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
bella fiaba.
basata, purtroppo, su fatti reali come gli esperimenti nucleari a Mururoa.
la follia umana non ha limiti, e oggi lo vediamo ancora di più.
qualche refuso, ma credo siano errori di battitura e niente altro.
la storia è scorrevole, ben esposta, si lascia leggere senza problemi fino al termine.
belli i personaggi tra i quali, ovviamente, spicca Balzac, ben caratterizzato.
una buona prova


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

L'inferno in paradiso Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

3L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mer Lug 28, 2021 2:36 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
E pensare che i francesi hanno terminato gli esperimenti solo nel 1991. 11 bombe nucleari esplose nel 1980 a Mururoa. Un’isola che ė mezza sprofondata nell’oceano a seguito dell’incidente del 1979 a cui hai fatto un chiaro riferimento. Ma i francesi non erano soli. 
Il fatto di doversi documentare sugli avvenimenti di un recentissimo passato è uno degli aspetti che amo di questo contest. Troppo spesso ci dimentichiamo, troppo spesso facciamo finta di non vedere o sapere.
Nel documentarmi sui fatti del 1980 ho anche trovato un articolo che parlava di uno dei primi avvistamenti delle grandi isole di plastica che galleggiano negli oceani. Quella avvistata negli anni 80 si estende in un’area grande almeno tre volte la Francia. I
Ne sono state avvistate almeno tre. E gli uccelli ci fanno i nidi e muiono perché si nutrono di plastica. Il plancton muore perché la plastica oltre a rilasciare tossine non fa passare la luce. Terribile realtà.
Le radiazioni sviluppate dagli esperimenti atomici non decadranno che tra oltre ventimila anni.
C’è da pensare e soprattuto da fare.
Benvenga una fiaba come questa se può servire a scuotere le coscienze e a non dimenticare.
Scritta bene e scorrevole. Forse Balzac è un po’ troppo sapiente, ma ci sta. 
Ottimo lavoro. Complimenti


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

A Daniloraineri garba questo messaggio

4L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mer Lug 28, 2021 4:57 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Un titolo azzeccatissimo. Io come subacqueo ci sono stato in alcuni di quegli atolli della Polinesia e ho visitato anche Mururoa. L'immersione è stata sorprendente. Nessun corallo era sopravvissuto ed erano tutti calcificati. Pochissimi i pesci e pochissimo colore ma... veniamo al tuo racconto. Hai rispettato tutti i paletti e il tuo sgabuzzino dove rinchiudono gli animali (dove vanno i soldati?) è perfetto. Perchè Balzac parli tutte le lingue fa parte della fiaba ma io avrei voluto saperlo. Una fiaba onesta su vari temi moderni e che continuano a perseguitarci: nucleare, inquinamento e armamenti. Brav@ a ricordarceli.

A Akimizu e Daniloraineri garba questo messaggio

5L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mer Lug 28, 2021 9:56 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Sì, proprio una bella favola che, purtroppo, parte da una realtà storica che la mia generazione ricorda ancora con orrore. Trovo che ti sei districat* bene nel conciliare il dramma degli esperimenti nucleari in quel paradiso naturale e l’inserimento, richiesto dalla prova, dell’animale (o animali) parlanti. La cosa non era affatto facile, né scontata. Ne è uscita una storia un po’ “orwelliana” (non credo che la Meloni abbia il copyright dell’aggettivo) di piacevole lettura.
La morale della favola, semplice ma potente, è un monito all’umanità che non ha imparato molto da quegli anni a oggi.
Ti segnalo solo alcune piccole cose e refusi che potrebbero esserti utili in una eventuale versione corretta.
“La piccola cocker si sedette sulle gambe posteriori”  Direi “zampe”
“corse a cerare Bernard”
“Gli era stata alla larga per una settimana, ma ora se lo era ritrovata” Se ho capito bene il senso della frase dovrebbe essere “se lo era ritrovato”
“ma tu non poi stare qui”.


