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Parole naufraghe

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1Parole naufraghe - Pagina 2 Empty Parole naufraghe Lun Giu 07, 2021 12:34 pm

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Promemoria primo messaggio :

Da Avv. Giorgio Resti a Paola Chieri C/o “Exnews”
Gennaio 2021
Gentile Sig.na Chieri,
ho saputo da una cara amica - Mina, titolare della pensione presso cui Lei ha alloggiato giorni or sono - che sta cercando notizie per un articolo sull’Isola delle Rose, a seguito dell’uscita del film “L’incredibile Storia dell’Isola delle Rose”.
Film in cui gli sceneggiatori, le assicuro, si sono permessi molte libertà narrative.
Avendo letto suoi articoli, mi permetto di sottoporle del materiale dal quale la sua penna arguta saprà sicuramente trarre spunto per qualcosa di diverso dalla mera esposizione dei fatti circa la brevissima storia – 55 giorni come Lei saprà – della micro-nazione proclamata il 1°maggio 1968 al largo di Rimini.
Come vedrà si tratta di alcune lettere che i pochissimi abitanti temporanei dell’Isola inviarono a parenti e amici e di cui venni in possesso in un modo di cui non vado proprio fiero, ma a vent’anni se ne fanno di cose!
In breve: all’epoca dei fatti ero uno studente universitario e nel maggio 1968, Lei m’insegna, il mondo studentesco visse un periodo epocale, a cui avrei voluto partecipare attivamente. Ma, per rispetto dei miei genitori - classe operaia - che per consentirmi gli studi stavano facendo sacrifici enormi, rinunciai a partire per Parigi, avendo anche ottenuto a marzo un incarico temporaneo presso le Poste.
La proclamazione dell’indipendenza di quei 400 mq di metallo mise in fibrillazione la politica, si parlò di cospirazioni, spionaggio, evasione delle accise ecc.
Fin dal primo giorno, dall’Isola delle Rose furono comunque spedite cartoline e lettere, regolarmente affrancate con francobolli emessi dalla micro-nazione, molto belli e ancora adesso ricercati, ma dopo un paio di giorni arrivarono disposizioni dall’alto di trattenere tale corrispondenza, in attesa dell’evolversi della situazione
Fu allora che attuai la mia personale protesta verso il “sistema”: oggi mi solo sorridere, ma all’epoca mi sentii molto cospiratore. Aprii le lettere i cui mittenti risiedevano sull’isola, le fotocopiai e a spese mie (per raccomandata), le inoltrai ai destinatari. Ma potei farlo solo nei primi due o forse tre giorni, poi le lettere da e per l’isola vennero sequestrate e custodite direttamente dal mio responsabile.
Nel frattempo, l’Isola era tenuta sotto stretto controllo dalle forze dell’ordine, nonostante inizialmente fosse permesso ai turisti approdarci. Ne seguì l’occupazione militare e, il 25 giugno, lo sgombero.
Alla fine, quella corrispondenza non fu mai reclamata e quando l’archivio dell’ufficio, tempo dopo, si allagò, mi portai a casa quel poco di essa che si era salvato: dichiarai che, essendo illeggibile, lo avevo inviato al macero, assieme a tutto il resto.
La chiamai corrispondenza monca: a parte le due o tre risposte alla prima lettera, le altre in partenza e in arrivo erano orfane della controparte. Tentai di rintracciare i mittenti, ma senza risultato, non conoscendo i loro veri indirizzi.
Gli studi e vicissitudini famigliari mi fecero dimenticare queste lettere che ora le affido: potrà trarne un articolo, un racconto o forse un romanzo.
Dalla lettura della corrispondenza - anche divertente se vogliamo - penso che pure Lei concorderà che persone fino a quel giorno anonime e invisibili, per qualche settimana vissero da protagonisti l’utopia di un mondo nuovo, libero da pastoie e affidarono a queste lettere la loro idea di futuro.
SalutandoLa cordialmente, rimango a Sua completa disposizione per quanto occorrer possa.
Avvo.to Giorgio Presti
***
Egr. Avvocato,
La ringrazio per il materiale che mi ha inviato.
Le confesso: prima ho riso, poi riflettuto: di sicuro il momento così eccezionale vissuto da persone “normali” ha influito sul tenore delle lettere, sul cosa raccontare. Avrà notato anche Lei che, forse casualmente, tutte queste persone trovarono nel bagno il luogo ideale per scrivere: d'altronde tutti ci rifugiamo in bagno per un pianto, una riflessione o anche per un attimo di pace senza rompiscatole. Un luogo segreto sotto gli occhi di tutti.
Tenterò la strada del romanzo breve e, ne stia certo, La verrò a trovare e col suo prezioso aiuto ricostruirò l’atmosfera sessantottina vista da uno studente-lavoratore.
Cordiali saluti.
Paola
 
