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Il calendario senza tempo

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1Il calendario senza tempo Empty Il calendario senza tempo Mar Lug 27, 2021 10:21 am

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Admin
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Da “Le regole del Mondo Enigma”:
-           ogni Quasi Umano vivrà nelle Epoche e nei Luoghi degli Umani a lui assegnati per il tempo stabilito, traendone la linfa per Enigma;
-            ad ogni Q.U. vengono assegnati una Residenza e un Custode;
-            il Custode progetta la Residenza e resta con Q.U. tutta la vita;
-            i Custodi non devono avere sogni;
-            nessun Umano può entrare nel Mondo Enigma;
-           le Residenze in cui tali regole vengono violate, saranno esiliate, senza altre risorse che non quelle loro rimaste.
 
Il primo compito della Custode Marty era stato quello di creare per il Q.U. Jer la miglior illusione possibile per abitare, nel tempo e nello spazio, il Mondo Umano.
Marty aveva scelto per la loro Residenza lo stile che gli umani avevano chiamato Liberty e ora il progetto di villa Rubino era pronto: una bella palazzina a tre piani, con una torretta a un lato, finestre alte e strette, vetrate istoriate con motivi floreali e strani animali. Porte e finestre erano ornate da stucchi elaborati, con motivi che richiamano la natura terrestre, sulle pareti erano dipinti bordi con estrosi alberi della vita.
Gli interni erano lussuosi: tappezzerie preziose, tessuti pregiati, porcellane, lampade con paralumi di vetro dai disegni eccentrici, quadri con soggetti onirici e mobili dalle fatture stravaganti.
Ma tra tutte le stanze, la più importante, la vera Residenza, sarebbe stata un semplice e banale sgabuzzino, senza finestre, dove solo lei e Jer sarebbero potuti entrare. Soltanto Marty, che ne avrebbe avuta la chiave, ne conosceva l’esatta ubicazione, ben celata dagli elaborati disegni della tappezzeria.
Marty controllò un’ultima volta il progetto, prima di affidarlo ai Realizzatori.
Marty era una faina.
 
Parigi 10 febbraio 1929
Il salotto di villa Rubino era in penombra: le lampade colorate creavano un’atmosfera calda e confortevole, ma c’era tristezza nell’aria.
«Jer, è ora di entrare nello sgabuzzino, tra due giorni partiamo e devi essere ben riposato.»
«Mi mancherà Melodie, la amo così tanto!»
La disperazione nella voce di Jer colpì profondamente Marty: non le era mai capitato di provare una simile sensazione di... perdita.
Qualche mese prima Jer aveva conosciuto Melodie, una ballerina del Moulin Rouge, e se n’era innamorato. Non era proibito ma, per Enigma, Jer non era ancora pronto. Fu travolto da sensazioni troppo nuove e ancora misteriose: tenerezza, desiderio, adorazione per questa giovane donna così forte e al contempo così delicata e fragile da desiderare di proteggerla con la sua stessa vita.
Negli altri salti non era mai capitato, Marty aveva sempre vigilato, ma Melodie aveva conquistato anche lei.
Al contempo, il mondo di Melodie si era riempito di colori e di un calore per lei sconosciuto. Aveva scoperto la gioia di essere amata e protetta, senza dover dare nulla in cambio se non la sua allegria, la sua soave ingenuità. La sua voglia di vivere.
Ora che il prossimo salto era vicino, Jer non accettava il pensiero di dover dimenticare Melodie, di cui gli sarebbero rimasti solo ricordi, ben presto fagocitati da Enigma assieme a tutti gli altri raccolti nell’ultimo salto.
La faina accarezzò teneramente le fredde mani dell’uomo, se le portò al petto, cercando per lui un po’ di calore nella soffice pelliccia bianca.
«Lo so, Jer, ma il nostro mondo le è precluso. Sono le regole.»
Marty comprendeva il dolore di Jer, perché anche lei amava Jer, un amore segreto e disperato. Erano legati dalle Regole ma mai avrebbero potuto amarsi. Jer era in parte umano e lei era una faina, l’animale scelto da Enigma per proteggerlo.
Jer si coricò e Marty completò i preparativi, aggirandosi silenziosa nelle stanze sulle zampe morbide. Lontano dagli sguardi che vedevano in Marty un curioso animale da compagnia, cresceva, camminava eretta e indossava abiti semplici ma eleganti, adatti alla sua figura snella.
Controllò ancora una volta il calendario: le date e i luoghi avevano significato solo per Enigma.
Nello sgabuzzino tutto era in ordine: le scatole erano ben impilate, così tante che pareva impossibile potessero stare in quella stanzetta. In alto, su un ripiano, le scatole grigie dei ricordi e dei sogni da poco, inutili: Enigma non le apriva mai e prima o poi avrebbe dovuto disfarsene.
Marty prese una decisione: avrebbe sfidato Enigma per amore di Jer.
Lo addormentò profondamente, impartì alcuni ordini ad un domestico, e attese il ritorno di Melodie.
Poi modificò il calendario con un salto inaspettato.
Le faine sono furbe.
 