A Daniloraineri garba questo messaggio

6L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mer Lug 28, 2021 10:15 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Ho impiegato dieci minuti e un paio di letture per fidarmi di te, autore. Poi ho letto il commento di Tony che conferma quanto sia tutto vero.
Anche nel mio racconto ho lottato come un pazzo per non farlo apparire come una fiaba, ma quando ci sono di mezzo gli animali è complicato non farlo.
Hai scelto un argomento vero, importante, e questo ti fa onore autore. Bravo tu e bravi Danilo e Tony che hanno messo sul binario giusto il mio commento.
L'insegnamento è: Abbiamo commesso errori, non continuiamo a farne, o non si potrà più tornare indietro.
Non si può cambiare il mondo così velocemente. C'è gente che scende in piazza per non essere curata.
Questo è un insulto.
Pure a quella bomba.
Purtroppo.

7L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Gio Lug 29, 2021 6:34 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi

Un bel racconto, molto toccante e molto amaro. Purtroppo i danni causati a quell’angolo di paradiso ritengo siano irreversibili e a farne le spese, eticamente e materialmente, tutta l’umanità.

Dal nucleare in primis si è voluto ricavare solo uno strumento di guerra. Potremmo disquisirne per ore, ma il risultato di quegli esperimenti non possono essere cambiati.

Molto buono il lavoro di ricerca sottostante il racconto: il 1980 è stato un anno talmente ricco di accadimenti da valere un’epoca e l’argomento scelto non è poi tanto “passato” o “storia”. Se ne parla poco dello scempio fatto all’epoca, ancor mendo di aver lasciato il peso dello scempio alle popolazioni locali. Tipo, la terra è (era) vostra, arrangiatevi. L’aver fatto dire a Balzac le “info” sulle vicende è stato vincente, narrate avrebbero appesantito il racconto. Il dialogo ti ha costretto a sintetizzare e in tal modo tutto diventa meno enciclopedico, rimanendo interessante. Ho trovato qualche refuso, ma niente che intacchi il buon giudizio su questo racconto.

I paletti sono centrati.

I personaggi che hai creato sono adattissimi ad un film d’animazione, purtroppo l’argomento è di quelli scottanti, da nascondere sotto la sabbia.

Complimenti.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

8L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Ven Lug 30, 2021 12:03 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Liscio, scorrevole! I dialoghi introducono al contesto senza appesantirlo.
Un po' stereotipato? Forse si.
Il protagonista buono, il coprotagonista altezzoso che poi diventa altruista, "loro" malvagi, il finale in cui tutti si salvano... tranne il protagonista buono.
Eh vabbè, è una favola, ci può stare.
Una favola molto amara, purtroppo.

9L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Dom Ago 01, 2021 3:59 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Non so, autor-, pur apprezzando l'intento e l'argomento (molto evocativo) credo che il racconto per come è strutturato e realizzato sembri più un film di quelli con gli animali parlanti, che da piccolo mi piacevano molto ma che oggi faticherei a guardare.
Non perché siano dei brutti film, ma perché si basano su una sospensione della credibilità che li fa apparire come dei divertissement, al di là dei bei messaggi che possono contenere.
Provo a esplicitarti i due problemi fondamentali:
1) animali non-animali, ovvero, se immagini tutto il racconto come se Balzac e Noisette fossero due bambini speciali invece che due cani, il risultato è il medesimo. Parlano come umani, seguono comportamenti umani, sanno cose che travalicano la loro animalità. In altre parole, sono umani, di animale hanno solo l'aspetto;
2) le azioni, ovvero fanno cose che la loro fisionomia non permette (applicare fasciature, insacchettare oggetti): voglio dire, anche qui, sono umani con aspetto di animale.

Che non è sbagliato, siamo pur sempre nel fiabesco, ma mi toglie il gusto di vivere una storia come veramente l'avrebbe vissuta un animale parlante. Specie in un contesto suggestivo e tragico come quello degli atolli francesi durante i test nucleari.

