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Sfumatura Essenziale

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1Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Sfumatura Essenziale Mer Apr 07, 2021 9:49 pm

Different Staff

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

Sono nato debole, sotto una pioggia funesta. Non emisi un lamento. Nessuno mi sentì piangere. Solo Thanatos mi sorrise subito. Pronto a pasteggiare con il mio esile corpo danzò intorno al mio letto.
Misteriosamente sono cresciuto ma ero sempre debole. Una debolezza sottile e insidiosa, in una pioggia di lacrime. Un’infermità del corpo e dell’anima.
Ho vissuto i primi anni da sepolto ancora in vita, prigioniero di un corpo debilitato. Ossa fragili. Busto stretto. Addome ampio. Gambe arcuate. Un corpo che agognava la morte e si aggrappava alla vita.
Ho imparato dai colori a sopravvivere. La prima volta che ne ebbi la conferma fu il giorno in cui mi spostarono in giardino. Mi stesero lì e poi se ne andarono. Io tenni gli occhi serrati per la troppa luce ma quando li riaprii l’infinità delle tinte che aveva la vegetazione mi travolse. Ovunque si posasse il mio sguardo era una festa di colori. Fui presto invaso da un senso di euforia e calore. Perfino la luce aveva un colore! Anzi non ne aveva uno erano tanti. Un mosaico di tinte senza fine. Tutti simili tra loro che si fondevano insieme di continuo. Quella cascata di tinte, tutte quelle sfumature mi invasero... Erano tanti... Troppi.
Iniziai a sudare. Segno della fatica e della mia malattia. Qualcuno mi riportò nel mio cubicolo. Stavo male nel corpo ma ero felice nell’anima. La polis brulicava di vita mentre io restavo nel mio anfratto con gli occhi colmi di tinte.
Ho imparato così che i colori che vedo sono come la mia vita. Un misto tra le gioie di sublime lucentezza e abissi oscuri angoscianti in continuo mutamento.
Allora decisi che avrei amato la vita come amavo i colori. Loro mi hanno ridato la forza per superare la mia infermità.
Ogni giorno, ogni notte in ogni istante ho amato i colori.
La mia vita e la mia morte. La mia malattia, la mia guarigione.
 
Il cibo è stato il mio primo pigmento. Non ho mai avuto tanto appetito, quindi spesso mi ritrovavo a mescolare le pietanze con l’acqua, poi a fatica mi spostavo verso la parete e rimanevo lì a tentare di riprodurre la varietà di toni che vedevo in giardino.
Le dita sono stati i miei primi pennelli. Esili. Esitanti. Le muovevo con gran fatica mescolando il cibo di continuo. I fiori. Le corolle e le foglie erano i miei soggetti preferiti.
Quella parete divenne il mio giardino. E quando non mi spostavano all’aria aperta rimanevo lì ammirando i colori cambiare a seconda della luce.
La pittura è diventata l’unica ragione per aspettare la divina Aurora. Aurora che sembrava non arrivare mai.
Ahimè quel pigmento si spense presto. I fiori sulla parete persero la lucentezza che io gli avevo donato, quindi anche il mio spirito divenne cupo.
Passai le giornate sul mio giaciglio. Immobile. In silenzio. Arrabbiato.
Mater era sempre con me. Con il suo volto assente. Le sue mani rigide. Mi fissava e non diceva nulla. All’ora dei pasti portava la scodella piena e non faceva domande quando se la riprendeva intatta. Albus era la sua tinta. Opaca e spenta.
Pater invece era come il color nigrum. Il bagliore della sua anima era scuro ma brillante.
Anche se non osava mai entrare nel mio cubicolo lo vedevo spesso osservare soddisfatto la parete. In quei momenti avrei voluto che mi dicesse qualcosa ma non lo faceva mai.
Io ero immobile senza forze. Avrei urlato se ne fossi stato capace.
Volevo il colore. La mia esistenza anelava la mia medicina.
Allora pregai intensamente Aprus. Signora delle corolle. Mi dissero che vegliava sui fiori in attesa della schiusa. Mi sollevai con fatica. Scesi dal mio giaciglio mentre il cubicolo vorticava intorno a me. Non riuscii a inginocchiarmi quindi mi buttai al suolo con la faccia schiacciata sul pavimento e le sottili braccia rivolte al cielo.
Le chiesi di schiudere i petali della mia anima, in cambio avrei onorato solo i suoi fiori con le mie tinte.
Rimasi lì a piangere ancora per molto. Ma quando il mio spirito stava per tornare presso gli Dei, Pater mi sollevò da terra. Mi caricò sulle spalle e mi portò nell’ officinae coriarorium.
Quella conceria era così piena di tinte e sfumature che appena varcata la soglia provai disagio e angoscia. Un’odore pungente mi fece lacrimare gli occhi. Mi sentivo assalito. Sudai. Come succedeva sempre quando mi affaticavo.
Volevano portarmi via ma io incominciai a indicare con il dito i colori. Lacrime di gioia rigarono il mio volto e per la prima volta mangiai con voracità il pasto che mi servirono.
Passai la giornata a chiedere il nome di ogni singola sfumatura ma mi resi conto che gli altri non vedevano le differenze che vedevo io. I miei occhi vedevano colori che nessuno vedeva.  Erano solo miei e sarebbero stati il mio segreto.
Mi comprarono i primi pigmenti così passai interi pomeriggi in giardino tra gli alberi da frutto e i cespugli aromatici ma soprattutto assimilavo il colore di ogni singolo fiore. Tenevo strette nella mente le loro sfumature e poi quando venivo trasportato nel mio cubicolo riversavo tutto sulla parete.
È così che il mio giardino prese vita. I colori animarono lo spazio rendendomi vivo.
La pioggia era battente quando vidi per la prima volta delle persone entrare nel mio cubicolo in compagnia di pater.
Successe ancora. Questa volta ero in giardino e non venni invitato a partecipare.
Io non ero mai invitato. Quando poi la gente usciva dal mio spazio la rabbia mi faceva star male così da rendermi infermo per giorni.
Pater e Mater mi lasciavano solo sempre più spesso. Non dicevano nulla pur continuando i loro affari con le persone le cui vesti diventavano via via più ricche di sfumature e pregiate.
Ero intento ad offrire il mio pasto in offerta ad Aprus, quando i miei genitori entrarono nel cubicolo. Dissero le poche parole che avveravano ogni mio desiderio. Era giunto forse per me il momento di sbocciare?
 
