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Il tuo incubo peggiore

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1Il tuo incubo peggiore Empty Il tuo incubo peggiore Dom Feb 28, 2021 10:19 am

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Fleet Street, Londra, 7 novembre 1965.
 
Spinsi la porta ed entrai nell’atrio investita da un forte odore di fumo mescolato all’aria tiepida della stanza. Al centro c’era una piccola portineria. Mi avvicinai a passo sicuro.
 
- Salve. - dissi.
 
Il portinaio si alzò dalla sua sedia e si mosse placidamente verso di me, evidentemente scocciato dalla mia presenza.
-   Sto cercando il Signor Hunt. Saprebbe dirmi qual è il suo appartamento? - continuai, con il mio lieve accento indiano.
 
L’uomo mi fissò ancora un momento con i suoi occhi sporgenti e poi senza dire nulla si voltò e andò a prendere un grosso registro. Lasciai vagare lo sguardo distratto verso l’interno della portineria per soffocare tutti i miei pensieri. C’era molta confusione: scatoloni impilati uno sopra l’altro pieni di documenti e registri, fogli sparpagliati ovunque, un cappotto scivolato a terra dall’appendiabiti, mozziconi di sigaretta abbandonati sul bancone….
 
-  Vada al 4C, è al secondo piano. - la voce del portinaio risuonò rauca e bassa.
 
Deglutii, poi ringraziai il portinaio e mi diresse con il cuore in gola all’appartamento dell'investigatore.
 
Il detective Hunt se ne stava dietro alla porta socchiusa guardandomi dall’alto in basso con un sopracciglio alzato e un’espressione interrogativa.
 
- Buongiorno mi chiamo Dhara Lalit e lei presumo sia il Signor Hunt, corretto? -
 
-   Brillante deduzione Signorina! - Hunt sorrise divertito mentre si scostava dall’ingresso per lasciarmi entrare.
 
Sul pavimento c’erano anche degli scatoloni, impilati uno sopra l’altro, alcuni erano aperti e lasciavano intravedere cianfrusaglie di ogni genere.
-  Ho appena traslocato. - disse Hunt rispondendo ad una domanda inespressa.
 
Distolsi subito lo sguardo, imbarazzata, ma prima che potessi scusarmi, Hunt mi invitò ad accomodarmi su una delle due poltrone di pelle.
 
-   Cosa la porta da queste parti? - mi stava squadrando evidentemente colpito dal mio fisico slanciato, dai capelli neri e lucidi che mi arrivavano sino ai fianchi.
 
-  Vorrei mi aiutasse a trovare un’amica. ​È​scomparsa venerdì sera. -
 
-    Dunque lei non vede la sua amica da ​un giorno, e vuole denunciarne ​a me la sua scomparsa? -
 
Deglutii. - Esatto. - risposi con tutta la sicurezza di cui ero capace in quel momento.
 
Sapevo che gli sarebbe parso assurdo. Temevo che non mi avrebbe potuta credere. Eppure quella frase, così carica di beffa, mi aveva dissestata ugualmente.- Mi dispiace deluderla Signorina, ma non posso aiutarla. - si alzò bruscamente pronto a farmi togliere il disturbo.
-  Lei era nell’auto che hanno trovato ieri sera ai Docks. - dissi d’un fiato, alzandomi in piedi.
 
-   Si riferisce all’auto in cui è stato rinvenuto il cadavere di Henry Thomas? - chiese Hunt con stupore.
 
-  Sì, quell’auto. E non è mai tornata a casa. -
 
-   Anch’io non tornerei a casa dopo aver ucciso un uomo, ma sono più che convinto che lei non sia qui per dirmi questo Signorina. Pensa che la sua mica sia innocente non è vero? - Rimasi in silenzio. La risposta la sapevamo già entrambi.
 
Hunt sorrise amaramente. - E mi dica Signorina Lalit perchè non lo va a raccontare alla polizia? -
 
-  La incolperebbero per l’omicidio di Henry Thomas. -
 
-  Ma non credeva nella sua innocenza un attimo fa? -

-   Non conta ciò che penso io, Signor Hunt. Conta quello che penserebbero i poliziotti, quello che penserebbe la gente. Una prostituta indiana è l’ultima persona che vede un uomo assassinato. La condanna è già scritta. -
 
-   Dobbiamo raccogliere informazioni. - Hunt se ne stava in piedi, appoggiato alla parete di fronte a me, con una tazza in una mano e una sigaretta nell’altra.
 
-  Deve dirmi tutto ciò che sa Signorina Lalit. - continuò con sguardo serio e concentrato. Così cominciai a raccontare tutta la storia. Dall’inizio.
 
-  La mia amica si chiama Akhila, Akhila Raman; viviamo insieme da quattro anni e mezzo. Ci siamo conosciute al “Heaven and Hell”, il club dove lavoriamo insieme da un paio di anni. Akhila si è fatta un buon giro, ha diversi clienti abituali e fra questi c’è anche il Re di Spade che passa a prenderla personalmente tutti i venerdì. Non si sa molto su di lui, l’unica cosa certa è che è coinvolto in affari loschi e di certo è lui a tirarne i fili. Questo venerdì però è venuto un altro uomo a prendere Akhila. Io ero lì con lei quando è arrivato, diceva di essere stato mandato dal Re di Spade. All’inizio non ci avevo trovato nulla di strano. Akhila è salita sull’auto. - mi fermai. Sentivo ancora la portiera chiudersi. L’auto ripartire.- L’uomo che era andato a prendere la sua amica… -
 
-  Era Henry Thomas - lo interruppi.
 