A proposito di test, non ho ben capito la funzione dello sgabuzzino: non serve a proteggere gli animali ma a studiare gli effetti delle radiazioni su di loro, deduco. In che modo?
E' un dettaglio tecnico, anzi una curiosità, che hai fatto bene a non esplicitare nel racconto (qua e là infatti interponi delle spiegazioni evitabili).

Stilisticamente il tutto è scritto in maniera fluida e senza grandi problemi,
Lo stile è un po' infantile, nel senso, fiabesco, poco coinvolgente dal punto di vista descrittivo o emotivo. I dialoghi invece mi sembrano molto stereotipati.
Ti segnalo anche che, in un paio di punti, Noisette sembra poter capire la lingua degli altri animali che invece solo Balzac comprende (altro artificio letterario indispensabile per lo sviluppo della storia).

C'è un punto in cui Balzac dice che il cormorano gli è caduto davanti ai piedi, ma immagino siano meglio le zampe.

In conclusione, un lavoro discreto che però aveva potenziale per fare molto di più, secondo me.

10L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Ago 03, 2021 5:34 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Ho ravvisato uno stile di scrittura che mi è sembrato acerbo. Nel senso che probabilmente l'Autore è stato egli stesso inglobato dalla sua creatura, ovvero è come se vivesse in prima persona i fatti che ci ha raccontato, per cui non ha badato troppo allo stile, appunto. Tanto cuore e poco cervello, per intenderci.  Non è un male, anzi: il punto forte sta proprio qui, nella mancanza di distacco che a volte c'è tra autore e testo. Il risultato è una bella fiaba, con tanto di morale. Ma di questo dirò alla fine.

"Stizzita fece ritorno sui suoi passi:"


"Stizzita, fece ritorno sui suoi passi:"





"I motori giravano al minimo ora."



"I motori della nave giravano al minimo ora."



Si capisce che si tratta di una nave, ma secondo me è meglio specificarlo. "Ora" lo toglierei poiché non ci parli di "prima" riferito ai motori della nave. 



"Non si riusciva più neanche a capire di che razza fosse."

O "più" o "neanche" secondo me.



"«Mi spiace ti abbiano portato qui. Farai parte anche tu dell’esperimento quindi?»"

"Quindi" lo toglierei. Noisette comunque non ne sa niente.



"Ma cosa stava dicendo? Se era un modo per abbordarla, non avrebbe funzionato, soprattutto provenendo da uno ridotto in quelle condizioni."

"provenendo" sta proprio male secondo me. Non sono sicuro di dare un consiglio giusto, ma ci provo così:

"Ma cosa stava dicendo? Se era un modo per abbordarla, non avrebbe funzionato, soprattutto se detto da uno ridotto in quelle condizioni."



"La piccola cocker si sedette sulle gambe posteriori:"

"Zampe", già segnalato.



"finché Baguette mi ha spiegato cosa ci facciamo noi qui."

Toglierei "noi", soggetto sottinteso.



"Dopo un anno, il povero Baguette non ce l’ha fatta più e sono rimasto solo."

"Dopo un anno, il povero Baguette non ce l’ha fatta più e sono rimasto solo."


"Baguette mi ha raccontato che prima che arrivassi io"

"Baguette mi ha raccontato che prima che arrivassi io"

Idem come sopra.



"corse a cerare Bernard."

"corse a cercare Bernard."

Refuso, già segnalato.



"Gli era stata alla larga per una settimana, ma ora se lo era ritrovata di fronte,"

"Gli era stata alla larga per una settimana, ma ora se lo era ritrovato di fronte,"

Toglierei "ora", il refuso successivo è già stato segnalato.



"«Me l’hai spaventata. Balzac!», si presentò allungando la zampa al delfino. «Secondo me la mia amica pensa tu sia uno squalo».
«Sono Vick, in mare adesso non ci torno, ho già fatto troppa fatica ad arrivare fino a qui.»"

Forse ho capito male io, ma nella prima frase non è Balzac che parla? Poi il delfino Vick si presenta (evidentemente non a Balzac), ma Noisette è nascosta dietro un tronco. Non so.