Ruber. Auripigmentum. Cyaneus. Virdis. Purpureus.
Ora che i colori avevano un nome, quello divenne il mio nuovo linguaggio. Essere un apprendista parietarius mi permise di riempire la vita degli altri con le mie tinte. Mescolavo con le mani i pigmenti per creare le sfumature segrete. Quelle non avevano un nome ma donavano forza ai miei dipinti. Quella forza poi mi alimentava e mi sostentava.
Rimanevo però un giovane e debole disegnatore. Non vivevo con gli altri compagni. Oltre al giardino e al cubicolo ora venivo solo trasportato nelle domus. Mi posizionavano davanti alla parete e io non dovevo far altro che mischiare i pigmenti e dipingere i miei fiori.
Il mio mondo era tutto lì. Riempivo il mio corpo di quello.
Attraverso i miei occhi nutrivo il mio spirito.
Se divenni altro io non lo saprò mai. Gli occhi che si posavano su di me erano sempre compassionevoli e tristi. Eppure pater cominciò a sorridermi più spesso mentre mater indossava abiti più lussuosi. La sua espressione non mutò mai, eccetto quella volta in cui un lampo dorato le illuminò il viso.
 
Il giglio sacro a Giunone è candidus.
Aureus è invece il colore delle splendenti ginestre.
Il giacinto è laracinthinus.
Rosa...
Rosa perché non trovo la tinta che possa renderti onore?
La domus più bella della polis aspetta il mio tocco. Quella stanza da letto merita la tinta perfetta ma tu rosa non sembri averne.
Nei giardini le tue sfumature non sono mai come le immagino. Impasto con le dita la polvere di minium con gli altri pigmenti ma la tinta non è mai giusta.
Tornano i sudori. Tremano le membra. Le mani lavorano ma gli occhi non sono sazi.
Sono qui da giorni.
La stanchezza ha sgretolato, ha disintegrato la volontà di resistere.
Mi sono arreso al dolore.
Disperazione.
Una disperazione così intensa che nessun colore può descrivere.
Io non ho disegnato semplici fiori. Io ho ornato le pareti di questa polis con tutto me stesso perché sono fragile proprio come loro. Pieno di colore ma soffro al minimo tocco. Io ho narrato il dolore dipingendo corolle.
Ho pregato l’intero pantheon ma è giunto il momento di pregare te, Iride. Ancella di Giunone e messaggera di sventura.
Ti supplico di avvolgermi nella tua luce iridescente e scuotere il mio corpo stanco.
Porta un messaggio agli Dei e salvami. Liberami da questo fardello terreno e fa che di me rimanga polvere.
Oh Dei scuotete la terra!
 
