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17 lettere Empty 7 lettere Lun Giu 07, 2021 12:09 pm

Different Staff

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Admin
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6 marzo, mercoledì
 
Cara Daniela, come stai?
Ti scrivo che è quasi mezzanotte.
Gianluca, in camera, sta dormendo e io, per non dargli fastidio con la luce, ti sto scrivendo dal bagno, seduto sulla tazza.
Non è certo una bella immagine o la posizione più comoda, ma mi arrangio e poi, pur di scriverti, mi metterei anche a testa in giù.
Perdonami se non l’ho fatto prima e non perché non ti abbia pensato ogni giorno, ma sono state giornate pesanti.
Ieri è arrivato il pacco. Augusto l’ha lasciato in portineria e non ho potuto salutarlo. Ringrazia mamma per tutte le cose buone che mi ha mandato. I biscotti, la salsa e la crostata con la marmellata d’uva.
Mi hanno trasferito in un’altra filiale, dopo la rapina hanno detto che era meglio cambiare aria.
Nella vecchia sede non ero simpatico, molti colleghi erano convinti che fossi raccomandato e che la morte di papà fosse stata la scorciatoia per non fare la gavetta.
Ti rendi conto? Come se lasciare tutto per trasferirmi in una città più grande, sia stato un gioco da ragazzi. Certo, posso lavorare e allo stesso tempo andare all’università, ma continuo a pensare come e quanto siano cambiate le nostre vite.
La polizia mi ha interrogato di nuovo. Volevano sapere se mi fossero venuti in mente altri particolari, anche insignificanti.
Io ho ripetuto le stesse cose, che erano in tre, armati, due uomini e una donna. Mi hanno puntata la pistola e, se la signora non avesse urlato e non fosse passata una pattuglia, avrebbero preso i soldi della cassa.
Era gente inesperta, magari per loro era la prima rapina. Questo spiegherebbe perché, appena vista la polizia, siano fuggiti.
Ne gira parecchia, specialmente in questo periodo, per controllare i cortei e i disordini in città.
Scusa se ti parlo ancora di questo, ma non saprei con chi farlo. La mamma si preoccupa troppo, solo con te posso tirare fuori le mie paure.
Se solo immaginassi quanta forza mi dai, sorellina.
In banca mi chiamano il cassiere studente. Se tutto va bene, potrei riuscire a laurearmi e diventare avvocato o magistrato.
Ma intanto l’importante è che a voi non manchi nulla.
Con Gianluca la convivenza va bene, anche se la casa è piccola e dormiamo nella stessa stanza, ma dividiamo l'affitto e le spese.
E poi è un ragazzo simpatico, sempre in fermento, con mille idee. Frequenta il terzo anno di architettura, dove è un vero caos.
La protesta studentesca, da loro, è molto accesa. Contestano tutto, le autorità, i rapporti di classe, i tabù sessuali, finanche la televisione. 
Ho fatto tante fotografie, per farti capire quello che sta succedendo.
È una massa umana che si sposta, compatta, disordinatamente ordinata, come dice Gianluca. Sono armati solo delle loro parole, fanno girare le idee, si muovono per le strade urlando slogan, perché tutti capiscano.
Purtroppo, ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, anche dei feriti, ma noi per fortuna stiamo bene.  
Adesso ti saluto, non posso fare troppo tardi, anche se mi piacerebbe raccontarti tante cose.
Ti mando le ultime fotografie, spero ti piacciano.                     
Ti abbraccio,
tuo Massimo
                                                                                                                                                                  22 marzo, venerdì
 
Caro fratellone.
Ieri ho ricevuto la tua lettera e le fotografie. Grazie, sono bellissime!
Tu stai attento, non farmi preoccupare!
Sei bravo, papà sarebbe felice di sapere che la sua Leica è in buone mani. Quanto sarebbe fiero di te! Hai gli stessi suoi occhi e non solo per il colore. Inquadri le cose comuni con uno sguardo speciale, diverso da tutti gli altri. Tu riesci a guardare la normalità con occhi diversi.
Dimmi una cosa, ma tutti i tuoi amici hanno la barba? Alcuni sono veramente carini, quando vengo a trovarti me li presenti, se no guai a te.  
Sono in classe e ti sto scrivendo perché ho un’ora di buco, mentre continuano a lanciarsi il cancellino e gli aereoplanini di carta. Vedi con chi devo combattere?
Ma a casa è peggio, non ho libertà. La mamma mi sta sempre addosso. E che fai? Stai studiando? E che cosa? Se non studio e perché? Domani non ti interrogano? Poi mi dice lo vedi, sei sempre nervosa. Prendi le gocce.  
Un giorno la mando a parlare con Spataro. Quello sta avanti generazioni. Per lui chi va a scuola, solo per questo, va premiato con il sei. Poi se studia, meglio. Ma figurati se ci va a parlare. Lei incontra solo quella antipatica della Conti. Daniela studia poco, potrebbe fare molto di più.
Ma che ne sa lei di quello che sto passando io, specialmente da quando te ne sei andato?
La mamma non vuole che esca, che veda le amiche, ogni giorno diventa più insopportabile. Si sente la mancanza tua e quella di papà.
Domenica pomeriggio sono stata da Stefania, c'era la sorella, quella che studia lettere a Milano. Indossava una camicetta bianca e una minigonna gialla e io le ho chiesto se me la faceva provare. Mi stava bene e lei alla fine me l’ha regalata. L’ho nascosta in una busta, perché se mamma la vede...
Pensa quanta gente si girerà vedendomi passare con la mia gonna nuova. Non diventare rosso per la vergogna, che ti conosco.
Sono o non sono la ribelle di casa?
Ma tu non ti devi sacrificare per noi. Continua a studiare e se trovi un pianoforte suona, la nostra casa è diventata troppo silenziosa.
Sta arrivando Spataro. Sento i passi, trascina i piedi come la sua vita, per tutto il corridoio.
Lui qui si sente inutile, vorrebbe essere vicino agli studenti che lottano. E allora fuma. Arriva prima l’odore delle sigarette e poi lui.
Adesso ti lascio che ha iniziato a parlare di Dante, nemmeno l’avesse incontrato al bar.
E tu non pensare più alla rapina e non torturarti, soprattutto per noi.
Tra le fotografie che mi hai mandato, la più bella è quella con il cartello. La scuola gli studenti. (la farò vedere a Spataro).
un abbraccio dalla tua ribelle
 