-   E ora è morto. - constatò Hunt. - Dobbiamo scoprire in che rapporti era questo tipo con il Re delle Spade e capire se era stato realmente inviato da lui per prendere Akhila. - Hunt sospirò. - Questa sera farò delle telefonate; conosco delle persone che ci potrebbero aiutare. E con un po’ di fortuna - disse sorridendomi - riuscirò a trovare un nome. -
-    La ringrazio molto Signor Hunt. - dissi trattenendo le lacrime. - Tornerò domattina alla stessa ora e le porterò i soldi. -
Hunt annui ancora pensieroso.
 
Pensai che anch’io avrei potuto cercare delle informazioni sul Re di Spade, quella sera, al club. E poi, avrei ritrovato Akhila. Sì, l’avrei ritrovata a tutti i costi.
 
Fleet Street, Londra , 9 novembre 1965.
 
Hunt aprì la porta lasciandomi con la mano ancora sospesa a mezz’aria. Non mi guardò nemmeno negli occhi, si limitò a un frettoloso saluto e poi mi fece cenno di accomodarmi. Aveva due aloni scuri sotto gli occhi e indossava ancora la camicia del giorno prima con la cravatta allentata intorno al collo.
-  ​È scomparso dalla circolazione. - annunciò cupamente.
-  Per lei è scappato con Akhila, Signor Hunt? -
 
-    No, no non avrebbe senso. Akhila poteva già averla quando voleva e qui in città è un pezzo grosso questo Re delle Spade. Io penso che si sia temporaneamente nascosto. Ho scoperto che Henry Thomas era il suo autista personale e il suo assassinio deve averlo messo in guardia. -
 
-  Ma se Akhila non è con lui… - mi venne un nodo alla gola.
 
Poi lo squillo di un telefono. Riaprii gli occhi sorpresa e vidi il detective andare in un’altra stanza. Hunt alla fine riemerse dalla stanza buia dove si trovava il telefono e con grande soddisfazione annunciò - So chi è il nostro uomo, Signorina Lalit. -
 
Old Compton Street, Londra, 12 novembre 1965.
 
- Buonasera Signor Jackson. -
 
- Ben arrivata Dhara. - mi rispose il direttore del club.

Erano le sei di venerdì sera e io ero appena arrivata al club. Hunt aveva detto che mi avrebbe chiamato lì una volta scoperto dov’era Akhila. Era profondamente convinto che ci sarebbe riuscito quel giorno stesso. La telefonata che aveva ricevuto mentre ero nel suo appartamento era stata illuminante. Hunt le aveva detto di aver trovato la persona che aveva preso Akhila e che il Re di Spade avrebbe saputo dirgli la sua identità. E io non potevo far altro che confidare nelle capacità deduttive di quell’uomo.
 
Docks di Londra, 12 novembre 1965.
 
Non avevo dubbi che sarei riuscito a convincere Oliver Lee, o il Re di Spade come si faceva chiamare, a venire con me. Avevano appena ucciso il suo autista e lui non avrebbe potuto fare altro che essere il prossimo cadavere. Ma se lo avessi condotto da Akhila, come gli avevo proposto, lui avrebbe potuto scoprire chi eliminare. “Le garantisco che lei ha visto tutto e la aiuterà” le mie parole mi risuonarono in testa. Come pensavo, non era impegnato in una fuga d’amore, piuttosto in una fuga dalla morte, in una fuga contro il tempo.
 
Old Compton Street, Londra, 12 novembre 1965.
 
-  Ti vogliono al telefono, Dhara. - disse Beth una volta entrata nel camerino. Corrucciai le sopracciglia. Possibile fosse già Hunt? - Sai chi è? - chiesi. Beth fece un’alzata di spalle, poi si girò e mi accompagnò fino al telefono.
 
-  Dhara Lalit, con chi parlo? -
 
-  Dhara?! Oh, Dhara - la voce straziata di Akhila mi colpì come un pugno nello stomaco. Spalancai gli occhi incredula.
 
-  Akhila? Akhila sei tu? -
 
-  Sì, sì Dhara... -
 
Docks di Londra, 12 novembre 1965.
 
Spensi l’auto. Non capivo cosa tutti temessero tanto di quest’uomo così ingenuo.
 
-   Mi segua Signor Lee. Da questa parte. - gli dissi mentre lo conducevo in uno dei casolari abbandonati del porto.
-  Eccoci - dissi mentre aprivo una porta.
 
Una volta dentro spinsi l’interruttore e la stanza si illuminò di colpo. Non era poi così grande come l’avevo immaginata. Completamente vuota. Oliver Lee si voltò verso di me di scatto. Forse aveva capito le mie intenzioni. Ma era troppo tardi. Prima che potesse anche solo sfiorarmi lo colpii in testa con il calcio della pistola e lui svenne, cadendo a terra pesantemente.
 
Old Compton Street, Londra, 12 novembre 1965.
 
-  L’hanno ucciso, Dhara! L’hanno ucciso davanti ai miei occhi. - Akhila stava piangendo.
 
-  Akhila cerca di calmarti. Sai dove sei? -
 
-   Li ho visti in faccia mentre uccidevano il Signor Thomas e mi hanno presa. Dicono che non sanno cosa fare con me ma mi uccideranno, Dhara! Mi uccideranno, me lo sento!
 
-  Ma chi ti ha presa? Akhila dimmi dove sei! Ti vengo a prendere! -
 
-   No… no no Dhara, non puoi! Mi hanno detto che se scappo mi troveranno… sanno il tuo nome Dhara e hanno detto che se fuggissi ti ucciderebbero! Lui, Dhara, lui mi ha detto che se me ne andassi diventerebbe il ​mio incubo peggiore! -
-  Lui chi Akhila? Ti verrò a cercare, ti troverò tesoro! -
 
-   Perdonami, perdonami, amica mia! E non dimenticare quanto ti amo! - sussurrò Akhila fra i singhiozzi.

