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1E io lo sposo lo stesso Empty E io lo sposo lo stesso Mer Apr 07, 2021 9:09 pm

Different Staff

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Admin
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Emanuela cara, sorella amata… cosa ti hanno fatto?
Questo grido echeggia nelle mie orecchie e nel mio cuore ininterrottamente dall’altra sera.
Ci sono momenti in cui mi prende lo sconforto - lo so non dovrei - ma è così.
Però sono proprio questi i momenti in cui ti sento più vicina che mai, presente con una forza vivida che mi fa male e mi fa bene allo stesso tempo.
Cosa ti hanno fatto? Cosa VI hanno fatto!
Cerco dentro di me il modo per trovare un senso a queste domande, per trovare un perché a un dolore che altrimenti rischia di annientarmi.
Quanto sarebbe bello potersi annientare per qualche ora, per qualche giorno, ma non posso! So che tu non lo vorresti, so che devo stare vicino a mamma e papà.
Ringrazio il Cardinale per le parole che ha avuto per te e per Carlo Alberto, parole in grado di infondere un po’ di serenità pur in un momento così drammatico.
Parole in grado di trasformare il dolore cieco, folle dell’altra sera, il dolore che mi ha congelato il cuore e fatto gridare per la prima volta contro quel Dio in cui ho sempre creduto! Quel Dio che ha mandato il suo Figlio a morire in croce per la nostra salvezza e che, sono certo, avrà già accolto tra le sue braccia voi due suoi figli che avete sacrificato la vostra vita nel tentativo di regalare a tutti noi un futuro migliore.
 
L’altra sera…
Lo squillo del telefono e dopo qualche minuto l’urlo disumano di mamma.
Io e papà siamo corsi entrando contemporaneamente nella loro camera, la mamma era seduta sul letto, la cornetta del telefono ancora stretta tra le mani, lo sguardo fisso, perso nel vuoto.
Ho capito immediatamente, non c’è stato bisogno di chiedere, il sangue mi si è gelato nelle vene e ho sentito le ginocchia che cedevano… ho fatto appena in tempo ad appoggiarmi al letto.
In queste ore rivivo in continuazione quel momento… e piango, piango tantissimo Emanuela cara, come l’altra sera non sono riuscito a fare.
Lo sai che né ieri né oggi ho trovato la forza di entrare nella camera da letto di mamma e papà?
Sì, proprio la camera che aveva sempre rappresentato per noi due un luogo sicuro, dove trovare rifugio dalle nostre paure, dalle nostre inadeguatezze.
Ricordi Emanuela quando facevamo un brutto sogno da bambini e correvamo a rifugiarci nel lettone con loro?
Ricordi quando, per seguire le orme di mamma, hai deciso di lasciare l’Università per prendere il diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa?
Era una domenica mattina come tante altre, noi tutti insieme nella loro camera e tu, con voce rotta dall’emozione, ci hai comunicato quello che avevi già deciso: come mi sono sentito orgoglioso di te in quel momento!
E mamma e papà hanno capito.
Chissà quanta sofferenza stavi loro provocando con quelle parole, eppure non hanno detto nulla ma hanno accolto te e la tua decisione tra le loro braccia, sul loro lettone.
Sì, tesoro mio, quando penso alla camera da letto di mamma e papà, la penso come un luogo di pace e di amore, di accoglienza e di consolazione ma io in questo momento non riesco nemmeno a pensare di entrarci nuovamente.
 
Non ho la tua forza, Emanuela cara, la tua determinazione!
La determinazione con cui hai perseguito e raggiunto l’obiettivo di unire il tuo amore per i cavalli al lavoro di infermiera con i bambini disabili.
Il centro di ippoterapia che hai creato nella caserma a Milano e che mi piacerebbe tanto un giorno portasse il tuo nome; come è giusto che sia visto che proprio tu, lavorando con i bambini, hai capito prima di molti altri i benefici che i disabili e gli autistici avrebbero ricevuto da questi splendidi animali.
Ti ho seguita ammirato e, perché no, anche un po’ invidioso - oggi posso confessartelo - in questa tua battaglia vittoriosa; e sì, ho fatto il tifo per te! Perché anche se non capivo ancora bene tutti i benèfici effetti di questa pratica, mi è stato sufficiente vedere quanto tu ci hai creduto e quanto di te stessa ci hai investito per essere certo che non poteva essere solo un tuo capriccio.
 
