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1Solo cenere Empty Solo cenere Mer Apr 07, 2021 10:16 pm

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Admin
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Sto per fare una stupidata enorme.
Lo so, lo sento.
Ma perché? Cioè, perché si fa uno sbaglio colossale sapendo che è uno sbaglio colossale? Una cosa che porterà solo una valanga di guai. Perché la si fa lo stesso?
Lo sanno tutti. Lo so benissimo anch’io che ad andare a trafficare attorno al tempo si fanno un sacco di casini.
Non per niente si deve frequentare il corso, prima di accedere ai tunnel temporali. E non è mica facile avere i permessi, per il corso, per l’osservazione.
Nessuno me ne darà mai più uno finché campo.
Me la immagino già la faccia del rettore dell’Accademia di Arti Integrate. E ne avrà tutte le ragioni. Ci ha messo lui la firma, sulla richiesta per accedere ai tunnel. Entusiasta, quando gli ho presentato il progetto per la tesi di dottorato.
Bellissima. Quando ci penso, che sto per mandare tutto in fumo…
Già la vedevo, la mia installazione. È ancora solo una serie di immagini nella mia testa e nei disegni, ma io la vedo, come se fosse vera. Le forme, i colori, i movimenti. Le persone dentro alzano gli occhi, si guardano attorno. Meravigliate. Attonite. Sconvolte. Il cuore che batte.
Con questo ho convinto il rettore: come fare a trasmettere le emozioni, se mai ho vissuto un’esperienza simile? E nessuno può viverla poi raccontarla; nessuno sopravvive, se davvero ci si trova in mezzo.
Guardarla da lontano non è di sicuro la stessa cosa. Non si vedono le stesse immagini, non si sentono gli stessi suoni, gli odori. Soprattutto, la paura, il terrore, la consapevolezza sono differenti. Plinio il Giovane che guardava da Miseno la colonna eruttiva magari avrà provato perfino sollievo, al pensiero di non trovarsi lì sotto.
Inutile, bisogna esserci. E l’unico modo per esserci davvero e sopravvivere è la bolla di stasi temporale creata dal tunnel.
Non è come guardare un film, non è come essere spettatore di qualcosa che non esiste.
Mi vengono i brividi: adesso sono qui, nella Pompei di migliaia di anni fa, e sono ad Alessandria d’Egitto.
Nello stesso momento.
Il tunnel permette la coesistenza di ciò che sembra incredibile possa stare insieme.
Tanto che infrangere la stasi è possibile.
Possibile e pericoloso.
Pericoloso e proibito.
Proibito, vietato, regole. Le regole, il corso. Alessandria. La Nuova Biblioteca di Alessandria d’Egitto.
Un caso?
Solo una casualità che sia diventata di nuovo un centro culturale e scientifico mondiale? Che sia uno dei punti chiave per la genesi dei tunnel? Che sì, possono essere creati quasi ovunque, ma funzionano meglio in certi posti, quasi come se il tessuto del tempo avesse dei nodi, dei punti di convergenza.
Non so, non ne capisco niente.
Ma che sto per infrangere la regola fondamentale, lo capisco benissimo.
Te la inculcano bene in testa, prima di fidarsi a lasciarti usare il tunnel.
Non infrangere la stasi, non intervenire. Tentazione terribile per chiunque. Anche solo allungare una mano. Cambiare i destini.
Ma il passato è passato e tale deve rimanere. Le onde del tempo sono ingovernabili. Un gomitolo di fili inestricabili.
Non è facile, ma l’addestramento serve a questo. I morti sono morti.
Anche se sono ancora vivi, nella stasi.
Distanza. Creare distanza. Nella mente, nel cuore.
Ho superato tutti i test. Pronto. Via. Pompei. Il Vesuvio. L’eruzione più famosa della storia.
Ma un conto è leggerne, un altro essere qui. È meraviglioso. Meraviglioso e terribile.
Sentire. Vedere.
Durante. Dopo. Prima.
C’è un prima, e a questo all’inizio non avevo pensato. Credevo non mi sarebbe importato.
L’eruzione, mi serviva. Affascinante. Affascinante e terribile.
Perché accade sul serio, in questo istante. Unito e separato. La bolla temporale mi separa e mi protegge, ma se volessi potrei protendere una mano, fare un passo, e respirerei i veleni incandescenti, sarei ricoperto dalla cenere, verrei polverizzato dal flusso piroclastico.
Che è quello che capita a tutte le persone attorno a me.
Certo, me lo avevano detto, me lo avevano spiegato, al corso. Ma un conto è sentirlo, un conto è esserci in mezzo.
Morte. Vita. Desiderio di vita? Di rimandare la distruzione? Per questo sono tornato al prima?
Solo una scusa, forse, studiare le architetture originali, i colori ancora vivi degli affreschi?
Non lo so.
