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Solo cenere

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1Solo cenere - Pagina 2 Empty Solo cenere Mer Apr 07, 2021 10:16 pm

Different Staff

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

Sto per fare una stupidata enorme.
Lo so, lo sento.
Ma perché? Cioè, perché si fa uno sbaglio colossale sapendo che è uno sbaglio colossale? Una cosa che porterà solo una valanga di guai. Perché la si fa lo stesso?
Lo sanno tutti. Lo so benissimo anch’io che ad andare a trafficare attorno al tempo si fanno un sacco di casini.
Non per niente si deve frequentare il corso, prima di accedere ai tunnel temporali. E non è mica facile avere i permessi, per il corso, per l’osservazione.
Nessuno me ne darà mai più uno finché campo.
Me la immagino già la faccia del rettore dell’Accademia di Arti Integrate. E ne avrà tutte le ragioni. Ci ha messo lui la firma, sulla richiesta per accedere ai tunnel. Entusiasta, quando gli ho presentato il progetto per la tesi di dottorato.
Bellissima. Quando ci penso, che sto per mandare tutto in fumo…
Già la vedevo, la mia installazione. È ancora solo una serie di immagini nella mia testa e nei disegni, ma io la vedo, come se fosse vera. Le forme, i colori, i movimenti. Le persone dentro alzano gli occhi, si guardano attorno. Meravigliate. Attonite. Sconvolte. Il cuore che batte.
Con questo ho convinto il rettore: come fare a trasmettere le emozioni, se mai ho vissuto un’esperienza simile? E nessuno può viverla poi raccontarla; nessuno sopravvive, se davvero ci si trova in mezzo.
Guardarla da lontano non è di sicuro la stessa cosa. Non si vedono le stesse immagini, non si sentono gli stessi suoni, gli odori. Soprattutto, la paura, il terrore, la consapevolezza sono differenti. Plinio il Giovane che guardava da Miseno la colonna eruttiva magari avrà provato perfino sollievo, al pensiero di non trovarsi lì sotto.
Inutile, bisogna esserci. E l’unico modo per esserci davvero e sopravvivere è la bolla di stasi temporale creata dal tunnel.
Non è come guardare un film, non è come essere spettatore di qualcosa che non esiste.
Mi vengono i brividi: adesso sono qui, nella Pompei di migliaia di anni fa, e sono ad Alessandria d’Egitto.
Nello stesso momento.
Il tunnel permette la coesistenza di ciò che sembra incredibile possa stare insieme.
Tanto che infrangere la stasi è possibile.
Possibile e pericoloso.
Pericoloso e proibito.
Proibito, vietato, regole. Le regole, il corso. Alessandria. La Nuova Biblioteca di Alessandria d’Egitto.
Un caso?
Solo una casualità che sia diventata di nuovo un centro culturale e scientifico mondiale? Che sia uno dei punti chiave per la genesi dei tunnel? Che sì, possono essere creati quasi ovunque, ma funzionano meglio in certi posti, quasi come se il tessuto del tempo avesse dei nodi, dei punti di convergenza.
Non so, non ne capisco niente.
Ma che sto per infrangere la regola fondamentale, lo capisco benissimo.
Te la inculcano bene in testa, prima di fidarsi a lasciarti usare il tunnel.
Non infrangere la stasi, non intervenire. Tentazione terribile per chiunque. Anche solo allungare una mano. Cambiare i destini.
Ma il passato è passato e tale deve rimanere. Le onde del tempo sono ingovernabili. Un gomitolo di fili inestricabili.
Non è facile, ma l’addestramento serve a questo. I morti sono morti.
Anche se sono ancora vivi, nella stasi.
Distanza. Creare distanza. Nella mente, nel cuore.
Ho superato tutti i test. Pronto. Via. Pompei. Il Vesuvio. L’eruzione più famosa della storia.
Ma un conto è leggerne, un altro essere qui. È meraviglioso. Meraviglioso e terribile.
Sentire. Vedere.
Durante. Dopo. Prima.
C’è un prima, e a questo all’inizio non avevo pensato. Credevo non mi sarebbe importato.
L’eruzione, mi serviva. Affascinante. Affascinante e terribile.
Perché accade sul serio, in questo istante. Unito e separato. La bolla temporale mi separa e mi protegge, ma se volessi potrei protendere una mano, fare un passo, e respirerei i veleni incandescenti, sarei ricoperto dalla cenere, verrei polverizzato dal flusso piroclastico.
Che è quello che capita a tutte le persone attorno a me.
Certo, me lo avevano detto, me lo avevano spiegato, al corso. Ma un conto è sentirlo, un conto è esserci in mezzo.
Morte. Vita. Desiderio di vita? Di rimandare la distruzione? Per questo sono tornato al prima?
Solo una scusa, forse, studiare le architetture originali, i colori ancora vivi degli affreschi?
Non lo so.
