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L'eroe di cioccolato

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1L'eroe di cioccolato Empty L'eroe di cioccolato Mar Lug 27, 2021 10:28 am

Different Staff

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Voi tutti avrete sicuramente sperimentato quella fase del dormiveglia nella quale non si è desti completamente, ma si è comunque smesso di dormire. Proprio allora si avverte quel senso di disorientamento nel quale, a volte, appare difficile collocarsi con sicurezza nel tempo e nello spazio.
E in questo preciso momento della sua vita che conoscete la protagonista della storia che sto per raccontarvi.  Se potessi farvi vedere il suo viso, bellissimo, va detto, cogliereste lo stupore che trapela da quel volto. Ma non posso. Quello sgabuzzino è troppo buio e quel piccolo refolo di aria che passa sotto la porta chiusa non è sufficiente a far luce. Dovrete quindi accontentarvi delle mie parole.
Se ci fosse più luce, la vedreste stesa per terra, mani e piedi legati. Uno straccio stretto al collo le impedisce di parlare e le rende difficile respirare. Notereste, avendone la possibilità, come lo stupore si sia ora trasformato in paura.
Ah, se poteste vederla… Anche in questa spiacevole condizione, la trovereste incantevole. Delle gambe lunghissime che la prima volta che le accarezzai mi sembrò di non arrivare mai alla meta, gambe arricchite da quell’elegante tono muscolare che solo le ballerine hanno. Un seno che si fa notare richiamando a sé lo sguardo senza togliere leggerezza e armonia al corpo. Due occhi splendidi, azzurri come il cielo di giugno.
Non ve la posso far vedere, ma vi posso raccontare la sua storia, sperando che, a Dio piacendo, come avrebbe detto mia nonna, tutto finisca bene.
Inizio col dire che la vita di Annabelle – per il momento è più prudente che non sappiate il suo vero nome, il regime ha occhi e orecchie dappertutto, Annabelle è il nom de plume con cui si esibisce in un famoso locale parigino – è strettamente legata alla mia. Anche il mio nome è meglio tenere celato. Benché io sia solo un comprimario, non si sa mai.
Il nostro amore comincia un anno fa; nel maggio del ventotto, per essere precisi, quando lei entrò per la prima volta nella nostra Confiserie italienne nel quartiere Pigalle di Parigi. Io lavoro nella pasticceria di famiglia, fondata solo due anni fa da mio padre, un comunista livornese costretto dal regime fascista a fuggire dalla sua città per trovare rifugio in Francia, dove aveva aperto la prima sezione parigina del partito. Lei lavorava allora in un famoso locale non molto lontano dalla nostra pasticcieria e veniva a prendere una pasta e un caffè da noi.  Io mi innamorai il primo giorno che la vidi, le feci una corte serrata e riuscì, era il quindici giugno, a strapparle il sì a un invito a cena. Allora la favola cominciò e fu un meraviglioso inizio. Tutto sembrava filare liscio fino a pochi mesi fa, quando la nostra storia virò dai colori del rosa a quelli del nero, letterario e politico.
Aggiungo un particolare, la cui importanza certo non vi sfuggirà: sono io che l’ho legata e chiusa nello sgabuzzino. Lei non lo sa e speriamo che non lo sappia mai. Non inorridite, care lettrici. Non corrette a giocare al cavaliere che salva la fanciulla in periglio, lettori gonfi di testosterone. Aspettate a giudicare. Scoprirete fra un po’, insieme a me, se ho fatto bene.
Le cose per noi cambiarono quando Annabelle durante lo spettacolo lo vide seduto in seconda fila. Lo vide e lo riconobbe. Perse il ritmo, urtò la ballerina che le stava accanto e quasi cadde. Il giorno dopo non andò a lavorare e si trasferì, nonostante i mugugni di mia madre, nella mansarda del nostro appartamento.  Inventò un’influenza. Al ritorno, una settimana dopo, le colleghe le dissero che era stata cercata da dei tipi loschi. Sembravano poliziotti, ma non erano francesi, erano stranieri, probabilmente italiani. Non tornò più a lavorare nel locale con grande disappunto di Jacques-Charles, il gestore, che contava su di lei per sostituire la mitica Mistinguett che aveva contribuito a rendere famoso il teatro in tutto il mondo, ma che si stava per ritirare. E si traferì definitivamente da noi.
Vi starete chiedendo chi fosse quell’uomo che aveva tanto spaventato la mia Annabelle. In verità, me lo chiesi anche io. Per prima cosa, dovete sapere che anche Annabelle era italiana e rifugiata. Fino a due anni prima era ballerina di prima fila alla Scala di Milano. Ballerina classica, ballerina vera, avrebbe detto lei. Non una che con la scusa del ballo fa vedere le gambe a maschi, più meno rispettabili, disposti a pagare. Poi aveva assistito a qualcosa a cui non avrebbe dovuto assistere, così mi disse, con la preghiera di non chiedere altro. Quel giorno, tuttavia, fui costretto a insistere.
Questa è la storia che mi raccontò e che io vi riporto riassumendola un po’. Uno dei gerarchi più importanti di Milano, un imbroglione che faceva, come quasi tutti i gerarchi, politica e affari grazie al fascismo, aveva una relazione con una sua amica, tal Mafalda, anche lei ballerina alla Scala.
