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Domus scribae

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1Domus scribae Empty Domus scribae Mer Apr 07, 2021 9:08 pm

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“Mentula, stavolta non accenna proprio a passare!
Il medico dice che ne ho per almeno un paio di settimane.
Che fare?
Restare qui adagiato o levarmi con grandi dolenze?
Dormire? Sognare?
Porrei forse fine ai dolori della carne ma quali sogni farei se non incubi atroci.
Ad Alessandria D’Egitto stavo benissimo.
Che fosse per la bella Tabassum e le sue morbide sapienti mani sul mio corpo, stanchissimo a fine giornata? Non solo le mani, anche la sua vellutata bocca e…
Sì ma, anche se tali tumultuosi ricordi m’assalgono, non è che il dolore rilasci i suoi artigli ben fondi nella mia carne.
Nemmeno l’unguento di portulaca, olio d’oliva e mesticanza varia, applicatomi dall’ausiliare, non sembra essere d’utilità alcuna.
Rientrato da poco, sono ridotto a starmene sdraiato, senza muovermi dalla camera da letto, col solo conforto di quel pezzetto di cielo azzurro, inquadrato dalla finestra che dà sul giardino interno della mia bella casa di Pompei.
L’essere il miglior scriba dei miei tempi non facilita di certo la mia condizione fisica.
Tutte le giornate piegato in due a scrivere sui papiri o sulle tavolette di cera.
Sarebbe stato meglio il non esserlo ma si è avverato un nuovo incendio alla Biblioteca di Alessandria e chi hanno chiamato? Me naturalmente: Lucio Civito Scribano.
Come sempre mi ha convocato Gaio Plinio Secondo, il Prefetto in carico della flotta misenense che, per la sua precoce calvizie e il camminare un po’ curvo della sua quasi raggiunta cinquantina, i suoi marinai l’hanno soprannominato “Il Vecchio”.
Un gran brav’uomo che è pure il mio medico ma soprattutto un prolifico scrittore.
Gli piace prendere nota di tutto e chiama sempre me per dettarmi le sue note.
Mi ha fatto lavorare come un matto per la sua “Naturalis Historia”.
Mentula! Trentasette volumi con dentro di tutto: botanica, antropologia, zoologia, geografia, storia dell’arte, mineralogia e pure medicina.
Lo scritto che più mi ha lasciato sorpreso però è stato quel suo “De iaculatione equestri”. Una menata (si fa per dire) di quasi cinquanta tavolette su come si lancia il giavellotto da cavallo.
Certo che con quel titolo lì ci si può anche sbagliare!
Meno male che la “mulièr” gliele ha fatte sparire.
“Mulièr”: un ambiguo sostantivo che vale sia per moglie che per donna.
In effetti non li ho mai visti farsi qualche effusione.
Potrebbe anche sorgere un dubbio: essendo della stessa famiglia, che sia lui come Gaio Giulio Cesare?
Non credo però importi a nessuno.
Men che meno a me.
Basta che mi sistemi la schiena.
Comunque Domitilla gli fa da mangiare, gli lava le tuniche, fa riparare i suo calzari usurati e gli tiene in ordine la casa.
Dà da pensare che la loro relazione finisca lì.
D’altronde non hanno nessun figlio.
Plinio “Il Giovane”, che passa per suo figlio, in effetti è un suo nipote, adottato quando il padre, un fratello de “Il Vecchio”, è morto.
Avrebbe potuto scegliere me come figlio ma pacis!
È pure molto ricco. Ha rifiutato ben quattrocentomila sesterzi, quattrocentomila mica quattrocento, che gli ha offerto Larcio Licinio quando la sua Enciclopedia era ancora su rotoli di appunti.
Una parte scritti anche da me, perlappunto.
Mentula! Con quel diavolo appeso alla schiena, faccio pure i giochi di parole!
Non è la prima volta che Plinio ed io andiamo insieme ad Alessandria D’Egitto.
Lui è interessato all’antichissima biblioteca. Vi passa i suoi giorni, a volte le sue notti, a leggere e studiare qualsiasi argomento lo interessi.
Soprattutto la medicina di Erasistrato di Ceo e Erofilo di Calcedone.
Mi ha fatto copiare vari volumi di questi due antichi medici e il mio talento di disegnatore è stato ancora più apprezzato con la copia delle loro macabre tavole illustrative.
C’è anche questa storia del “come disegni i geroglifici tu non lo fa nessuno!”.
Vero. Sono proprio bravo ma, un conto è se li disegnassi su un papiro e un conto è farlo su di una tavoletta in legno cosparsa di cera, dove non sono nemmeno dei disegni ma delle incisioni, nelle quali ci si deve mettere più forza.
Stavolta sono tutte tavolette che debbo ricopiare in bella cera. Erano già pronte all’esportazione ma sono andate bruciate e quindi ho dovuto ricopiarle nuovamente dalle originali.
Uno crede che sia un lavoro facile e magari nemmeno così affaticante.
Che ci provi lui a disegnare sempre uguale, curvo su di una mensola dalla mattina alla sera, un leone accucciato, sarebbe una “L”, o magari un uccello che, se ha le piume lunghe significa “A”, oppure corte e significa “U”, o con la testa girata che si pronuncia “M” e così via con tutti i glifi moderni che almeno rappresentano un alfabeto simile al nostro.
Quelli antichi, anche se ce ne sono pochi nella Biblioteca perché normalmente li applicano solo sui monumenti, debbono essere interpretati e non sono molto facili da comprendere.
Plinio ed io però non abbiamo problemi.
Conosciamo, oltre alla nostra lingua, anche l’ispanico, il gallico e il germanico.
Un residuo letterario dei suoi mandati ufficiali in quei Paesi con me al seguito.
Certo che la copiatura dei geroglifici è comunque un lavoraccio di merda.
Pagato molto bene, però.
Come tutti i lavoracci di merda, d’altronde.
Così è stato nei tempi precedenti, così sarà in quelli futuri.
Sicuro!
Il viaggio per mare fino ad Alessandria è sempre un’avventura.
Usiamo la lussuosa quadriremi di Plinio, sulla quale due capanni ben riparati dagli spruzzi delle onde, situati nell’area di poppa, sono messi a disposizione per solo noi due.