"Hanno iniziato a tagliarla, con un grosso coltello fissato in cima ad una pertica. Così ne ho approfittato per liberarmi, ma nella foga hanno ferito anche me."

Il soggetto di "hanno iniziato", "hanno ferito" sono i pescatori. E' pacifico. Vick ne approfitta per liberarsi. La "foga" è di entrambi i soggetti: sia dei pescatori che tagliano la rete, sia del delfino che cerca di liberarsi. Quindi Vick potrebbe sia fare l'azione di ferirsi nella foga di liberarsi che subirla, ferito dai pescatori che cercano di tagliare la rete. Tutto 'sto pippone per dire cosa? Non so, ci devo pensare per dare un suggerimento per rendere meglio l'idea.



«È letteralmente precipitato ai miei piedi."

Già segnalato, meglio "zampe" di "piedi". O forse no, perché considerando i personaggi animali umanizzati, vedi commento di  @Fante Scelto, "piedi" sta meglio di "zampe" in questo contesto.



"Sono furbi i cormorani, e lo sanno che i pesci"
"Sono furbi i cormorani, e lo sanno bene che i pesci"

Secondo me.



"puff, mi è caduto qualche metro più avanti.»"

"puff, mi è caduto qualche metro più avanti.»"

Considerando il registro colloquiale dei dialoghi tra Balzac e Noisette, ci sta dire "mi è caduto". Ma a voler essere pignoli, il cormorano mica ce l'aveva in mano.



"Rimessosi in piedi, Balzac, ancora stordito, riprese ad abbaiare."

Meglio, a mio avviso:

"Balzac, rimessosi in piedi e ancora stordito, riprese ad abbaiare."



"senza smettere di imprecare verso quello stupido animale."

Però così sembra che Balzac sia uno "stupido animale" anche per il narratore oltre che per il dottor Giraud.



"Anche il cormorano si era ripulito di tutto punto e le penne delle ali, color bronzo, splendevano creando un contrasto cromatico col corpo nero dell’uccello."

"Anche il cormorano si era ripulito di tutto punto e le penne delle ali, color bronzo, splendevano creando un contrasto cromatico col suo corpo nero dell’uccello."

Secondo me.



"disse Balzac con voce rotta, cercando di non farsi accorgere da Noisette."

Direi "sentire" anziché "accorgere".



"Bernard si incamminò"

"Bernard s'incamminò"

Sembra una stupidaggine, ma un'elisione ti fa guadagnare 1 secondo di lettura e giova alla scorrevolezza. Pur essendo facoltativa.



"Noisette lo precedette, respirò l’aria libera,"
Sì, Noisette uscì dallo sgabuzzino prima di Balzac, ma detto così non è molto chiaro.

"a tirarla pe la coda,"

"a tirarla per la coda,"

Refuso.



Il titolo ci dice tutto di questo bel racconto. Personalmente, ho individuato un altro passaggio nel quale racchiudo il significato intrinseco della storia:

"Una volta che arrivi in questo paradiso non puoi più andare via… e ti diventa pesante come un inferno.»"
Veramente notevole per me.

Dicevo all'inizio. Uno stile acerbo. Ancora non so se è giusto dire così per far capire quanto secondo me l'Autore sia entrato nella sua storia ponendo più enfasi ai sentimenti, ai personaggi, alla morale, piuttosto che alla cura tecnica del testo. Come ho detto, il risultato è buono, la scelta azzeccata. E se ciò che ho segnalato qui sopra si sistema facilmente, nulla c'è da sistemare circa il messaggio che arriva a me lettore: l'uomo fa schifo. E adesso, forse, è anche peggio.
Due parole sui personaggi animali: ottimo Balzac, forse un po' saputello, tanto che all'inizio è risultato antipatico anche a me, un po' come accaduto a Noisette. Ecco, Noisette. Ingenua, perfettina, con la puzza sotto il naso. Più da appartamento di Parigi che da atollo nel Pacifico. Ma alla fine si riscatta. Grandissimi Vick e lo squadrone di delfini, Bach il "navigatore". Le mie figlie guardavano tempo fa un cartone (francese, tra l'altro) che si chiama "La squadra della giungla". I nostri protagonisti mi piace vederli, visto l'epilogo del racconto, come "La squadra del Pacifico".
Anche Balzac avrebbe meritato di scappare.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta Cool!