 
                                                                                                                                                                                                                                                                 3 aprile, mercoledì
 
Cara sorellina,
non arrabbiarti se ti chiamo così.
Mi riesce difficile accettare che hai sedici anni e che sei una donna, anche se io e la mamma ti consideriamo ancora una bambina.
Cerca di essere più comprensiva, soprattutto con lei, cerca di capirla. La sua vita è cambiata, più delle nostre.
Papà l’ha fatta vivere sempre come una signora, senza farle mancare niente.
Spero, a giugno, di avere una settimana di permesso per poter venire a trovarvi.
Intanto questo è per andare avanti.
Io sto meglio, ogni giorno di più e ho fatto nuove amicizie.
Quando posso vado all’università, ma riesco a studiare poco.
Tu pensa a finire il liceo e a essere promossa.
Ti scrivo ancora dal bagno, sta diventano un posto fisso, ormai. Almeno tengo i piedi in ammollo nel bidè, con due cucchiai di bicarbonato.
Gianluca è chiuso in camera con una ragazza. In cucina non potevo stare, si sente tutto e, per ricordargli che esisto, ogni tanto tiro lo sciacquone.
Quelle che frequenta le conosco quasi tutte, sono colleghe di facoltà, o conosciute alle assemblee, oppure alle manifestazioni e portano le gonne sopra il ginocchio, come piacciono a te.
Se le cose qui non si calmano credo che non riuscirò a dare neanche un esame.
Tu come stai? La mamma mi ha detto che non prendi le gocce.
È vero che passi le ore chiusa in camera o in bagno? Ti vede, dalla porta a vetri, mentre stai seduta a terra, accovacciata vicino al water. Altre volte seduta con un libro sulle gambe. Non bussa più perché non vuole sentirti urlare. È preoccupata per te. Cerca di non darle più preoccupazioni di quelle che ha. 
Ho fatto crescere la barba. Qualche amica dice che sto bene, che mette in risalto l’azzurro degli occhi. Sarà.
Aspetto con ansia una tua lettera e mandami qualche disegno, per favore.
Ti abbraccio
Massimo
 
                                                                                                                                                       
15 aprile, lunedì
 
Caro Massi,
Questa volta sono io a scriverti dal bagno, mentre mamma batte i pugni sulla porta e mi urla di andare a letto.
Ieri ho ricevuto la tua lettera. Quanto mi fai felice!
Qui le notizie arrivano ovattate, non è come in città.
Tu continua a fare fotografie. Anche se non sono lì con te, vedo quello che vedi tu, quello che ti circonda e mi basta.  
Io vorrei essere come le ragazze delle tue foto, loro non hanno paura del cambiamento.
Hanno i volti sorridenti, sono determinate. Avranno la mia età o poco più, ma già sanno che la vita appartiene a noi giovani e che dobbiamo essere noi a scegliere quello che è bene o male e nessun altro.  
La mamma non lo capisce, ma io non farò mai quello che dice lei.
Ho sedici anni, mi piace disegnare, leggere, amo la letteratura, la musica. Non ho tutte sufficienze a scuola, e allora? Anche quest’anno verrò rimandata in latino e greco, già te lo dico, ma poco m’importa. Studierò per superare gli esami e, vedrai, sarò promossa. Questo è solo un percorso.
Io voglio fare l’accademia ed è quello che farò.
Non voglio essere come lei. Papà l'ha abituata male e adesso si ritrova senza arte né parte, con due figli che non è in grado di mantenere.  Io voglio la mia indipendenza economica, per poter comprare, con i soldi che guadagno, quello che desidero, senza aspettare che le cose mi piovano dal cielo. 
È finita quell’epoca, Massi, le donne chiedono rispetto anche e soprattutto dai loro uomini.
Tu mi fai girar come fossi una bambola, poi mi butti giù come fossi una bambola,
la balliamo a casa di Stefania, con il mangiadischi a volume alto.  
Libertà, ancora non l'ho conosciuta ma sento che da qualche parte già esiste. Un posto dove ognuno possa decidere della propria vita e delle proprie emozioni.
Se il lavoro non ti piace, mollalo.
Ps: ho tagliato i capelli, appena sotto le spalle e ho fatto la frangetta, che mi fa sembrare meno lungo e musone tutto il viso.
Ora vado a dormire, prima che la porta venga giù.
Con affetto la tua Dany
 
