Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.

Unisciti al forum, è facile e veloce

Different Tales
Benvenuto su Different Tales
Prima di interagire leggi qui https://www.differentales.org/t1-regolamento-del-forum
Se hai già letto e compreso il regolamento è fantastico, nondimeno questo avviso apparirà per il resto dei tuoi giorni, e se non accedi ti apparirà in sogno.
Poi non dire che non ti avevamo avvisato.
Different Tales
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi click o accedi per continuare.

Il forum di scrittura creativa che cercavi


Non sei connesso Connettiti o registrati

Penelope, desiderio

+20
CharAznable
miichiiiiiiiiiii
Antonio Borghesi
Resdei
Fante Scelto
vivonic
ImaGiraffe
Akimizu
gipoviani
FedericoChiesa
Arunachala
Susanna
Danilo Nucci
digitoergosum
Byron.RN
paluca66
Tommybe
Arianna 2016
Petunia
Different Staff
24 partecipanti

Vai alla pagina : Precedente  1, 2

Andare in basso  Messaggio [Pagina 2 di 2]

1Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Penelope, desiderio Lun Giu 07, 2021 12:35 pm

Different Staff

Different Staff
Admin
Admin
Promemoria primo messaggio :

Il signor Winsley osservava i banchi di legno vuoti. Il sudore gli imperlava la fronte. Folate di vento caldo arrivavano dalle finestre aperte portando polvere impregnata dall’odore di piscio dei cavalli. Le lezioni erano già terminate da un po’.
“Signor Winsley,” disse il custode, “avete intenzione di passare la notte qui?”
“Non ci penso nemmeno, Pomodoro” e fece una pausa come se stesse inghiottendo un boccone amaro che gli segnò il volto, “devo finire questa relazione per i miei superiori e me ne torno a casa. Grazie, Pomodoro!”
“Come volete. Se avete bisogno di me sono nella mia stanza.”
Winsley, con un cenno del capo e un timido sorriso, congedò il custode. Non poté fare a meno, come ogni volta, di pensare a quanto fosse buffo quell’uomo. Aveva un viso perfettamente rotondo, rosso come un pomodoro, la fronte alta e uno spelacchiato ciuffo di capelli al centro del capo completamente calvo. Winsley, da quando aveva assunto l’incarico di maestro della cittadina di confine di Recovery, lo aveva conosciuto semplicemente come Pomodoro, ignorando il suo vero nome, ammesso che ne avesse uno.
Il maestro intinse il pennino nel calamaio e rimase qualche istante a osservare quel foglio intonso di carta opaca. Si destò dal suo torpore pensante quando una goccia d’inchiostro nero cadde sul foglio espandendosi tra le linee di cellulosa. Imprecò tra sé e sé.
Mia dolce Penelope…
Accartocciò il foglio gettandolo sul pavimento.
Dolce luna che illumini le mie notti…
“Ma che diavolo sto scrivendo!” urlò gettando anche quel foglio sul pavimento. Lo seguì con lo sguardo mentre rotolava tra i banchi di legno.
Mia Signora…
Signora Penelope…
Dolce Signora Penelope,
dovete credermi, non so cosa mi porta a scrivervi. E non sono sicuro che questa missiva vi arriverà. Non lo so poiché vorrei tacervi il vero motivo per cui la sto scrivendo.
Il ricordo del nostro primo incontro lo conservo nel mio cuore con immenso piacere. Capii subito la vostra condizione, ma rimasi estasiato dalle vostre curve nascoste dal lungo vestito rosso e merletti neri. M’immaginai le vostre cosce, la perfezione del ginocchio, i polpacci duri e i piedi curati infilati dentro agli stivali bianchi. Sognai subito di poter affogare nel vostro seno.
Il vostro viso. Oh, il vostro viso. Candido e lucente come la luna dell’ovest, meravigliosamente incorniciato in una fantastica chioma dal color dell’oro.
Quella sera, dentro al sudicio saloon, eravamo solo io e voi. Non sentivo le imprecazioni che arrivavano dai tavoli da poker, non udivo i lamenti e le frasi sconnesse degli ubriachi, i miei occhi non bruciavano per la cappa di fumo ma ardevano per voi. E se rimembrate bene, scappai come un topo quando una delle vostre compagne si offrì agitandomi davanti il suo seno prosperoso.
Come andò dopo, lo sapete. Anch’io cedetti al desiderio e diventai uno dei vostri amanti occasionali. Cedetti al desiderio, è vero, ma mai e poi mai pensai di poter cedere agli umori del cuore. Non vorrei mai affermare ciò che sto per dire, ma tant’è. Ho dovuto fare i conti con l’amara realtà, tanto sgradevole quanto vera. Mi sono innamorato di una sgualdrina come voi.
Ebbene, non ci girerò intorno, mia Signora. Fuggiamo insieme. Fuggite con me. Per voi sono disposto a lasciare tutto, la mia carriera di maestro, la mia promessa sposa che attende le mie lettere invano, poiché ho parole e inchiostro soltanto per voi.
M’immagino la vita con voi lontano da questo paese polveroso, magari laggiù, verso le montagne, dove potrei fare il taglialegna, o lavorare in una delle miniere d’oro nero. Forse non potrò donarvi l’agiatezza che attualmente avete, ma di certo potrei ricondurvi alla purezza d’animo che avete perso facendo la vostra ignobile professione. Un mercimonio di cui io per primo sono stato succube e complice. Me ne rammarico. In cambio, vi darò tutto me stesso. Mestamente, ma con il favore di Dio.
 