L'inferno in paradiso Senza_12

11L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Ago 03, 2021 7:46 pm

gipoviani


Younglings
Younglings
Un bel racconto, basato a quanto pare su una storia vera.
Confesso che a me gli animali che parlano, come artificio narrativo, non piacciono particolarmente.
Ma era uno dei paletti. 
Ci sono dei refusi, ma nel mio ce ne saranno sicuramente di più.
Forse un po' troppo didascalico e "moralista" per i miei gusti, ma appunto è questione di gusti.

12L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Ago 03, 2021 9:36 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Mannaggia a te, aut@, ero sicuro al cento per cento di aver già trovato il mio vincitore di questo step e poi arrivi tu con questo bellissimo racconto e, quantomeno, mi fai dubitare.
Mi hai evocato i film della Disney e i libri di Sepulveda e mi hai fatto sorridere e commuovere.
Il racconto è scritto benissimo al netto di qualche refuso sfuggito ma di pochissima importanza; l'estrema semplicità della scrittura la leggo come un pregio del tuo scritto immaginandolo destinato a un pubblico di ogni età ma in particolar modo a un pubblico estremamente giovane (che, per inciso, di sciuro non può conoscere gli avvenimenti tragici narrati ed è bene che, invece, li conosca e anche approfonditamente).
L'umanizzazione dei tuoi animali, oltre a essere richiesta da uno dei paletti, è funzionale al racconto e non la vedo come una forzatura.
Lo ripeto, sei in corsa per la vittoria della mia cinquina.

13L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Gio Ago 05, 2021 5:44 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Il racconto è scritto abbastanza bene, devo dire. Noisette, così vezzosa e un po' snob insieme a Balzac, spelacchiato e malconcio, mi ha subito fatto pensare a Lilli e il Vagabondo. E anche quel finale amaro, di Balzac che con un gesto eroico si sacrifica per salvare gli amici lo trovo un po' disneyano, ma in senso buono. Intendo la Disney di una volta, ovviamente, quella dove non filava sempre tutto liscio, dove Mufasa, la mamma di Bambi e quella di Dumbo morivano causando traumi infantili in intere generazioni di bambini. Very Happy Scherzi a parte, trovo davvero che questo racconto, pur trattando un tema così importante, potrebbe essere un buon punto di partenza per un cartone animato. Anzi, proprio perché tratta un tema così importante in modo semplice, attraverso gli occhi degli animali, lo trovo particolarmente adatto a un pubblico di bambini.
L'unica cosa che non mi convince è l'uso che hai fatto dello sgabuzzino. Che gli animali, cani compresi, venissero usati come cavie inconsapevoli degli esperimenti nucleari a Mururoa, è cosa nota. Non so però se effettivamente venissero chiusi in uno sgabuzzino durante le esplosioni per poi verificare il grado di radioattività presente sui
corpi. Ecco, questa parte non mi ha convinto molto. Per il resto, però, nulla da eccepire, un racconto gradevole.


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

14L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Ven Ago 06, 2021 5:15 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Non mi convince tanto che il marinaio spari a Nuisette alla fine. Capisco che blocchino Balzac, ma che sparino a lei non lo trovo logico. Dopo tutto i cani gli servivano come cavie, quindi perché privarsi di una cavia, oltretutto di quella con più possibilità di sopravvivere nel tempo, visto che arrivata da meno tempo sull'isola? Forse il marinaio poteva semplicemente cercare di raggiungerla a nuoto, non so.
A parte questo il racconto non è male, ispirato sicuramente più da film di animazione che da libri di favole. Un po' te lo immagini: gli animali che parlano tra di loro, Noisette che passa dalla diffidenza iniziale a diventare l'anima di una piccola banda, gli umani visti dal basso verso l'alto. Forse gli manca il guizzo, qualcosa che gli infonda un po' di magia, ma sicuramente non è semplice. Io lo avrei fatto raccontare in prima persona da Balzac, penso. In fondo è quello che vede arrivare Noisette, la vede cambiare e poi andarsene.

