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Le indagini di padre Ronf

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1Le indagini di padre Ronf Empty Le indagini di padre Ronf Ven Mag 28, 2021 2:50 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
https://www.differentales.org/t440-il-mistero-di-notturnia:



Audio narrazione




Un romanzo a puttanate...

Le indagini di padre Ronf

Capitolo 1

Erano le sette del mattino e padre Ronf dormiva nella sua cella nell’abbazia di saint Brunoud.
Il sonno era così profondo d’averlo lasciato sveglio tutta la notte.
Dopo le orazioni del mattino il tempo era così scarso che padre Ronf, prima d’indossare la tunica, non ebbe a disposizione quell’attimo per dire le sue amate orazioni del mattino.
Si vestì in fretta con un paio di jeans e una polo con una lucertola appiccicata sopra tenuta da una spilla regalatagli dalla mamma Annet Lacoste.
Il padre guardiano aveva appena aperto le porte della chiesa e la mattutina campana della mezza suonava con dodici rintocchi.
La fretta fece dimenticare lo smartphone sul comodino… tanto non sarebbe servito a nulla a padre Ronf che non aveva contatti in rubrica.
Era il 1132 e la strada che collegava l’abbazia con il paese di Gullion si snodava, attraverso un tortuoso cammino, all’interno di un bosco fitto di vegetazione bassa e quasi inesistente.
Ogni giorno diversi confratelli facevano quel cammino per comprare le abbisogne necessarie alla vita della congrega.
Padre Ronf era l’erborista anziano e curava in ogni piccolo aspetto la realizzazione delle erbe officinali.
Padre Rottweiler, il padre guardiano, alla vista di fratello Ronf lanciò due abbai a mo’ di saluto: “bau, bau”.
In cuor suo padre Ronf aveva una premonizione di sventura e con modi svelti rispose al saluto proferendo un “miao” di cortesia verso fratello Rottweiler.
La strada per il paese era tanto agevole e dritta che usando un passo veloce ci si poteva arrivare in non più di venti ore di cammino per percorrere circa un miglio scarso.
Fischiettando come un fringuello fratello Ronf s’avviò cadenzando le calzature in un andare lento e greve che gli consentì di arrivare a destinazione in cinque minuti appena.
All’interno dell’abbazia due confratelli, fratello Pink e fratello Floyd, si dedicavano alla realizzazione del loro ultimo 33 giri musicale “Pentiti di Pentirti” un lavoro rap con influenze pop tedesche e inserimenti di arie barocche seicentesche.
In anteprima avevano appeso nella bacheca del padre superiore, magnificentissimo Abate SoUnpò Ebetè, il testo del brano portante del lavoro musicale, agli occhi si leggeva più a più in tal guisa:
«Pentiti fratello dai,
pentiti a testa in giù
e non ci penserai più.
Pentiti fratello dai
e non saranno guai
ma poi non pentirti più
se a pentirti sarai tu
Pentiti di pentirti dai
faremo la processione in tramvai
questa è la tua occasione
o mai…
Sei poco connesso con il tuo amplesso
prendi servizio e fanne il tuo vizio
usa il cilicio e non sarà sacrificio
Rappa con me fratello penitente
vivi questa vita in modo gaudente.
Allora pentiti di pentirti dai
sarà la soluzione ai tuoi guai»
A dire il vero l’abbazia era stata riconvertita per i frati minori scippandola ai confratelli Benedettini ai quali però, per questioni politiche, era stato concesso di nominare l’Abate magnificentissimo che avrebbe governato con un consiglio di tre fratelli francescani, due benedettini e un delocato delegato papale in trasferta.
A parte questa precisazione l’Abate era un tipo permissivo e remissivo che non tollerava assolutamente nulla che sfuggisse al suo ferreo e disattento controllo.
Quella mattina agli occhi penetranti e spenti di padre magnifico e purifico Ebetè non era sfuggita quella pubblicazione in bacheca del testo dei due frati rappisti…
Incavolato come un angioletto che fa il solletico a un diavolo tuonò con voce flebile nel chiostro interno della costruzione: «Questo LP non sa da fare né ora né mai, per le braghe del segretario generale dell’ordine»
Non sfuggì agli altri questa ribellione spirituale, tant’è vero che tutti i lavori quotidiani che settimanalmente venivano svolti a intervalli di otto mesi furono regolarmente portati a termine senza che nessuno s’accorgesse di nulla.
Il magnificentissimo, preso dalla disperazione, telefonò a padre Ronf, che nel frattempo era già di ritorno…
Avendo egli dimenticato in cella lo smartphone rispose celermente e disse al superiore che in cuor suo sentiva che qualcosa filava normalmente.
In ogni caso per evitare problemi aumentò il passo riducendo la velocità per far prima.
La notte era fonda e cupa sull’abbazia e le luci dell’alba illuminavano il portone d’ingresso rendendolo scuro e invisibile come la notte che di fronte alla luce non si illumina. Insomma si vedeva ‘na mazza e la maniglia del portone stesso sembrava irraggiungibile per una qualsiasi mano protesa.
Fratel Ronf lesto scorse immediatamente la maniglia e quel leggero e profondo buio l’aiutarono certamente nell’impresa.
I sandali della balle verde che indossava lasciarono il solco sul polveroso manto asfaltato col bitume che conduceva all’ingresso del lato posteriore di fronte alla chiesa e che portava dritto verso l’esterno del convento-abbazia riconvertito.
La conoscenza dei luoghi così sconosciuti e familiari portò fratello Ronf a chiedere indicazioni al monaco indicatore, tal fra’ Guido AlBui.
«Chiedo perdonanza fratello, indove che si trovasi la cella del magnificentissimo Abate. La mia conoscenza perfetta dei luoghi non mi permette di trovarla in un modo agevole»