Per sempre vostro,
Harold R. Winsley
 
“Maestro!” urlò l’oste non appena vide Winsley entrare nel saloon. Attese che l’uomo si avvicinasse al bancone: “Dovrete aspettare un po’ questa sera, Penelope sarà impegnata con un paio di clienti prima di voi.”
Harold cercò di controllarsi, mascherando con un sorriso tutta la sua disapprovazione nell’udire le parole dell’oste.
“Mr. Winsley, sedetevi,” continuò l’oste, “bevete qualcosa nell’attesa, offre la casa!”
“Non sono qui per Penelope, né per bere” farfugliò il maestro. L’oste restò in silenzio, percependo il tono inusuale di Harold.
“Vorrei che faceste una cosa per me,” disse appoggiando una busta sul bancone, “dovete consegnare questa a Penelope, soltanto nelle sue mani. Posso fidarmi?” e accanto alla busta posò una banconota. L’oste annuì.
“Chi sono i clienti di Penelope?” chiese poi con tono minaccioso.
L’uomo fece un passo indietro, appoggiando energicamente la schiena allo scaffale dietro di lui. Le bottiglie tintinnarono.
Con un filo di voce rispose: “Forestieri, non li ho mai visti prima. Dicono di essere venuti a Recovery per affari, ma non hanno specificato quali affari. Mi sono sembrati sinceri.”
Harold continuava a fissarlo con gli occhi iniettati di rabbia.
L’oste cercò il coraggio che non aveva: “Se posso darvi un consiglio, signore, lascerei perdere Penelope, come sapete i suoi servigi sono molto richiesti. Non solo dai forestieri, ma anche da alcune delle persone più in vista della città.”
Udendo quelle parole, il maestro sentì una fitta al cuore. Un pugnale dalla lama gelata lo aveva appena trafitto. Indietreggiò e, senza aggiungere altro, si voltò e uscì dal saloon.
 