Guarda Emanuela quante persone sono venute oggi in questa splendida Basilica a rendervi onore e a sottolineare con affetto e commozione, faccio mie le parole appena pronunciate dal Cardinale, la forza ideale che vi ha portati ad esporvi ai pericoli, anche i più gravi, per essere fedeli alla missione che avete ricevuto.
Queste persone sono qui a gridare forte che quanto avete fatto non può essere cancellato e che la speranza deve tornare a fiorire nei nostri cuori.
Solo tu non tornerai, non puoi più tornare.
Tu che mi hai insegnato cosa significa amore, cosa vuol dire amare.
Amare qualcuno fino a donare sé stessi, fino al sacrificio supremo: l’amore per il tuo Carlo Alberto!
L’ho visto nascere, Emanuela, il vostro amore: ricordo esattamente la sera in cui lo hai invitato per la prima volta a casa nostra, era il compleanno di mamma.
Vi davate ancora del lei, eravate due sconosciuti che stavano imparando a conoscersi.
A un certo punto lui ha fatto un complimento a mamma e papà per lo splendido giardino della nostra casa in centro.
Il giardino, l’orgoglio di papà! Aveva voluto quella casa proprio per il suo immenso giardino in cui lui poteva dar libero sfogo alla sua passione per le piante tropicali.
Tu hai preso la palla al balzo proponendo di farglielo visitare con un entusiasmo che ci ha colti di sorpresa.
Ricordo che dopo un po’ sono venuto a cercarvi per fare il brindisi di auguri alla mamma e vi ho scorti dietro alle grandi foglie di un banano… vi ho osservati da lontano e ho intuito che tra voi stava nascendo qualcosa di importante nonostante la sua ritrosia di fresco vedovo e la tua timidezza di fronte a una personalità del suo calibro.
Galeotto fu il giardino! potrei dire parafrasando il Sommo Poeta…
È diventato il vostro rifugio segreto in cui coltivare con discrezione quel sentimento così bello, così vero che alla luce del sole avrebbe fatto parlare troppo, considerata la vostra differenza di età.
Anche mamma e papà non ne volevano sentire parlare e ricordo il fermo rifiuto di quella sera quando Carlo Alberto, senza più armi di difesa di fronte all’amore che avevi fatto crescere in lui, si è presentato, infine, in salotto a chiedere la tua mano: “e io lo sposo lo stesso” hai detto sedendoti sulle sue ginocchia e guardandoli fisso negli occhi.
Lo hai sposato in una piccola località del Trentino, lontano dal clamore e dalla folla mediatica che in quei giorni aveva occhi e cuore solo per Paolo Rossi e per i suoi gol e che chissà quanto avrebbe ricamato attorno alla storia della giovane infermiera che sposava il famoso e attempato Generale.
 
Perché il vostro era un amore vero, puro, profondo che rifuggiva dalla notorietà per rifugiarsi dentro i vostri cuori.
Perché nei vostri cuori c’era sovrabbondanza di tutto il bene che avevate da donare e avete donato fino all’ultimo respiro.
L’ultimo respiro che vi ha colti abbracciati in un’anonima via di Palermo, nello stretto abitacolo della tua auto crivellata dai colpi.
Un abbraccio, il più splendido gesto di amore, come ultimo tentativo di protezione dalla cattiveria di un piccolo e gretto mondo di uomini chiusi e malvagi.
Uomini che non hanno saputo trovare nei loro cuori nemmeno una minima parte di quell’amore così bello di cui tu Emanuela sei stata una delle massime espressioni umane sulla Terra.
 