-  Perdonarti? Per cosa? - chiesi allarmata. Ma la chiamata era terminata.
 
-   Akhila?! Akhila?! - urlai tra le lacrime il suo nome finché la mia voce non si ridusse a un sussurro impercettibile.
 
Docks di Londra, 12 novembre 1965.
 
Avevo legato Oliver Lee a una sedia e stavo aspettando in compagnia di una sigaretta che riprendesse i sensi.
Ad un certo punto alzò il capo disorientato.
 
-  Ah finalmente! Temevo quasi di averla mandata all’altro mondo! - dissi sorridendo.
 
-  Ma bando ai convenevoli. - continuai.
 
-  Cosa vuole da me?! -
 
Sorrisi senza rispondere.
 
- Non sa contro chi si è appena messo, Signor Hunt! - sbraitò il Re di Spade.
 
Tornai improvvisamente serio - Credo che lei non abbia capito la situazione Signor Lee, lasci che gliela illustri. L’unica persona in questa stanza ad essersi messa contro l’uomo o meglio contro gli affari dell’uomo sbagliato è lei. E questo errore alla fine le è costato la vita. -
 
-  Henry… ero io il bersaglio non è vero? Non hanno tentato di uccidere il mio autista per intimorirmi, hanno semplicemente sbagliato uomo?! Era la prima volta che mandavo Henry a prendere Akhila… la prima volta... -
-  Bhe alla fine non è poi tanto ingenuo come pensavo. Anche se devo ammettere che io personalmente avrei evitato le routine con un “lavoro” come il suo... -
-  Andavo a prendere Akhila tutti i venerdì… -
 
-  Ottime capacità deduttive. - ironizzai.
 
-  Vuole uccidermi, dunque? -
 
Scoppiai a ridere. - Oh no, si sbaglia, non sarò nè io, nè nessun altro ad ucciderla, Signor Lee. Sarà il tempo. -
 
- Ma perchè lo fa?! Lei nemmeno mi conosce! -
 
-  Per i soldi Signor Lee. Sa c’è gente che paga molto meglio di una prostituta indiana e gente che paga molto meglio persino di lei. -
Detto questo gli legai intorno alla bocca un foulard e poi mi voltai verso la porta lasciandomi alle spalle le se urla soffocate.
 
-  Oh! Che sbadato! - alzai gli occhi al cielo.
 
-  Quasi dimenticavo. Mi manda il ​suo incubo peggiore. - sorrisi sempre più divertito.
 
Londra, 13 novembre 1965.
 
La mattina dopo la telefonata che avevo ricevuto, fu rinvenuto il cadavere di Akhila.
 
La città di Londra aveva un altro cadavere tra le strade, e presto, ne sarebbe comparso un terzo. Eppure la vita della città continuava frenetica, indifferente di fronte alla violenza. Ad essere annientata fu la mia di vita. Mi dissero che Akhila si era buttata giù dal terzo piano di un palazzo, che probabilmente era morta sul colpo.
Ma si sbagliavano. Perchè ad ucciderla era stata la società corrotta e malata in cui vivevamo.

2Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Lun Mar 01, 2021 12:43 am

Ospite


Ospite
Insomma, non mi è piaciuto molto. In prima luogo, usare quei marcatori spazio-temporali in grassetto mi sembra un modo molto pigro per aggirare il paletto della data. Inoltre, la portineria qui è appena accennata, tanto che il racconto filerebbe anche senza quella parte. In più, la struttura narrativa in sé non è il massimo in quanto dalla seconda parte in poi il racconto diventa confusionario, coi punti di vista cambiano in continuazione e una conclusione che lascia altamente insoddisfatti (per lo meno, me) perché la vicenda in pratica non si chiude. Infine, anche sintatticamente il testo è rivedibile, oltre a presentare dei refusi in "Èscomparsa" e "mica". 

3Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Lun Mar 01, 2021 8:49 am

Petunia

Petunia
Moderatore
Moderatore
Luci e ombre in questa prova.
Hai scelto il genere giallo nei docks di Londra 1965. Comincio con le parti positive. Di certo la narrazione nella parte iniziale del racconto è piuttosto accattivante. Sai tenere ben saldo il lettore con quella giusta tensione e curiosità che invoglia a proseguire la lettura.
Poi, man mano che la storia prosegue, la sensazione di “inceppamento” è quella che prevale su tutto. Sono dovuta tornare indietro a rileggere alcuni passaggi e tutto è diventato confuso. A quel punto non vedevo l’ora di arrivare alla fine della lettura per capire, ma anche la chiusa finale mi ha lasciata con l’amaro in bocca.
Demandare l’ambientazione alle sole date di questo “diario” non è, a mio avviso, una scelta vincente. Per scrivere quelle date (e quante poi!) hai utilizzato tante battute che potevi gestire meglio.
Ho trovato molte imprecisioni e refusi.
Utilizzare le lineette per i dialoghi va bene, ma le regole degli spazi devono comunque essere rispettate.
Molto spesso ce ne sono più di uno. 
Dopo i puntini di sospensione ci vuole lo spazio.
Le diverse interlinee utilizzate nei dialoghi creano confusione durante la lettura. 
Fai un utilizzo eccessivo degli aggettivi possessivi e le frasi risultano appesantite. Ad esempio quando dici “il portinaio si alzò dalla sua sedia”. Potresti alleggerire di molto la frase.
A partire dal 12 novembre cambia il pdv. Non è più Dhara a raccontare ma Hunt. Poi inizia una sorta di doppio binario. Questo mi ha rallentato nella lettura perché questa modalità ė arrivata quando il racconto era già oltre la metà.
Si può variare il punto di vista, ma, secondo me, dovresti abituare il lettore a questa alternanza già da prima. 
Per cui, ricapitolando, ho trovato degli ottimi spunti in questa storia che ha del potenziale una volta revisionata. Per quanto riguarda l’aderenza al contest esprimo qualche perplessità.


