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Penelope, desiderio

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1Penelope, desiderio Empty Penelope, desiderio Lun Giu 07, 2021 12:35 pm

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Admin
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Il signor Winsley osservava i banchi di legno vuoti. Il sudore gli imperlava la fronte. Folate di vento caldo arrivavano dalle finestre aperte portando polvere impregnata dall’odore di piscio dei cavalli. Le lezioni erano già terminate da un po’.
“Signor Winsley,” disse il custode, “avete intenzione di passare la notte qui?”
“Non ci penso nemmeno, Pomodoro” e fece una pausa come se stesse inghiottendo un boccone amaro che gli segnò il volto, “devo finire questa relazione per i miei superiori e me ne torno a casa. Grazie, Pomodoro!”
“Come volete. Se avete bisogno di me sono nella mia stanza.”
Winsley, con un cenno del capo e un timido sorriso, congedò il custode. Non poté fare a meno, come ogni volta, di pensare a quanto fosse buffo quell’uomo. Aveva un viso perfettamente rotondo, rosso come un pomodoro, la fronte alta e uno spelacchiato ciuffo di capelli al centro del capo completamente calvo. Winsley, da quando aveva assunto l’incarico di maestro della cittadina di confine di Recovery, lo aveva conosciuto semplicemente come Pomodoro, ignorando il suo vero nome, ammesso che ne avesse uno.
Il maestro intinse il pennino nel calamaio e rimase qualche istante a osservare quel foglio intonso di carta opaca. Si destò dal suo torpore pensante quando una goccia d’inchiostro nero cadde sul foglio espandendosi tra le linee di cellulosa. Imprecò tra sé e sé.
Mia dolce Penelope…
Accartocciò il foglio gettandolo sul pavimento.
Dolce luna che illumini le mie notti…
“Ma che diavolo sto scrivendo!” urlò gettando anche quel foglio sul pavimento. Lo seguì con lo sguardo mentre rotolava tra i banchi di legno.
Mia Signora…
Signora Penelope…
Dolce Signora Penelope,
dovete credermi, non so cosa mi porta a scrivervi. E non sono sicuro che questa missiva vi arriverà. Non lo so poiché vorrei tacervi il vero motivo per cui la sto scrivendo.
Il ricordo del nostro primo incontro lo conservo nel mio cuore con immenso piacere. Capii subito la vostra condizione, ma rimasi estasiato dalle vostre curve nascoste dal lungo vestito rosso e merletti neri. M’immaginai le vostre cosce, la perfezione del ginocchio, i polpacci duri e i piedi curati infilati dentro agli stivali bianchi. Sognai subito di poter affogare nel vostro seno.
Il vostro viso. Oh, il vostro viso. Candido e lucente come la luna dell’ovest, meravigliosamente incorniciato in una fantastica chioma dal color dell’oro.
Quella sera, dentro al sudicio saloon, eravamo solo io e voi. Non sentivo le imprecazioni che arrivavano dai tavoli da poker, non udivo i lamenti e le frasi sconnesse degli ubriachi, i miei occhi non bruciavano per la cappa di fumo ma ardevano per voi. E se rimembrate bene, scappai come un topo quando una delle vostre compagne si offrì agitandomi davanti il suo seno prosperoso.
Come andò dopo, lo sapete. Anch’io cedetti al desiderio e diventai uno dei vostri amanti occasionali. Cedetti al desiderio, è vero, ma mai e poi mai pensai di poter cedere agli umori del cuore. Non vorrei mai affermare ciò che sto per dire, ma tant’è. Ho dovuto fare i conti con l’amara realtà, tanto sgradevole quanto vera. Mi sono innamorato di una sgualdrina come voi.
Ebbene, non ci girerò intorno, mia Signora. Fuggiamo insieme. Fuggite con me. Per voi sono disposto a lasciare tutto, la mia carriera di maestro, la mia promessa sposa che attende le mie lettere invano, poiché ho parole e inchiostro soltanto per voi.
M’immagino la vita con voi lontano da questo paese polveroso, magari laggiù, verso le montagne, dove potrei fare il taglialegna, o lavorare in una delle miniere d’oro nero. Forse non potrò donarvi l’agiatezza che attualmente avete, ma di certo potrei ricondurvi alla purezza d’animo che avete perso facendo la vostra ignobile professione. Un mercimonio di cui io per primo sono stato succube e complice. Me ne rammarico. In cambio, vi darò tutto me stesso. Mestamente, ma con il favore di Dio.
 