Un giorno che Annabelle per caso si trovava dalla sua amica, il grande papavero arrivò inatteso a casa. Annabelle, su richiesta della sua amica, si nascose in uno sgabuzzino. Il fascista era fuori di sé, pazzo di gelosia, l’accusava di avere una relazione con uno dei coreografi della Scala.  Non mentisse, l’aveva fatta spiare, urlò. Quando Mafalda alla fine ammise la relazione e invitò il gerarca a non farsi più vedere, lui la prese al collo, strinse forte, sempre più forte, finché Mafalda non si agitò più. Fu allora che Annabelle che aveva visto tutto dallo spiraglio aperto della porta dello sgabuzzino, lanciò un urlo e uscì dal suo nascondiglio, raggiunse la porta e scappò per le scale raggiungendo la strada. 
Purtroppo, lui l’aveva vista e quasi sicuramente riconosciuta. Mesi addietro, una sera a teatro, Mafalda li aveva anche presentati. Aveva visto un potente gerarca fascista uccidere una donna, sapeva di essere in pericolo. Alla Scala non era più il caso di tornare. Grazie alla sua famiglia, in contatto con le organizzazioni clandestine dell’antifascismo, era riuscita a scappare in Francia. Aveva trovato lavoro come ballerina in locale un po’ discutibile, d’accordo, ma meglio che morire di fame o, peggio, battere il marciapiede. Poi un giorno era entrata in pasticceria.
E ora lui l’aveva vista ballare nel più famoso locale di Parigi e forse del mondo. Era di nuovo in pericolo. Nascondersi da noi, diciamo la verità, non sarebbe bastato. Prima o poi qualcuna delle altre ballerine avrebbe parlato magari dietro compenso. La nostra storia era nota e quando avessi convinto mia mamma che le ballerine non sono tutte uguali, ci saremmo anche sposati. Lei sognava di aprire una scuola di ballo, io di diventare il cioccolatiere più famoso di Parigi. Prima o poi l’OVRA sarebbe arrivata a noi o avrebbe dato l’incarico a qualche fascistello locale di sistemare la cosa. Quel che è peggio, il gerarca aveva fatto carriera e ora era a Roma alle strette dipendenze del mascellone al comando.
Lo so, ancora non vi ho spiegato cosa ci faccia Annabelle in uno sgabuzzino buio di una bellissima villetta liberty alla prima periferia di Parigi. E perché sia stato proprio io a chiederla li. Calma e gesso, ci siamo quasi.
Con il racconto, infatti siamo arrivati a questa mattina, quando torno a casa e non trovo Annabelle. Per ragioni che potete facilmente intuire avevamo deciso che non uscisse mai da sola. Interrogata, mia mamma dice che ha ricevuto un biglietto ed è uscita senza dir nulla. Sono terrorizzato, temo che sia caduta in una trappola.
Esco di casa per chiedere ai negozianti del quartiere se l’avessero vista, quando noto un pezzo di carta a terra. E’ il biglietto che Annabelle ha ricevuto. L’ha mandato il gerarca anche se si è firmato solo con le iniziali che comunque non vi dirò. Invita la mia bella a raggiungerla in una villa al 26 di avenue Rapp. L’ambasciata italiana sta trattando l’acquisto di quella bella villa Liberty, progettata dall’architetto Jules Lavirotte, per insediarci l’istituto italiano di cultura. Bastava presentare quel biglietto e l’avrebbero fatta entrare. Qui potremmo, scriveva il bastardo, appianare le nostre divergenze trovandone mutuo vantaggio, economico per voi e politico per il governo italiano.
Era sicuramente una trappola, l’avrebbero uccisa e fatto sparire il corpo. E il fascista non avrebbe incontrato più ostacoli verso la conquista del podio del potere. Il primo posto era già preso, ma mai porre limiti alla divina provvidenza. Da casa presi un coltello a serramanico e il cloroformio che usavamo in pasticceria per lavorare la paraffina alimentare. Afferrai al volo una carrozza e spinsi il vetturino ad andare più veloce possibile.
Entrare non fu difficile, c’era riuscita anche Annabelle benché avesse perso il biglietto. Ma lei dagli uomini era in grado di ottenere tutto ciò che volesse. Io, che non avevo lo stesso fascino e non volevo esser visto, entrai scavalcando dal giardino. Temevo di esser arrivato troppo tardi, ma in quel caso almeno avrei portato qualche fascista all’altro mondo con me e Annabelle.
Fortunatamente non era tardi, la villa era vuota. Il bastardo aveva fatto in modo che non ci fossero testimoni. Annabelle era seduta su una poltrona e controllava la porta d’ingresso della casa. Quindi non mi vide entrare dalla porta finestra del giardino. Io non mi feci sentire. Presi il lembo della tenda, la bagnai col cloroformio e afferrai Annabelle alle spalle. Le tenni la tenda stretta sul naso e la bocca finché non perse i sensi.  Le detti un bacio sulla guancia, l’adagia delicatamente a terra, non prima di averle, del tutto inutilmente, chiesto scusa. La legai, utilizzando il cordone della tenda che strappai via, insieme a un pezzo di stoffa per chiuderle la bocca. La sistemai in uno stanzino non lontano, al sicuro pensavo.
Ironia della sorte. Tutto nasce e finisce, a Dio piacendo, con Annabelle chiusa in uno sgabuzzino.
So bene cosa adesso vorreste dirmi. Che bisogno c’era di fare tutto questo ad Annabelle? Stupido eroe di cioccolato, starà pensando qualcuno di voi, hai capito chi sono i veri nemici?  