                                                                                                                                                5 maggio, domenica
 
Cara Daniela,
oggi sono in facoltà per l’occupazione. Ti sto scrivendo dall’aula di diritto privato. Se mi affaccio la scalinata è tutta occupata da agenti. Per ora si limitano a presiedere, manganelli in mano, ma non sembra vogliano fare irruzione. I Corridoi sono pieni di ragazzi e ragazze, chi sta seduto a terra, chi sui davanzali o sopra i banchi.
Fuori c’è altra gente che spinge per entrare, ma c’è un cordone di poliziotti ad impedirglielo.
Ho urgenza di scriverti, perché ho novità. E anche grosse.
Ho riconosciuto la ragazza dalla rapina. Si chiama Claudia, ha vent’anni.
Le ho fatto qualche foto, insieme a Gianluca. Si comportava come se niente fosse, sorrideva e si metteva in posa.
Sono sicuro sia lei e lei si ricorda di me, ne sono certo. Mi sfida, come se sapesse che anch’io potrei riconoscerla anche se aveva il cappuccio tirato su e un fazzoletto davanti alla bocca.
Ma gli occhi sono quelli, il colore dei capelli anche.
Eppure, è sprezzante, incosciente, non ha paura. Potrei denunciarla in qualsiasi momento.
Frequenta lo stesso anno di architettura di Gianluca, fa parte anche lei del movimento studentesco. Suo padre è un avvocato famoso in città, e anche facoltoso, per questo non volevo credere che fosse lei. Ha i capelli rossi, un castano ramato inconfondibile. Li tiene sciolti, qualche volta li porta legati.
Questo non l’ho detto alla polizia ma, mentre scappava, il cappuccio della giacca le è calato lasciando scoperta la testa. E poi gli occhi sono i suoi, li riconoscerei tra mille.
Ti scrivo queste cose, perché so che sei mia sorella e di te posso fidarmi. Sono sicuro, è lei. Non riesco a pensare ad altro.
Devo denunciarla, capisci cosa significa se non lo faccio?
Potrebbe riprovarci ancora.
La pistola era scarica, è vero, quando l’hanno ritrovate per strada, ma io che ne sapevo? Per me poteva anche essere pronta a sparare.
E sentirmela puntata addosso non è stato bello, ti assicuro.
Qualcuno qui si sta armando. C’è gente che oltre alla rabbia, può anche uccidere.
La mia arma è una sola, la mia Leica. Il grilletto è un otturatore, sparo scatti a raffica, verso i manifestanti, contro i poliziotti. Mi apposto sopra i terrazzi dei palazzi. Non muore nessuno, la pellicola è una piccola pelle, che mi rimane addosso come una seconda carne che non riesco a staccare dalla mia.
Adesso ti lascio. Mi chiamano. Vado a vedere cosa sta succedendo.
Tuo fratello Massimo
 
 
                                                                                                                                                                                                                                                           16 maggio, giovedì
 
 
Caro Massi,
ho ricevuto la tua lettera, non ti chiedo neppure come stai, conoscendoti, immagino starai di merda.
Ti rispondo, durante il compito in classe di greco.
Tanto se Capobianco non passa la versione sai quanti due e tre volano.
È lei, la ragazza della foto, quella con il cappello in mano e due occhi grandi e tristi?
Ma che vuoi fare? Vuoi denunciarla? Sei pazzo. Se lo fai, la rovini per sempre.
Pensa, ha solo qualche anno più di me, ti piacerebbe vedermi marcire in carcere?
In fondo, come tu stesso hai detto, nessuno si è fatto male e non volevano farne, altrimenti non avrebbero usato una pistola scarica, per fare una rapina.
Cosa pensi che avrebbero fatto con quei soldi? Avrebbero finanziato il movimento, stampato qualche volantino, forse comprato anche altre armi, ma tu questo non lo sai con certezza.
Come puoi essere tu giudice di qualcuno e condannarlo per quello che avrebbe potuto fare?
Questa, la nostra, è una generazione che non ha paura di cambiare le cose, per rendere il mondo migliore.
Forse con ogni mezzo, ma questo non sta a te deciderlo.
A volte mi fai rabbia, questo tuo modo di essere sottomesso, la tua rassegnazione è disarmante. Io ti conosco, tu non sei così.
Hai preso legge solo perché papà ti voleva avvocato o magistrato. Ma tu, veramente, cosa vuoi fare?
A scuola ti piaceva scrivere articoli, dicevi di voler fare lettere, per poi diventare giornalista.
Cosa ti è rimasto di allora? Cerca di essere almeno testimone, lascia un segno del tuo passaggio e non diventare complice né del cambiamento, ma nemmeno del sistema.
Sono certa che, comunque sia, prenderai la decisione giusta.
Per farti distrarre ti mando il modellino di un vestito che ho disegnato e che mi piacerebbe indossare.
Tanto lo so che tu non ci capisci niente.
Lascia che se la sbrighino loro, non intrometterti nelle vite di nessuno, non chiederti in questo momento cosa sia giusto o non lo sia.
Ti voglio bene
Daniela
 
 
 
                                                                                                                                                                     4 giugno, martedì
 
 
Cara sorellina,
primo, non è vero che non capisco niente di moda. Sei brava, quindi continua a disegnare.
Secondo, ho aspettato a scriverti perché ho pensato molto a quello che hai detto nell’ultima lettera.
Ti scrivo dal bagno, ho qualche minuto prima di andare al lavoro. Ormai, è diventata la stanza di casa dove passo più tempo. Forse perché la finestra dà sul cortile interno e non ci sono rumori e altre distrazioni.
Anche specchiarmi mi aiuta a riordinare le idee.
A volte lascio scorrere l’acqua della vasca e mi sembra di tornare alla cascata dove ci nascondevamo quando non volevamo farci trovare da mamma e papà. Se tiro lo sciacquone mi sembra di sentire la voce del nonno che ci chiama. Che fantasie.
La verità è che non so ancora cosa fare con Claudia.
Ci siamo rivisti, mi sembra una ragazza semplice. Studia e vuole fare l’architetto per progettare teatri o ponti, ancora non lo sa.
È anche simpatica, con tutte quelle lentiggini, e poi è bella.
Mi dici di non denunciarla. Ho le mani poggiate al lavandino e mi chiedo: se non lo faccio, potrò riconoscermi ancora?
Ma allora dove sono finiti il senso del dovere, l’onestà, la coerenza?
Come potrei guardarmi allo specchio, senza provare vergogna per me stesso, come riuscirei a convivere con un’omessa denuncia di reato, perché è di questo che si tratta.
Diventerei io stesso partecipe di un crimine, lo capisci?
Ma non sono neanche certo che denunciandola, avrei preso la decisione più giusta.  
In entrambi i casi, comunque, avrò forzato la mano al destino, nel bene o nel male che al momento non so riconoscere.
Essere complice dell’ordine precostituito o del disordine che nasce dal cambiamento?
Se vado in giro per le strade vedo autobus con i vetri rotti per le sassate. Io non capisco, come se non fossi ancora pronto. La gente corre, la polizia carica coi manganelli. Alcuni sotto le divise sembrano padri di famiglia, danno schiaffi agli studenti, nemmeno fossero figli loro. Altri ci vanno giù pesante, con rabbia, come se le ingiustizie, le differenze sociali, la suddivisione iniqua della ricchezza o le disuguaglianze tra uomini e donne, non fossero affari loro e delle loro famiglie.
La felicità non può più essere individuale, ma deve diventare un fatto collettivo. Questo l’ho capito.
Ps: Augusto mi ha portato le ciliegie, sono ancora calde di sole.
Qui è difficile trovarle buone come le nostre, e poi costano troppo.
Con tutto il mio affetto
Massimo