15L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Ven Ago 06, 2021 10:52 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
A me questo racconto è piaciuto praticamente in toto.
È scorrevole, ha un bel fondo di realtà visto che si basa su avvenimenti realmente accaduti, poi appassiona e non annoia mai, neppure per un momento.
Ciò che ho apprezzato di più è stata la scelta del punto di vista animale, con gli uomini relegati a un distruttivo ruolo di contorno. 
Forse è troppo ingenuo? Troppo libro Cuore?
Io non credo, trovo coerenti i comportamenti di tutti gli animali. Ho assistito più di una volta a comportamenti solidali delle cosiddette bestie, che quando non hanno a che fare col problema del cibo dimostrano una grande empatia verso gli altri esseri viventi.
Promosso.

A vivonic garba questo messaggio

16L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Ven Ago 06, 2021 11:36 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
L'immagine di Balzac che rimane sulla riva a guardare i suoi amici andare via è tristissima autore, sappilo! Ma chiude il cerchio su una vicenda che non avrà mai il lieto fine, purtroppo...
Inaspettata e davvero piacevole la lettura di questo racconto, che ha la capacità di far risaltare nobiltà d'animo e gesti di gentilezza là dove la follia cieca dell'uomo ha portato solo morte e desolazione.
Non ho molto d'aggiungere all'accurato commento di Molli. 
Ho trovato questo brano molto scorrevole e ben scritto, ma in generale la mia sensazione è che il testo rimane un pò in bilico, indeciso se essere un racconto o una favola, e qui mi riallaccio un pò al commento di Fante: l'umanizzazione dei personaggi animali è totale, ma il tono rimane ancora sulla sospensione della realtà con agganci al verosimile senza riuscire a diventare quello che probabilmente è, cioè una favola.
In altri racconti ho percepito l'animale parlante come un personaggio surreale, racchiuso comunque nel genere del racconto proposto. Qui invece accade l'inverso: il racconto non avendo un genere ben definito, non riesce a giustificare totalmente il surrealismo dei personaggi (che dovrebbero essere fantastici ma non lo sono)...
Spero di essermi spiegata bene, perchè quello che ho scritto si basa molto sulla sensazione che ho avuto leggendo il testo e fa riferimento alla percezione personale sulla distinzione dei generi.
Il titolo è bellissimo!

17L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Sab Ago 07, 2021 10:11 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao Autrice / Autore.

Le pulci.

1. Diversi refusi poco importanti, sviste.

2. L'umanizzazione degli animali non si ferma con la capacità di parlare. Coinvolge anche la psicologia, e in questo il racconto rinuncia a esplorare quel mondo etologico che sarebbe risultato più accattivante.

Gradimento del testo.

Buono. Vedo nei tuoi protagonisti le mutazioni da radiazioni alla "Fantastici Quattro" e Balzac come Reed, il cervellone dei quattro. È che si sono mischiati comportamenti animali e umani nei medesimi contesti:un cane ringhia e strattona i pantaloni mentre l'altro riesce a individuare la penicillina, i medicinali e le fasciature e a trasportarle come se avesse le mani anziché le zampe. Non parliamo poi dell'applicazione della penicillina sulla pinna caudale di un delfino che vive in acqua. Insomma, perché potessi trovare ottimo il racconto (per i miei gusti, ovviamente) avresti dovuto compiere una scelta più coraggiosa, spingerti al massimo sul surreale, mostrare l'uomo come l'animale. Oppure uscire dal climax "fiaba" e far parlare solamente animali della stessa specie, che se non parlano come uomini ci può stare. Scritto bene, divertente pur nel contesto drammatico. Grazie.