E’ che voi tante cose non le conoscete e non le sapete. Ignorate il fatto che fra me e lei, chi porta i pantaloni è lei. E’ una metafora, fortunatamente, ma il senso non vi sarà sfuggito.  Non sarei riuscito a convincerla e comunque, posto che avessi avuto probabilità positive di successo, sarebbe occorso del tempo. Tempo che non avevamo. E se le avessi detto poi quello che era il mio vero piano, non avrebbe accettato. Piano, lo so, è una parola forte, le mie intenzioni, diciamo così. Tantomeno sarei riuscito a convincerla ad andar via e lasciare fare tutto a me. Sicché, come diciamo noi toscani, ero alle porte coi sassi e non avevo alternative. Siete tutti bravi poi a fare piani e a dare suggerimenti distesi comodamente sul divano. Voi che eravate sotto palazzo Venezia a spellarvi le mani quando quello annunciava le leggi fascistissime che trasformarono l’Italia in un regime.
E ora statevene qui buoni buoni e in silenzio con me ad aspettare gli eventi.
Verrà da solo? In questo allora la partita è aperta. Verrà in folta compagnia e allora voi sarete testimoni del nostro triste destino. Ricordatene quando qualcuno in camicia nera, vi inviterà a gridare: “Eia eia eia, alala”.
Sono in attesa alla finestra, nascosto dalla tenda. Non passano che poche decine di minuti e una Bugatti nera si ferma davanti alla villa. L’autista scende dell’auto e apre la portiera posteriore. Il nostro scende con fare atletico, come la cultura del regime prescrive. Ha una borsa di pelle in una mano e un bastone da passeggio nell’altra. L’autista ritorna in auto mentre lui sale gli scalini d’ingresso, saluta il portiere e gli chiede velocemente qualcosa. Probabilmente si vuole sincerare che Annabelle sia arrivata.  Entra nel portone. Che sia lui non ho dubbi, in Italia il suo volto è noto. I giornali e i rotocalchi, a cominciare dalla Domenica del Corriere, sono pieni delle sue foto.
Mi nascondo dietro la porta d’ingresso che è appena accostata. Faccio scattare la lama del coltello a serramanico. Aspetto. Magari a voi sembrerò anche calmo, ma in realtà sono nervoso, teso, terrorizzato. Non so ancora come finirà la storia.
Entra e lo prendo alle spalle. Affondo subito il coltello, ma come dicevo sono nervoso, goffo e fondamentalmente insicuro. Lo prendo di striscio alla spalla. Si volta e prende il bastone, dal quale estrae una lama nascosta con la quale mi affronta. Sempre a quel che dice la Domenica del Corriere è un abile schermidore e sa quel che fa. Temo, cari miei, che per me e per Annabelle sia finita. Ho avuto la mia chance e l’ho sprecata. Aveva ragione, chi di voi mi ha definito un eroe di cioccolato.
Sto per gridare viva l’Italia e viva il socialismo, quando il bastardo facendo velocemente un passo verso di me, inciampa sulla borsa che gli era caduta quando l’avevo colpito la prima volta. Il vostro eroe al gusto di cacao si butta sul grosso papavero in camicia nera, gli mette una mano sulla bocca e affonda il coltello lì dove pensa che ci sia il cuore. E da tutto il sangue che esce copioso, il cuore è proprio quello che la lama ha trovato.
Corro verso la finestra per vedere se l’autista ha sentito qualcosa.  Nessuno si muove.
Per curiosità, apro la borsa del gerarca. E’ piena di franchi. Forse voleva veramente comprare il silenzio di Annabelle. Oppure era una mazzetta che aveva appena intascato per l’affare della villa. Chi lo sa e ora è un po’ tardi per chiedere a lui. Li infilo in tasca. Penso che sia giusto prenderli come risarcimento per quello che il fascismo ha fatto alla mia famiglia e ad Annabelle.
A proposito, Annabelle è sempre nello sgabuzzino. Sento dei rumori, forse si sta svegliando. Apro la porta.
“Tesoro, sei viva. Che miracolo. Ti hanno fatto del male? Cosa è successo?”
La libero, prima la bocca, poi mani e piedi. Sono un attore cane, ma lei non è nella condizione di fare della severa critica teatrale.
Mi racconta che non sa chi sia stato. L’hanno presa alla sprovvista e non ricorda altro. Ottimo.
“Cuore, dobbiamo squagliarcela al più presto”
Per raggiungere la porta che dà sul giardino, occorre passare davanti al cadavere del bastardo.
“Poi ti racconto” le dico. “Ma ora non devi più avere paura, sei libera.”
Riusciamo ad uscire fuori dal giardino sul retro della villa senza che nessuno ci noti. Ho messo la giacca sopra la camicia piena di sangue. Chiamo una vettura e mi faccio portare a Montmartre. Da qui facciamo dieci minuti di strada a piedi e prendiamo un'altra vettura che ci porta a cinque minuti a piedi da casa. Tante per essere prudenti. Forse non porto i pantaloni, ma il cappello non lo appoggio sopra una testa vuota.
Siamo salvi, forse. A Dio piacendo, direbbe mia nonna.
La storia di Annabelle e mia finisce qui. Nel senso che qui finisce quella raccontata, ora sta a noi costruire quella vera. Quello che sarà, ancora nessuno l’ha scritto.
Chi di voi sarà curioso di sapere quel che succederà poi, dovrà cercarci nella vita reale. Alla fine, vi ho dato tanti di quegli indizi che trovarci non vi sarà poi tanto difficile.
Vi chiederei, tuttavia, un ultimo favore, se mai incontraste Annabelle, non ditele mai chi l’abbia narcotizzata e legata. Non fate neanche menzione dei soldi, perché di quelli non intendo parlarle.  Sempre per quella storia dei pantaloni.
Quelli che mi hanno chiamato eroe di cioccolato, li prendo in parola. I soldi del fascista li dividerò in due parti uguali. Una metà la darò al partito, per finanziare l’attività clandestina in Italia. Prima o poi ne sono sicuro, il fascismo sarà sconfitto. Il resto servirà per aprire la mia cioccolateria.
E la mia prima creazione sarà proprio un omino di cacao che chiamerò l’eroe di cioccolato. Un eroe coi pantaloni, ovviamente.