Ed è proprio abbracciati che voglio immaginarvi ora, accarezzati dallo splendido sorriso di Dio; e io oggi, davanti a questa immensa folla riunita per darvi l’ultimo saluto, ti chiedo di guardarmi sempre da lassù e di darmi la capacità di essere, per quanto piccolo e indegno, un messaggero dell’amore vero quanto lo sei stata tu.

2E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Gio Apr 08, 2021 9:53 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Una lettera monologo commemorativa. L’attentato a Carlo Alberto dalla Chiesa, la morte della giovane moglie Emanuela Setti Carraro, crocerossina. Un ottimo spunto per questa prova.
Il Generale e l’Infermiera di trent’anni più giovane; non persone qualsiasi. Ricordo perfettamente i telegiornali dell’epoca. L’attentato mi colpì moltissimo. Venivamo da anni molto bui che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.  Tutti gli attentati in epoca BR avevano segnato la mia adolescenza. Fino alla strage della stazione di Bologna. Dunque caro autor hai tutta la mia attenzione.
Per quanto riguarda la struttura del testo l’ho trovata un po’ monocromatica. Una cronaca velata di tristezza e a tratti eccessivamente edulcorata. La storia di un amore vissuta attraverso i ricordi del fratello, immagino più piccolo di lei. Forse è questo quello che mi è mancato. Sentire “il ragazzino”.
La lettera sembra scritta poco dopo l’attentato e, per come ė scritta, non appare coerente con l’immagine del “fratellino”. Le riflessioni contenute sono espresse in un linguaggio troppo adulto e questo fa in parte ridurre l’efficacia emotiva.
Anche i paletti camera e giardino non sono perfettamente a fuoco, a mio parere.
Comunque complimenti per la scelta di una storia così forte.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

3E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Ven Apr 09, 2021 11:08 am

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Cara Autrice, caro Autore,

un monologo epistolare che, come un pugno allo stomaco, ti lascia senza fiato. La disperazione per una notizia tanto terribile è tangibile. Hai una grande capacità di parlare di sentimenti che tanto ti invidio. Si legge senza respireare. Si legge dall'inizio alla fine in rigoroso silenzio, come una preghiera laica.
I paletti spazio/temporali sono solo accennati ma ci sono.
Complimenti.
Grazie



Ultima modifica di CharAznable il Ven Apr 09, 2021 3:17 pm - modificato 1 volta.

4E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Ven Apr 09, 2021 11:48 am

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Molto delicato questo racconto che parla di cronaca ,ma traduce sentimenti e dolore.
Si entra in punta di piedi in quella casa dove è avgvenuta una tragedia e si scopre quella che era la vita di Emanuela le sue aspirazioni, il suo impegno per gli altri, il suo amore per un uomo che era un grande generale.
Ci vedo una tenera mano femminile dietro questo racconto e anche se in genere non mi piace che un autore attinga dalla cronaca la sua opera il tuo lavoro è così spontaneo da riuscire più che gradito,.
un ottimo lavoro. Complimenti.

5E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Ven Apr 09, 2021 3:16 pm

The fallen

The fallen
Viandante
Viandante
Si dice che una lettera sia il monologo per eccellenza. E infatti è così.
Qui l'autore è riuscito a trasmettermi dolore, un dolore intenso disegnato con pennellate intense, dove del giardino senti quasi il profumo. 
Avevo pensato a Emanuela Orlandi ma ricordavo bene che la scomparsa della povera donna avvenne nel 1983 quindi mi sbaglio. Parametri richiesti rispettati (alcuni in pieno ed altri più di sfuggita), scrittura impeccabile, nel complesso un buon lavoro.

6E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Ven Apr 09, 2021 3:41 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
E' bello rileggere in questa chiave la storia della criminale uccisione del Generale Alberto Dalla Chiesa e di sua moglie Emanuela. La chiave dell'amore profondo che doveva esserci tra i due è impiegata molto bene per il monologo/lettera non altrettanto mi sembrano tutti i paletti veramente solo sfiorati. L'unica nota forse un po' stonata è quel fratellino (o almeno così appare dallo scritto) che non può essere così piccolo al momento del tragico evento. Nel complesso buono.

