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Piccole occasioni rivoluzionarie

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1Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Piccole occasioni rivoluzionarie Lun Giu 07, 2021 12:37 pm

Different Staff

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Admin
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Torino, martedì 9 Gennaio
 
Cugina cara,
che piacere ricevere la tua lettera, un raggio di sole in questi giorni un po' strani, nei quali mi sento frastornata senza capire il perché.
Siamo nel nuovo e splendente 1968 ma io non sono nuova, non mi sento migliore anzi mi sembra di peggiorare ogni anno che passa, mi mancano i buoni propositi e la mia unica speranza è che questo velo di malinconia che mi appensantisce le ossa svanisca presto e mi permetta di respirare serenamente. Alle volte mi manca l'aria, sai? Ma cerco di concentrarmi sulle parole che arriveranno a te e di liberare un po' i pensieri, scrivendoli sul foglio.
Chissà che fatica interpretare le mie lettere, Giovi. Lo so che ti metto alla prova, che a volte leggi le mie parole e vorresti correre da me, darmi un bello scapaccione e dirmi di farmi furba.
Mi manchi; anche se ci vediamo tutte le estati, spesso vorrei averti vicina come un tempo, affacciarmi alla finestra e salutarti con la mano.
Attendo con impazienza il periodo estivo per potermi godere te e la nostra amata Pettinengo. È sempre tutto uguale, lì, vero? Dammi questa certezza, penso sempre alla tua casa come a un porto sicuro che non cambierà mai aspetto e a Pettinengo come il faro del quale sempre vedrò la luce quando mi sarò persa nel mare pericoloso che è questa città.
Fa paura questa città, Giovi. Fa paura e insieme è così affascinante che il pensiero di lasciarla mi torce le budella, ma anche essere sempre qui mi fa lo stesso effetto.
Tu come stai?
Hai trascorso delle piacevoli feste, ho letto, e ne sono contenta davvero.
Noi siamo andati a Sestriere a sciare con i bambini, ma io in montagna mi sento sempre un po' a disagio; vorrei chiedere una slitta per sentirmi me stessa ma alla fine indosso gli sci come gli altri e cerco di fare bella figura. Però non riesco a divertirmi, mi sembra di indossare sempre una maschera, che cambia, che muta a seconda di chi mi trovo davanti. Ma forse è solo un momento negativo, fatto di tanti piccoli episodi banali.
I bambini si sono divertiti tanto, Alessandra e Federico sembrano nati per sciare e Filippo compensa la mancanza di tecnica con una temerarietà senza misura.
Il signor marito Achille al rientro sembrava rilassato e di buon umore, quindi diciamo che su cinque persone quattro si sono divertite. Io sono il danno collaterale, non riesco a stare serena in nessun luogo. Vorrei trovare una dimensione che mi appartenga, qualcosa che sia solo mio e che non preveda la presenza di altri per essere perfetto.
Qualcosa che mi renda felice, dentro.
Ti abbraccio.
Liliana
 
 
 
 
Torino, Martedì 12 Marzo
 
Cugina cara,
come stai?
Io sono passata indenne attraverso i compleanni dei gemelli e di Filippo. Più qualche cena di rappresentanza con il signor marito.
Ma chi lo avrebbe mai detto che fare la moglie sarebbe stata una fatica così grande? Anche tu alle volte ti senti schiacciata da tutti loro? Marito, figli, seguire la casa; non lo so Giovi, mi sembra che fosse tutto più facile quando facevamo la fame. Quando non avevamo nulla da perdere. Quando il tempo era solo nostro.
Ho seguito il tuo consiglio e ho affrontato di nuovo la questione lavoro con il signor marito e non è andata per niente come speravo.
“Le donne della mia famiglia non hanno mai lavorato, non vedo perché dovresti essere tu la prima.”
Questo ha detto.
Certo che non hanno mai lavorato, le contessine dei miei stivali. I loro intrattenimenti trasudano aristocrazia da tutti i pori: ricamare, suonare il piano, fare opere pie (ma pie per chi), dipingere orrendi cani da caccia su sfondi improbabili. E se proprio vogliamo spettegolare, mia cognata non solo non lavora ma non ha neanche messo su uno straccio di famiglia, però si sente in diritto di guardarmi dal suo piedistallo tempestato di sangue blu e dirmi “Liliana ma cosa dici, ma lavorare quando non se ne ha bisogno è assurdo, vuoi rubare il lavoro a chi ne ha la necessità? ”
Mi esce il fumo dalle orecchie quando mi dice queste cose, come se il mio fosse un capriccio e basta. Come se io e lei fossimo cresciute nello stesso modo.
In ogni caso da tutte le direzioni mi è stato fatto arrivare il messaggio : “la moglie di un bancario non lavora”. Punto. Sarebbe fuori luogo.  Figuriamoci la moglie di un bancario di famiglia aristocratica. Agli occhi degli altri sembrerebbe un capriccio. Sciocca io a pensare che questa famiglia praticasse anche al di fuori delle mura domestiche il suo essere liberale e per la parità. Follia. Fuori da queste mura la rispettabilità è l'unica cosa che dobbiamo mostrare, come una medaglia. Il resto non conta nulla.
Comunque ho deciso di metterci una pietra sopra, per adesso, e aspettare che i bambini siano un po' più grandi; anche se mi sembra di piegarmi,  tutto sommato lo penso anche io che toglierei il pane a qualcuno che ne ha davvero bisogno, mentre io ho la cameriera a mezzo servizio.
Mi disturba davvero l'idea che pensino di averla avuta vinta ma sono passata oltre e ho deciso di impuntarmi su quel progetto che ho in mente da un po', te ne avevo anche parlato: la ristrutturazione del bagno. Finalmente quel bagno deprimente, sotto la mia attenta e unica supervisione, diventerà una “stanza da bagno”. Sono stata ferma e convincente con il signor marito, gli ho detto che questa casa deve assumere un aspetto più adatto al suo importante ruolo nel mondo e che un bagno come il nostro, di certo, non fa una bella impressione. Ho toccato i tasti giusti, direi.
Ovviamente sono felice come una bambina all'idea di poter finalmente avere la stanza da bagno dei miei sogni e altrettanto ovviamente sto mantenendo agli occhi di tutti un atteggiamento maturo e molto, molto, elegante. La prendo come una sorta di prova, è vero non si tratta di un lavoro ma è una cosa sotto la mia responsabilità, e mi sembra stimolante.
Ti terrò aggiornata sulla faccenda, non vedo l'ora. Ah, batterei le mani se non sembrassi ridicola. E qui sembrare ridicoli non si può. Almeno, non io. Per i veri membri della famiglia la faccenda è diversa. Loro possono essere scostumati, scapestrati, sciammannati e altre cose in ati, nessuno si permetterà mai di storcere il naso.
Ti abbraccio.
Liliana
 