2L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Lug 27, 2021 4:16 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
intanto consiglierei una bella revisione generale.
ho notato divergenze nei tempi verbali e ci sono dei refusi.
poi non credo sia corretto mettere due spazi dopo il punto di chiusura d'una frase e ripartire con la maiuscola. a mio parere è giusto un solo spazio.
inoltre, in poche righe ripeti tre volte "aveva vista".
a parte questo, la storia è intrigante, anche se forse fin troppo complessa.
l'idea è buona, l'esposizione discreta.
l'eroe di cioccolato è ben caratterizzato, sebbene a tratti appaia un po' fuori di testa.
cosa che comunque serviva allora e serve pure adesso.
lavoro discreto


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

L'eroe di cioccolato Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

3L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Lug 27, 2021 6:07 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Innanzitutto 10 minuti di applausi per la scelta del voi: se ne legge pochi racconti alla seconda persona plurale perchè difficilissimi da gestire e pieni zeppi d'insidie!
Tra l'altro non ho percepito come troppo invadente (cose che invece di solito noto) il fatto di rompere la quarta parete e rivolgersi direttamente al lettore: un azzardo anche questo, ma che, tutto sommato, è riuscito bene ( toglierei comunque questo passaggio dove sei troppo ironico e ti prendi, forse, un pò troppe libertà...
Non inorridite, care lettrici. Non corrette a giocare al cavaliere che salva la fanciulla in periglio, lettori gonfi di testosterone. Aspettate a giudicare. Scoprirete fra un po’, insieme a me, se ho fatto bene.
Tra l'altro non ha molto senso che dica "lo scoprirete, insieme a me": dato che è lui che racconta sa già come va a finire...)
Complimenti quindi per l'audacia!
Scegliendo il voi, in effetti, si va incontro a una serie infinita di coniugazioni verbali impegnative ( e anche poco belle come suono: aveste, vedeste, avreste ecc...) dato che, per complicare ancora le cose, aggiungi un bel carico di antefatti al trapassato remoto: il risultato, purtroppo sono tempi verbali non sempre convincenti.
Questo andare avanti e indietro nel tempo (e poi tornare alla narrazione presente e poi fare un salto ancora più indietro...) mi ha da una parte affascinata (perchè oggettivamente è stato davvero bello leggere questo racconto!) e da un lato un pò delusa per i vari scivoloni che ho trovato nella lettura.
La storia mi ha appassionata: bellissimo l'incipit, sia per come è scritto che per la situazione che propone, densa ma un pò arzigogolata la storia che segue, leggermente sotto tono il finale (forse si allude a fatti realmente accaduti: dopo vado a controllare!).
Sta di fatto che per me è stata una bella e inaspettata lettura, piena e a tutto tondo, che ha lasciato un buon sapore dietro di sè.

Il titolo è una perla: s'incastra alla perfezione sia con il protagonista che con la storia!

4L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Lug 27, 2021 8:47 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Caro autore/autrice, mi piacerebbe comprendere le ragioni che ti hanno spinto a dare un taglio narrativo così inusuale al tuo racconto.
Magari alla fine dello step ce le chiarirai.
Purtroppo un racconto così, tutto tell, pieno di infodump e con un un narratore presente in modo così invadente, tanto da rivolgersi più volte direttamente al lettore, io non riesco proprio ad apprezzarlo.
Non sono una di quelle persone che dice che la scrittura debba essere assolutamente tutta immersiva, anche perché scrivere un racconto o un romanzo che sia tutto mostrato sarebbe impossibile. E so anche che c'è una buona parte di lettori che apprezza una scrittura un po' più tell. In genere sono lettori un po' avanti con gli anni (ma neanche troppo) che sono legati, giustamente, al tipo di romanzi che leggevano quando erano giovani,  romanzi  che avevano uno stile più raccontato, meno trasparente di quello che si pubblica oggi.
Poi c'è anche da dire che qua siamo tutti scrittori non professionisti, quindi ognuno di noi ogni tanto scade un po' troppo nel raccontato o nello spiegone, anche io. Se così non fosse non staremmo qui, ma pubblicheremmo per qualche big tipo Feltrinelli o Mondadori. Però nel tuo caso è troppo. Il tuo racconto  è tutto così.
Mi dispiace ma ho fatto veramente tanta fatica ad arrivare alla fine.

A Arunachala garba questo messaggio

5L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Lug 27, 2021 9:51 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Non so perché, ma è il quarto racconto che leggo ed è il terzo che è tutto raccontato.
Il lettore da solo non riesce a immaginarsi nulla, il narratore è un fiume in piena che travolge tutto e tutti col suo eloquio e le sue strizzatine d'occhio.
Come ho già detto il risultato di questa scelta è quello di allontanare il lettore dal cuore della storia, di non farlo partecipare alla festa, ma di lasciarlo da solo, in giardino, a fargli vedere dalla finestra quello che succede.
Ed è un peccato, perché la storia per come l'hai concepita, aveva gli ingredienti giusti per intrigare.
Sto leggendo in questi giorni un libro di scrittura creativa, nel capitolo intitolato Show, don't tell, si raccomanda di dare fiducia al lettore. Il lettore ha tutte le capacità di intuire molti aspetti di una storia, bisogna dargli solo poche informazioni, quelle giuste, quelle indispensabili da permettergli di entrare nel mondo creato dallo scrittore. 
Peccato, credo che con quegli accorgimenti mi sarebbe piaciuta parecchio.

A SisypheMalheureux garba questo messaggio

6L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mer Lug 28, 2021 4:51 pm

gipoviani


Younglings
Younglings
Un eroe di cioccolato, che sotto lo scirocco che brucia il mio Salento in questi giorni, durerebbe ben poco. 
Un antieroe quindi che sfida la retorica dell'eroe senza macchia e senza paura. Anche la scrittura è antiretorica per eccellenza. La rottura continua del velo fra chi legge e chi scrive ci vuol dire che non di racconto epico si tratta, ma della vita di tutti i giorni.
Forse il tutto ha preso un po' la mano all'autore. E una qualche revisione forse non guasterebbe. I tempi stretti delle nostre piacevoli tenzoni spesso non lasciano il tempo di scrivere e rileggere quel numero sufficiente di volte.

7L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mer Lug 28, 2021 11:53 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Non mi dispiace come il lettore sia sempre coinvolto e chiamato  in causa.
Mi rimane però spesso la sensazione che il racconto di soffermi su dettagli e spiegazioni in alcuni punti mentre voli via troppo rapido in altri.
Di sicuro, i tempi sono qua e là da rivedere.