Dragowski, con il suo solito passo lento, impettito dentro al panciotto grigio, entrò nel saloon e andò subito al bancone.
“Signor sindaco,” esclamò l’oste, “il solito?”
“Grazie, Sam.” rispose l’uomo mentre con lo sguardo squadrava da capo a piedi tutti i presenti. C’erano dei forestieri seduti a un tavolo da poker, gli irriducibili del gioco di Recovery ad un altro tavolo, due ubriachi che dormivano distesi sul pavimento e, sedute a gambe incrociate sulla scala che portava alle stanze superiori, due delle puttane che con fare annoiato si facevano aria con il ventaglio.
“Allora sindaco, ho saputo che i furfanti che hanno tentato di rapinare la vostra banca sono stati acciuffati dagli uomini dello sceriffo.”
“Esattamente, Sam,” rispose il banchiere asciugandosi la bocca con il dorso della mano dopo aver trangugiato un bicchiere di whisky, “e domani all’alba li vedremo pendere dalla forca, che il diavolo li porti!”
“Bruceranno all’inferno!” esclamò Sam ridendo sguaiatamente mentre riempiva di nuovo il bicchiere. Ma Dragowski non lo stava più ascoltando, poiché con gli occhi cercava qualcosa. O qualcuno.
“Dov’è Penelope?”
“Sta lavorando!” rise Sam. Dragowski lo fulminò con lo sguardo e il volto di Sam si fece subito serio.
“Con chi? Non con quello scribacchino spero!”
“No signore,” rispose l’oste impaurito, “con un forestiero.” Tacque per qualche istante, pensando alla lettera che il maestro aveva lasciato per Penelope. Che fare? Rispettare la richiesta del maestro mantenendo la promessa fatta? Non appena questo pensiero fu concreto dentro la sua testa, per poco non si pisciò addosso per la paura. Dragowski, oltre ad essere il sindaco di Recovery, oltre ad essere uno tra i banchieri più in vista di tutto il west, era anche un uomo spietato, vendicativo e altamente suscettibile. Se solo avesse fiutato che lui gli nascondesse qualcosa sul conto di Penelope, non avrebbe esitato a farlo spellare vivo da uno dei suoi sicari selvaggi.
“Signore,” disse Sam intimorito, “lo scribacchino, come lo chiamate voi, è venuto qui poco prima del vostro arrivo.”
Dragowski lo fissò con sguardo interrogativo. Sam indietreggiò. Una bottiglia cadde dallo scaffale infrangendosi sul pavimento.
“Parla!”
“Mi ha consegnato questa lettera raccomandandosi di lasciarla soltanto nelle mani di Penelope…e mi ha anche allungato una banconota.”
“Canaglia!” disse il sindaco strappando la busta dalle mani di Sam. “Quel denaro non ti basterà per il tuo funerale, ingrato! Pensavi di tacermi questo fatto?”
“Nossignore!” rispose prontamente Sam accennando un inchino. Dragowski era fuori di sé. Apri la busta e iniziò a leggere la missiva. Sam lo guardava attonito e immobile. Sentì caldo. Si era pisciato addosso.
“Ah è così?” urlò il sindaco banchiere accartocciando il foglio. “Lo scribacchino vuol giocare a fare l’innamorato. Di una puttana per di più! Della mia puttana!”
 
Le notti di Recovery erano gelide. Il vento freddo proveniente dalle montagne sferzava le case di legno alzando la polvere. Poco lontano dal saloon, accanto alla bottega del maniscalco, un’ombra sostava accanto all’abbeveratoio dei cavalli colmo di acqua putrida.
“Chiamato?”
“Ho bisogno di te.”
“Tu comandare.”
“Devi andare a prendermi il maestro. Nella casa rossa accanto alla scuola.”
“Portare da te?”
“No, accidenti! Lo porterai dallo sceriffo. Lui ti aspetterà lì.”
“Va bene. Tu uomo denaro. Tu dare me due volte donna. E bagno caldo.”
Dragowski grugnì: “L’avrai, diavolo d’un selvaggio! Domani potrai farti il bagno e subito dopo andare al saloon. Hai la mia parola.”
“Grazie, signore sindaco. Sempre piacere essere per tuo servizio.”
“Vai, adesso! E fai attenzione che non ti veda né senta nessuno. Soprattutto, guardati dal custode che vive nella scuola. Si dice che sia insonne. Potrebbe sentirti.”
“Insonne?”
“Non dorme.”
“Uomo senza sonno essere uomo senza spirito!”
Il selvaggio sparì nella notte. Dragowski rimase ancora accanto all’abbeveratoio. Un uomo, con una stella dorata appuntata sul petto del gilet, sbucò dall’oscurità.
“Tutto chiaro, signore” disse.
“Sai cosa fare. E domani pomeriggio ci libereremo anche del selvaggio.”
“Siete sicuro, signore? Il selvaggio ci tornerebbe utile per altri lavori sporchi.”
“Hai ragione. Ma ne possiamo trovare centinaia come lui prima che l’esercito li stermini tutti. E poi mi sono stancato di pagarlo attraverso Penelope. Sarebbe inutile coprirlo di denaro o dargli dell’oro. Per lui un paio di cosce aperte e un pezzo di sapone valgono molto di più.”
Lo sceriffo annuì. Dragowski si raccomandò: “Hai già eliminato una di quelle canaglie?”
“Tutto risolto signor sindaco. Se lo stanno già mangiando i vermi.”
 