Per sempre vostro,
Harold R. Winsley
 
“Maestro!” urlò l’oste non appena vide Winsley entrare nel saloon. Attese che l’uomo si avvicinasse al bancone: “Dovrete aspettare un po’ questa sera, Penelope sarà impegnata con un paio di clienti prima di voi.”
Harold cercò di controllarsi, mascherando con un sorriso tutta la sua disapprovazione nell’udire le parole dell’oste.
“Mr. Winsley, sedetevi,” continuò l’oste, “bevete qualcosa nell’attesa, offre la casa!”
“Non sono qui per Penelope, né per bere” farfugliò il maestro. L’oste restò in silenzio, percependo il tono inusuale di Harold.
“Vorrei che faceste una cosa per me,” disse appoggiando una busta sul bancone, “dovete consegnare questa a Penelope, soltanto nelle sue mani. Posso fidarmi?” e accanto alla busta posò una banconota. L’oste annuì.
“Chi sono i clienti di Penelope?” chiese poi con tono minaccioso.
L’uomo fece un passo indietro, appoggiando energicamente la schiena allo scaffale dietro di lui. Le bottiglie tintinnarono.
Con un filo di voce rispose: “Forestieri, non li ho mai visti prima. Dicono di essere venuti a Recovery per affari, ma non hanno specificato quali affari. Mi sono sembrati sinceri.”
Harold continuava a fissarlo con gli occhi iniettati di rabbia.
L’oste cercò il coraggio che non aveva: “Se posso darvi un consiglio, signore, lascerei perdere Penelope, come sapete i suoi servigi sono molto richiesti. Non solo dai forestieri, ma anche da alcune delle persone più in vista della città.”
Udendo quelle parole, il maestro sentì una fitta al cuore. Un pugnale dalla lama gelata lo aveva appena trafitto. Indietreggiò e, senza aggiungere altro, si voltò e uscì dal saloon.
 
Dragowski, con il suo solito passo lento, impettito dentro al panciotto grigio, entrò nel saloon e andò subito al bancone.
“Signor sindaco,” esclamò l’oste, “il solito?”
“Grazie, Sam.” rispose l’uomo mentre con lo sguardo squadrava da capo a piedi tutti i presenti. C’erano dei forestieri seduti a un tavolo da poker, gli irriducibili del gioco di Recovery ad un altro tavolo, due ubriachi che dormivano distesi sul pavimento e, sedute a gambe incrociate sulla scala che portava alle stanze superiori, due delle puttane che con fare annoiato si facevano aria con il ventaglio.
“Allora sindaco, ho saputo che i furfanti che hanno tentato di rapinare la vostra banca sono stati acciuffati dagli uomini dello sceriffo.”
“Esattamente, Sam,” rispose il banchiere asciugandosi la bocca con il dorso della mano dopo aver trangugiato un bicchiere di whisky, “e domani all’alba li vedremo pendere dalla forca, che il diavolo li porti!”
“Bruceranno all’inferno!” esclamò Sam ridendo sguaiatamente mentre riempiva di nuovo il bicchiere. Ma Dragowski non lo stava più ascoltando, poiché con gli occhi cercava qualcosa. O qualcuno.
“Dov’è Penelope?”
“Sta lavorando!” rise Sam. Dragowski lo fulminò con lo sguardo e il volto di Sam si fece subito serio.
“Con chi? Non con quello scribacchino spero!”
“No signore,” rispose l’oste impaurito, “con un forestiero.” Tacque per qualche istante, pensando alla lettera che il maestro aveva lasciato per Penelope. Che fare? Rispettare la richiesta del maestro mantenendo la promessa fatta? Non appena questo pensiero fu concreto dentro la sua testa, per poco non si pisciò addosso per la paura. Dragowski, oltre ad essere il sindaco di Recovery, oltre ad essere uno tra i banchieri più in vista di tutto il west, era anche un uomo spietato, vendicativo e altamente suscettibile. Se solo avesse fiutato che lui gli nascondesse qualcosa sul conto di Penelope, non avrebbe esitato a farlo spellare vivo da uno dei suoi sicari selvaggi.
“Signore,” disse Sam intimorito, “lo scribacchino, come lo chiamate voi, è venuto qui poco prima del vostro arrivo.”
Dragowski lo fissò con sguardo interrogativo. Sam indietreggiò. Una bottiglia cadde dallo scaffale infrangendosi sul pavimento.
“Parla!”
“Mi ha consegnato questa lettera raccomandandosi di lasciarla soltanto nelle mani di Penelope…e mi ha anche allungato una banconota.”
“Canaglia!” disse il sindaco strappando la busta dalle mani di Sam. “Quel denaro non ti basterà per il tuo funerale, ingrato! Pensavi di tacermi questo fatto?”
“Nossignore!” rispose prontamente Sam accennando un inchino. Dragowski era fuori di sé. Apri la busta e iniziò a leggere la missiva. Sam lo guardava attonito e immobile. Sentì caldo. Si era pisciato addosso.
“Ah è così?” urlò il sindaco banchiere accartocciando il foglio. “Lo scribacchino vuol giocare a fare l’innamorato. Di una puttana per di più! Della mia puttana!”
 
Le notti di Recovery erano gelide. Il vento freddo proveniente dalle montagne sferzava le case di legno alzando la polvere. Poco lontano dal saloon, accanto alla bottega del maniscalco, un’ombra sostava accanto all’abbeveratoio dei cavalli colmo di acqua putrida.
“Chiamato?”
“Ho bisogno di te.”
“Tu comandare.”
“Devi andare a prendermi il maestro. Nella casa rossa accanto alla scuola.”
“Portare da te?”
“No, accidenti! Lo porterai dallo sceriffo. Lui ti aspetterà lì.”
“Va bene. Tu uomo denaro. Tu dare me due volte donna. E bagno caldo.”
Dragowski grugnì: “L’avrai, diavolo d’un selvaggio! Domani potrai farti il bagno e subito dopo andare al saloon. Hai la mia parola.”
“Grazie, signore sindaco. Sempre piacere essere per tuo servizio.”
“Vai, adesso! E fai attenzione che non ti veda né senta nessuno. Soprattutto, guardati dal custode che vive nella scuola. Si dice che sia insonne. Potrebbe sentirti.”
“Insonne?”
“Non dorme.”
“Uomo senza sonno essere uomo senza spirito!”
Il selvaggio sparì nella notte. Dragowski rimase ancora accanto all’abbeveratoio. Un uomo, con una stella dorata appuntata sul petto del gilet, sbucò dall’oscurità.
“Tutto chiaro, signore” disse.
“Sai cosa fare. E domani pomeriggio ci libereremo anche del selvaggio.”
“Siete sicuro, signore? Il selvaggio ci tornerebbe utile per altri lavori sporchi.”
“Hai ragione. Ma ne possiamo trovare centinaia come lui prima che l’esercito li stermini tutti. E poi mi sono stancato di pagarlo attraverso Penelope. Sarebbe inutile coprirlo di denaro o dargli dell’oro. Per lui un paio di cosce aperte e un pezzo di sapone valgono molto di più.”
Lo sceriffo annuì. Dragowski si raccomandò: “Hai già eliminato una di quelle canaglie?”
“Tutto risolto signor sindaco. Se lo stanno già mangiando i vermi.”
 