****
Da Gino Zambri – cassiere capo – al Direttore della Banca di Rimini fil.le 5
1.5.1968
Egr. Direttore,
la presente per comunicarLe che il 6.5. c.m. non rientrerò dalle ferie, avendo inoltrato all’Uff. Personale le mie dimissioni. Colgo l’occasione per farle, anzi farti notare, nel caso ti sia sfuggito, che lo sciacquone del bagno non perde più. L’ho sistemato io perché mi dava sui nervi, e indovina cosa ho trovato nella vaschetta? La chiave della cassetta di sicurezza nr. 57, che ti sei locato senza registrarla. Tranquillo, la chiave è ancora lì: a mancare sono i 10.000.000 che ci teneva dentro il tuo amico, ancora per poco, Tozzi.
Denunciarmi non puoi, alla banca non ho rubato niente. Tozzi neanche, ma indovina da chi andrà a batter cassa? Una bella grana, direttore. Invece io sto in una botte di ferro, anzi su un’isola di ferro.
La pancia comincia a farti male? Certo, perché pieno di debiti come sei, non riuscirai di certo a racimolare questa somma per la fine del mese, quando passa lo strozzino Tozzi.
Con questi soldi aprirò una mia piccolissima banca all’Isola delle Rose - ormai ne avrai letto sui giornali -: mi è già stato assegnato il locale, pochi giorni e sarà tutto pronto. Per il momento i soldi li tengo in una bella cassetta, nel bagno (pensa che coincidenza!) del mio alloggio, e sai cosa ti dico, pirla? Ogni volta che andrò in bagno, per svago conterò questi soldi, e comodamente seduto sul wc penserò a te, che in bagno ci andrai di certo spesso dopo questa mia.
Con antipatia Zambri Gino - Vojo Bizet 3 - Havena Verde - valico di Rimini (Forlì-Italia).
 
***
Egr. signor Zambri, sono la moglie del suo Direttore che tanto la stima e le chiedo, per piacere, di restituire la cifra sottratta. Scrivo per conto di mio marito, che si è fatto investire da un furgone e ora giace in un letto d’ospedale, con molte ingessature e gli sono rimasti anche pochi denti.
La prego di spedirci i soldi prima della fine del mese, altrimenti dovremo vendere il nostro appartamento al sig. Tozzi, lei sa perché e percome, e anche il mio negozio di profumi, col mutuo, poi saremo senza casa. E Ugo avrà bisogno anche della dentiera, ma i dentisti sono molto cari.
In attesa di ricevere, la saluto.
p.s. Ugo dice che se non ce li ridà indietro di spenderli tutti in medicine, ma io spero che lei non sia tanto malato, che le medicine fanno bene da una parte e male dall’altra.
Lina Fava in Rossi lì 10.5.68
***
Caro ex direttore,
ti scrivo come al solito dal bagno, dove mi sento particolarmente ispirato per risponderti. Ho letto sul giornale dell’incidente. Che coincidenza! Investito da un furgone della ditta Tozzi. Fratture multiple, sdentato, commozione cerebrale. Mi sono commosso pure io, tanto che mi sono chiuso in bagno, a ridere. Ogni tanto una bella notizia, mi sono detto.
Però, come al solito, solo a sentire il tuo nome, il mio intestino è entrato in agitazione e sono qui, a contare i soldini in attesa che mi passi la colite. Sicuramente se non la smetti di scrivermi, più che in medicine i soldi li spenderò in carta igienica.
Inoltre, lo scriverti mi distoglie dallo studio dell’Esperanto e dal lavoro di preparazione della sede della Banca dell’Isola delle Rose, di cui sarò Direttore Generale. Ti ringrazio per questa inaspettata promozione e il sig. Tozzi per il finanziamento a fondo perduto che mi ha concesso. A mai più risentirci.
Rag. Zambri Gino - Ĝenerala direktoro de la Banko de la Rozinsulo
15.5.68
p.s. Dì a tua moglie di ripassare l’italiano.
 