7E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Sab Apr 10, 2021 8:54 am

mirella


Padawan
Padawan

Scegliere come protagonisti di un racconto personaggi talmente celebri, entrambi morti in circostanze altamente drammatiche, non sempre paga. La sensazione di deja vu pesa un po’.
Sono stati scritti milioni di articoli che mettono a fuoco ora questo, ora quell’episodio (e sono questi i punti forti del racconto), ma non ci si sottrae allo sforzo di mettersi nei panni altrui e lo sforzo si sente. Non traspare lo stesso pathos di quando si racconta di sé. Il personaggio del fratellino che pensa e ripensa – anche tralasciando l’incongruenza sull’età come ti hanno fatto notare nei commenti precedenti – non mi sembra molto riuscito.
La camera da letto e il giardino fanno da sfondo ad alcuni aneddoti, ma il centro del racconto sembra essere la chiesa e il funerale.
citazione: " Guarda Emanuela quante persone sono venute oggi in questa splendida Basilica a rendervi onore e a sottolineare con affetto e commozione, faccio mie le parole appena pronunciate dal Cardinale... "

8E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Sab Apr 10, 2021 10:05 am

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Il racconto a mio parere è scorrevole e scritto bene, molto curato anche nella forma. Hai rispettato il genere "monologo", meno i paletti. La camera da letto c'è, il giardino è decisamente meno rilevante ma c'è, però i mondiali vengono davvero appena nominati. Diciamo che il loro inserimento nel monologo risulta forse un pochino forzato. Ed è un peccato perché nel complesso è una bella prova. Non era facile inserire il calcio in una vicenda tragica che non c'entra nulla, me ne rendo conto. Ti sei scelto (o scelta) un compito difficile. L'unica frase che stona in po' a mio parere, con il monologo interiore del protagonista è questa:"Ringrazio il Cardinale per le parole che ha avuto per te e per Carlo Alberto, parole in grado di infondere un po’ di serenità pur in un momento così drammatico." Scritta così sembra più una frase da discorso pubblico, magari pronunciata al funerale per ringraziare il prelato delle parole appena spese, per questo stona un po'.
Però nel complesso il tuo scritto mi è piaciuto .


______________________________________________________
"Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? 
Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto."

9E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Sab Apr 10, 2021 4:05 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Comincio come sempre dai paletti.
Decisamente centrato quello temporale, l'estate del 1982; abbastanza bene anche l'infermiera, protagonista sebbene non proprio nello svolgimento delle sue mansioni; qualche perplessità in più per le ambientazioni spaziali, la camera da letto c'è ma l'azione non vi parte ne vi finisce, lo stesso dicasi per il giardino che è indubbiamente importante nell'economia della storia personale dei due protagonisti ma non così centrale nel racconto.
La scelta sul genere è caduta su un monologo "esteriore", ci può stare.
Con questo racconto hai ricordato che, purtroppo, l'estate del 1982 non è stata soltanto la vittoria ai mondiali di calcio, ma anche uno dei più drammatici momenti della storia italiana, l'artefice principale della sconfitta delle BR abbandonato dalle istituzioni e lasciato solo a combattere la mafia fino a morirne in compagnia della giovane moglie sposata da nemmeno due mesi.
Il racconto non mi sembra abbia refusi al suo interno.

