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Una lapide dal cielo

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1Una lapide dal cielo Empty Una lapide dal cielo Lun Giu 07, 2021 12:42 pm

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Ensisheim, 9 Novembre 1492
Mia diletta Therese,
quando vi giungerà questa missiva spero vi trovi in salute. Ho tardato nello scrivervi perché, dal mio arrivo, sono successe molte cose. Il villaggio di Ensisheim è assai grazioso. Anche se di modesta grandezza, le case a graticcio e le strade lastricate gli donano fascino. La stanza in cui si svolgono le lezioni, seppur spaziosa, è mal arieggiata e il pavimento è sudicio. Il mio alloggio al piano superiore è anch’esso modesto ma più salubre. Non ci crederete, ma la scuola è dotata anche di una latrina. È piena di miasmi e fetore ma è già una buona cosa.
A prendersi cura di me c’è Léa, una ragazza minuta ma piena di energia. Non avete di che preoccuparvi: è una donna assai virtuosa e cattolica, si prende cura della casa e della scuola. Non ho ancora iniziato le lezioni perché il giorno seguente al mio arrivo è successo un fatto miracoloso. Tra l’undicesima e la dodicesima ora del giorno, un gran tuono seguito da un lungo frastuono è stato udito da tutti al villaggio. La gente ha creduto che le loro case stessero crollando. Usciti, ci siamo radunati nella piazza centrale, allorché un giovane, che doveva essere mio scolaro, è giunto trafelato urlando di aver visto una scia rossa nel cielo. Ci siamo recati allora nel luogo in cui era accaduto il fatto e abbiamo visto una grande pietra fumante in un’enorme buca.
Quando il consiglio è stato informato dell’accaduto, sul posto molti pezzi erano già stati staccati dai paesani, al punto che il Podestà ha poi vietato questa condotta. L’aria intorno alla pietra vibrava, e una strana sensazione aleggiava tra i presenti. I sapienti dicono di non saper neppure loro di che cosa si tratti, e che una tale pietra caduta dal cielo è qualcosa di soprannaturale. Si tratta sicuramente di un segno divino del quale prima non si era mai visto, letto o scritto niente che fosse neanche simile. Quando la pietra è stata trovata, era là dove Dio aveva voluto che si trovasse.
È dunque questo il motivo del mio ritardo. Mia amatissima, quando avrò finito il mio dovere in questo paesino tornerò da voi e, finalmente, potremmo coronare il nostro sogno. Léa ha staccato un pezzo anche per me: prometto di serbarlo per voi con la speranza di farvene presto dono.
Il vostro Briac.
 
 
Colmar, 9 Novembre 1492
Al Magnifico Messere.
Vi scrivo queste poche righe per informarvi che il nostro piano è in opera. Mi sono servito di un uomo assai fidato e discreto per la missione. Sono riuscito, con l’influenza dei denari, a collocarlo a Ensisheim presso la scuola dove “Le Beau” si nasconde. A tal proposito, vi ringrazio infinitamente per la vostra informazione. Se venisse confermata dal mio uomo, il piano procederà ed egli si sbarazzerà con discrezione del ragazzo, spianando in brevissimo tempo la strada per il raggiungimento della libertà di tutta l’Alsazia e ricacciando là dove merita il sudicio dominio dell’imperatore austriaco. Colmar e le altre città libere dell’Alsazia godono di infinite ricchezze, che io e pochi altri banchieri gestiamo con gran cura. Voglio ricordarvi che noi tutti metteremo le nostre ricchezze al servizio della Francia, ma senza sporcarci le mani ulteriormente. Perdonate la mia scarsità di parole, ma ritengo necessario il più totale riserbo.
Sempre vostro umile servitore
Horace Jabach.
 
 
 