Paola: il signor Ugo Rossi risulta si sia dimesso dalla banca alla fine del 1968 e che abbia lavorato successivamente in una pescheria, mentre la signora è ora sig.ra Tozzi.
Del cassiere non si è saputo più nulla: orfano, senza parenti, abitava in affitto.
 
****
Da Ercole Bui a Ebe Curti - 3.5.1968
Cara mamma,
scrivo a te perché del babbo e del nonno ò un pò paura. Ti scrivo mentre sono in bagno che cè anche il vater e io sono diventato stitico per l’aria del mare. Però sto bene, sono arrivato alla Isola delle Rose, dove mi ha detto il nonno che potevo diventare mercenario. Devi dirci al nonno che è un invurnìd: questa non è una isola di terra, ma di ferro, messa un po' in alto e io la ho tamponata. Dicci al nonno che il gommone era marcito e è andato. Dicci al papà che i soldi che aveva messo nel barrattolo del grasso li ho presi io e appena ci riesco glieli do indietro, ma senza interessi.
Il capo della isola ha detto che posso stare qua, che grande e grosso come sono vado bene per fare un tipo di esercito, insomma devo stare attento che non vengano su dei pericoli e alla fine di ogni mese mi paga. Dicci al nonno che la sua pistola della guerra ce la ho io, in prestito, che per fare il mercenario mi serviva.
Salutami il cane e mandami un pacco con delle mutande e le camicie mimmetiche e anche dei pantaloni e delle calze, ma senza buchi. E anche dei confetti Falcui.
Grazie. Intanto che aspetto il pacco ti dico una cosa molto bella: che vado a scuola. Posso andarci anche se ò 30 anni perché la maestra dice che non è mai troppo tardi però non so dove vede che ore sono perché non cè un orologio in classe.
Tuo figlio Ercole Bui
***
Ciao Ercole sono la mamma che scrive.
Disgraziato. E non dico altro che il prete non vuole che dico parolacce.
Non ti mando un bel niente, sempre a me tocca lavare, stirare, cucire e voi uomini vi piace farvi servire. Hai i soldi e allora compratele le mutande, per te ci vuole la cuinta e anche il lassativo. Il nonno ha detto che vuole un gommone nuovo di pacca, arancione. Tuo padre dice che dei soldi non ne sa niente, ma io lo so che c’erano e sono contenta così adesso vino e puttanne zero al cuoto.
Ho letto sul giornale della tua isola e meno male che ho paura del mare perché se no vengo lì e quello che non ti sei fatto col gommone te lo faccio io col battipanni. Sei fortunato che i Carabinieri stanno attenti.
Sono contenta che vai a scuola e spero che la maestra abbia tanta ma tanta pazienza, non come la maestra Rosa, pace all’anima sua. Impara le operazioni così non ti fregano col resto quando vai a fare la spesa.
Non posso spedirti il pacco, che ho cambiato idea, perché in posta il postino mi ha detto che i Carabinieri gli hanno detto che non possono dartelo. Lo tengo in casa per quando le cose si mettono a posto. Stai attento a non fare la guerra, che in paese dicono che sulla tua isola ci sono i russi, pericolosi.
Il cane che sta benone e il nonno ti saluta, il papà ha detto di no. Ricordai quando vai in bagno di aprire la finestra, che non la fai mica profumata. Ti dico anche che sono nati 12 conigli, che tocca a me curare visto che te non ci sei.
Firmato la mamma
***
Cara mamma
La maestra si chiama Sofia, e ha una stanza dove insegna le cose tipo italiano, ritmetica, geografia e una cosa che mi pare sperandio. Io ci vado dopo pranzo, ci sono tanti libri e anche una ciclopedia. Siccome che sono testone ieri con le tabelline lò fatta arrabbiare e mi ha messo dietro la lavagna ma visto che la lavagna non cè ancora mi ha chiuso in bagno. Ma io ero contento lo stesso perché in bagno ho nascosto dei giornali speciali che tu non devi sapere.
Il lavoro di mercenario va bene, non ci sono grane.
Intanto che aspetto il pacco salutami il nonno, il cane e il papà
Sotto, sul mare, ci sono tante barche con i carabinnieri, la polizia, ma non fanno la guerra e non sparano. Intanto faccio la guardia alla banca del signor Gino, anche lui viene a scuola ma è più bravo e mi fa copiare.
Ercole
***
Cara mamma,
ti scrivo mentre che sono in bagno, che è tutto mio. Ora l’intestino è a posto ma mi piace stare qui a scrivere perché c’è silenzio, fuori ci sono i carabinieri, i soldati e io che sono mercenario devo stare nascosto, che se sanno che ciò una pistola mi mettono in galera. A scuola vado benino, però la maestra lo sperandio non me lo insegna, dice che è troppo difficile per me.
Cara mamma ti dico una cosa ma non dirla al papà. La maestra mi piace molto ma molto, più della Rina e lei diventa tutta rossa quando ci porto i quaderni da correggere, che va nel suo bagno a controllare, perché dice che ci vuole molta calma con i miei compiti.
Si vede che il mare da fastidio a tutti, che sono sempre chiusi in bagno e non rispondono subito se busso alla porta per sapere se va tutto bene.
Per il pacco fa niente.
ciao tuo figlio Ercole Bui.
 
