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1Sul fondo - Pagina 2 Empty Sul fondo Lun Giu 07, 2021 12:38 pm

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

Jake aveva male alla schiena.
Non solo in quel momento. Non solo perché dalla mattina alla sera riempiva, svuotava e puliva le tinozze del bagno pubblico di fianco al saloon.
Aveva male da un pezzo, da prima ancora di lasciare la sua vita precedente.
Era successo un po’ alla volta.
Le ginocchia scricchiolavano, ogni giorno un po’ di più.  La mattina la rigidità di movimenti lo faceva imprecare a lungo. Le giunture delle mani e dei polsi dolevano.
Un giorno si era reso conto che la pistola sembrava pesante, quando tendeva il braccio per prendere la mira.
Un guaio enorme, con il mestiere che faceva.
Era montata la paura e da quel momento le cose erano andate a rotoli.
A lavorare nel bagno pubblico Jake c’era arrivato per caso, più o meno.
Si era trascinato fino al paese a piedi, in mezzo alla polvere, per miglia. Sporco e puzzolente, non ne poteva più del suo stesso odore.
Vista l’insegna del bagno pubblico, era entrato senza nemmeno pensare.
All’ingresso si era spogliato in un attimo, in silenzio, lasciando cadere a terra abiti e stivali.
Il proprietario aveva provato a fermarlo per chiedergli il pagamento anticipato. Jake non l’aveva nemmeno guardato, come se non esistesse.
Si era buttato nella prima tinozza piena che gli era capitata a tiro. L’acqua era acqua usata, lasciata dal precedente cliente.
Non gli importava.
Solo dopo essere rimasto a mollo per un pezzo, aveva detto di non avere da pagare, per poi tacere di nuovo, ignorando le proteste del proprietario.
Non si sarebbe più mosso di un passo. Inchiodato da una stanchezza micidiale.
Non gli importava davvero più niente di cosa gli sarebbe successo.
Il proprietario aveva mandato a chiamare lo sceriffo che, entrato nella stanza da bagno, aveva fissato per un istante l’uomo nella tinozza. Poi, lo sceriffo McCarthy e Jake avevano entrambi sollevato le sopracciglia e si erano scrutati con una smorfia divertita.
‒ Non hai denaro?
‒ Nemmeno un centesimo. Non ho più la pistola e il cavallo è morto per strada.
‒ Pago io per lui ‒ aveva detto McCarthy al proprietario, accennando a Jake.
‒ Non voglio i tuoi soldi. Sbattimi pure dentro.
McCarthy aveva scosso la testa e si era grattato una tempia.
‒ Sei qui per combinare guai?
‒ Ti sembro in condizione di combinare guai?
Lo sceriffo, diventato serio, lo aveva fissato aggrottando le sopracciglia: ‒ No, in effetti no, è vero. Che ne dici di un lavoro? So che qui cercano un aiutante.
McCarthy aveva bloccato rapido le proteste del proprietario: ‒ Garantisco io per lui.
Jake aveva chiuso gli occhi, abbandonandosi nella tinozza, poi aveva annuito: ‒ Basta che mi lasci finire di lavarmi.
Da quel giorno, Jake si teneva il lavoro e i dolori.
Lo sceriffo passava una volta alla settimana a fare il bagno.
Chiacchieravano un po’ e, tra una parola e l’altra, erano saltati fuori i guai di Jake.
‒ Piantala, non sei poi così vecchio.
‒ Dannazione, McCarthy, ho più di cinquant’anni: con la vita che ho fatto, è strano che io sia vivo. Mi ricordo di te che eri un ragazzino alle prime armi quando io ero già sul mercato da un pezzo.
‒ E io ricordo che lo devo a te, se ho fatto in tempo a imparare qualcosa di utile prima di rimanerci secco.
Jake aveva fatto una smorfia che era un po’ un sorriso: ‒ Sono contento che tu abbia cambiato vita, prima di rimanerci secco. Qualche rischio ce l’hai anche qui, immagino, ma credo che tu te la cavi bene.
‒ Potrei avere bisogno anche io di un aiutante…
Jake si era incupito: ‒ Non ti sarei molto utile.
Aveva steso il braccio e la mano, scossa da un sottile tremito: ‒ Non sono stato ad aspettare che se ne accorgesse qualcuno.
La conversazione era finita lì. Jake non gli aveva raccontato della pistola che si era comprato e che ogni tanto contemplava. Una via d’uscita. Rapida, ma forse troppo facile. La teneva di riserva per quando avesse davvero toccato il fondo.
E forse il fondo lo stava toccando in quel momento.
Il cliente aveva chiesto una tinozza in una stanza riservata. A volte qualcuno lo faceva. Fermò Jake prima che uscisse, dopo avergli sistemato quello che serviva.
‒ Jake Leonard, vero?
Jake strizzò gli occhi. Non era stato a raccontare in giro chi fosse. ‒ Come l’ha saputo?
‒ Prima di arrivare qui ho vissuto in molti altri posti. La sua faccia l’avevo già vista.
Jake attese.
‒ Le piace questo lavoro?
L’offerta gli arrivò così.
Jake pensò che non era mai caduto tanto in basso. A questo si era ridotto, che un tizio qualunque poteva arrivare e chiedergli di rapire un bambino. Il figlio del direttore della banca, che avrebbe pagato qualunque cifra per il riscatto.
I soldi sarebbero stati molti. Certamente molti più di quelli che guadagnava nel bagno pubblico spaccandosi la schiena. L’occasione per andarsene e stare tranquillo da qualche altra parte per un pezzo.
Jake accettò il lavoro.