Una piccola folla si era radunata all’alba davanti al patibolo allestito nella piazzetta di Recovery. I tre briganti rei di aver tentato una rapina alla banca della città stavano per essere assicurati alla giustizia. Dragowski assisteva silenzioso. In fila indiana, incappucciati, i tre uomini salirono gli scricchiolanti scalini di legno che li avrebbero portati alle forche. L’ultimo della fila barcollava e cadde non appena salito sul patibolo. Era malconcio, come se lo avessero riempito di botte. Due collaboratori dello sceriffo lo rialzarono da terra e lo portarono di peso sotto il cappio, stringendoglielo bene al collo. L’uomo urlò con tutta la voce che aveva in corpo: “Sono il mae…”. Prontamente uno degli uomini dello sceriffo gli assestò un calcio nelle reni e l’uomo perse i sensi. Lo sceriffo, fiutando la situazione, s’avviò velocemente verso la leva con cui avrebbe comandato l’apertura della botola. Cercò lo sguardo di Dragowski. La botola si aprì e dopo pochi secondi tre cadaveri penzolavano a pochi centimetri da terra, irradiati dai primi raggi solari.
 
Il locale dei bagni di Recovery era invaso dal vapore dell’acqua calda. L’umidità ti prendeva alla gola e i vetri delle finestre erano costantemente appannati. C’erano quattro vasche ovali di latta, ognuna posta in corrispondenza degli angoli della stanza. Ciascuna nicchia era delimitata da un tendaggio che all’occorrenza copriva chi s’immergeva nell’acqua calda. Accanto a ogni vasca c’era una sedia, una sputacchiera, un secchio con una spazzola e un pezzo di sapone.
Dragowski entrò nell’anticamera dei bagni. L’inserviente gli fece un cenno del capo e il sindaco si diresse verso l’unica nicchia occupata. Spostò delicatamente la tenda e vide due piedi neri, con le unghie incarnite e due mosche che ci giravano intorno. Il vapore saliva dall’acqua calda sulla cui superficie galleggiavano pidocchi annegati. Il selvaggio aveva la testa indietro e gli occhi chiusi.
“Per ripulirti non basterebbe tutto il sapone del west!” urlò il sindaco.
Il selvaggio si destò di colpo dal suo torpore rilassato. Si passò una mano sul viso.
“Bello bagno caldo” disse.
“Ci mancherebbe, maledetto, non vorrai prenderti Penelope lurido com’eri!” pensò. Ma non lo disse. Sorrise.
“Sei stato bravo ieri. Nessuno ti ha visto né sentito. Il maestro ha fatto la fine che si meritava. Comunque, Pomodoro avresti potuto risparmiarlo.”
“Uomo senza sonno essere uomo senza spirito” ribatté l’indiano. E aggiunse: “Dopo andare saloon. Donna aspettare me.”
“Sì sì, donna aspettare te” disse Dragowski, “ma prima, per celebrare il tuo ottimo lavoro, faremo un bel brindisi!”
“Io non bere, tu sapere.”
“Suvvia, per una volta! Celebriamo con un goccetto la nostra sempre proficua collaborazione!”
“Tu comandare.”
Dragowski estrasse dall’interno della giacca una fiaschetta e dalla tasca laterale due bicchierini. Versò il contenuto tenendo i bicchierini in mano. Appoggiò la fiaschetta sul pavimento e porse la bevanda all’indiano che allungò il braccio.
“A noi! Alla nostra salute! E, permettimi di dirlo, alla sgualdrina che più tardi ti farà divertire. Tutto d’un fiato!”
Dragowski sudava freddo. Si avvicinò il bicchiere alla bocca ma non bevve. L’indiano trangugiò il liquido chiudendo gli occhi. Il sindaco sorrise guardandolo in silenzio.
“Tu non bere?”
Come pronunciò queste parole l’indiano si portò le mani alla gola. Non ebbe il tempo di dire niente. Una schiuma densa e rosea gli uscì dalla bocca, gli occhi spalancati verso il soffitto.
Un tintinnare di speroni accompagnava dei passi sul pavimento di legno.
“Fai pulizia!” ordinò Dragowski.
“Sissignore!” rispose prontamente lo sceriffo.
 