«Percorri il corridoio costeggiando il chiostro esterno che si trova all’interno, prendi la prima rampa di scale che scende salendo verso il direttorio del refettorio e mantieni la camminata sul porfido levigato a ruvido sino a che non arriverai a una cella di rigore. Sulla porta troverai la scritta “Arbritro cornuto” spingi ed entra e troverai quello che non cerchi, perché dovrai aprire una botola che dall’interno della stanza porta contorta direttamente alla cripta solare del magnificentissimo. Una volta sceso nella botola stessa ti troverai in un ambiente scuro perfettamente illuminato a buio. Spegni l’interruttore sulla tua destra e a sinistra vedrai una leva. Premila e s’aprirà l’accesso al cesso del magnificentissimo. Tira lo sciacquone e la parete si rivolterà su se stessa. Ecco quella è la cella del magnificentissimo»
«Grazie, tutto chiarissimo, non ho capito un fratello, ma è tutto chiarissimo»
Nel frattempo i confratelli Pink e Floyd davano giù di matto provando il basso elettrico. Il suono di quella chitarra acustica si ripercuoteva attraverso i lunghi e corti corridoi del monastero, ex convento, ex abbazia, riconvertito convento e infine a votazione della congrega affidato alla gestione paritaria degli ordini sopra citati e ristabilito ad abbazia.
Il cuore di fratello Ronf era apprensivo e non vedeva affatto l’ora di conferire col magnificentissimo Abate per sapere della vicenda che a lui interessava molto ‘na mazza. Conosceva da tempo i confratelli Pink e Floyd ma non si sarebbe mai aspettato da loro una simile eresia, piuttosto prevedeva la pubblicazione d’un album folk-punk ritmico caraibico ma non quella schifezza che le sue orecchie avevano sentito all’ingresso in abbazia.
Fratello Ronf aveva deciso di favorire i due confratelli, a lui quella musica piaceva ma come fare per convincere l’abate della opportuna cosa di pubblicare quel 33 giri?
L’idea che balenò nella sua mente fu genialmente sciocca: avrebbe commesso un omicidio nell’abbazia per distogliere le menti dai due fratelli rappisti. L’abate, ben sapendo delle doti investigative sue, gli avrebbe affidato le indagini e lui si sarebbe scoperto da solo mettendoci magari un po’ di tempo. Quel tempo sufficiente alla casa discografica “Ascoltatebeneifratelli” di pubblicare e mettere in commercio il 33 giri del duo fratellano.
Sì, ma chi far fuori?
Di prima intenzione aveva pensato a se stesso ma poi alcuni particolari del piano gli erano sfuggiti. Dirottò così il pensiero nei confronti di fratello Ciro da Napoli, appassionato tifoso di calcio a sette e sfegatato tifoso dei Napolitaner boys, una squadretta del paese vicino. E poi la cosa cadeva a fagiolo come un cecio, vista la sua nota fede calcistica per gli eletti della Juventute Magna, una squadra famosissima delle colline che vinceva sempre truffando onestamente.
Il piano era perfetto e realizzabile immediatamente: la prossima domenica ci sarebbe stato proprio l’incontro fra le due squadre e in quell’occasione facilmente un petardo vagante avrebbe colpito il povero fratel Ciro che seguiva sempre la sua squadra del cuore allo stadio, insomma tutto sarebbe filato incasinato come l’olio.
Il dado era oramai tratto e nell’indecisione totale fratello Ronf arrivò alla cella del magnificentissimo abate…
«Magnificentissimo posso loquere?»
«Parla pure fratello in libertà, non ci ascolta nessuno, seppur penso siano tutti a origliare dietro il confessionale»
«Magnificentissimo abate non intendevo parlare del grande fratello, ma dei due fratelli rappisti per lo quale mi chiamaste»
«Nel mio cuore alberga un grande dolore di gioia, desidererei che quei due non pubblicassero quel pezzo di merda»
«La prego magnificentissimo di non chiamarmi pezzo di merda, sono solo un umile frate erborista»
«Hai ragione fratello, la prudenza e l’indiscrezione sono d’obbligo in casi simili»
«Lasci fare a me, magnificentissimo abate, risolverò la faccenda in breve tempo, mi dia due anni e di quei due trappisti non né sentirà più parlare»
«Discrezione fratello, discrezione, mi raccomando sputtani tutto a tutti è cosa buona farlo»
Fratello Ronf abbassò il capo in segno di dissenso e voltate le spalle uscì guardando negli occhi il superiore con quell’atteggiamento di remissiva sfida che era tipico in lui.
La notte era oramai talmente fonda che il Sole spaccava la finestra della cella di fratel Ronf rendendola ancora più buia. I pensieri, chiari e concreti, vagavano in modo nebuloso nella sua mente. La notte porta consiglio e certamente al mattino non avrebbe capito lo stesso una mazza sul da farsi.
In ogni caso il piano di far fuori quell’odiato fra Ciro si poteva portare a termine facilmente con molta fatica.
I giorni successivi che precedevano i fatti sarebbero stati decisivi per lo studio del piano.
Per questo e per avere maggiori possibilità di riuscita fratel Ronf si iscrisse a un corso di pianoforte tenuto dalla abadessa emerita madre superiora sorella “Madonna da Cindy Lauper”
Eventi tragici e luttuosi incombevano bel lontani dall’abbazia di saint Brunoud che vedeva in prospettiva giorni gai e felici.
Nel frattempo perdendo molto tempo fratel Ronf ordiva in gran segreto…
«Fratello Kimbo, sai che fratello Ronf ha intenzione di uccidere fratello Ciro durante la partita di calcio di domenica scorsa?»
«Davvero? Che bellissima notizia che mi rattrista l’anima, entra pure fratello Cortado, ti va un bel cappuccino con la macchinetta expresso notte?»
Eventi tragici e luttuosi incombevano bel lontani dall’abbazia di saint Brunoud …
Eventi tragici e luttuosi incombevano bel lontani dall’abbazia di saint Brunoud….
Eventi tragici e luttuosi incombevano bel lontani dall’abbazia di saint Brunoud …
Eventi tragici e luttuosi incombevano bel lontani dall’abbazia di saint Brunoud….
«E basta, che diamine, l’abbiamo capito»
«Pardon mi si è inceppato il nastro...»