Su di un lungo palo centrale è armata una grande vela quadrata manovrata da quindici marinai mentre duecentoquaranta rematori, disposti due per remo, su due diversi ponti, spingono a forza di braccia la grande nave.
Per difenderci da eventuali attacchi nemici, oltre a centoventi militi, ci sono varie catapulte e anche parecchie balliste.
E c’è spazio per tutti.
La “Partenope” di Plinio è lunga quasi 120 cubiti e larga una ventina alla pancia.
Partiamo sempre dal porto di Miseno, nel golfo di Napoli.  È quello d’attracco della flotta militare sotto il suo comando.
Se c’è bel tempo, vento favorevole e la spinta di tutti rematori, in una decina di giorni siamo attraccati nel porto di Alessandria che è sormontato da un enorme faro dedicato a Zeus, la cui cospicuità, di giorno si può notare sin da quasi quattro ore prima dell’arrivo, mentre di notte, la sua luce, da quasi otte ore.
Sarebbe meglio non far soffrire la mia mente coi ricordi dei colpi di mare e dell’oltraggioso vento.
È allora che il mal di mare m’attanaglia il ventre e fino all’arrivo non oso uscire dal mio capanno di poppa. Sdraiato sul legno del pavimento m’aggrappo a qualsiasi cosa per non rotolare in giro a ogni colpo d’onda.
Non so come facciano gli altri a star fuori e manovrare il grande timone e la vela.
Senza pensare a quei disgraziati ai remi!
È il Direttore della Biblioteca: Tiberio Claudio Balbillo, grande amico di Plinio, essendo i due appartenenti al rango equestre, una specie di Procuratori, a ospitarci ad Alessandria.
Tiberio è soprannominato “Il Saggio” a ragione della sua grande conoscenza che però non è nemmeno comparabile a quella di Plinio.
Non è certo per vendetta che lo giudico inferiore al mio amico anche se non mi piace proprio, quando, tornando Tiberio con noi a Roma con la quadriremi, io debba scendere sottocoperta a dormire nelle puzzolenti amache dei marinai?
La loro sì che è una vita di merda!
Ma più della loro lo è quella dei militi e poi giù per la scala degradante, c’è quella dei rematori che però non conta niente in quanto sono degli schiavi.
Mentula! Se uno di questi appena appena sta poco bene, è facile che lo sbattano fuori bordo ad annegare con la sua infermità. Mangiano, solo alla sera, schifose gallette ammorbidite con l’acqua salata e pesce sotto sale condito col garum, una fetida salsa d’interiora di pesce lasciata macerare per mesi.  Dormono sempre legati ai propri remi. Fanno i loro bisogni corporali sul posto e la sentina viene ripulita la sera, a turno da uno di loro, con secchiate d’acqua di mare.
L’orribile effluvio comunque resta lì. Una stagnante composizione di escrementi, urina, sudore, sporcizia, vomito e pesce marcio, il cui solo pensiero mi dà il voltastomaco.
Là sotto non si respira!
Fortuna che col bel tempo si possono aprire gli osteriggi per arieggiare i due ponti di sottocoperta.
Col mare grosso… nemmeno a parlarne!
I marinai invece fanno dei turni, sia per stare in coperta a regolare la vela, sia per dormire dentro quelle amache appese al soffitto della sottocoperta. Loro mangiano lo stesso cibo degli schiavi ma solo quando possono.
I militi devono sempre stare allerta e se spunta una qualche vela all’orizzonte vengono chiamati in coperta mentre tutti quelli non necessari all’eventuale combattimento, scendono sottobordo a rifugiarsi.  Al cibo comune aggiungono dei formaggi stagionati e carne secca.
Per noi c’erano anche vari alimenti conservati sott’olio, del pesce sotto sale, del prosciutto affumicato e a volte delle ostriche conservate in scatole contenenti neve pressata.
E anfore e anfore di ottimo vino.
Le battaglie in mare consistono sempre in speronamenti e in abbordaggi e si risolvono coi corpo a corpo, fino a quando uno dei due equipaggi non si impossessa della nave dell’altro.
La mia fortuna, fino a ora, mi ha evitato la cattura ma a bordo le storie circolano e sono sempre molto cruenti.
Un marinaio mi raccontò che il suo trierarca aveva catturato una triremi e, dopo averla svuotata di tutto il carico, essendo la stessa sul punto di naufragare, l’aveva abbandonata senza preoccuparsi di liberare gli schiavi di bordo che erano così annegati, legati ai propri remi.
Credere di più in un Ade benigna che in una vita sofferta in schiavitù, per marinai o militi, consapevoli di quello che potrebbe loro arrivare una volta prigionieri, fa sì che si tolgano la vita con uno stiletto che portano sempre seco.
Solo il trierarca o qualche ospite eccellente, è fatto salvo per ottenere un eventuale riscatto.
Che Plinio avrebbe pagato anche per me, se non mi avessero prima ucciso i vincitori, ne son certo.
Ma che mentula sta succedendo?
Perso nel mio silenzioso monologo, non mi sono accorto che alla finestra della mia stanza da letto, quel lembo di cielo azzurro di prima, si è trasformato in una nube grigiastra e poi ci sono quei rombi di tuono in lontananza.
Con la schiena che, a ogni mio movimento, pare ricevere delle pugnalate non ce la faccio proprio a scendere dal letto, se no sarei andato a vedere il temporale.
Mi piace l’acqua che spruzzata dalle nuvole scende in argentee gocce rinfrescanti.
Non sembra sia proprio così.
Fa molto caldo.
Quei tuoni non augurano nulla di buono.
Macchè tuoni!
Questo è il Vesuvio che lancia fortissimi boati.
La terra trema!
Mentula! Un’eruzione!
E che eruzione!
Odo gente che grida dalla paura.
Dalla paura?
Allora stanno fuggendo!
Non riesco a muovermi!
Che sta succedendo!
È calato il buio ma non è quello avviluppante della notte!
Il rumore, sembran cupi tamburi, è sempre più forte e il calore insopportabile.
Dalla finestra entra come della neve ma no!
Son fiocchi di cenere!
Pesanti, grigi, son grandi e bruciano!
Adesso mi butto giù dal letto e gli striscio sotto.
Mi tirerà fuori l’ausiliare appena torna.
Mentula! Mentula! Ment                                 “.