Il saloon pullulava di giocatori, di ubriachi e di puttane.
“Sam, il solito!”
“Certamente signor sindaco!” disse l’oste.
Un uomo, dai vestiti luridi e dal volto lercio di polvere e sudore, entrò nel locale. Si diresse convinto verso il bancone. Dragowski lo osservò avanzare. Penelope gli passò a fianco ma lui sembrò non vederla. Il profumo della donna però lo catturò ed egli s’accorse di lei. Resto estasiato.
“Avete l’aria del forestiero,” disse Dragowski asciugandosi la bocca con il dorso della mano, “e a Recovery non amiamo i forestieri.”
Sam indietreggiò urtando lo scaffale delle bottiglie.
“Dovrete abituarvi alla mia presenza, presto non sarò più un forestiero” ribatté l’uomo.
“Con chi ho il piacere di parlare?” chiese Dragowski.
“Mi chiamo Arthur Lagarde, sono il nuovo maestro. Penso che starò bene qui a Recovery, questo saloon è molto accogliente” disse volgendo lo sguardo verso le scale che portavano alle stanze superiori.
“Un altro scribacchino!” pensò il sindaco tra sé e sé, trangugiando l’ennesimo bicchiere di whisky.


26Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Dom Lug 04, 2021 9:13 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Vi dirò, questo racconto non mi ha mai convinto.

Certo, e mi fa piacere che lo abbiate notato, la scrittura è buona e per me è una grande soddisfazione. 

Però questa Penelope fumosa, protagonista soltanto nel titolo, ripeto, non ha convinto neanche me. E i vostri commenti mi hanno convinto della mia non convinzione. S'è capito?

Per questo, grazie a tutti.

Cool


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]!

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

27Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Dom Lug 04, 2021 9:30 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Vi dirò, questo racconto non mi ha mai convinto.

Certo, e mi fa piacere che lo abbiate notato, la scrittura è buona e per me è una grande soddisfazione. 

Però questa Penelope fumosa, protagonista soltanto nel titolo, ripeto, non ha convinto neanche me. E i vostri commenti mi hanno convinto della mia non convinzione. S'è capito?

Per questo, grazie a tutti.

Cool
S'è capito cosa? Che siccome abbiamo capito dovevamo farti capire che non avevamo capito perchè altrimenti avresti capito che noi non avevamo capito, tu ci capivi? Giusto. Capito tutto e tutti. Prost


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

28Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Dom Lug 04, 2021 10:07 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Vi dirò, questo racconto non mi ha mai convinto.

Certo, e mi fa piacere che lo abbiate notato, la scrittura è buona e per me è una grande soddisfazione. 

Però questa Penelope fumosa, protagonista soltanto nel titolo, ripeto, non ha convinto neanche me. E i vostri commenti mi hanno convinto della mia non convinzione. S'è capito?

Per questo, grazie a tutti.

Cool
S'è capito cosa? Che siccome abbiamo capito dovevamo farti capire che non avevamo capito perchè altrimenti avresti capito che noi non avevamo capito, tu ci capivi? Giusto. Capito tutto e tutti. Prost

Scusa, non ho capito.  Laughing Laughing Laughing

Penelope, desiderio - Pagina 2 636947383


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]!

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

29Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Dom Lug 04, 2021 10:11 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Alla fine Penelope è un MacGuffin...


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

30Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Dom Lug 04, 2021 10:36 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Alla fine Penelope è un MacGuffin...
Char, ne sai una cifra e mezza! Bene, anche alle 22.35 di una piovosa domenica di luglio ho imparato qualcosa. E Hitchcock mi piace tantissimo.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

31Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Dom Lug 04, 2021 10:40 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Alla fine Penelope è un MacGuffin...

Chiedo venia, ma la mia ignoranza è abissale come la fossa delle Marianne.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]!

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]

32Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Mar Lug 06, 2021 8:26 am

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Come siamo diversi. Per qualcuno il selvaggio ha ucciso il racconto. Avresti dovuto farlo ammutolire.
Per me resta la cosa più stravagante e divertente.
Ogni tanto l'impegno lasciamolo da parte, come ha fatto questa grande autrice.

33Penelope, desiderio - Pagina 2 Empty Re: Penelope, desiderio Mar Lug 06, 2021 8:40 am

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Pardon, Molli. Lo avevo attribuito a Arianna.

Contenuto sponsorizzato


Torna in alto  Messaggio [Pagina 2 di 2]

Vai alla pagina : Precedente  1, 2

Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.