8L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Gio Lug 29, 2021 10:27 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao autor@

Vado un po’ controcorrente e ti dico che a me l’impostazione che hai dato al racconto ė piaciuta parecchio. Mi sono lasciata guidare dalla voce narrante, non ho faticato affatto a immaginare ciò che stavi descrivendo e mi hai tenuta attenta e curiosa fino alla fine. Cosa chiedere di più? 
Certo di tutta la storia non mi ė rimasto molto, se non la piacevole sensazione di leggere “col pilota automatico.”
Penso che con una buona rilettura potrai sistemare refusi e punteggiatura. Forse non hai avuto il tempo sufficiente per revisionare a fondo, ma il tuo è comunque un ottimo lavoro.


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

9L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Ven Lug 30, 2021 11:58 am

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Mancando un genere cui rifarsi, magari forzatamente se lo stesso non fosse nelle corde dell’autore, la libertà ha dato vita a davvero dei bei racconti. Forse per questo sto leggendo i racconti in altro modo, i paletti solo alla fine, il genere lo scopro riga dopo riga, e magari non è quello che l’autore intendeva, ma siamo lì accanto: tu scrivi, io leggo.
 
Un racconto in prima persona, con un dialogo continuo con il lettore, cui mai viene consentito di perdere la concentrazione, perché ti tengo, anzi Vi tengo, ben legato, non è facile da costruire in modo che lo stile tenga dall’inizio alla fine. Anche la scelta del Voi può essere ostica, soprattutto se alla formalità del Voi vuoi inserire comunque confidenza.
Mi sono immaginata, ad una seconda lettura pro commento, il narratore alle prese con un ascoltatore a cui, oltre alla storia, vuoi dire tante cose “di contorno”, perché le ho vissute, te le  devo dire, altrimenti magari non capisci, tu non hai vissuto quegli anni. Sta qua e ascolta, la storia è lì dentro...
Buon lavoro di ricerca (ma per niente didattico) per introdurre il lettore in un’epoca che per tutti è solo storia.
Un buon racconto, ben scritto e scorrevole, ritmo e trama tengono bene dall'inizio alla fine.
Mi sento di farti una piccola nota, che dipende però dal mio personale stile (parola grossa).
Mi sarebbero piaciuto degli “a capo in più”, per dare un momento pausa al lettore e per creare anche suspense soprattutto nei momenti più critici della vicenda, dove c’è bisogno anche di “vedere” cosa succede, passo per passo.
I blocchi di testo mi mettono sempre nella condizione di temere di perdermi qualcosa, al loro interno.
I requisiti dei paletti sono stati rispettati, soprattutto se visti legati al contesto storico scelto che è portante nella trama.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Ven Lug 30, 2021 1:18 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Il racconto è un bel racconto, mi ha conquistato.
Pensare che qui hanno spesso bacchettato chi si rivolge a una platea di lettori.
In effetti è un modo qualunquistico di sceglierli. 
Il lettore deve sentirsi unico, solo, già una persona accanto ne scalfirebbe la concentrazione.
Sto scherzando.
Stai nel mio mucchietto di opere selezionate per il podio.
Siete già in tre, vorrei dare spazio a mani femminili, ma dubito che questo racconto l'abbia scritto una donna.
O no? 🤔

11L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Sab Lug 31, 2021 4:46 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
L'hai impostato sul Voi perchè si trattava dell'epoca fascista? A me è piaciuto in tutto. Il Voi non mi disturba (Non sono fascista!) e lo seguo alla perfezione. Che l'autore si rivolga al lettore? Sfondi una porta aperta: lo faccio sempre anch'io. Che ci siano troppe informazione: ho molti che mi criticano perchè metto troppa carne al fuoco e quindi benvenuto nel club. Probabile che lo short tell non sia per me e magari nemmeno per te. Non me ne faccio un cruccio. Che ci sia qualche refusino ci sta e non inficia.  La storia corre via liscia che è un piacere. Per me un piedino sul podio potresti averlo.

12L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Lun Ago 02, 2021 2:31 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Anche per me la scelta di rivolgersi direttamente al pubblico ci sta. Non mi fa impazzire, incanala un po' troppo la fantasia, ma quantomeno è inusuale e si lascia leggere.
Di alcuni problemini legati alla concordanza dei tempi verbali già ti hanno detto, come di diversi refusi che saltano all'occhio.
Io, che sono l'eroe di crema chantilly, senza macchia e molto bianco, purtuttavia ti faccio le pulci su alcuni aspetti logici della trama.

Non mi convince il modo in cui si svolge l'appuntamento, per due aspetti.

In primis, Annabelle. Ha una paura matta del gerarca che la cerca, tanto da non andare più a lavoro e trasferirsi a casa del protagonista, poi basta un biglietto dell'uomo per farla uscire di casa da sola (nonostante impegno preso a non farlo) e andare da sola a un appuntamento con lui in persona.
E' abbastanza bizzarro, se non folle.

In secondo luogo, tu uomo cattivo, che probabilmente non voleva neppure uccidere Annabelle ma solo comprarne il silenzio, sei ben ingenuo a non farti trovare già sul posto in anticipo, che è la regola basilare di qualunque appuntamento illegale.
Sennò, appunto, ti possono tendere una trappola con esiti nefasti.

Sempre in funzione della casualità degli eventi, poi, il biglietto smarrito da Annabelle (ma come, era il lasciapassare per entrare nella villa!) e l'inciampo del cattivo che agevola il protagonista.

Se poi il tutto è una storia vera, come la parte finale sembra lasciare intendere, allora bon, sarà andata così.

Ti segnalo anche un'altra incongruenza, sempre per via del mio eroismo chantilly.
All'inizio il protagonista insiste sulla descrizione di Annabelle nello sgabuzzino come stupita e spaventata, salvo poi essere lui stesso a doverla svegliare quando va a liberarla.

Insomma, è un racconto che a causa delle sue pecche mi lascia meno di quel che avrebbe potuto.
Non è un cattivo lavoro ma non mi ha convinto del tutto.