Melodie arrivò a Villa Rubino a notte inoltrata.
Lo spettacolo al Moulin Rouge era stato un successo.
Il suo corpo morbido e armonioso pareva creato per ballare il can-can. La danza era frenetica ma lei pareva non stancarsi mai: la musica ritmata e veloce la riempiva di un’energia incredibile, con cui, sera dopo sera, aveva conquistato Parigi.
Gli abiti ricchi e colorati creavano misteriose coreografie per le sue gambe ben tornite, quasi snodate: la “piccola Melodie”, così delicata, solo carina al confronto delle stupende ballerine del Moulin, stava diventando una vera celebrità.
Si diceva che fosse anche più brava di Mistinguett, ma Melodie, a differenza di lei, non ambiva a grandi cose. Le bastavano la musica, un palcoscenico, un costume e, ora, Jer.
Per essere perfetta, alla sua vita mancava solo una cosa: suo padre.
Ma quella sera c’era qualcosa di strano nell’aria: Marty le aveva inviato uno strano messaggio e Jer non era venuto allo spettacolo.
L’autista portò in casa il baule che conteneva le poche cose di Melodie: i giochi di bambina, le scatole di matite colorate, i disegni, un portagioie con dentro un portacipria, le lettere di sua madre e un ritaglio di giornale che parlava di un musicista italiano che tanto le somigliava.
Ben ripiegato, c’era il prezioso costume di scena che Jer le aveva fatto confezionare espressamente. Prima di riporlo nello sgabuzzino, Marty ammirò il bustino nero dai delicati ricami arricchiti da piccoli cristalli, la ricca gonna di seta rossa bordata di piume nere, le sottogonne leggere e vaporose di tulle leggerissimo, la biancheria di raso lucido...
Raggiunse Melodie in salotto e con delicatezza, le parlò di Enigma, della Residenza e dei suoi abitanti, del suo piano.
Enigma era un mondo non mondo, che si nutriva dei ricordi e dei sogni cui gli umani rinunciavano e che Jer mieteva: venivano riposti negli sgabuzzini e, ad ogni salto nel tempo, Enigma se ne impossessava.
Melodie non parve particolarmente sorpresa:
«Lo sapevo che eri strana, Marty e che anche Jer lo è. Ma non mi importa, anch’io sono diversa ma voi mi amate lo stesso.»
Melodie non si era mai stupita dell’aspetto di Marty e neanche di quello di Jer, che dentro la Residenza diventava evanescente, quasi invisibile.
Melodie era cieca da quando aveva dieci anni.
«Quindi posso rimanere, Marty? Non dirò niente a nessuno, prometto!»
«Se davvero vuoi restare con Jer per tutto il suo tempo, si può fare. Farò in modo che ad ogni salto possiate ritrovarvi, come adesso: solo questo. Farete ancora sogni e avrete bei ricordi, ma poi tutto finirà ogni volta nelle scatole, per Enigma. Tu saresti sempre bella e giovane, ma che futuro avresti davvero? Non porterai mai a compimento un progetto... non potrai avere figli con Jer... saresti in una sorta di limbo. Pensaci, puoi ancora cambiare idea.»
«Va bene così, ma vorrei ricordare almeno questi mesi così... intensi. Si può fare? Solo questo.»
Si poteva fare e Marty si mise rapidamente al lavoro.
Ripose i sogni e i ricordi di Melodie e di Jer degli ultimi mesi in una scatola grigia: le scatole grigie non venivamo mai utilizzate da Enigma: contenevano solo ricordi futili e sogni da nulla. Enigma non controllava se i custodi se ne liberassero di tanto in tanto: erano solo scarti del tempo.
In ogni momento, aprendo la scatola nello sgabuzzino, gli spettacoli di Melodie, le loro passeggiate, le risate, le emozioni... tutto sarebbe stato rivissuto. Ma solo nello sgabuzzino.
Marty ripose i suoi sogni in un prezioso portacipria che Jer aveva fatto realizzare per Melodie e che Melodie quella sera le aveva regalato.
«Lo so che non porti la cipria, ma è un dono di Jer e tu... lo ami. Tienilo tu, ne hai bisogno.»
Il pomeriggio successivo a Parigi si sparse velocemente la voce che Melodie aveva lasciato improvvisamente il Moulin Rouge. Anche Villa Rubino sparì, ma nessuno pareva ricordarsi esattamente dove si trovasse fino al giorno prima.
 
Bologna - aprile 1929
Gildo, un vecchio giardiniere di Montemaggiore, lasciava ogni giorno una sporta con pane, latte, giornali e poco altro davanti al cancello di Villa Rubino. Strano che non si ricordasse della villa, e sì che abitata a Montemaggiore da sempre. Ne aveva parlato con sua sorella, maestra in pensione e zitella, che lo aveva liquidato con un’alzata di spalle e un quarto d’ora di rimbrotti: c’era altro cui pensare che non ai vaneggiamenti di un vecchio, ubriaco già alle dieci del mattino.
«C’è il terremoto, Gildo, il terremoto! Hai letto il giornale? Altro che una villa che prima non c’era! Ma dico io! Guarda, toh. Ci sono scosse tutti i giorni, le senti anche tu no? E non sono scossettine, siamo sul quinto grado eh, lo sai cosa vuol dire? Leggi qua, trentatré centimetri di grafico, mica trentatré bicchieri di vino!»
«Ti dico che c’è, al Loghetto, è nuova, e c’è una faina alta come un bambino. Insomma, ci porto tutti i giorni i giornali e il pane, lo saprò bene! Ah, se non mi credi, fatti tuoi, io ci vedo ancora bene.» E via con cappello, sigaro toscano e un paio di bestemmie.
Gildo chiacchierava volentieri con la faina, mentre si occupava delle rose. Almeno lei era gentile e a volte si lasciava carezzare la folta pelliccia: a Gildo piaceva tanto e, in cambio delle carezze, Marty raccoglieva tanti ricordi, tanti sogni mai realizzati, pronti per una nuova occasione.
«Lo so Gildo, che non ti credono, ma stai tranquillo. Spedisci questa cartolina e appena arriva la persona che aspettiamo, tu la porti qui e poi torna tutto a posto.»
«Sì, va bene, ma poi quella buca lì va via? È pericolosa, per i carretti.»
Gildo si riferiva ad una fenditura che si era aperta nel terreno, lunga circa un chilometro: purtroppo l’arrivo di Villa Rubino era coinciso con lo scatenarsi di quella serie di terremoti, con scosse molto forti e lui aveva fatto due più due.
Marty era preoccupata, forse, avendo violato le regole, stava perdendo le sue facoltà e stavano correndo un grosso pericolo? Ancora due salti, Marty, resisti... fallo per Jer.
Marty aveva spedito al maestro Bergonzoni, una cartolina con i saluti da Villa Sussultoria, su cui aveva copiato, con la sua elegante grafia, la canzonetta che il maestro aveva composto come regalo agli spaventati abitanti della zona:
La scossettina va
un po’ tutte le sere
e tutta la città
deve cambiar quartiere
facendogli i complimenti per l’idea e invitandolo a Villa Rubino per una cena. Aveva firmato la cartolina come Tua figlia, Melodie.
«Vedrai, Melodie, che tuo padre verrà. Lo conoscerai, ti racconterà di tua madre e forse lui saprà dirti perché lei è fuggita a Parigi, portandoti con sé.»
«E se a lui non importasse di me, come mi ha detto mia madre? Se non mi volesse conoscere? Mi basterebbe una sua carezza, un suo abbraccio!»
«Oh, mia cara, chi non vorrebbe una figlia come te?»
Marty però era molto scettica: il mondo degli Umani era così... imperfetto: “Peggio per lui”.
Il maestro infatti non solo non si presentò a cena ma, tramite un breve messaggio, minacciò di denunciarla alle autorità come millantatrice.
La collera di Marty, dopo che ebbe cercato inutilmente di consolare Melodie, fu terribile. Scatenò i suoi poteri più sinistri e a farne le spese furono i già spaventati abitanti di Monte San Pietro e dintorni, che vissero l’incubo di rombi misteriosi, crolli di cornicioni e camini fino a ottobre inoltrato.
Quando finalmente Melodie si riprese dalla prostrazione in cui era caduta, Marty si calmò e Jer decise che era ora per un nuovo salto: giorno dopo giorno avevano riempito lo sgabuzzino di sogni e ricordi rubati agli abitanti della zona, che nelle notti insonni per il timore di nuove scosse, si raccontavano attorno ai fuochi, sotto le tende, nelle piazze. Quando Villa Rubino scomparve ancora una volta, lo sgabuzzino straripava, era quasi impossibile entrarvi senza inciampare in risate, sogni di abiti da sposa, campi fertili e notti stellate.
 