E la ragazzina? Quando ho visto la ragazzina? Non ricordo. Non ricordo se ho visto prima la catena o i disegni. Sono tornato indietro per la catena oppure ho seguito la ragazzina per i disegni? I ricordi mi si confondono, in questo andare avanti e indietro nel tempo.
Però continuo a tornare qui, da quando mi sono accorto di lei, alla camera da letto in cui la tengono.
Nessun coinvolgimento, certo. Nessun giudizio su civiltà così lontane dalla nostra, mi hanno insegnato al corso. A Pompei il mercato della prostituzione è fiorentissimo. Lei è solo una piccola schiava tra tante altre. Anzi, più privilegiata. Le hanno riservato una camera da letto per riguardo ai clienti particolari cui è destinata.
Ma negli intervalli, nei momenti di riposo, lei disegna.
Dove riesce, con quello che ha, che trova.
Se ne sono accorti, l’hanno presa a sberle, ma lei non può farne a meno, allora disegna di nascosto, negli angoli bui, sotto le brocche e le ciotole, su qualche straccio che nasconde.
Come se vivesse in un altro mondo.
Ma io la vedo. So cosa le succede. So cosa prova.
Le immagini passano dalla mente alle mani, alle dita, che non possono stare ferme.
C’è bellezza, in lei. C’è talento. Qualcosa che nessuno le ha insegnato. Con cui è nata.
Ma è altro ciò che di lei torna utile a chi la usa, e il resto non importa.
Nemmeno a me dovrebbe importare.
È destinata a morire soffocata dalla cenere o bruciata viva, come tutti gli altri.
Perché lei dovrebbe importarmi?
La catena. Incatenata con la caviglia al muro. Quando ha tentato di fuggire.
La stanza. Ho rivisto la stanza.
Che sia stato quello? Possibile? Ne sono uscito una vita fa. Ero un bambino. Ora sono adulto. Anni, sono passati.
La stanza. La porta. Si apre per un motivo diverso dal solito, quel giorno. Mi tirano fuori, mi portano via.
Così tutto finisce e tutto comincia. Tutto cambia. Non subito, non in un attimo. Ci vuole tempo perché gli incubi scompaiano. E non per sempre.
I miei progetti, la mia installazione… distruzione, angoscia, terrore… è ancora tutto lì, allora?
Diventato altro, trasformato in bellezza?
E lei, lei che possibilità avrà?
L’ho visto. Lei è nella camera, mentre tutto accade. Tutti muoiono o fuggono. Lei viene dimenticata lì, incatenata al muro. Nemmeno la possibilità di provare a fuggire.
Basta. Non ha alcun senso.
Allora perché non riesco a smettere di pensarci? A smettere di vedere le sue mani che si muovono alla ricerca di un significato diverso?
Perché io lo so cosa cercano le sue mani, cosa stanno facendo. La stessa cosa che facevano le mie.
Ma nessuno porterà via lei.
Non si estraggono le persone dal tempo. Una tessera del domino che cade e scatena un effetto a cascata su tutte le altre.
Per questo dovrò farlo quando la sua scomparsa non potrà più modificare o influenzare nulla e nessuno.
Minimizzare i danni.
Il momento giusto: quando viene lasciata sola, ma prima che muoia.
A quel punto, lei sarà solo un mucchietto di cenere in più o in meno.
Non violerò troppe regole. In realtà una sola: quella fondamentale.
Non modificherò quasi nulla.
Forse il futuro?
Ma chi può dire che il futuro, da quell’istante in poi, non sia già costruito sulla presenza della ragazzina in questo segmento temporale?
Dal proprio presente si può guardare indietro ma non in avanti.
Non ci si riesce proprio, così mi hanno spiegato. È vero? Chissà. Io di sicuro non potrò farlo.
Dovrò essere molto veloce. Fulmineo. Sono sorvegliato, ma si fidano abbastanza di me: qualche istante di margine ce l’ho.
Non la rimanderanno indietro, questo no. Ne sono sicuro.
Non per qualche motivo umanitario, ma semplicemente perché strappare qualcosa dal tessuto dello spazio-tempo non è come spostare un oggetto su uno scaffale.
Non si può togliere e rimettere senza conseguenze.
Lo strappo è molto forte. Non si ricuce con un rammendo.
Un po’ come togliere qualcosa da un vaso pieno di sabbia: i granelli si spostano e non tornano più al loro posto, anche se lo rimetto dentro.
Non la rimanderanno indietro. Questo solo importa.
Non so cosa sarà di lei, ma qualcosa sarà.
Un’occasione. Una possibilità. Per lasciarla diventare ciò che è.
E a me che faranno?
Mi gioco tutto quello che ho costruito, per cui ho lavorato.
Che poi, anche la portassi via, le farei un favore?
Vive, e ricorderà per sempre. Muore, e tutto sarà finito.
La cosa migliore, per lei, è morire ora, così. Tanto, non saprà mai quello che ha perso.
Non lo farò.
Non lo faccio.
Non ha alcun senso.
Lei è solo un mucchietto di cenere… Ecco. L’ho fatto.