13L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Lun Ago 02, 2021 11:02 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Un racconto bello e intrigante, originale nel suo rivolgersi direttamente ai lettori con il "voi" in parte rovinato da qualche refuso di troppo, a volte davvero pacchiano (nemmeno il tempo della prima rilettura hai avuto...) e da qualche errore grossolano nella concordanza dei tempi
Il nostro amore comincia un anno fa; nel maggio del ventotto, per essere precisi, quando lei entrò per la prima volta nella nostra Confiserie italienne nel quartiere Pigalle di Parigi.
Non so se la storia che ci hai raccontato sia reale o frutto della tua fantasia ( ce lo svelerai, spero, a step concluso) ma a me è piaciuto molto nonostante magari la presenza di qualche incongruenza narrativa: tu la storia l'hai immaginata così,  e io ti credo.

14L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Ago 03, 2021 4:16 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Mi è piaciuto molto. Ti chiederai perché mio caro autore e se hai la pazienza di aspettare cercherò di spiegartelo.
Questa continua interlocuzione con il lettore mi è parsa molto coraggiosa e originale e non mi ha disturbato, salvo qualche passaggio un po’ troppo insistito.
La lettura è scorrevole e queste pause e ripartenze hanno contribuito ad alimentare la mia curiosità sull’epilogo della storia.
Il periodo è inquadrato piuttosto bene e pur non ricercando il rigore storico sei riuscito a ricreare l’atmosfera di questo periodo “nero”.
Complimenti anche per la fantasia nella costruzione della storia e per il rispetto dei vincoli imposti dalla prova.
Non ripeto le osservazioni sulla forma, sui tempi, sui refusi già espresse da chi mi ha preceduto. Attribuisco queste problematiche a una redazione un po’ frettolosa. Alcuni non riescono proprio a vedere i refusi nei propri scritti. Se è questo il caso, un lettore terzo potrebbe aiutarti a evitare le imprecisioni più clamorose.
In ogni caso per me meriti un buon piazzamento.

15L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Ven Ago 06, 2021 10:39 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Avevi dalla tua un arma potentissima ma non sei riuscito a sfruttarla la meglio. Rivolgersi al lettore è sempre un rischio ma se utilizzata al meglio può rendere coinvolgente anche le storie più semplice. È come se ci si trovasse di fronte a te e tu ci parlassi di questa vicenda. Purtroppo verso metà racconto se mi fossi trovato lì ti avrei detto " taglia. quindi cos'è successo?" questo riempire il testo di informazioni è stato per me la tua rovina.
Per esempio l'arma del voi è stata molto efficace sul finale. lì si che sfrutta la sue potenzialità al meglio e coinvolge. 
ti faccio i complimenti per la scelta azzardata, che in ogni caso va elogiata e ti ringrazio.

16L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Ven Ago 06, 2021 4:31 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Anche al cinema è una cosa che faccio un po' fatica a gestire. Quando un personaggio si rivolge al pubblico, intendo. Come se bussasse sullo schermo per ricordarci che lui è lì, che sta lavorando per noi, per portare avanti una storia e pretendesse la nostra completa attenzione.
In teoria non dovrebbe essercene bisogno. Se quello che succede sullo schermo o, come in questo caso sulla pagina, è sufficientemente appassionante, certi interventi dovrebbero essere superflui.
Non dico che la storia non sia appassionante. Fa un po' fatica a decollare, ma poi tiene viva l'attenzione.
Riflettendo sull'intreccio non capisco tanto come un ballerina della Scala che ha assistito a un omicidio decida di "eclissarsi" andando a lavorare nel locale più famoso di Parigi. Forse un profilo più discreto l'avrebbe tenuta lontana dai guai e dalla possibilità di farsi riconoscere, ma così facendo tutta la storia non avrebbe avuto luogo.
Mi è piaciuta l'idea di iniziare dalla scena dello sgabuzzino per poi riavvolgere il nastro e spiegare come si arriva fin lì. Direi uno stratagemma da serie TV, anche se per immagini funziona meglio.
Scrittura con qualche imprecisione, ma non inceppa più di tanto la lettura.
Di base è una storia che si può raccontare in tanti modi. Ne proverei altri, come esercizio, per vedere se può funzionare ancora meglio.

17L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Sab Ago 07, 2021 3:43 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Allora, ci sono parecchie cose da sistemare:


"E in questo preciso momento della sua vita che conoscete la protagonista della storia che sto per raccontarvi."


"E' (rafforza il momento già identificato nelle righe precedenti) in questo preciso momento della sua vita che conoscerete la protagonista della storia che sto per raccontarvi."




"Se potessi farvi vedere il suo viso, bellissimo, va detto, cogliereste lo stupore che trapela da quel volto."



"Se potessi farvi vedere il suo viso, bellissimo, va detto, (superfluo) cogliereste lo stupore che trapela da quel volto."





"Anche il mio nome è meglio tenere celato."



"Anche il mio nome è meglio tenerlo celato."





"Il nostro amore comincia un anno fa; nel maggio del ventotto,"



"Il nostro amore comincia un anno fa; nel maggio del ventotto,"



Il ; separa due periodi distinti, qui il periodo è uno solo, bastava una ,



"le feci una corte serrata e riuscì"


"le feci una corte serrata e riuscii"



Prima persona, riuscì è terza.




"a strapparle il sì a un invito a cena."


"a strapparle il sì per un invito a cena."



Io direi "per", se di "a" sembra che il sì l'abbia detto l'invito a cena.



"Non corrette a giocare al cavaliere che salva la fanciulla in periglio,"



Refuso. Battitura, probabilmente. Quanto giova la rilettura...




"le colleghe le dissero che era stata cercata da dei tipi loschi."



"le colleghe le dissero che dei tipi loschi l'avevano cercata."



Non è scorretto. Ma un trapassato prossimo passivo sta proprio male.




"Il fascista era fuori di sé, pazzo di gelosia, l’accusava di avere una relazione"



"Il fascista era fuori di sé per la gelosia e l’accusava (Mafalda) di avere una relazione"





"Non mentisse, l’aveva fatta spiare, urlò."



"Sarebbe stato meglio che non mentisse, urlò il papavero, poiché l'aveva fatta spiare."




"Fu allora che Annabelle che aveva visto tutto dallo spiraglio aperto della porta dello sgabuzzino, lanciò un urlo e uscì dal suo nascondiglio, raggiunse la porta e scappò per le scale raggiungendo la strada."