10E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Dom Apr 11, 2021 3:36 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
Ti ringrazio prima di tutto di avermi fatto ricollocare nel giusto spazio temporale questo fatto così importante e così drammatico. Il primo pensiero che mi è venuto in mente è stata un’amara considerazione e il rammarico per aver associato nella mia memoria l’estate 1982 unicamente alla vittoria ai mondiali e non a un episodio come questo, enormemente più importante nella nostra vita sociale. Non che l’avessi dimenticato ma avevo perso la giusta collocazione nel tempo.
Il racconto è scritto senza refusi o incertezze da mano (probabilmente femminile) che sa quel che fa.
Un monologo di questo tipo tuttavia non sfugge ai rischi insiti nel genere prescelto. Forse una forma decisamente epistolare, magari indirizzata a una terza persona, avrebbe evitato qualche perplessità sulla plausibiità di alcuni passaggi in quella che sembra un’introspezione del tutto soggettiva.
Per gusto del tutto personale ho trovato alcuni punti in cui hai forzato troppo sul romanticismo e sul dramma, in una vicenda che non aveva di per sé bisogno di forzature.
Camera da letto e giardino un po' in secondo piano.
A parte questo l’ho trovata un’ottima prova.    

11E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Dom Apr 11, 2021 5:26 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
La lettera, come ha già detto @The fallen, è il monologo per eccellenza e concordo in pieno.
Volendo parlare prima dei tecnicismi: i paletti ci sono anche se per la camera da letto è un po’ forzata (che si risponda da lì al telefono, che la notizia di decisioni importanti vengano comunicate lì – potrebbe essere stato ripreso da articoli dell’epoca, ci può stare, ma il lettone dei genitori è per bambini o ragazzini); il giardino che fa da spalla...La scrittura è scorrevole e ricca, in alcuni punti anche prolissa e ripetitiva – da sfrondare un poco - ma denota attenzione nella scelta lessicale. Quindi buon lavoro e buona scelta dell’episodio 1982.
Mi è parsa invece troppo azzardata la scelta di utilizzare persone realmente esistite e non personaggi inventati, per sviluppare il lavoro. Da un lato è restrittivo perché non ti puoi inventare nulla (a meno che tu non lo dica esplicitamente), non puoi fare ipotesi che ti si possano contestare e dall’altro c’è che – per la tragedia sottostante – “devi” scrivere qualcosa di positivo, per non sminuire la memoria di due persone certamente di livello, ma che vivevano anche una banale quotidianità.
Cioè mi sembra tutto un po’ stucchevole, retorico, come le parole del Cardinale: cosa volete che dica di due persone mancate in modo così tragico? Che cosa si dice in generale di persone morte? Sempre brave persone sono, la loro morte sempre dolore lascia. Altro non possono essere che parole di encomio e di tentativo di consolazione (a volte tanto enfatizzate da essere aridi esercizi di scrittura), perché quando si vivono momenti così dolorosi e improvvisi, ho l’impressione che la nostra mente si anestetizzi, per impedirci gesti insani, che la mente metta in campo meccanismi protettivi. Quindi le parole possono anche scivolare e dopo… dopo leggi, ringrazi…


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

12E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Dom Apr 11, 2021 5:58 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Alla prima lettura, ma io sono forse un po' tardo, sono dovuto arrivare fino al matrimonio per capire chi fossero i due protagonisti. Mi sono quindi perso gran parte della partecipazione emotiva utile, necessaria, per apprezzare il testo, distratto dall'emergere nella mia testa di ipotesi. Mi rendo conto di non avere mai ipotizzato che si trattasse di personaggi di fantasia e non so se questo possa essere considerato un aspetto positivo, deriva forse da un tono un po' cronachistico di certe frasi?
Poi ho subito quasi come un'offesa personale il ricordo terribile di quell'auto crivellata di colpi, ne ho ben chiare negli occhi le immagini, dissolta nel miele degli ultimi paragrafi.
Non conosco, evidentemente, la profondità della relazione personale dei protagonisti, mi auguro per loro che fosse quella che tu lasci intendere. Ma lasciamo che sia il loro personale intimo segreto. La morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e di sua moglie, rimane una delle più tragiche testimonianze dell'incapacità dello Stato (con la complicità di una parte di esso) di proteggere i suoi figli migliori.

https://parolemiti.net/

13E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Lun Apr 12, 2021 7:11 pm

Ospite


Ospite
Tra gli argomenti tosti, questo è il più tosto.
Ricordo benissimo quel periodo, e la strada senza uscita disegnata dalle Brigate Rosse.
Ricordo benissimo l'uccisione del generale Dalla Chiesa e della sua giovane moglie.
Il monologo che proponi, autore, nelle vesti del fratello, è amorevole e bellissimo.
Attraversa tutti i momenti migliori della loro infanzia, tutta la loro quotidianità.
Non sarà facile dimenticarlo.