New York 20 ottobre 1929
Jer Buster era un uomo ricco. Disgustosamente ricco: il lusso di villa Rubino ne era la riprova.
“Pericolosamente ricco.” pensava Thomas Lamont: se Buster avesse ritirato tutti i suoi depositi dalla Morgan Bank, come in tanti, troppi clienti, stavano facendo, sarebbe stato molto arduo mantenere gli impegni per l’acquisto delle azioni della U.S. Steel al prezzo concordato con gli altri banchieri. Il disastro era chiaramente ormai imminente, ma doveva fare un tentativo. Nel caveau della banca era comunque tutto pronto.
«Mr. Buster ha deciso, Thomas, e lei non può farci nulla.»
Lamont si guardò attorno, stupito: la voce, morbida e suadente, arrivava da una grande riproduzione di villa Rubino, sistemata in un angolo del salone.
Ogni particolare era perfetto: la torretta, le vetrate, persino il glicine che si arrampicava accanto al portone d’entrata pareva profumare.
La parte frontale della struttura si era aperta e mostrava stanze, identiche alle originali, che erano delle piccole opere d’arte: mobili, lampade, tende e orologi... tutto uguale. Anche il fuoco nei caminetti era vero.
In un angolo del salone in miniatura c’era una piccolissima faina, dal musetto simpatico e con una pelliccia così morbida da chiedere carezze. Stava sulla soglia di quello che pareva essere un ripostiglio: sui minuscoli scaffali si intravedevano pile e pile di scatole colorate, lillipuziane. La faina teneva tra le zampette un chiave dorata e muoveva pigramente la lunga coda.
«Ma chi parla? Che scherzo è mai questo? Mr. Buster, si palesi per favore.»
«Sono io, Lamont, Marty, la faina. Come mi ha definita, tempo fa? Quello stupido animale da compagnia. Ma non importa, non più. Mr. Buster partirà stanotte e porterà con sé tutto il suo denaro, l’oro e gli altri oggetti da lei custoditi. Buona giornata, Thomas. È stato un piacere fare affari con lei.»
La faina si ritirò nel ripostiglio, la chiave girò nella toppa e la casa di richiuse silenziosamente.
A Mr. Lamont non rimase altro da fare che svenire.
Quando si riprese, era nel suo ufficio: ricordava solo di esserne uscito per un appuntamento, ma non ricordava con chi e dove. Troppi pensieri! Sulla scrivania trovò i documenti che attestavano il ritiro da parte di J. Buster di denaro, lingotti e l’accesso alle sue cassette di sicurezza e un breve messaggio: Mr. Buster sarebbe partito per l’Europa, la Bust Company non esisteva più. Accanto alla firma, qualcosa che assomigliava ad un’orma di animale.
Sconcertato chiese spiegazioni alla segretaria, che fissò Lamont, allarmata: lui si era occupato di persona del cliente!
Ma di lì a qualche ora, altri sarebbero stati i problemi che non un banchiere esaurito!
Quella notte Villa Rubino sparì misteriosamente dall’esclusivo quartiere dell’Upper West Side in cui, altrettanto misteriosamente, era comparsa tre anni prima: nessuno però ricordava di averla mai vista davvero in fondo a una delle strade più tranquille, eppure ci abitava l’enigmatico Mr. Buster, di cui però tutti ricordavano, anziché le fattezze, solo il piccolo animale che portava sempre con sé.
Mr. Buster era ricco e anonimo. Marty una faina. Il martedì nero avrebbe lasciato dietro di sé e nel futuro tanti sogni infranti e ricordi dolorosi.
 