______________________________________________________
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due. (George Orwell)

4Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Lun Mar 01, 2021 10:23 pm

caipiroska

caipiroska
Padawan
Padawan
Ciao Autore,
incuriosita dal titolo ho iniziato a leggere i racconti in gara da questo.
Purtroppo devo dire che a fine lettura la cosa più accattivante del testo rimane, appunto, il titolo.
Petunia ti ha già fatto l'elenco delle cose da aggiustare nel testo: alcuni refusi e imprecisioni, il punto di vista che cambia improvvisamente obbligando a rileggere il periodo per essere sicuri di chi stia interagendo, il finale che rimane un pò vago e incerto, anzi, diciamolo pure, molto vago... Io per esempio non ho capito quale sia il suo incubo peggiore, né ho elementi per tirare a indovinare... E, francamente, in un giallo mi aspetto che tutto alla fine torni e il cerchio si chiuda elegantemente.
Qui, almeno da quello che ho capito io, ciò non avviene.
L'ultima frase ha qualcosa di moraleggiante che, a mio avviso, stona un pò con il resto della storia.
La portineria non riesce a essere il fulcro del racconto.
Una bella storia di gente disperata e cattiva (come piacciono a me!) raccontata in prevalenza da dialoghi con botta e risposta. Questa scelta allenta un pò la tensione nell'aria e tutto diventa molto didascalico: non ho avuto la sensazione di essere risucchiata all'interno della storia, ma piuttosto quella di una spettatrice... Non so se sono stata chiara...

5Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mar Mar 02, 2021 7:48 pm

Antonio Borghesi

Antonio Borghesi
Padawan
Padawan
Sarò maleducato ma sei veramente stato il mio incubo peggiore. Dopo un po'  mi son perso. Non sapevo chi fosse a parlare in prima persona e chi fosse chi. L'avevi iniziato anche piuttosto bene a parte questo: " viviamo insieme da quattro anni e mezzo. Ci siamo conosciute al “Heaven and Hell”, il club dove lavoriamo insieme da un paio di anni.". magari ci sono degli anni da correggere? Sono un vecchio stizzoso e non mi piacciono questi errori. Vuol dire che non si rilegge abbastanza! Comunque sia ho letto tutto e sono ancora qui a chiedermi chi è chi e chi è morto o quasi.

6Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 11:27 am

Molli Redigano

Molli Redigano
Padawan
Padawan
Prima un po' di pulci:

"e mi diresse"


e mi diressi


"Sul pavimento c’erano anche degli scatoloni, impilati uno sopra l’altro, alcuni erano aperti e lasciavano intravedere cianfrusaglie di ogni genere."

Quando dici "c'erano anche degli scatoloni" credo tu volessi collegare l'ufficio di Hunt alla scena iniziale della portineria piena, appunto, di scatoloni. Non ti è riuscito benissimo questo effetto.



"Hunt mi invitò ad accomodarmi su una delle due poltrone di pelle."
Meglio, forse, poltrone in pelle



"Corrucciai le sopracciglia."
Il buon  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] m'insegnò, ancora su SPS, che è meglio corrugai


"Hunt alla fine riemerse dalla stanza buia dove si trovava il telefono"
Sincero, non i viene in mente un suggerimento migliore, ma "riemerse dalla stanza" non sta benissimo.


​"È​scomparsa venerdì sera. -"
Manca lo spazio tra È e scomparsa. Già segnalato da  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] 

Effettivamente il racconto parte bene, ovvero ci sono tutte le premesse per un buon giallo. Si nota subito comunque il ruolo decisamente non centrale della portineria. 
Anche in altri racconti è stato usato il dialogo come registro narrativo, a mio avviso un buon metodo che si presta favorevolmente al genere scelto. Però, soprattutto nella seconda parte del testo, i personaggi parlanti spesso si confondono creando confusione nel lettore. E per capire bisogna tornare indietro di qualche riga. 
Ci sono molte informazioni mancanti. Chi era effettivamente il Re di Spade? Chi lo voleva morto? Perché gli assassini di Mr. Thomas non hanno subito ucciso Akhila in quanto testimone scomoda? Tanto scomoda da lasciarle fare pure una telefonata all'amica del cuore? Inoltre, mi sembra marginale anche il ruolo di Hunt (non so perché mi ha ricordato Eddy Valiant di Chi ha incastrato Roger Rabbit?) che, in qualità d'investigatore, avrebbe dovuto avere un "peso" più determinante nelle indagini. Che peraltro sembra non comincino mai. 
Insomma, la trama scricchiola anche se non era facile concentrare in dodicimila battute un giallo completo. Diciamo che qualcosa va lasciato all'interpretazione del lettore.
Racconto perfettibile.


______________________________________________________
Branzagot senz'onma.

Gaute da suta [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]!

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7Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 12:00 pm

Midgardsormr

Midgardsormr
Younglings
Younglings
Ciao autor*

Devo dirti, per prima cosa, che mi sono perso nei tuoi Docks. La prima parte del racconto, lasciava supporre un buon lavoro, poi nulla, è stato un groviglio di personaggi che si intersecavano tra loro, tanto da non comprendere chi parlasse in quel momento.
La parte investigativa la si vede, ma non c'è. Avrei puntato qualcosa in più almeno su quella.
Alcuni spunti buoni ci sono, è da ammettere, ma è troppo coconfusionario con i punti di vista che si alternano velocemente e si uniscono dopo la metà.

Quel "mica" stona parecchio, insieme a qualche altro refuso già segnalato.
Manca la parte giallo, non completamente ma è più simile aa un giallo chiaro.