2Domus scribae Empty Re: Domus scribae Gio Apr 08, 2021 11:04 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Più che un racconto è quasi un documentario.
C'è davvero tanto, forse troppo, in termini di nozioni, fatti storici e tecnicismi.
Questo se da un lato sottolinea la grande cultura dell'autore, dall'altro tende ad allontanare il lettore.
È un po' come guardare le diapositive di un matrimonio altrui: belle, eleganti, ma non molto emozionanti. 
E sai anche già come finiscono. 

Mi è piaciuta l'espressione mentula per caratterizzare il personaggio, come lo stile, che manca di qualche guizzo di spessore ma si lascia leggere facilmente.
Ho qualche dubbio sul fatto che il Vesuvio si chiamasse già Vesuvio all'epoca, ma indagherò.

3Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 09, 2021 11:24 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Non saprei se a ogni monologo è possibile accostare un altro genere per definirlo meglio. In ogni caso, penso che questo si possa definire un monologo storico. Eh già, sempre la solita solfa del Molli. Infatti mi è piaciuto moltissimo per tutto ciò che ho imparato, ovvero tante cose che non conoscevo. In effetti, non fosse per il monologo di questo scriba disegnatore, avrei potuto immaginare di leggere un libro di storia. Che a me piace, mi coinvolge, mi intriga, mi interessa, ma che non ha nulla di narrativo in senso stretto. Lo dico perché è evidente e lo dico perché non cambia di una virgola il mio apprezzamento per questo testo. Curiosa e originale l'esclamazione "mentula". 

La scrittura è buona, l'ho trovata scorrevole nonostante le molte informazioni storiche di cui abbonda. Ho trovato un paio di refusi:

"...fa riparare i suo calzari usurati e gli tiene in ordine la casa." i suoi


"...da quasi otte ore." otto


Il personaggio c'è tutto, non solo un disegnatore, ma anche scriba, quindi un collega. Curioso che Plinio il Vecchio si avvalesse di una sorta di ghost writer. Alessandria e la sua grande biblioteca non potevano mancare con personaggi di questo calibro culturale. La camera da letto c'è solo nel finale, quando il protagonista si sveglia durante l'eruzione del Vesuvio. Ed eccoci nel 79 d.c. 