27 lettere Empty Re: 7 lettere Ven Giu 11, 2021 2:55 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Scambio epistolare veramente interessante.
Partiamo dallo stile: mi convince, sa di retrò quindi credo si adatti bene agli anni '60. Mi convince meno in qualche passaggio, dove la scrittura vira più sul saggio che non sulla lettera (in altre parole, si sente un tono didascalico, pur molto ben scritto, che rende meno spontanea la scrittura).
Mi ha lasciato anche un certo gusto strano qualche passaggio, quando i due fratelli si appellano in qualche modo affettuoso.
Lì mi hanno fatto pensare più a due amanti che non a fratello e sorella, ma io non ho sorelle quindi non ho idea se il rapporto possa essere intimo in questo modo.
Lei appare un pochino troppo matura, ma solo in qualche concetto che esprime.

Parlando della storia, mi ha conquistato quasi subito.
Si sente che c'è un senso di tensione per la rapina avvenuta, poi per il fatto che lui riconosce la ragazza dai capelli rossi, per la morte del padre, la madre la cui vita va in confusione, insomma è tutto molto ben riuscito.
La mia perplessità riguarda il non-finale, cioè la storia si conclude in sospeso, con un messaggio forte ma che non va oltre, non offre una soluzione narrativa alle tensioni che si sono create nella lettura.
Questo ci può stare, sarebbe stato ben difficile chiudere il cerchio senza sembrare frettolosi, epperò un minimo d'amarezza la lascia.

A prescindere, direi che è un ottimo lavoro.

37 lettere Empty Re: 7 lettere Sab Giu 12, 2021 3:26 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Un lavoro molto pulito. Ben scritto, credibile, interessante. La scrittura si adatta molto al periodo e rende il tutto molto veritiero. Vengono toccati diversi conflitti che meriterebbero più spazio per essere approfonditi. Purtroppo il limite di battute lascia un po' in sospeso diversi punti. Resta troppa curiosità per noi lettori. A parte un paio di virgole non ho notato difetti di stesura.
Un ottimo lavoro.
Complimenti
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

47 lettere Empty Re: 7 lettere Sab Giu 12, 2021 3:32 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao autor 

Dopo tanto western queste lettere me le sono gustate alla grande. Originale la tua interpretazione della traccia, la scrittura ha il giusto tono confidenziale e la storia si svela gradualmente, senza troppi colpi di scena ma lasciando un sottile e piacevole punto di domanda. 
Il bagno come luogo “intimo” di scrittura, ci sta. Bello l’espediente di parlare del 68 attraverso le foto e gli abiti femminili. Un modo molto elegante che ti ha consentito di non cadere nella trappola degli stereotipi. 
Ti segnalo un refuso “ Ho riconosciuto la ragazza dalla rapina” 
Per i resto non posso che complimentarmi con te e ringraziarti per la bella lettura.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

57 lettere Empty Re: 7 lettere Sab Giu 12, 2021 8:00 pm

Ospite


Ospite
Per la terza volta mi è sfuggito il commento, meglio così, stavo farfugliando su un film che il tuo titolo mi aveva ricordato: '7 anime', ed ero andato molto fuori tema preso dalla passione per Rosario Dawson, a onta del nome, una delle più belle e brave attrici del cinema mondiale.
Dicevo che la coppia è ben affiatata e si districa abbastanza bene nella vicenda cruda della fallita rapina e di quel magico riconoscimento della ragazza con la pistola.
Insomma la scrittura scorre bene, molto bene, e si sente che quel periodo oltre a averne sentore, un bel po' lo hai vissuto.
In breve, mi è piaciuto. E mi fermo qui, tanto ci rivedremo, io le vacanze estive nemmeno le faccio. O meglio andrò nella mia casa al mare, e quelle per me non sono vacanze, non c'è mai nulla della vacanza, come quando in un corpo di donna non trovi nulla di femminile.
Vado, altrimenti mi tiri qualcosa di pesante.
Un abbraccio.

67 lettere Empty Re: 7 lettere Dom Giu 13, 2021 12:16 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao a te che scrivi per noi.

Le pulci:

1. Ho provato a capire lo scopo di molte parole scritte in grassetto. Le ho "studiate" nel contesto globale, nel contesto della mera frase, e ho anche provato a leggerle tutte di seguito. Non ne sono venuto a capo, magari al termine ce lo spiegherai.

2. Manca la data della prima lettera. Può essere voluto, già la seconda data fornisce un riferimento temporale, ciò nonostante ne percepisco la mancanza.

3. "Contestano tutto [...] finanche la televisione". Quel "finanche" non sarebbe generalmente usato in una forma colloquiale epistolare tra fratelli.

4. "Inquadri le cose comuni" suona maluccio, lo penso improbabile scritto in una rapporto epistolare familiare, pur rapportato alle fotografie.

5. I paletti. Il bagno, solo come luogo dove lui (e una volta anche lei) scrive, a mio parere non soddisfa pienamente la funzione attiva della stanza. E' pesantuccio continuare a leggere che scrive da li, può capitare di scriverlo una volta ma non sempre. Anche la funzione "banchiere" non lo vedo come essenziale. Si, ha subito la rapina, ma il nocciolo del racconto verte più sull'aspetto universitario sia del protagonista che della rapinatrice. 

6. "Ma tu non ti devi...". Voglio pensare che il "tu - ti" sia un refuso del personaggio Daniela e non tuo.

7. "...sono colleghe di facoltà." Non credo sia corretto chiamarsi colleghi tra studenti. 

8. "...convivere con un'omessa denuncia di reato..." Anche questo passaggio lo percepisco poco "naturale" in un rapporto epistolare familiare. 

9. Il titolo non lo trovo adeguato al racconto.

Piacevolezza di lettura.