 
 
 
Torino, Martedì 16 Aprile
 
Cugina cara,
belle le foto del giardino, è una meraviglia. Peccato non poterne godere i colori ma le tue descizioni dettagliate mi hanno portata lì con te, sotto il salice. Non vedo l'ora.
Il progetto bagno si concretizza, ho finito  i bozzetti preparatori (Achille ne è rimasto estasiato, e pensare che mi ha conosciuta mentre dipingevo, ma a quanto pare lo aveva dimenticato); entro la prossima settimana dovrebbe esserci il progetto definitivo, poi l'inizio dei lavori e per metà maggio dovrebbe essere pronto. Ci sarà un po' di trambusto in casa durante i lavori, sarà disponibile solo il bagno di servizio e quindi i bambini staranno dai miei suoceri. Anche se dobbiamo ancora definire un po' di dettagli, sento che andrà tutto come si deve.
Io e Achille torneremo a fare gli sposini, anche se torneremo è una parola grossa visto che quando ci siamo sposati  ero già incinta di Alessandra e Federico. Vita da sposini ne abbiamo fatta poca davvero, eppure i libri d'amore te lo vendono in un altro modo, il matrimonio e tutto il resto. Sembra che sarà la svolta e invece ti ritrovi a badare a bambini che non volevi neanche così tanto, a gestire una casa che stenti a sentire come tua e a occuparti delle camice di un marito che oh, certo, è rispettabilissimo e di certo dovrei solo essere grata alla vita e a Dio per il dono ricevuto, ma che salta da una giovinetta all'altra come se dovesse superare un record.
E sai qual è la verità? Solo a te posso dirla, a nessuno altro, di certo non posso dirlo al signor marito che la cosa che ancora mi piace di lui è questa corsa alle gonnelle che mi fa capire che è ancora vivo. Altrimenti, lo definirei quasi noioso.
I discorsi pesanti, la guida lenta, la precisione nel vestire, la maniacalità nel sistemare i libri sul comodino, come se da quello dipendesse l'equilibrio del mondo intero, sono cose che fatico a sopportare. A me piace ridere. Mi piace smettere di essere seria e camminare scalza per casa.
Lui certe cose le fa solo quando siamo al mare, lì si divide dal suo alter ego bancario e ritorna l'Achille sportivo e pieno di brio del quale mi sono innamorata. Spiritoso. Arguto. Brillante. Logorroico sempre, ma con un'ironia che rende tutto piacevole.
La città lo imprigiona nel ruolo di bancario e tutto deve essere perfetto, qui.
Però lui può saltare la cavallina. Due pesi e due misure, ma ci crederesti? Io devo essere rispettabile e lui può fare i comodi suoi.
Tu hai mai dei dubbi sul tuo signor marito? Certo, a Pettinengo è difficile farsi i propri comodi senza che lo vengano a sapere tutti nel giro di pochi minuti, però chissà. Spero che me ne parleresti, anche se non sono poi così brava a gestire la situazione. Però sono diventata bravissima a cogliere i segnali, casomai avessi bisogno di un consiglio. Anche se mi auguro che tu non ne abbia mai bisogno.
Ti abbraccio.
Liliana
 
 
 
 
Torino, Martedì 7 maggio
 
Cugina cara,
grazie di tutto. Le tue lettere mi riportano sempre in una dimensione più ragionevole, meno nervosa e agitata. Sei ancora l'unica persona che riesce a farmi vedere le cose da un'altra prospettiva, e lo fai da quando eravamo bambine. E quindi grazie di cuore per la tua presenza costante e per le tue parole sempre amorevoli e delicate.
Mi hai spinto a riflettere e ho colto l'occasione della mancanza dei bambini a casa per analizzare bene ogni aspetto del mio presente.
I bozzetti per il bagno hanno liberato le mie mani dalla schiavitù casalinga alla quale le avevo piegate in questi anni.
In questo mese ho ripreso in mano le matite e gli acquerelli e ogni pomeriggio, mentre gli operai spaccano e rompono e ricostruiscono il mio bagno, mi piazzo in qualche angolo della casa e faccio andare le mani sul foglio.
Il mio spazio non c'è, quindi mi arrangio sulle scrivanie dei bambini o mi sistemo sul tavolo da pranzo. Mi muovo col mio armamentario stretto al petto, cercando un angolino che possa fare al caso mio.
Ti mando qualche disegno, sono in piena fase creativa. Le tue foto, le tue descrizioni, la felicità di questi giorni. Tutto mi ispira. Io e Achille stiamo ritrovandoci, credo, spero: tutto il tempo disponibile lo passiamo insieme, ceniamo fuori tutte le sere, rientrando sempre un po' brilli e molto allegri, proprio come due giovani innamorati. Così mi sento: innamorata. E parliamo tanto, come parlavamo quando aspettavo i gemelli e la nostra vita sembrava solo nostra. Di tutto.
Ricominciare a dipingere credo sia una naturale evoluzione dello stato di grazia in cui mi trovo ora. Non so se durerà, certo. Ma intanto mi godo tutto.
Me lo godo mentre succede, e mi piace tanto questa sensazione.
Il frastuono che arriva dal bagno è musica per le mie orecchie, la colonna sonora di una casa che finalmente sento diventare un po' mia, dopo dodici anni.
Oggi sono felice, volevo che lo sapessi.
Ti abbraccio.
Liliana
 