Buon lavoro.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

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4Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 09, 2021 3:06 pm

The fallen

The fallen
Viandante
Viandante
Già da "mentula", antenata della più famosa m@@@@a (non so se in questo forum sono ammesse le parolacce) si evince una certa ricerca, evidenza che si ripete per tutto il testo.
Forse troppo, la sensazione che ho avuto è di aver letto gli ultimi istanti di un tizio chiusi in un monologo godibile, che poteva essere secondo me ancora più godibile, ma è frenato dai troppi dettagli, c'è troppa carne al fuoco in una sequenza di pensieri che francamente mi pare poco plausibile.
E per gli accapo.
Troppi.
Decisamente.
Spezzano il ritmo.
E muoro.

5Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 09, 2021 4:30 pm

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Mentula! Un’erezione... forse ci stava bene. È la bischerata del giorno, lo so.
Racconto denso denso denso di informazioni e immagini. Certo uno scriba di questa levatura deve averne stilati (si dice cosī?) di papiri e soprattutto aver avuto accesso al tempio della cultura di Alessandria. Tuttavia il monologo mi fa l’effetto di una tesi compilativa. 
Apprezzo sempre l’idea di “portarmi a casa” qualcosa da ogni lettura e qui c’ė tanta roba.
Per questo hai tutta la mia ammirazione.
Non credo che potrò ricordare tutto, ma quel mentula l’ho già inserito nel mio parolacciario.
E che mentula!

Ps. Ho notato una certa somiglianza con il monologo di Amleto... una parte ironica di questo pezzo. È possibile?

Pps. La parte finale con tutti quegli “a capo” non mi spezza la lettura. Aumenta la sensazione che sta per succedere qualcosa. Così. Non so se ho visto giusto.
Me lo dirai autor@



Ultima modifica di Petunia il Ven Apr 09, 2021 7:28 pm - modificato 1 volta.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

6Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 09, 2021 4:54 pm

Midgardsormr

Midgardsormr
Younglings
Younglings
Ciao autor*

Comincio da te, perché il titolo è in latino e a me il latino piace. Ergo.
Un bel testo, un monologo ben caratterizzato. Adoro la terminologia che hai usato, il fatto che tu abbia inserito Plinio e la sua immensa ricerca (da una prima lettura, mi pare che ci sia almeno in due monologhi) e anche la citazione di uno degli ultimi magister bibliotecari di Alessandria. A livello storico, hai sicuramente colpito in ricerca e dovizia di particolari.
Ma come ho imparato qui, troppi particolari rendono il tutto meno godibile, ed è un peccato nel tuo caso.
Troppe informazioni, gestite in un monologo. 
Tutta questa carne al fuoco, produce troppo fumo che rischia di coprire la vista.

Non ho trovato refusi da evidenziarti, i paletti sono più che soddisfatti (quelli che hai scelto ovviamente).
Ti lascio un bravo, tanti complimenti e che Plinio ti aiuti. Il testo a parer mio, merita respiro.

Grazie e alla prossima.


______________________________________________________
Valar Morghulis. Valar Dohaeris.

Tutti devono morire. Tutti devono servire.

7Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 09, 2021 5:47 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Di ricerca sembra che tu ne abbia fatta e perfino troppa. Il monologo è interessante poiché sei riuscito a dare una conseguenza a tutta la storia. Non vado a ricercare il termine latino mentula poiché me l'hai ricordato da una mia ricerca personale sulle parole volgari usate ai tempi degli antichi romani quindi già lo conoscevo. Nel complesso bene se solo riuscissi a togliere un po' di carne dal tuo fuoco sarebbe meglio.

8Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 09, 2021 10:24 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Comincio dai paletti.
Benissimo la stanza, lì avviene il fatto più importante! 
Bene il personaggio e l'ambientazione spazio temporale.
Qualche riserva ce l'ho sul genere: è vero che si tratta di un monologo ma sembra più una lezione di storia che un racconto vero e proprio.
E forse proprio qui sta il maggior difetto del tuo scritto che appare più un documentario che un pezzo narrativo... e infatti a me piace tantissimo il finale, da "Perso nel mio silenzioso monologo..." in poi, il ritmo incalzante ben evidenziato dalle frasi brevi e dai continui "a capo".
Ma per arrivare in fondo, a quel bel finale, ho fatto fatica, lo confesso.
E mi dispiace perché dietro il tuo lavoro si intuisce uno studio approfondito e molto ben riportato.
Un paio di segnalazioni:
Sarebbe stato meglio il non esserlo ma si è avverato un nuovo incendio alla Biblioteca di Alessandria
Non mi piace il verbo "avverare" in questo contesto.
Gaio Plinio Secondo, il Prefetto in carico della flotta misenense che, per la sua precoce calvizie e il camminare un po’ curvo della sua quasi raggiunta cinquantina, i suoi marinai l’hanno soprannominato “Il Vecchio”.
La "l" davanti a "hanno" non ci va (è come dire "a me mi piace")