 
Ensisheim, 17 Novembre 1492
Therese,
sono passati dieci giorni dal mio arrivo qui ma non ho ancora ricevuto una vostra lettera. La cosa mi rattrista molto, perché non vorrei mai vi sia capitato qualcosa. Devo però mettere in guardia voi e la vostra purissima anima, giacché temo che il male si sia fatto largo in questi luoghi.
Vi ho già parlato della pietra dal cielo che tutti qui ritengono un segno di Dio alla terra. Dovrebbe aver reso benedette queste terre, ma io ho il timore che non sia così. È venuta dal cielo, ma era circondata da fiamme infernali. Nei giorni seguenti alla caduta, terminata l’eccitazione generale, molti hanno sentito male al capo poiché l’aria era sempre piena di strane vibrazioni. Anche Léa è stata di cattivo umore per diversi giorni; poi sono iniziati i deliri. Dalla mia camera da letto la sentivo ghignare nel sonno nel suo giaciglio; quando poi ho provato a sollevarmi per andare ad aiutarla, una forza oscura me lo ha impedito. La camera dove alloggio è diventata di colpo gelida nonostante le finestre fossero serrate. Così, il mattino seguente, ho deciso di spostare il mio letto nella grande sala della scuola vicino al focolare.
Dovete sapere, mia amata, che ho scoperto che all’interno della scuola alloggia anche un giovane straniero. Filippo, così si chiama, si trova qui per studiare degli antichi testi. È più grande degli altri alunni e si è proposto di darmi una mano. È un giovane virgulto bello e assennato. Ci siamo attardati spesso a discorrere bevendo vino e mangiando uno strano frutto arancione amaro e aspro. Lui lo chiama melangolo. Vedrò di recarvi in dono questa prelibatezza. È un frutto assai prezioso ed è raro trovarlo da queste parti, quindi anche se il ragazzo si comporta come gli altri ho capito che è di nobili natali.
È durante una di quelle nostre riunioni serali che Léa ha iniziato a darci il tormento.
Una sera è entrata di corsa nella grande aula senza fare rumore di passi. Io credo che stesse volando, ma Filippo mi canzona sostenendo che sono pazzo. Dopo essersi seduta sul mio seggio, è rimasta immobile per molto tempo con lo sguardo fisso alla parete. Qualcosa di malevolo aleggiava intorno a lei.
All’improvviso, con vigore e fermezza, ci ha detto di sederci a terra. Annebbiati ancora dal vino, abbiamo obbedito credendo che volesse burlarsi di noi; ma, quando ci ha invitato a far rotolare il frutto dall’uno all’altro, i nostri visi si sono fatti più seri. Quando, per mio errore, il frutto ha cambiato di poco traiettoria colpendo il piede di Léa, lei lo ha raccolto con un gesto repentino, poi si è voltata verso di me trafiggendomi con il solo sguardo. Il dolore è stato così forte da togliermi il fiato, ma non ho avuto il tempo di riprendermi perché ha voluto che il gioco proseguisse.
Mi trema la mano al solo pensiero di quel macabro gioco, perché da quel momento siamo costretti a ripeterlo per ore ogni sera finché lei non si dice sazia. A quel punto esce trafelata dalla stanza lasciando noi esausti, doloranti e spaventati.
Sono giunto alla conclusione che il posto sia così insalubre che temo di essermi preso qualcosa. Durante le lezioni del mattino, però, l’atmosfera sembra cambiare e tutto ritrova la sua armonia. I giovani scolari fanno lezione e non ci sono mai litigi. Solo quando cala la notte il senso di oppressione si fa insopportabile.
Dopo quattro notti passate così, ho deciso di chiedere a Léa di gettare i pezzi di pietra che serbava con sé, ma lei mi ha risposto con una risata talmente profonda che sembrava giungesse dagli inferi della terra.
Gli allievi non si accorgono di nulla. Con loro la donna è amorevole e spensierata; di contro, con me è maliziosa e intrigante.
Mia cara Therese, ho timore a scrivere questa cosa e vi prego di segnarvi con acqua consacrata: penso che lei sia una strega e che la pietra abbia richiamato il demonio.
Pregate per le nostre anime io pregherò ancora di più.
Il Vostro amatissimo Briac.
 
 
Colmar, 21 Novembre 1492
Briac,
ho ricevuto la vostra ultima lettera questa mattina e da allora non ho smesso di ridere, tanto che mi sono dovuto immergere in una tinozza di acqua bollente per distendere le membra contratte dalle risa.
Voi scrivete lettere colme di angoscia ma, nonostante le risate, la stessa angoscia attanaglia me. Ho speso molti denari affinché voi possiate compiere al meglio il lavoro che vi ho affidato. Conosco le vostre doti e apprezzo moltissimo i vostri metodi insoliti, ma sono passati giorni e non ho ancora ricevuto la notizia che tanto aspetto.
Voi invece mi parlate della strega che vi perseguita obbligandovi a fare uno strano gioco con le melangole. Un frutto che conosco poco, ma di cui conosco il valore. Vi attardate con “Le Beau”, ma non ponete fine alla sua vita. Siete soggiogato da una sottana e io sono molto amareggiato.
Le streghe fanno paura solo a chi ci crede. Questo dovete ricordarlo, Briac.
Molto spesso si tratta solo di dicerie, ma a volte queste sono in grado di smuovere anche le montagne.
Un mio informatore mi riferisce che l’imperatore Massimiliano, affascinato dalla storia della pietra caduta dal cielo, abbia deciso di recarsi lì mentre si dirige a muovere guerra alla Francia passando a ferro e fuoco tutte le città libere dell’Alsazia, dunque anche Colmar.  Questa insana follia deve essere fermata. Egli ritiene che la pietra sia un segno del divino. In questo la penso come Sua Eccellenza. Egli però ritiene sia un segno della sua vittoria sulla Francia, mentre io la vedo come la pietra che porrà fine alla sua vita. A tale scopo, vi invio altri denari affinché possiate dimenticare le streghe per concentrarvi nell’estirpare un male ancor più tremendo. Anzi due mali. Spero mi abbiate capito.
Con la speranza di ricevere ben più serie notizie.
Horace Jabach
 