E la ragazzina? Quando ho visto la ragazzina? Non ricordo. Non ricordo se ho visto prima la catena o i disegni. Sono tornato indietro per la catena oppure ho seguito la ragazzina per i disegni? I ricordi mi si confondono, in questo andare avanti e indietro nel tempo.
Però continuo a tornare qui, da quando mi sono accorto di lei, alla camera da letto in cui la tengono.
Nessun coinvolgimento, certo. Nessun giudizio su civiltà così lontane dalla nostra, mi hanno insegnato al corso. A Pompei il mercato della prostituzione è fiorentissimo. Lei è solo una piccola schiava tra tante altre. Anzi, più privilegiata. Le hanno riservato una camera da letto per riguardo ai clienti particolari cui è destinata.
Ma negli intervalli, nei momenti di riposo, lei disegna.
Dove riesce, con quello che ha, che trova.
Se ne sono accorti, l’hanno presa a sberle, ma lei non può farne a meno, allora disegna di nascosto, negli angoli bui, sotto le brocche e le ciotole, su qualche straccio che nasconde.
Come se vivesse in un altro mondo.
Ma io la vedo. So cosa le succede. So cosa prova.
Le immagini passano dalla mente alle mani, alle dita, che non possono stare ferme.
C’è bellezza, in lei. C’è talento. Qualcosa che nessuno le ha insegnato. Con cui è nata.
Ma è altro ciò che di lei torna utile a chi la usa, e il resto non importa.
Nemmeno a me dovrebbe importare.
È destinata a morire soffocata dalla cenere o bruciata viva, come tutti gli altri.
Perché lei dovrebbe importarmi?
La catena. Incatenata con la caviglia al muro. Quando ha tentato di fuggire.
La stanza. Ho rivisto la stanza.
Che sia stato quello? Possibile? Ne sono uscito una vita fa. Ero un bambino. Ora sono adulto. Anni, sono passati.
La stanza. La porta. Si apre per un motivo diverso dal solito, quel giorno. Mi tirano fuori, mi portano via.
Così tutto finisce e tutto comincia. Tutto cambia. Non subito, non in un attimo. Ci vuole tempo perché gli incubi scompaiano. E non per sempre.
I miei progetti, la mia installazione… distruzione, angoscia, terrore… è ancora tutto lì, allora?
Diventato altro, trasformato in bellezza?
E lei, lei che possibilità avrà?
L’ho visto. Lei è nella camera, mentre tutto accade. Tutti muoiono o fuggono. Lei viene dimenticata lì, incatenata al muro. Nemmeno la possibilità di provare a fuggire.
Basta. Non ha alcun senso.
Allora perché non riesco a smettere di pensarci? A smettere di vedere le sue mani che si muovono alla ricerca di un significato diverso?
Perché io lo so cosa cercano le sue mani, cosa stanno facendo. La stessa cosa che facevano le mie.
Ma nessuno porterà via lei.
Non si estraggono le persone dal tempo. Una tessera del domino che cade e scatena un effetto a cascata su tutte le altre.
Per questo dovrò farlo quando la sua scomparsa non potrà più modificare o influenzare nulla e nessuno.
Minimizzare i danni.
Il momento giusto: quando viene lasciata sola, ma prima che muoia.
A quel punto, lei sarà solo un mucchietto di cenere in più o in meno.
Non violerò troppe regole. In realtà una sola: quella fondamentale.
Non modificherò quasi nulla.
Forse il futuro?
Ma chi può dire che il futuro, da quell’istante in poi, non sia già costruito sulla presenza della ragazzina in questo segmento temporale?
Dal proprio presente si può guardare indietro ma non in avanti.
Non ci si riesce proprio, così mi hanno spiegato. È vero? Chissà. Io di sicuro non potrò farlo.
Dovrò essere molto veloce. Fulmineo. Sono sorvegliato, ma si fidano abbastanza di me: qualche istante di margine ce l’ho.
Non la rimanderanno indietro, questo no. Ne sono sicuro.
Non per qualche motivo umanitario, ma semplicemente perché strappare qualcosa dal tessuto dello spazio-tempo non è come spostare un oggetto su uno scaffale.
Non si può togliere e rimettere senza conseguenze.
Lo strappo è molto forte. Non si ricuce con un rammendo.
Un po’ come togliere qualcosa da un vaso pieno di sabbia: i granelli si spostano e non tornano più al loro posto, anche se lo rimetto dentro.
Non la rimanderanno indietro. Questo solo importa.
Non so cosa sarà di lei, ma qualcosa sarà.
Un’occasione. Una possibilità. Per lasciarla diventare ciò che è.
E a me che faranno?
Mi gioco tutto quello che ho costruito, per cui ho lavorato.
Che poi, anche la portassi via, le farei un favore?
Vive, e ricorderà per sempre. Muore, e tutto sarà finito.
La cosa migliore, per lei, è morire ora, così. Tanto, non saprà mai quello che ha perso.
Non lo farò.
Non lo faccio.
Non ha alcun senso.
Lei è solo un mucchietto di cenere… Ecco. L’ho fatto.


26Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Mar Apr 27, 2021 3:08 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Il monologo entra nel vivo quando introduci la ragazzina. Ma siamo già a metà, forse un po' troppo in là. Anche io penso che la fantascienza non si addica molto al monologo, soprattutto se parliamo di paradossi temporali. Da qui tutta la prima metà che hai dovuto dedicare alle spiegazioni necessarie su cui appoggiare il resto. Chiaro che i dubbi sulla possibilità o no di alterare il tempo sono sicuramente spunto per riflessioni importanti, che quasi vanno oltre il genere. Lo dico per Viv che non ama la fantascienza. Secondo me se passi oltre al fatto che per viaggiare nel tempo ci vuole un tecnologia da fantascienza, a quel punto ti ritrovi in mano un materiale narrativo con grandi possibilità, che di fantascientifico non ha nulla o quasi, con implicazioni avventurose di facile lettura e pensieri sul cambiamento e le sue conseguenze per intrigare il lettore a un livello più profondo. Qui c'è sicuramente uno spessore notevole e una buona qualità di scrittura e l'idea di portare via dal passato un potenziale mucchio di cenere è di base molto bella. Ripeto, il difetto che vedo è solo di aver affidato la vicenda a un monologo.

27Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Mar Apr 27, 2021 3:22 pm

The fallen

The fallen
Viandante
Viandante
Pensa che figata se ci fosse stato il teletrasporto, andava lì con una piccola distorsione spazio tempo e taaac, la ragazza a un soffio dalla morte si sarebbe trovata in salvo a giocare con la play in una stanzetta con le gigantografie dei funghi nucleari alle pareti. Il bello della fantascienza è quello, la quasi totale assenza di limiti. E la tua idea non è per niente brutta e persino la resa come scrittura è da penna che sa il fatto suo, data la correttezza formale e la sicurezza del testo. Che in certi punti rimane oscuro e costringe a una rilettura perché la scelta di inserire la tua idea in un monologo è quantomeno coraggiosa. E a me il coraggio e il mettersi in gioco nella scrittura piace, al di là del risultato.

28Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Mer Apr 28, 2021 9:11 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Cara Autrice, caro Autore,

un racconto molto particolare, non c'è che dire. Contiene diverse tematiche che stimolano il lettore, non ultimo il finale "aperto". Una riflessione di coscienza, un racconto ben scritto ma che, dal mio punto di vista, avrebbe avuto più forza se non fosse stato costretto dai paletti dello step alla forma di monologo. Interessante anche l'espediente per far rientrare Alessandria e l'eruzione di Pompei.
Il genere fantascientifico non mi fa impazzire, ma sicuramente il tuo è un buon lavoro.
Complimenti
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

29Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Mer Apr 28, 2021 9:44 am

Midgardsormr

Midgardsormr
Younglings
Younglings
Ciao autor*

Tutti quelli che oramai mi conoscono (magari anche tu, dato che non so chi sei) sanno che ho due estremi piaceri di lettura e di scrittura. Il primo è lo storico, con tutte le sue ricerche e parole così strane da mandare in palla chi, di storico, ci capisce poco. L'altro invece, è la fantascienza, quello strano luogo dove tutto (o quasi) è possibile.
Ho adorato il tuo monologo (anche a mio avviso ci rientra) ma sono d'accordo che, forse, questo tuo pezzo ha così tanto potenziale che relegarlo in un formato simile sia riduttivo.
Ritmo incalzante, passaggi interessanti e scrittura precisa. La bambina è l'effetto "wow" del tuo pezzo, e la bolla è al secondo posto della mia personalissima classifica "wow".

Non ho trovato refusi e tutto ciò che hai lasciato in sospeso, alimenta la mia curiosità e mi fa raggiungere livelli altissimi di interesse.
Credo, da cultore del genere, che tu abbia la possibilità di gestire con questo pezzo tutti gli altri step, il potenziale c'è.

Ah, ovviamente sei il mio/mia top player della classifica punti. Sono a metà lettura, ma già lo so.

Grazie, grazie e grazie.


______________________________________________________
Valar Morghulis. Valar Dohaeris.

Tutti devono morire. Tutti devono servire.

30Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Mer Apr 28, 2021 11:46 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
A me il genere piace e sono un frequentatore abituale di fantasy, fantascienza e affini, sia dal punto di vista letterario che cinematografico, quindi non ho trovato difficoltà a capire da subito cosa stesse accadendo. Non vedo neanche dubbi sul finale: la ragazza viene salvata. E tutto sommato ho trovato piacevole la lettura e interessanti gli spunti di riflessione. Ho però dubbi su come il racconto è condotto e scritto. L'inizio ci sta, una sorta di introduzione prepara il lettore e lo mette al corrente di come stanno le cose in questo universo immaginario. E va bene, ma è troppo lungo. Molti lamentano il fatto di essere entrati in empatia con il protagonista solo dopo l'entrata in scena della ragazza. E hanno ragione. Bastavano tre righe di presentazione, inserivi subito la ragazza, poi, bel caso, potevi riprendere il discorso. Il nucleo del racconto, il perché è stato scritto, è il dilemma che attanaglia questo "viaggiatore", le implicazioni etiche e fisiche del suo gesto, il suo riconoscersi nella ragazza. Ecco, solo di questo avresti dovuto parlare, ne avrebbe giovato anche il rientrare a pieno nel genere. Un altro lato del testo che rimane oscuro è il passato del protagonista, sappiamo che era in catene, che qualcuno lo ha liberato, sì, ma perché, da dove, per condurlo dove? Sono interrogativi che a parer mio non bisognava tenere aperti o alla mercé delle varie interpretazioni. Altra cosa che mi ha lasciato un po'così è lo stile. Chi mi conosce sa che non amo questo genere di scrittura a scatti, è troppo sincopato. Nel senso, ci sta se usato con parsimonia, nei punti giusti, in un determinato attimo del racconto che necessita velocità e azione. Allora sì, perché ha una funzione. Ma per tutto il testo no, non ne capisco l'utilità.

31Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Mer Apr 28, 2021 12:40 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
posso dire che non mi è piaciuto?
o rischio qualcosa, tipo tunnel temporale a vita senza uscite?
io adoro la fantascienza, il fantasy, il fantastico e il surreale, l'ho sempre detto e scritto.
e qui si parte bene, niente da dire, ma poi? dove si va a finire non lo capisco proprio, scusami.
la storia perde tutto il suo senso dalla metà in poi, almeno secondo i miei parametri.
non afferro il motivo per cui hai preso tanti viottoli quando avevi una strada da percorrere.
fa niente, gusti personali.
per il resto devo dire che è scritto bene, senza refusi o errori, e le descrizioni sono buone.
peccato che non mi resti nulla alla fine della lettura.