Alto. Questo è un racconto che mi ha trasportato negli studi che ho svolto personalmente, per passione, sugli anni '60. Nel mentre che leggevo mi venivano in mente vari riferimenti filmici, soprattutto Blow Up e Professione Reporter di Antonioni. Ma anche La Meglio Gioventù, per alcuni versi, e Heimat II quando descrivi Claudia, una sorta di Helga nel capolavoro di Reitz. E questi studenti, risvegliatisi dal torpore della beat generation, passati dalla contestazione passiva del "battuto" a una forma propositiva di protesta che diventa lotta. Mi hai ricordato la battaglia di Valle Giulia del marzo 1968 e la lettera di Pasolini che "stava" coi poliziotti. Insomma, mi hai suscitato una serie di immagini che ho apprezzato molto. Sono meno convinto sulla rapina per finanziare il movimento studentesco. Le rapine, ma potrei sbagliarmi, cominciarono nel '69 quando la protesta studentesca assunse connotati politici. Nel '68 quei disordini in Italia erano appoggiati dalla sinistra extraparlamentare, ma è, credo, nel '69 che i primi gruppi studenteschi cominciarono a organizzarsi "politicamente" e che cominciava la stagione delle rapine per autofinanziamento. Ma potrei essere in errore, eventualmente me lo dirai tu quando potrai. C'è sempre da imparare. Un altro aspetto che non mi convince è il pensiero della sorella, che la presenti più incanalata in un mood da swinging london che in una teorica (come poi lei stessa racconta) di cambiamenti sociali. Mi spiego meglio. La sorella è una classica medio borghese che pensa alla moda, al taglio beat, che starebbe bene ambientata al Piper insieme a Patty Pravo e poi parla del "6" politico, della possibilità di fare una rivoluzione del pensiero. Non riesco pienamente a conciliare i due aspetti. Essendo il primo racconto che ho letto e subito commentato, quindi non conoscendo il livello espresso dai più in questo step, non insisto molto sul paletto "stanza" perché non era facile inserirlo. Al momento il bagno lo percepisco come punto debole. L'hai scritto comunque molto bene. Mi è piaciuto molto il "non finale" e quel lasciare ai lettori una valutazione sul "pensiero" e sui comportamenti dei due fratelli. Complimenti.

77 lettere Empty Re: 7 lettere Dom Giu 13, 2021 10:01 am

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Comincio subito con il farti i complimenti per la scrittura, leggere queste sette lettere è stato un piacere per come sono scivolate via, senza intoppi, senza dover tornare indietro a rileggere per capire, quasi senza refusi se non di pochissimo conto.
La trama è un po' esile ma ormai è chiaro che stare dentro ai paletti di questo step non è stato semplice per nessuno: per come sono scritte queste lettere le avrei viste meglio tra due innamorati che non tra due fratelli anche se è chiaro che ci hai voluto trasmettere un legame molto intenso, sicuramente cementato dalla mancanza del padre e dall'esigenza del protagonista di mantenere la famiglia.
Per quanto riguarda i paletti il più debole mi sembra il bagno (ma dopo aver letto i primi racconti mi sto rendendo conto che è stata la scalata più difficile per tutti) anche se devo dire che hai reso abbastanza credibile il suo "utilizzo" così come quello del banchiere; ottima l'ambientazione nel 1968 con i primi movimenti studenteschi nelle Università: insomma, se può sembrare che ti sia un po' arrampicato sui vetri in alcune circostanze, a mio parere lo hai fatto benissimo.
Il maggior pregio di questo racconto è che avrei voluto leggere ancora tante lettere tra i due fratelli, sapere come sarebbe andata avanti (ho immaginato una storia d'amore tra Massimo e Claudia, troppo banale e scontato?), il difetto è esattamente lo stesso, lasci il lettore un po' così, come dire, come alla fine di un episodio delle serie tv (il cliffhanger): a quando il seguito?
Una nota, infine, di curiosità: perché ci sono delle parole in grassetto? hanno un significato, un senso? Posso dirti, in ogni caso, che non mi sono piaciute?



Ultima modifica di paluca66 il Dom Giu 13, 2021 10:02 am - modificato 1 volta. (Motivo della modifica : Correzione di un refuso)

87 lettere Empty Re: 7 lettere Lun Giu 14, 2021 3:03 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Ciao autore,
la sensazione che ho avuto leggendo il tuo racconto è che sia un estratto, un pezzo di vita di questi fratelli riportato a noi. Uno dei rischi maggiori del genere epistolare è, a mio avviso, proprio il fatto che, se non ben contestualizzato, si rischia di leggere un testo senza un vero inizio e una vera fine.
Dall'affiatamento (invidiabile!) tra i due fratelli si può dedurre che siano state scritte altre lettere prima e molte altre dopo, quindi si ha un pò la sensazione che il brano sia sospeso, una parentesi condivisa con i lettori.
Ecco, forse questo senso d'incompiuto mi lascia un pò insoddisfatta.
Tra i due si percepisce un buon affiatamento senza conflitti e molto moderno, soprattutto ho trovato Daniela molto emancipata e sicura di sè (i due fratelli sembrano già rivoluzionati prima di fare la rivoluzione...), vista anche la rigidità della madre.
Il racconto è molto scorrevole, le voci dei due protagonisti emergono solide da ciò che scrivono (forse un filino troppo forbite) e in generale sembrano più maturi dell'età che hanno.
L'espediente del bagno è simpatico, anche se poco incisivo, mentre il banchiere (testimone di una rapina) lo vedo meglio giustificato.
Il fulcro della storia è la libertà, in forme diverse: riuscirà Massimo a preservare quella di Claudia?