2Solo cenere Empty Re: Solo cenere Gio Apr 08, 2021 2:15 pm

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Se non ricordo male, il professor Emmett "Doc" Brown di Ritorno al futuro metteva spesso in guardia Marty circa le spiacevoli conseguenze derivanti da una modifica degli avvenimenti nello spazio tempo.

Se l'aut mi passa il paragone, mi è sembrato di trovarmi nel futuro. Un futuro dove sarà possibile ritornare al passato. L'idea è intrigante e si sviluppa bene per tutto il racconto, o quasi. Ma ci arrivo tra un attimo.

Abbiamo due disegnatori, o almeno questo credo di aver capito. Uno è il protagonista, un disegnatore anomalo, un artista, parrebbe uno scultore moderno (lo penso quando si parla d'istallazione) che disegna le sue idee prima di "costruirle". L'altro disegnatore è la bimba, più classico, più tradizionale, anche in considerazione dell'epoca in cui vive. I personaggi, ai fini dello step, ci sono. 

Buona l'idea di considerare la biblioteca di Alessandria d'Egitto - "Che sia uno dei punti chiave per la genesi dei tunnel?" - come un di trait d'union, come una giuntura su cui si basano la potenza della cultura e il viaggio nel tempo. Forza del sapere che rende possibile, appunto, il viaggio nel tempo. D'accordo il 79 d.c. (e l'eruzione che distrusse Pompei) ma l'ambientazione Alessandria d'Egitto mi sembra un po' debole ai fini dello step. Impressione mia, anche se l'idea, ribadisco, resta valida.

Mi voglio soffermare un momento in più sulla "ragazzina". Appare un po' all'improvviso durante il macello dell'eruzione. L'aut credo abbia voluto omaggiare il primo step di DR dato che la poveretta è costretta a prostituirsi. Qui faccio una domanda all'aut che allargo a tutti i lettori: cosa c'è, perché qualcosa c'è, in comune tra il protagonista e la ragazzina, tanto che lui è disposto a mandare in vacca il suo dottorato, l'installazione ecc. pur di salvarla dall'eruzione? E vengo al finale, che interpreto così: il protagonista non salva la ragazzina, ma diventa cenere con lei. Però più di un dubbio rimane.

La scrittura è buona, non ho notato errori, il ritmo del monologo è calibrato con gli avvenimenti narrati. Io questo lo definisco un monologo "di fantascienza". 

Come detto, mi rimangono dubbi e domande ma non posso non dire che la lettura è stata più che piacevole.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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3Solo cenere Empty Re: Solo cenere Gio Apr 08, 2021 5:16 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Giocare col tempo è difficilissimo ma tu lo fai con molta maestria. Mi sono chiesto a cosa servisse il tunnel temporale con la Biblioteca d'Egitto e ancora me lo chiedo. Potevi trasportarla lì ma non l'hai fatto. Non avresti modificato molto del passato anche se... quella tua meravigliosa descrizione dei granelli di sabbia non solo è molto bella ma perfetta. Tutti riprendo il posto ma non quello di prima. Insomma mi è piaciuto moltissimo... tranne per le ceneri! Miei gusti del lieto fine.

4Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 09, 2021 9:45 am

mirella


Padawan
Padawan
Nello stesso tempo si svolgono azioni ed eventi in luoghi diversi,ma bisogna possedere il dono dell’ubiquità per essere in grado di seguirli in contemporanea. Un gioco, una simulazione a più dimensioni? Rimango perplessa; mi spiace. Di sicuro non ho alcun desiderio di entrare in un "tunnel temoraneo" per vivere l'esperienza del tettemoto di Pompei. Specie se da quel tunnel, poi, non si può uscire. Non credo di aver capito, rileggerò. Bella l'immagine dei granelli di sabbia.

5Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 09, 2021 11:48 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Forse non sono il recensore migliore qua dentro. A me piacciono tutti e tre i racconti che fino a ora ho letto. Non che non ci trovi i difetti, ma per farlo devo leggere il racconto una seconda e terza e quarta volta, togliendomi il piacere dell'immediato scorrere la storia. Questo racconto mi è piaciuto molto. Credo che l'aut abbia voluto suggestionarci su come leggerlo - Non è come guardare un film... - e forse, in realtà ci chiede di leggerlo come guardando un film. E vista la scelta formale è proprio come dovrebbe essere vissuto questo racconto, che senza questa visione mi porterebbe a valutare il testo sotto forma di libero flusso di coscienza che può o non può funzionare. Anche nei miei scritti uso spesso questa forma e a volte sbaglio. Quindi, ho letto d'un fiato il racconto e questo deve essere il presupposto più importante per riconoscere il giusto premio all'aut. Poi inizia il lavoro che mi piace meno ma che credo sia importante nel dover valutare gli scritti in un concorso. E allora parliamo della plausibilità della trama, comunque da valutare come fantascientifico. Anche la fantascienza ha delle regole, chiamiamole, di buon senso. Il viaggio a ritroso nel tempo è stato raccontato in tutte le salse. Ma hanno, pur nella diversità, una costante, il sale. Il sale dev'essere che il passato deve essere immutabile, qualsiasi intromissione non può essere ammessa. Questo presuppone che una bolla di stasi, ma anche una macchina del tempo, la Delor del film, non deve permettere che qualcuno ne possa uscire, e comunque intervenire. Non ha senso che il nostro disegnatore - ingegnere sia "controllato" , lasciando la possibilità a lui come a altri di avere un attimo di follia e cambiare, con un.comportamento, il corso della storia. Indimenticabile il racconto famoso dove per un inciampo un viaggiatore del tempo nella preistoria ha ucciso (o salvato, non ricordo) una farfalla che col suo battito d'ali in Africa causò una catastrofe in America, se ricordo bene (quindi non è proprio così indimenticabile). Proprio all'inizio - ... Cioè, perché si fa uno sbaglio colossale sapendo...una cosa che porterà una valanga di guai. - trovo debole "una valanga di guai" per un qualsiasi gesto nel passato che andrà a modificare tutto il futuro. Mi piace molto come è stato descritto lo stare dentro l'eruzione, le morti, diciamo pure dentro il "fascino della catastrofe", pur nella protezione della bolla. Bellissima, d'effetto, la descrizione della bambina che non poteva fare a meno di disegnare - ...di nascosto, negli angoli bui, sotto le brocche e le ciotole, su qualche straccio che nasconde - ma quel nascosto... nasconde mi suona appena di ripetizione. Nel leggere un commento sopra, non ricordo chi, si chiedeva che rapporto ci fosse tra il personaggio principale e la bambina. Provo a dare una mia interpretazione, perché l'aut in effetti spiega poco (e questo mi piace) e lascia al lettore la possibilità di immaginare quello che vuole o gli viene. Penso a un trauma vissuto anche da lui (personaggio) da bambino, e in quelle catene, nello stato di costrizione della bambina, prova quel doloroso ricordo che vorrebbe non aver vissuto. Forse in lui, latente, c'è già una necessità di suicidio, che racconta alla fine quando - Che poi, anche la portassi via, le farei un favore? Vive e ricorderà sempre. Muore e tutto sarà finito - e io intendo che parla di lei ma anche di se stesso. Il personaggio si immedesima nella bambina - Perché io lo so cosa cercano le sue mani, cosa stanno facendo. La stessa cosa che facevano le mie. Ma nessuno porterà via lei. Non si estraggono le persone dal tempo - E se è l'interpretazione giusta, che alla fine lui si suicida (che sarebbe un bellissimo finale a sorpresa, mal sopporto i racconti a lieto fine, scontati) quel finale - Ecco. L'ho fatto - non può dirlo perché se lo fa è già morto. Piuttosto - Tra un secondo lo farò - o, ancora meglio - Tra un secondo... - che con quei punti di sospensione aprirebbe più possibilità interpretative lasciate in mano al lettore, compreso il suicidio. Bene, fatte un po' di pulci, devo anche dire all'aut che è proprio un racconto dove è riuscito a fare sentire l''urgenza di arrivare in fondo, quindi molto bello. Voglio anche spiegare perché, a differenza dei primi due racconti che ho commentato (belli) qui mi sono più dilungato. Perché questo è il primo che ho letto stampato in cartaceo, dove ho potuto evidenziare i passaggi, prendere appunti, averli davanti mentre scrivo. E ne approfitto di questo spazio dell'aut (spero non me ne voglia) per rilanciare la richiesta di mettere a disposizione tutta la raccolta di racconti in un file stampabile. No, ma devo finire con te, aut. Brav!

6Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 09, 2021 3:37 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Il racconto ha un ritmo incalzante, frasi secche che rendono bene la tensione di un momento in cui si sta prendendo LA decisione della vita, quindi non c’è posto per lunghi pensieri, ma per semplici concetti attraverso cui elaborare i dubbi che, inevitabilmente, sorgono nel momento cruciale. La tensione rimane fino alla fine, e che dire del finale? Scontato che la ragazzina fosse abbandonata? Sì, no, forse.
Il disegnatore c’è, anche sdoppiato con buon contrappunto tra l’arte anche primitiva della ragazza, che rappresenta un momento di evasione e quella più culturizzata del protagonista, in cui la spontaneità dell’esprimersi attraverso le immagini è limitata dal non aver vissuto le emozioni che invece vorrebbe trasmettere, di cui ha solo una percezione. La camera c’è, un mondo in cui la ragazzina può avere un minimo di privilegio in una vita di crudele sfruttamento, in cui può essere finalmente sé stessa.
Il periodo lo troviamo alla fine e ci siamo.
I paletti sono stati rispettati, senza esagerazioni ma anche non superficialmente.
Mi è piaciuto molto, intrigante anche inserire fantascienza tecnologica, elemento importante nella trama ma che non prende il sopravvento, pur giocando un ruolo considerevole nell’economia del racconto.
Davvero un buon lavoro.
Unica mia nota: E nessuno può viverla poi raccontarla mi pare una frase monca di qualcosa


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

7Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 09, 2021 8:00 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Bello. Me lo sono proprio gustato. Questo è un genere che rientra appieno nei miei gusti di lettura per cui non posso che dirti brav@ per la scelta originale di affrontare questo step.
Il racconto fila che è un piacere, c’è suspence, c’è emozione. Hai buttato il cuore di là dal... tunnel e ti sei pres@ il grande rischio di viaggiare nel tempo.
Sono entrata nel trip con questa frase:


-La stanza. Ho rivisto la stanza.
Che sia stato quello? Possibile? Ne sono uscito una vita fa. Ero un bambino. Ora sono adulto. Anni, sono passati.
La stanza. La porta. Si apre per un motivo diverso dal solito, quel giorno. Mi tirano fuori, mi portano via.
Così tutto finisce e tutto comincia. Tutto cambia. Non subito, non in un attimo. Ci vuole tempo perché gli incubi scompaiano. E non per sempre—

Cosa ci stai raccontando? Quando hai vissuto quella sensazione tanto simile a quella che deve provare la ragazza incatenata?

e poi quest’altra: Ma chi può dire che il futuro, da quell’istante in poi, non sia già costruito sulla presenza della ragazzina in questo segmento temporale?
Dal proprio presente si può guardare indietro ma non in avanti.
Non ci si riesce proprio, così mi hanno spiegato. È vero? Chissà.