 
Ensisheim, 10 Dicembre 1492 
Santissima Therese,
capisco che avete timore di rispondere alle mie lettere, ma continuate a pregare per me.
Il male si è oramai infiltrato in ogni angolo di questa dimora. Lèa ride e prova piacere nel vedermi senza forze, e ora lo fa alla luce del sole, umiliandomi.
Dio ha lasciato il suo corpo e il demonio ha preso possesso di lei. La stregoneria deriva dalla lussuria, che in lei è insaziabile.
Devo raccontarvi quello che succede affinché voi possiate pregare per me, giacché io sono inerme.
Non mi ha più permesso di uscire dalla scuola, nemmeno quando il paese è stato in festa per la visita dell’imperatore venuto fin qui per ammirare la pietra. Egli è rimasto per molti giorni e ovunque si lodava Dio e ci si benediceva, ma in questa aula si consumava l’ignominia.
Léa mi ha tenuto chiuso perché dice che sto male. Non ho più contatto con nessuno dei miei alunni e Filippo sembra mantenersi a distanza dall’arrivo dell’imperatore. Mi lascia ogni giorno del cibo e qualcosa da bere fuori dall’uscio. Lo vedo osservare dalla finestra, ma non ha il coraggio di aiutarmi ulteriormente. Sono oramai in balia della strega.
A volte, lei gira la testa in un modo così demoniaco che io non ho le forze di reagire. Sudo, ma la stanza è gelida.
Un giorno non ha aperto neanche le finestre. Canticchiava una strana melodia, mentre con la mannaia faceva a pezzi un capretto. Quando il sangue ha lordato le sue vesti, lo ha raccolto con le mani e poi se lo è portato alla bocca ghignando di gioia.
Ho avuto la nausea e mi sono precipitato alla latrina. Il fetore di quel luogo era un balsamo per il mio naso. Ho deciso di trascorrere lì del tempo steso tra i liquami e la sporcizia, allorché la porta ha preso a sbattere sui cardini. Se avessi potuto, mi sarei immerso fino al collo negli escrementi.
Ho snocciolato tutti i grani del rosario che porto sempre con me, finché non è diventato incandescente. Allora l’ho lanciato contro la parete e in quel momento la porta ha ceduto e lei è entrata. Con innaturale forza mi ha sollevato e mi ha messo in piedi sulla latrina, mentre con il piede ha chiuso la porta e con i suoi occhi fiammeggianti ha illuminato l’intero spazio. Era lorda di sangue e io ero sporco di merda. Rideva e ciondolava la testa. Mi ha abbassato le braghe e ha preso quello che nessuna donna cristiana dovrebbe prendere tra le mani. Ho provato a divincolarmi, ma la sua presa era salda. Più provavo a fermarla, più si faceva forte. Si è sollevata da terra incastrandosi in una posa innaturale all’angolo della latrina. Continuava a muovere la sua mano sul mio membro. Con la mano sinistra, la mano del demonio, ha sollevato la sottana mostrandomi il suo sesso, ridendo. Ha poi iniziato a toccarsi con violenza, continuando a ridere. Si penetrava con le dita luride procurandosi piacere. Io ho pianto e speravo che tutto finisse e che Dio prendesse a sé la mia anima, ormai corrotta; ma il supplizio non è cessato.
Léa si librava da terra aggrappandosi al mio sesso, mentre con l’altra mano proseguiva a procurarsi piacere. Poi i suoi occhi hanno preso fuoco e io mi sono sentito dannato.
Therese, mia diletta, mia cara, mio amore, mia salvezza, vi scrivo quest’ultima lettera cercando di scorgere il foglio mentre la luce della candela si affievolisce. Sarà il vostro cuore puro a ricevere la mia confessione.
Vi ho mentito fin dal nostro primo incontro. Non sono mai stato un vero maestro. Le uniche cose in cui sono maestro nella vita sono la menzogna e l’omicidio. Ho ucciso molti uomini per denaro e la mia anima era già corrotta da tempo, ma credevo sinceramente che la mia vita futura con voi sarebbe stata la mia redenzione. Avrei smesso di commettere peccato verso Dio e mi sarei consacrato a una vita pia, ma poi quella dannata pietra caduta dal cielo è diventata la lapide sulla mia tomba colma di peccato.
Sono passati due giorni da quel fatto. Le strade sono piene di vita, ma la scuola rimane chiusa. Il male ha ottenuto quello che voleva e la mia anima è dannata per sempre. Mancano pochi giorni al Santo Natale: io li trascorrerò in penitenza qui. Ho dei dubbi sulla mia redenzione, perché il male è diventato così denso intorno da non riuscire a far entrare più la luce di Dio.
Nel posto in cui andrò non so se arriveranno le vostre preghiere, ma spero voi sappiate che il mio amore è stato sempre sincero.
Il vostro amato Briac.
 
 
Ensisheim, 12 Gennaio 1493
Messer Horace,
presa visione della situazione, vi invio questo dispaccio per informarla.
Le cose sono peggio di quanto avessimo previsto. Briac è morto e ha lasciato il segno in questa comunità di campagna. Lo accusano di aver brutalmente ucciso una pia donna, una tal Léa, colei che si occupava della scuola e che lo ha ospitato durante il soggiorno. Il corpo della fanciulla è stato trovato nella latrina della scuola. È stata deflorata e poi soffocata negli escrementi.
Ho chiesto di ispezionare la scuola ancora chiusa. Tra le cose di Briac ho rinvenuto le lettere che vi siete scambiati insieme ad altre invece ancora sigillate, indirizzate a una certa Therese. Le ho aperte e poi subito bruciate, dato che descriveva i suoi deliri e i suoi molti crimini. Nessuno ha voluto accompagnarmi in quella visita perché è proprio nell’aula che è stato trovato il suo corpo. Era nudo e steso sul pavimento nella stessa posizione di Cristo sulla croce; aveva persino una corona di spine sul capo. Si è soffocato con il suo stesso vomito.
Ho parlato con i paesani e tutti hanno confermato la presenza molesta dell’uomo sin dal suo arrivo. Già dai primi giorni era stato preso come un uomo dedito all’ubriachezza, ma con il passare delle settimane è diventato sempre più terrorizzato e si aggirava per le strade urlando al demonio.
Per questa ragione è stato richiuso nella scuola durante la visita dell’imperatore Massimiliano.
Ora la parte che dovrebbe spaventarvi di più. Come sapete, il ragazzo è stato visto spesso in compagnia di Briac. Tutto rientra nei soliti metodi che egli utilizzava per svolgere il suo lavoro: doveva diventare suo compagno per poi colpirlo, ma si dice che quando i due consumavano i pasti era sempre il giovane “Le Beau” a offrire il vino a Briac. Gli uomini di Ensisheim sostengono che il ragazzo non permettesse a nessuno di offrire altro vino all’infuori del suo, sostenendo che il buon maestro meritasse solo il meglio.
Ho così deciso di visionare anche l’alloggio di Filippo. Dicono sia andato via in fretta il giorno successivo al ritrovamento del cadavere della povera Léa, lasciando ogni cosa all’interno della sua stanza presso la scuola. Quello che vi ho trovato spiega tutto e vi mette in grave pericolo. Tra le assi e il materasso ho rinvenuto un sacchetto di quella che chiamo “erba della strega", un medicamento assai potente che, preso in dosi costanti, può portare ad avere allucinazioni.
Il principe e dunque l’imperatore hanno scoperto sin da subito quale fosse l’obiettivo di Briac e lo hanno fatto fuori.
Se fossi in voi brucerei ogni traccia del vostro complotto e mi darei alla fuga come farò io. Non scrivete più.
C.

2Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Sab Giu 12, 2021 12:31 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Inizio i commenti da questo racconto perché il titolo mi ha attirato.
Ci sono elementi buoni e altri che invece mi hanno lasciato perplessa.
Amo imparare cose nuove e curiose, quindi ho trovato molto interessante la vicenda  del meteorite, ho scoperto un frutto che non conoscevo e “l’erba delle streghe”.
Mi è piaciuto lo svelamento finale, che restituisce un senso a tutta la vicenda, anche allo scambio di lettere.
Il linguaggio, anche se chiaramente adattato, mi sembra adatto al volere restituire il tono dell’epoca.
La forma è del tutto corretta.
Invece ho trovato che rimanga un po’ oscura la sottotrama storica. Ho capito che “Le Beau” è Filippo il Bello, figlio di Massimiliano d’Asburgo, ma non ho capito bene perché debba essere ucciso, da chi, perché questo principe si trovi in un paesino sperduto dell’Alsazia (sì, per nascondersi, ma perché? È lì da solo, in una scuola di paese? Non ho capito se questa vicenda tu te la sia inventata oppure se invece sia storica).
Massimiliano viene chiamato “imperatore”, ma lo diventa solo nel 1493; è vero però che nel 1492 era “principe regnante”, quindi alla fine aveva già un potere effettivo.
Insomma, ho dovuto cercare un po’ troppo su internet per vedere di capirci qualcosa e questo mi ha tolto una parte del piacere delle lettura.
Un paio di passaggi mi sono sembrati dissonanti:
- “uno strano frutto arancione amaro e aspro. Lui lo chiama melangolo. Vedrò di recarvi in dono questa prelibatezza.” Da come lo ha descritto, non sembra proprio una prelibatezza.
Inoltre, il particolare del frutto mi sembra un po’ buttato lì, solo per farci capire che il ragazzo appartiene a un alto ceto sociale.
- “da allora non ho smesso di ridere”, “nonostante le risate, la stessa angoscia attanaglia me”: queste due frasi, insieme, non mi suonano bene, anche se fatico a spiegarti perché.
I paletti ci sono tutti (anzi, un plauso all'evento del 1492 che hai trovato).
In conclusione, una discreta prova, non riuscitissima in tutte le sue parti.

3Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Sab Giu 12, 2021 8:25 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Comincio i commenti da questo racconto perché è tra quelli che ricordo meglio e, allo stesso tempo, tra quelli che mi hanno colpito di più.
Innanzitutto per la scelta dell'evento da raccontarci del 1492: paletto che è stato snobato a pie' pari da tutti (e già solo questo vale qualche punto in più). 
Il genere è perfettamente centrato e la trama è ottimamente costruita sia dalla scelta delle lettere sia dalla mancanza di incursioni esterne di un eventuale narratore, e in uno step per la maggioranza western anche questo dà qualche punto in più.
Restando tra i paletti del concorso, la scuola è centrale e il bagno è decisamente protagonista, il mercenario è il personaggio principale, quindi in pratica dal punto di vista dello step è tutto assolutamente perfetto.
Poi veniamo al racconto in sé, fuori dai dettami del contest: è una storia che funziona, con un climax ascens evidentemente ben studiato che accompagna la piacevolezza di una lettura dall'inizio alla fine. Le descrizioni sono utili, funzionali alla trama, mai banali e senza orpelli. La caratterizzazione dei personaggi è accurata e credibile, convincente.
La scrittura è eccellente: non si trova un refuso neanche a voler essere pignoli (ed è risaputo che a me riesca alquanto bene esserlo).
La capacità creativa dell'Autore che si fonde con un evento storico oserei dire misconosciuto crea un effetto che mi piace molto. Senza dimenticare, poi, l'ottima resa stilistica della lettera delirante, con il registro narrativo che cambia ma che mantiene la caratterizzazione del personaggio, per quanto alterato dalla sostanza stupefacente che assume.
La trama è curata in ogni suo dettaglio, il racconto si segue perfettamente e poi, lasciatemelo dire, è senza dubbio la scelta più originale dello step, nel connubio tra paletto temporale e genere.
Per me è un lavoro totalmente riuscito, dove il commento cessa di essere utile e diventa solo un modo per fare i complimenti all'Autore.
Complimenti!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

4Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Sab Giu 12, 2021 10:25 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
L’idea di partenza è veramente originale. Non sapevo niente dell’episodio storico del meteorite che aleggia su tutto il racconto con i suoi influssi malefici. Mi è servito per imparare qualcosa di nuovo.
Altra cosa che ho imparato è il “melangolo” di cui ignoravo l’esistenza. Mi resta qualche dubbio su quel gioco fatto utilizzando il frutto, gioco che definisci “macabro” ma che non ho ben compreso.
Therese è un personaggio indefinito, funzionale soltanto al racconto della vicenda.
“Voi” e “vostro” nelle lettere a Therese sono sempre minuscoli, salvo un Vostro maiuscolo.
Nei vincoli della prova ho trovato estremamente marginali e un po’ troppo “cercati” il banchiere e la stanza da bagno, mentre il mercenario, in un’accezione più ampia, mi pare ben presente.
Il genere epistolare c’è in pieno, anche se l’ultima lettera deborda dall’anno indicato (1492), ma probabilmente era inevitabile tenuto conto che l’episodio di partenza è di novembre e tutte quelle lettere richiedevano all’epoca tempi tecnici di recapito abbastanza lunghi.   
Nel complesso il racconto è apprezzabile per la buona conoscenza del periodo, oppure per una adeguata documentazione storica prima della scrittura. Nella storia tuttavia mi sembra che ci siano troppi elementi che si sovrappongono, inseriti evidentemente per rispettare i paletti della prova, ma che causano una certa confusione e qualche difficoltà interpretativa. Uno snellimento della trama non potrebbe che giovare al piacere della lettura.

5Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Lun Giu 14, 2021 9:29 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Racconto epistolare molto interessante. La ricerca storica è evidente e ringrazio l'Autore/Autrice per avermi fatto scoprire questo evento particolare. Bello anche lo sviluppo della vicenda. Parte un po' intricata per il fatto che le lettere non sono reciproche e il lettore si sente forse un po' smarrito, ma con il proseguio della lettura tutto diventa più nitido fino alla soluzione finale.
La scrittura è fluida e il linguaggio consono all'epoca.
Se posso esprimere una piccola perplessità, il killer/mercenario mi sembra un po' troppo timorato di Dio per il suo ruolo, ma forse è solo un escamotage per conquistare la bella Therese.
Un ottimo lavoro
Complimenti.
Grazie.


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

6Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Lun Giu 14, 2021 9:56 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Autor

chi mi conosce sa che mi occupo di divulgazione astronomica e dunque sarebbe facile per me dirti che conoscevo questo episodio. Non è così e per questo ti ringrazio di averlo scovato... 
internet internet. La storia dunque per il tipo di soggetto che hai trovato è intrigante. La scrittura è di un ottimo livello e la vicenda si segue bene. 
Spinta dalla curiosità mi sono documentata e ho trovato molti dei passaggi che hai riferito in internet.
Mi è rimasta più ostica la parte di Le Beau sicuramente per la mia inadeguata preparazione storica e ho un po’ faticato a seguire il dipanarsi degli eventi.
Trovo che tu abbia fatto un eccellente lavoro di ricerca che hai saputo rielaborare grazie a una scrittura ben solida. 
Un lavoro meritevole di attenzione. Bravo.

Ps. il termine lapide ancorché corretto non mi piace tantissimo.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

7Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mar Giu 15, 2021 4:16 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Eccomi al racconto che hai voluto regalarci. 

Le pulci (poche e poco significative):

1. "Quando il consiglio è stato informato dell'accaduto..." Consiglio, stante la sua natura amministrativa, dovrebbe essere scritta in maiuscolo, infatti poi scriverai Podestà in maiuscolo.

2. "Si tratta sicuramente di un segno divino del quale prima non si era mai visto, letto o scritto niente che fosse neanche simile." Questa frase suona male, soprattutto perché il tuo registro è alto (è un complimento).

3. "Dalla mia camera da letto la sentivo ghignare nel sonno nel suo giaciglio..." Forse starebbe meglio "sul" suo giaciglio, dove ci si posa, anche per evitare due "nel" così ravvicinati.

4. Non riesco a comprendere il termine "macabro" per come si svolge il gioco descritto. 

5. Lo spazio a disposizione era poco, pertanto lasci indefinito il motivo per cui a Therese non spediva poi le lettere mentre a Horace si. 

6. "Il fetore di quel luogo era un balsamo per il mio naso." Fetore e balsamo fanno a pugni.

Piacevolezza di lettura:

Alta. Dei tre racconti che ho finora letto, tutti epistolari, è quello che più ho gradito. Mi piace l'ambientazione, il racconto del meteorite, la costruzione della trama. Il lessico poteva essere più arcaico e ardito, nel calarsi nel periodo, ma c'è uno studio per adeguarlo al sentire temporale. Appena iniziato a leggerlo ho da subito ammirato la tua capacità di attrarre l'attenzione del lettore e ho pensato che ci sarebbe stato da divertirsi. Poi, man mano che andavo avanti, ho cominciato a perdermi su tutti i particolari da te inseriti e ne sono uscito con la sensazione di non aver compreso tutto del bel racconto. Riletto alcune ore dopo ho compreso finalmente il tutto e, appunto, mi sono divertito. Questo racconto ha un limite: è la trama di un romanzo storico avvincente e che se sviluppato potrebbe "entrare" in tante case. Per essere un racconto, invece, tutto questo florilegio di informazioni e espedienti validi restano compressi e giocoforza non sono in grado di fornire sufficienti spiegazioni dei fatti. Ma infine, mi piace tantissimo l'idea che hai provato a sviluppare, come ti ho detto è il mio preferito dei tre, ma spero di leggere un romanzo, magari il tuo, con la stessa trama e con tutte le spiegazioni che in questo mancano. Complimenti.

8Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mar Giu 15, 2021 1:20 pm

Ospite


Ospite
Penso sia sbagliato trasformare un concorso di scrittura creativa, più che creativa, visti i tanti paletti, in un concorso a premi a chi trova l'episodio più lontano e curioso. 
Questa è idea solo mia, ma ho sentito forte il bisogno di citarla.
Non fraintendere, il tuo racconto è favoloso, scorre benissimo  e non c'è una virgola fuori posto. 
Sei molto bravo e sicuramente sarai premiato dal giudizio finale. 
Io, quando scrivo qualcosa, giusta o sbagliata che sia, la prima domanda che mi faccio è quanta gente farò sbadigliare con il mio racconto?
Giuro. Sono terrorizzato dalla paura di annoiare.
Tu non mi hai annoiato, tranquillo.
Non ridere.
Mannaggia il diavoletto che...
Abbracciami.

9Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mer Giu 16, 2021 9:57 am

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
altro pezzo molto bello.
ottimamente scritto, senza errori, con splendide descrizioni delle scene.
bella l'idea e molto bella l'esposizione.
i personaggi sono molto ben caratterizzati.
insomma, un gran bel lavoro per il quale posso solo farti i complimenti.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

10Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Gio Giu 17, 2021 9:59 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Dopo tanti racconti di pistoleri e lettere tra cugini arriva "come un meteorite" il tuo racconto. L'ho letto con attenzione e passione. Cercando di non lasciarmi condizionare dai fatti narrati. l'isitinto di andare a cercare luoghi o fatti è stato forte ma mi sono limitato. 
Quello che ci racconti mi piace anche perché è scritto molto bene, nonostante l'ambientazione antica.
Voglio dirti che la scena nella latrina è veramente "disgustosa". Non intendo in senso dispregiativo ma fa venire i brividi e affascina nello stesso momento. Ti tiene incollato al foglio pur facendoti venire la nausea.
Ti ringrazio per la lettura originale e ti faccio i miei complimenti.

11Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Gio Giu 17, 2021 12:01 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
L'utilizzo dei paletti in maniera davvero originale, la ricerca storica evidentemente sottesa alla trama, l'uso di una scrittura credibile per tenere il lettore ancorato all'epoca dei fatti, mi hanno fatto apprezzare questo racconto. Mi ero abbastanza presto convinto che le stranezze degli eventi fossero nella testa Briac e aspettavo con ansia il disvelamento della causa di questa "follia". Sono rimasto affascinato da come la spiegazione abbia saputo collegare e giustificare tutti i dettagli della storia. Mi è davvero piaciuto!

https://parolemiti.net/

12Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Gio Giu 17, 2021 5:41 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Quando il 7 novembre 1492 il meteorite di Ensisheim da 250 libbre cadde in un campo vicino alla città, Sebastian Brant (1458–1521), autore di The Ship of Fools, colse l'occasione per esercitare la sua influenza su Massimiliano d'Austria scrivendo “Loose Foglie riguardanti la caduta del meteorite”, che portò il re a condurre una guerra contro la Francia.
 
Il titolo mi ha incuriosito e, dopo qualche ricerca sull’accadimento prescelto per il 1492, lo trovo davvero indovinato.
La trama, ovviamente collegata a questo particolare episodio storico, ha coniugato bene i riferimenti prettamente storici alla storia romanzata.
Il bagno direi che c’è tutto, miasmi compresi, così come la scuola.
Il mercenario emerge alla fine, un bel coup de théâtre, inaspettato per come il personaggio ci era stato proposto. Complimenti.
Il bancario/banchiere lo troviamo, un filino defilato, ma d’altronde “non vuole sporcarsi le mani” più di tanto alla luce del sole.
L’ultima lettera, quella che spiega tutto l’arcano, l’ho trovata un po’ compressa, forse era stato speso troppo spazio inizialmente, ma va bene, non l’ho considerato un difetto.
Quindi è un bel racconto, interessante l’episodio storico prescelto, non credo molto conosciuto se non agli appassionati di storia (scusate la mia ignoranza su questo periodo storico, di cui ricordiamo altre cose), la scrittura è sicura e a parte qualche piccola incertezza sulla punteggiatura, scorrevole. Il ritmo tiene fino alla fine, con un’ultima lettera che stravolge tutto quello che fino ad ora ci avevi prospettato, un bel finale davvero, crudo e plausibilissimo.
Ma... ma io non ho rilevato granché differenza tra gli stili degli scriventi, che proprio perché persone diverse avrebbero dovuto essere più differenziate: invece stile e lessico sono molto simili tanto da non staccare mai nettamente e per capire chi sta scrivendo a volte sono dovuta tornare all’inizio della lettera.
Ho trovato qualche espressione troppo attuale per essere riferita al 1492: senza sporcarci le mani, essermi preso qualcosa (mi sono ammalato) e qualche punto in cui sono incespicata, che ti segnalo ma non considerarmi pignola:
assi virtuosa e cattolica: avrebbe potuto essere virtuosa anche se di altra religione
segno di Dio alla terra   Terra
tinozza di acqua bollente  mi si è presentata l’immagine di uno che ne esce ustionato di bruto, acqua calda mi piace di più (e fa meno male)
rosario incandescente  esagerata come immagine, che non riesco a focalizzare
mentre con il piede: detto così sembra che lei abbia un solo piede,  mentre “con un piede” sta più in piedi
sporco di merda: fino ad ora Briac ha usato un linguaggio più delicato con la sua bella. Forse è l’inizio della fine, in cui sta cominciando a mostrare il vero suo essere, però poi torna più delicato.
Nell’insieme, lo trovo un racconto ben scritto e coinvolegente.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

13Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Ven Giu 18, 2021 2:23 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
A fine lettura non so proprio quali critiche muovere a questo racconto.
A parte l'episodio particolare che sei andato a scovare che mi interessa relativamente, è l'atmosfera dark che sei riuscito a creare che mi ha impressionato. 
Ci sono fatti storici, c'è una spruzzata di magia e paranormale, c'è appunto la caduta del meteorite a tingere il tuo racconto d'epoca di sovrannaturale. E poi c'è la gestione della narrazione che gira alla perfezione, conducendo il lettore alla soluzione finale coi giusti tempi, come un saggio metronomo del centrocampo(approfitto della metafora calcistica visto gli Europei di questi giorni).
Bel personaggio il maestro e anche Lea, che tu hai voluto ammantare di stregoneria.
L'unica cosa che mi da un pò fastidio è Therese, che è come se fosse un fantasma poiché viene solamene citata, è come se non esistesse. Sai che all'inizio avevo pensato a un nome in codice che Briac utilizzava per comunicare con Jabach, come in un gioco di spie? Peccato, perché così la cosa sarebbe stata ancora più suggestiva.
Ultima cosa, l'atmosfera di questo racconto mi ricorda tantissimo quella di un brano del primo step, dove un autore si era camuffato proditoriamente da autrice. [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]  
Complimenti sentiti per questo bel pezzo.

14Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Lun Giu 21, 2021 2:41 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
La lettura è stata davvero altalenante, cioè momenti attrattivi e altri che mi facevano perdere il punto.
Secondo me la storia, la trama, è molto bella, un film, solo che è raccontata in maniera confusionaria e dispersiva.
Per quanto riguarda invece l'uso dei paletti: ne hai fatto davvero un buon uso, originale e particolare.
Credo che alcune volte, pochissime direi, hai usato delle virgole in più o in meno, ma comunque un buon lavoro!
Il genere epistolare poi è anche rispettato bene e il titolo molto attrattivo e coerente con tutto il testo.

15Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Lun Giu 21, 2021 3:47 pm

gipoviani


Younglings
Younglings
Mi impegno, giuro, a rileggerlo. 
Perché quel che ti direi a caldo è che questo racconto mi la lascia così senza emozioni.
Ci ritorno e se cambio idea lo scrivo.

16Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mar Giu 22, 2021 4:56 pm

gipoviani


Younglings
Younglings
Avevo promesso di rileggerlo e di tornarci. 
Ti confermo che questo racconto non è riuscito a coinvolgermi. Sarà ovviamente colpa mia.
Forse troppa carne al fuoco, forse troppa voglia di raccontare un fatto storico - che trovo solo per miei limiti personali - poco interessante. Forse i mitici paletti da rispettare.
Sarà che non amo i film in costume così come i racconti con la stessa ambientazione.
Cionondimeno non posso che ammirare, con una malcelata punta di invidia, la tua capacità di scrittura e la tua fantasia.

17Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mar Giu 22, 2021 6:48 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Caro Autore.
Mi piacciono molto i romanzi storici e qui sicuramente hai fatto un bello studio prima di mettere a punto una storia originale e ben organizzata.
Oltretutto il paletto che hai scelto, 1492, era sicuramente il più difficile: questo a tuo ulteriore merito.
Il romanzo ha molto del gotico... mi sa che ho già letto qualche cosa di tuo.
Per apprezzarlo appieno ho dovuto cercare un po' in internet; mi spiace solo che con la possibilità di fare un racconto più lungo, introducendo in maniera organica storia, ambientazione e personaggi, avrebbe potuto essere tutto più chiaro.
Complimenti.

18Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mar Giu 22, 2021 10:38 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Racconto di difficile lettura per me, che mi riprometto di rileggere magari quando sarò un po' meno stanco.
Ho fatto fatica a seguire la trama e il susseguirsi delle lettere, mi sono documentato su internet per cercare di capirci qualcosa in più ma nel complesso il coinvolgimento è stato davvero marginale.
Fatta questa lunga premessa negativa (dovrò decidere quanta importanza dare alla "storia" nella valutazione globale) restano solo da farti tanti complimenti per essere l'unico ad aver ambientato la tua storia nel 1492, per la bellezza della tua scrittura priva di refusi e molto scorrevole, per avere inserito tutti i paletti in modo armonico e mai forzato (forse il solo banchiere resta un po' marginale).
Insomma, se la tua storia mi avesse convinto tu avresti già vinto.

19Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Gio Giu 24, 2021 5:35 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Hai costruito una bella storia su di un episodio che penso sia sconosciuto a molti tra cui ovviamente il sottoscritto. L'hai fatto sotto la forma epistolare che è anche una delle più difficili. L'hai fatto molto bene senza commettere troppe sbavature e quindi mi hai facilitato la lettura. La tua storia è diventata un thriller storico e quindi all'altezza dei tempi attuali, dove mi sembra sia un genere che vada per la maggiore. Un bel brav@.

20Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Gio Giu 24, 2021 6:26 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
ciao 
Inizio da quello che mi è piaciuto meno.
Il discorso in alcune parti è stato, per me, poco chiaro e frammentato. 
Non mi è stato semplice seguire il filo, almeno nella parte iniziale.
Ma le lettere arrivano a Therese?
Forse Therese, alla fine nemmeno esiste…
Quindi, andare avanti e indietro nella lettura mi ha disturbata e cercando di capire la trama non ho gustato altre cose.
e cioè che la scrittura è ottima e perfettamente congeniale all’epoca di cui scrivi, da te ben studiata, evidentemente e ricostruita.
Sono belle le descrizioni e anche il personaggio di Briac è ben delineato.
Il titolo mi ha colpito e mi è piaciuto molto.
 A un certo punto mi sembra che le rivelazioni siano troppo forti, tutte insieme ed espresse nel momento sbagliato, ma la parte del delirio l’ho trovata potente e molto ben riuscita.

Pertanto, complimenti!

21Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Gio Giu 24, 2021 7:03 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Allora, tanto lavoro di ricerca e di registro narrativo nel tuo racconto, e il bello è che da lettrice non me accorgo, scorre che è un piacere, qualche lacuna da delirio che poi viene svelata sul finale, tutto calza e la vicenda ha una potenza e un realismo notevoli.
Si respira subito qualcosa di malsano nelle lettere che ci proponi, qualcosa che non si riesce a comprendere subito ma che vira magistralmente su sensazioni da horror raffinato.
Un gran bel lavoro, complimenti sinceri.