14E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Lun Apr 12, 2021 9:41 pm

Asbottino

Asbottino
Padawan
Padawan
I paletti camera da letto/giardino mi sembrano un po' forzati, mentre l'epoca è perfettamente centrata tramite il richiamo a un fatto storico che difficile da dimenticare e che è un bene chetati ricordino. La scrittura mi convince fino a un certo punto. Troppi punti esclamativi, troppi punti di domanda, a cercare quasi di rafforzare delle frasi che altrimenti non avrebbero uguale impatto emotivo. Un linguaggio molto carico, forse troppo, per tentare di dare enfasi, di suggerire un dolore indicibile, un effetto che avresti potuto ottenere anche con un linguaggio più scarno, usando meno parole ma più pesanti, dando più spazio al lettore, alla sua capacità di riempire i vuoti. Sforzo apprezzabile, argomento molto sentito, però un realizzazione che non smuove dei sentimenti nuovi ma piuttosto vive sui ricordi.

15E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Mer Apr 14, 2021 10:19 am

Yoghi69


Viandante
Viandante
Dal titolo ero preparato a leggere un racconto umoristico e invece mi son trovato dentro a una delle più brutte pagine della nostra storia. Bella l'idea di ricordare il fatto che nell'estate del 1982 non c'erano stati solo i Mondiali anche se, ma è un mio punto di vista, avrei preferito che non fossero stati usati riferimenti a persone reali. Paletti nel complesso rispettati ( camera e giardino ci sono, ma non sono proprio centrali nel racconto). Scritto molto bene e letto con piacere. Brav*

16E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Mer Apr 14, 2021 10:30 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Questo monologo è tra quelli che più mi sono piaciuti, proprio per la difficoltà esplicita di restare equilibrati e coerenti nella narrazione visto che i protagonisti sono persone realmente esistite.
A una scrittura certamente buona si accompagna una scelta (finalmente!) originale dell'ambientazione temporale: se è vero che dalla prima mi aspettavo eruzioni a profusione, speravo che dalla seconda qualcuno uscisse fuori dagli schemi, ma lo avete fatto solo in due, e tu in maniera decisamente efficace.
A me sembra un'ottima prova e non mi resta che farti i complimenti.
Anzi, mi resta un'altra cosa da dirti, ma mi tocca aspettare che i giochi siano fermi, prima di farlo... Very Happy


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

17E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Gio Apr 15, 2021 5:08 pm

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

di certo siamo davanti ad un testo che evoca sensazioni angoscianti per tutti. Anche per chi come me non era ancora nato. Quindi il tuo punto di vista di partenza è ottimo e originale. lo stile c'è e mi piace il ritmo che dai al monologo. Io ho un pochino sofferto queste continue invocazioni a Dio, alla lunga mi son sembrate artefatte. 
Per quanto sia potente però i paletti sono un pochino forzati.

