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I promessi Sposi del lago di Gutrhoolmistrudel

2 partecipanti

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Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
https://www.differentales.org/t628-la-pratica-della-stanza-n-8:

 I promessi Sposi del lago di Gutrhoolmistrudel


«Quel ramo del lago di Gutrhoolmistrudel che volge il guardo verso le montagne di Molmettungrenstraamberg segna il confine tra le terre dei Gimildringulp e quelle degli Ulgstrolminculen.
Un'ansa dello stesso trovasi diritta portare al villaggio di Gimildringulp, incastonato a mo’ di estuario di mare e di contorno fanno poi serie di monti a forma di cono, tanto che in lingua locale vengon detti i Gelatonpannuldhom.
Intersecano fra loro anc
he una serie di straduzzole che, per il loro andare tortuoso, seguono calli e monti nel pede della montagna e finiscono sempre dove non devono, tanto che i viandanti chiamano esse con nome di docazzostiamoandaltumdine.»

Per una di esse tornava, bel bello dalla passeggiata, una mattina di cielo terso e dall'aspetto cirro patico dei nembi, il curato della parrocchia d'un villaggio in quei luoghi situato.
Egli teneva la testa bassa, intento a leggere playboyscout, e diceva le sue orazioni in silenzio mormoroso: «Uhmmmmmmmmm, uhmmmmm, slurp, slurp, bonazzagnaccahummmm, uhmmmmmm, porc, slurponem, slurponem, che figa...»
Arrivato che fu a una svolta, segnata da un tabernacolo recante scritta per la taverna della Bernarda, presentarono a lui due ceffi brutti ma buoni che, senza troppo rigirare lo spiedo, gli sussurrarono all'orecchie alcune cose che dire non si possono alla luce del sole e che riguardavano fatti della vita del villaggio di cui egli stesso curava l'anima.
Leggete e saprete….
Però imprima d'abbandonarlo alle sue penitenze gli portarono via il breviario e percorr il percorso del ritorno s'udirono anche loro fare molta penitenza e dire salmi mugugliando: “uhmmmmmmm, por, porc, bonazzolm, hummmmmmmm, mamma che figa...”

