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Fuga per la vittoria

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1Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Fuga per la vittoria Mer Apr 07, 2021 9:14 pm

Different Staff

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Admin
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Promemoria primo messaggio :

1982. L’estate del Mundial di Spagna e della terza media, passata nella casa di montagna dei nonni a Clusone e rovinata da una partita di pallone con gli amici, sotto un acquazzone, che mi ha costretto a una noiosissima settimana di letto con febbre e mal di gola. Settimana spesa a osservare dalla finestra, e con molta invidia, mia sorella e le sue amiche che si divertivano a giocare con le bambole in giardino. E, per di più, con quel grosso rompiscatole baffuto del vicino di casa, infermiere, assoldato dalla nonna per rimettermi in piedi, che in realtà funge da cerbero nei confronti della mia libertà e della possibilità di vedere gli azzurri in tv.
 
“Mi scusi, ma non posso uscire nemmeno per vedere la partita al bar? Io mi sento bene”
“Uscire? Non scherziamo! Ragazzo, non ti sei ancora rimesso del tutto. Ancora qualche giorno e vedrai che potrai andare dove vorrai.”
“E la partita?”
“Fatti portare una radiolina. Tua nonna ne avrà sicuramente una in casa.”
“La radiolina?”
“E poi, ragazzo mio, contro il Brasile non abbiamo speranza. Siamo stati fortunati contro l’Argentina, ma questi ce ne faranno tre o quattro. Il vecchio si ostina a far giocare Rossi, ma doveva portare Pruzzo. Rossi ormai è finito.”
 
La casa di montagna non ha il televisore, quindi l’unica possibilità sarebbe quella di recarsi al Bar Rollo, a poche centinaia di metri di distanza, dove tutto il paese è riunito per vedere la sfida contro i brasiliani. A colori. Tutto il paese. Tranne me. Obbligato a rimanere chiuso in camera da letto in compagnia di un pigro gatto dormiente e di una vecchia radiolina gracchiante, che fatica a prendere il segnale alternando l’incontro mondiale con la recita del rosario trasmesso dalla vicina radio parrocchiale. Alle cinque del pomeriggio la mia compagna a transistor inizia a scandire i nomi dei campioni in campo. Falcao, Cerezo, Ave Maria, Junior, Socrates, Pater Noster, Zico. Questo Brasile è davvero fortissimo, anche depurato dai segni del divino fa veramente paura. Mi secca ammetterlo ma forse ha ragione il vicino infermiere. Forse questi ce ne faranno tre o quattro e ai nostri poveri azzurri non resterà che schivare i pomodori al loro mesto rientro in patria.
 
Sdraiato sul letto socchiudo gli occhi immaginando di essere sulle tribune dello stadio Sarrià di Barcellona a tifare per i miei idoli, mentre ascolto il commento sempre più acceso del radiocronista e le intenzioni di preghiera di don Luigi. Tutto nella stanza è immobile, compreso il gatto Fuffo, che dorme arrotolato su se stesso ai bordi del letto. Il Brasile attacca, mentre il caldo pomeridiano e gli occhi chiusi mi traghettano in uno stato di dormiveglia. In realtà più “dormi” che “veglia”, ma all’improvviso vengo svegliato dalle urla della radio. È gol, è gol! Ecco, ha segnato il Brasile. Lo sapevo. Paolo Rossi. Come Paolo Rossi? Abbiamo segnato? Ha segnato l’Italia! Stiamo vincendo e io mi sto perdendo tutto questo. Dannato malanno estivo! Dannato vicino infermiere! Devo trovare il modo di vedere la partita.
Il gatto Fuffo, disturbato dal vantaggio azzurro, mi guarda con sufficienza come se intuisse l’assurdità dei miei pensieri, poi riprende indifferente il suo placido sonno.
 
La casa dei nonni è al secondo piano di una piccola palazzina, la finestra della mia camera si affaccia sul giardino retrostante e sull’orto del signor Enzo. Per un attimo penso che potrei facilmente saltare giù, scavalcare la recinzione in muratura e fuggire. Poi mi rendo conto che non sono Jeeg Robot e che l’altezza è considerevole. Bisognerebbe fare una prova. Potrei provare a far cadere un giocattolo per vedere in quali condizioni si ritrova dopo l’atterraggio. Sì, ma quale giocattolo sacrificare? Goldrake? Il Big Jim che cambia la faccia? Perchè devo sacrificare un mio giocattolo? Potrei prendere una delle Barbie di mia sorella. Lei si è divertita a giocare sotto casa durante la mia malattia? Beh, mi sembra giunto il momento di una piccola ripicca. Ma non per cattiveria, no. Solo per fargliela pagare. Ne scelgo una vestita da principessa russa. Ne ha così tante. Apro la finestra. Mi sporgo e la lascio cadere. La bambolina rotea su se stessa e si divide in tre prezzi al contatto col suolo. Rimbalza finendo nella cuccia di Fulker, il pastore tedesco del signor Armando del terzo piano, che fa scempio dei poveri resti della Barbie d’oltre cortina. Rifletto perplesso sull’accaduto per qualche istante e poi, saggiamente, scarto l’ipotesi “salto dalla finestra”.
 