Novembre 1980 – Isole Marschall
Al largo dell’isolotto di Runit, una nave militare stava aspettando gli ultimi uomini ancora a terra: Cactus Dome, la cupola di cemento che avrebbe dovuto conservare nei decenni a venire le scorie radioattive degli esperimenti nucleari americani, era stata finalmente completata.
Greg Norton, il medico di bordo, non vedeva l’ora di salpare: conosceva gli effetti delle radiazioni sul corpo, ma non era preparato a quello che era capitato a Bob Rundy, uno degli ufficiali addetti al controllo dei lavori di tombamento, e desiderava che diventasse un problema di qualcun altro.
Bob asseriva di aver visto, dall’altra parte dell’isolotto, una faina gigante e una ballerina di can-can passeggiare nel giardino di una bellissima villa liberty. La descrizione così precisa non lasciava dubbi: la madre di Bob era architetto.
“Stress, radiazioni, stanchezza e le visioni sono servite.”
La notte prima c’era stato un piccolo terremoto, che aveva impensierito molto Bob. Con la scusa di un ultimo controllo, era corso alla villa: non c’era più nulla, solo cespugli spinosi e desolazione. Il contatore Geiger era impazzito per qualche secondo, giusto il tempo per Bob di raccogliere un oggetto che luccicava nella sabbia smossa: un piccolo portacipria dall’aria preziosa. Ne aveva visto uno uguale in un libro di sua madre.
All’interno la firma del creatore: Archibald Knox.
Bob se lo mise in tasca, ridacchiando: non era pazzo.
 
Un nuovo salto era iniziato nella notte, ma ora su uno degli scaffali dello sgabuzzino c’era una scatola vuota. Marty si era liberata del sogno che Jer potesse amarla come lei lo aveva amato.
Chiuse a chiave lo sgabuzzino e si rasserenò, pensando che, in un tempo finalmente futuro, un sogno da realizzare tutto suo lo avrebbe trovato, ora che era libera.
Regolò il calendario e andò a svegliare Jer e Melodie.
Quanto ancora ben riposto nello sgabuzzino sarebbe stato sufficiente per un lungo futuro.
Jer era un Quasi Umano, Marty una faina, Melodie cieca. Villa Rubino un enigma del tempo.
 
Mondo Enigma – data incalcolabile
Dal registro delle Residenze
Si annoti che Villa Rubino, a seguito di violazioni alle Regole, viene bandita da Mondo Enigma e proseguirà la sua esistenza in esilio, con le sole risorse rimastale. Nessuna faina potrà essere più utilizzata come Custode.

2Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Mar Lug 27, 2021 10:23 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Perdonami Autor, mi è piaciuto molto il tuo racconto, ma mi sono un pelino perso.
Non mi è chiarissimo cosa siano i Quasi Umani, i Custodi, Enigma.
Cioè, sì, nel cappello introduttivo ce lo dici, però è tutto così evanescente che non rimane in testa.
Enigma è tipo un'altra dimensione che si alimenta dei sogni, le speranze, ecc. degli umani, che vengono raccolte da questi Q.U. che saltano tra i nostri secoli in compagnia di un Custode che è un animaletto.
Interessante idea, ma mi manca qualcosa, non so, forse la storia è troppo appoggiata sui paletti e pare quasi essere ricamata per includerli tutti.

Stilisticamente non ho appunti da farti, la storia è scritta benissimo, con savoir faire, a parte qualche colpo di narratore onnisciente, fila via e si fa leggere con grande scioltezza.
Ti segnalo solo una C di troppo nelle "isole Marshall".

Sono convintissimo che questo racconto sia un piccolo capolavoro, e che ci siano riferimenti sparsi a un sacco di cose non immediatamente coglibili (tipo il creatore del portacipria, per capirci).
Frena un po' la mia valutazione solo questo alone di indeterminatezza che avvolge storia e personaggi e non riesce a farmi apprezzare il tutto al 100%, come invece meriterebbe.

3Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Mar Lug 27, 2021 10:38 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Sono in difficoltà a commentare questo racconto in quanto da una parte una volta di più mi trovo ad ammirare la fantasia con cui è stato creato, dall'altra ci trovo un eccesso di artifizio per incastrare tutti i paletti richiesti: il racconto al servizio dei paletti anziché il contrario.
Se a questo ci aggiungo che il fantascientifico, cui il racconto strizza in parte l'occhio, non è il mio genere preferito ci sarebbero tutti gli estremi per dire che non mi è piaciuto.
Eppure... eppure sono arrivato alla fine e ho avuto il desiderio di rileggerlo per cercare quelle sfumature che avevo intuito nella prima lettura e che ho sputo scovare rileggendo.
Hai scritto una bellissima storia d'amore ma l'hai saputa nascondere seminando indizi qua e là e invitando il lettore a scovarli.
Resta la sensazione che tante cose sono state messe per soddisfare le richieste del contest, resta che le date messe all'inizio di ogni paragrafo, sebbene necessarie non mi hanno entusiasmato, resta che un'ulteriore rilettura avrebbe probabilmente evitato qualche refuso sparso tra le righe, resta qualche difficoltà di lettura ma soprattutto resta la bella sensazione che rileggendolo ancora e ancora il racconto è proprio bello.

4Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Gio Lug 29, 2021 4:38 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao autor@

La fantascienza ė un genere che leggo sempre molto volentieri, dunque mi ha fatto piacere trovare questo racconto. 
La storia che hai immaginato è complessa, forse un po’ troppo per un racconto breve (anche se penso tu abbia sfruttato al massimo le battute concessse) e ho dovuto leggerla più e più volte.

Trovo che tu abbia avuto una giusta intuizione nel declinare all’inizio le regole del gioco. È stato come un avviso ai naviganti… “prima di cominciare a leggere sappi che ti trovi in una diversa dimensione.”
Ciò nonostante le regole non sono sufficienti a dipanare la narrazione che segue logiche spesso rimaste in punta della tua penna.
In alcuni momenti mi è sembrato di leggere il GGG di Roald Dahl con le ampolle piene dei sogni e incubi e questa idea mi ė piaciuta molto.
Un mix fanta-rosa-fantasy. 
Anche nel tuo caso ho apprezzato molto la parte storica  in cui fai riferimento agli esperimenti nucleari.
Come ho rilevato anche in altri testi, la voglia di inserire tutti i paletti in un unico racconto, rischia di non essere vincente. Troppo di tutto e si perde di vista il senso compito della storia. Anche se, nel tuo caso, con l’escamotage dei salti temporali, te la sei cavata.
Alla prossima.