18L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Sab Ago 07, 2021 11:48 am

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Il racconto non è male, ottima la storia che ci vuoi raccontare perché non bisogna mai smettere di parlare di determinati argomenti, ottima la caratterizzazione dei personaggi, purtroppo non tutto mi ha convinto.
Se l'intento è favolistico, il finale con Balzac che rientra da solo nello sgabuzzino è di una tristezza da strappare il cuore. Principalmente perché il racconto lo fai finire così. Non mi lasci contenta, non mi lasci soddisfatta della fuga degli animali. Percepisco un profondo senso di ingiustizia in questo finale, ecco. Eroismo e ingiustizia. 
Non saprei onestamente dirti cosa non mi convince totalmente, forse l'umanizzazione estrema degli animali, molto da cartone animato. Concordo con @asbottino , forse mi convincerebbe di più narrato in prima persona (primo animale) da Balzac. Penso che aumenterebbe la potenza del messaggio. E a quel punto l'umanizzazione dei personaggi sarebbe coerente con la narrazione in prima persona di un cane.

Ele

19L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Lun Ago 09, 2021 9:05 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Il racconto che è partito in sordina ma che alla fine mi ha convinto totalmente. la prima parte è troppo ricca di informazione e questo ha appesantito la lettura ma poi la storia ha preso un ritmo e lo ha mantenuto costante fino alla fine. 
È vero che gli animali sono troppo umanizzati ma devo dire che io non l'ho trovato forzato sono riuscito a immaginare ogni singola scena e la cosa è stata piacevole. 
Alla fine credo che Balzac si sia sacrificato perché era consapevole che sarebbe morto da lì a poco. 
grazie e complimenti.

20L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Ago 10, 2021 12:05 am

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Personaggi: un animale parlante
Luogo: un'isola del Pacifico
Tempo: 1980
Sgabuzzino: presente

A mio avviso, la cosa su cui dovresti lavorare di più nel racconto è nel rendere più marcato l'aspetto che Balzac è l'unico a parlare e comprendere le lingue delle altre specie. Mi è piaciuto molto proprio il punto in cui Noisette abbaia alla tartaruga ma non riesce a capirla né a farsi capire. All'inizio invece sembra quasi che Noisette capisca il linguaggio degli umani. In altri punti sembra che Vick e Bach parlino con Noisette senza l'interprete. Per esempio quando Vick si presenta.
Mi è piaciuto molto il modo in cui hai inserito la storia di Mururoa nella finzione del racconto. Mi è piaciuto meno il finale, perché non capisco il motivo per cui i soldati sparano alla combriccola di animali; ho fatto il soldato e un soldato deve giustificare ogni bossolo mancante: un delfino che porta un cane e una tartaruga trascinando un catino sotto lo sguardo di un cormorano non mi sembra un motivo sufficiente per sparare. La scena però mi è piaciuta anche raffigurarmela, quanto meno è una trovata originale.

Grazie e alla prossima.

21L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Ago 10, 2021 12:16 am

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Ho letto nei commenti che qualcuno è rimasto sorpreso dal fatto che i soldati sparino agli animali in fuga apparentemente senza motivo. Io non l'ho avvertita come una stranezza, immaginando fin dalla prima lettura che il motivo era non fare sapere, fuori dall'ascolto, gli esperimenti che si stavano facendo, cosa che gli animali "contaminati" avrebbero potuto rivelare.
A questo punto sono curioso di sapere se questa mia interpretazione è sensata e spero che a step concluso l'aut@ ce lo svelerà.