Scrivere un genere simile in così poco spazio, non è facile. Lo dicono in molti ed è vero. Ma qualcosa in più, la si poteva fare.

Grazie della lettura.


______________________________________________________
Valar Morghulis. Valar Dohaeris.

Tutti devono morire. Tutti devono servire.

8Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 12:22 pm

Byron.RN

Byron.RN
Padawan
Padawan
Mi trovo sostanzialmente d'accordo coi giudizi di chi mi ha preceduto.
La prima parte direi che è buona, magari rivedrei i dialoghi abbastanza canonici per renderli più originali e vivaci, comunque fino a lì ci siamo.
I problemi giungono quando alterni furiosamente e varie scene, col punto di vista di Dhara e del detective. Penso che tu lo abbia fatto per rendere più veloce l'azione, per far capire bene chi è che parla e i suo punto di vista, però paradossalmente la lettura s'inceppa, s'ingarbuglia.
Io troverei un altro stratagemma, rivedrei completamente la seconda parte, anche per dare al racconto una forma più organica e solida, meno frammentata.

9Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 5:14 pm

ImaGiraffe

ImaGiraffe
Padawan
Padawan
Mi dispiace ma purtroppo anche io come gli altri ho fatto molta fatica con il racconto. ho apprezzato l'idea di voler mostrare il marcio della società, purtroppo però dovevi affondare di più le braccia nella melma. 
il ritmo è molto lento sin dall'inizio e spesso son dovuto tornare indietro per capire chi parlasse e quanto tempo fosse passato.
il cambio di PDV nella parte centrale è stato il momento in cui la confusione ha preso il sopravvento. se lo avessi utilizzato sin da subito di certo ti avrebbe aiutato.

10Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 6:18 pm

Danilo Nucci

Danilo Nucci
Padawan
Padawan
È già stato detto tutto da chi mi ha preceduto. Dirò solo che la cosa che più mi ha lasciato perplesso e mi ha messo in confusione è il cambio improvviso del narratore che avrebbe avuto un senso se i due personaggi, fino dall’inizio, si fossero espressi entrambi in prima persona, alternandosi.  Ci sono comunque molti elementi per riuscire a farne una storia più godibile e i suggerimenti dati sono una valida traccia da seguire.
Siamo tutti qui per migliorare, comunque.

11Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 6:24 pm

mirella


Padawan
Padawan
La formattazione rende faticosa la lettura, come la punteggiatura poco corretta dei dialoghi. Forse bisognava rimuovere lo spazio prima del paragrafo( o dopo). L’interlinea singola avrebbe reso il testo visivamente più agevole e compatto.
Mai più di tre puntini di sospensione. L’esposizione mi sembra poco chiara e denota - a mio parere - una scrittura acerba e poco esperta nell’elaborazione della trama. Probabilmente è colpa del genere che – diciamo – non ti è congeniale; magari riesci meglio in altri generi narrativi. Inboccaallupo per il prossimo step.

12Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 7:25 pm

Resdei

Resdei
Padawan
Padawan
ciao
Sei il primo racconto che leggo, anch’io, come altri, attratta dal titolo. 
E fino a qui ci siamo.
La parte iniziale, dove descrivi la portineria, per intenderci, l’ho trovata ben fatta e mi ha convinta abbastanza. Sono riuscita a vedere la scena.

Nello studio di Hunt, l’investigatore:
Sul pavimento c’erano anche degli scatoloni, 
perché, cos’altro c’era? Forse volevi dire ancora, visto che ha traslocato da poco.

Poi parte l’indagine. Anche abbastanza bene
La telefonata che aveva ricevuto mentre ero nel suo appartamento era stata illuminante.



Poi, da questa frase in poi mi sono persa:
Ma se lo avessi condotto da Akhila, come gli avevo proposto, lui avrebbe potuto scoprire chi eliminare. “Le garantisco che lei ha visto tutto e la aiuterà” le mie parole mi risuonarono in testa. Come pensavo, non era impegnato in una fuga d’amore, piuttosto in una fuga dalla morte, in una fuga contro il tempo.
Primo perché cambia la voce narrante, secondo l’investigatore sa dove è Akhila? Quindi è coinvolto. Fine dell’investigazione e del giallo.
Oppure non ho capito niente.


In chiusura cambi ancora e senza preavviso, la voce narrante e questo mi spiazza di nuovo.
La portineria, come stanza, è solo accennata nella parte iniziale.
Non so cosa altro aggiungere, spero che ti sia divertit@ a scrivere un racconto “giallo”, magari il primo nel genere.
Ciao e a presto

13Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mer Mar 03, 2021 11:27 pm

Arianna 2016

Arianna 2016
Padawan
Padawan
Partiamo dagli elementi positivi.
L’incipit incuriosisce, crea un senso di aspettativa. La storia è interessante, la tensione regge dall’inizio alla fine, nonostante tutti i “buchi” logico-narrativi e tutti gli elementi che non vengono chiusi, tanti chiodi a cui alla fine non viene appeso il cappello.
Quindi, l’idea di fondo è buona, il ritmo pure.
La forma è da sistemare, come vedo in tanti già ti hanno detto: punteggiatura, maiuscole, errori di ortografia, lessico, sintassi, qualche “a capo” da sistemare nei dialoghi, cambi di narratore e di punto di vista.
Il problema dell’interlinea lo risolvi selezionando, nella sezione di word, “paragrafo”, “rimuovi spazio dopo il paragrafo”.
A parte la forma, quello che indebolisce la narrazione sono in realtà, come anticipato sopra, le lacune logico-narrative.
Perché tanti particolari nella descrizione degli ambienti, nella prima parte? Qual è il loro scopo, nella narrazione? A quale scopo mettere in evidenza che Hunt si è appena trasferito?
Il fatto che d’improvviso Hunt passi dal volere mandare via Dhara all’interessarsi al caso, quando sente il nome di Thomas, fa pensare che sia coinvolto nella vicenda, e in effetti sembra quasi che sia stato lui a uccidere Thomas, per ordine di ”l’incubo peggiore”, scambiandolo per il Re di Spade. Poi però Akhila dice che chi ha ucciso Thomas l’ha vista. Quindi, perché Hunt avrebbe aspettato Dhara, per cercare Akhila?
Forse perché spera che Dhara lo porti da Akhila? Ma poi Dhara non ha alcun ruolo in questo. E Hunt trova Akhila molto in fretta.
Che interesse ha Hunt ad assecondare Dhara? Potrebbe ignorarla e basta, anche tenendo conto del fatto che gli uomini del ”peggiore incubo” hanno già in mano Akhila e che “il peggiore incubo” è il mandante di Hunt.
Akhila viene catturata dopo? Quando? In che modo?
Come fa Akhila a telefonare, se è tenuta prigioniera?
Altro punto debole, il finale, il fatto di lasciare semplicemente il Re di Spade lì a morire: ci vogliono giorni, può trovarlo chiunque, può capitare qualsiasi cosa; tra l’altro, nella prima parte del racconto sembrava che ci fosse una certa urgenza di ucciderlo.
Questi sono alcune delle domande di cui tu, probabilmente, hai chiarissime nella tua mente le risposte, ma che creano invece confusione nel lettore, lasciando un senso di insoluto, di non corrispondenza tra gli elementi della narrazione.
Comunque, con la giusta revisione, questo racconto ha delle buone potenzialità.

14Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Gio Mar 04, 2021 11:27 am

Ospite


Ospite
Non scrivi male, ma per eccessiva generosità verso i lettori hai complicato la tua storia, quella che avevi in testa e che solo tu riesci a comprendere pienamente.
Onestamente, succede anche a me, e spesso penso a qualcosa da raccontare dimenticando di dare tutte le informazioni possibili per capirla, la storia. E le informazioni sono diverse dalle descrizioni. Se dico che ci sono degli scatoloni e basta, anche il lettore più navigato e attento non riuscirà mai a capire cosa rappresentino quegli scatoloni.
I dialoghi vanno benissimo, anche quelli sono una speciale devozione verso il lettore, qualcosa di immediato e toccabile. E in quelli sei bravo.

15Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Gio Mar 04, 2021 1:39 pm

miichiiiiiiiiiii

miichiiiiiiiiiii
Younglings
Younglings
Il finale è la parte che più preferisco, il resto è a parer mio noiosetto, un po' ci si perde e la scelta del "diario" contrasta molto la narrazione di una storia.
Ti consiglio inoltre di non creare così tanti spazi anche tra frase e frase e di rivedere la d, per esempio: "Ad un certo punto", in cui la d si usa solo se la parola o in questo caso articolo inizia per la stessa vocale, sempre in questo caso a.

Alla fine, chiamiamola "morale", la storia che hai creato disserta di attualità e brucia, in senso positivo, tantissimo.



Ultima modifica di miichiiiiiiiiiii il Lun Mar 15, 2021 2:35 pm - modificato 1 volta.

16Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Ven Mar 05, 2021 10:43 am

gemma vitali

gemma vitali
Padawan
Padawan
Credevo di essere io a non aver capito molto di questo racconto , ma leggendo qualche commento ho capito che il racconto manca di alcune caratteristiche necessarie per dare al lettore il modo di interpretare gli elementi e trarre le conclusioni visto che stiamo parlando di un giallo.
Secondo me dovresti chiarire meglio la seconda parte. L'investigatore è sua volta corrotto ed è stato pagato da qualcuno per eliminare il re di spad?
E chi è alla fine questo incubo peggiore che pare essere al di sopra di tutti e è responsabile del suicidio o assassinio della ragazza?
Lavorando su questi elementi verrebbe fuori un bel giallo.
A rileggerti.

17Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Ven Mar 05, 2021 1:55 pm

Susanna

Susanna
Cavaliere Jedi
Cavaliere Jedi
Racconto faticoso. La formattazione non aiuta, ci sono lineette di dialogo sparse, qualche refuso già segnalato, un uso non sempre corretto, per il fluire delle frasi, dei segni di punteggiatura. Un Bhe che dovrebbe essere un beh.
Signor e Signorina sempre con la maiuscola: perché?
Anch'io ho trovato l'inizio buono, anche se la protagonista non dovrebbe dare giudizi sulla sua bellezza: quella è soggettiva di chi la osserva.
Poi partono le sequenze luogo/temporali e qui si comincia a traballare. Già la stessa data, sia pure con luoghi alternati, costringe ad andare su e giù per il testo per capire dove sono. A volta non si capisce chi sta parlando.
"Hunt le aveva detto di..." se a parlare è la ragazza, mi aveva detto.
"e lui non avrebbe potuto fare altro che essere il prossimo cadavere." Se si parlasse dal futuro, con un po' di forzatura la si può accettare, ma siamo al presente. Forse intendevi Lui sarebbe stato il prossimo cadavere?
Casolare: aggregato di cascine, qui siamo nei docks (elemento neanche vagamente accennato, così come la portineria che risulta solo un mero luogo di passaggio), le strutture erano magazzini, uffici, officine...

E questo errore alla fine le è costato la vita: veramente è ancora vivo! Anche qui, se dal fututo il detective potesse parlare con la sua vittima in un passato non ancora concluso, ok. Oppure se il detective raccontasse l'occorso ad una terza persona, ad evento concluso.  Le costerà la vita suona meglio.
Il finale lo si sarebbe goduto di più se non ci fosse stata la fatica di seguire la trama.