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

5Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Ven Lug 30, 2021 6:17 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
premesso che ti do un dieci e lode per la fantasia, prova ad analizzare la storia.
anomala, fuori da ogni contesto finora letto in questo step e quindi meritevole di plauso.
ben esposta e scritta, con ottime descrizioni, non è però così scorrevole come dovrebbe.
in alcuni punti si attorciglia e bisogna rileggere (almeno io) per poter proseguire.
ripeto, gran fantasia, ma restano da chiarire troppe cose.
e qui mi collego a quanto scritto da Fante: cosa intendiamo per QU?
meglio, cosa intendi.
e tutto il contorno? frose avresti potuto fare un salto in meno e chiarire meglio personaggi e contesto.
in ogni caso il mio commento è positivo


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

Il calendario senza tempo Namaste

Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

6Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Ven Lug 30, 2021 11:51 pm

gipoviani


Younglings
Younglings
Confesso subito i miei limiti. La fantascienza mi annoia. Ho letto, quasi per dovere, Asimov e non sono stato capace di leggere altro.
La storia poi è complessa, non sono neanche riuscito a capirla a fondo.
Forse troppo complessa.
Io avrei semplificato il tutto.
Di positivo noto una bella scrittura, asciutta ma coinvolgente. 
Non ti dispiacere autor*, ma colpa è solo mia.

7Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Sab Lug 31, 2021 4:09 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Adoro la fantascienza e mi sono subito rallegrato nel trovare la tua. Molto ben fatta con qualche spiegazione lasciata alla fantasia del lettore. L'unica cosa che non mi piacciono sono le faine ma questo è solo un gusto personale però mi son posto la domanda perchè hai voluto quel personaggio? Non certo per la banalità che oltretutto segnali: le faine sono furbe. Hai anche fatto dei salti temporali che ti hanno permesso di mettere dei paletti importanti. Si legge molto volentieri fino all'ultimo. Credo d'aver visto un refuso (forse mancava una e) ma non ricordo dove e solo per quello non torno indietro. Una curiosità: è la seconda volta che un racconto ci porta alle Marshall. Brav@

8Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Sab Lug 31, 2021 7:10 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Il titolo mi è piaciuto molto, colpisce, è particolare.
Come anche la storia che, già dalla premessa, ti catapulta in un mondo “alternativo”.
La trama, come anche i passaggi da un posto all’altro, mi sono sembrati azzardati per un racconto tutto sommato breve. Avevano forse bisogno di un più ampio respiro, come si dice.
Originalità e fantasia che però non mi hanno trascinata come avrei voluto, ma ciò non toglie merito al tuo racconto.

9Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Sab Lug 31, 2021 8:03 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Scrivi molto bene, non c'è che dire.
Il genere fantascienza non mi fa impazzire, ma il racconto è pieno di trovare interessanti. 
Secondo me andrebbe rivisto in un racconto a capitoli per introdurre tutte queste situazioni e 'regole ', altrimenti ci si perde dentro.

10Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Dom Ago 01, 2021 12:10 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Questo è un racconto da rileggere, ma non perchè non si capisce, perché ha bisogno di essere assorbito, assimilato il grande lavoro dell'autore.
Per dirla in termini sportivi sei nella staffetta dei migliori quattro. La medaglia è sicura. Il quinto lo sceglierò in ultimo e solo per simpatia.

11Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Lun Ago 02, 2021 12:03 am

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Il mio giudizio è in parte condizionato dal fatto che non amo molto il genere che non so bene definire se fantasy o fantascientifico o entrambi, ma ho provato una certa fatica nel portare a termine la lettura ed è un vero peccato perché ho trovato ottima la scrittura e me la sarei goduta assai di più se tu non avessi voluto strafare. Hai voluto utilizzare tutti i paletti della prova, cosa che non era richiesta, complicando ulteriormente la struttura del racconto. Ci ho trovato il 1929 e il 1980, la ballerina del Moulin Rouge e l’animale parlante, la villa Liberty e l’isola del Pacifico, oltre allo sgabuzzino (indispensabile). Fin troppi gli eventi di cui hai voluto parlare: la crisi del ’29, il terremoto di Bologna, i test nucleari, oltre che sviluppare la trama del racconto con l’utilizzo di tutti quei vincoli in parte autoimposti. E tutto questo in 18000 battute che ti hanno costretto a fare i salti mortali per metterci dentro tutto.
Sono certo che un’opera di scrematura e di semplificazione non potrebbero che far apprezzare meglio la tua bella scrittura.

12Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Lun Ago 02, 2021 9:44 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Effettivamente il tuo è un racconto "bulimico", autore. Hai voluto inserire troppi elementi, troppi salti spazio-temporali, troppi elementi di cui avresti potuto benissimo fare a meno. C'è l'animale parlante e la ballerina, lo sgabuzzino, la villa liberty e l'isola del Pacifico, il 1929 e il 1980... Decisamente troppo, il lettore ne esce confuso e con l'impressione di non aver compreso davvero il racconto. Infatti l'ho letto varie volte ma ancora non ho capito quali siano le regole che la faina e Jer avrebbero violato. Non potevano fare entrare nel gruppo dei "viaggiatori" una terza persona? Non potevano tenere per sé alcuni ricordi? Non si capisce, non lo specifichi.
Sarà che poi io non amo particolarmente la fantascienza, ma concordo con i commenti precedenti che ti dicono che, se non avessi voluto inserire per forza tutti i paletti, la tua scrittura ne avrebbe guadagnato in chiarezza e immediatezza.
Un altro piccolo dettaglio che mi ha disturbato durante tutta la lettura: la ballerina cieca è francese, almeno così si suppone visto che non lo specifichi. Se è così il suo nome andrebbe scritto con l'accento acuto sulla prima e: Mélodie.