 
 
 
Torino, venerdì 31 Maggio
 
Cugina cara,
siediti e mettiti comoda.
Tantissime cosa da raccontarti e la prima è: il bagno è finito ed è stupefacente!
Un bagno da copertina, lo ha definito mia cognata. Elegante e moderno, lo ha definito mia suocera. Non mi aspettavo nulla di meno dalla mia eccezionale moglie, ha detto il mio signor marito, il mio bancario del cuore, che oggi quando mi guarda ha la stessa luce negli occhi di quando mi corteggiava.
I bambini continuano a stupirsi ogni volta che ne varcano la soglia ma li capisco, sono tornati a casa una settimana fa e vogliono goderselo.
Questo bagno ha messo d'accordo tutta la famiglia, non c'è che dire. E la cosa mi rende orgogliosa. Ho tirato fuori quello che sono realmente per questa stanza e la reazione è stata di meraviglia, per tutti. Questo bagno ha sancito la mia identità, in questa casa e in questa famiglia.
Forse perché per la prima volta ho abbandonato i panni della moglie e della madre, alla ricerca continua di una perfezione irragiungibile, e sono stata un moto di rivoluzione nella loro vita (paragonare bagno e rivoluzione pare eccessivo, vero? Hai ragione, ma sai quanto amo esagerare. Eppure è come se lo spirito di cambiamento che impregna l'aria mi fosse entrato dentro, e la progressista che ho scoperto in me lotta con gli studenti, con gli operai e anche con gli artisti che ieri hanno occupato la Triennale di Milano. Io intanto cambio me stessa, poi proverò anche con il mondo).
Ma ci sono altre novità.
Tieniti forte alla sedia o, se non ti eri ancora seduta siediti.
Achille mi ha regalato il suo studio, che è sempre stato il suo mondo . E ora sarà il mio mondo, il mio studio. Il mio studio. E stavolta posso anche battere le mani per l'emozione.
È stata una sorpresa inaspettata. Qualche giorno fa sono rientrata a casa e ho trovato Achille sulla soglia del “mio” studio (quanto mi piace scriverlo), un mazzo di fiori in mano e un grande sorriso sulla faccia.
Già solo con i fiori mi si era stretto lo stomaco in un' emozione d'amore, l'ho abbracciato con trasporto (rovinando molto i fiori) lui mi ha fatto girare verso lo studio e... sono scoppiata a piangere.
Aveva sistemato tutte le mie cose, quelle chiuse nel baule in soffitta, il cavalletto e i colori e le mie tele e poi un tavolo nuovo con sopra un sacco di altre cose. Colori ovunque, pennelli ovunque. Tutti regali per me, per farmi dipingere, per regalarmi il suo studio.
“Da oggi questo sarà il tuo studio.Il tuo spazio, il tuo mondo, dove esprimere quello che sei. Qualunque cosa sia. Trova la tua strada, Liliana mia. E io camminerò accanto a te, sempre.”
Questo ha detto, e dentro c'era tutto. I fiumi di lacrime non posso descriverteli come si deve, ma puoi credermi sulla parola: sono stati copiosi. Un pianto di pura gioia, liberatorio e pieno di vita.
Quanto sono stata cieca, in questi anni, china su una ricerca di perfezione che pensavo fosse portatrice della vera felicità, fingendomi diversa solo perché pensavo, io sola a questo punto, di non essere abbastanza? Tanto. Troppo. Invece mio marito, il serioso bancario che ho definito quasi noioso tante volte, era come se stesse aspettando un segno, da parte mia. Un segno di maturità, forse. L'importante è che io sia riuscita a lanciare quel segno.
Voglio imparare a considerare Achille un mio alleato. Non voglio più definirlo nella mente come “il signor marito”. Achille è mio marito. E questa è la nostra famiglia.
Sto comprendendo piano piano che alla me di oggi non serve più l'invidia, che ho usato per anni come spinta per far procedere in avanti la mia vita. Non è nell'invidia che posso trovare la strada. Devo lasciarla andare, posso passare oltre, c'è altro nella mia vita, adesso, che mi rende serena. Una serenità sconosciuta che mi abbraccia interamente e mi tiene calda.
Mi sento ammorbidita, ecco. Dentro e fuori. Pronta ad accogliere e non più a respingere.
Ma ne parleremo meglio prestissimo, la fine delle scuole si avvicina e anche il nostro arrivo a Pettinengo, siamo tutti emozionati. E qui c'è l'ultima novità, ma non per questo meno bella.
Achille ha deciso di prendersi un paio di settimane di ferie aggiuntive e venire anche lui a Pettinengo (e qui potrei pontificare per giorni su quante cose combinava quando io e i bambini non eravamo a Torino, ma mi taccio perché voglio cambiare registro).
Quindi quest'anno ti toccherà subirci tutti al completo, e quanto sono contenta non ne parliamo neanche, te lo racconto poi nel tuo meraviglioso giardino tra un mese.
Sto trovando tante occasioni sulla mia strada e voglio coglierle tutte, senza pregiudizi. Come mi hai insegnato tu.
Sono felice, ancora.
Ti abbraccio.
Liliana
 
 
 