9Domus scribae Empty Re: Domus scribae Sab Apr 10, 2021 1:57 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Non avendo buon rapporto con il latino (proprio non ci rivolgiamo la parola dalla seconda media… fate voi i conti) il titolo mi ha fatto digrignare i denti, lo confesso.
Per non parlare di Mentula che (non ridete per favore voi superistruiti) ho inteso fosse un nome di donna! [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] anch’io la userò in casi estremi. Dopo aver letto il tuo commento, al punto Mentula che eruzione…altra risata, il cervello rifiutava la u.
Seriamente, mi sono trovata dentro ad un mondo molto interessante, con tanti rudimenti in parte persi nella lontana memoria delle lezioni di storia o delle pagine di Conoscere, che adoravo.
Come già detto in altro commento, se le tante informazioni storiche e i tecnicismi inseriti sono frutto di lavoro di ricerca, buon lavoro, accipicchia, ce ne vuole di tempo; se sono nozioni proprie del bagaglio culturale dell’autor*, sappia che mi sono fatta zerbino (non ho trovato il termine in latino).
Il mio commento è quindi su due linee parallele, perché il brano l’ho letto due volte in modi diversi.
Prima lettura - considerando tutte le nozioni inserite, il monologo diventa una lezione di storia, interessante e per niente indigesta, ma si perde il filo dello stesso. Il racconto però è ugualmente godibile, e il genere azzeccato.
Seconda lettura- Leggendola sfrondandola dalle tante informazioni, soprattutto tecniche, lasciando solo i termini senza i quali le frasi non reggerebbero, e sintetizzando ciò che è possibile, il monologo fila liscio che è un piacere, frizzantino.
La descrizione finale dell’eruzione è una chicca: da “con la schiena” in poi è stata una genialata.
Quindi il mio giudizio complessivo è positivo, i paletti sono stati rispettati.
Mi permetto un suggerimento: provare a sfrondare. Guarda ci potrebbe persino stare che le tante nozioni inserite si possano gestire con dei rimandi a piè di pagina, come ho apprezzato in alcuni romanzi (tipo le info sulle navi ad es.): il lettore gusta il monologo piacevole e alla fine… impara qualcosa, che non fa mai male.
 
Certo che la copiatura dei geroglifici è comunque un lavoraccio di merda.
Pagato molto bene, però.
Come tutti i lavoracci di merda, d’altronde.
Così è stato nei tempi precedenti, così sarà in quelli futuri.
Qui c’è proprio scappata la risata! Grande verità.
Piccole note:  Nemmeno l’unguento …non – nemmeno e non nella stessa frase non lo trovo corretto.
Avverato un incendio; Thesaurus mi suggerisce avvenuto, verificato.
Affaticante: temine desueto, fiaccante o sfiancante potrebbero andare?


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

10Domus scribae Empty Re: Domus scribae Sab Apr 10, 2021 4:14 pm

Ospite


Ospite
La Partenope di Plinio mi ha ricordato la mia prima(e ultima) apparizione in uno spot che pubblicizzava burro di arachidi. Facevo il rematore in una nave del genere, in un grande studio di Cinecittà, insieme a una decina di altri rematori, poi all'improvviso appariva un ciccione e urlando peanuts, peanuts for everybody ci lanciava delle noccioline come a degli scimpanzé. Non conoscevo nulla del mestiere di schiavo, altrimenti una pipì l'avrei fatta pure io sul posto, vista la scarsa paga e le tante ripetizioni a torso nudo. 
Bene, ricordi a parte, il tuo racconto mi è molto piaciuto, si sente che lo hai scritto con facilità e divertimento. Forse dai fin troppe informazioni, ma a me, come già detto, non sono dispiaciute.
Abbraccio.

P.S L'unguento di portulaca è portentoso davvero?
Ho sempre ammirato quelle coloratissime piantine grasse, ma non sapevo fossero medicamentose.
Se è una cazz...ta, un punto in più, perché ci ho creduto davvero.