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

13Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Lun Ago 02, 2021 10:29 am

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Pregi e difetti per questo racconto, con le sensazioni positive che a fine lettura superano i miei dubbi.
Ho trovato nel racconto alcuni rimandi a opere fantasy come La storia infinita e La bussola d'oro, elementi che tu hai amalgamato per tirare fuori la tua storia.
Il racconto è una girandola di eventi e situazioni, fatti che disorientano il lettore, lo lasciano basito, ma credo che gran parte del fascino della tua storia risieda proprio in questa cosa.
Forse avresti potuto limitare tutti quei salti temporali, concentrarti solo su una determinata epoca, un unico luogo e provare a sviluppare una trama più solida, più organica, ma così facendo il Mondo Enigma e il suo fascino sarebbero usciti alquanto ridimensionati.
Non è un racconto perfetto, forse non è neppure ben strutturato, è caotico, non è neppure d'immediata comprensione in tutti i suoi aspetti. C'è però qualcosa di affascinante, d'insondabile, qualcosa che forse stuzzica l'immaginazione e le corde del fanciullo, per cui ti tengo in considerazione e lo rileggerò ancora.

14Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Lun Ago 02, 2021 11:52 am

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
L’incipit mi aveva suggerito fantascienza, un genere che di solito mi piace, ma forse anche fantasy (un pochino meno).
Alla fine c’è stata anche commistione con i viaggi nel tempo in un’atmosfera quasi esoterica in cui l’aut* ha voluto inserire tutti ma proprio tutti i paletti. Una bella sfida con 18000 soli caratteri a disposizione, con anche il rischio di non dare il giusto spazio ad ognuno di essi, scontentando il lettore, come ti hanno già fatto notare. Ogni sfida ha insiti dei rischi, volerli correre è una scelta.
Il 1929 e il 1980 sono stati anni con la valenza di epoche, vista l’evoluzione storica, sociale, culturale ed economica che ne è seguita: c’era solo l’imbarazzo della scelta, anche per eventi poco conosciuti.
Nel racconto ci hai fatto trovare un classico amore intenso ma destinato ad essere ostacolato dalle strane regole di Enigma, un amore impossibile senza futuro per Marty e il sacrificio di lei per Jer. Ma non ci ho visto situazioni troppo strappalacrime come in un rosa, quanto piuttosto qualcosa di più drammatico, ma con un finale meno crudo, con una speranza ancora a portata di... zampa. Interpretazione personale.
La ballerina, la faina, la villa sono elementi al servizio di Jer, un personaggio quasi invisibile eppure portante, così come di Enigma. Di Jer, alla fine, non mi è mancata una descrizione fisica: ho visto in un quasi umano una sorta di ologramma, che nel mondo degli uomini ne assume le sembianze per poi divenire un’entità evanescente, senza forma.
Nel racconto mi si propone con insistenza il tema dei ricordi, nota dolente ad una certa età: perché mi ricordo stupidaggini e ricordi che mai vorrei perdere, mi sfuggono inesorabilmente? Le interpretazioni sono tante, non ultima che il cervello – questo sconosciuto – abbia un modo tutto suo per tenere in ordine lo sgabuzzino (e non sono mica tanto d’accordo) e per far posto a cose nuove. E i sogni? Quelli mai realizzati, quelli realizzati ma che non ci hanno dato poi tante soddisfazioni. Tutto sembrerebbe, per l’aut*, finire in un mondo dove non abbiamo più accesso. Punto a capo e lettera maiuscola.
Non so se alla fine l’aut* sia pienamente appagato dall'aver utilizzato tutti i paletti (nessun racconto dovrebbe essere cestinato senza dargli un'opportunità), ma se ha voluto mettersi alla prova deve essere stata una bella fatica!


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

15Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Mer Ago 04, 2021 5:39 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Il tuo racconto resta impresso, la storia è davvero intrigante ma risente molto, a mio avviso, nell'essere compressa in un racconto breve.
Ci sono troppi elementi che devo intuire, che non comprendo chiaramente e quindi non riesco a entrare nella storia come si deve. 
I pregi però sono tanti, la casa che viaggia nel tempo, nello spazio, il personaggio della faina che trovo affascinante e tutto un clima surreale che hai saputo ben rendere. 
Il genere che hai scelto richiede un respiro più ampio, richiede di prendere per mano il lettore e immergerlo nel mondo che tu hai inventato fino a sentirlo anche un po' suo.
Il mio consiglio è di dare a questa storia il respiro che merita, con più spazio alle dinamiche di Enigma, più spazio ai personaggi di Jer e Melodie e più spazio per dare al lettore la giusta chiave per entrare nella tua fantasia. 
A rileggerci
Ele

16Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Ven Ago 06, 2021 8:36 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao autrice / autore.

Le pulci:

1. Il tuo incipit mi ricorda alcune mappe geografiche di mondi fantasy quando quei romanzi presentano situazioni di spostamenti in quel mondo di fantasia. Penso a un romanzo alla "Il Signore degli Anelli" dove Frodo transiterà in diversi territori. Ma quelle sono mappe che non anticipano alcunché. Il tuo elenco di regole invece fanno il contrario : ci dicono già a grandi linee cosa accadrà, ben elencato. A me questa tua scelta convince poco, anche perché...

2. ... nasce da un progetto che vede troppe e disomogenee situazioni per essere "discusse" nel limite delle battute concesse. Quell'incipit è necessario per la pecca stessa del racconto ma non per questo funziona per l'appeal.

3. "Erano legati dalle regole ma mai avrebbero potuto amarti" In questa frase il "ma" è sbagliato. Avresti dovuto utilizzare il "e".

4. Funzionano, eccome, i finali di paragrafi. Quando ho letto "Le faine sono furbe" in corsivo ho segnato a penna sul foglio "Bello!"

5. Ho trovato ingenuo e affrettato come sia stata accettata da Melodie la aliena situazione prospettatale da Marty, da una faina parlante. Non è sufficiente spiegare che Melodie fosse cieca. Quindi io vengo da te, ti mostro che so volare e che questo impedisce di amarti. Penso che se mi vedessi volare penseresti a tutto tranne che all'amore.