 
Torino, martedì 16 luglio
 
Cugina cara,
qualche breve riga solo per ribadirti ancora una volta che splendida vacanza abbiamo trascorso da voi. Giorni meravigliosi per tutti e qui la malinconia per il ritorno non è ancora svanita.
I bambini si distraggono progettando la prossima vacanza da zia Giovi, e ti stanno dipingendo delle cartoline, che in settimana andremo insieme a spedire, per dirti quanto gli manca Pettinengo. Quanto gli mancano i cuginetti. Non smettono più di parlarne.
Invece Achille sembra ringiovanito, rilassato e fresco come una rosa, questa settimana di lavoro non è ancora riuscita a spegnere il suo entusiamo vacanziero.
La sera giochiamo coi bambini, poi loro vanno a dormire e noi ascoltiamo musica e balliamo, come facevamo la sera con voi.
Abbiamo appeso in salotto la foto che hai fatto ad Achille e Federico mentre pescano sul fiume, e Filippo dice che deve tornare sul fiume anche lui perché deve pescare con papà.
Insomma, Pettinengo ci manca. Se la mancanza dovesse farsi troppo forte, prenderemo provvedimenti. Ma per ora non ti svelo ancora nulla.
Siamo felici, questo te lo svelo.
Ti scriverò a settembre, goditi il mare e mandami una cartolina.
Ti abbraccio.
Liliana
 
 
 
Torino, martedì 10 Settembre
 
Cugina cara,
ci siamo.
Questa potrebbe essere l'ultima lettera che ti mando, non ti offendere e non fare il broncio anzi, vai in una stanza dove sei da sola, chiuditi dentro e fai in modo che nessuno ti veda mentre salti di gioia e sai perché?
Achille ha comprato una piccola casetta per le vacanze e i week end, indovina dove?
A Pettinengo, sciocchina! E sai anche qual è la casa, è quella su due piani con quel giardino rotondo, forse era della vedova Parucci, mi pare. Ma tu lo ricorderai meglio di me.
Insomma, è una meraviglia e il mio bancario del cuore è riuscito a fare tutto talmente in fretta che nessuno ha avuto il tempo di ripensarci (però ci mette dieci minuti a scegliere la cravatta al mattino).
Quindi dal quindici ottobre la nostra famiglia sarà proprietaria di una casa a Pettinengo.
Ci vedremo di più, Giovi. E questo è un sogno che si avvera, un altro tra i tanti. I nostri bambini potranno fare un po' di strada insieme. Un'altra felicità.
Ci vediamo prestissimo, io e Achillu veniamo a ottobre a “prendere possesso” della casa.
Quando mi vedrai alla tua porta, fatti trovare pronta per un abbraccio.
 
Liliana.

2Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Sab Giu 12, 2021 12:54 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
A parte Achille che diventa sul finale il nostro caro Achillu, ho trovato questo racconto scritto in una maniera impeccabile, con le giuste pause, la giusta punteggiatura, le giuste parole in ogni lettera e per ogni circostanza.
Mi ha ricordato le lunghe estati che passavo con mia cugina, dapprima, e con le mie cugine poi, quando da ragazzo il mondo sembrava più leggero e poi, crescendo, sembrava sempre impossibile venirne fuori... 
Sarà per questo che mi sono sentito completamente coinvolto dalle tue parole: mi hai trasportato in un'altra dimensione e intendo restarci per un bel po', con quel bel dolce senso di tristezza che mi pervade, quasi malinconico.
Perfetti e ben amalgamati nel racconto i paletti, che rendono il testo perfetto per lo step.
Complimenti, complimenti sinceri!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

3Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Dom Giu 13, 2021 6:47 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Autore

La serie di lettere che proponi, tutte di Liliana, dimostrano come si possano affrontare “i paletti” i un modo del tutto originale e per questo ho apprezzato molto la lettura.
C’ė da dire che il bagno assume davvero il ruolo fondamentale richiesto. La realizzazione del progetto consente a Liliana di “ritrovarsi” e forse anche di ritrovare l’amore.
Il bagno riaccende un matrimonio sopito dove più che pensare a vivere Liliana pensava ad apparire.
Il lieto fine appaga il lettore come una bella storia rosa.
La scrittura è super corretta ed è piacevole da leggere.

Ti segnalo alcuni passaggi che mi hanno fatto un po’ storcere il naso:

Fa paura questa città, Giovi. Fa paura e insieme è così affascinante che il pensiero di lasciarla mi torce le budella, ma anche essere sempre qui mi fa lo stesso effetto.


questo velo di malinconia che mi appensantisce le ossa svanisca presto


A livello di linguaggio mi ha stonato quel “mi torce le budella” che non si accorda con il tono generale che hai usato.



ma che salta da una giovinetta all'altra come se dovesse superare un record.


Quel “giovinetta”  è così desueto...


Bello il titolo!




Complimenti 


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

4Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Dom Giu 13, 2021 8:13 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Caro Autore,
La scrittura scorre fluida, semplice e precisa: mi piace.
È bello anche che le difficoltà di un matrimonio una volta tanto possano chiudersi senza tragigi epiloghi.
Sono le piccole occasioni rivoluzionarie che, colte positivamente nella nostra vita, permettono cambiamenti che a volte devono partire proprio da noi.
Ho trovato solo eccessivo il passaggio da "signor marito", troppo negativo, ai toni fin troppo affettuosi alla fine.
Complimenti, i paletti ci sono tutti.

5Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Lun Giu 14, 2021 2:42 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Il racconto è in fondo un bel rosa a lieto fine, imperniato sul “bagno” che finalmente assume un ruolo centrale, a differenza di altri brani che ho letto fino a questo momento. Il pezzo è scritto benissimo e scorre via agevolmente, senza intoppi e del tutto coerente con il personaggio di Liliana che ho trovato personalmente molto ingenua ma fresca, naturale e del tutto verosimile.
Tutto queste è per me più che sufficiente per dare un ottimo giudizio.
Faccio solo alcune osservazioni che spero possano servirti e esprimo qualche dubbio che probabilmente è dovuto una mia errata interpretazione dei paletti.
Pettinengo c’è ma se fosse stato San Casciano in Val di Pesa, che cosa sarebbe cambiato nell’economia del racconto?
La forma epistolare resta tale senza un contraddittorio fra mittenti diversi? E, se sì, mi chiedo se un’unica lettera potrebbe considerarsi coerente con il genere.
Infine l’indicazione temporale (maggio 1968): solo due lettere sono del periodo indicato. Le altre sono antecedenti o successive.
Per quanto riguarda la storia, non voglio essere dissacrante e cinico, ma sospetto che il “signor marito” abbia trovato la strada giusta per continuare a fare un po’ come gli pare.
Segnalo alcune correzioni, senza molta importanza, che penso potranno servirti per un eventuale successivo utilizzo del testo:
Appensantisce = appesantisce
“ma le tue descizioni dettagliate…”
Sciammannati = sciamannati
camice = camicie
Irragiungibile = irraggiungibile
  

6Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Lun Giu 14, 2021 6:06 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Il racconto è in fondo un bel rosa a lieto fine, imperniato sul “bagno” che finalmente assume un ruolo centrale, a differenza di altri brani che ho letto fino a questo momento. Il pezzo è scritto benissimo e scorre via agevolmente, senza intoppi e del tutto coerente con il personaggio di Liliana che ho trovato personalmente molto ingenua ma fresca, naturale e del tutto verosimile.
Tutto queste è per me più che sufficiente per dare un ottimo giudizio.
Faccio solo alcune osservazioni che spero possano servirti e esprimo qualche dubbio che probabilmente è dovuto una mia errata interpretazione dei paletti.
Pettinengo c’è ma se fosse stato San Casciano in Val di Pesa, che cosa sarebbe cambiato nell’economia del racconto?
La forma epistolare resta tale senza un contraddittorio fra mittenti diversi? E, se sì, mi chiedo se un’unica lettera potrebbe considerarsi coerente con il genere.
Infine l’indicazione temporale (maggio 1968): solo due lettere sono del periodo indicato. Le altre sono antecedenti o successive.
Per quanto riguarda la storia, non voglio essere dissacrante e cinico, ma sospetto che il “signor marito” abbia trovato la strada giusta per continuare a fare un po’ come gli pare.
Segnalo alcune correzioni, senza molta importanza, che penso potranno servirti per un eventuale successivo utilizzo del testo:
Appensantisce = appesantisce
“ma le tue descizioni dettagliate…”
Sciammannati = sciamannati
camice = camicie
Irragiungibile = irraggiungibile
  
INTERVENTO DI MODERAZIONE
Qui, come in tutti gli altri racconti partecipanti, il genere è stato rispettato giacché, come abbiamo spiegato in almeno tre discussioni per giorni e giorni, il CdL intende il genere epistolare come la costruzione di un racconto mediante una o più lettere, di uno o più autori.
Abbiamo appena finito lo step a genere monologo, quindi va da sé che i due generi sono distinti e, per esempio, una sola lettera rientrava nel monologo, essendo quello per eccellenza. 
Spero davvero di non dover tornare più sulla questione, né nei racconti né in tag né in altri luoghi, perché questo è pur sempre un forum e diamo per scontato che i nostri utenti leggano quantomeno la discussione che apre lo step, in cui ne abbiamo parlato a lungo.
Sugli altri paletti, ognuno li intenda come li vuole. Sul genere, per piacere, spero sia l'ultimo intervento da parte dello staff.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

7Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Mar Giu 15, 2021 2:22 pm

Ospite


Ospite
Non aver vinto mai niente mi autorizza a non usare inutili strategie.
Con questo non voglio dire che posso affacciarmi al balcone e sputare sui passanti.
Ho sempre molto rispetto per chi scrive, bravo o meno bravo che sia.
Perché?
Perché ha la mia stessa passione. E perché scrivere solleva, innalza.
Di te, cioè di quello che scrivi, mi piace tutto.
Quel tuo sentirti 'ammorbidita dentro' è straordinario.
E quanta invidia per Achille. Nel bene e nel male è uno che ti dorme accanto.
Arrivederci a ottobre.
A Pettinengo.

Bravissima.

8Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Mar Giu 15, 2021 5:03 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Un racconto che scorre nella sua perfezione come un grande placido fiume. Senza incontrare ostacoli e quando ne trova uno, con un piccolo mulinello lo supera. Porti al finale felice una storia che facilmente ne avrebbe potuto trovare uno meno gioioso. Lei è quasi una santa che copre le marachelle del marito e l'hai resa quasi succube ma la fai riprendere il suo con quel bagno incantevole. Perchè vanno a fare le vacanze in casa della cugina (4 persone) quando lui è un aristocratico banchiere. Ecco qualcuno dei mulinelli che ho trovato. Il racconto resta super comunque.

9Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Mar Giu 15, 2021 6:01 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Il titolo è interessante, singolare e adatto a quella che sarebbe stata poi la trama.
Il genere è azzeccato.
La stanza da bagno mi ha convinta meno, un po’ forzata: il bagno è una stanza importante, ma una donna forse la cucina è l’ambiente in cui passa/passava più tempo. Però ci sta.
Il bancario è trattato un po’ da stereotipo: preciso, magari un po’ freddo, compresso, salvo poi ribaltarlo nel finale.
In questo contesto probabilmente non è un bancario “da filiale”, ma – data l’origine aristocratica, lo stile di vita che può permettersi (le cene importanti, figli, casa, donna di servizio, le vacanze non proprio da tutti) lo inquadrerei più come funzionario se non come dirigente, un quasi banchiere.
Il ’68 viene vissuto, a mio parere ovviamente, come un periodo in cui il concetto di famiglia comincia ad essere interessato dai mutamenti che ci saranno negli anni successivi.
Pettinengo... un nome, una città. Un’altra città, stesso risultato.
La moglie ci viene presentata triste, disillusa, amareggiata e anche arrabbiata, costretta in una vita non sua ma di cui accetta tutto, quasi con rassegnazione. Stimoli per ribellarsi? Affida il tutto alle lettere alla cugina, ma di concreto... poco o niente.
Una coppia di persone normalissime, anche noiose, prese dalle convenzioni (famiglia, lavoro, vacanze), dalla banalità di una vita che si è presentata ben diversa da come si immaginavano. Giornate tutte uguali e niente più stimoli.
Proprio per queste considerazioni, la prima parte del racconto non mi aveva entusiasmato, francamente: una situazione trita e ritrita (mi ero detta).
L’ultima parte invece mi ha molto toccato: eccolo lì il racconto vero.
E non era un racconto "rosa", tutt'altro.
La ristrutturazione del bagno l’ho interpretata come la ristrutturazione della vita dei due protagonisti, che liberi dagli impegni che ben tre figli comportano, trovano il modo di risolvere una crisi di coppia silente, di quelle pericolose se non affrontate. Trovano il modo di riscoprirsi.
Quest’ultima parte mi è piaciuta in particolare perché è entrato prepotente il concetto di sostegno reciproco.
Lei c'era sempre stata per lui, nelle tante incombenze che il ruolo le imponevano.
Anche lui c’è, c’era sempre stato ma lei non l’aveva percepito, presa dalle proprie amarezze e dal ruolo che si era imposta per dovere, dalle proprie disillusioni e dai sogni persi per strada.
Proprio sull’ultima parte lavorerei per alleggerirla un po’, per far percepire meglio e con più forza al lettore  il sollievo, la felicità del loro riscoprirsi, e del realizzare quanto le persone spesso nascondano i loro lati positivi (il momento tanto delicato di quando il marito le “regala” lo studio, l’angolo in cui lei potrà essere finalmente libera di essere), per convenzione, per carattere, o perché essere se stessi può scontrarsi col ruolo che si deve interpretare in società, generando fraintendimenti.
Proprio per questo finale penso che un posto nella cinquina lo devo proprio trovare.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Mer Giu 16, 2021 9:53 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Grazie per aver scritto per noi.

Le pulci:

1. "Siamo nel nuovo e splendente 1968 ma io non sono nuova...". Questa frase, per il mio sentire, introduce il 1968 un poco forzatamente, non mi è piaciuto, poteva essere aggirato aggiungendo l'anno alle date delle lettere ma quel "...ma io non sono nuova" è invece bellissimo.

2. "...però si sente in diritto di guardarmi dal suo piedistallo tempestato di sangue blu..." Non so, non riesco, pur sforzandomi con la fantasia, a conciliare "tempestato", che ha un significato molto preciso e che potrebbe riguardare pietre preziose incastonate, con la "liquidità" del sangue blu. 

3. "...li si divide dal suo alter ego bancario e ritorna l'Achille sportivo e..." Non è possibile dividere l'alter ego, proprio per definizione. E' possibile nasconderlo, far prevalere l'altro "ego", ma non ci sta, a mio parere, la divisione.

4. "...spero che me ne parleresti..." Letto e riletto, ha un senso ed è corretto ma non è bello.

5. Da gennaio a maggio la vita di Liliana, soprattutto quella interiore, cambia radicalmente. Certi processi, per la mia piccola esperienza, richiedono molto più tempo. 

Piacevolezza di lettura:

Buono, ma...non è il mio genere. Non è colpa tua, ognuno ha delle preferenze. Per intenderci, letto con l'intento di prima aiutare e poi valutare, questo racconto l'ho trovato buono, scritto correttamente, coi paletti centrati. Fuori dal contest non leggerei mai un racconto come questo per tematica che non mi appassiona. Qui c'è un altro modo di vedere il racconto, plausibilissimo, che è quello di raccontare il quotidiano. Personalmente preferisco il racconto coi "guizzi", uno scritto che mi faccia alzare il sopracciglio e che sorprenda per originalità e soluzioni. A tutti gli altri commentatori sei piaciuta tantissimo, vai che sei forte!

11Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Ven Giu 18, 2021 9:55 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

ho la netta sensazione che tu ne abbia scritte molte di lettere in vita tua. Sono così naturali, così sincere e reali che sembra veramente di averle trovate nel cassetto di casa. 
Ottimo ottimo ottimo lavoro. 
I fatti narrati sono semplici e di vita quotidiana, come descrive perfettamente il titolo che hai scelto. Non sei ricors* al colpo di scena, non hai provato a stupirci con effetti speciali ed è questa la forza del tuo racconto. 
Io sono completamente affasciato da quello che hai scritto, non ho altro da dirti.
Grazie.

12Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Ven Giu 18, 2021 3:45 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Il pezzo è scritto bene, non ci sono errori e sbavature, però a me ha un pò annoiato.
Sarà il genere, sarà che l'argomento non mi prende molto, ma ti confesso che ho fatto fatica a finirlo.
Non è una questione di forma, ma come detto di contenuto: è mancato totalmente quel guizzo capace di farmi immergere nella storia con trasporto.
I paletti proposti ci sono tutti.
Perdona il mio giudizio.
Approfitto per chiudere come chiuderebbe Achillu: grazie e alla prossima.

13Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Lun Giu 21, 2021 12:31 pm

gipoviani


Younglings
Younglings
Scrittura piacevole e scorrevole. Una storia con un finale tranquillizzante, pieno stile Hollywood.
Ma dov'è la vicenda, perché le cose cambiano. Dove è l'elemento drammatico che rompe la routine che altrimenti volgerebbe al peggio? Non ci viene spiegato.
Un bancario, ma direi una persona in generale, diventa meno noioso se compra un casa a Pettinengo? Non conosco il nostro ridente paesino, ma temo sia il contrario. 
Manco avesse comprato una barca a vela per portare la famiglia a fare il giro del mondo.  
Non mi pare neanche una storia di emancipazione femminile: la vittoria della moglie è che il marito le conceda lo studio e le permetta, bontà sua, di seguire le sue inclinazioni. 
Esci Liliana mia, conosci il mondo: c'è un universo oltre Pettinengo. Lascia i figli al marito noioso e salta un po' anche tu la cavallina.

14Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Lun Giu 21, 2021 9:43 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Ci sono racconti in cui il voler a tutti costi incastrare i paletti gli autori hanno perso di vista la storia e racconti come questo in cui l'aut* sembra avesse in mente una storia ben chiara e abbia preferito piegare i paletti al racconto piuttosto che snaturare il racconto stesso.
Facendo bene, dal mio punto di vista.
Almeno tre paletti, il 1968, il banchiere e Pettinengo sono inseriti nel racconto ma nell'economia dello stesso non hanno nessuna importanza, sono facilmente sostituibili senza che la storia perda la sua forza narrativa; in compenso il genere c'è tutto ma, soprattutto, in questo racconto ho trovato uno dei bagni più importanti se non il più importante in assoluto di tutto lo step.
Venendo al racconto devo dire che trovo alquanto plausibile che l'emancipazione della protagonista non possa spingersi molto oltre quello che fa, soprattutto se vogliamo inserirla nel 1968.
Ciò che è meno credibile dal mio punto di vista è la conversione del marito in un tempo così breve (questa è forse l'unica concessione che hai fatto ai paletti, in un racconto più ampio, probabilmente, ti saresti pres* il tempo necessario a questo cambiamento).
Molto buona la scrittura, rarissimi refusi che non val quasi nemmeno la pena evidenziare, scorrevole e mai noioso, sotto questo aspetto posso solo farti i complimenti per come usi la penna (o la tastiera).
Chiudo con una cosa che non faccio mai: mi sbilancio e dico che questo racconto è scritto da mano femminile (e verrò clamorosamente smentito!)

15Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Mar Giu 22, 2021 10:16 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
La scrittura di questo testo è corretta, denota una cura che mi fa pensare a una corrispondenza "confezionata" ad hoc. Non è male, anzi, ma se pensiamo a una lettera vera, scritta di pugno, non ci passa nemmeno per la mente di vederla creata per un concorso di scrittura. 

Non sto a segnalarti i refusi già notati da altri, ma un paio di osservazioni le faccio ugualmente:

"fare opere pie (ma pie per chi),"


"fare opere pie (ma pie per chi?),"



Evidentemente una stupidata, ma in un testo così curato, anche un punto di domanda (che cambia veramente il peso delle parole tra parentesi), salta all'occhio, almeno a me.


"Achille mi ha regalato il suo studio, che è sempre stato il suo mondo . E ora sarà il mio mondo, il mio studio. Il mio studio. E stavolta posso anche battere le mani per l'emozione.
È stata una sorpresa inaspettata. Qualche giorno fa sono rientrata a casa e ho trovato Achille sulla soglia del “mio” studio (quanto mi piace scriverlo), un mazzo di fiori in mano e un grande sorriso sulla faccia."

Nei periodi qui sopra ripeti ben 4 volte la parola studio, per 3 volte soltanto nel primo periodo del paragrafo. Ti sei salvato, caro Aut, poiché hai scritto, con un'abile mossa di prestigiatore letterario (te n'eri accorto secondo me), che ti piace scrivere "mio studio". E allora alzo le mani e dico che questa Liliana pittrice è un omaggio al secondo step di DT. 

Dal punto di vista morale, vorrei porre l'attenzione su un aspetto fondamentale: ma quanto sono importanti le lettere? Quelle scritte a mano, cazzo, con la busta e il francobollo che lecchi e ti viene voglia di vomitare. Non mi dite che le mail hanno la stessa forza. Il Times New Roman scrive uguale per tutti, che merda è! Ma vuoi mettere la soddisfazione di andare a cercare il calibro dei sentimenti (amore, odio) tra le curve del corsivo? Non ha prezzo. Questo testo mi ha fatto tornare in mente il piacere di scrivere lettere, a mano, a penna, imbucarle e sperare che le poste non se le perdano da qualche parte.

Poi, mi è stata proprio sui coglioni 'sta Liliana che chiama Signor Marito, suo marito. Mi è sembrato quasi impossibile. E anche se fosse vero, che cos'è, sudditanza psicologica? Anche perché poi questo Achille, non sembra neanche male. Puttaneggia, d'accordo, ma se lo tollera la Liliana, a maggior ragione, non dovrebbe chiamarlo Signor Marito. 

Un'ultima osservazione, anzi penultima, che in un certo senso non mi spiego: non mi sono sentito a Torino e nemmeno a Pettinengo. Eppure, ho sentito le vibrazioni sia della mia Torino che di Pettinengo (pur non essendoci mai stato). Complimenti, Signor Autore (vale anche per il Gentil Sesso), per questa sensazione che hai saputo creare.

Infine, davvero, due parole sul cesso. Che la ristrutturazione del cesso elevi la povera Liliana al lignaggio dei suoi parenti è grottesco ma perfettamente verosimile. Complimenti anche per questo espediente narrativo originalmente azzeccato. Tanto, certi personaggi, le piccole occasioni (rivoluzionarie), non le capiscono né le capiranno mai.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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16Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Gio Giu 24, 2021 8:47 am

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
bello. ben scritto, anche se ci sono dei refusi, si legge davvero volentieri.
le lettere sono realistiche e scorrevoli, le descrizioni molto buone.
i paletti sono tutti rispettati, pertanto mi fermo qui e faccio i complimenti.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

17Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Gio Giu 24, 2021 9:56 am

Ospite


Ospite
Mi sento di dire una cosa, anche se è vietato dirla:
Che bello il commento di Molli.

18Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Gio Giu 24, 2021 1:05 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Finalmente una stanza da bagno che non è solo un cesso o un nascondiglio ma un simbolo di classe sociale. Forse non molti lo ricordano ma quando negli anni '60 '70 si andava in visita per la prima volta in una casa borghese o alto borghese, il tour includeva sempre la stanza da bagno. Ho impressa nella memoria una stanza da bagno in marmo nero con la vasca a filo del pavimento in una villa del '700. La stanza da bagno di Liliana invece è elegante, luminosa, accogliente. Il processo di emancipazione di Liliana non comincia dalla ristrutturazione ma dall'averne chiesto il controllo. Da quasi coetaneo capisco perfettamente l'importanza della scoperta del poter crescere assieme in un mondo che cambia tutt'intorno che ha sorpreso e travolto i due coniugi. Queste lettere sono davvero molto credibili e benissimo scritte. Complimenti

https://parolemiti.net/

19Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Gio Giu 24, 2021 9:52 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Ciao.
Interessanti queste lettere che illustrano chiaramente la mentalità del tempo.
 
signor marito ripetuto volutamente, credo, fino alla nausea, esprime lo stato di sudditanza di alcune donne di quel periodo, anche se risulta così irritante da sembrare ironico. 