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2Le indagini di padre Ronf Empty Re: Le indagini di padre Ronf Mar Giu 01, 2021 9:25 am

Tommybe

Tommybe
Younglings
Younglings
Questo è il campo dove giochi meglio. Hai muscoli e ossatura di un autore teatrale. Ci sono passaggi pazzeschi che farebbero sbellicare la platea.
Che dire... Bravissimo!

3Le indagini di padre Ronf Empty Re: Le indagini di padre Ronf Mar Giu 01, 2021 1:36 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
Grazie Tom, sì amo molto questo tipo di "rappresentazioni"


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4Le indagini di padre Ronf Empty Re: Le indagini di padre Ronf Mar Giu 01, 2021 4:51 pm

Susanna

Susanna
Padawan
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I tuoi racconti sono sempre incredibili: cominci una frase e ti immagini una cosa e tu la capovolgi.
Insomma bisogna stare molto all'erta ed essere pronti a non si sa che cosa, ma a ogni cosa in cui puoi inciampare e poi capizzarti a testa in su.
Diciamo che a fine lettura proprio normale non ti senti, ma stai di un bene.
Davvero dei pezzi teatrali, ma ci vuole uno bravo per reggere il ritmo.
Grande.


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"Lui sapeva che che scrivere che non si può scrivere è comunque scrivere." Enrique Vila-Matas da La compagnia di Bartleby

Le indagini di padre Ronf Senza_11

5Le indagini di padre Ronf Empty Re: Le indagini di padre Ronf Sab Giu 05, 2021 8:54 am

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
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Grazie Susanna sei sempre gentilissima!


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