Le mie riflessioni su strategie alternative vengono disturbate da un nuovo gracchiare della radiolina. Gol del Brasile. Socrates trafigge Zoff sul sul primo palo. Va bene. Ora è finita. Posso nuovamente sdraiarmi rassegnato sul letto in ascolto assieme al gatto Fuffo. Sconsolato penso che non riusciremo mai a segnare un altro gol ai brasiliani.
 
La nonna mi propone una cena con prosciutto e melone “Ti farà bene un po’ di fresco per il bruciore di gola”. Le faccio un segno di assenso ma il mio pensiero è al calore del piccolo Sarrià, e ai nostri eroi alle prese con il tentativo di arginare uno strabordante Brasile, che ora cerca di ricostruire l’azione dopo aver ottenuto il pareggio. Cerezo, scambia in difesa con Junior, ma si inserisce Rossi, Rossi, Rossi! Gol! Due a uno per l’Italia! “Rossi!!! Sìììì!!!” Salto in piedi urlando a squarciagola. Il gatto Fuffo e la radiolina si ribaltano cadendo dal letto. Il gatto, spaventato, inarca la schiena, soffia e, approfittando della porta lasciata socchiusa dalla nonna, si allontana velocemente cercando una sistemazione più tranquilla. La radiolina, emessi alcuni rantoli incomprensibili, riprende per un solo istante la frequenza con don Luigi intento a benedire i fedeli per poi spegnersi del tutto, definitivamente, in un amen.
 
Siamo ancora in vantaggio! Con doppietta di Paolo Rossi, alla faccia di quel maledetto baffuto infermiere menagramo. Li conosco i tipi come lui. Critica, critica e adesso sarà sicuramente in prima fila davanti al televisore del bar sostenendo che lui in Paolo Rossi ha sempre creduto. Il bar!  Devo assolutamente raggiungere il bar. Mi sto perdendo una partita grandiosa e ora sono pure rimasto senza radiolina.
 
Guardo nuovamente fuori dalla finestra. Mi sporgo un po’ di più e vedo che dal balcone sottostante parte un filo per il bucato che, attraversando tutto il cortile, raggiunge un palo proprio in prossimità del muro di cinta. Se riuscissi a calarmi dal pluviale potrei farcela a fuggire. Non sembra poi così difficile, nei cartoni animati funziona sempre. Però mi serve del tempo. Devo tenere impegnata la nonna.
 
“Nonna! Nonna!”
“Dimmi tesoro, hai ancora molto male?”
“No, nonna. Sto abbastanza bene. Però avrei voglia di un bel piatto di tagliatelle al ragù”
“Tagliatelle al ragù, ma non preferiresti qualcosa di più fresco per la tua gola?”
“Oh, nonna. Ho davvero tanta voglia di un bel piatto di tagliatelle come quelle che sai fare tu e che mi piacciono tanto.
“Come posso dir di no a questo visino angelico. Vado a preparare il sugo. Ci vorrà un po’ di tempo ma saranno buonissime”
“Grazie nonna. ti voglio bene”.
E la nonna è sistemata per almeno un paio d’ore. Adesso pensiamo al piano di fuga.
 
Apro i vetri e osservo il pluviale verde che scorre proprio accanto alla finestra. Scende diritto accanto al balcone del piano sottostante, dal quale parte il filo stendibiancheria che raggiunge un palo all’altezza del muro di cinta, appena accanto al pollaio.
“Ormai sarà finito il primo tempo, se mi sbrigo riesco a vedermi al bar tutto il secondo tempo della partita.” Con la mano riesco a toccare il tubo. È di metallo. Dovrebbe reggermi senza problemi. Mi aggrappo di slancio. Inizio a scendere piano piano. Guardo giù. Accidenti come è alto. Mi gira la testa. Dondolo. Sento girare tutto attorno a me. Le viti che reggono il pluviale al muro si staccano, il tubo si flette e vengo catapultato verso il filo per il bucato. Il braccio si incastra in un paio di mutandoni appesi ad asciugare che, come una sorta di funivia artigianale, mi traghettano a gambe in giù per tutto il giardino, mi infilo nell’orto del signor Enzo, tra le piante di pomodoro, uscendone grondante di rosso come in un film di Dario Argento e, arrivato in prossimità del palo, vengo proiettato in aria disegnando un doppio avvitamento con rotazione antioraria dritto nel pollaio. Atterro di faccia e con un paio di capriole finisco nel mangime tra uno svolazzare di piume e lo sguardo attonito di un perplesso gallo.
 