97 lettere Empty Re: 7 lettere Lun Giu 14, 2021 3:26 pm

FedericoChiesa

FedericoChiesa
Younglings
Younglings
Caro Autore,
mi trovo a riscrivere in commento... devo averlo perso nel web!
Non ho vissuto il '68 ma mi è piaciuto come hai interpretato i contrasti interni di Massimo: l'ho trovato molto credibile. Un ragazzo, come molti allora, combattuto tra vita borghese e avvenimenti che non potevi far finta di non vedere. E lui, quasi involontariamente, si e trovato coinvolto, ne è rimasto invischiato, non potendo più fare solo da spettatore con la sua Laica al collo, come forse avrebbe voluto.
Ho trovato meno credibile la sorella, che forse tanto ribelle non è: mi è sembrata confrontarsi più con il lancio dei cancellini che con quello dei sanpietrini. Forse troppo immatura per il ruolo che vorrebbe avere nel racconto.
Scritto bene! Si legge volentieri.
Togli solo quelle parole in grassetto che non hanno troppo senso.
Bravo.

107 lettere Empty Re: 7 lettere Mar Giu 15, 2021 5:17 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Il titolo l’ho trovato discreto, ma senza gloria, non mi ha incuriosito essendo molto legato al genere poi scelto.
Lo stile è buono, ha un buon ritmo, scorrevole e risente del lavoro di ricerca sul periodo trattato, salvo non sia stato vissuto direttamente dall’aut*. La scrittura è pulita, sicura, ho rilevato solo un paio di refusi.
Ma il racconto non mi ha emozionato.
Ovviamente raccontare di persona e scrivere una lettera sulle stesse cose quando sono veramente vissute piuttosto che immaginate, è molto diverso. Inoltre la lettera, salvo non sia scritta di getto per un’urgenza, comporta anche un certo lavoro di preparazione. Magari parte “forte” poi si trova maggior equilibrio.
I personaggi sono comunque ben delineati, traspare quello che dovrebbe essere l’affetto tra un fratello (diventato improvvisamente capofamiglia) e una sorella adolescente che avrebbe bisogno di una figura paterna forte, ma in alcuni punti risultano forzati.
Mentre lui è tratteggiato in modo adeguato all’età che dovrebbe avere e al lavoro che svolge, lei a tratti è molto ragazzina (gli abiti, il voler conoscere gli amici “belli”, i contrasti con la madre) salvo poi attribuirle pensieri/concetti più da adulta, da persona che abbia avuto anche esperienze di vita lavorativa, di maggior socialità rispetto alla vita che traspare dalle lettere, ancora piuttosto protetta.
Ad es. Libertà, ancora non l'ho conosciuta ma sento che da qualche parte già esiste.
Sicuramente è una ragazza che legge, che si informa, ma – al pari di come Massimo descrive l’ambiente universitario e l’atmosfera in quel periodo si sarà vissuta – certe parti hanno più un tratto giornalistico, piuttosto che essere scaturite naturalmente nel momento in cui la lettera viene scritta.
La madre è presente ma solo come elemento debole: una donna che si è dedicata alla famiglia, improvvisamente senza appoggi, con una figlia che sta crescendo più forte di lei mi pare un po’ uno stereotipo.
Il bagno è un elemento presente in modo soddisfacente.
Se nel termine “scuola” ricomprendiamo anche l’università, il paletto è centrato.

Ecco alcuni punti che mi hanno lasciata perplessa:
mamma batte i pugni sulla porta e mi urla di andare a letto - mi pare esagerato come comportamento, insomma.
È finita quell’epoca, Massi, le donne chiedono rispetto anche e soprattutto dai loro uomini. questa è una frase che avrei visto in una moglie, o in una ragazza che abbia già vissuto esperienze con un uomo, oppure in una studentessa universitaria, in una lavoratrice: qui sa tanto di frase che la ragazzina ha ripreso da un rotocalco.
Non diventare rosso per la vergogna, che ti conosco. Perché mai il fratello dovrebbe vergognarsi? Perché la minigonna potrebbe far pensare a comportamenti “inadeguati”?
Poi ci sono le parole in grassetto: se la lettera è scritta a mano, ci vedrei più una sottolineatura.

p.s. Nella rapina ma come mi ci sono ritrovata! Sono una ex bancaria e dell’unica (per fortuna) rapina in cui sono stata coinvolta, un braccio attorno al collo e una pistola di grosso calibro puntata alla testa da una mano che tremava più di me, li ricordo ancora bene. Anche la frase del poliziotto il giorno dopo: la pistola aveva il colpo in canna e se... della mia testa sarebbe rimasto poco.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

117 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 16, 2021 2:03 pm

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Mi trovo di fronte a un racconto che mi fa arrabbiare. Si sono arrabbiato perché scrivi bene. Le tue lettere sono reali, credibili. traspare l'affetto tra due fratelli. Ci fai entrare nel loro privato affascinandoci. Però poi narrativamente parlando non ci racconti nulla. Io ero lì che dicevo "adesso arriva il fulcro" l'avrò ripetuto due o tre volte, invece niente. Quando sono arrivato alla fine l'istinto di lanciare l'iPad fuori dalla finestra è stato altissimo. 
Sono arrabbiato perché hai una penna bellissima e potevi fare molto meglio con pochissimo sforzo. 
Ti ringrazio e in ogni caso ti faccio i complimenti.

127 lettere Empty Re: 7 lettere Ven Giu 18, 2021 11:43 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Racconto ben scritto e ben costruito, le lettere si susseguono in modo fluido, organico, il linguaggio è naturale. Una lettura gradevole.
È tutto molto piano, anche se vengono narrati eventi come una rapina, proteste di piazza. Questo è forse sia il pregio che il limite del racconto.
Comunque, un buon lavoro.

137 lettere Empty Re: 7 lettere Sab Giu 19, 2021 12:09 am

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Racconto gradevole che si legge in modo rapido, senza intoppi.
La storia è semplice, priva di particolari effetti speciali, però ha il merito di fare entrare il lettore in contatto con quell'atmosfera particolare ed effervescente, ricca di cambiamenti del '68.
Una cosa che non ho capito sono le parole in grassetto presenti in ciascuna lettera; sono sicuro che un significato ci sia, magari è un gioco, un codice tra i due fratelli, ma vedo che finora nessuno è riuscito a dare una spiegazione...magari a contest chiuso ci dirai.
Per quanto riguarda i paletti anch'io l'unico dubbio ce l'ho sul bagno che mi pare marginale e accessorio.
Alla fine un buon racconto, onesto, con più pregi che difetti, anche se forse manca quel guizzo particolare capace di farlo brillare in maniera decisa nel gruppo dei primissimi.