La terra trema. Le pareti si incrinano. La gente urla. Un boato fa sussultare il cubicolo. Anche se sono stanco mi sollevo e con fatica mi trascino in giardino.
Gli Dei hanno ascoltato la mia supplica. È stato Vulcano il più tempestivo. Il monte si spacca e il colore divampa.
Negli occhi ho una tempesta di scintille ma la gioia invade il mio corpo malato.
Eccolo!
Il colore che andavo cercando è quello. Avvampa. Cambia e risplende.
Flammeum! Come il velo che indossano le spose. Oh monte stai forse annunciando le mie nozze con la vita?
No! Aspetta. Il bagliore è meno intenso. Ora il colore è diverso. Sei una tinta nuova, calda e vibrante. Finalmente riesco a vederti.
Pater! Mater! Venite. Correte. È apparso il colore. Venite a vedere! È quello il colore che cercavo. Svelti chiamate il patrizio. Che qualcuno mi porti nella sua camera. Ho bisogno di poco tempo, mischierò i pigmenti giusti e poi la luce potrà tornare nella mia vita.
Pater? Mater? Perché non rispondete? Dove siete? Vedete che sono in piedi. Le gambe tremano ma ora che vedo il colore tutto sarà diverso, potrò continuare a disegnare. Mangerò! Sì. Mangerò tutto quello che vorrete. Ma venite, presto!
Pater? Mater?
Una nuova scossa e dallo squarcio si eleva una nube. Si lancia in su come un altissimo tronco poi si apre in diversi rami. Sembra un pino funesto e cinereo.
Eccoli che tornano i sudori. Il morso allo stomaco mi sfianca. Il cielo si fa grigio. Il grigio divora ogni colore. Il fumo è denso. Mi lacrimano gli occhi.
Se solo vi avessi vicino. Se soltanto mi accarezzaste almeno una volta nella vita. Allora, solo allora allontanerei questo fumo grigio che invade e mi riempie. Potremmo essere felici insieme. Ma invece sono solo. Lo sono sempre stato ma credevo che in questo momento sareste stati con me. Invece siete andati via.
Sono il fiore che non è mai sbocciato, la corolla in attesa che la primavera giunga.
Ma rimarrò chiuso. I colori non ci sono più. La vita non c’è più. È giunta l’ora di lasciarsi divorare dal fumo grigio.


26Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Lun Apr 26, 2021 7:03 am

Midgardsormr

Midgardsormr
Younglings
Younglings
Ciao autor*

Il tuo racconto lascia strascichi non indifferenti, lascia angoscia e tristezza.
Questo pittore storpio, lo hai presentato davvero bene e a fine lettura, quasi lo conoscevo per davvero.
La metodologia che hai scelto suo colori che usate come, mi ha colpito.
C'è però qualcosa che non mi torna, che non mi prende completamente, e se da una parte non mi hanno dato fastidio i latinismi, perché in un racconto del genere, secondo me sono anche essenziali. E poi mi piace il latino, quindi capirai. Dall'alta invece, l'ho trovato un po' piatto come movimento, le pennellate erano precise, armoniche. Eppure lente, senza spunti emozionali oltre a quelli dell'angoscia.

I paletti, quelli che hai scelto, li ho ritrovati. Non ho refusi da segnalarti.

Una buona prova, complimenti.
A rileggerti.


______________________________________________________
Valar Morghulis. Valar Dohaeris.

Tutti devono morire. Tutti devono servire.

27Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Lun Apr 26, 2021 9:52 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Quando ho finito la lettura la prima domanda che mi sono posto è stata: quando il pittore declama questo monologo? C'è solo un momento in cui può, cioè poco prima che la terra tremi, nel suo cubicolo, ma l'autore lo tiene nascosto fino alla fine. In pratica il pittore fa una lunga introduzione raccontando la sua vita, rispettando un rigoroso ordine cronologico. Giunge la parte in cui invoca gli dei (quella che mi è piaciuta di più) e poi riprende al presente raccontando l'eruzione. E insomma, messa così si capisce che questo è il monologo meno monologo dello step. Sarebbe bastato poco a camuffarlo meglio, che so, iniziare la narrazione nel cubicolo, al presente, e condurre i ricordi in modo confuso, mischiando i fatti, come in un delirio, che si conclude con l'invocazione agli dei e la terra che trema e i colori. C'è troppo rigore nella struttura, ecco. E questo rigore si ripercuote anche nella distribuzione emozionale, che rimane sempre alta, dalla prima riga, e non ha picchi. È come se cantasse sempre due ottave sopra. Quanta emozione invece in un racconto che parte basso e poi piano sale, fino al do di petto finale? Il racconto dovrebbe partire lento e poi accelerare, in questo caso addirittura precipitare, vista l'intensità della disperazione del protagonista, la sua furia, la sua infinita tristezza. Il protagonista avrebbe dovuto prendere per mano il lettore, farlo entrare piano con lui nel cubicolo, accompagnarlo nel suo essere, fino a farlo soffrire con lui. Invece si limita a raccontare la sua tragica esistenza, tenendo sempre il lettore a una certa distanza. Ed è un peccato perché per quanto mi riguarda questo è tra i racconti meglio scritti, è potente, crudele, arcigno. Il protagonista è tra i meglio delineati, non solo, è di sicuro il più originale e insieme all'eunuco il più tragico. Ripeto, l'unico problema, per me, è la costruzione del racconto.

28Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Lun Apr 26, 2021 4:14 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
la storia che racconti è davvero molto bella, indipendentemente dal fatto che sia reale o meno.
storia triste, profonda, che entra nell'anima del lettore e lascia il segno.
devo però dire che non lo trovo un vero e proprio monologo, c'è qualcosa che me lo fa vedere in maniera diversa.
molto belle le idee esplicate durante la storia, buone le descrizioni e ottima la stesura.
di contro, in alcuni punti diviene pesante e di non facile lettura.
resta in ogni caso un ottimo lavoro, complimenti.


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

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29Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Mar Apr 27, 2021 12:24 am

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Mamma mia, che tristezza… Direi che questo è il maggiore pregio del tuo racconto: l’atmosfera emotiva che riesci a creare. E ci riesci nonostante l’uso di un linguaggio un po’ troppo “carico” (che io, come si capisce dai miei altri commenti, non amo).Hai fatto un mix di latino e greco: "polis" è greco, gli altri termini sono latini; se il personaggio pensa in greco, non ha senso che usi “polis”, se pensa in latino, sarebbero i termini latini a dover essere tradotti.
Ho la sensazione che l’elenco delle caratteristiche fisiche che tu elenchi (Ossa fragili. Busto stretto. Addome ampio. Gambe arcuate.) unite alla particolare percezione dei colori individuino una malattia specifica, che tu hai in mente ma che io non conosco.
Il tuo personaggio mi ha ricordato – mutata mutandis – il protagonista del romanzo “Profumo”, di Süskind.
La forma nel complesso è corretta, ma mancano tante virgole.
Più che un monologo, direi che questo è un racconto autobiografico, una narrazione in prima persona.
Il pittore è centratissimo (e originale), la collocazione temporale un po’ vaga.

30Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Mar Apr 27, 2021 9:12 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Il passato remoto per grandissima parte del testo è la pecca che rende il tuo racconto troppo ordinato, troppo preciso perché io possa apprezzarlo appieno come un monologo. Faccio fatica a calarmi nel personaggio e questo mi urta. Mi lasci fuori dalla porta a spiare per tanto, troppo tempo.
Con la scelta di questo tempo verbale c'è un calo di pathos in tutta la narrazione, che invece potrebbe avere una potenza lacerante visti i presupposti. E invece così perde potenza e sembra assurdo perché la tua storia ha una potenza sconvolgente, ecco. 
Io trovo il tuo personaggio meraviglioso, ha solo bisogno di essere liberato.
Concordo totalmente con quanto scritto da [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
Devi aiutarmi a entrare in comunione con il sentire del tuo personaggio. 
Il racconto è duro, batte forte e potrebbe battere ancora più forte.
Resta una prova egregia ma con ancora tanto da svelare.
Ele

31Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Mer Apr 28, 2021 10:21 am

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
Non mi ha coinvolto. Ho sentito un personaggio lontano, lontanissimo. Una narrazione troppo frammentata. Troppe parole lasciate sole, separate soltanto da un punto una dall'altra. Lo stesso ritmo dal principio alla fine. Al di là del passato remoto, non è abbastanza monologo perché non si rivolge a nessuno, non ci prova nemmeno un po' a immaginare che ci sia qualcuno dall'altra parte ad ascoltare. Credo che un monologo sia davvero riuscito quando la riflessione e l'introspezione sfondano la barriera e si riversano sul lettore. Qui c'è un confine ben delineato, che non viene oltrepassato. Vedo quello che succede dall'altra parte e basta. Non c'è contatto.
Sulla qualità della scrittura nulla da dire. Sicuramente è alta. Forse persino troppo.
In conclusione: un dipinto molto bello, ma poco emozionante.

32Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Lun Mag 03, 2021 1:51 pm

The fallen

The fallen
Viandante
Viandante
Come monologo è un po' risicato, data la scelta dei tempi verbali ma di certo te lo avranno già detto, come ti avranno per forza fatto notare che i termini latini snocciolati in questo modo quasi ossessivo compulsivo tendono ad appesantire il testo.
Ciò nonostante la tua interpretazione del "disegnatore" come originalità spacca, compete con quella del disegnatore con i fuochi d'artificio che ho letto in un altro racconto. Usi immagini bellissime ed evocative, le figure di pater e mater sono create e usate in maniera intelligente. Il colore perfetto, mi è venuto in mente Profumo di Suskind e anche se lí si narra dell'esasperazione dell'olfatto il rimando non mi è dispiaciuto. Un po' di latino in meno e avresti colpito il bersaglio più al centro.

33Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Lun Mag 03, 2021 5:57 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Sono un pò perplessa: la terra trema, fuori esplode nel cielo il colore perfetto che il protagonista cerca da sempre e lui pensa: "Sono nato debole, sotto una pioggia funesta. Non emisi un lamento. Nessuno mi sentì piangere. Solo Thanatos mi sorrise subito. Pronto a pasteggiare con il mio esile corpo danzò intorno al mio letto..." (Tra l'altro qui c'è un esempio dell'uso non sempre corretto delle virgole nel testo. Per esempio, come va letta l'ultima frase?: Pronto a pasteggiare, con il mio esile corpo danzò intorno al letto, oppure Pronto a pasteggiare con il mio corpo, danzò intorno al mio letto?).
Il testo è intenso, il personaggio è allo stesso tempo affamato di vita e di morte e un soggetto così particolare non passa di certo inosservato ai miei gusti letterali (tra l'altro è un privilegiato: all'epoca non erano molto etici e i disabili, di solito, venivano uccisi senza tanti sensi di colpa...).
Anche se il testo non è sempre strutturato in maniera convincente, non posso rimanere indifferente alla potenza del protagonista, alla volontà di dare uno scopo alla sua vita nella ricerca del colore perfetto che troverà solo nel momento della sua morte.
Azzeccatissime le figure dei genitori (avrei preferito i nomi in italiano) che incorniciano alla perfezione la situazione di estremo disagio che vive il pittore.
Un racconto molto particolare che tocca corde profonde ma che ne sorvola inspiegabilmente altre: è un buon racconto al quale però manca qualcosa. Forse è solo la struttura poco studiata poiché sembra quasi un racconto in prima persona, o forse la sensazione che non ci sia un vero interlocutore, o forse ancora l'inverosimile carrellata di ricordi dell'infanzia davanti alla maestosità di un'eruzione vulcanica.
O forse tutte queste cose insieme...

34Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Gio Mag 06, 2021 11:46 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Recupero il mio commento e torno alla carica:
lo provi a riscrivere fregandotene dei paletti, del genere e, soprattutto, togliendo il passato remoto?
Io di racconti che mi hanno folgorato così ne ricordo pochi. Secondo me questo pezzo è un cazzo di missile, una bomba; fuori dai limiti del concorso, potrebbe vincere qualsiasi cosa.
E io vorrei tanto rileggerlo in confezione vittoria.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

35Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Gio Mag 06, 2021 11:50 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Mi spiace ma non sarà così. 
È andata come andata. Ti ringrazio per le belle parole ma per me finisce qui. 
Avevo creduto molto in questo testo mi commuovevo ogni volta che lo declamavo e quando lo facevo recitare ad altri. 
Avrò preso un abbaglio.

36Sfumatura Essenziale - Pagina 2 Empty Re: Sfumatura Essenziale Gio Mag 06, 2021 11:53 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Mi spiace ma non sarà così. 
È andata come andata. Ti ringrazio per le belle parole ma per me finisce qui. 
Avevo creduto molto in questo testo mi commuovevo ogni volta che lo declamavo e quando lo facevo recitare ad altri. 
Avrò preso un abbaglio.
Capisco anche questo.
Quante volte che ho fatto così anch'io...
So una cosa, però: magari fra qualche tempo (anche anni eh) ti ricorderai di questo commento di quel pazzo di vivonic, e ti tornerà la voglia di metterci mano. Forse ora è troppo presto, e mi sento di condividere quello che dici.
Se quel momento dovesse arrivare, io vorrò leggerlo anche se fossero intercorsi anni.


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

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