Forse che quella ragazza sei tu? Forse è tua madre? (Se ti in che garbuglio mi hai infilato... pentiti!!! Hai spazzato quel poco di sanità mentale che mi rimaneva)

Mentula! Non vedo l’ora che tu mi spieghi... comunque per me hai scritto un racconto stupendo.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

8Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 09, 2021 8:11 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Questo racconto è da wow, scivola perfettamente, potrebbe persino diventare un film, non ho notato errori, il genere richiama il monologo però c'è molto di narrativo, naturalmente protagonista la fantascienza.
Il tempo: vai avanti e indietro in sintonia e mi piace un botto!
I personaggi sono perfetti.
È un racconto leggero, piace leggerlo e rileggerlo anche, tra l'altro la sua leggerezza piace, perché tocca la tecnologia che può appesantire talvolta.
Il titolo è azzeccato e incuriosisce particolarmente!

Finora è il più bello letto! Complimenti davvero!

9Solo cenere Empty Re: Solo cenere Dom Apr 11, 2021 5:56 pm

Yoghi69


Viandante
Viandante
Parto con le cose che non mi hanno convinto molto. Il riferimento ad Alessandria d'Egitto mi sembra forzato rispetto al resto del racconto.
Poi nelle prime frasi ci sono un paio di vocaboli (stupidata, ad andare) che non avrei usato e che non mi son piaciuti.
Detto questo il racconto mi è piaciuto soprattutto perché non dice tutto ma lascia molto all'immaginazione ( cosa era successo al protagonista da bambino, cosa è successo effettivamente alla fine?) e questo è, a mio parere, decisamente un pregio. Complimenti!

10Solo cenere Empty Re: Solo cenere Dom Apr 11, 2021 6:03 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Ciao
Buon monologo, davvero bello.
affascina, intriga e la lettura scorre veloce, con ritmo, per le frasi brevi e spezzate. C’è del pathos, per il fatto che debba decidere in fretta, ma nella fretta molte cose non vengono spiegate e rimangono oscure.


La bolla temporale mi separa e mi protegge, 


quindi potrebbe assistere senza coinvolgimento, ma questo non accade. cosa gli fa cambiare idea? La ragazzina?


Che poi, anche la portassi via, le farei un favore?
 
Non si estraggono le persone dal tempo. 
La frase che ho preferito.
 
Aldilà dei significati e anche del finale che non ho ben compreso (se alla fine rimane solo cenere chi è che racconta?) mi è piaciuta l’atmosfera che sei riuscit@ a creare e hai reso convincente l’intera situazione.
brav@

11Solo cenere Empty Re: Solo cenere Mar Apr 13, 2021 9:55 am

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Il racconto potenzialmente ha molto da dare ma, a mio avviso, il genere monologo non è quello che si adatta meglio alla storia che hai deciso di raccontarci e questo mortifica un po' tutto lo scorrere del testo. 
Le domande retoriche iniziali le eliminerei, e anche quelle che poni durante il resto del testo. Rendono tutto molto, troppo colloquiale e fanno perdere il ritmo di lettura.
Ci fai vedere qualche sprazzo della vita del protagonista ma senza approfondire troppo, ovvio che non puoi approfondire, è un monologo e sarebbe incongruente. Ma a mio avviso così si penalizza la storia che mi vuoi raccontare, che è forte e potente,  ma non in questa forma. Penso che tu abbia voluto raccontarla adesso per non perderla di vista, ma senza valutare quanto avrebbe perso in potenza dovendola piegare a un genere obbligato. 
Ci sono immagini molto interessanti, tutta la trama è davvero intrigante e per questo ti faccio i complimenti, ma resta per me un testo che in questa forma non ha sufficiente mordente, non mi fa entrare a sufficienza nella narrazione, non riesce a coinvolgermi perché non ho sufficienti elementi per comprendere tutto, e questo mi mette a disagio durante la lettura. Non riuscire ad afferrare tutti i dettagli mi toglie il piacere della lettura.
Mi spiace, non mi hai convinto pienamente.
Ele

12Solo cenere Empty Re: Solo cenere Mar Apr 13, 2021 10:33 am

Ospite


Ospite
Figurati, l'altro giorno un mio amico, con cui mi alleno insieme, mi ha raccontato di un viaggio in Canada e di come sia diverso quel paese dal nostro. Pure la metropolitana è diversa e fora il centro commerciale di Toronto con una fermata proprio lì dentro. Io ho pensato a una specie di truffa, a una bugia dovuta allo sforzo di tenere il mio ritmo, e ho sorriso. poi mi sono informato e ho capito che era tutto vero.
Il tuo racconto, scritto meravigliosamente, mi ha ricordato l'episodio, anche se c'entra poco sempre un viaggio è. E mi è piaciuto abbastanza, più di abbastanza perché provi a mettere in salvo qualcuno, anche se poi rinunci. 
Ma è solo colpa della tua fervida fantasia.
Complimenti.