147 lettere Empty Re: 7 lettere Dom Giu 20, 2021 7:47 am

gipoviani


Younglings
Younglings
Bello, leggero, ben scritto. I paletti creano molte similitudini fra i racconti. Epistolare e bagno, costringono molti protagonisti a scrivere in bagno. Capisco, ma Permettimi di dire: che palle.
Una rapina “politica”, il movimento studentesco. Ho letto un altro racconto con gli stessi ingredienti. Il tuo è meno militante e più distaccato: non ho ancora capito se è un pregio o un difetto.
Comunque mi sei piaciuta/o

157 lettere Empty Re: 7 lettere Mar Giu 22, 2021 1:48 pm

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Quando tre settimane fa ho letto per la prima volta questo racconto, ho pensato due cose: perché un titolo così brutto, non all’altezza del racconto? E perché sette parole in grassetto, una per ogni lettera?
Sono cose che rischiano di catturare l’attenzione del lettore più del racconto stesso (mi riferisco ai grassetti, chiaramente), e quindi provocano l’effetto opposto a quello che posso ritenere tu volessi perseguire. Anche perché, in tutta onestà, non ne sono ancora venuto a capo…
Parlando dei paletti, il bagno non è certo il protagonista, ma tutto sommato non era pensabile discutere sull’ammissibilità di questo racconto.
La scrittura è ottima, il racconto si legge bene senza intoppi, e le lettere sono scritte in maniera assolutamente credibile, quindi sono decisamente convinto che tu abbia scritto un buon racconto. Manca, però, quel guizzo nella trama che avrebbe consentito al testo di emergere; sul finale, resta la sensazione di aver letto qualcosa di interessante ma che non si conclude, che resta lì… E mi chiedo se anche questo fosse un effetto voluto.
Io, ad ogni modo, ti faccio i complimenti, perché leggere il tuo racconto mi è piaciuto.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

167 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 23, 2021 5:40 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Ciao, mi piace questo legame fraterno, tra l'altro è il mio racconto preferito, quindi tanti tanti complimenti!
I loro discorsi, le loro "chiacchierate" sono molto reali e mi piacciono un sacco.

Alcune sviste: puntato invece di puntata; poi non pensi ci sia troppo distacco di tempo tra le lettere, soprattutto tra la prima e la seconda e inoltre ho notato che in quasi tutte le frasi finali, di chiusura delle lettere, non metti la punteggiatura, come per esempio qui: un abbraccio dalla tua ribelle
Mi piace, mi piace tanto davvero.
I paletti sono rispettati anche se naturalmente era davvero difficile mettere tanto in risalto il bagno.

Comunque complimenti!

177 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 23, 2021 6:17 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
come spesso accade, purtroppo, vado controcorrente.
non mi è piaciuto per niente, in tutta sincerità.
è scritto molto bene, a parte qualche refuso, e le lettere sono abbastanza realistiche, con buone descrizioni.
ma alla fine? cosa rimane alla fine?
uno scambio epistolare dal quale non riesco a dedurre nulla, mi spiace.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

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187 lettere Empty Re: 7 lettere Gio Giu 24, 2021 6:32 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Credo la parte più difficile di questo racconto sia il tuo scrivere al maschile e al femminile. In una delle due, dipende da chi sei, si toppa forzosamente. Secondo me è la parte femminile che è quella in cui ti sei espresso in maniera meno conoscitiva. C'è poi quel parlarsi un po' troppo intimo tra due fratelli che non mi convince. Mi sarebbe piaciuto che con quella Leica immortalasse qualche bel ritratto tipo quello da premio Pulitzer (per me) del ragazzo che spara a braccio teso, famosissimo. Speriamo che gli vada bene con la ragazza della rapina. Un racconto onesto senza troppa enfasi politica ne presa di parte. In complesso buono.

197 lettere Empty Re: 7 lettere Gio Giu 24, 2021 7:34 pm

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Vorrei aver scritto il commento di Molli, perché la penso esattamente come lui. E da lui parto per una mia considerazione. Scrive Molli: Un altro aspetto che non mi convince è il pensiero della sorella, che la presenti più incanalata in un mood da swinging london che in una teorica (come poi lei stessa racconta) di cambiamenti sociali. Mi spiego meglio. La sorella è una classica medio borghese che pensa alla moda, al taglio beat, che starebbe bene ambientata al Piper insieme a Patty Pravo e poi parla del "6" politico [...]
Ecco, questa dualità della sorella è invece un aspetto che a me ha convinto. Perché il prisma delle possibilità, per un adolescente, è la norma, essere tante cose, anche diverse, finanche opposte, e poi decidere, col tempo, con l'esperienza, cosa e chi essere nella vita. È il periodo delle sperimentazioni. Lei sarà più Piper o Potere Operaio?
Quello che voglio dire è che tutto il racconto è attraversato da questa vena di verismo, le lettere sono molto vive, vere. Il problema, chiamiamolo così, è che pur raccontando qualcosa in realtà non lo fanno del tutto. Sono lettere che parlano di singoli momenti, stati d'animo ect, ma non sono organicamente un "racconto". Spero di essermi spiegato.
Comunque la lettura è stata davvero piacevole, ti faccio i miei complimenti.

207 lettere Empty Re: 7 lettere Ven Giu 25, 2021 12:14 am

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Ho storto il naso subito all’inizio con l’ennesimo disgraziato che in questo step non trova niente di meglio che scrivere lettere dalla tazza del cesso.
Nella lettura poi il mio naso si è ricomposto e ho apprezzato molto la naturalezza di questi scambi. È un altro caso questo, come altri che ho letto, in cui il racconto, liberato da tutti i vincoli previsti dalla prova, non potrebbe che trarne beneficio.
Poi ci dirai di Pistola, Ribelle, Bambina, Bambola. Claudia, Giudice, Destino e del grassetto.
Il finale mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca ma non abbastanza per modificare il mio ottimo giudizio.