6. Ho trovata curiosa ma esagerata e ingenua la reazione collerica di Marty che giustifica i terremoti.

Gradimento del racconto:

Buono con perplessità. Appena l'ho iniziato, con quell'incipit, mi sono predisposto a leggere un "pippotto" fantascientifico (non fantasy) ma poi, fino a tutto Parigi 1929, pur con alcune ingenuità l'ho trovato veramente molto bello. Ritengo sia un peccato non aver dedicato tutto lo spazio che avevi per approfondire quella parte, perché poi, da Bologna in poi, diventa tutto troppo "minestrone". Da lì ha smesso di attrarmi con la stessa forza di Parigi. Il tuo racconto mi ha suscitato molti rimandi. Il principale a una bella serie TV in onda su Sky, "His Dark Material", così come ho trovato similitudini con un bellissimo fumetto di qualche anno fa, la serie a fumetti "E. S. P.", soprattutto quando parli di Enigma che mi ha ricordato il Mangiatore di Anime di quel comic. Anche Melodie mi ha ricordato Nathan Never. Tutto sommato, un racconto bello ma disomogeneo e "zeppo" che richiede, a mio parere, uno sfoltimento e una rinuncia ai paletti al termine dello step per poterlo far volare. Brav@

17Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Dom Ago 08, 2021 3:22 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
A parte il refuso che delle Isole Marshall che ti hanno già segnalato, io ho trovato anche questo, proprio sul finale:

"con le sole risorse rimastale."



"con le sole risorse rimastele."



Quando sento parlare di faine, mi vengono sempre in mente quelle di "Chi ha incastrato Roger Rabbit?". In un certo senso forse, anche la faina di questo racconto poteva avere un "carattere" come il capo delle faine nel film. L'ho percepito così visto il suo ruolo di custode.


Nonostante il genere non sia nelle mie corde, ho dei motivi per apprezzare questo testo. Un motivo è pratico, ovvero la costruzione del racconto. Il fatto di voler "tirare in ballo" tutte le situazioni (tempo, luoghi e personaggi) proposte dal contest, credo sia stata una scelta azzeccata anche se ritengo che tu abbia gestito meglio la parte storica (grazie ai salti temporali) piuttosto che i luoghi (la descrizione della villa è comunque una chicca) e i personaggi. Sui personaggi, a tal proposito, avrei spinto di più, Jer su tutti. Dicendo questo mi collego anche alle "regole del gioco" che hai voluto esplicitare all'inizio del racconto: tutt'ora non mi risultano molto chiare, Enigma su tutti.
L'altro motivo per cui ho apprezzato è astratto, ed è la fantasia. Ce ne vuole e per questo, come molti hanno già detto, tale virtù ne soffre se rinchiusa in uno sgabuzzino di soli 18000 caratteri.


Insomma, ti sei fatto prendere la mano, caro Autore. Su DT siamo chiamati al confronto costruttivo, quindi non bisogna avere timore di gettare i propri scritti in pasto ai commentatori, loro sì (io per primo) che sono faine. E che il risultato spesso non sia ciò che c'aspettavamo pazienza. Prendiamo e mettiamo tutto nella scatola grigia. Il resto si riscrive, perché ne vale la pena. 


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta Cool!

Il calendario senza tempo Senza_12

18Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Dom Ago 08, 2021 6:42 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Forse il racconto più difficile di tutto lo step. Non per la scrittura (semplice da seguire nonostante tutto) ma per la quantità di informazioni fornite, che il lettore deve elaborare e fare sue, un passettino alla volta, cercando di arrivare fino in fondo. E una volta lì l'impressione che resta non è quella che tu ci abbia offerto la punta dell'iceberg, ovvero ciò che un racconto breve dovrebbe dare, ma che tu l'iceberg lo abbia tirato in secca e offerto al lettore in tutta la sua grandezza. Ovviamente con soli 18000 caratteri ha disposizione quello che si percepisce è una montagna di ghiaccio e basta, osservata troppo da vicino per poterla ammirare se non altro in tutta la sua grandezza (non oso pensare a scalarla...).
Tante idee, ma troppo poco spazio. Non è una storia da 18000 caratteri, c'è poco da fare. La fantasia è fuori discussione, ma un racconto è come uno sgabuzzino. Qui c'è tutta la villa e tu cerchi di chiudercela dentro. Si sta un po' stretti, ecco.
Ma i complimenti per l'invenzione, quelli non te li toglie nessuno.

19Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Lun Ago 09, 2021 6:24 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Quando è arrivato questo racconto, il mio commento nel gruppo degli admin è stato solo: “Ma cosa abbiamo appena letto?”. A voce alta, invece, ho urlato una maledizione per quel tuo unico refuso: quando trovo un racconto perfetto, mi dispiace enormemente (ovviamente è un qualcosa che si sistema in fase di editing, quindi capirai). Parlo della C nelle Isole Marshall, se non è chiaro.
È stato qualcosa di talmente ineffabile che non avevo proprio cos’altro dire, e non è che ora sia cambiata di molto la situazione. Certo, gli spunti che arrivano dai commenti aprono un po’ di discussioni, ma resta al centro del discorso che questo racconto è così forte, così potente, che ho quasi una sorta di timore reverenziale a rivolgermi a lui Very Happy
Vorrei fare un appunto anche sul genere che ti hanno “assegnato” gli amici che hanno commentato prima di me: non credo sia un racconto fantascientifico (che con me ci azzecca davvero poco, come molti sanno), ma un distopico (che con me ci va a nozze, come molti sanno). Non che questo cambi qualcosa, così, giusto per argomentare un po’. Cambia giusto che la distopia non prevede troppe spiegazioni: devi accettare che ci sono già delle regole nel mondo che racconti, non devi giustificare da un punto di vista scientifico i vari accadimenti. Ma non voglio dilungarmi troppo, non mi sembra il caso; giusto per dirti che secondo me è già tutto perfetto così com’è. È comunque un genere che strizza più l’occhio al fantasy piuttosto che alla fantascienza, con tutte le considerazioni conseguenti.
Per quanto mi riguarda, io ti faccio i miei più sinceri complimenti. Non è facile creare un racconto organico e coerente con tutto quello che ci hai messo dentro tu, quindi davvero: ottima prova!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

20Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Lun Ago 09, 2021 6:54 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Mamma mia che trip! Un racconto di una complessità unica, che riesce comunque a mantenere una ossatura convincente e una certa coerenza. Coerenza, sì, a patto che il lettore accetti di salire in questo viaggio senza fare storie. Perché forse l'unica criticità del racconto è proprio quella che richiede uno sforzo enorme al lettore.
Per il resto che dire, molti rimandi sia cinematografici che letterari, concordo con Digito, ho solo un dubbio con l'accostamento ai romanzi di Pullman, insomma, ci ho visto poco dei Daimon in Marty.
Dimenticavo, particolare non da poco, la scrittura è molto alta, infatti ha un ruolo importantissimo nel rendere chiari alcuni passaggi che altrimenti sarebbero stati davvero ostici.
Complimenti, a rileggerci!

A vivonic garba questo messaggio

21Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Mar Ago 10, 2021 9:55 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Hai cercato di far entrare un elefante in uno sgabuzzino. Questo racconto merita un libro. Il mondo che hai creato è così affasciante che vorrei di più. 
Ho molte dubbi sul racconto in se e per se ma per una volta me ne frego di tutto e sto zitto. Sei aut* che più secondo me si è messo in gioco. Hai raccontato qualcosa di grande e diverso e lo hai fatto sostanzialmente bene. la scrittura è all'altezza. 
Quindi non voglio soffermarmi sui dettagli perché veramente credo che sia solo questione di poco spazio. 
Nella speranza che tu possa dar vita a questo libro, ti ringrazio e ti faccio i complimenti.

22Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Mar Ago 10, 2021 4:58 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Che bello questo racconto!
Intenso e corposo: credo che sia il racconto più dinamico del concorso, o almeno quello di sicuro dove accadono più cose diverse: un mix di scene e situazioni che lascia un leggero stordimento dietro di sè e l'antipatica sensazione di non aver capito proprio tutto...
Credo che sia stato veramente difficile concepirlo e scriverlo, ma credo anche che ne sia valsa la pena.
La trama è finemente complessa e va diritto come le bande, nel senso che non si ferma un attimo, macina caratteri senza distrarsi dalla meta, non si volta mai indietro a vedere se il lettore riesce a seguirla bene o se arranca con la lingua di fuori. E questo forse è anche un merito, chissà...
Sinceramente a tratti ho un pò faticato a starti dietro o a capire la scelta di alcuni passaggi (non mi è chiarissimo il perchè del paragrafo New York: serve solo per racimolare ricordi dolorosi? Non mi convince e mi distrae: avrei preferito che il focus rimanesse sulla complicata storia d'amore...).
Il racconto l'ho percepito come una specie di puzzler pazzesco e accattivante: la sensazione però è che manchi un tassello, quell'appiglio appena accennato ma che meritava di più per entrare con più facilità nelle complesse dinamiche della tua storia.
Bellissimo il titolo e un bel applauso per aver inserito tutti i paletti richiesti.

23Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Mer Ago 11, 2021 5:08 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Cosa non si fa per amore. Un racconto che affonda il tema nella fantascienza non senza provare a trovarev posto per i sentimenti umani . Jer è troppo poco definito e neanche Melodi e Marty sembrano trovare la loro giustas collocazione. Troppa fretta di passare da uno stadio all'altro, villa Rubino che appare e scompare fanno in modo che il lettore si perde e non riesce a seguire gli eventi.
Potresti lavorarci perchè c'è molto materiale , peccato sprecarlo .
Complimenti per la fantasia.

24Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Ven Ago 13, 2021 10:27 am

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Dopo il primo, banale, commento, sono fuggito, scomparso. Troppo complicato per me un commento adeguato.
Non fraintendere il tuo racconto è bellissimo e leggibilissimo. Sono io l'errore, lo sbaglio.
L'ho letto poco, pure gli altri racconti ho letto poco, meno delle altre volte. Ho pensato... Mi cercano solo quando hanno cose terribili da raccontare. E io in questo periodo ho bisogno di storie semplici, positive, rassicuranti.
Per farmi perdonare lo sgarbo, se riesco ti metto in cinquina. Un abbraccio e complimenti ai tuoi mondi. Alla tua fervida fantasia.

25Il calendario senza tempo Empty Re: Il calendario senza tempo Ven Ago 13, 2021 5:03 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Personaggi: una ballerina del Moulin Rouge e un animale parlante
Luogo: una villa in stile liberty e un'isola del Pacifico
Tempo: 1929 e 1980
Sgabuzzino: presente

Credo che il problema siamo noi lettori del XXI secolo. L'inizio è utile per comprendere il racconto, ma è buttato lì con troppe informazioni tutte insieme passate per essere assorbite dal nostro cervello. Visto che il racconto è organizzato a episodi, sarebbe stato forse più utile per il nostro cervello che ogni episodio fosse introdotto da una sola regola. Secondo me ogni episodio (o quasi) è proprio incentrato su una sola delle regole; aver organizzato la cosa per esempio nel modo che ti ho suggerito avrebbe rappresentato un aiuto per noi lettori e inoltre avrebbe fatto apprezzare volta per volta la nuova regola, per vedere dove il racconto sarebbe andato a parare.
Il problema nell'organizzare un racconto breve a episodi è anche un altro: alcuni episodi sono sacrificati, non sono svolti a sufficienza, mi fanno chiedere: ma Jer e Melodie come si trovano in questi continui sbalzi?
Mi è piaciuta molto l'intelligenza di Marty nell'organizzare il tutto in modo da ottenere il massimo dalle violazioni delle regole prima di essere bandita. Mi è piaciuto anche il modo in cui si libera del sogno di essere riamata da Jer, questo per me è un riscatto.

Grazie e alla prossima.

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