18E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Gio Apr 15, 2021 5:56 pm

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao Aut*. Il fatto che hai riportato lo ricordo bene, ero studente alla Scuola Allievi Sottufficiali e dall'Arma dei Carabinieri Dalla Chiesa era considerato un eroe. Ti ringrazio vivamente di aver evitato l'argomento "Mondiali" perché nelle tue corde, a mio parere, sta proprio questo congeniale monologo. Congeniale, intendo, al tuo sentire e al tuo scrivere. Per quanto concerne il monologo, la mia impressione è che tu abbia spinto molto, e forse troppo, sull'aspetto emotivo. Hai cercato, e ne avevi il diritto, di commuovere ma il tono da ciellino (Comunione Liberazione) in erba, ragazzino troppo forbito, ha fatto perdere qualcosa a un monologo che forse necessitava di qualche concessione in più alla rabbia e qualcosa in meno nelle frasi dove il miele salato abbonda. E infatti, questa lettera interna mi ha fatto arrivare a capire dopo un bel pò che si trattava di un fratello anzichè una sorella, tanto da fare ricerche in internet per accertare che effettivamente avesse un fratello. Questo perché il tono usato è più femminile che maschile. Mi è piaciuto, mi piacerà rileggerlo quando lo riscriverai con le indicazioni (se le riterrai opportune) che ti sono arrivate e arriveranno qui. 
Grazie, a rileggerci.

19E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Sab Apr 17, 2021 1:07 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Questo è un racconto coraggioso, per il tema che tratta e per l'inconsueta rivisitazione dell'estate 1982.
L'estate 1982 praticamente per ogni italiano significa coppa del mondo, invece tu sei riuscito a svicolare da questa sorta di obbligo, giocandoti una carta originale e anticonformista.
Il genere monologo lo trovo sviluppato molto bene. Forse come ha detto qualcuno alcune parti sono troppo cariche, però trattare un argomento del genere in modo diverso era molto difficile.
Quello che mi ha ingannato all'inizio, come detto da Digitoergosum, è il tono della confessione che da subito mi è sembrato più in parte per una sorella piuttosto che per un fratello. Magari si tratta dei soliti stereotipi difficili da smussare, però mi sarei aspettato da un maschio più rabbia, più cattiveria verso quell'atto disumano e meno delicatezza.
Per quanto riguarda i paletti per la collocazione temporale nessun dubbio, così come per il giardino. Camera da letto e infermiera ci sono, anche se all'interno della storia assumono un valore non proprio centrale. Io lo ritengo un buon lavoro, non credo da primissimi posti, però svolto bene.

20E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Dom Apr 18, 2021 5:54 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
Ciao.
Ho letto con rispettosa attenzione questo tuo racconto. 
L’episodio, di enorme gravità, ha segnato quegli anni, insieme all’omicidio di Falcone e Borsellino. per cui ti ringrazio per averlo ricordato.


Detto questo, la scrittura è buona, la tensione è alta. 
Ho solo trovato, nonostante i ricordi facciano da sottofondo, scarso coinvolgimento personale nella voce narrante. Sembra più l’esposizione di una persona esterna ai fatti, un cronista o un giornalista, ma non mi sembra coinvolta in prima persona.
L’ammirazione per la sorella Emanuela, donna profondamente determinata, si sente ma l’affetto rimane freddo, come se avesse timore a essere totalmente esternato. Questa è la mia impressione, chiaramente.
È comunque una prova ben costruita e delineata, per contenuto e forma.  

21E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Lun Apr 19, 2021 1:15 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Che colpo di scena il finale.
Giunge inaspettato e colpisce duro, almeno per uno come me, che di Storia contemporanea non è ferratissimo e nell'82 non c'era.
Infatti continuavo a chiedermi dove stessimo andando a parare e chi mai avrebbe chiamato Carlo Alberto un figlio, ma tant'è. Sarà che l'82 non è particolarmente intuibile, nel racconto, fino al drammatico finale.
Non posso che lodare la scelta di andare controcorrente e scegliere un episodio diverso dai Mondiali (che non erano un paletto obbligatorio, erano solo una suggestione).

I difetti che ho ravvisato nello scritto sono già stati segnalati da altri prima di me: anch'io avevo pensato che la voce narrante fosse femminile, per via della delicatezza e sensibilità delle espressioni usate.
Anche io ravviso un tono un poco distaccato, poco partecipe della tragedia.
Infine lo stile, non sempre lineare, un po' artificioso in certi passaggi, che fa perdere qualcosa alla potenza del monologo. Sarei andato più diretto al punto.

