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Sutherland

2 partecipanti

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1Sutherland Empty Sutherland Sab Mag 22, 2021 8:19 pm

Giancarlo Gravili

Giancarlo Gravili
Padawan
Padawan
https://www.differentales.org/t629-le-parole-che-non-ti-ho-detto#7752


Sutherland

Un pallido sole illuminava la città di Dornoch, affacciata sul mare del Nord, nella Scozia orientale, la contea del Sutherland faceva da contorno con tutto il suo storico passato e le Highlands richiamavano vicende lontanissime, di clan e di battaglie.
La risacca del mare, lenta e gelida, si spegneva inesorabile sulle grigie spiagge, le case, tutte in fila con i loro tetti scuri, si confondevano con i toni del cielo.
Il rumore delle gomme d’auto si irradiava con un suono stridulo che sembrava uscir fuori da un'officina d'un fabbro.
La cattedrale, austera e imponente, ricordava un passato in cui gli uomini erano ciechi e sordi, le consuetudini dominavano sulla ragione e il timore del giudizio divino offuscava le menti e i cuori.
Il giorno volgeva il sorriso verso gli sbuffi del mare è la sera strappava gli ultimi bagliori di luce prima di racchiudere tutto nel suo abbraccio.
Intanto la città sonnecchiava e una foschia tenue ricopriva la pianura fin quasi sulle colline.
La strada che conduceva al mare era deserta, alberi spogli la costeggiavano dando l'impressione d'essere anime solitarie dimenticate dal mondo.
Un'auto sfrecciava illuminando la strada con i suoi fari gialli e un gatto, fermo al centro della strada,
sgranava gli occhi attendendo la fine, ma la morte gli passò accanto e le luci s’allontanarono nella imminente notte…
La corsa dell’auto, una Bentley Musalnne nera, finì dopo qualche miglio.
Una residenza di campagna immersa nel silenzio accolse il rombo del motore che si spegneva e una figura femminile, che attendeva da tempo, fece cenno di salire su.
«Buona sera Miss, solito posto?»
La donna salì senza fare alcun rumore, quasi fosse priva di peso.
«Sì George, solito posto»
Notte nel Sutherland, era una notte come tante e Dornoch cominciava a dormire nel suo sonno tranquillo.


White&Black pub e l'orologio della vecchia torre segna un quarto a mezzanotte.
Un parcheggio con decine di lattine di birra galleggianti intorno e bidoni d’immondizia che emanano profumi inebrianti.
Un'auto ferma la sua corsa, è la Musalnne nera.
Scende una figura esile dai neri capelli, lucidi come il petrolio, mascara nero, rossetto marrone scuro, il volto tirato, sembra molto vissuto; un paio di anfibi neri, pantaloni strappati, giubbotto di pelle nero e borchie dappertutto, sotto un reggiseno rosso.
«Aspettami qui George, farò tardi leggiti un giornale nel frattempo, questa sera ho particolarmente appetito, o magari ascolta la radio, se ti annoi.» Sussurra la ragazza.
Gente sfatta, avara della vita, forse della propria, s’aggira nel locale dove regnano falsi dei e un mondo di visioni alcoliche connota tutto l’ambiente.
Il fumo annebbia la vista, odori salgono sulle travi di legno, le impregnano, le sodomizzavano al loro gusto, chi entrava ne usce vestito di nuovo, un nuovo che sa di schifo, quello della società.
Interno pub.
«Una doppio malto scura per lavarmi la bocca» Esce una voce roca da quell'esile figura.
Intanto, due figli d'una sana borghesia la osservano con attenzione.
«Tommy roba fine per questa sera»
«Sono stanco, non rompe, fai tu Robin»
I due sono amici da tempo e la noia li prende, li ama, li seduce, ma solo di notte quando vestono i panni veri, quelli che gradiscono di più, i migliori che hanno.
Il giorno quei panni girano per la Royal Insurance e fanno polizze vita, nelle tenebre invece uccidono ciò che con la luce assicurano.
Uno di loro s'avvicina alla ragazza.
«Ciao, bevi? Ah, sono Robin»
«Vattene, non ho voglia»
«Avrai un nome certamente»
«Lascia perdere, ti conviene, ho molta fame questa notte»
«Di sesso?» Borbotta con un ghigno d'imbecille stampato sul viso Robin.
Lei sorride, stemperando i toni aspri: “Come ti chiami?”
«Robin»
«Allora offrimi una birra se proprio vuoi, Robin»
La prima se ne va e poi la seconda e poi...
Robin, girandosi, guarda l'amico e con un cenno lo invita ad avvicinarsi.
«È strafatta, la fottiamo nel parcheggio»
La prendono sottobraccio, escono ridendo e le auto in sosta naturalmente si “fanno” i cazzi loro.
Lei ha un sussulto e cerca di svincolarsi da quella presa, Robin le piazza uno schiaffo sul volto, poi cerca di sfilarle i pantaloni mentre Tommy le blocca le braccia.
D'improvviso la ragazza comincia a ridere e la sua voce diventa sempre più roca e potente, i due mostrano incertezza e si spostarono d'un passo indietro lasciandola libera.
Un'ascia spunta, con gesto fulmineo, fuori dal giubbino della malcapitata, ma come è possibile?
Rotea nell'aria e con violenza inumana s'abbatte sulla testa di Robin, aprendola in due come un melone e parti di intelligenza, sangue e ossa si spargono sull'asfalto.
Tommy rimane impietrito, mentre il cervello dell'amico gli inonda i vestiti e il viso, impedendogli di vedere, la ragazza lo afferra per il bavero della giacca con una mano e con l'altra alza nuovamente l'ascia tranciandogli di netto un braccio.
L'asfalto accoglie fra le sue braccia un giovane vissuto, ora svenuto, sangue sulle auto, luci dei fari colorati col sangue degli imbecilli e macello all’aperto tra pezzi di carne e brandelli di vita.
E lei, come una belva sulla preda, sbava, godendo dentro quel suo esile corpo, si siede accanto ai corpi sfatti e sfama i suoi istinti, strappando a morsi le carni calde, assaggiando il loro sapore con il gusto dell'inferno.
Finito il banchetto si abbassa i jeans e piscia sopra i pochi resti dei due amici, urina calda a lavare l'asfalto dal sangue di quei pezzi di merda.
Un respiro lungo e poi, dopo aver sistemato i capelli, via verso la sua auto che attende da un po’.
«George, andiamo a casa, questa sera la carne era ottima in questo locale, però domani voglio andare al Downlake» Sorride, mentre il sangue le cola dalle turgide labbra.
«Ok Miss, torniamo a casa?»
La Bentley percorre il tragitto al contrario, fermandosi davanti a quella residenza di campagna.
Una targa e una scritta s’intravede al buio sul cancello d’ingresso, le portiere s'aprono e la ragazza scende.
«A domani George»
«Buonanotte Miss»
Lo sportello si chiude e la luce del lampione d'ingresso lascia intravedere il posto guida dell’auto, vuoto, lei scivola lentamente sul vialetto svanendo in quella foschia che non lascia vivi i contorni delle cose.


«Una notte era trascorsa, un'altra sarebbe arrivata e poi un’altra ancora»


______________________________________________________
Le domande non sono mai invadenti, a volte lo sono le risposte...

2Sutherland Empty Re: Sutherland Sab Mag 22, 2021 9:05 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Fa strano  che una persona sensibile come te scriva un horror. Sei stato  Bravo e hai reso molto bene il genere, ottime le descrizioni, crudeli e dissacranti al punto giusto.

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