13Solo cenere Empty Re: Solo cenere Mar Apr 13, 2021 11:08 am

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Da amante del genere non posso non apprezzare questo racconto e il tema che propone.
Certo, il viaggio nel tempo lo abbiamo visto e conosciuto in tutte le salse, ma i dubbi etici e morali che pone sono sempreverdi: ha senso salvare qualcuno da una catastrofe alterando così, se pur di un nulla, lo scorrere del tempo?
In realtà il protagonista la domanda se la pone su una scala ancora superiore: ma se io salvo questa ragazzina, lo scorrere del tempo non ha già tenuto conto che questo è avvenuto? Dunque il futuro in cui l'ingegnere vive è già modificato dalla presenza di questa persona d'altra epoca.
E infatti, in teoria, il suo agire è del tutto ininfluente (o forse no, ma questo è il paradosso del viaggio nel tempo).

L'empatia che il protagonista prova per la ragazzina è dettata da un qualche trauma che lui stesso sembra aver subito. Non ci dici molto di più, e secondo me questo è un peccato, perché intuiamo solo senza avere un riscontro pratico.
Il discorso delle mani che si muovono non l'ho compreso, penso sia sempre un'altra allusione.
Infine il finale aperto.
Io in quel "ecco, l'ho fatto" ci leggo che lui davvero salva la ragazzina, vinto dall'impulso empatico.
Non mi sembra plausibile il suicidio, tutte le ultime righe sono incentrate sul dilemma salvarla o non salvarla, non c'è nulla che lasci pensare a un così drastico gesto.

Lo stile di scrittura è pulito, facile, concreto, ma parte in sordina: tutto l'inizio appare un po' morbido, passami il termine, troppo retorico, poco coinvolgente, per poi però crescere in maniera esponenziale e coinvolgere sempre di più fino alla fine.

A me il lavoro è piaciuto. E' perfettibile in qualche aspetto ma il giudizio, per il mio gusto, è sopra la media.

14Solo cenere Empty Re: Solo cenere Mer Apr 14, 2021 10:54 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
A beneficio di chi non mi conosce (perché tutti gli altri, qui, ormai lo sanno fin troppo bene), dico subito che io non amo la fantascienza, non è un genere che leggo e le poche volte che sono "costretto" a farlo non vedo l'ora di finire.
E infatti spero che non esca mai il genere fantascientifico ma, siccome sono sicuro che accadrà, quello sarà per me lo step più difficile.
Detto questo, un buon commento deve anche riuscire a prescindere dai propri personalissimi e discutibilissimi gusti.

Credo che l'Autore abbia osato davvero troppo nel creare una commistione di genere con il monologo. Certo, il monologo umoristico si prestava fin troppo bene, ma se io non avessi i riferimenti dello step e dovessi dire in che genere rientra questo racconto direi subito, d'istinto, fantascienza; solo dopo, probabilmente, mi accorgerei che è un monologo.
Perché è un monologo, e anche di quelli scritti bene, esattamente come si scrive un monologo. Bravissimo, per questo, e per la riuscita commistione di genere tanto improbabile quanto riuscita.

L'ambientazione spazio temporale? Bastava qualche riferimento in meno, poche frasi in meno, e sarebbe stato tutto da mettere in discussione; ma così, per fortuna, si capisce che il viaggiatore è contemporaneamente in entrambi i posti (il perché, l'Autore non ce lo spiega: ma in fin dei conti è un monologo, perbacco).

E poi la trama. Ripeto, io non sono per niente in grado di giudicare una trama fantascientifica, quindi lascio l'incombenza a chi è più competente di me (ovvero chiunque). Però, a titolo personale, mi sembra poco chiaro perché il protagonista voglia salvare proprio lei. Il finale, invece, sospeso così, l'ho gradito molto.

Cosa dirti, in conclusione? Il racconto è scritto ottimamente, fa discutere, lascia spazi interpretativi che potremmo stare ore a parlarne davanti a svariate bottiglie di vino... Come si può non farti i complimenti?


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Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

15Solo cenere Empty Re: Solo cenere Gio Apr 15, 2021 1:47 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Premetto che tutto ciò che è futuro e futuribile, fantascienza, non rientra nei miei interessi prevalenti e neppure il monologo è il mio genere preferito. Riconosco però che nel suo genere il brano è scritto molto bene. La frammentazione dei periodi riproduce coerentemente quella dei pensieri e contribuisce a dare il ritmo incalzante alla storia.
Il viaggio nel tempo è un tema abusato ma hai saputo usarlo sapientemente senza cadere troppo negli stereotipi.
I vincoli della prova sono rispettati. L’introduzione di Alessandria, resa necessaria dall’assenza dell’orto o giardino, pare un po’ forzata, ma ne sei uscito/a molto bene con quell’affermazione:
“… ma funzionano meglio in certi posti, quasi come se il tessuto del tempo avesse dei nodi, dei punti di convergenza”.
Ottima forma. È inutile cercare refusi o imprecisioni. Si tratta evidentemente di un autore/autrice esperto/a.