Aspettarono una buona occasione, un giorno in cui McCarthy se ne andò dicendo che sarebbe rimasto via fino a sera.
Jake arrivò alla scuola, un piccolo stabile alla periferia del paese. Si mise il cappuccio con i buchi per gli occhi, il naso e la bocca. Entrò silenzioso nello stanzone che faceva da aula, col sottofondo dei bisbigli dei bambini e della voce della maestra.
I bambini gli davano le spalle, non si accorsero subito di lui.
La maestra gli era di fronte. Sgranò gli occhi davanti alla pistola spianata. Non si mise a urlare. Brava ragazza, pensò Jake, mantieni la calma.
‒ Li faccia rimanere buoni e zitti. State tutti tranquilli e non vi succederà niente. Tu e tu ‒ disse Jake indicando la maestra e il figlio del banchiere ‒ imbavagliate e legate gli altri. In fretta.
Jake infine legò e imbavagliò anche la ragazza e il bambino, prima di portarli fuori.
Infine, lasciò ben visibile sulla cattedra la lettera con le istruzioni.
Il posto che aveva scelto era a qualche miglia dalla città, con la possibilità di restare riparati e una buona visuale su chi arrivava.
Ci vollero diverse ore prima che un cavaliere apparisse sulla strada.
‒ Fermo lì dove sei! ‒ gridò Jake senza esporsi.
L’uomo fece arrestare il cavallo e accennò alle borse che portava appese alla sella.
‒ Ho quello che ha chiesto.
‒ Tu chi sei?
‒ Lo sa, ha scritto il mio nome sulle istruzioni: mi chiamo Owen Grey. Sono un impiegato della banca. La mia fidanzata è lì con lei. Stanno bene, lei e il bambino?
‒ Stanno tutti benissimo. Ora lascia le borse a terra poi allontanati. Torna in paese. La tua ragazza e il bambino torneranno da soli, tra qualche ora.
Grey si irrigidì: ‒ No. Facciamo lo scambio ora, di persona.
Jake uscì con la pistola spianata e un sorriso ironico: ‒ Nessuno scambio. Tu lasci il denaro poi te ne vai. Altrimenti comincio a fare qualche buco alla tua ragazza. Non la uccido subito, così ti lascio il tempo per riflettere.
Grey sussultò. Rimase in silenzio. Infine mormorò: ‒ Va bene.
Riluttante, gettò le borse a terra, poi girò il cavallo e iniziò ad allontanarsi.
Jake aspettò un minuto prima di fare l’atto di andare a prendere il denaro.
Grey girò di colpo il cavallo e tornò indietro di corsa gridando: ‒ No, accidenti! No! Fermo! Non erano questi gli accordi!
Jake sparò un colpo che passò fischiando a un pelo dalla testa di Grey. L’uomo bloccò il cavallo a pochi passi da lui.
‒ Di quali accordi stai parlando? ‒ sogghignò Jake.
‒ Che ti prendevi la tua parte poi te ne andavi per la tua strada. Tu vuoi tenerti tutto.
‒ Credo di meritarmelo. Il rischio è il mio.
‒ Ma il piano è il mio! Perfino farti usare la mia fidanzata come pretesto per farmi venire a portare il denaro!
Jake rise piano: ‒ Stai parlando della signorina lì dietro, che sta ascoltando tutto?
Owen Grey divenne paonazzo: ‒ Accidenti a te! Ora non ci rimane altra scelta!
‒ Di che parli, Grey?
‒ Sanno chi siamo…
‒ Sanno chi sei tu, io non mi sono mai tolto il cappuccio, non mi hanno mai visto in faccia. Me ne posso andare via tranquillo.
‒ No, ascolta Leonard… ‒ Grey sudava freddo ‒ siamo sulla stessa barca: posso raccontare chi sei...
‒ Già, è vero. Cosa suggerisci?
‒ Non possiamo fare altro: spariamo alla ragazza e al bambino, poi fingiamo che li abbia uccisi tu. Hai detto bene: nessuno sa chi sei. Puoi anche ferirmi, per fingere una lotta. E io non dirò niente di quello che è successo. Nessuno saprà mai nulla, te lo prometto.
‒ Non fare promesse che non puoi mantenere.
Un sorriso si allargò sul viso di Jake che gridò: ‒ Sentito tutto?
‒ Forte e chiaro ‒ disse McCarthy, uscendo dal suo nascondiglio dietro le rocce col fucile spianato.
Grey sbiancò.
Lo sceriffo lo legò, mentre Jake andava a liberare i due prigionieri.
Si chinò e sciolse con delicatezza le corde della ragazza, che piangeva in silenzio: ‒ Mi dispiace per tutto quello che ha passato, ma le assicuro che è meglio così. Signorina, il suo fidanzato è davvero un gran bastardo. Meglio saperlo prima.
La maestra abbracciò il bambino, mentre Jake tornava verso McCarthy, che lo guardava con una smorfia ironica.
‒ Certo che hai rischiato. E se Grey non ci fosse caduto e non avesse parlato?
‒ Conosco gli uomini: lui è un bastardo vigliacco.
‒ Io avrei potuto non fare quello che mi chiedevi…
‒ Non sei stupido: sapevo che avresti fatto la cosa giusta.
Lo sceriffo rise. Poi: ‒ Perché non hai accettato la sua offerta?
Jake strinse gli occhi: ‒ Ne ho fatte tante di cose brutte, McCarthy, ma mai una carognata del genere. Non me la prendo con i bambini. E quando lui me l’ha chiesto, sicuro che per me non ci fosse problema a fare una cosa del genere… Forse io non sono un gran che, ma in quel momento ho capito di avere toccato il fondo, e di non volere scendere oltre.
‒ Che sia il momento di accettare un altro lavoro?
‒ McCarthy…
‒ Non sei poi così inutile, mi sembra.
Jake rimase a lungo in silenzio, poi annuì e fece un mezzo sorriso: ‒ Hai ragione, ci stavo proprio pensando anche io.