Paola: i signori Bui si sono trasferiti alcuni anni dopo, pare che del figlio abbiano avuto pochissime notizie: si era sposato con un’insegnante e si erano trasferiti nella ex Jugoslavia.
 
****
Da Dora Saporiti a Sofia Toppi
 
Cara Sofia, ti scrivo dall’Isola delle Rose, dove come tu sai ci volevamo trasferire io e Zeno. Ma Zeno ha cambiato idea ed è tornato a casa. Fa niente, è un bambinone. Se lo vedi, digli che il suo parrucchino è rimasto impigliato in un gancio, mente saliva sulla barca: una signora l’ha scambiato per un topo e immagina tu la scena.
Intanto ti dico di una bella novità: il presidente, quando ha saputo che conosco un po’ l’esperanto e che sono maestra, mi ha incaricato di gestire la scuola. Una scuola tutta mia! Dio che gioia! Ora di bambini non ce ne sono, ma intanto posso fare pratica con il sig. Gino, che è il direttore della banca, e con Ercole, un tipo che è arrivato qui con l’idea di fare il mercenario. Tutto muscoli, poco cervello e timido. Sai che roba come soldato!
Mi sono sistemata bene, ho una bella camera con un cucinino, e un bagno tutto per me! Altro che i turni con mammà e con Zeno: adesso posso starci tutto il tempo che voglio. C’è anche un bel tavolino da toeletta, ma penso che lo userò da scrittoio. Lo so che è strano, ma dopo tanto tempo che in bagno ci potevo stare si è no dieci minuti, ora me lo voglio proprio godere.
Dovresti, per favore, farti dare da Zeno i miei quaderni di esperanto, le mie riviste per maestre e la scatola con le lettere dell’alfabeto, i gessi ecc. che avevamo preparato.
Con affetto Dora
Isola delle Rose 3.5.68
***
Cara Dora, come sono contenta per te. Però sono anche preoccupata: alla tele dicono che sull’isola delle Rose forse ci sono i russi con i missili (mio fratello dice invece che ci sono i night con le donne nude), e che forse vi arrestano. Mi raccomando, stai attenta, chiuditi bene in camera e non aprire a nessuno.
Tua suocera ha buttato via tutte le cose che mi hai chiesto, ma un po’ te le compro io, anzi per Natale ti regalo l’abbonamento a una delle tue riviste. Mammà ha comprato subito a Zeno un parrucchino nuovo, solo che hanno sbagliato il colore e glielo hanno fatto biondo. Da morire dal ridere.
Per favore mi mandi qualche francobollo per mio fratello, che fa la raccolta?
Un bacio Sofia
***
Cara Sofia,
purtroppo ci sono problemi per ricevere pacchi e riviste, quindi mi sto arrangiando con quello che c’era già qui: tanti libri, persino l’enciclopedia “Conoscere”, l’ultima edizione che avevo anch’io. La scuola sarà davvero carina quando avrò tutto l’occorrente, ma con solo due allievi, adulti peraltro, non ci sono grossi problemi. Ho tutto il tempo per studiare anch’io e preparare i programmi di studio per i due “scolari”.
Gino è molto bravo, a lui insegno solo l’esperanto, ma Ercole è una tragedia! Testone che non ti dico, però mi fa tenerezza quando mi porta i quaderni da controllare. Li correggo di sera, nel mio studio (in bagno) perché ci vuole molta calma, e un bel bagno caldo con del sapone profumato mi aiuta molto. Sono riuscita a cucirmi delle belle tendine, perché ci sono un sacco di giornalisti che fanno le foto, anche dagli elicotteri.
C’è molta confusione e il bagno è più tranquillo che non in camera.
Tua amica Dora
***
Cara Dora