Io intanto cambio me stessa, poi proverò anche con il mondo.
 Il cambiamento c’è e lentamente si vede, anche non accettando passivamente le corna, tipico di molte donne di quel periodo.

visto che quando ci siamo sposati ero già incinta di Alessandra e Federico
Una frase troppo buttata lì. A quei tempi restare incinta prima del matrimonio era alquanto scandaloso, anche se Liliana ora abita in una grande città, e credo che la cugina, con la confidenza che hanno, già lo sapesse.
 
I bozzetti per il bagno hanno liberato le mie mani dalla schiavitù casalinga alla quale le avevo piegate in questi anni.
Mi è piaciuto il ruolo centrale che hai dato al bagno, che diventa una Stanza elegante e accogliente per tutti, perché espressione della creatività di Liliana.
Nel complesso è un buon lavoro

20Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Gio Giu 24, 2021 10:55 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Davvero un bel racconto epistolare, che al momento scala la mia personale classifica degli epistolari che ho letto finora.
È un racconto di crescita e di formazione, di rinascita. Il bagno è stato usato in modo originale, creativo e significativo
Ottima la forma, ti sono scappate solo alcune virgole e un plurale di camicia (hai scritto “camice” invece di “camicie”).
Complimenti.

21Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Ven Giu 25, 2021 11:03 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Tommybe ha scritto:Mi sento di dire una cosa, anche se è vietato dirla:
Che bello il commento di Molli.
Non è vietato dirlo, Tom, anzi! 
E i commenti possono essere votati. Quando un commento ti piace (o anche quando non ti piace) tu e chiunque altro avete la possibilità di farlo sapere Smile


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

22Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Ven Giu 25, 2021 3:25 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Ottima la forma, ottima anche l'organizzazione delle lettere, che formano un unicum compatto, un vero e proprio racconto. È stato facile e piacevole leggerlo. Devo dire che sono però rimasto un po' distante da Liliana. Non ho provato empatia verso di lei, verso la sua emancipazione fin troppo facile, vista la condizione sociale in cui nasce. È una cosa mia, non riesco mai a empatizzare fino in fondo con chi i problemi, pur non avendoli, riesce a crearseli da solo, anche solo con l'inazione. Sono tra l'altro completamente d'accordo con Gipo, alla fine tutto si riduce a una concessione di Achille, non voglio chiamarla elemosina perché non lo è, ma poco ci manca. Anche l'acquisto della casa, ecco, si fa in fretta con i soldi ad appianare tutte le divergenze. Liliana rimane quindi intrappolata, finanche sotto ricatto degli umori del redento marito, e la sua è davvero una piccola rivoluzione. Ho provato un'infinita tristezza per lei e per la sua fragilissima felicità che può implodente da un momento all'altro. Che poi, a passarci bene, anche questa è empatia. Insomma, concludendo, di sicuro è un racconto che non lascia indifferenti, quindi per me è promosso a pieni voti. Complimenti.

23Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Dom Giu 27, 2021 9:53 am

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Anche qui sono partito un po' prevenuto. Sempre la questione della forma epistolare (lo dico per l'ultima volta) e in più il fatto che forse la prima lettera è la meno riuscita, credo. Ma la scrittura impeccabile e l'entusiasmo che salta fuori riga dopo riga, lettera dopo lettera, mi hanno conquistato e alla fine lo dico: il racconto è splendido e il percorso è così chiaro e ben gestito, l'evoluzione del personaggio, che non ho molto altro da dire. Ecco forse di tanto in tanto ho sentito sotto sotto la necessità di sentire l'altra metà, la cugina, leggere qualcosa di scritto da lei, vedere le cose dall'altra parte. Forse un aspetto interessante della forma epistolare è quello di poter mostrare due viste e sovrapporle, costruire un canone a più voci, non lo so. Ma alla fine funziona talmente bene così che forse renderlo più complicato avrebbe finito per rovinarlo. DI nuovo complimenti per la qualità della scrittura: pulita, funzionale, misurata. Vero è quanto dice Aki sul personaggio Liliana. La sua piccola rivoluzione mette tristezza. Ma credo che l'autrice (non penso di sbagliarmi se scrivo autrice) lo sappia perfettamente e costruisca la sua storia per ottenere esattamente quella reazione dal lettore.

24Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Lun Giu 28, 2021 6:19 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Ciao, queste lettere mi piacciono, anche se sono parecchio lunghe e un po' stancano.
Mi piace il bagno che svolge all'interno di questa famiglia un cambiamento, che alla fine è ciò che suscita l'arte.
È bello il finale, che finalmente trovano una casa lì e posso passare più tempo insieme, mi ha risollevato il cuore.
Un errore da segnalare: irragiungibile (irraggiungibile).
Del resto un ottimo lavoro!

25Piccole occasioni rivoluzionarie Empty Re: Piccole occasioni rivoluzionarie Mar Giu 29, 2021 10:36 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Un racconto epistolare scritto in maniera eccelsa, quasi eccessivamente. Ha un ritmo lento da pomeriggio assolato passato sotto una veranda. E mi mette una grande tristezza. Questa donna rinchiusa in una gabbia dorata dal suo signor marito che ogni tanto le concede qualche libertà (per grazia ricevuta). Non amo il matrimonio e dopo questa lettura lo apprezzo ancora meno.
Scherzi a parte, un racconto ben fatto ma che, purtroppo, per genere e tematica non mi ha preso più di tanto.
Complimenti.
Grazie


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

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