11Domus scribae Empty Re: Domus scribae Sab Apr 10, 2021 6:44 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
La cosa più complicata nella scrittura di un monologo che è basato, come questo, su riflessioni personali, è riuscire a spiegare al lettore senza dare l’impressione di farlo. Cosa più facile a dire che a fare. Nella prima parte ho percepito maggiormente questo difetto. In altre parole, il lettore medio, come me, si chiede: perché racconta a sé stesso fatti personali che dovrebbe conoscere già molto bene?
Caro autore/autrice, visto che dimostri qua e là uno spiccato senso dell’umorismo, penso che una scelta più decisa del genere umoristico ti avrebbe reso a vita meno complicata.
Della prima parte ho comunque apprezzato molto tutti i riferimenti storici e culturali.
Ho preferito però di gran lunga la parte più descrittiva che inizia con la nave, la Partenope di Plinio e la  vita a bordo. Da lì inizia tutta la parte che reputo migliore, fino alla fine.
Bella questa frase: “Sarebbe meglio non far soffrire la mia mente coi ricordi dei colpi di mare e dell’oltraggioso vento”.
Segnalo qualche imprecisione e mi scuso se altri lo hanno già fatto:

“si è avverato un nuovo incendio”  avrei usato un altro verbo
“Prefetto in carico” …  in carica
“Vi passa i suoi giorni, a volte le sue notti”    toglierei suoi e sue
“perlappunto” preferirei “per l’appunto”
“E anfore e anfore di ottimo vino”. Non so se è una ripetizione voluta…
“le storie circolano e sono sempre molto cruenti”.     cruente

12Domus scribae Empty Re: Domus scribae Lun Apr 12, 2021 11:18 am

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Valutato nel suo complesso questo racconto l'ho gradito, perché intrattiene, non annoia e per finire insegna anche qualcosa.
Forse il limite, come ha già sottolineato chi mi ha preceduto, è, se mi passi il termine, l'intento pedagogico. Sia chiaro, la cosa in sé a me non dispiace, anzi, però se faccio un collegamento col genere non posso non domandarmi perché il protagonista dovrebbe ricordare a sé stesso tutta una ridda di informazioni e nozioni che già conosce, perlopiù essendo bloccato a letto con un lancinante mal di schiena. 
Da rimarcare comunque lo studio, la preparazione e le conoscenze dell'autore, davvero invidiabili.
Ecco, il grosso difetto è che per tutto questo nozionismo pecca un pò di credibilità, di naturalezza, però il mio gradimento è sopra la media.

13Domus scribae Empty Re: Domus scribae Lun Apr 12, 2021 11:38 am

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Innanzitutto mi soffermo su due cose: la punteggiatura secondo me è un po' messa a caso, non tanto rilevante, inoltre ho notato che alcune parti, alcune frasi stonano con tutto il racconto, utilizzi espressioni attuali anche se sei ambientato in tempi lontani...
Tutta la trama è bella, rispetta il personaggio, il luogo, ti avvicini al monologo, anche se alla fine ti perdi in troppe spiegazioni e descrizioni degli avvenimenti.

Del resto un ottimo lavoro, ma personalmente non mi convince un granché, sarà che, sempre secondo il mio punto di vista, in un monologo non debbano mai mancare i sentimenti, le emozioni; credo che manchi proprio questo, il legame col lettore!

14Domus scribae Empty Re: Domus scribae Mer Apr 14, 2021 11:02 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
A me questo racconto è piaciuto molto.
Sicuramente centra bene i paletti, mancando il pieno bersaglio solo per quanto concerne il genere; ma abbiamo già capito che si è in ottima compagnia, quindi non mi dilungherò molto sul monologo e i suoi perché.
Mi è piaciuto anche perché è leggibilissimo, nonostante qualche refuso (perlopiù grafico). Scorrevole, non annoia, e alla fine ti lascia la sensazione di aver impiegato bene i dieci minuti spesi a leggerlo.
Complimenti!


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

15Domus scribae Empty Re: Domus scribae Mer Apr 14, 2021 11:34 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Ammiro l’enorme lavoro di documentazione che sta dietro la scrittura di questo brano.
Tale pregio rischia però di diventare, quando si parla di narrativa breve, anche un difetto, perché, nello spazio di un racconto, finisce per soffocarlo, trasformandolo in una pagina di enciclopedia. Diverso sarebbe se tutte queste informazioni fossero distribuite nello spazio di un romanzo: allora troverebbero un giusto equilibrio con tutto il resto, prese un pizzico alla volta.
 
Hai inserito delle parole in latino, ma si suppone che tutto il monologo sia pensato in latino, quindi andrebbero in traduzione italiana. Non so se mi sono spiegata…
Immagino che tu l’abbia fatto, per quanto riguarda “mentula”, per mantenere una sorta di effetto comico, ma qui non era forse necessario, dato che comunque il racconto ricadeva, come monologo, in uno dei due generi richiesti.
Il finale fa sorridere.
 