Il messaggio finale mi pare melodrammatico.
Il titolo è fuorviante: il suo incubo peggiore fa pensare a qualcosa che una persona, ovviamente viva, deve vivere e rivivere. Se uno muore... si porta l'incubo con sè, una sola volta.


______________________________________________________
"Quindi sappiatelo, e consideratemi pure presuntuoso, ma io non scrivo per voi. Scrivo per me e, al limite, per un'altra persona che può capire. Spero di conoscerla un giorno… G. Laquaniti"

18Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Dom Mar 07, 2021 3:55 pm

SuperGric

SuperGric
Younglings
Younglings
Ciao, ti hanno già detto tutto. Si inizia bene (anche se non benissimo), poi i cambi di narrattore spiazzano e confondono, e le vicende si ingarbugliano.
Tra le altre mi è saltata all'occhio questa incongruenza: "Fleet Street, Londra , 9 novembre 1965. [...] Aveva due aloni scuri sotto gli occhi e indossava ancora la camicia del giorno prima". Ma si erano incontrati due giorni prima, il 7 novembre 1965.
Secondo me non hai avuto il tempo di rileggere, hai scritto in fretta e inviato il racconto praticamente in bozza, pur di partecipare. E dunque brav per questo. Meglio partecipare.

19Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Lun Mar 08, 2021 10:09 am

The Raven

The Raven
Admin
Admin
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Il finale è la parte che più preferisco, il resto è a parer mio noiosetto, un po' ci si perde e la scelta del "diario" contrasta molto la narrazione di una storia.
Alla fine, chiamiamola "morale", parla di attualità e brucia, in senso positivo, tantissimo.
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Cara  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] , il tuo commento non è conforme a quanto previsto dalle linee guida. Ti rimando qui 
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Lo staff


______________________________________________________
IN GRAN SILENZIO OGNI PARTIGIANO GUARDAVA QUEL BASTONE SU IN COLLINA.


REACH OUT AND TOUCH FAITH!                                                                                               Sembrano di sognante demoni gli occhi, e i rai
                                                                                         del lume ognor disegnano l’ombra sul pavimento,
né l’alma da quell’ombra lunga sul pavimento
sarà libera mai!
Quel vizio che ti ucciderà
non sarà fumare o bere,
ma è qualcosa che ti porti dentro,
cioè vivere.

20Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Lun Mar 08, 2021 3:42 pm

CharAznable

CharAznable
Padawan
Padawan
Caro Autore, cara Autrice, quello che hai scritto è un noir con una trama interessante, un titolo accativante, ma che non mantiene tutte le promesse (e le premesse). Come in molti ti hanno scritto, dopo un primo "giorno" discretamente strutturato, si inizia a perdere il filo trovando una narrazione in prima persona da parte di diversi personaggi (che potrebbe anche essere interessante ma l'idea non è sviluppata bene). I dialoghi sono un po' deboli. L'atmosfera noir è totalmente assente ed è un peccato.
Mi spiace ma non riesce a catturarmi.

21Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mar Mar 09, 2021 1:25 pm

Fante Scelto

Fante Scelto
Padawan
Padawan
Tante cose che non vanno in questo pezzo, purtroppo.
Le più pesanti, secondo me, sono i buchi di trama evidenziati da Arianna.
Lo stile, a sua volta, non è sempre all'altezza dei contenuti. Però a me è piaciuto di più quando hai accelerato, cioè nel rocambolesco finale, piuttosto che nella descrizione iniziale che mi è suonata un po' piatta, bidimensionale.

Follia pura (esagero, ti voglio bene comunque) l'alternare i due punti di vista di lei e di Hunt da un certo momento in poi della narrazione. Perdi l'attenzione del lettore al 100%.

Qualche dritta sparsa in un ipotetico aggiustamento:
- elimina l'anno da tutte le date eccetto la prima. Se siamo nel 1965 basta dirlo la prima volta, quelle successive è ridondante;
- se vuoi tenere lo schema dei due pdv alternati, prova a cambiare l'uso della persona. Lascia che Dhara continui a parlare in prima persona, e mostra Hunt in terza. Il lettore capirà subito che qualcosa si è modificato nel pdv e interiorizzerà il cambio dopo poche battute.
Non è il massimo, ma rende meglio, per me.

Un altro consiglio, stavolta per evitare i buchi di trama pesantucci che hanno afflitto questo racconto: calati sempre nella parte di ciascuno dei personaggi, sì, anche quelli che non si vedono, e ragiona come ragionerebbero loro.
Calati nella parte dei rapitori di Akhila: lasceresti che facesse una telefonata? O se non lo lasceresti, come potrebbe accadere che ci riesca?


A rileggerti!

22Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Mar Mar 09, 2021 9:53 pm

paluca66

paluca66
Padawan
Padawan
Purtroppo arrivato in fondo a questo racconto il primo pensiero è stato che non ci avevo capito molto e allora me lo sono riletto. Purtroppo qualcosa continua a sfuggirmi e sicuramente è un problema mio, ma il giudizio ne resta inevitabilmente condizionato.
Ciò che più mi ha disorientato è quel cambio di punti di vista che hai inserito da un certo punto in poi; sarebbe stato meglio, se volevi utilizzare questo stratagemma, farlo fin da subito, un capoverso ciascuno.
Ad esempio, in questo periodo
Erano le sei di venerdì sera e io ero appena arrivata al club. Hunt aveva detto che mi avrebbe chiamato lì una volta scoperto dov’era Akhila. Era profondamente convinto che ci sarebbe riuscito quel giorno stesso. La telefonata che aveva ricevuto mentre ero nel suo appartamento era stata illuminante. Hunt le aveva detto di aver trovato la persona che aveva preso Akhila e che il Re di Spade avrebbe saputo dirgli la sua identità. E io non potevo far altro che confidare nelle capacità deduttive di quell’uomo.
quel "le" non riesco proprio a capire a chi si riferisca: doveva forse essere un "mi"?
Infine tra i paletti mi sembra manche quello della portineria, soltanto sfiorato e non certo importante come avrebbe dovuto essere.
Siccome criticare e basta mi sembra scortese e scorretto, voglio concludere dicendoti che la prima parte mi è piaciuta molto e prometteva davvero bene, ti consiglierei, se ti va, di ripartire da lì e provare a sviluppare nuovamente il resto della trama... E adesso odiami!

23Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Gio Mar 11, 2021 11:50 am

vivonic

vivonic
Admin
Admin
Mi dispiace constatare che quello che ho detto io la prima volta che ho letto il racconto ti sia poi stata ripetuta in diversi commenti: il titolo è la parte più riuscita. Perché, in effetti, molti sottovalutano il titolo, non gli danno importanza, addirittura c'è chi non lo mette; invece il tuo titolo ha attirato un sacco di utenti, tanto che molti hanno scelto di iniziare la lettura proprio da questo racconto! Non è una cosa da trascurare.
A me il racconto è piaciuto, devo dire. Tuttavia, è evidente quello che ti hanno segnalato e che, quindi, non ripeterò. Più che ripetere cose già dette, provo a esserti utile in qualche modo.
Per esempio, una cosa tra tutte che ritengo la più importante è il consiglio di  [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]: i marcatori spazio-temporali in grassetto frammentano la lettura e sono solo un espediente per non ambientare in realtà la tua storia. Possono esserci dei rari - rarissimi - momenti in cui usarli può essere funzionale, ma un racconto giallo di 12.000 battute non è di sicuro uno di quelli. 
Ecco, io se dovessi portarmi a casa poche cose dai commenti ricevuti, sarebbero questi due: la positività del titolo, perché vuol dire che riesci a catturare il lettore [non dimentichiamo che spesso un libro si acquista proprio per il titolo - o la copertina] e di non utilizzare più in futuro questa escamotage dei marcatori.
Per tutto il resto, refusi compresi, basta scrivere, leggere, leggere, scrivere. Poi verrà da sé.
Al prossimo step Smile


______________________________________________________
Un giorno tornerò, e avrò le idee più chiare.

24Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Gio Mar 11, 2021 6:11 pm

Arunachala

Arunachala
Admin
Admin
eh già, direi che non ci siamo proprio, purtroppo.
a parte che è un giallo incompiuto, anche se i criteri minimi ci sono, è esposto in maniera non bella.
mi spiace dirlo, ma davvero ci sono tantissimi refusi ed errori.
gli spazi sono tutti da rivedere, come anche parte della punteggiatura.
ho trovato parecchio estraniante il cambio di narrazione improvviso, non previsto, da Dhara a Hunt, che al momento non ho recepito.
ci ho messo un poco.
mi spiace ma è da rivedere in toto


______________________________________________________
L'unico modo per non rimpiangere il passato e non pensare al futuro è vivere il presente

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Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

Kahlil Gibran

25Il tuo incubo peggiore Empty Re: Il tuo incubo peggiore Ven Mar 12, 2021 10:51 am

Akimizu

Akimizu
Padawan
Padawan
A parer mio siete stati troppo ingenerosi con questo racconto. Partiamo dalla formattazione e dai dialoghi, è chiaramente solo frutto di inesperienza. Lo so perché il primo racconto che ebbi il coraggio di postare in un sito ormai più di un decennio fa era esattamente identico a questo e fui letteralmente massacrato. Ingenuamente credevo che il contenitore non fosse importante come il contenuto e non mi ero informato sulle regole per scrivere i dialoghi e la formattazione era sciatta. Ho imparato a mie spese invece che questi errori, quando presenti un tuo lavoro a qualcuno che lo deve, anche se bonariamente, giudicare, contano come una consecutio errata o un congiuntivo ad mentulam. Altro errore, dettato sempre dall'inesperienza, è la scelta assurda di saltare da un pdv all'altro senza avvisare, leggendo ti senti come se ti avessero dato uno schiaffo da dietro, ti volti e sono sono tutti là che fischiettano facendo girare il dito. Perché dico inesperienza? Perché la prima parte è ariosa, si perdono addirittura caratteri nelle descrizioni, ha preso troppo spazio, i 12000 del limite si sono avvicinati e invece di tagliare (come avrebbero fatto tutti gli altri scafati concorsisti) si è deciso di comprimere il finale, riducendolo a una sequenza di microparagrafi decontestualizzati e con il pdv da decifrare. Allora, consiglio: i paragrafi devono essere ampi, chiari, devono far capire chi parla e dove si svolge l'azione. Il pdv, se scegli di cambiarlo così, mai più in prima persona, entra in campo la terza a penetrazione profonda. In un racconto così breve al massimo puoi permetterti di cambiare pdv due volte, altrimenti diventa una montagna russa.
I problemi evidenziati con la trama sono invece più dovuti a una scarsa organizzazione pre-scrittura, mancano i famosi schemini, perché se fossero stati fatti ci si sarebbe accorti dei vari buchi e di tutti i chiodi senza cappello.
Se però l'autore riesce, e lo farà di sicuro, a prestare più attenzione a questi particolari, sono sicuro che scriverà dei racconti ottimi per i prossimi step, perché il suo stile è ottimo, vivace e vivido, refusi e punteggiatura a parte (cose comunque che si sistemano con l'esercizio, mentre lo stile è innato). Ottimi davvero, naturali e fluidi, i dialoghi. Occhio invece a non inquadrare troppo i personaggi nel loro ruolo, ma mi rendo conto che visto il genere non era semplice.
Al prossimo giro, allora.

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