217 lettere Empty Re: 7 lettere Lun Giu 28, 2021 9:48 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Allora, il racconto è scritto benissimo, il linguaggio pulito e molto adatto a portare il lettore nello spirito degli anni sessanta.
Le lettere scorrono che è un piacere, e da lettrice mi aspetto di arrivare a un "finale" per quanto provvisorio, che almeno appenda un cappello ai chiodi che hai sistemato in giro per il racconto. Almeno uno, accipicchia. E invece tutto resta sospeso, questo a mio avviso è un vero peccato.
I personaggi sono talmente ben presentati che viene voglia di saperne di più anche del prima.
Insomma, ci sono rimasta male proprio perché il racconto mi ha davvero convinta fino alla lettera finale che lascia tutto lì, ecco.
Su titolo e parole in grassetto aspetto anche io lumi a fine step.
A rileggerti.
Ele

227 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 30, 2021 12:21 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Ho letto con molto piacere queste lettere ottimamente scritte. Mi sono ritrovato in quel misto di speranza e di dubbio che quegli anni proponevano ai giovani, soprattutto ai giovani “borghesi” educati all’obbedienza e a saldi principi morali. Ho trovato i due caratteri molto ben delineati proprio nelle loro ambiguità, nelle loro apparenti contraddizioni. Gli studenti del ’68 erano davvero molto maturi, eravamo obbligati a prendere decisioni che possono sembrare minime ma fondamentali per le quali non potevamo contare sull’aiuto dei precetti o dei suggerimenti degli adulti: entro a scuola o no? Partecipo alla manifestazione o vado al bar con gli amici? Voto per l’occupazione o mi espongo al dileggio di molti? E così via; trovo che le tue lettere rendano molto bene questo sensazione di disequilibrio. Mi sono proprio piaciute.

https://parolemiti.net/

237 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 30, 2021 10:54 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
E perché sette parole in grassetto, una per ogni lettera?
Sono cose che rischiano di catturare l’attenzione del lettore più del racconto stesso (mi riferisco ai grassetti, chiaramente), e quindi provocano l’effetto opposto a quello che posso ritenere tu volessi perseguire. Anche perché, in tutta onestà, non ne sono ancora venuto a capo…

Per le parole in grassetto, sposo in toto ciò che ha detto  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link].

La scrittura è buona, direi perfettamente plasmata allo scambio epistolare tra fratello maggiore e sorella minore. I pochi refusi te li hanno già segnalati quindi non sto a ripetermi.

Ho notato un Massimo dentro ai casini del periodo che sembra quasi patteggiare per il sistema che viene contestato. Ho notato una Daniela lontana dai casini ma che pare vorrebbe esserci dentro.

Tutto questo, perfettamente in contrasto, pone però una solida base: un rapporto speciale tra fratello e sorella, nonostante tutto, qualcosa che è impermeabile a ciò che succede all'esterno e che, con ogni probabilità non si guasterà mai. Tutto questo è molto bello. E lo dice uno che è figlio unico e non conosce certe dinamiche.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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247 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 30, 2021 10:55 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Vorrei aver scritto il commento di Molli, perché la penso esattamente come lui. E da lui parto per una mia considerazione. Scrive Molli: Un altro aspetto che non mi convince è il pensiero della sorella, che la presenti più incanalata in un mood da swinging london che in una teorica (come poi lei stessa racconta) di cambiamenti sociali. Mi spiego meglio. La sorella è una classica medio borghese che pensa alla moda, al taglio beat, che starebbe bene ambientata al Piper insieme a Patty Pravo e poi parla del "6" politico [...]
Ecco, questa dualità della sorella è invece un aspetto che a me ha convinto. Perché il prisma delle possibilità, per un adolescente, è la norma, essere tante cose, anche diverse, finanche opposte, e poi decidere, col tempo, con l'esperienza, cosa e chi essere nella vita. È il periodo delle sperimentazioni. Lei sarà più Piper o Potere Operaio?
Quello che voglio dire è che tutto il racconto è attraversato da questa vena di verismo, le lettere sono molto vive, vere. Il problema, chiamiamolo così, è che pur raccontando qualcosa in realtà non lo fanno del tutto. Sono lettere che parlano di singoli momenti, stati d'animo ect, ma non sono organicamente un "racconto". Spero di essermi spiegato.
Comunque la lettura è stata davvero piacevole, ti faccio i miei complimenti.

CR7  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], ti ringrazio, ma il commento è di  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], non il mio.


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257 lettere Empty Re: 7 lettere Mer Giu 30, 2021 11:00 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
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[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Vorrei aver scritto il commento di Molli, perché la penso esattamente come lui. E da lui parto per una mia considerazione. Scrive Molli: Un altro aspetto che non mi convince è il pensiero della sorella, che la presenti più incanalata in un mood da swinging london che in una teorica (come poi lei stessa racconta) di cambiamenti sociali. Mi spiego meglio. La sorella è una classica medio borghese che pensa alla moda, al taglio beat, che starebbe bene ambientata al Piper insieme a Patty Pravo e poi parla del "6" politico [...]
Ecco, questa dualità della sorella è invece un aspetto che a me ha convinto. Perché il prisma delle possibilità, per un adolescente, è la norma, essere tante cose, anche diverse, finanche opposte, e poi decidere, col tempo, con l'esperienza, cosa e chi essere nella vita. È il periodo delle sperimentazioni. Lei sarà più Piper o Potere Operaio?
Quello che voglio dire è che tutto il racconto è attraversato da questa vena di verismo, le lettere sono molto vive, vere. Il problema, chiamiamolo così, è che pur raccontando qualcosa in realtà non lo fanno del tutto. Sono lettere che parlano di singoli momenti, stati d'animo ect, ma non sono organicamente un "racconto". Spero di essermi spiegato.
Comunque la lettura è stata davvero piacevole, ti faccio i miei complimenti.

CR7  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], ti ringrazio, ma il commento è di  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], non il mio.

Grazie per averlo specificato. Quando l'ho letto mi sono divertito ma ho ritenuto di non specificare.

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