Una piccola folla si era radunata all’alba davanti al patibolo allestito nella piazzetta di Recovery. I tre briganti rei di aver tentato una rapina alla banca della città stavano per essere assicurati alla giustizia. Dragowski assisteva silenzioso. In fila indiana, incappucciati, i tre uomini salirono gli scricchiolanti scalini di legno che li avrebbero portati alle forche. L’ultimo della fila barcollava e cadde non appena salito sul patibolo. Era malconcio, come se lo avessero riempito di botte. Due collaboratori dello sceriffo lo rialzarono da terra e lo portarono di peso sotto il cappio, stringendoglielo bene al collo. L’uomo urlò con tutta la voce che aveva in corpo: “Sono il mae…”. Prontamente uno degli uomini dello sceriffo gli assestò un calcio nelle reni e l’uomo perse i sensi. Lo sceriffo, fiutando la situazione, s’avviò velocemente verso la leva con cui avrebbe comandato l’apertura della botola. Cercò lo sguardo di Dragowski. La botola si aprì e dopo pochi secondi tre cadaveri penzolavano a pochi centimetri da terra, irradiati dai primi raggi solari.
 
Il locale dei bagni di Recovery era invaso dal vapore dell’acqua calda. L’umidità ti prendeva alla gola e i vetri delle finestre erano costantemente appannati. C’erano quattro vasche ovali di latta, ognuna posta in corrispondenza degli angoli della stanza. Ciascuna nicchia era delimitata da un tendaggio che all’occorrenza copriva chi s’immergeva nell’acqua calda. Accanto a ogni vasca c’era una sedia, una sputacchiera, un secchio con una spazzola e un pezzo di sapone.
Dragowski entrò nell’anticamera dei bagni. L’inserviente gli fece un cenno del capo e il sindaco si diresse verso l’unica nicchia occupata. Spostò delicatamente la tenda e vide due piedi neri, con le unghie incarnite e due mosche che ci giravano intorno. Il vapore saliva dall’acqua calda sulla cui superficie galleggiavano pidocchi annegati. Il selvaggio aveva la testa indietro e gli occhi chiusi.
“Per ripulirti non basterebbe tutto il sapone del west!” urlò il sindaco.
Il selvaggio si destò di colpo dal suo torpore rilassato. Si passò una mano sul viso.
“Bello bagno caldo” disse.
“Ci mancherebbe, maledetto, non vorrai prenderti Penelope lurido com’eri!” pensò. Ma non lo disse. Sorrise.
“Sei stato bravo ieri. Nessuno ti ha visto né sentito. Il maestro ha fatto la fine che si meritava. Comunque, Pomodoro avresti potuto risparmiarlo.”
“Uomo senza sonno essere uomo senza spirito” ribatté l’indiano. E aggiunse: “Dopo andare saloon. Donna aspettare me.”
“Sì sì, donna aspettare te” disse Dragowski, “ma prima, per celebrare il tuo ottimo lavoro, faremo un bel brindisi!”
“Io non bere, tu sapere.”
“Suvvia, per una volta! Celebriamo con un goccetto la nostra sempre proficua collaborazione!”
“Tu comandare.”
Dragowski estrasse dall’interno della giacca una fiaschetta e dalla tasca laterale due bicchierini. Versò il contenuto tenendo i bicchierini in mano. Appoggiò la fiaschetta sul pavimento e porse la bevanda all’indiano che allungò il braccio.
“A noi! Alla nostra salute! E, permettimi di dirlo, alla sgualdrina che più tardi ti farà divertire. Tutto d’un fiato!”
Dragowski sudava freddo. Si avvicinò il bicchiere alla bocca ma non bevve. L’indiano trangugiò il liquido chiudendo gli occhi. Il sindaco sorrise guardandolo in silenzio.
“Tu non bere?”
Come pronunciò queste parole l’indiano si portò le mani alla gola. Non ebbe il tempo di dire niente. Una schiuma densa e rosea gli uscì dalla bocca, gli occhi spalancati verso il soffitto.
Un tintinnare di speroni accompagnava dei passi sul pavimento di legno.
“Fai pulizia!” ordinò Dragowski.
“Sissignore!” rispose prontamente lo sceriffo.
 