______________________________________________________
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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

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32Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Gio Mag 06, 2021 2:05 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Dunque, spiegazioni… ci provo, per quel che posso.
Intanto, sì, lui salva la ragazzina, e vi dirò che mi ha veramente stupito ogni volta che leggevo che il finale era dubbio, incerto, ambiguo. Ero talmente tentata di scriverlo nel mio autocommento, che stavo per non commentarmi, questa volta, per paura di tradirmi.
La frase finale, “Ecco. L’ho fatto.”, per me era assolutamente chiara. Quando però un dubbio arriva da così tanti lettori, evidentemente qualcosa non è stato scritto del tutto nel modo giusto.
Ne ho parlato con mia cognata (a cui però non era venuto questa incertezza) e lei mi ha suggerito due cose: la prima, che sarebbe bastato mandare a capo la frase finale, magari staccata da uno spazio. A me questo espediente grafico non piace, ma forse già questo sarebbe bastato. Altro suggerimento, cambiare l’ordine delle ultime frasi, in questo modo:
“Non ha alcun senso.
Lei è solo un mucchietto di cenere…
Non lo farò.
Non lo faccio…
Ecco. L’ho fatto.”
Quest’ultima soluzione in effetti mi piace, e credo che la terrò.
Anche “lei è solo un mucchietto di cenere” può avere contribuito. Di nuovo, a me sembrava chiaro che fosse la ripresa di un concetto già lanciato sopra, che cioè salvare la ragazzina non seguisse una logica razionale. Infatti, il gesto conclusivo del protagonista non segue una logica razionale, ma emotiva e viscerale.
Perché lo fa?
Provo a scrivere quello che so, ma non so tutto, solo quello che ho visto.
Non gli è sufficiente vedere la ragazzina e la vita che fa: come dice, ce ne sono tante come lei, tutte destinate a morire. Ma lei disegna. Non può farne a meno. La vita che scorre in quei gesti è talmente forte da non essere ancora stata schiacciata dall’uso che viene fatto di lei. Significa questo la frase “Perché io lo so cosa cercano le sue mani, cosa stanno facendo. La stessa cosa che facevano le mie.” Anche le mani di lui non potevano fare a meno di disegnare, quando anche lui era un bambino chiuso in una stanza. Anche lui sentiva la vita scorrere, al di là dell’orrore in cui viveva.
Quale orrore? Ecco, qui le immagini si fermano. Adulti che tengono un bambino prigioniero, anche incatenato. Chi sono questi adulti?
Non lo so, non vedo altro.
La porta un giorno “Si apre per un motivo diverso dal solito”. Qual era questo “motivo solito”? Di nuovo, la mia mente si ferma.
Ogni personaggio che noi creiamo è una nostra funzione psichica, una parte interiore di noi. Questi due personaggi di certo rappresentano una sofferenza, ma altro non so.
Davvero intriganti le interpretazioni di Petunia, a cui io non avevo assolutamente pensato, ma che credo in effetti potrebbero “starci” e forse sarebbero spendibili per ampliare il racconto.
Comunque, l’empatia con la ragazzina manda all’aria tutti i discorsi razionali del protagonista, che appunto passa tutto il tempo del monologo a ricordarsi i sensati motivi per cui non dovrebbe fare quello che invece non può impedirsi di fare.
Questa dinamica è presente in quasi tutti i miei racconti, tanto che ogni volta mi stupisce non essere individuata al primo colpo. Tanto per dire, l’immagine del mio avatar è l’illustrazione di Daniele Trombetti per “L’inizio della storia”, il racconto che dà il titolo alla mia raccolta. Ero stata tentata di cambiarla, all’inizio dello step, poi ho lasciato stare, pensando che magari sarebbe stato notato più il cambio che l’immagine che c’era già.
Altre cose… la ragazzina che compare all’improvviso a un terzo del racconto. La ragazzina appare in quel momento perché è in quel momento che mi è apparsa; fino a un istante prima non c’era, poi era lì.
Le domande retoriche. Boh, io non le percepisco come retoriche. Già una volta vivonic me le aveva fatte notare, con mio stupore. Ma voi non vi fate mai domande nella vostra testa? Io ho la testa piena di continue domande che mi faccio (e di cui appunto non capisco la ragione e non conosco la risposta, per cui per me non sono retoriche).
“E nessuno può viverla poi raccontarla”: quei due “la” sono riferiti grammaticalmente a “esperienza” della frase precedente, “se mai ho vissuto un’esperienza simile”.
 