"Fu allora che Annabelle vide tutto dallo spiraglio aperto della porta dello sgabuzzino. Lanciò un urlo e uscì dal suo nascondiglio, raggiunse la porta e scappò per le scale raggiungendo la strada."



Meglio no?




"Purtroppo, lui l’aveva vista e quasi sicuramente riconosciuta. Mesi addietro, una sera a teatro, Mafalda li aveva anche presentati. Aveva visto un potente gerarca fascista uccidere una donna, sapeva di essere in pericolo. Alla Scala non era più il caso di tornare. Grazie alla sua famiglia, in contatto con le organizzazioni clandestine dell’antifascismo, era riuscita a scappare in Francia. Aveva trovato lavoro come ballerina in locale un po’ discutibile, d’accordo, ma meglio che morire di fame o, peggio, battere il marciapiede. Poi un giorno era entrata in pasticceria."



Anche qui, non è scorretta la concordanza. Ma con i verbi al passato remoto si guadagna in "suono". 




"La nostra storia era nota e quando avessi convinto mia mamma che le ballerine non sono tutte uguali, ci saremmo anche sposati."



"La nostra storia era nota e non appena fossi riuscito a convincere mia mamma che le ballerine non sono tutte uguali, ci saremmo anche sposati."





"Quel che è peggio, il gerarca aveva fatto carriera e ora era a Roma alle strette dipendenze del mascellone al comando."



"Quel che è peggio, purtroppo, è che il gerarca aveva fatto carriera e ora era a Roma alle strette dipendenze del mascellone al comando."




"E perché sia stato proprio io a chiederla li."



"E perché sia stato proprio io a chiuderla li."





"Con il racconto, infatti siamo arrivati a questa mattina,"


"Con il racconto, infatti, siamo arrivati a questa mattina,"



oppure, visto che ti sei sempre rivolto direttamente ai lettori:


"Con il racconto, cari lettori, siamo arrivati a questa mattina,"





"Invita la mia bella a raggiungerla"



"Invita la mia bella a raggiungerlo"




"l’adagia delicatamente a terra,"



"l’adagiai delicatamente a terra,"





"Piano, lo so, è una parola forte, le mie intenzioni, diciamo così."



Qua giuro che non ho capito cosa volessi dire.




"Sono in attesa alla finestra, nascosto dalla tenda."



"Sono in attesa alla finestra, nascosto dietro tenda."



Meglio secondo me.




"Sempre a quel che dice la Domenica del Corriere è un abile schermidore e sa quel che fa."



"Sempre secondo ciò che dice la Domenica del Corriere è un abile schermidore e sa quel che fa."





"Aveva ragione, chi di voi mi ha definito un eroe di cioccolato."



"Chi di voi mi ha definito un eroe di cioccolato, ebbene, aveva ragione."





"Vi chiederei, tuttavia, un ultimo favore, se mai incontraste Annabelle, non ditele mai chi l’abbia narcotizzata e legata."




"Vi chiederei, tuttavia, un ultimo favore, se mai incontraste Annabelle, non ditele mai chi fu a narcotizzarla e legarla."





Anch'io giudico positivamente la scelta dell'Autore di rivolgersi spesso direttamente ai lettori. Potrebbe risultare un'invasione di campo, ma credo che in questo contesto tale scelta sia ben plasmata con il nostro eroe di cioccolato che racconta. Purtroppo il racconto si legge male per la poca cura del testo di cui ho ampiamente dissertato qui sopra. Ciononostante l'impianto di base è ottimo, la storia è interessante (come piace a me) e i personaggi sono veramente ben caratterizzati. Un plus anche per l'ambientazione, che ritengo veramente ben delineata.


Tuttavia, faccio mie le considerazioni di  @Fante Scelto circa le incongruenze nella trama. Aggiungo, inoltre:


"Qui potremmo, scriveva il bastardo, appianare le nostre divergenze trovandone mutuo vantaggio, economico per voi e politico per il governo italiano."


Lo trovo poco verosimile che un gerarca così in vista scriva un pizzino del genere. Poteva far giungere ad Annabelle le stesse informazioni con altri mezzi secondo me.


"Io, che non avevo lo stesso fascino e non volevo esser visto, entrai scavalcando dal giardino."



Mi sembra altrettanto improbabile. Un manipolo di fascisti, in quel periodo, in Francia. Manco una guardia e quello entra come un topo d'appartamento (pardon, di villa liberty) qualunque? Mah.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta Cool!

L'eroe di cioccolato Senza_12

18L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Dom Ago 08, 2021 9:30 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao Autrice / autore.

Le pulci.

1. Concordanza dei tempi problematica.

2. Il dormiveglia non può essere "un preciso momento della vita", inteso come vuoi farlo intendere.

3. Molti refusi, alcuni importanti.

Gradimento del testo.

Alto, per la storia curiosa e per come riesci a tenere per mano il lettore e a creargli tensione e aspettative. E le aspettative le rispetti. Bellissimo il titolo. A rileggerti / ci.

19L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Ago 10, 2021 9:36 am

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Personaggi: una ballerina del Moulin Rouge
Luogo: una villa in stile liberty
Tempo: 1929
Sgabuzzino: presente

Anzi, di sgabuzzini ce ne sono addirittura due. Ti faccio notare che la parola testosterone è stata coniata in ambiente accademico solo nel 1935 ed è anacronistica sulla bocca di un comunista italiano in esilio volontario durante l'epoca fascista. Un'altra cosa: chi porta i pantaloni è Annabelle, dice il narratore. Però nello stesso momento il narratore ci mostra di tutto ma non che Annabelle porti i pantaloni. E poi la cosa secondo me più oscura di tutto: il narratore sta raccontando la storia a qualcuno al punto di rivolgersi molto spesso ai destinatari. A chi racconta e perché? Non trovo un senso. L'eroe di cioccolato è descritto mentre compie azioni estranee al suo lavoro. Insomma, non c'è modo di affezionarsi ai personaggi, a parte la ballerina e il misterioso gerarca.
Anche la trama è debole nel finale: Annabelle perde il biglietto e lo trova il protagonista. La villa è guardata ma dentro non c'è nessuno e lei riesce a entrare lo stesso e aspetta seduta su una poltrona. Troppe casualità e controsensi. In fin dei conti il racconto mostra poco e si appoggia quasi completamente sulla narrazione, che però non si capisce a chi è diretta.