1982. L’estate del Mundial di Spagna e della terza media, passata nella casa di montagna dei nonni a Clusone e rovinata da un braccio rotto e due costole incrinate durante una fuga disperata attraverso un pollaio.


26Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Mar Apr 27, 2021 11:37 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
Metti un po' di musica leggera... Anzi leggerissima. Ecco, questo è il riassunto di questo racconto. E non so, sinceramente io non ho avuto dubbi a collocarlo nel genere umoristico, che non per forza deve essere urlato o esilarante o coinvolgente, ma può essere anche solo e semplicemente leggero e ironico. Almeno, io la vedo così, ma a questo giro le interpretazioni dei generi sono un po' alla carlona, non me ne abbia nessuno. Il paradosso è che gli stessi, cioè noi, che abbiamo scritto dei racconti che non rientrano nel genere ci mettiamo a giudicare se i racconti degli altri rientrano nel genere. Boh, alla fine penso che il rientrare nel genere o no, visto che probabilmente non so di cosa parlo, non rientrerà nei parametri di scelta. È in concorso? Tanto basta. Sei in concorso, caro autore? Direi di sì, quindi ciccia.
Detto questo e tornando al racconto ho davvero poco da dirti, in senso positivo, perché è scritto molto bene, senza picchi stilistici o chissà che, ma in maniera corretta e lineare, semplice come richiedeva la storia che ci hai raccontato. Una storia che sa di realtà, di accaduto davvero, non ci sono margini, se non minimi, all'incredulità, e questo è un grosso punto a favore. A sfavore c'è che questa semplicità è purtroppo un'arma a doppio taglio, nel senso che il racconto, seppur piacevole, incide poco e poco si fa ricordare.
In conclusione una buona prova, ma che ai fini puramente concorsuali avrebbe dovuto e potuto graffiare di più.

27Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Mar Apr 27, 2021 3:11 pm

The fallen

The fallen
Viandante
Viandante
Come ho già detto altrove, l'umorismo è soggettivo, come la reazione al peperoncino in uno spaghetto all'arrabbiata, e a me questo racconto è piaciuto e mi ha fatto sorridere. Mi sono rivisto nei panni di quel ragazzo che doveva per forza andare  al bar a vedere la partita. Certo che è umoristico, cos'altro può essere, perdiana? Letto con piacere, avrei calcato di più la figura dell'infermiere aguzzino ma ho letto questo racconto con piacere, belle le immagini e il ritmo e dei paletti, dal momento che sei in gara, che ne parliamo a fare?

28Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Mer Apr 28, 2021 9:14 pm

Hellionor

Hellionor
Admin
Admin
Il genere umoristico è sfiorato di striscio e l'infermiere è infilato un po' a forza nell'economia della narrazione.
Le situazioni quel tanto surreali per sfociare in scenette assurde le hai imbastite bene, ma non le hai portate a compimento, non hai dato la stoccata finale.
Ci sta. Il genere umoristico è difficile, molto difficile. Ma penso che avresti dovuto osare di più, andare a briglie sciolte. Senza pensieri. Io sono una persona molto spiritosa dal vivo (tu dirai eh certo, lo dici tu, lo so, ma fidati dai), ma nei miei scritti no, fatico a far ridere perché il mio umorismo è composto da battute, corpo, espressioni e tutto un corollario che nel testo scritto è difficile tradurre. Ci riesco quando mi lascio andare e scrivo liberamente, come se parlassi. 
Immagina di dover raccontare questo aneddoto a qualcuno, qualcuno che durante la narrazione devi riuscire a far ridere almeno 4 volte. Taglia di qua, accentua di là, migliora il ritmo e non perdere il tempo giusto per la battuta. 
A rileggerti.
Ele

29Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Ven Apr 30, 2021 12:49 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Beh , questo è il secondo ragazzino che tenta di scappare dalla finistra e si fa male . Tutto per la squadra del cuore, la nazionale azzurra.
A me fa tanta tenerezza questo ragazzino, per lui è importante quella partita, forse rientra tra una delle priorità più indispensabili.
hai ben descritto la radiolina che gracchia e si spegne deopo il secondo gol. diamine ho capito la montagna ,ma uno straccio di tv nell'82 si trovava dappertutto.
Simpaticissima la trovata delle tagliatelle della donna chwe si sente gratificata e le va a preparare.
un racconto che si legge con piacere. Autor hai tutta la mia simpatia.

30Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Lun Mag 03, 2021 10:08 am

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Mi hai fatto ridere!
Mi piace tanto, credo che non ci siano nemmeno errori, tranne che, secondo me, hai sbagliato a cambiare "stile" nei dialoghi, non so se mi spiego bene: se una frase viene introdotta dalle "", il resto delle altre dovranno essere introdotte dalla stessa.
Riguardo il genere, non so..., è un monologo umoristico? L'umore c'è, ma penso che sia una storia raccontata con le giuste descrizioni e i paletti rispettati, ma non incentrati più di tanto.

Mi piace però, pure il titolo! Fuga per la vittoria - Pagina 2 1845807541

31Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Lun Mag 03, 2021 9:22 pm

Achillu

Achillu
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Ciao Aut-

Clusone la conosco abbastanza bene in quanto da 10 anni è la mia meta preferita per le vacanze estive.
Inoltre le mie vacanze estive del 1982 le passai guardando le TV dei bar. Insomma tra passato e presente mi ci ritrovo.
Gli eventi surreali partono con la situazione in cui si trova il protagonista e proseguono con l'improbabile radiolina che mette Ave Maria in squadra con Zico e Cerezo. Mi sarei aspettato più stupore per il gol di Rossi perché ti assicuro che nessuno ci poteva credere, dopo quattro partite in cui fu del tutto inutile in campo.
Ottima la radiolina che si spegne in un amen e infine c'è la scena surreale della fuga, che però si chiude in modo troppo logico, conseguenza giusta degli avvenimenti.
L'italiano è buono, il racconto è al passato per cui ci stanno tutte le riflessioni di un adulto. L'unica cosa forse troppo furba per un ragazzino è quella di mettere la nonna ai fornelli, ma forse lo dico solo per invidia perché io da ragazzino non ero per niente furbo.
Il genere è umoristico; l'orto c'è con accenni anche al giardino; l'estate 1982 c'è; la camera da letto c'è; l'infermiere/carceriere c'è.

Grazie e alla prossima.


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32Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Gio Mag 06, 2021 12:32 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Per prima cosa voglio ringraziarvi tutti. I vostri commenti sono molto utili e spero vivamente di farne tesoro. Punti invece non ne sono arrivati ma non fa nulla, è giusto così. Il racconto è effettivamente molto leggero, troppo. Tanto da scivolar via e non lasciare nulla. Sono solo felice per aver lasciato un sorriso a qualcuno.
Non è un racconto autobiografico, anche se realmente da bambino andavo in vacanza coi nonni a Clusone (e la casa non aveva il televisore). Nel 82 avevo 6 anni, 7 il giorno della finale, e purtroppo i miei ricordi sono sbiaditissimi, quasi nulli (il mio "primo Mondiale" è stato Mexico86 ma quella è un'altra storia). Ovviamente il tentativo è stato quello di scrivere un racconto umoristico (non è un monologo), forse poco riuscito, ma metto via molto da questa esperienza. 
Simpatica la similitudine nella trama con il racconto "La testa nel pallone" e, sì, l'affaire Pruzzo fu in gran voga all'epoca. Il "vecchio" scelse Rossi e sappiamo tutti come andò a finire.

Grazie ancora a tutti e... alla prossima.


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33Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Gio Mag 06, 2021 8:19 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Dimenticavo la questione dell'infermiere. Il nipotino ha la febbre dopo una partita di pallone. La nonna chiede un consiglio al vicino di casa che fa l'infermiere. Lui le consiglia di tenerlo in casa per qualche giorno affinché si riprenda e, per tutelare la salute dell'amato nipote, i consigli del vicino infermiere sono legge. Purtroppo questo era contenuto nella mia mente e, probabilmente, non è passato allo scritto.


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34Fuga per la vittoria - Pagina 2 Empty Re: Fuga per la vittoria Gio Mag 06, 2021 9:25 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Ci tengo poi a ringraziare calorosamente [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. Il tuo commento mi ha fatto davvero piacere (adesso lo stampo e lo incornicio sopra la scrivania  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] )


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