La forma è complessivamente corretta, con alcuni errori:
- Nemmeno l’unguento… non sembra essermi= sembra, senza il non
- … che… i suoi marinai l’hanno= hanno
- “Mulier” (lo so che per il latino non è del tutto esatto parlare di accenti) ha l’accento sulla “u”, “mùlier”, ma forse tu l’hai messo apposta sulla “i” per ottenere un effetto comico
- Pacis= pax
- Perlappunto= per l’appunto
- otte ore= otto ore
- Direttore= con la minuscola
- della Biblioteca: Tiberio= occorre la virgola al posto dei due punti
- dei marinai?= perché hai usato il punto interrogativo?
- … le storie… cruenti= cruente
- Ade benigna= benigno, perché è maschile
- Ci sono alcune virgole fuori posto
 
Paletti: ci sono Pompei, il pittore, Alessandria e il 79 d.C., l’infermiere un po’ di striscio.
Il genere è il monologo, anche se a tratti diventa narrazione in prima persona.

16Domus scribae Empty Re: Domus scribae Gio Apr 15, 2021 12:20 pm

Yoghi69


Viandante
Viandante
Paletti rispettati. Peccato che il monologo a volte diventi più una lezione di storia che appesantisce il racconto facendo sì che la parte umoristica si perda. Eliminando qualche episodio sarebbe diventato tutto più leggibile. Ammirevole comunque la ricerca alla base. C'è qualche refuso (come già sottolineato in altri commenti) e l'uso di alcuni termini latini non credo abbia senso in questo contesto visto che si presume che sia tutto in latino.

17Domus scribae Empty Re: Domus scribae Gio Apr 15, 2021 1:59 pm

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Credo che dietro questo racconto  ci sia  un lavoro enorme, fatto di ricerca  storica.
Il monologo procede il maniera  piacevole, lo scriba si racconta  con ironia e con quel mentula, ripetuto  spesso nel racconto  gli dà  un' impronta  di leggerezza.
La forma è  apprezzabilmente buona e i paletti  del contest sono rispettati.
Ottimo lavoro.

18Domus scribae Empty Re: Domus scribae Gio Apr 15, 2021 2:03 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Cara Autrice, caro Autore,

inizio con un dubbio. Lo scriba si racconta. A chi? A se stesso? Allora mi chiedo la necessità di aggiungere tutte quelle informazioni e spiegazioni che lui già conosce.
Epurato da questo è un lavoro molto bello, fluido, interessante, completo. Con qualche inserto ironico piacevole. Il lavoro di documentazione (o la passione per il periodo e i personaggi in questione) è notevole.
Molto bene.
Complimenti.
Grazie


______________________________________________________

I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

19Domus scribae Empty Re: Domus scribae Ven Apr 16, 2021 12:19 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
mentula, che bella idea...
mi ricorda da vicino una famosa espressione attualmente in uso, ma di sicuro l'aut@ non voleva arrivare a tanto.
buon monologo, ottime descrizioni, a volte addirittura esagerate con i particolari e le nozioni, comunque sempre godibili.
scritto abbastanza bene, pochi refusi, si lascia leggere senza problemi fino al termine.
l'unica cosa che stona, a mio parere, sono proprio le troppe nozioni inserite, ma non è un gran problema.


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20Domus scribae Empty Re: Domus scribae Sab Apr 17, 2021 6:02 am

mirella


Padawan
Padawan
Lucio Civito Scribano, affetto da un terribile mal di schiena, si trova sdraiato a letto nella sua casa di Pompei reduce da uno dei suoi viaggi ad Alessandria come scriba al seguito di Plinio il vecchio, suo medico oltre che amico.
Il dolore non gli consente il sonno e mentre ripensa al suo lavoro, al viaggio sulla Partenope di Plinio, al soggiorno in Alessandria, ospite del direttore della biblioteca Tiberio Claudio, viene sorpreso dal terremoto.
Le richieste dello step sono tutte soddisfatte; Lucio non è proprio un disegnatore, ma si può considerare tale per la sua abilità nel copiare i geroglifici; il soliloquio ha luogo nella camera da letto; il riferimento temporale è dato dal terremoto di Pompei.
Ho notato piccole imperfezioni formali: -“Sarebbe stato meglio il non esserlo ma si è avverato un nuovo incendio”( il è superfluo. Meglio verificato.)
-“Con quel diavolo appeso alla schiena… “ (questo)
- d eufonica, punteggiatura, cose facilmente rimediabili.
Nel complesso la scrittura corretta e fluida permette una lettura agile, purtroppo appesantita dalle tante informazioni e dettagli non sempre necessari.

21Domus scribae Empty Re: Domus scribae Dom Apr 18, 2021 6:40 am

digitoergosum

digitoergosum
Padawan
Padawan
Ciao aut*. Innanzitutto, complimenti per lo stile di scrittura. Ho letto tutti i commenti, non ripeterò le cose già segnalate (soprattutto la enorme quantità di nozioni). Invece mi collego all'intervento di [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. "To be or not to be?" "Che fare? Restare qui adagiato o levarmi con grande dolente? Dormire? Sognare? Porrei forse fine ai dolori della carne ma quali sogni farei se non incubi atroci". Veramente divertente, ho pensato subito "Toh! Avevamo già uno Shakespeare nell'antica Roma". Questa tua trovata l'ho apprezzata veramente molto, l'ho trovata geniale e nemmeno "nascosta", avendola messa all'inizio, quando l'attenzione è alta, sapevi che qualcuno l'avrebbe certamente notata.
Non mi è piaciuto il termine "cospicuità" all'interno della frase in cui l'hai inserita. Tutto sommato un buon monologo ma non ci ho trovato una "storia", una vera trama. Ci hi trovato divertimento, mio e certamente anche tuo che l'hai scritto. Brav@.