Ele

22Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Sab Giu 26, 2021 12:59 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Faccio miei i numerosi i complimenti per l'originalità della scelta narrativa, del periodo storico e dell'episodio storico particolare (che non conoscevo).
Avendo scritto io un certo racconto del primo step, ho cominciato a pensare a soluzioni di tipo allucinogeno per spiegare i fatti satanici che sembravano in corso d'opera, anche se, sarò sincero, inizialmente ero più orientato su un horror in stile Lovecraft.
Il colore venuto dallo spazio, in particolare.
Però io sono narrativamente più affascinato dalle soluzioni come la tua, cioè razionali a fronte di premesse soprannaturali, per cui sono contento dell'evoluzione della trama.
Trama che mi ha soddisfatto molto, sia per lo sviluppo sia per l'idea che c'è dietro, nonostante i pochi caratteri disponibili non le rendano piena giustizia.

Ho qualche dubbio logico già evidenziato da altri.
Cioè il fatto se Therese esista o meno (anche io avevo creduto che fosse il nome in codice per Jabach, ma non aveva senso, poiché l'altro gli scriveva senza usare pseudonimi).
Manca il sapere perché Filippo si trovasse lì ma in realtà non cambia molto saperlo.

Stilisticamente siamo su ottimi livelli: stile di scrittura adeguato al periodo, quasi nessun refuso, lettura scorrevole e accattivante.
Insomma, un ottimo lavoro da tenere in considerazione.

23Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Sab Giu 26, 2021 11:58 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Questo testo mi ha molto colpita perchè contiene tante cose: alla base c'è un'ottima scrittura e poi tanta originalità, una bella idea basata su un fatto storico stuzzicante e tante (e intense!) pennellate di follia condita con scene horror-dark-pulp.
Ecco, forse alla fine, se devo muovere una critica, ci sono davvero tante cose...
La citazione che ha inserito Susanna nel suo commento mi ha aiutata a entrare meglio nei fatti narrati (litigo con la Storia fin dal liceo...), e una passeggiata su google ha gettato un pò di luce sulla vicenda (infatti non capivo cosa c'entrasse il meteorite con i fatti narrati: lo avrebbe ucciso comunque, no?).
Lo scambio epistolare mi ha convinta: si racconta una vicenda dall'inizio alla fine, senza buchi nella trama (anche se non ho capito come mai lei non risponde mai e nemmeno chi sia C.).
Questo racconto è veramente intenso, corposo e ricco di colpi di scena, un testo che rimane senz'altro impresso per come è gestito e per la ricchezza espressiva.
Lo scambio epistolare ti ha obbligato a fare delle scelte che, a mio parere, seppur molto suggestive, ti hanno costretto a sacrificare quel pizzico di chiarezza in più che mi avrebbe fatto amare (e capire...) di più il tuo testo.

24Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Dom Giu 27, 2021 12:30 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Un racconto da full immersion. Grazie alla scrittura sono riuscito a entrare completamente nello spirito del tempo e mi sono perso. Mi sono perso talmente tanto che ho dovuto rileggere per capire alcuni passaggi che non avevo afferrato bene. Chi è in realtà Therese? Esiste o anche lei è frutto dei deliri di Briac? Chi è C.? Anche la rilettura però non mi ha aiutato, quindi non li avevo persi perché in trance, ma proprio perché nel racconto sono delle lacune volute dall'autore. Mi rimane quindi un po' di dubbio sulla resa complessiva, ma di sicuro non per l'altissimo valore letterario di questa splendida opera che va dritta tra i miei preferiti!

25Una lapide dal cielo Empty Re: Una lapide dal cielo Mar Giu 29, 2021 10:26 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
"L’aria intorno alla pietra vibrava, e una strana"


La virgola dopo "vibrava" no l'avrei messa.




"I sapienti dicono di non saper neppure loro di che cosa si tratti, e che una tale pietra caduta dal cielo è qualcosa di soprannaturale."



La virgola dopo "si tratti", idem come sopra.




"Annebbiati ancora dal vino, abbiamo obbedito credendo che volesse burlarsi di noi; ma, quando ci ha invitato a far rotolare il frutto dall’uno all’altro,"


"Annebbiati ancora dal vino, abbiamo obbedito credendo che volesse burlarsi di noi. Quando ci ha invitato a far rotolare il frutto dall’uno all’altro,"


Io avrei preferito così.


Il tuo Briac mi è sembrato un novello Jonathan Harker come in Dracula di Bram Stoker. In preda, quasi prigioniero direi, di questa fantomatica Léa, scrive le sue suppliche alla misteriosa Therese, che pare l'innamorata che l'attende da qualche parte nel mondo ma anche il prodotto finito di una mente guastata. sono dunque tante le supposizioni che si possono fare sul significato profondo di questo racconto, salvo poi dimenticarsene, compreso il misterioso impatto psicologico che poteva creare una stella caduta dal cielo. A me verrebbe da ridere, tranne che se un tale avvenimento non creasse danni (nel senso più ampio del termine). Ma se mi limitassi a ridere sarei un piciu, poiché certe storie dal contorno misterioso, occulto, volutamente criptico, in realtà m'incuriosiscono, per cui cerco di farmi spazio tra le parole per scovare il punto esatto dove impattano.


Filosofia da quattro soldi a parte, all'Autore, secondo me, va riconosciuta la capacità di aver creato un intreccio epistolare avvincente, coerente e coinvolgente. Tra l'altro attraverso un registro che va di pari passo al periodo storico scelto. 


Non ho potuto fare a meno, dopo questo commento, di guardare fuori dalla finestra e alzare gli occhi al cielo.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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