26Sul fondo - Pagina 2 Empty Re: Sul fondo Dom Lug 04, 2021 4:11 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Come ormai è diventato il mio solito, racconto scritto in fretta all'ultimo minuto, concluso e mandato via dieci minuti prima della mezzanotte della scadenza.
Per questo ho dovuto correre su alcune parti, perché alle dieci di sera di racconto scritto in mano ne avevo nemmeno la metà, il resto erano alcune frasi, immagini e idee ancora separate.
Mi sorprende non avere trovato più refusi, nella rilettura dopo l'invio.
In realtà, l'unica vera ripetizione è quella che nessuno mi ha (forse benevolmente) segnalato: nelle frasi finali, "del genere"; quella è stata veramente non voluta.
Invece, "bagno pubblico" all'inizio io non l'ho percepita come una ripetizione, anche se in effetti scriverlo vicino due volte non è il massimo. 
Il "prima di rimanerci secco" è una vera e propria ripresa volontaria: Jake riprende apposta le parole di McCarthy e gliele rimanda, aggiungendo qualcosa che voleva dire in proposito.

Il racconto è, come sempre, molto autobiografico, sia in senso stretto che in senso familiare: il nostro è un 2020 che non ha e non avrà, purtroppo, mai fine.

Ultima nota. Io odio dare nomi ai miei personaggi, infatti quando posso non lo faccio mai. Questa volta però era necessario e in più dovevo farlo in pochissimo tempo, così al mio protagonista ho dato il nome del protagonista dell'altro racconto western che ho scritto, che a sua volta è un po' una contrazione di Jacob, uno dei due personaggi principali del mio romanzo. Gli altri nomi li ho ottenuti unendo nomi e cognomi di autori di narrativa western.

Con mio marito avevo pronosticato 5/7 punti per questo racconto: anche se a me piace e me lo sento molto "mio", aveva capito dai commenti che in generale era percepito come un racconto "tiepido", quindi né amato né odiato, come i punteggi hanno confermato.

Ringrazio tutti dei commenti, degli apprezzamenti, delle indicazioni per le correzioni.
Ringrazio chi l'ha votato Smile

27Sul fondo - Pagina 2 Empty Re: Sul fondo Dom Lug 04, 2021 4:17 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Complimentissimi perché riuscire a scrivere un bel racconto e valido in pochissimo tempo può significare solo che sei molto molto brava🌺


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

28Sul fondo - Pagina 2 Empty Re: Sul fondo Dom Lug 04, 2021 4:22 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Grazie, Petunia, sei molto gentile!
Significa anche che dovrei decidermi a mettermici più per tempo, ma non so, è un pezzo che, per un motivo o per l'altro, mi riduco sempre così.

29Sul fondo - Pagina 2 Empty Re: Sul fondo Dom Lug 04, 2021 4:23 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
A me è piaciuto molto. Rivedibile in alcuni passaggi ma una storia interessante e ben scritta. Complimenti!


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

30Sul fondo - Pagina 2 Empty Re: Sul fondo Dom Lug 04, 2021 4:28 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:A me è piaciuto molto. Rivedibile in alcuni passaggi ma una storia interessante e ben scritta. Complimenti!

Grazie! Smile

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