ti scrivo anche se in Posta mi hanno detto che per adesso non vi consegnano la posta.
Zeno sta bene, se ti interessa, e sta comprando di nascosto quaderni, pastelli e da suo cugino Pino, il bidello, ha avuto anche qualche sussidiario che le maestre buttavano. Meglio di niente. Sui giornali dicono che vi faranno sgombrare e che forse andrete in prigione. Io comunque tutti i giorni passo sul lungomare e ti mando un saluto.
Mi raccomando col mercenario, se ne sentono tante.
La tua amica
***
Cara Sofia
sperando che prima o poi tu possa leggere le mie lettere, ti informo che sto bene e che la scuola va benone, faccio un sacco di esperienza e pensa che anche il Capo dell’Isola forse verrà a farsi dare lezioni di esperanto. Che emozione! Ieri Ercole per la prima volta non ha fatto nessun errore nel dettato ed era tanto contento che mi sono messa a piangere, però in bagno: una maestra non deve farsi vedere in certi momenti. Poi sulla cattedra ho trovato un pacchettino con dentro un portachiavi a forma di rosa. Indovina chi me lo ha regalato?
Sono contenta che Zeno stia bene. Digli di trovarsi un avvocato che voglio la separazione.
Dora
* * *
Cara Sofia
Forse questa è l’ultima lettera dall’Isola delle Rose: non so quando ma dovremo sgombrare perché il progetto purtroppo pare non possa andare avanti, per problemi politici, di sicurezza nazionale, come se una manciata di persone possono essere pericolose. Peccato, l’idea di un posto senza regole assurde, senza burocrazia, dove ricominciare mi aveva dato il coraggio di chiedere la separazione. Ercole mi ha chiesto di sposarlo: lo so che è un uomo molto semplice, ma mica ritardato e gli ho detto di sì. Forse mi porterà dai suoi, ma poi casa per conto nostro, basta suocere. Qui saremmo stati proprio bene: io con la scuola, lui guardia giurata, altro non ci serviva. Magari un paio di bambini.
Intanto vediamo cosa succede.
Sperando di rivederti presto
Dora
20.6.68
Dora ed Ercole si sposarono nel 1972 e si trasferirono a Umago, nell’attuale Croazia.


26Parole naufraghe - Pagina 2 Empty Re: Parole naufraghe Lun Giu 28, 2021 11:26 am

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Riletto, sono d'accordo con Akimizu in quanto a lettura migliore, soprattutto per l'originalità.

27Parole naufraghe - Pagina 2 Empty Re: Parole naufraghe Gio Lug 01, 2021 2:04 pm

Asbottino

Asbottino
Younglings
Younglings
Si, una delle letture migliori, senza dubbio. E sono contento che sia arrivata alla fine perchè questo è l'ultimo racconto che leggo e chiude in bellezza una serie di letture davvero ottime.  Mi riconcilia anche con il genere epistolare, che rispetto al western ho un po' sofferto. Qui l'autore è davvero abile a costruire attraverso gli scambi queste piccole storie, a incrociarle persino tra loro. Trovo solo un po' lunga la parte introduttiva. Si poteva davvero tagliare al minimo e magari usare quello spazio per un altro scambio. Ma tolto quello il resto è perfetto così. Buffo il commento di Paola che fa notare come tutti trovino un posto per scrivere in bagno. Ho avuto lo stesso pensiero poco fa, dopo aver letto tutti gli altri racconti e prima di leggere questo. Per me resta un posto davvero improbabile, ma credo sia questione di gusti. Complimenti, un posto in cinquina te lo trovo sicuro.