16Solo cenere Empty Re: Solo cenere Gio Apr 15, 2021 4:24 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Ciao Autor@ dei miei incubi... questo racconto è una specie di dannazione per le mie povere celluline grigie... ma lo adoro per questo! Se solo, se solo la voce narrante fosse stata di una donna... sarebbe tutto pazzesco. Comunque lo adoro lo stesso e continuo a girarmi un sacco di film... 
Non vedo l’ora che il contest si chiuda sperando che vorrai darci qualche risposta. Comunque per me è il racconto più intrigante del lotto. Brav@ brav@


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Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

17Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 16, 2021 12:32 am

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
L'eterno dilemma tra l'agire per il bene(?) contro le regole o lasciare che il tempo scorra senza turbamenti; tranne i nostri. In fondo non è importante quale sia la storia passata del protagonista che lo spinge a immaginare di dover agire anche infrangendo le regole, è importante che lui sappia che lo farebbe solo per sé, qualunque scelta farà, per la ragazza è già stata fatta. Forse con i tunnel temporali potremo, anche se vietatissimo, cambiare il passato e con questo il presente e il futuro. Oggi possiamo cambiare solo il futuro ma potremmo anche non farlo. Anche ognuno di noi potrebbe incrociare o aver incrociato una piccola schiava brava a disegnare, costretta in catene (fatti i debiti adattamenti socio culturali), questo racconto ci spinge a pensare come abbiamo reagito o reagiremmo, avendo in ogni caso qualcosa da perdere, da rischiare. Il racconto è sicuramente perfettibile ma è certamente pieno di senso. 

https://parolemiti.net/

18Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 16, 2021 2:28 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Anche io non sono un fan di fantascienza e infatti la parte iniziale non mi ha preso tanto, rallentata anche da tutta quella serie infinita di domande retoriche.
Poi quando entra in scena la bambina invece tutto cambia, l'interessa si desta.
In quel poco spazio centrale ci parli di lei, dando pochi indizi, poche informazioni, eppure riesci a creare a mio avviso uno spaccato superbo. La passione per il disegno che la tiene viva, la catena, quelle mani sempre in movimento, sono pennellate potenti.
Nel finale poi riprendi la via fantascientifica e lì mi cala di nuovo l'entusiasmo. 
Quella parte centrale con la ragazzina è veramente indovinata, una delle cose migliori di questo step, forse la migliore. Se dovessi decidere solo in base a questa parte saresti di sicuro nei miei cinque, nel complesso invece, pur ritenendolo sempre un buon pezzo, ad oggi lo collocherei solo a ridosso dei migliori.
Mi piacerebbe poter rileggere questa storia in una nuova versione, eliminando il monologo e utilizzando magari qualche dialogo arguto e vivace per farmi digerire meglio l'atmosfera fantascientifica.

19Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 16, 2021 4:43 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Un racconto affascinante. Avvince con la scrittura incalzante.
Le frasi brevi, ben costruite aiutano a catturare l'attenzione del lettore.
la narrazione sul viaggio spazio- temporale ha un suo fascino intrinseco, ma la tua bravura sta nel far entrare il lettore con te nella bolla protettiva. il monologo c'è , come pure i paletti.
Ottimo lavoro. Complimenti.

20Solo cenere Empty Re: Solo cenere Ven Apr 16, 2021 11:57 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Questo racconto per me è molto affascinante.
C'è una buona scrittura dalla quale trapela tensione per tutta la lettura: sta per accadere qualcosa di tremendo, in senso etico, e le parole vibrano in tal senso e mi fanno immaginare scenari che di solito non mi appartengono, ma molto intriganti nelle loro implicazioni.
Premetto di non essere una fan dei viaggi nel tempo: sfiorano tematiche che di solito non comprendo, mi attorcigliano il cervello in maniera quasi dolorosa, lasciandomi alla fine piuttosto insoddisfatta del risultato.
In questo testo, per esempio, non c'è un vero e proprio finale: le ultime parole vengono lanciate quasi fuori tempo massimo e si stampano lì, in coda al racconto ad alimentare i miei dubbi. Ci sono anche altri parti del testo dove le informazioni vengono date quasi con riluttanza, tanto che ancora non ho ben capito perchè il protagonista vuol salvare la ragazzina. Pena? Non credo che qualcuno dedito ai viaggi temporali possa avere alla base di un comportamento vietato e pericoloso solo questo. Sarebbe intrigante qualcosa che ha proposto Petunia, ma nel testo non ci sono riferimenti a riguardo.
Forse avrei apprezzato di più il se il testo fosse stato meno arzigogolato: il protagonista si ripete fino allo sfinimento che non può fare una cosa e il testo finisce con lui che, forse, la fa.
La forma del monologo forse ingabbia troppo questa storia in quanto il protagonista non può rivelare cose di cui è a conoscenza riguardo alla ragazzina (per esempio: perchè conosce tutti i posti segreti dove disegna? E' già stato altre volte lì?) , passaggi importanti e succulenti del testo che rimangono prigionieri delle pieghe del tempo.
A fine lettura le sensazioni sono contrastanti: il racconto è ben scritto e intrigante, peccato che l'autore rimanga un pò troppo sul vago in alcuni passaggi salienti, saltandoli a piè pari, e a me rimane la sgradevole sensazione di non aver capito abbastanza...