Questo racconto nasce, come al solito, dalla disperazione, questa volta più acuta perché non riuscivo a mettere insieme i paletti nemmeno a smartellarci sopra e i due generi erano per me uno più terribile dell’altro.
Il mio cervello ha trovato un modo per mettere insieme quello che non riuscivo a mettere insieme, creando una bolla temporale di coesistenza di due momenti e luoghi della storia, ma nel suo viaggio ha trovato l’inaspettato; il viaggio mi ha portata dove all’inizio non potevo immaginare. Per questo, credo, tutti, anche quelli a cui il racconto non è piaciuto tanto, hanno trovato emotivamente forte l’apparizione della ragazzina, perché credo coincida col momento in cui ho fatto un tuffo profondo nel mio inconscio.
Tutti i commenti mi hanno aiutato, soprattutto per dare qualche ritocco.
Certamente, quelli entusiasti allargano il cuore, perché, come tutti noi sappiamo, in quel momento sentiamo di avere toccato qualcuno.

33Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Gio Mag 06, 2021 9:15 am

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Cara Arianna, nell'ultima parte del tuo commento penso che ad un certo punto ci si siano ritrovati in tanti. O almeno io mi ci sono ritrovata: hai un'idea, uno spunto che ti sei trovata lì per lì, che coi paletti proprio non ha nulla da spartire, ma non riesci a liberarti di quell'immagine attorno a cui deve ruotare un racconto. Perchè così deve essere. E i pensamenti, i ripensamenti alla fine ti fan fare le ore piccole, ma poi arriva uno sprazzo di soluzione e allora vai di tastiera! Penso che ci stiamo facento un po' di "rodaggio" per i prossimi step, che visti i suggerimenti, faranno in modo che il nostro cervello non invecchi.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

34Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Gio Mag 06, 2021 11:36 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Io però credo che le domande retoriche, in un monologo, siano un quid aggiunto, un punto di forza.
Questo racconto mi ha tenuto sveglio una notte intera, Ari.
Ho dovuto chiamare in causa i lettori esterni, sai? Perché, a parte The Raven che ti ha difeso a spada tratta (anche in maniera sostenuta) fin dal primo momento, il racconto non ci sembrava ammissibile... Anche i lettori esterni lo hanno ritenuto non ammissibile, e questa sembrava la fine... Come ricorderai, tu hai risposto alle nostre obiezioni, e sai cos'è successo?
Che quello che hai scritto tu lo aveva detto Pier, esattamente così, molte ore prima di te.
Mi sono detto - ci siamo detti: è impossibile che due persone che non hanno parlato tra di loro dicano le stesse cose che invece non sono evidenti a tutte le altre.
Cioè, mi spiego meglio: secondo me, il fatto che lui avesse capito esattamente quello che volevi comunicare tu, secondo noi ha assunto più valore rispetto al fatto che nessun altro lo avesse colto.
Quindi, di conseguenza, l'ammissione è stata scontata; e, anche in questo caso, il seguito prova che abbiamo fatto bene.

PS: a me questo racconto è rimasto nel cuore. Non pensavo, a prime letture. Invece devo dirti che proprio l'ho visto, l'ho vissuto e mi è rimasto.
Dopo un mese e più, questa è una grande conquista, per chi scrive.
Un caro abbraccio.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

35Solo cenere - Pagina 2 Empty Re: Solo cenere Gio Mag 06, 2021 12:51 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Che bello, viv, grazie!
E grazie a Raven, mio salvatore in extremis! Telepatia...
Quel pomeriggio ero davvero stata presa dallo sconforto, ma poi tutto è finito bene.
Grazie mille!  Solo cenere - Pagina 2 509334221

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