28Parole naufraghe - Pagina 2 Empty Re: Parole naufraghe Dom Lug 04, 2021 6:36 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ringrazio tutti per la lettura attenta, per i commenti, per tutti i commenti, per i suggerimenti.
I voti: proprio non ne aspettavo così tanti e un grazie commosso ci vuole proprio per chi mi ha inserito nella sua cinquina.
Francamento non ero per niente convinta del racconto: preso e poi abbandonato per tentare il western, ripreso per i capelli perché nel cestino non riuscivo a infilarlo.
Lascio ad un solo post le mie considerazioni, per non portare via troppo tempo a tutti.
 
Del ’68 ho pochissimi ricordi, avevo undici anni: i telegiornali (due) erano una barba in bianco e nero, i quotidiani in una famiglia operaia un lusso e nonostante abitassi alle porte di Pavia, città universitaria per eccellenza, quello che accadeva nell’ateneo era in un mondo a parte rispetto a quello di un piccolo paese di campagna. Basarmi quindi su mere informazioni internettiane per essere credibile proprio non mi andava. Men che meno saltare lo step. Internet però mi ha suggerito l’Isola delle Rose.
Un racconto non necessariamente deve raccontare storie vere: un certo contesto storico può fungere da semplice scenografia e io volevo qualcosa di leggero, divertente e perché no dissacrante, e al contempo con un po’ di sana e semplice umanità, ma soprattutto di inventato. Niente politica, niente rivoluzione sociale.
Di aggancio al periodo, solo l’isola, vera e un po’ di ’68 rivoluzionario solo per contorno, che effettivamente – come alcuni hanno fatto notare – avrei dovuto sintetizzare maggiormente.
Storie inventate per i personaggi dati, come forse voleva inventarsi ex novo chi in quell’avventura ci aveva tanto creduto.
Da ex bancaria qualche piccolo dettaglio.
Grazie a tutti per i suggerimenti e le annotazioni e magari, a condominio rooms finito, con un po’ di restyling vedrò cosa ne viene fuori.
 
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] – il titolo è opera di mio marito, assolutamente “non lettore” (quando spazio per i miei libri: infatti mi ha regalato due kindle): l’ho seguito per casa come un cane da trifola per raccontandogli  dell’Isola e del mio racconto e lui, in tre secondi tre, voilà il titolo, da cui – se avessi avuto tempo – sarebbe scaturito un altro tipo di racconto, con lettere affidate a delle bottiglie e alle correnti.
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] e [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] : Uomini, vale la pena di partecipare per avere i vostri abbracci (non laverò la maglietta che indossavo quando mi sono arrivati).
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] -  Gino adesso è il direttore della Banca, quella sull’Isola delle Rose (autonominatosi)
@”michiiii” il bancario ruba i soldi, scrive al suo ex direttore di banca ed è la moglie di quest’ultimo che scrive al fuggiasco, che di per sé non ha né moglie né famiglia


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

29Parole naufraghe - Pagina 2 Empty Re: Parole naufraghe Mer Lug 07, 2021 3:43 pm

Tommybe

Tommybe
Padawan
Padawan
Meritava di più questo racconto, mi sento un idiota a non averlo votato.

30Parole naufraghe - Pagina 2 Empty Re: Parole naufraghe Mer Lug 07, 2021 4:06 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Meritava di più questo racconto, mi sento un idiota a non averlo votato.
Nessun problema Tommy: i voti, inutile nascondersi dietro a un dito, fanno piacere ma ogni testa è un piccolo mondo e ogni mondo ha espresso la sua cinquina al momento della lettura. Se i tempi per le valutazioni fossero più lunghi, sai quante cinquine comporremmo alla fine? Perchè letti e riletti, in tutti i racconti c'è qualcosa che arriva nel profondo e di cui prima non ci si era accorti.
Al prossimo step.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

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