Grazie e alla prossima.

A SisypheMalheureux garba questo messaggio

20L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Ago 10, 2021 1:18 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Confesso che il titolo di questo racconto non mi diceva niente, eppure ero sicuro di averlo letto…
Svelato l’arcano: cambiato il titolo rispetto a quello che avevo letto io. Sicuramente è molto più appropriato questo che hai scelto 😊
E poi, ovviamente, dalle prime righe ho collegato: uno dei racconti che mi hanno colpito di più, qualche settimana fa.
Credo tu sia riuscito a creare un racconto perfetto in ogni suo aspetto, dalla trama ottimamente resa alla caratterizzazione dei pochi personaggi, passando per i paletti imposti dallo step curati con sagacia.
Il consiglio che posso darti è di curare un po’ di più l’editing, anche per renderlo libero da errori o refusi che possono intralciare una lettura altrimenti agevole.
Credo tu sia tra gli autori a cui è servito molto il genere libero, perché sei riuscito a scrivere quello che volevi senza vincoli o ancore di nessun genere, e infatti con una bella revisione il tuo racconto può davvero volare.
Complimenti! E grazie per la tematica che hai portato in questo contest.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

21L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mar Ago 10, 2021 11:03 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
racconto particolare e originale.
all'inizio ho pensato al maniaco e quindi ad un horror.
poi, giustamente, hai frenato la fantasia del lettore, la mia, pregandolo di ascoltare quello che avevi da dire.   
questa complicità non mi ha disturbata, anzi. 
il nostro eroe di cioccolata è maldestro, imbranato, ingenuo e autoironico, ma profondamente innamorato, e per amore osa parecchio.
il racconto mi ha convinto, per trama e sviluppo dei paletti imposti.
brav@

22L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Mer Ago 11, 2021 3:33 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Un modo particolare per rivolgersi al lettore direttamente, nonn uno a caso ma proprio quello che in qquel momento ti sta leggendo, e questo è il punto forte del tuo  racconto.
Quello debole è la figura di Annabelle che si riesce a vedere solo imbavagliata nello sgabuzzino anche quando non è, insomma la sua immagine è poco delileata, non conosco cosa pensa, le sue emozioni, è sempre lui il protagonista ad agire anche quando ci racconta la storia dei pantaloni che porterebbe lei.
Poco convincente il fatto che uccida un uomo così come se avesse scacciato un moscone fastidioso, ,senza nemmun cenno emotivo.
Mio eroe di cioccolato , carino, dolce , ma non lasci il segno.

23L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Gio Ago 12, 2021 2:59 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Davvero un buon racconto, ben gestito per quello che riguarda il registro narrativo, personaggi ben caratterizzati e ottima ambientazione.
La lettura è un po' faticosa solo ed esclusivamente per i vari refusi etc etc che già ti hanno segnalato.
Ma sono cose sistemabili con una bella revisione approfondita. 
L'impianto funziona benissimo, brav.
Ele

24L'eroe di cioccolato Empty Re: L'eroe di cioccolato Gio Ago 12, 2021 3:03 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Sinceramente non so se mi sia piaciuto o no il rivolgersi ai lettori. È un espediente decisamente datato, almeno, io è da parecchio che non leggo un racconto o un romanzo scritto interamente con il "voi". A dire la verità mi ricordo solo di un romanzetto breve, un romanzo di appendice del 1800, scritto così. Dovrei cercarlo nella libreria perché non ricordo né il titolo né l'autore, mi ricordo solo che lo pagai mille lire e che l'autore era austriaco. Questo senso di datato mi ha accompagnato per tutta la lettura. E non so se sia stato un bene o un male. Cioè, so che è stato un bene in quanto ambientato cento anni fa è stato facile entrare nell'atmosfera. So che è stato un male in quanto questo genere di letteratura retrò non mi attira. Mi piace quella originale, sono un divoratore di classici, ma riproposta ora non mi piace. E quindi rimango combattuto, ecco. Un po' meno combattuto lo sono sugli altri fattori. Lo stile è buono, ma ci sono tantissimi refusi ed errori di concordanza. Occhio, ma magari è solo mancanza di tempo per la recita, ci sta. La trama è buona, niente di sconvolgente, ma gestita bene. Sui personaggi ti hanno già detto, soprattutto su Annabelle, concordo in pieno. Infine, la sua scelta di scomparire diventando una persona che tutti avrebbero potuto vedere non è molto credibile.
Un ultimo appunto te lo faccio su un fatto storico. Ci dici che il padre del protagonista è un livornese, comunista, che ha fondato a Parigi la prima sezione del partito. Be', anche no. Il partito comunista francese nasce nel 1920, a Parigi, da una costola esule dei socialisti entrati a fare parte della terza internazionale, e tra i fondatori abbiamo Cachin e niente di meno che Ho Chi Minh! Queste cose le conosco perché ho studiato la vita di Ho Chi Minh, un personaggio che mi ha sempre affascinato, soprattutto da quando ho scoperto che tra le mille cose che ha fatto nella sua vita è stato anche allievo, a Londra, del leggendario cuoco Auguste Escoffier. Tornando al partito comunista non mi risulta nessun livornese. Magari non lo conosco io, può essere, ma nel.caso tu te lo fossi inventato, per la prossima volta, sii più vago invece di essere circostanziato. Invece di fondò la sezione parigina, semplicemente entrò a fare parte del partito e bon, così non ci sono problemi.
Comunque la lettura è stata piacevole, non voglio pensi il contrario, ti faccio quindi i complimenti e a rileggerci!

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