Volse la sera verso i monti e gli occhi si chiusero alla luce aprendosi all’oscurità.
Rara è la bellezza specie quando di molto è desiderata e in quei tempi le pulzelle generose e pulcherrime non mancavano.
In tali loci, in particolare a Gulminzinnedaurl, viveva pulzella di rarissima bellezza che era la più desiderata e si trovava nella condizione di figlia del borgomastroohlm.
Nell'opposta sponda v'era il villaggio di Ulgstrolminoort con a capo uomo d'irreprensibile onestà, uno certo Burlumpeenstronzen, il figlio del quale amoreggiava nascostamente colla bella Gulminzinnedaurl, egli si chiamava Molosturolavandinen e di occupazione faceva l’aggiusta tubi.
La rivalità tra le due sponde era tanta da odiarsi entrambe come gatti e topi, però lo scambio di commercio tra le due per necessità avveniva regolarmente come nulla fosse.
La tranquillità delle terre era comunque riguardata dal persistente e duraturo ignorarsi a vicenda.
Queste terre erano facenti zolla del vasto contado governato dal temibile don Rodrigoosticazzohlm, il quale imponeva tasse e balzelli su tutta i possedimenti suoi.
Ma torniamo ai due innamorati della storia... I giovani si incontravano di nascosto allorquando il traghetto, che faceva spola tra i due rami del lago, attraccava a terra. Loro salivano col pretesto di recare mercanzie varie, ricambi di tubi l'uno e farine l'altra. A bordo dello battello lacustre, il cui nome era Titanicscussen, accadevano i “tubamenti” amorosi.
La giovane pulzella aveva come amico e confidente il parroco dello posto, tal don Abbonussaccionuddohlm, al quale aveva confidato dello sconfinato amore per il bel tubista e della loro decisione di sposarsi il più presto possibile.
Il vecchio curato con buonissimo cuore aveva promesso di sposarli allo scadere dello mese successivo al quarto giorno del secondo mese dopo il sesto che segna la metà dell'anno.
La contentezza dei due tubanti non si può dire e tutto pareva procedere per il meglio.
Ma non tutte le ciambelle escono colle terga di fuori e allora l’infernale don Rodrigoosticazzohlm, che in modo imperituro amava Gulminzinnedaurl, sentitosi padrone di tutto e anche della fanciulla, facendola inseguire, aveva scoperto, dopo aver fatto torturare dai suoi scagnozzi Braviarumperculom il malcapitato parroco, della promessa di sposalizio e aveva predisposto con minacce che tal matrimonio non aveva da farsi.
Minacce giornaliere arrivavano così a don Abbonussaccionuddohlm, il quale poveretto cominciava a trovar mille scuse per posporre data e nozze.
«Cara figliola sposarsi in quella data non conviene e porta male, rimandiamo al secondo gorno del mese appresso al quale dopo viene la settimana terza della seguente quartina de giornate prima dell'equinozio successivo a quello solare della bella stagione»
Insomma con queste parole prendeva letteralmente per il culo la poveretta Gulminzinnedaurl.
«Cosa fare allora?»
Il giovan Molosturolavandinen, che anch'egli possedeva qualche amico informato dei fatti, venne a scoprire l'ordita trama e informò l'amata di tutto.
Entrambi allora presero una decisione terribile: conoscendo un tale, certo fra Cristoforofobenen, ch'aveva rivendita d'animali esotici, acquistarono dal di lui negozio un centinaio di «pulci da circo bubboniche», animali tanto simpatici ma altrettanto fastidiosissimi moltiplicatori di se stessi all’ inverosimile (erano pure chiamate pulci trombine bubboniche) e latori d’orribile prurito con il contatto loro stesso.
Il piano era di distribuire nelle tubature dei villaggi tali ospiti e dopo l'epidemia provocata scappare col traghetto lacustre verso la sponda nord del lago di Gutrhoolmistrudel, dove una corriera li avrebbe condotti lontano dai possedimenti di don Rodrigoosticazzohlm.
L’inverno copioso si mostrava e le lacrime degli amanti presto sarebbero state solo un ricordo sulle sponde dell'ameno lago che lo sguardo volge dove il tramonto si corica dietro i monti.
Quando che l'amore vuole avere se stesso nessuna forza può vincere e il maligno ha da inchinarsi alla verità sua.
Per poter rimanere immuni alla epidemia, i due s'erano inzolfati tutti di zolfo delle solfatare dei Campi Flegrei, era quello l'unico rimedio esistente per fermare il pruritone delle pulci bubboni.
Il primo che iniziò ad avere prurito fu lo sfortunato don Abbonussaccionuddohlm, il prelato fu visto correre nudo, grattandosi il culetto col messale, verso il lago e dopo, appresso non meno di due ore, anche tutti gli altri abitanti fecero lo stesso.
Stessa scena nel castello del cattivissimo don Rodrigoosticazzohlm, egli fattosi spogliare tutto dai servitori si fece legare al giogo dei buoi aratori e, mentre la terra venia lavorata, egli stesso strusciava col sedere su di essa avendone gran piacere. Purtroppo anche i buoi avevano preso le pulci e correvano di tal modo manco fossero parenti del cugino della monaca di Monza, che gestiva uno circuito in cui facevano le gare coi carri da corsa. Così oltre allo culo il cattivone si giocò per terra pure tutto l'apparato idraulico e ricreativo sottostante.
Soddisfatti e contenti intanto i due amanti erano saliti sul traghetto e Molosturolavandinen aveva pagato, con gran somma, il capitano traghettatore affinché li sposasse a bordo una volta preso il largo.
Tutto precedeva per il meglio... Il lago pullulava tutto sulle rive di gente gettatasi dentro per sfuggire alle tremende pulci e i sogni dei due tubanti si sarebbero potuti così avverare.
La stagione era, come detto in preambolo prima, inclemente e il lago aveva talmente ghiacciato le sue acque, che s'erano venuti formando alti ammassi di agghiaccio, tanto bianco da brillare sul lago.
Ma tutto era nella consuetudine e il capitano era “omo lacustre” di grande esperienza.
Tutto era pronto per il matrimonio dello anno e, mentre erano tutti in pompa magna, sulla tolda della nave l’impettito comandante s’accingeva a celebrare la cerimonia.
«Vuoi tu Molosturolavandinen delli Ulgstrolminculen prendere in moglie la presente Gulminzinnedaurl dei Gimildringulp?»
E, nel mentre leggeva tal menzione, col gomito sinistro andò a girare la barra del timone del traghetto che cambiò repentinamente rotta senza che nessuno se ne accorgesse.
Così nella fredda serata sopraggiunta, mentre Gulminzinnedaurl stava per pronunciare il famigerato si, uno sparanco di acqua agghiacciante si parò di fronte alla nave che inesorabilmente v’andò a urtare (forse si trattava di un iceberg transfuga dal Polo Nord)
Nel far di minuti pochi l'enorme squarcio sulla fiancata dell'imbarcazione ne causò l’affondamento con ammollo generale dei celebranti e dei promessi sposi che divennero i promessi acquosi.
Ma il fato volle che su quel ramo del lago di Gutrhoolmistrudel, che lo sguardo volge dove tramonta quello che sappiamo, passasse col suo sottomarino “Nautidilusso” il capitano Nemoacasa.
Egli immediatamente soccorse gli affogati e, dopo averli rifocillati, sentita la loro storia, commosso sino alle lacrime, vestito da calamaro presidenziale li sposò nel fondo degli abissi lacustri e dopo da questa unione nacque ‘sì tale bella bimba che fu di crescita buona e forte.
Fu chiamata Alicedilagoholminstrudel ed ebbe rinomata e prospera discendenza nei secoli dopo.

«Sfinisce veramente così la vera storia dei Promessi Sposi del lago di Gutrhoolmistrudel» 


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Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
e come ne esci da una storia così? Come lettore intendo? Direi... stralunato, divertito, perplesso, ce ne sarebbe ancora un po', ammirato per la fantasia assolutamente fuori del comune.
Sei unico! 
Il vecchio curato con buonissimo cuore aveva promesso di sposarli allo scadere dello mese successivo al quarto giorno del secondo mese dopo il sesto che segna la metà dell'anno.
Mi ricorda la rilevazione dei parametri per il tasso dei mutui (ricordi di lavoro... )


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"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
Ti ringrazio tanto e ringrazio anche l'Ikea che mi ha ispirato la parodia...


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