Il saloon pullulava di giocatori, di ubriachi e di puttane.
“Sam, il solito!”
“Certamente signor sindaco!” disse l’oste.
Un uomo, dai vestiti luridi e dal volto lercio di polvere e sudore, entrò nel locale. Si diresse convinto verso il bancone. Dragowski lo osservò avanzare. Penelope gli passò a fianco ma lui sembrò non vederla. Il profumo della donna però lo catturò ed egli s’accorse di lei. Resto estasiato.
“Avete l’aria del forestiero,” disse Dragowski asciugandosi la bocca con il dorso della mano, “e a Recovery non amiamo i forestieri.”
Sam indietreggiò urtando lo scaffale delle bottiglie.
“Dovrete abituarvi alla mia presenza, presto non sarò più un forestiero” ribatté l’uomo.
“Con chi ho il piacere di parlare?” chiese Dragowski.
“Mi chiamo Arthur Lagarde, sono il nuovo maestro. Penso che starò bene qui a Recovery, questo saloon è molto accogliente” disse volgendo lo sguardo verso le scale che portavano alle stanze superiori.
“Un altro scribacchino!” pensò il sindaco tra sé e sé, trangugiando l’ennesimo bicchiere di whisky.

2Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Ven Giu 11, 2021 8:23 pm

Petunia

Petunia
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao autore

Racconto onesto e ben scritto. Però, non ti offendere, ma l’ho trovato una lunga (e anche noiosa a tratti) serie di scene stereotipate. Non non è piaciuta in alcun modo la lettera a Penelope, né l’immagine delle donne che hai proposto. Bada, non è un a questione di morale non sono certo il tipo... È una questione di buon gusto. Mi sono innamorato di una sgualdrina come voi. 
Non si può leggere.
L’incipit è la parte, a mio avviso, riuscita meglio con quella descrizione un po’ collodiana di Pomodoro (mi hai ricordato Mastro Ciliegia). La storia è praticamente inesistente. 
Non ho capito la storia del bagno (a un selvaggio pidocchioso).
Ti ripeto lo trovo ben scritto, ma per il resto non mi hai convinta.


______________________________________________________
Divido tutti i lettori in due classi; coloro che leggono per ricordare e coloro che leggono per dimenticare.
(William Lyon Phelps)

3Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Dom Giu 13, 2021 9:31 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Ci sono diverse cose che mi sono piaciute di questo racconto: il tono lievemente umoristico, l’idea di fondo e la trama complessiva (il sindaco pronto a fare fuori tutti i possibili concorrenti, la lettera ingenuamente lasciata al barista e intercettata, il modo in cui il sindaco si libera del maestro).
La scrittura è nel complesso discreta, con delle imprecisioni lessicali: ad esempio, in un saloon non parliamo di un “oste” (che si trova in un’osteria o in una taverna) ma magari di un barista; la latta è un materiale molto leggero, malleabile, non credo che ci si facessero le vasche da bagno, forse volevi dire ottone o ghisa.
Altre cose invece mi sembra siano di sistemare:
- Pomodoro sembra un personaggio messo lì senza un particolare significato, solo per “fare volume”
- pur all’interno del tono umoristico del racconto, ho trovato dissonante che il maestro usi i termini “sgualdrina” e “ignobile professione” in una lettera in cui vuole convincere la donna che ama a seguirlo; concordo però sul fatto che questo maestro non sia un’aquila
- la frase “Forestieri, non li ho mai visti prima. Dicono di essere venuti a Recovery per affari, ma non hanno specificato quali affari. Mi sono sembrati sinceri” mi sembra una superflua e inutile precisazione; avrebbe avuto senso metterla solo nel caso in cui questi stranieri fossero poi stati i rapinatori della banca, ma così non è, dato che sono con Penelope mentre il maestro è nel saloon e il sindaco arriva poco dopo dicendo che i rapinatori sono stati arrestati; nel caso poi fossero davvero i rapinatori, questo dato resterebbe eccessivamente sottinteso
- non lo dico perché sia una fan del linguaggio politically correct, ma proprio perché stona, questa presentazione macchiettistica dell’indiano, fatto parlare con in verbi all’infinito
- il titolo non mi piace, non sembra un titolo, sembrano due parole che ti eri appuntato nell’attesa di trovarlo.
 
Mi dirai poi alla fine se i nomi dei personaggi vengono da Harry Potter: Harold R. Winsley = Ron Weasley; Dragowsky= Draco Malfoy.
 
Una volta sistemato, un racconto non male.

4Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Dom Giu 13, 2021 11:49 am

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Mi è dispiaciuto vedere 'il selvaggio' avvelenato.
Lui è un personaggio secondario, ma nel suo ruolo rappresenta gli indiani. Mi piace come lo fai parlare, mi piace come lo fai desiderare la bella Penelope. La sua richiesta di una 'doppietta' è esilarante. Una drammatica comicità all'interno del racconto che mi ha stupito. Sono fatto così, i particolari contano più di tutto il racconto.
Se riesci a salvarlo quel povero 'selvaggio', in una rielaborazione del racconto, sarai nel mio podio. Lo so è impossibile farlo. Ti darò una mano io. Il 'selvaggio' non beve, si fa il bagnetto e la doppietta con la bella Penelope.
Almeno nella mia mente. Promesso.

5Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Dom Giu 13, 2021 5:02 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
So che è una mia fissa ma secondo me il titolo in un racconto ha la sua importanza, come il nome per un a persona, per cui faccio fatica a capire come mai hai scelto un titolo "non titolo": sarà una delle cose che spero ci spiegherai.
Il racconto nel complesso non mi è dispiaciuto, ci sono parti più riuscite e parti meno, una di queste è la lettera che all'inizio pensavo l'avessi inserita per dare un taglio epistolare al racconto, mentre poi ho capito che è un elemento essenziale del racconto.
E proprio per questo motivo non mi ha convinto, il maestro dovrebbe saper leggere e scrivere meglio degli altri abitanti del villaggio e invece di scrivere un'accorata lettera d'amore, si perde in racconti che la donna conosce perfettamente e poi la chiama sgualdrina...ma come!
Anche l'indiano che parla con i verbi all'infinito non è una trovata particolarmente originale se devo essere sincero.
La storia in sé non mi è dispiaciuta, sei stato abile a incastrare tutti i paletti, magari nessuno centrale (il bagno, il banchiere, la scuola) ma, ormai l'ho scritto più volte, questo step ha presentato difficoltà notevoli. Peraltro in mancanza del rispetto della data, nel western dovevano essere inseriti entrambi i personaggi e, a meno che non mi sia perso qualcosa, qui manca il mercenario (non credo possa essere considerato tale l'indiano selvaggio, ma posso sbagliarmi).
Il pregio principale di questo racconto è come è scritto, senza refusi particolari, scorrevole e chiaro con un'ottima sintassi e direi che non è proprio poco.

6Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Dom Giu 13, 2021 6:52 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
A me questo pezzo affascina.
So che non è perfetto, ha dei difetti, però nell'insieme mi prende.
La trama magari è un pò stereotipata, però nello suo svolgimento classico è ben resa.
Mi piace lo stratagemma di sostituire uno dei rapinatori col maestro e risolvere il problema.
Invece far bere l'indiano astemio è una scorciatoia che non mi ha esaltato ma ci può stare.
Le cose rivedibili sono quelle che già ti hanno evidenziato:
1. Il titolo un pò strano, potevi lasciare solo Penelope.
2. Quelle frasi nella lettera del maestro: Mi sono innamorato di una sgualdrina come voi. La vostra ignobile professione Credo che se uno fosse davvero innamorato non userebbe certi termini, queste frasi non sono molto coerenti.
3. La figura dell'indiano. Anche a me pare troppo caratterizzato, nel senso che calchi troppo la mano col suo modo di parlare, però è una scelta che al limite ci può anche stare.
I paletti ci sono tutti, con il mercenario(indiano) e il bagno un pò sullo sfondo poiché il primo è un comprimario e il secondo è la scena dell'uccisione di questo comprimario per cui non riveste un ruolo fondamentale.
Quindi un pò di cose da mettere a posto ci sono, però ripeto, a mio gusto personale, con gli ingredienti che hai usato sei riuscito a servire un racconto pienamente soddisfacente.

7Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Mer Giu 16, 2021 9:11 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao e grazie per aver scritto per noi. Il tuo racconto mi mette in difficoltà. Una prima lettura veloce fa divertire. I personaggi sono macchiette. Ma poi, pur con aspetti ironici, prendo atto che non è un testo comico, e nemmeno la stesura di una sit com. E allora, spero non ne abbia a male, non funziona. Non sto a ripetere (dovrei perché è rilevante) ciò che altri hanno rilevato, soprattutto sulla sgualdrina, sul ricondurre alla purezza d'animo, sulla ignobile professione in una divertente lettera d'amore. Il problema principale è, a mio avviso, la costruzione del racconto. Si parla di omicidi assurdi e complicati, che sembrano ideati per colpire ma non funzionano. Praticamente un intero paese è complice di una macchinazione inutile. Tranne il povero Pomodoro vediamo coinvolti : un barista, uno sceriffo, gli aiutanti dello sceriffo, un banchiere, un indiano, un inserviente dei bagni, anche gli stessi due banditi superstiti che potrebbero dire che il terzo incappucciato è un innocente , restano fuori Penelope e lo scemotto (ben tratteggiato, complimenti) maestro. Gli omicidi, fattelo dire da chi come me ha svolto la professione per quasi quarant'anni, non sono mai perfetti e semmai sono imperfette le investigazioni. Ma hanno alla base, da parte di chi li commette, che le persone a conoscenza del misfatto siano pochissime e fidate. La trama. Perché fare impiccare il maestro uccidendo prima un bandito e farlo sparire? Avrebbe avuto senso uccidere direttamente il maestro. E nel merito, perché i due banditi superstiti non rivelano l'inganno? Andiamo sulle pulci. "Urlò gettando anche quel foglio sul pavimento. Lo seguì con lo sguardo mentre rotolava..." e qui ci obblighi a costruire ciò che hai omesso, perché può rotolare solamente se l'hai accartocciato. Cosa vuol dire "...cedere agli umori del cuore"? "Dopo pochi secondi tre cadaveri penzolavano a pochi centimetri da terra...". Purtroppo per loro, a meno che non si rompa la spina dorsale, gli impiccati, ahimè, non muoiono in pochi secondi. Ci sta che agonizzano. "Non vorrai prenderti Penelope lurido com'eri" non ci sta. La gradevolezza del brano c'è ma la trama non funziona. Per lo meno, da parte di chi ha svolto il mio mestiere. Felice che a altri sia parso coerente. A rileggerti.

8Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Mer Giu 16, 2021 11:49 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
L’ho letto piacevolmente ma devo dire che l’insieme non mi ha del tutto soddisfatto, dal punto di vista della storia e da quello della coerenza allo step. Ho avvertito una certa fatica nella costruzione di una vicenda un po’ contorta, estremamente condizionata dal desiderio di aderire ai paletti imposti. Il risultato è che il bancario viene rappresentato marginalmente in quanto collegato soltanto ai tre rapinatori. Mi sono chiesto anche: perché questo doppio ruolo di sindaco e bancario? Era necessario che il bancario/banchiere fosse anche sindaco? Anche il bagno appare piuttosto in secondo piano. Il genere western indubbiamente c’è ma soffre di un uso eccessivo di stereotipi del genere stesso. Per ben tre volte fai ricorso alle bottiglie nello scaffale dietro il barista che sono un pezzo ricorrente nelle scazzottate da saloon. Insomma, fra i racconti che ho letto fino a ora mi sembra quello che più ha sofferto dei vincoli imposti. Mi piacerebbe rileggerlo in una versione più "libera".  

9Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Ven Giu 18, 2021 5:02 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Racconto più che discreto che si legge bene, salvo per alcuni inciampi che poi ti elencherò, ma che non hanno influito più di tanto, solo una breve interruzione al ritmo, che trovo ben calibrato.
Il titolo mi ha incuriosito, però alla fine non sapevo decidermi se mi piacesse o meno in relazione alla trama.
Il bagno è ok,  il genere anche.
I personaggi: il banchiere l’ho trovato un ibrido tra sindaco e banchiere, compatibile per l’epoca, oltre tutto abbiamo anche una bella rapina.
Il mercenario io l’ho identificato nell’indiano – mi ha un po’ disturbato che tu l’abbia definito selvaggio, visto che almeno si è sforzato di imparare un po’ la lingua degli antagonisti – e non è male come impostazione del personaggio, con pochi tratti hai recuperato la definizione classica di mercenario.
Come trama, ben sviluppata e portata fino alla fine brillantemente, siamo abbastanza sul classico: l’uomo che si innamora della donna di malaffare e la vuole redimere, nonostante tutti (forse anche lei) remino contro, ma il destino decide diversamente, per mano di un sicario/mercenario assoldato dal rivale di turno.
Il racconto quindi è godibile, in alcune parti anche divertente, i dialoghi ben sviluppati, si legge scorrevolmente, anche se l’intreccio non rappresenta una novità.
Di positivo aggiungo che non hai inserito descrizioni inutili per portarci nell’ambientazione western, di cui più o meno tutti abbiamo un’infarinatura: dando per scontato tanti dettagli hai potuto dedicarti meglio alla storia.
Quindi complimenti.
Ecco alcune noticine, magari per una rivisitazione del testo, ma sono davvero bazzecole.
 disse il custode    chiese il custode
un boccone amaro che gli segnò il volto    solo alla seconda lettura ho realizzato quello che intendevi
appoggiandosi energicamente   appoggiandosi pesantemente
pisciarsi addosso  per ben due volte nel giro di pochi minuti mi pare esagerato, lo vedrei in situazioni di maggiore e peggior tensione
briganti   Banditi è più consono al Far West
collaboratori   ci leggo meglio aiutanti
irradiati  illuminati rende meglio
vasche di latta   la latta mi sembra deboluccia, forse di ferro reggono meglio


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Ven Giu 18, 2021 6:32 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
nel complesso direi che si lascia leggere senza problemi dall'inizio alla fine, ma oltre non si va.
mi spiego meglio, se ci riesco.
storia semplice e lineare a sfondo tragico, discretamente esposta e scritta, ma senza un solo colpo di scena, quindi piuttosto piatta.
non è un brutto lavoro, sono sincero, il problema è che non colpisce, non lascia il segno.


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

11Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Sab Giu 19, 2021 12:07 am

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Caro Autore,
ho francamente trovato il racconto piuttosto piatto con diversi stereotipi e poco brio.
Mi spiace perché l'inizio era proprio ben scritto  e  prometteva di più, anche se Pomodoro forse doveva tramutarsi in Mr. Tomato.
Si legge, si lascia leggere, ma non lascia molto.
Grazie comunque

12Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Dom Giu 20, 2021 11:45 pm

gipoviani


Viandante
Viandante
Trovo in questo racconto una grave contraddizione interna. Bella la scrittura, buona la capacità di descrivere cose e persone. Sicura la tecnica narrativa.
Tutto ciò però a servizio di una storia banale, piatta e, come notato da altri, infarcita da luoghi comuni.
A che serve la tecnica se non serve una bella storia?

13Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Lun Giu 21, 2021 11:03 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Eppure a me è piaciuta un botto questa lettura. Mi sono piaciute le descrizioni, molto funzionali, mi sono piaciuti i personaggi, tagliati con l'accetta, come il genere non dico richiede, ma di sicuro permette. Mi è piaciuto anche il fatto che il cattivo vinca, senza nessun rimorso e senza nessuna speranza di salvezza. Mi piace come con le ultime righe si intravede una ciclicità del male che mai abbandonerà questa città marcia. Due particolari li migliorerei però. Uno è la lettera, decisamente troppo lunga e con una caduta di stile pacchiana che ti hanno evidenziato praticamente tutti. L'altro è la marginalità, nonostante l'importanza, di Penelope. Dov'è? Perché non fa nulla? Di lei abbiamo solo una fugace apparizione e di lei ci rimane solo una scia di profumo. No, troppo poco. Sembra uno strumento, la usi e non le tendi giustizia. Ecco, sega caratteri nella lettera e regalali a lei.
Comunque ripeto, per me è una prova ottima, complimenti.

14Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Mar Giu 22, 2021 10:41 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Un racconto western abbastanza classico e ben scritto. Ma è privo di picchi esaltanti o parti in cui rimani con il fiato sospeso. Manca quel pugno allo stomaco che mi aspetto da un testo del genere.
Ho da fare una considerazione è la seconda volta che mi è capitato di vedere gli indiani parlare in quel modo stereotipato. La cosa mi ha infastidito perchè credo che si possa rendere l'incomunicabilità in vari modi senza scimmiottare. 
Detto questo ti ringrazio per il tuo testo e ti faccio i complimenti.

15Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Mar Giu 22, 2021 4:55 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Ricordo tutto di questo racconto nonostante siano passate diverse settimane dalla prima lettura.
Allora, ci sono cose che mi sono piaciute e cose che non mi hanno convinto. Per esempio, il linguaggio del "selvaggio", senza articoli, particolarmente caricaturale. Proprio no.
La trama è molto semplice, ma non per questo non si legge volentieri. 
Anzi, ti dirò: non credevo di poter leggere i western con così tanta felicità, ma questo step si è rivelato per me molto più semplice del previsto, e questo grazie anche al tuo racconto, che - per inciso - è scritto davvero ottimamente (anche come ritmo).
Il finale, poi, non lascia scampo, e io l'ho apprezzato particolarmente.
So che probabilmente non sarà il racconto che scalerà la classifica dello step, ma a me è piaciuto molto e per questo ti faccio i miei complimenti!


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

16Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Gio Giu 24, 2021 12:12 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Una storia western che si appoggia troppo sullo stereotipo per risultare originale, però ha il pregio di avere un intreccio quantomeno approfondito.
I problemi che ravviso sono più che altro di natura logica. Alcuni te li hanno già evidenziati, su tutti il fatto di dover far sparire un bandito per sostituirlo col povero maestro (tanto valeva far sparire direttamente lui).
Oltre a ciò, trovo poco coerente che Dragowski (non è Draco Malfoy, è il portiere della Fiorentina!) sia talmente geloso di Penelope da far uccidere un possibile pretendente come il maestro, ma non le risparmia di finire tra le mani (direi sudicette) dell'indiano.
Cioè, il raffinato banchiere deve poi pucciare dove ha pucciato anche il selvaggio. Meh!
Infine, Dragowski deve essere davvero potente se può permettersi di far sparire il maestro (e pure Pomodoro) senza destare troppi allarmi in città, ma a quel punto non sarebbe bastato far bastonare il povero maestro senza ricorrere all'omicidio? O allontanarlo per sempre con un pretesto magari costruito ad arte?
Dubbio mio.

A parte queste incoerenze che ho percepito, la storia come detto ha un suo filo e si sviluppa attorno ad esso.
Confermo che Penelope meritava qualche spazio in più: così è solo uno statico oggetto di desiderio.
In questo senso, però, trova adeguato compimento il titolo, che per contro ho apprezzato proprio per la sua aderenza a quel che si è letto.

In definitiva, c'è una buona base ma anche tanto margine per migliorare il prodotto finale di questa storia.

17Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Gio Giu 24, 2021 5:54 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Ciao
Titolo, non titolo, sembra l’inizio di una lettera.
Western classico, come ho letto dagli altri commenti, non essendo un’appassionata del genere.
Eppure, tante cose di questo racconto mi sono piaciute. Mi sembra buona la descrizione degli ambienti, forse meno quella di alcuni personaggi, che riesco a visualizzare poco. 
Ad esempio Penelope, di cui non parli proprio.
La frase più brutta: Mi sono innamorato di una sgualdrina come voi.
…il sindaco banchierebuttato lì per rispettare i paletti, ma d’altronde, come non darti tutta la mia comprensione?
Come detto da altri, sebbene il racconto abbia alcuni difetti, io l’ho letto con piacere, alla fine mi è rimasto un sapore amaro, ma nemmeno troppo.
Prevedo altri duelli per la conquista della bella Penelope, desiderio senza fine, forse… 

18Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Gio Giu 24, 2021 6:06 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Un onesto racconto western noir con un punto che mi ha lasciato perplesso. Ci sono tre rapinatori della banca che devono essere impiccati poi sotto i cappucci ci ritrovo il maestro e Pomodoro. Dove son finiti gli altri due oppure chi è il terzo. Forse non capito bene io ma l'ho già letto due volte e non ho trovato nulla a proposito. Bene il finale che ricomincia da capo.

19Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Gio Giu 24, 2021 11:24 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Ciao, dal titolo mi aspettavo altro, ma non che sia davvero tanto rilevante, comunque scivola quasi bene, lo trovo un po' troppo sporco.
I paletti sono rispettati, è un western con una lettera all'interno, ma che naturalmente non c'entra nulla col genere epistolare, però alla fine è scritto senza errori, quindi complimenti!

20Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Ven Giu 25, 2021 11:00 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Un onesto racconto western noir con un punto che mi ha lasciato perplesso. Ci sono tre rapinatori della banca che devono essere impiccati poi sotto i cappucci ci ritrovo il maestro e Pomodoro. Dove son finiti gli altri due oppure chi è il terzo. Forse non capito bene io ma l'ho già letto due volte e non ho trovato nulla a proposito. Bene il finale che ricomincia da capo.
Io credo che Pomodoro lo abbia ammazzato lì e basta, mentre l'altro rapinatore lo dice chiaramente: è già stato sistemato e i cani si prendono cura di lui da qualche parte nel deserto...  Penelope, desiderio 4049221606


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

21Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Lun Giu 28, 2021 4:44 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Il racconto è interessante, seppur molto classico con saloon, sindaco dittatore, prostitute e impiccagioni. La trama è lineare ma ti prende abbastanza. Purtoppo ha qualche difetto. Molti te li hanno già elencati. Aggiungo i dialoghi che non mi hanno convinto per niente. Troppo caricaturali. Eccessivamente.
Peccato perché la lettura è stata davvero piacevole.
Complimenti.
Grazie


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I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

22Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Lun Giu 28, 2021 7:17 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
La cosa migliore è il finale: lo sguardo verso le scale del nuovo maestro che lascia presagire una difficile diffusione della cultura nel paese. La cosa peggiore: l’eloquio del selvaggio, è bastato a rovinarmi tutto il piacere della lettura. Per resto tutto scorre negli schemi senza infamia e senza lode; ci sono parti meno riuscite (la lettera, la scena dell’impiccagione) altre più interessanti (la definizione del carattere del maestro attraverso i suoi comportamenti e le reazioni del barista nei confronti del sindaco). Delle incongruenze logiche della storia e della inconsistenza dei personaggi di contorno, Penelope in primis, di hanno già detto.

https://parolemiti.net/

23Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Lun Giu 28, 2021 10:41 pm

Asbottino

Asbottino
Younglings
Younglings
Direi che la trama è la cosa migliore. Non è particolarmente originale, ma è ben strutturata, gestita con i tempi giusti e in generale rende il racconto semplice da leggere. Il problema sono i personaggi, certe scelte stilistiche (la lettera, l'indiano) e in generale il fatto che tutto ruoti attorno a Penelope e al desiderio del titolo (bruttino, come titolo) ma Penelope è appena un scia di profumo e qualche curva accennata e il desiderio resta tutto tra le righe, non salta fuori dalla pagina. Muove l'azione, ma non smuove il lettore. Così uno resta un po' freddino di fronte a tutta la vicenda, chiedendosi se ne valesse poi davvero la pena per questa Penelope. Immagino di sì, ma chi può dirlo? Sarebbe bastata qualche battuta, darle una voce, e magari il racconto avrebbe avuto quel guizzo in più che invece gli manca.

24Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Mar Giu 29, 2021 10:57 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Intanto segnalo due refusi e una virgola mancante:


"Apri la busta e iniziò"



"Aprì la busta e iniziò"



"Come pronunciò queste parole l’indiano si portò le mani alla gola."





"Come pronunciò queste parole, l’indiano si portò le mani alla gola."





"Il profumo della donna però lo catturò ed egli s’accorse di lei. Resto estasiato."


"Il profumo della donna però lo catturò ed egli s’accorse di lei. Restò estasiato."




"Tutti pazzi per Penelope". Questo è il titolo che avrei dato al racconto. Non me ne voglia l'Autore. Ed effettivamente 'sta benedetta Penelope poteva essere coinvolta di più in un racconto che porta il suo nome nel titolo. Quantomeno nella misura in cui lei potesse essere resa più desiderabile (agli occhi dei lettori, almeno).


Dissento dagli amici che hanno commentato prima di me e che considerano una caduta di stile dare della sgualdrina alla donna amata da parte del maestro nella sua missiva che dovrebbe definitivamente riconquistarla. Scusate: intanto il maestro non è in linea (psicologicamente) e poi da della puttana a una che puttana lo è davvero e probabilmente ne è anche orgogliosa. Secondo me Winsley sapeva di non avere speranze, quindi...


Omicidi, sotterfugi, intrighi, macchinazioni. Cazzo, allora facciamo tutto semplice e non se ne parli più. Però, e lo dico per spezzare una lancia a favore del racconto, il tutto avrebbe meno intensità di quella che ha.


Altra questione "morale". Ma perché, amici, vi sorprendete se il selvaggio parla all'infinito ed è definito "selvaggio" come verosimilmente accadeva a quel tempo? Stereotipo, adesso. Realtà, probabilmente, allora.


Insomma, un racconto perfettibile, sia nell'intreccio che nella scrittura. 


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Branzagot senz'onma.

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25Penelope, desiderio Empty Re: Penelope, desiderio Gio Lug 01, 2021 9:56 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
La Penelope del titolo è una figura davvero marginale nel tuo racconto.
Tu dirai: ma come marginale, tutti la vogliono, per lei si ordiscono omicidi rocamboleschi. Vero, ma io non capisco perché. Per me Penelope è una prostituta, ma altro non so. Troppo poco per riuscire a entrare in empatia con la tua storia.
Il racconto ha un buon ritmo, ben scritto e ben aderente al genere. L'ho letto davvero con piacere, ma con quel piccolo tarlo... Penelope... dimmi qualcosa di più, fammi capire meglio le motivazioni di tutti questi casini per una donna.
Ti faccio comunque i complimenti. Ma se ci lavori un po' te ne farò ancora di più.
Ele

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