A prescindere, il brano ha un forte impatto emotivo, più per le implicazioni che non per come viene suscitato dalle parole, però l'effetto c'è.
Chissà, a questo punto, quante delle informazioni che raccogliamo leggendo sono reali e quante frutto di fantasia.
La curiosità mi rimane.

22E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Lun Apr 19, 2021 7:25 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
mi è piaciuto parecchio e per più motivi.
intanto è ben scritto, poi è un monologo reale.
in più, pur accennandone, non parla dei mndiali di calcio ma di un argomento temporalmente collegato ma del tutto diverso.
ci voleva coraggio per affrontarlo e tu l'hai avuto. penso che ti premierò.
ora, non conosco i particolari della storia d'amore di cui parli, ma sicuramente ti sei documentato, altrimenti non avresti scritto una storia simile, controllabile in ogni mmento.
ti faccio di nuovo i complimenti.


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L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

23E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Lun Apr 19, 2021 9:27 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Ho i brividi e le lacrime agli occhi.
Sei riuscito a trasportarmi, non mi sono distratta un momento e ti ringrazio, grazie per le emozioni che mi hai suscitato.
Hai espresso dolore, così come una bella sensazione, il sentirsi amati e l'amare.
Non hai fatto degli errori a mio avviso tranne in una frase per quanto riguarda i tempi verbali (se non sbaglio).

Ti faccio davvero tanti complimenti, il titolo l'ho trovato un po' fuori campo, riguardo i paletti: c'erano tutti, ma in maniera secondaria secondo me.

24E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Mar Apr 20, 2021 11:38 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Orbene, il racconto è ben scritto. Forse ci potrebbe stare un pizzico di editing detox (sì, mi sa che stavolta ho detto una cazzata) per rendere il testo ancora più scorrevole e renderlo, in certi passaggi, meno cronaca e più racconto. Sarò pignolo e questo nulla toglie al racconto in sé, ma a me danno fastidio le maiuscole dove non ce n'è bisogno, vedi cardinale, università, basilica. 

Ho compreso di quale vicenda si trattasse soltanto a metà racconto. Tutto il testo è permeato dallo sgomento, dalla condanna e dalla tristezza che questa buia pagina della storia italiana è capace di suscitare, oggi come allora. Anch'io voglio rimarcare l'originalità dell'aut di scegliere una storia differente: il 1982 non è stato soltanto i mondiali di calcio.

Paletti. monologo epistolare, ben riuscito a parte la confusione generata nel lettore circa il chi scrive. Camera da letto così così. Lo stesso per il giardino. Ci siamo invece con l'infermiere. 

Purtroppo, ed è certamente un limite mio, non sono molto sensibile a certe vicende. Ciò di cui parli è stata una tragedia, un vile assassinio, ma a me non prende. Né questo, né altri. Ci sono delle ragioni per cui la penso in questo modo, ma non è questa la sede per discuterne. Non me ne volere, aut.


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Branzagot senz'onma.

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25E io lo sposo lo stesso Empty Re: E io lo sposo lo stesso Ven Apr 23, 2021 11:13 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Premetto che a me di solito non piace questo tipo di testi, con un linguaggio un po’ troppo “sentimentale”, a tratti enfatico.
Certo, anche in questo caso continuo a sentire questo elemento non molto consonante con quello che mi piace leggere, però devo davvero dire che, al di là di ciò, il tuo monologo mi ha preso con sé e mi ha trascinato fino alla fine senza fermarmi mai nella lettura, e questo credo che significhi qualcosa: evidentemente hai creato un flusso narrativo con una sua forza e capacità attrattiva.
Altro elemento di pregio, il tuo mi sembra un vero monologo, in questa forma della “lettera interiore”.
Apprezzo anche la scelta di un evento diverso dai mondiali (non che non mi siano piaciuti anche i racconti sui mondiali) e di un personaggio minore che ne racconta un altro più centrale a partire da un fatto importante per la storia italiana.
Insomma, tanti gli elementi interessanti del tuo racconto.
La forma è corretta, i paletti rispettati.

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