22Domus scribae Empty Re: Domus scribae Dom Apr 18, 2021 10:48 am

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Ciao Aut*

Il tuo monologo è quello che maggiormente mi ha messo in difficoltà. l'inizio e la fine mi sono piaciuti tantissimo ma poi arrivano tutte le informazioni che inserisci nel testo. Sono tutte interessanti ma purtroppo distraggono il lettore. io sono dell'idea che certe nozioni debbano essere inserite in un contesto narrativo accattivante che ti permetta di assimilarle ma anche di appassionare, così sembra di essere di fronte a una pagina di storia. 
Arriviamo alla vera perla di questo racconto. lo sai già. molti te lo hanno fatto notare. ma non voglio sentirmi escluso. 
Mentula! 
giuro ogni volta che ora mi viene in mente sorrido. 
all'inizio credevo fosse il nome di una serva o qualcosa del genere e la cosa mi ha lasciato indifferente, poi quando è stato ripetuto sono andato a cercarlo e sono esploso in una risata fragorosa.
Grazie. Grazie. Grazie.

23Domus scribae Empty Re: Domus scribae Lun Apr 19, 2021 4:34 pm

gdiluna

gdiluna
Younglings
Younglings
Come altri testi di questo step, letto e riletto più volte, non mi ha convinto; pur senza trovare veri difetti o mancanze, non mi ha convinto. Alla fine l'ho vissuto più come una esposizione di conoscenze, ben esposte ma prive di passione e di partecipazione. Il testo è scandito, caratterizzato da quel "mentula"; peccato che per chi, ignorante come me, non ne conosce il significato questo costituisca un elemento di sospensione, un interrogazione aperta che ostacola il fluire del racconto. Ho provato a immaginare una nota alla prima parola del testo "Mentula* ... "che rimandasse a fondo pagina *Mentula = , credo che avrei apprezzato molto meglio le molte qualità del brano.

https://parolemiti.net/

24Domus scribae Empty Re: Domus scribae Lun Apr 19, 2021 11:48 pm

SisypheMalheureux

SisypheMalheureux
Padawan
Padawan
Caro autore/autrice, comincio dai lati positivi.
Il tuo scritto si legge bene, ha un buon ritmo, dato da quei "mentula" disseminati per tutto il testo. È stata una scelta furba e vincente, complimenti.
Non so se il genere sia proprio monologo, ma i paletti ci sono tutti.
Veniamo ora alle cose negative:
Come ti hanno già fatto notare, il problema è che ti dilunghi troppo spesso in descrizioni di fatti e luoghi che poco sembrano aggiungere di concreto alla storia in sé.
Tanto per dirne una, tutta la lunga digressione sulle gerarchie tra militi, marinai, rematori, schiavi; su come vivono e su quello che mangiano... cosa apporta di funzionale alla storia?
Niente, in realtà.
Io appartengo a quei lettori assetati di conoscenza che amano scoprire sempre cose nuove, quindi alla fine della lettura tutto sommato mi rallegro di avere imparato molte cose che prima ignoravo. Però non tutti i lettori sono come me,  e per onestà intellettuale devo dirti che alla lunga rischia di apparire come un semplice sfoggio di conoscenze messe lì tanto per. E questa cosa, ahimè, finirebbe per renderti antipatico/a ai più.
Hai dalla tua una grandissima capacità di dare ricerca e di documentazione, e credo anche tu abbia una cultura generale molto vasta.
Sono due armi potenzialmente vincenti, devi solo imparare a usarle meglio.
Non vedo l'ora di leggere un futuro romanzo storico scritto da te, perché se impari a gestire bene queste tue capacità, hai tutte le carte in regola per diventare un bravissimo scrittore (o bravissima scrittrice) di storici.

25Domus scribae Empty Re: Domus scribae Gio Apr 22, 2021 9:53 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan

Ciao.

Non me ne volere, autor@, ma ho fatto una certa fatica a leggere il tuo monologo.

Limite mio ma, nonostante l’ottima scrittura, ho trovato che hai esposto troppe nozioni e informazioni. Hai padronanza della materia, si sente che ti piace e la conosci bene, ma ho sentito poca partecipazione emotiva, se non nella parte finale. Proprio in quelle frasi brevi e spezzate ho percepito l’angoscia della fine.

E questo mi è piaciuto.

Ai fini dello step credo che, comunque, tu abbia rispettato paletti e genere.   

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