21Solo cenere Empty Re: Solo cenere Sab Apr 17, 2021 9:24 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Sinceramente, non ho mai amato il genere fantasy né la fantascienza, non li leggo proprio, per cui faccio molta fatica ad apprezzare l'idea del tunnel temporale che sta alla base del racconto.
Al netto dei miei gusti personali, però, secondo me la pecca più grande è quella di non fare capire le motivazioni del protagonista. Vorrebbe poter salvare la piccola prostituta. Umanamente è comprensibile però è inevitabile chiedersi: perché proprio lei? Ci saranno tantissimi altri bambini ridotti in schiavitù a Pompei a quell'epoca. E allora perché proprio lei? Credo sia questa la domanda che resta senza risposta lasciando un senso di insoddisfazione alla fine della lettura. Anche il finale, aperto a molte possibili interpretazioni, secondo me non aiuta.
Per il resto, il racconto è scritto bene, hai rispettato i paletti e il genere "monologo". Hai caratterizzato molto bene la bambina, meno il protagonista-narratore, purtroppo.


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"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

22Solo cenere Empty Re: Solo cenere Dom Apr 18, 2021 10:57 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Io sono uno che apprezza la fantascienza e il fantasy quindi non posso che apprezzare il tuo testo. 
Convulso e che trasmette bene lo stato del protagonista. il ritmo incalzante lo adoro. Siamo di fronte a un Doctor Who inesperto e con ancora molta strada da fare. 
Mi piace! 
Mi faccio solo una domanda. vorrei capire bene, il nodo temporale è ad Alessandria d'Egitto poi il protagonista da lì si è spostato a Pompei? oppure è sia lì che ad Alessandria? 

Hai creato un personaggio che potrebbe essere quasi seriale. potrebbe tornare in qualsiasi step e salvare o magari distruggere il continuum spazio-temporale. 
 
Io ti faccio i miei complimenti. grazie.

23Solo cenere Empty Re: Solo cenere Lun Apr 19, 2021 10:06 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Parto con i due paletti che mi hanno convinto meno, il genere e l'ambientazione.
Monologo sì, ma a mio parere come in altri casi, troppo narrato anche se meno di altri.
Alessandria d'Egitto infilata a forza anche se con una certa eleganza, lo riconosco.
Andrebbe premiato il tuo coraggio nello scrivere un racconto fantascientifico (con il rischio di bruciarti il racconto per uno dei prossimi step...) e soprattutto per la fantasia che hai messo in campo.
Mi è piaciuto molto il tuo stile fatto di frasi secche, di parole in serie separate solo da un punto anche se qua e là, a mio parere, ti sei fatt@ prendere la mano esagerando un po'.
Nessun refuso e questo è un punto a favore, solo questa frase mi ha lasciato un po' perplesso
E nessuno può viverla poi raccontarla;
me la spiegherai a bocce ferme.

24Solo cenere Empty Re: Solo cenere Gio Apr 22, 2021 3:22 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Parto dal punto più negativo, ossia che non si tratta di un monologo. Il narratore sta semplicemente facendo la cronaca di ciò che accade; l'inizio promette bene, come genere, ma poi il narratore si perde nella pura narrazione sia pure intramezzata da considerazioni personali.
Ho trovato allo stesso tempo affascinante e un po' forzata l'ambientazione ad Alessandria d'Egitto. Ma se non sapessi che ci sono dei paletti da rispettare, come avrei reagito? Sinceramente non lo so.
Finché non entra la ragazzina nella narrazione ho trovato il racconto abbastanza avviluppato in sé stesso perché non riesco a empatizzare con il narratore, ma potrebbe essere un mio problema. Nel finale, la frase "Lei è solo un mucchietto di cenere…" mi mette in crisi e non capisco se la frase che la segue "Ecco. L’ho fatto." ha il significato che do oppure no. E purtroppo il dubbio sul finale gioca a sfavore di tutto il racconto.

Da quando entra in scena la ragazzina riesco a empatizzare e la lettura si fa più fluida, fatta eccezione per il flash back di quando il protagonista viene estratto da una stanza ma non si capisce da chi né perché (potrebbe provenire anche lui da uno strappo spazio-temporale, ma è una spiegazione che mi do io, non trovo agganci nella narrazione).
Molto bene lessico, grammatica e sintassi, non mi sono mai inceppato nella lettura; quindi se per caso ci fosse qualche errore non me ne sono proprio accorto.
I paletti ci sono, col dubbio di genere e luogo, ma gli altri sono chiari e fondamentali: camera da letto, 79 d.C., disegnatore (addirittura due).

Grazie e alla prossima.

https://linktr.ee/Achillu

25Solo cenere Empty Re: Solo cenere Lun Apr 26, 2021 11:48 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Chissà se avresti immaginato di suscitare tanti dubbi, con questo racconto… A ulteriore riprova che ciò che appare chiaro nella mente dell’autore, non è detto che passi pari pari in ciò che scrive.
E forse, se ci sono tanti dubbi, qualcosa non è stato scritto nel modo giusto.
Poi ci spiegherai…
A prescindere da questo, mi hai trascinato nel tuo trip, in questo viaggio che ha portato il tuo protagonista anche dove non sapeva che sarebbe andato, a trovare l’inatteso.
A me poi la fantascienza piace, in modo particolare quando la fantascienza diventa altro (qualcuno sopra ha citato Doctor Who, e credo che il Tardis sia una bellissima metafora di ben altre cose).
Ti sei giocato i paletti a modo tuo, ma ci sono.
La forma è corretta.

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