22L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mar Ago 10, 2021 1:06 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Questo racconto mi ha lasciato addosso una profonda tristezza. Secondo me, hai scritto un piccolo capolavoro. Sarà che quando leggo di certi argomenti con me si vince facile, ma davvero, questo racconto ha proprio tutto quello che mi piacerebbe leggere. Hai creato una storia molto emozionante capace di arrivare, credo, a qualsiasi lettore, anche su binari diversi: per esempio, la leggerei tranquillamente a un pubblico di bambini, di adolescenti, di anziani…
Se proprio devo trovare la cosa che mi è piaciuta meno, è il paletto degli animali parlanti. Di fatto, qui gli animali non parlano mai, lo fanno tra di loro… Questa obiezione me la sono posta anche in un altro racconto, e la risposta è sempre la stessa: perché, gli animali parlano in realtà?
C’è poi lo sgabuzzino che non ha proprio un ruolo canonico in questo racconto, ma sicuramente ora che gli esperimenti sono finiti lì ci sono scope e cianfrusaglie. Nessuno avrebbe niente da eccepire se in uno sgabuzzino vi si chiudesse un bambino per punizioni (antipedagogiche), quindi non ho niente da ridire se nel tuo sgabuzzino vengono rinchiusi gli animali. Insomma, niente da ridire… Ci siamo capiti.
In conclusione, ti faccio tanti, tantissimi complimenti per cosa ci hai raccontato e per come lo hai fatto!
Al prossimo step.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

23L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Mer Ago 11, 2021 5:41 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Ottimo. Putroppo gli esperimenti nucleari sono la base di questo racconto, un argomento serio e delicato.
I protagonisti della storia animali parlanti. Molto ben delineati i personaggi di Noisette e Balzac.
Sei riuscito/a a far emergere  sentimenti di amicizia, di solidarietà pur tra animali di speci diverse.
A tratti mi sembrava di leggere la trama di un film animato specie quando la cagnolina va a recuperare il materiale per curare l'ala in infermeria e balzac distrae il dottore.
Piaciuto molto.
alla prossima.

24L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Gio Ago 12, 2021 2:25 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Racconto, per il mio personale gusto, Giano bifronte. Ovvero, da un lato mi è piaciuto moltissimo, per varie ragioni. Il finale pieno di speranza per chi riesce a scappare e tristissimo per chi è rimasto, che quindi lascia il lettore interdetto, devo esultare o essere triste? È una sensazione straniante, difficile da ottenere. Mi è piaciuto come è stato trattato l'argomento, con gli uomini completamente in disparte, comparse, ma al contempo divinità distruttrici. Mi sono piaciuti meno i personaggi, perché se è vero che Balzac è ottimo, Noisette l'ho trovata molto ingessata nel suo ruolo. È così gli altri, che ho trovato decisamente inquadrati in un universo animale/umano molto disneyano, che vuol dire troppo sbilanciato verso il lato umano. Gli animali insomma hanno solo aspetto d'animale, ma sono uomini. In un caso generale la cosa non mi dispiacerebbe, anzi, io sono un fan dei film Disney con gli animali protagonisti, ma in questo caso, dato l'argomento, ho trovato una sensazione di eccessivo distacco dalla realtà. Di conseguenza il messaggio ha perso un po' di forza.
La scrittura infine l'ho trovata buona, senza sbavature evidenti.
Complimenti quindi e a rileggerci!

25L'inferno in paradiso Empty Re: L'inferno in paradiso Sab Ago 14, 2021 2:38 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Innanzi tutto vorrei ringraziare chi mi ha votato perchè la concorrenza è stata molto agguerrita e i primi posti assolutamente di un altro livello.
Dopo avere collezionato un bello zero nello step precedente, i voti di Byron, Paluca66 e ImaGiraffe mi danno una bella iniezione di fiducia. Forse inizio a capire come si scriva un racconto... almeno spero.
Devo dire che in tutti i commenti ho trovato spunti utili e considerazioni assolutamente condivisibili.
Un ringraziamento speciale Molli Redigano per il commento: dettagliato, puntuale, preciso e utile.
Graze e a presto
Federico

A Hellionor, vivonic, Achillu, paluca66, Danilo Nucci, Akimizu, ImaGiraffe e Tommybe garba questo messaggio

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